Milan, Bennacer:”Sogno il primo gol in rossonero. Mi ispiro a Iniesta, Pirlo e Xavi”

Milan, Bennacer:”Sogno il primo gol in rossonero. Mi ispiro a Iniesta, Pirlo e Xavi”

Il centrocampista del Milan Ismael Bennacer ha risposto a parecchie domande dei tifosi sul profilo Instagram del club rossonero, riguardanti presente, passato e futuro.

Sulla gara del passato che vorrebbe vedere: “Vorrei assistere alla semifinale di Champions contro il Manchester, quando Kakà ha segnato un gol incredibile”.

Sul miglior calciatore algerino: “Per me il miglior giocatore algerino è Riyad Mahrez“.

Sull’avversario più forte: “Il giocatore più forte che ho affrontato è Dybala della Juventus”.

Sui giocatori a cui si ispira: “Mi ispiro a Iniesta, Pirlo e Xavi“.

Sulle emozioni con la maglia rossonera: “Quando metto la maglia del Milan è incredibile, vedo il simbolo delle 7 Champions sulla spalla…”.

Sui ruoli da bambino: “Da bambino giocavo numero 10, a volte terzino sinistro quando ero molto piccolo”.

Sul momento più bello come calciatore: “Per ora il momento più bello della mia carriera è stata la vittoria in Coppa d’Africa”.

Sul gol che manca: “Anche io non vedo l’ora di segnare a San Siro. Sicuramente esulterei sotto la Curva Sud”.

Su cosa lo ha fatto innamorare del Milan: “Tutto, la squadra, la società, i giocatori che ci sono stati e quelli che ci sono ancora”.

Sulla miglior gara col Milan: “La partita più bella che ho giocato con il Milan è stata contro l’Udinese in Coppa Italia”.

Sui punti di forza e su cosa migliorare: “Il recupero palla e il passaggio tra le linee, devo migliorare tutto, soprattutto devo essere decisivo”.

Sul Ramadan: “Lo passerò a casa oppure durante l’allenamento se ci alleneremo”.

Sulla vittoria in Coppa d’Africa: “E’ stato qualcosa di incredibile, quando siamo tornati in Algeria è stato incredibile”.

Sull’undici ideale: “Come portiere Dida, terzino sinistro Roberto Carlos, centrali Maldini-Nesta, a destra Cafu, regista Pirlo, poi Iniesta–Xavi. In avanti Messi, Ronaldinho e Ronaldo“.

Su cosa fare alla fine della quarantena: “Voglio andare in allenamento, a vedere mia mamma se posso e anche mia moglie”.

Sul messaggio ai tifosi: “Sempre forza Milan, torneremo più forti. Stiamo a casa, siamo una squadra”.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Nocerino, il Mister X rossonero

Nocerino, il Mister X rossonero

Voglio festeggiare Antonio Nocerino, che oggi spegne trentacinque candeline, ricordando la strepitosa annata 2011-2012 che lo vide protagonista nonostante fosse arrivato al Milan solamente a fine mercato e per una cifra esigua. Il 31 agosto del 2011 Adriano Galliani annuncia al popolo rossonero di aver acquistato Antonio Nocerino dal Palermo per soli 500mila euro.

Dopo un’estate rovente alla ricerca di un “Mister X per il centrocampo”, come disse Galliani mentre sognava di Lassana Diarra, ecco che al Milan arriva un centrocampista ventiseienne reduce da tre buone stagioni a Palermo. Ma si sa che a San Siro sono sempre stati abituati a ben altri nomi, per questo Nocerino viene accolto dallo scetticismo generale, ma passa fin troppo in sordina il fatto che sia stato il tecnico campione d’Italia in carica Max Allegri a volerlo fortemente per il suo centrocampo. Comincia così la pazzesca annata di Nocerino in rossonero: tra lo scetticismo generale, un posto in panchina ed un ultimo posto nelle gerarchie dietro ad Ambrosini, Aquilani, Van Bommel, Seedorf e Gattuso. Comincia così la stagione 2011-2012 per Nocerino e finisce con San Siro che canta “Chiamato mister X per due soldi è giunto qua, adesso lotta, segna ed esulta con gli ultrà“.

Antonio Nocerino, il Mister X di Galliani, scala velocemente le gerarchie e si prende il posto da titolare come mezzala destra, d’altronde Allegri l’aveva chiesto perché vedeva in lui il perfetto erede di Gattuso. Roccioso, veloce e dotato di grande resistenza, Nocerino è anche un centrocampista dalle spiccate doti da incontrista che nei tre anni a Palermo si è reinventato come Box to Box (ovvero gli infaticabili centrocampisti che sanno rincorrere l’avversario, recuperare palla e buttarsi nell’area avversaria). Al Milan poi Nocerino trova tutti attaccanti e trequartisti che gioca ad altissimi livelli di qualità tecnica, quei tipici giocatori che hanno gli occhi anche dietro la testa e che sanno imbeccarti con giocate favolose di prima, quei classici giocatori strepitosi che vedono corridoi lì dove non ci sono… Robinho, Seedorf, Ibrahimovic, Cassano, Boateng, Aquilani, tanta qualità al servizio di un Milan forte ma a fine ciclo, tanta qualità che nel corso della stagione si metterà al servizio di un grande lavoratore come Nocerino, trasformandolo in un incursore goleador.

Antonio Nocerino termina la sua prima stagione in rossonero disputando 48 match (35 in Serie A, 10 in Champions League e 3 in Coppa Italia) e segnando 11 gol, e nonostante l’ultima giornata (vittoria casalinga contro il Novara per 2-1) San Siro la tributò agli addi di idoli rossoneri come Gattuso, Filippo Inzaghi, Nesta, Seedorf, Zambrotta, van Bommel e Roma, i tifosi riservarono anche in quella partita a Nocerino il celebre coro per Mister X. A fine stagione Nocerino venne convocato da Prandelli per la spedizione dell’Italia a Euro 2012, e durante il Gran Galà del calcio AIC 2012 venne inserito nella formazione degli undici migliori calciatori della stagione.

Il 9 aprile 1985 nasce Antonio Nocerino a Napoli, ventisette anni dopo il ragazzo verrà adottato da San Siro come un figlio rossonero di Milano. Tanti auguri Mister X!

(Dati Wikipedia)

 

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Milan, quanti esuberi e bocciati!

Milan, quanti esuberi e bocciati!

Come troppo spesso accade in casa Milan, a fine stagione sarà rivoluzione. E non sarà rivoluzione solo per quanto riguarda il tecnico e la dirigenza, ma anche la rosa del club verrà profondamente rivoluzionata radicalmente. Quest’oggi su La Gazzetta dello Sport il Milan è stato scomposto per capire la situazione sul mercato di ciascun calciatore.

GLI USCENTI: sicuramente a fine stagione lascerà Biglia, che ha il contratto in scadenza e il club rossonero non proverà a trattenerlo per questioni di età (34 anni) e di ingaggio (3,5 milioni netti a stagione). Lascerà anche Jack Bonaventura, seguito da moltissimi club in Italia ma anch’esso in scadenza, qui però un rinnovo col Milan non è impossibile anche se complicato. I due portieri di scorta, Asmir Begovic e Pepe Reina, lasceranno entrambi per questioni d’età e per via del rientro dal prestito del giovane e talentuoso Plizzari. Non verrà infine riscattato l’esterno belga Saelemaekers.

I PIOLISTI: con l’avvento di Pioli sulla panchina rossonera alcuni calciatori hanno ottenuto maggior minutaggio e tanta fiducia da parte del tecnico. È il caso dei nuovi indispensabili Castillejo e Rebic, divenute colonne imprescindibili di questo Milan e titolari inamovibili tanto da scalzare Piatek, Leao e Suso. Maggior minutaggio e un miglioramento di rendimento l’ha avuto anche Calhanoglu grazie a Pioli, così come il giovane Gabbia che da quinto difensore con Giampaolo ha finito per giocare qualche gara da titolare con Pioli. Intoccabili per Pioli poi troviamo Theo Hernandez e Ismael Bennacer. Questi dovrebbero rimanere tutti, ma l’avvento di un nuovo tecnico potrebbe compromettere il futuro in rossonero di alcuni di questi calciatori.

GLI SCONTENTI: qui i casi spinosi sono due, Paqueta e Musacchio. Lucas Paqueta, trequartista brasiliano, è arrivato per 38 milioni circa un anno fa ed è passato brevemente da protagonista a riservista, un passo così breve che ora il brasiliano sente le sirene estere che suonano. L’altro scontento è Mateo Musacchio, difensore centrale argentino, che in questa stagione è stato scavalcato sia da Simon Kjaer che dal giovanissimo Gabbia. Nei giorni scorsi l’agente di Musacchio ha lasciato intendere tutto il malumore del ragazzo per la sua posizione nelle gerarchie di Pioli.

GLI INCERTI: qui la lista è lunga e troviamo Ibrahimovic, Gigio Donnarumma e il fratello Antonio, Kessie, Laxalt, Kjaer e uno tra Conti e Calabria. Per Ibra bisognerà parlare con la nuova dirigenza, ma difficilmente un quasi trentanovenne dall’ingaggio pesantissimo verrà riconfermato nel nuovo Milan voluto da Gazidis. In forte dubbio anche i fratelli Donnarumma, Raiola sta parlando col club rossonero per un possibile rinnovo o per una cessione prima che il contratto scada (2021) ed il ragazzo venga perso a zero, con lui ovviamente lascerebbe anche il fratello terzo portiere. Per Laxalt verranno cercati acquirenti, così come per Kessie che non ha mai davvero convinto San Siro e ora potrebbe tornare utile come pedina di scambio col Napoli per abbassare le pretese dei partenopei per Milik. Simon Kjaer è quello che più probabilmente verrà confermato, viste le sue pretese contrattuali congrue ed un riscatto da 2,5 milioni abbordabile. Uno dei due terzini destri lascerà: Conti e Calabria, col secondo più instradato verso l’addio perché essendo un prodotto del vivaio garantirebbe una ricca plusvalenza.

I RIMANDATI: sono tre i rimandati, ovvero quelli che hanno giocato e in parte convinto ma poi sono finiti nel dimenticatoio. Il centrocampista Rade Krunic, che minutaggio ultimamente ne aveva anche trovato, il difensore Duarte ed il giovanissimo attaccante Leao. Tra questi quello più traballante sembra Duarte, mentre Krunic e Leao dovrebbero far parte della rosa del prossimo anno.

 

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Suso:”Se il Siviglia va in Champions resto qui”

Suso:”Se il Siviglia va in Champions resto qui”

L’ex giocatore del Milan Suso è intervenuto questa mattina a Radio Marca Sevilla ed ha parlato del suo futuro.

Queste le sue parole: “Se andiamo in Champions c’è l’opzione di continuare sicuramente qui, ma ci sono anche molte altre opzioni affinché ciò avvenga. Sono venuto a vivere a Montequinto, molto vicino alla mia famiglia che sta a 100 chilometri. Siviglia piace molto a me e alla mia famiglia”.

In questa stagione Suso ha vestito la maglia del Milan fino a Gennaio, collezionando 16 presenze, 1 gol e 2 assist. Nel mercato di riparazione è tornato in patria e con il Siviglia, fino alla sospensione del campionato a causa dell’emergenza Coronavirus, ha disputato 6 presenze con 1 gol e 1 assist all’attivo, ritrovando convinzione e prestazioni di ottimo livello.

Ricordiamo i termini della trattativa: la formula è stata quella di un prestito per 18 mesi (fino al giugno 2021) con obbligo di riscatto automatico a 23 milioni di € pronto a scattare al raggiungimento di determinati traguardi (approdo in Champions League).

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Pietro Vierchowod, lo Zar

Pietro Vierchowod, lo Zar

È il suo compleanno oggi, e dato che è nato il 6 aprile del 1959 compie sessantuno anni, ma chissà come lo festeggerà… in fondo Pietro Vierchowod è sempre stato un duro, un tipo estremamente serio, professionale fino in fondo, quasi glaciale tanto che raramente lo si vedeva ridere. Era così Lo Zar, ma forse è stato proprio grazie a questo modo di fare serio e professionale che Pietro Vierchowod è riuscito a disputare tre Mondiali e venticinque stagioni da calciatore. Poche interviste, rare apparizioni in tv. “Non c’è bisogno di parlare o mettersi in mostra. Io fino a 41 anni ho giocato perché mi piaceva. A Piacenza arrivavo all’allenamento un’ ora prima degli altri. Cosa ci può essere di più bello di un mestiere che ti fa stare all’aria aperta e ti fa divertire?“.

Vierchowod ha giocato per molte maglie: Como, Fiorentina, Roma, Sampdoria, Milan, Juventus e Piacenza, e in ognuna di queste squadre ha giocato da leader ed è entrato nei cuori dei tifosi. Con la maglia del Como ha esordito tra i professionisti, partecipando alla rinascita dei bianco blu che scesi dalla B in C1 hanno saputo tornare in A con due promozioni consecutive. Con la maglia viola della Fiorentina indosso gioca una sola stagione in prestito ma farà parte di quella squadra che nella stagione 81-82 si classificò seconda dietro alla Juventus. Nella stagione 82-83 viene ceduto ancora in prestito dalla Samp ma questa volta alla Roma: con la maglia giallorossa vincerà uno storico scudetto, vittoria che fu possibile anche grazie al reparto difensivo sul quale poteva contare quella squadra ( Vierchowod, Nela, Maldera e Di Bartolomei) allenata dal grande Liedholm. Tornò a Genova nel 1983 e ci rimase per dodici stagioni: con la Sampdoria vinse quattro Coppe Italia, una Coppa delle Coppe, uno scudetto e una Supercoppa italiana, mentre gli sfuggì la Coppa dei Campioni, persa in finale a Wembley contro gli spagnoli del Barcellona. Vierchowod diventò uno dei leader e una bandiera della compagine doriana, rifiutando più volte il trasferimento ad altre squadre. Nell’estate del 1995 Lo Zar accettò il trasferimento alla Juventus, all’età di 36 anni, dove rimase per una sola stagione ma anche grazie alle sue ottime prestazioni la Vecchia Signora vinse la Champions League in quell’annata e Vierchowod entrò subito nel cuore dei tifosi bianconeri. Il 3 settembre 1996 firma col Milan per una stagione, andando a sostituire l’infortunato Baresi. Al termine della stagione, nonostante molte voci lo dichiararono come prossimo al ritiro, Pietro Lo Zar Vierchowod non si rassegnò ed a 38 anni, nell’estate del 1997, firmò un contratto col Piacenza dove rimase per tre stagioni (contribuendo a due salvezze!). Vierchowod appese gli scarpini al chiodo nell’estate del 2000, a quarantuno anni, con la soddisfazione di aver marcato e giocato alla pari con moltissimi attaccanti fenomenali (e ben più giovani di lui) che in quegli anni giocavano in Serie A.

Pietro Vierchowod prese parte a tre spedizioni Mondiali: Spagna 1982, Messico 1986 e Italia 1990, rifiutandosi di andare ad USA 1994 perché “non mi andava di sperare negli infortuni dei compagni. E pensare che poi si fece male Baresi…», visto che Sacchi non lo vedeva come un titolare. Con la Nazionale gioca 42 partite e segna 2 gol, diventando campione del mondo nel 1982.

Considerato tra i più forti interpreti del ruolo tra gli anni ‘80 e ‘90, Vierchowod era uno stopper tenace e grintoso, duro nei contrasti e velocissimo in campo aperto, tanto che Bearzot lo definì «il difensore più rapido del mondo». Seppur non eccezionalmente alto Lo Zar era dotato di grandissima elevazione che lo portava a vincere numerosi contrasti aerei e a segnare molti gol (38 gol in A, tra i più prolifici difensori). Considerato come uno dei più bravi nella marcatura a uomo, seppe adattarsi anche all’innovazione della difesa a zona grazie alla sua professionalità e all’impegno.

La serietà Lo Zar la dimostra anche a sessantuno anni, nell’intervista odierna rilasciata a Libero: “Fa male sentire i numeri dei contagi e dei morti -ma non serve prendersela col calcio parlando di Atalanta-Valencia: il virus circolava già prima. Se per una volta i calciatori dovessero lavorare a giugno non sarebbe la fine del mondo. I club possono dare il buon esempio anche con gli sconti per i biglietti, il pubblico compenserà le perdite. E’ giusto, in giorni in cui tutti i lavoratori non sanno se avranno lo stipendio, che i calciatori facciano un sacrificio. La Juventus ha fatto una mossa giusta e i giocatori sono stati bravi ad accettare”.

Disse di sé “Un leader io? No, uno che da’ una mano”, umile fino al midollo come solo i grandi campioni sanno essere. Tanti auguri Zar!

 


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Milan, sempre viva la pista Torreira ma serve vendere

Milan, sempre viva la pista Torreira ma serve vendere

Come riporta il sito Tuttomercatoweb, il Milan sembra non aver mollato la presa su Lucas Torreira dell’Arsenal. Il centrocampista uruguayano piace da tempo alla società rossonera, fino dai tempi della sua permanenza alla Sampdoria. Con l’approdo in Premier League il suo rendimento è cresciuto, così come il prezzo del suo cartellino che adesso si aggira sui 45 milioni di €, secondo le stime di Transfermarkt. L’ Arsenal non vorrebbe privarsene ma se dovesse arrivare un’offerta soddisfacente potrebbe sedersi al banco delle trattative. Per affondare il colpo su Torreira il Milan è pronto a cedere 2 giocatori, reinvestendone il ricavato: il brasiliano Paquetà e l’ivoriano Kessie sono i papabili partenti. Il primo perché sembra non essersi mai ambientato, il secondo per una calo di rendimento evidente e continuo che lo rende sacrificabile.

Al momento soprattutto su Kessie c’è l’interesse del Napoli, dal quale potrebbe arrivare l’attaccante Milik. Gazidis ha fissato il prezzo: non meno di 20 milioni di €. Una cifra importante, che potrebbe scoraggiare gli acquirenti.

Su Paquetà sembra invece forte l’interesse del Benfica. La società portoghese vorrebbe provare a rilanciare quella che viene, ad oggi, considerato il futuro del calcio brasiliano.

 

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Napoli, tutti i nomi per il mercato

Napoli, le notizie di oggi sulle operazioni in entrata e in uscita

Asse Napoli-Madrid e questione bomber

Il Real Madrid fa sul serio per Fabian Ruiz.  Facile convincere il giocatore, assai meno il Napoli, che valuta il suo gioiello non meno di 60 milioni di euro. Le merengues avrebbero messo sul piatto come parziale contropartita Lucas Vazquez, attaccante esterno 29enne, 18 partite e 3 reti nella stagione in corso, che se adeguatamente rivitalizzato potrebbe rivelarsi l’erede di Callejon, probabilmente al capolinea della sua avventura in azzurro. Secondo la Gazzetta dello Sport, Il Napoli avrebbe messo gli occhi anche su Luka Jovic per il dopo Milik. Il centravanti polacco è sempre più nel mirino del Milan, che vorrebbe coprire parte della sua quotazione – tra i 35 e i 40 milioni –, inserendo nella trattativa con il Napoli il cartellino di Kessié. Sarà dura convincere De Laurentiis ad abbassare la cifra fissata per privarsi dell’attaccante”.

La fascia sinistra

Giuntoli è al lavoro anche per garantire a Mario Rui, che ha un contratto fino al 2022, un’alternativa di qualità, e secondo il Corriere dello Sport sono quattro i profili finiti sul taccuino del ds azzurro.Il primo è  Borna Barisic, forte di un contratto prolungato a gennaio fino al 2024 con i Glasgow Rangers: il croato, 27 anni  è tra i quattro il giocatore con più esperienza. Il secondo è il 23enne Junior Firpo, doppio passaporto spagnolo e dominicano; anche per lui con il Barcellona contratto fino al 2024. Sempre in Liga, non è un nome nuovo quello di Marc Cucurella, l’esterno 21enne del Getafe, anch’egli di proprietà del Barcellona, in scadenza nel 2021. Un altro nome caldo da settimane nel mirino di Giuntoli è quello di Tsmikas, legato da fino al 2022 con l’Olympiacos: per il greco c’è da battere la concorrenza di Inter e Arsenal.

Mertens

Secondo Gianluca Di Marzio il futuro del belga al Napoli potrebbe tornare di nuovo in bilico. Un semi accordo era stato strappato verbalmente tra il giocatore ed Aurelio De Laurentiis, poi lo stop al calcio a causa dell’infezione da Coronavirus; adesso tutto sarebbe di nuovo in discussione con le tante squadre pronte ad acciuffare il giocatore alla fine della stagione. Su tutte l’Inter, che vorrebbe arrivare a Mertens come pedina da affiancare a Lukaku, soprattutto se arriverà il trasferimento di Lautaro al Barcellona.

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Torino: nel mirino Petagna e Bonaventura

Torino: obiettivo Petagna

Secondo  Tuttosport, il Torino sta pensando già all’attaccante che prenderà il posto di Simone Zaza, in uscita e ancora sul taccuino del Sassuolo, club che lo conosce bene. Il primo nome in lista è Andrea Petagna. La punta della SPAL ha firmato per il Napoli in vista della prossima stagione, ma gli azzurri potrebbero girarlo subito ai granata per arrivare a Belotti.

C’è l’offerta per Bonaventura

Sempre secondo il quotidiano torinese, la squadra di Longo fa sul serio per Giacomo Bonaventura: il presidente Cairo avrebbe già messo sul piatto la propria offerta: 1,5 milioni di euro per tre anni e la promessa di essere al centro del progetto tecnico granata. Il calciatore è ormai a un passo dall’addio dal Milan a parametro zero e parlerà col suo agente Mino Raiola, anche se la sensazione è che aspetterà ancora per valutare bene tutte le proposte che arriveranno nelle prossime settimane

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Sandro Tonali si racconta

Sandro Tonali si racconta

Il giovane regista del Brescia, il fenomenale Sandro Tonali, si è raccontano in una lunga intervista al Corriere della Sera, dove ha toccato tantissimi argomenti riguardo se stesso e l’ambiente calcio.

Il suo presidente Cellino dice che considera la stagione conclusa. E che se vi obbligano a tornare in campo, ritira la squadra.
«Sto col presidente. Giocheremo solo se e quando sarà davvero possibile, non un giorno prima. Si è giocato anche troppo, prima di interrompere. Ricordo l’atmosfera surreale della partita col Sassuolo, l’ultima. Non aveva senso. Qui parliamo di morti, di ospedali, di salute. Il pallone è una festa. Io posso anche essere pronto a giocare, ma la gente lo è? Festeggiare per un gol? Arrabbiarsi per una sconfitta? Con quello che sta succedendo? Non scherziamo. La mia famiglia è a Lodi, io vivo a Brescia. Non vedo il mio papà e la mia mamma da due mesi. Il calcio è una cosa, la vita vera un’altra. E lo dice uno per il quale il calcio è tutto, un sogno che si sta avverando».

Il Brescia è ultimo. C’è chi sostiene sia una mossa di convenienza per restare in serie A.
«Io non voglio nessun regalo. Siamo dove siamo perché ce lo meritiamo. Ma la salute viene prima di tutto. Quando si potrà giocare, giocheremo. A porte chiuse, se così si deciderà. Ma, vedrete, sarà un altro Brescia. Perché giocheremo anche per chi sta soffrendo, per chi ha perso un nonno o un papà, per chi allo stadio non ci sarà. Daremo quello che non siamo riusciti a dare fin qui. Perché solo chi vive a Brescia o Bergamo sa quello che stiamo passando. È come la guerra. Da fuori forse non si può capire. Ma credo che tutti usciremo migliori da questa emergenza mondiale».

C’è qualcosa che sta imparando dalla quarantena, da queste nuove regole di vita?
«A dare il peso giusto alle cose. Abito a Cellatica, un paese appena fuori Brescia. Qui si sentono ambulanze a tutte le ore del giorno e della notte, gli ospedali sono in una situazione drammatica. Ho la fortuna di poter stare accanto alla mia ragazza. Stiamo insieme da cinque mesi. Uno, passato in quarantena. Ieri abbiamo costruito un campo da tennis in giardino, mettendo la rete, tracciando le righe. Per fortuna abbiamo uno spazio grande».

Come fa a tenersi in forma? Alcuni suoi colleghi sostengono sia impossibile, che al massimo si possono limitare i danni.
«Io e Giulia facciamo quello che fanno tutti: videochiamate, playstation, guardiamo le nuove puntate della Casa di Carta. Ascolto Ultimo, il mio cantante preferito. Mi tengo in forma con i programmi che ci ha dato mister Lopez insieme al suo staff. Quando mi serve qualcosa un chiarimento, un consiglio, li chiamo. Qualche volta vado al centro sportivo per fare terapie. Insomma, sto bene. Ma non posso non pensare a chi soffre. Anche solo a chi un giardino o un cortile non ce l’ha. Mia nonna a Sant’Angelo Lodigiano è a casa rinchiusa da un mese. Non può andare al cimitero a portare i fiori al nonno. Per lei è una privazione immensa. Come fai a non pensare a tutto a questo?».

Si discute da settimane sul taglio degli stipendi ai calciatori.
«Ognuno deve fare la sua parte».

C’è l’idea di organizzare a fine emergenza un’amichevole fra Brescia e Atalanta, la partita della memoria, fra le squadre delle due città più colpite dal Covid-19. Una partita per non dimenticare. Che ne pensa?
«Che io ci sto. È una grande idea. Con l’incasso da distribuire agli ospedali, a chi ha sofferto. Andrebbe organizzata tutti gli anni, d’estate. Per non dimenticare. Perché quando tutto questo inferno sarà finito, non dovremo dimenticare. Ma ripeto: io davvero credo che da tutto questo usciremo migliori, dobbiamo uscire migliori».

Ha pensato a quale sarà la prima cosa che farà?
«Una corsa. Anzi, un tiro in porta, in una porta vera»

Presto sarà estate. Al prossimo calciomercato ci sarà la fila. Inter, Juve, Chelsea, Manchester United: la vogliono tutti. Dove va?
«Non ci penso, non m’importa, non ora. E non lo dico così, per sviare. A me interessa chiudere al meglio la stagione, perché sento di avere ancora molto da dare al Brescia e a Brescia, che ha creduto in me. Poi, vedremo».

Cellino dice che non è in vendita nemmeno per 300 milioni. Fra l’altro al Brescia lei è arrivato gratis, a 12 anni, dal Piacenza fallito.
«Il presidente mi vuole bene, come a un figlio. E io voglio molto bene a lui, mi dà sempre consigli importanti. Non lo so, sono un sacco di soldi. Un po’ fa effetto sentire certe cifre, ma io sono sempre abbastanza calmo e sereno, è una mia qualità».

È vero che tifa Milan, anche se da bambino la scartavano sempre ai provini?
«Sì. E Gattuso era il mio idolo. Oggi fra i giocatori m’ispiro a Modric».

Lei gioca regista arretrato, alla Pirlo. Che ne pensa del fatto che la paragonino spesso a lui?
«Colpa dei capelli. Non mi dà fastidio, figuriamoci, però per me non è un paragone adatto. Avere somiglianze è una cosa, ma poi in campo è tutto diverso, Pirlo aveva una qualità pazzesca. Non so chi riuscirà a raggiungerlo».

Lui era un regista vero, fu proprio Mazzone al Brescia ad arretrarlo in quel ruolo. Secondo il c.t. Mancini lei è tagliato anche come mezzala: avendo un po’ più di libertà, arriverebbe forse anche qualche gol in più…
«Non mi spiacerebbe affatto. In fondo ho iniziato da mezzala. Ma dove mi mettono, sto. Basta giocare».

A proposito di Nazionale, quanto le è spiaciuto il rinvio dell’Europeo?
«Poco. Perché so che fra un anno saremo ancora più forti. Siamo un bellissimo gruppo, giovane, ambizioso, per me esserne parte è un orgoglio enorme. Che emozione, l’azzurro. Se cresciamo come esperienza, possiamo solo migliorare. E se miglioriamo, diventiamo forti davvero».

 

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Calciomercato Milan, Rakitic del Barcellona nel mirino

Calciomercato Milan, Rakitic del Barcellona nel mirino

Il mercato del Milan è tutto in divenire e proprio in questi giorni stanno circolando diversi nomi in vista della prossima sessione estiva. La dirigenza milanista sta valutando diversi profili, sia di giocatori di esperienza (come fatto con l’operazione Ibrahimovic, sia giovani (vedi Theo Hernandez, Leao). Il giocatore su cui sembra aver messo gli occhi il Milan, secondo il quotidiano spagnolo El Mundo Deportivo è un centrocampista di tutto rispetto che sembra avere proprio la squadra lombarda nel destino: Milan Rakitic. Il giocatore del Barcellona, vicecampione del Mondo con la Croazia nel 2016, è sicuramente il profilo giusto a cui affidare le chiavi del centrocampo del Milan che verrà, una attesa anche di vedere chi sarà il prossimo allenatore.

Con il Barcellona il 32enne numero 4 gioca dal 2014 è ha vinto tutto quello che si poteva vincere, compreso il famoso triplette del 2015. Il club blaugrana sembra intenzionato a cederlo, anche per alleggerire il monte ingaggi. Rakitic percepisce uno stipendio di 8 milioni l’anno, cifra che sicuramente dovrebbe essere rivista nell’eventualità di un suo approdo in rossonero. Dalla Spagna sembrano sicuri che la trattativa sia già ben avviata.

La sua cifra di mercato attualmente è pari a 25 milioni di €, secondo il sito Transfermarkt.

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