Serie A, in Lega domani si discutono gli stipendi

Serie A, in Lega domani riunione per intavolare un altro nodo spinoso nato dallo stop dei campionati per l’emergenza Coronavirus, quello del taglio degli stipendi dei calciatori.

Così come per tutte le attività commerciali e non che sono state sospese o rallentate dalla situazione, anche il calcio va incontro alle sue difficoltà economiche, esposte fin da subito da diversi patron, in particolare delle società più piccole, che avrebbero grosse difficoltà a pagare gli stipendi per intero senza introiti da sponsor, televisioni e stadi.

Una questione rognosa che verrà discussa domani in Lega calcio, dove la strada da percorrere sembra quella di una riduzione del 20/30 % degli stipendi dei calciatori, così come riporta Il Corriere dello Sport nell’edizione odierna. Una decurtazione che porterebbe le grandi società a risparmiare cifre altissime, mentre bisognerà valutare se nelle squadre minori basterà, visti gli ingaggi nettamente più bassi.

La questione apre anche ad un’altra sfaccettatura, quella della ripresa degli allenamenti e quindi del lavoro: nel momento in cui si riprende ad allenarsi le società non potrebbero esimersi dal pagare gli stipendi, come ad esempio in casa Lazio, dove la società ha convocato giocatori e staff già per lunedì 23, una decisione che altera gli equilibri di questa scelta e che al momento potrebbe essere interrotta solo da un intervento dall’alto, con il governo pronto a sospendere tutte le attività fisiche all’aperto e con i divieti di utilizzo delle palestre, qualsiasi iniziativa sarebbe “fuori legge”.

Domani si discuterà, noi nel frattempo ci appelliamo al buon senso dei vertici calcistici: “Andrà tutto bene”(?)

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sulle squadre di Serie A – LIVE

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sui campionati FIFA/UEFA – LIVE


 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Roma, Schick e Karsdorp il tesoretto per il futuro

Roma, Schick e Karsdorp potrebbero diventare pedine fondamentali del mercato futuro della società giallorossa.

Con l’imminente entrata della nuova proprietà, guidata Da Friedkin e figlio, la Roma si prepara a fare tesoro con i giocatori in esubero, attualmente in prestito: parliamo principalmente di Patrick Shick e Rick Karsdorp, due nomi che in giallorosso non hanno brillato ma che sono tornati utili alle squadre alle quali la società giallorossa ha prestato i giocatori.

Patrick Shick in particolare, fino allo stop della Bundesliga, ha brillato con la maglia del RedBull Liepzig, realizzando 7 reti e 2 assist in sole 15 partite, restituendo al mondo calcistico quella brillantezza vista con la maglia della Sampdoria. Un nodo da sciogliere dunque per la società giallorossa, che sembrerebbe dare come unica soluzione il riscatto da parte dei tedeschi, visto che a Roma si è visto come non ci siano le condizioni tattico-tecnico per far brillare il giovane ceco. Dalla sua cessione a titolo definitivo la Roma guadagnerebbe 29 Milioni di Euro, una cifra non indifferente anche se distante da quella iniziale che la Roma aveva prefissato con la Sampdoria.

Capitolo Karsdorp, il terzino olandese è tornato a casa, al Feyeenord, in prestito secco senza riscatto fissato, ma l’ex giallorosso sta convincendo tutti nei Paesi Bassi, in particolare anche il CT De Boer che ha dichiarato di poter riconsiderare il giocatore in ottica nazionale. Di questo passo il Feyeenord potrebbe tentare di riportare definitivamente in rosa il terzino, La trattativa potrebbe portare nelle casse della Roma una cifra intorno ai 10 Milioni, considerando che il club di Viale Tolstoj ha speso la cifra di 14 Milioni per l’acquisto nel 2017 del calciatore olandese.

Con questo tesoretto la Roma potrebbe lavorare su più fronti, ultimo di questi la stella 17enne dell’Ajax Ryan Gravenberch, come riporta la Gazzetta dello Sport, con una valutazione intorno ai 10-12 Milioni, cifra che potrebbe salire visto l’alto interesse sul giovane talento.

 

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Coronavirus, il goal umanitario dei calciatori

Coronavirus e calciatori, come stanno reagendo i nostri idoli milionari?

Strapagati, viziati, poco acculturati, non conoscenti della vita dura e reale, bambinoni, spendaccioni, ultraricchi e quant’altro, tutti aggettivi tranquillamente riferibili ai calciatori, questa categoria tanto offesa quanto amata, un unicum forse nel mondo dello show-business. Ma mai come in questa situazione certe differenze si assottigliano, quasi si annullano: siamo tutti sulla stessa barca, stesse reazioni, stesse paure, stessi comportamenti. La differenza non assottigliabile purtroppo è quella economica.

La quarantena da Coronavirus lascerà un segno sull’economia italiana e sui lavoratori, in particolare coloro che non percepiranno stipendio, stipendio probabilmente già magro di per se; partiamo da questo assunto per chiarire che siamo tutti a conoscenza che un calciatore è fortunato. Fortunato economicamente ma è un uomo come tutti noi.

Abbiamo parlato di reazioni e ci chiediamo, come hanno reagito i calciatori a tutto questo? Sicuramente nell’ambiente i calciatori sono stati i migliori. A dispetto di presidenti, direttori e anche funzionari di Leghe e federazioni, i calciatori sono stati encomiabili. Hanno voluto fermarsi quando ci si doveva fermare, hanno lavorato finché gli è stato imposto. Hanno provato a far divertire gli italiani in quelle poche partite giocate, cercando di far risollevare l’umore degli italiani, quando il proprio probabilmente non era dei migliori. I calciatori risultati positivi si sono affrettati a dare la loro testimonianza diretta per tranquillizzare tutti, nonostante credo che dentro di loro un paio di accidenti a chi li ha costretti a giocare lo abbiano detto.

E poi ci sono le iniziative: perché prendere un’iniziativa è qualcosa di istintivo e d’istinto tantissimi calciatori hanno donato parte dei propri stipendi alla ricerca ed agli ospedali che sono in prima linea: Totti, Insigne, Florenzi, Ilicic, Cafù, Donnarumma, Immobile, Romagnoli, Bonucci, Bernardeschi, Ibrahimovic, Milik, Callejon, Zielinski e tantissimi altri, quasi verrebbe da nominarli tutti, hanno intrapreso iniziative di donazione per l’emergenza Coronavirus.

Da encomio anche il comportamento dell’AIC, capitanata da uno che da giocatore veniva chiamato “Anima candida” non a caso, Damiano Tommasi, che ha sfidato le forze di potere per far interrompere il bruttissimo teatrino che si era creato attorno alla situazione, che oltre a ledere l’immagine del nostro calcio, era un pericolo per la salute di giocatori e staff.

Oltre questo ci sono i tanti messaggi di incoraggiamento e le simpatiche “challenge” social da parte dei giocatori, che inutile nascondersi, ci intrattengono in questo momento di quarantena che non è facile per nessuno.

Tutto questo per dire che i nostri calciatori sono ancora la parte buona di questo sport, ed osannarli o criticarli non è la vera chiave morale, la chiave morale sta nelle decisioni di fronte alle situazioni avverse e fatti alla mano vediamo solo goal da parte loro e pochissimi errori e paragoni con medici ed infermieri, sicuramente eroi veri, è poco gratificante per gli uni e per gli altri. I calciatori devono fare i calciatori, i medici devono fare i medici ed entrambi lo stanno facendo bene.

 




Roma, Friedkin non molla e osserva da lontano

Roma, Friedkin non molla e si attendono notizie sul fronte dell’imprenditore americano che prima dello stop del campionato aveva pronta la firma sulle carte che gli avrebbero consegnato lo storico club giallorosso.

Una trattativa che non si è fermata definitivamente, certamente rallentata, ma non nelle intenzioni; infatti Dan Friedkin e Ryan Friedkin stanno solo attendendo di avere più chiaro il futuro prossimo del calcio italiano ed europeo, fermo insieme a tutto il mondo per fronteggiare l’unico nemico attuale, il Coronavirus.

Scelta obbligata, visto che l’ingresso in società prevede anche una programmazione lavorativa impossibile da costruire al momento, non essendoci alcuna certezza sulla ripresa della stagione in essere e non conoscendo neanche quali saranno le modalità della prossima.

Sul fronte economico, come riporta il Corriere dello Sport, c’è ancora qualche distanza tra la valutazione di Friedkin e quella di Pallotta, valutazione che vista la situazione potrebbe ancora variare. Probabilmente questo non fermerà la trattativa anche ‘perché la volontà è chiara da parte di entrambi; Pallotta vuole vendere e anche in fretta, Friedkin è deciso nell’intento di investire nella società romana e provare ad esportare il suo modello di marketing alla’americana, ancora più intraprendente di quello esposto dal bostoniano Pallotta, il quale è riuscito solo in parte a cambiare il fatturato ed il prestigio della società giallorossa, migliorandone sì il brand ma non ottenendo risultati dal punto di vista sportivo.


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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 

 




Lazio, Diaconale parla ancora (?): “C’è interesse dietro al blocco del campionato”

Mettiamo un bel punto interrogativo al titolo e ci chiediamo, LazioDiaconale parla ancora?

ALLERTA SPOILER – I punti interrogativi saranno tanti nell’articolo.

Dovere di cronaca dire che nel nuovo post dell’interessante (?) rubrica “Taccuino biancoceleste”, scritta dal responsabile(?) della comunicazione della S.S. Lazio, il buon Diaconale si impegna a disimpegnare da qualsiasi  coinvolgimento Claudio Lotito e la società biancoceleste, un gesto nobile, ma che vale quanto la scritta alla fine dei film “fatti e riferimenti a cose e persone sono puramente casuali“. Soprattutto nel momento in cui lo stesso Diaconale, di suo stesso pugno svela il vero problema delle sue dichiarazioni:  “Naturalmente sono consapevole che il mio ruolo di portavoce del presidente possa ingenerare il sospetto che si tratti di opinioni condizionate dalla mia attività nella società biancoceleste”. Dunque ora che ne è consapevole possiamo certificare che a parlare è un membro della Società Sportiva Lazio, e parlando della medesima nel post non crediamo ci sia scampo, arrampicamento fallito (rumore di unghie sugli specchi).

Detto ciò andiamo a scovare il succo e la morale del nuovo episodio di “Diaconale dice cose a caso”: la questione è sempre quella; annullare il campionato o assegnare lo scudetto alla Juventus o fare i play-off con più di quattro squadre è un complotto: “Dietro i presunti virtuosi si nasconde il preciso interesse a bloccare tutto, competizione ed allenamenti, per arrivare ad annullare il Campionato. O per cristallizzare la classifica del momento (Juventus sopra la Lazio per un punto) o per dare una conclusione al campionato con quella soluzione play-off e play-out che potrebbe offrire una occasione di salvataggio della stagione alle squadre che nel 19/20 hanno deluso (qualcuno vorrebbe il play-off non a quattro, neppure a sei ma addirittura a dodici).” Traduciamo: tutto ciò che non va a favore della Lazio è complotto, il resto è giusta causa.

Dunque, tra una serie di inutili appelli alla sicurezza sanitaria del paese, il messaggio è semplice, in questa situazione qualcuno deve pur pensare a chi vincerà lo scudetto del campionato di calcio di Serie A, lo fà per il bene del paese che in questo momento credo attenda più questo che il vaccino per il Covid-19. Peccato che non esista un vaccino per le persone come Diaconale.

Attenzione non stiamo demonizzando la persona, non conoscendola personalmente potremmo star a parlare del nulla, ma stiamo colpevolizzando il Diaconale figura associata alla S.S. Lazio, protagonista di una stagione stupenda sul campo, ma che fuori sta lasciando solo polemiche e dubbi sulla buonafede di chi la gestisce, tra calendari particolarmente flessibili e inutili polemiche su di uno scudetto che non sappiamo se e quando verrà assegnato, ma che al momento deve e dovrà essere l’ultimo dei problemi.

Perchè piacerebbe ricordare al signor Diaconale che anche fuori dal calcio c’è chi si domanda se potrà recuperare il tempo perso ed ottenere i risultati prefissati dopo il lavoro di un anno, sudato e meticoloso, che a causa di questo periodo potrebbe essere vanificato.

Se si riprenderà, verrà presa la decisione sul campionato che aiuterà il sistema a ripartire, non alle società ad accaparrarsi il premio, premio che ricordiamo non meriterebbe solo la Lazio, cosa che a quanto pare invece nelle parole di Diaconale pare contraria.

Quindi, caro Diaconale, la libertà di espressione la stiamo esercitando anche noi di RG24, nel rimproverarti, canzonarti e smentendoti, ma noi non rappresentiamo nessuna Società Sportiva, non potremmo vincere nessuno scudetto e stiamo lavorando, da casa, come tutti, per quello che si può, per la pura passione.

Qui il link per le cose dette a caso da Diaconale.




Fiorentina, ansia per Pioli: Badelj out, Chiesa e Thereau forse

Non arrivano buone notizie per Stefano Pioli: infatti, il tecnico della Fiorentina dovrà rinunciare certamente a Milan Badelj per la gara contro la SPAL di domenica. Al posto del centrocampista croato dovrebbe scendere in campo Sanchez. Per quanto riguarda l’attacco, restano ancora molti dubbi sulle condizioni di Chiesa e Thereau: il primo ha dovuto rinunciare al match dell’Under21 a causa dei problemi al ginocchio e nella giornata di ieri non si è allenato in gruppo, mentre l’ex Udinese, secondo quanto riportato da PremiumSport, non sarà recuperabile al 100%.




Inter, Toloi nel mirino di Sabatini: nuovo assalto a gennaio

Rodrigo Toloi è sempre nei pensieri di Walter Sabatini. Come riportato da Calciomercato.com, il difensore dell’Atalanta potrebbe trasferirsi durante il mercato di gennaio all’Inter, squadra da cui è stato corteggiato quasi tutta l’estate. Il ds dei nerazzurri è calcisticamente innamorato del centrale brasiliano e non lo ha mai nascosto, così come è stato più volte apprezzato da Luciano Spalletti. La trattativa non è semplice: difficilmente l’Atalanta deciderà di privarsene a gennaio e non lo lascerà partite con un’offerta minore ai 10 milioni di euro.




I 10 esoneri più veloci della storia del calcio

L’esonero, nel mondo del calcio, è un qualcosa verso cui ogni allenatore può incappare nel corso della carriera. Talvolta avventati, spesso contestati, fanno parte ormai da parecchi anni della quotidianità del gioco.

Per questo motivo la redazione di RadioGoal24 ha deciso di stilare una speciale classifica. Ecco a voi i 10 esoneri più veloci della storia del calcio.

 

10 – Luigi Delneri, Porto: 64 giorni

In decima posizione troviamo una conoscenza del nostro calcio, che però non ha avuto tanta fortuna in terra portoghese. L’ex allenatore di Roma e Juventus, ed attuale tecnico dell’Udinese, è stato esonerato ancora prima dell’inizio del campionato, in quanto accusato dalla dirigenza dei Dragoes di mancanza di professionalità e di molte assenze non giustificate. Anche il precampionato era stato tutt’altro che positivo.

 

 9 – Brian Clough, Leeds United: 44 giorni

Conosciuto per il suo carattere burrascoso e schietto, l’allenatore inglese durò appena 44 giorni. Con i giocatori non sbocciò mai l’amore, anzi: il tecnico li accusò la rosa di rimpiangere il vecchio allenatore, con cui Clough aveva pubblicamente litigato. Dopo solo 7 partite e una sola vittoria, la società inglese gli diede il ben servito.

 

8 – Paul Gascoigne, Kettering: 39 giorni

Con il Kettering, l’ex giocatore della Lazio ha vissuto la sua unica esperienza da allenatore. Gazza si presentò con 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, niente di disastroso. Il rapporto con i giocatori era buono e sereno, ma dopo soli 39 giorni la dirigenza del club inglese decise di esonerarlo in quanto “non era in grado di portare avanti i suoi compiti di manager”.

 

7 – Steve Coppell, Manchester City: 33 giorni

L’ex giocatore del Manchester United, arrivo sulla panchina del City nel 1996. In questo caso non si trattò però di un esonero: l’ex centrocampista decise di abbandonare l’incarico di sua spontanea volontà, dichiarando di non riuscire a reggere più lo stress. In conferenza si presentò dicendo: “Sono un animale che tende a fare il nido ovunque si ferma”.

 

6 – Paul Hart, QPR: 28 giorni

Ancora una volta club inglese e allenatore inglese. Arrivato a stagione in corso sulla panchina del Queen Parks Rangers, il tecnico inglese fu allontanato dopo 28 giorni, a causa di una sola vittoria in 5 partite. Si dice che i giocatori furono sconvolti dall’approccio tattico dell’ex difensore.

 

5 – Gustavo Barros Schelotto, Palermo: 22 giorni

Arriviamo finalmente in Italia e, ovviamente, al Palermo. Anche se, stranamente, questa volta non fu un esonero causato dal carattere focoso di Zamparini. Schelotto, arrivato in Sicilia nel gennaio del 2016, abbandonò la panchina dopo soli 22 giorni in quanto non era munito della licenza per allenare.

 

4 – Zé Maria, Ceahlaul: 5 giorni

L’ex giocatore dell’Inter detiene un record alquanto bizzarro: il brasiliano è l’unico allenatore ad essere esonerato, richiamato ed esonerato nuovamente nell’arco di soli 5 giorni. L’ex giocatore non la prese bene e dichiarò le seguenti parole: “Sono stato preso in giro da un presidente (Angelo Massone, ndr) che tratta i giocatori come fossero schiavi e sostiene che vada usato il pugno di ferro “perché sono rumeni”.

3 – Marcelo Bielsa, Lazio: 2 giorni

Torniamo in Italia, questa volta in casa Lotito. Il tecnico argentino, insieme al suo staff, decise di abbandonare la causa in quanto convinto che il presidente della Lazio non avrebbe comprato i giocatori a lui promessi entro un certo limite di tempo. L’allenatore decise quindi di rassegnare le dimissioni dopo soli 2 giorni, senza nemmeno essere atterrato a Fiumicino.

 

2 – Attilio Tesser, Cagliari: 1 giorno

A Cagliari troviamo un altro specialista di esoneri e Tesser ne sa qualcosa. La leggenda narra che Cellino, il giorno prima della partita, disse al tecnico: “vediamo se lei è un uomo fortunato”. Il Siena vinse 2-1 e il povero allenatore fu esonerato all’istante.

1 – Leroy Rosenior, Torquay: 10 minuti

E’ una storia assurda quella di Rosenior sulla panchina del Torquay. L’allenatore aveva appena firmato il contratto con il club inglese e dopo pochi minuti di conferenza stampa, alla terza domanda, arriva il comunicato che il presidente aveva ceduto il club e il nuovo proprietario aveva deciso di esonerare l’allenatore della vecchia proprietà.

 




Napoli, Sarri nel post partita: “Hamsik è straordinario. Squadra di un ottimo livello”

Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni Sky Sport di al termine della vittoria contro il Cagliari per 3-0: “Oggi ho visto una squadra di ottimo livello che è riuscita a fare un’ottima partita, ma bisogna pensare subito alla prossima. In questo momento c’è qualche piccolo segnale di crescita, ma serve continuità per 11 mesi per capire se siamo cresciuti davvero. Hamsik? Quando si sta parlando di un fuoriclasse basta che faccia 2-3 partite sottotono e si parla subito di crisi. Marek può fare qualche gara al di sotto della sua condizione, ma è un giocatore straordinario. Tra Mertens e Callejon il secondo era più stanco, per questo l’ho fatto riposare. Tra l’altro Callejon tornerà in Nazionale e non c’è certezza che possa riposare. Le prossime gare? Giocheremo contro grandi squadre, dobbiamo essere motivati. Poi si può vincere e si può perdere, ma non bisogna mai staccare la spina. Avremo 14 giocatori in Nazionali che non so quando rientreranno. La sosta la facciamo noi, ma non i giocatori che faranno due partite in 9 giorni. Abbiamo poco tempo per preparare le prossime gare, il calendario delle Nazionali è folle. Serve un periodo dell’anno in cui far giocare solo le Nazionali, così è ingestibile. Quando sei di fronte alle difficoltà vengono fuori delle opportunità. Tra tutte le soluzioni che avevamo Mertens attaccante centrale era una di queste e lui ci ha risposto meglio di quanto ci aspettavamo. È diventato un giocatore redditizio, straordinario”.




Cagliari, Rastelli nel post partita: “Ci abbiamo provato, ma il Napoli è da scudetto”

Massimo Rastelli, allenatore del Cagliari, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport al termine della sconfitta esterna contro il Napoli per 3-0: “Non volevamo snaturare il nostro modo di stare in campo, volevamo restare molto compatti nella nostra metà campo cercando di creare problemi al Napoli. Purtroppo come l’anno scorso abbiamo preso gol alla prima occasione e allora diventa difficile. Loro trovano sempre soluzioni con grandissima qualità. Il rigore del 2-0 poi ha chiuso la gara. Noi oggi volevamo la prestazione, rimanere aggrappati al match e in partita. Sono gare che servono per crescere, ci sono stati degli errori contro una squadra che ti punisce sempre alle prime disattenzioni. Comunque non ci siamo disuniti, di più non si poteva fare avendo preso gol subito. Napoli e Juventus per lo Scudetto? Il Napoli è maturo, credo che si giocherà lo Scudetto con la Juventus. Forse più indietro c’è la Roma, poi non vedo altre squadre. La sosta? Forse preferivo giocare subito, non rimuginare su questa sconfitta, ma cercheremo in questi 15 giorni di sistemare un po’ di cose e ripartire subito con i risultati”.