Le 5 migliori Lazio degli ultimi venti anni

Le 5 migliori Lazio degli ultimi venti anni

Gli ultimi quattro lustri per la Lazio sono stati abbastanza controversi, un mescolarsi di emozioni, grandi successi e cadute profondissime: il ventennio 2000-2020 si apre con la vittoria dello Scudetto, poi la crisi societaria, la dolorosa vendita di Alessandro Nesta, un paio d’anni di transizione sotto la guida di Roberto Mancini e nel 2004, Lotito ufficializza l’acquisto della società biancoceleste, forte del nuovo decreto spalma-debiti. I primi anni da presidente della Lazio per l’imprenditore romano sono molto complicati: rapporti con la tifoseria ai minimi storici e calciomercato praticamente bloccato per le rate da pagare al fisco. Nonostante ciò con Delio Rossi la Lazio riesce a conquistare una Coppa Italia ed una qualificazione in Champions, ma nel 2009 il tecnico di Rimini lascia la squadra. La dirigenza laziale sceglie Davide Ballardini, che resterà solo qualche mese portando i biancocelesti nei bassifondi della classifica a lottare per la salvezza, nonostante conquisti una Supercoppa Italiana contro l’Inter del triplete ad inizio stagione. Dopo l’esonero di Ballardini, Lotito sceglie l’esperto Edy Reja per la panchina e da quel momento inizia una crescita lenta, ma costante ed arrivano giocatori di livello sempre più alto: prima Klose, Hernanes e Candreva, poi sotto la guida tecnica di Pioli si mette in mostra Felipe Anderson. Nel 2016 infine si siede sulla panchina della Lazio Simone Inzaghi, che porta a casa altri trofei, ed assicura alla squadra una crescita decisamente più rapida, arrivando addirittura a giocarsi la vittoria dello Scudetto in questa stagione. Venti anni in cui i biancocelesti hanno portato a casa 10 trofei (1 Scudetto, 5 Coppe Italia e 4 Supercoppe Italia), ma allo stesso tempo hanno fatto i conti con l’ossessione della qualificazione in Champions raggiunta solamente 4 volte, l’ultima nel 2007. Diamo, quindi, uno sguardo alle 5 migliori Lazio degli ultimi venti anni:

 

5) Lazio 2014-2015

La Lazio 2014-2015 è una squadra sorprendente, gioca un calcio veloce ed in verticale, ed ha una difesa più solida rispetto alle annate precedenti grazie all’arrivo di De Vrij; alla guida tecnica c’è Stefano Pioli, accasatosi alla Lazio tra lo scetticismo generale. A centrocampo si mette in mostra Lucas Biglia, già da una stagione in biancoceleste, ma in pratica è come se fosse appena arrivato; in attacco oltre alla solita affidabile presenza di Klose, ci sono i colpi di Antonio Candreva, nella sua miglior stagione in carriera, ed il talento di Felipe Anderson, autore di un girone di ritorno da campione. La squadra di Pioli a fine stagione conterà ben 4 giocatori in doppia cifra per reti segnate: Parolo, Klose, Candreva e Felipe Anderson. I biancocelesti conquistano il terzo posto in campionato, vincendo l’ultima partita della stagione a Napoli ed ottenendo il pass per i preliminari di Champions ( dove vengono sconfitti da un modesto Bayern Lekervkusen); sono anche protagonisti di una splendida cavalcata in Coppa Italia, dove perdono di misura in finale con la Juventus.

4) Lazio 2017-2018

La Lazio del 2017-2018 è sostanzialmente quella attuale, per 7/11 per la precisione. E’ la prima Lazio di Inzaghi in versione 3-5-2. La squadra apre la stagione con la vittoria nella Supercoppa Italiana contro la Juventus, ed in campionato è sempre in zona Champions grazie ai colpi del redivivo Luis Alberto, del giovane Milinkovic Savic ed alle reti del nuovo acquisto Immobile. La Lazio fino a febbraio-marzo è praticamente in corsa per tutti gli obbiettivi, poi si inceppa qualcosa: fuori in semifinale di Coppa Italia contro il Milan ai calci di rigore; caduta rovinosa a Salisburgo che costa l’eliminazione dall’Europa League ai quarti di finale, ed a maggio arriva la batosta finale: sconfitta con l’Inter in casa, i nerazzurri sorpassano i ragazzi di Inzaghi, che finiscono quinti in classifica e vedono sfumare anche l’obbiettivo Champions League. La stagione porta comunque un trofeo in bacheca, il titolo di capocannoniere per Immobile e la consapevolezza di avere un gruppo completo, probabilmente il più forte dell’era Lotito, senza considerare l’attuale stagione.

3) Lazio 2002-2003

La Lazio 2002-2003 è una squadra pazza, condizionata dal fallimento societario, ma comunque con grandi campioni ed un allenatore giovane e capace (praticamente un ex compagno) come Roberto Mancini alla guida tecnica. Il 31 agosto 2002 Cragnotti cede simultaneamente Crespo all’Inter ed il capitano Alessandro Nesta al Milan, una giornata da incubo per i tifosi, ma nonostante ciò “la banda Mancini” fa divertire il suo pubblico e regala ottime prestazioni. 4-4-2 classico con Peruzzi in porta, Favalli ed Oddo terzini, Mihajlović e Stam al centro della difesa; Fiore e Stankovic sono i due esterni di centrocampo, mentre in mezzo al campo c’è Gianichedda a sudare e Liverani ad impostare; davanti la coppia d’attacco Lopez-Corradi. I biancocelesti sono in corsa per lo scudetto fino a gennaio, poi si assestano in quarta posizione e centrano la qualificazione in Champions, ma le speranze dei tifosi sono riposte nella Coppa Uefa. La squadra raggiunge le semifinali, ma ad attenderli c’è un avversario tanto sorprendente quanto più forte: il Porto di Mourinho, che vincerà il trofeo e l’anno successivo la Champions League.

 

 

 

2)Lazio 2000-2001

La Lazio 2000-2001 sulla carta è la rosa più forte degli ultimi venti anni della squadra biancoceleste (forse anche di tutta la sua storia). Alla formazione che l’anno precedente vinse lo scudetto Cragnotti aggiunge Crespo, Claudio Lopez, Castroman, Poborsky e Dino Baggio ( a gennaio). L’ attacco biancoceleste è una vera e propria armata: Salas, Ravanelli, Lopez, Inzaghi e Crespo. Nonostante queste grandi premesse e la vittoria della Supercoppa Italiana a luglio, la squadra inizia male in campionato ed a metà stagione arriva l’esonero di Eriksson, sostituito da Zoff, con l’ex ct della Nazionale la Lazio torna a marciare a buon ritmo tallonando Roma e Juventus fino al termine della stagione. I giallorossi avranno però una costanza disarmante per tutto il corso del torneo e conquisteranno la Scudetto. In Coppa Italia i biancocelesti si fermano ai quarti, mentre in Champions League alla seconda fase a gironi.

 

 

1) Lazio 1999-2000

La stagione 1999-2000 si apre con la storica vittoria in Supercoppa Europea contro il Manchester United, 1-0 grazie alla rete di Salas. Cragnotti inoltre porta alla corte di Eriksson: Veron, Simeone, Sensini ed il giovane Simone Inzaghi; i biancocelesti vivono un testa a testa con la Juventus per tutta la stagione, culminato con la vittoria dello Scudetto sotto il diluvio di Perugia, dove Calori segna il goal dell’uno a zero contro i bianconeri, condannandoli al secondo posto. La Lazio trionfa anche in Coppa Italia, superando l’Inter in finale; unica nota stonata di una stagione quasi perfetta è la batosta presa in Champions ai quarti di finale contro il Valencia sotto i colpi dei due futuri biancocelesti Mendieta e Claudio Lopez.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Immobile, come Acerbi, a vita in biancoceleste

Immobile, come Acerbi, a vita in biancoceleste

Più volte Ciro Immobile ha ribadito che gli piacerebbe chiudere la carriera alla Lazio, d’altronde in biancoceleste l’attaccante di Torre Annunziata si è rilanciato e confermato nel grande calcio, segnando a raffica ed infrangendo molti record. In quasi quattro stagioni Immobile è già il quarto marcatore della storia della Lazio con 116 reti segnate, ed insegue Giorgio Chinaglia a quota 122, mentre la prima posizione è difesa da Piola, con 159 reti; è terzo per marcature in Serie A, 94, alle spalle di Signori (107) e Piola (143). Ciro ha un contratto in scadenza nel 2023, da 3,5 milioni all’anno, ma in estate il presidente Lotito ha intenzione di adeguare ulteriormente il contratto del suo centravanti e posticiparne la scadenza di una o due stagioni, al fine di legare Immobile alla Lazio per il resto della sua carriera. L’ agente dell’attaccante non ha esitato a rimarcare l’interesse che suscita Immobile nei confronti di grandi club europei, Everton e Napoli su tutti. Ha parlato così Alessandro Moggi:

“È prematuro parlarne ora. Ma che ci possano essere degli interessamenti come già ci sono stati da Inter, Milan e dalla Cina un anno fa, è normale

 

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La Lazio contatta Raiola per Romagnoli

La Lazio contatta Raiola per Romagnoli

La Lazio lavora al calciomercato per rinforzare la squadra in vista della prossima Champions League, secondo Lalaziosiamonoi, la dirigenza biancoceleste avrebbe avviato i contatti con Mino Raiola per arrivare ad Alessio Romagnoli. L’ex difensore centrale della Roma ha il contratto in scadenza nel 2022 con il Milan e percepisce circa 3,5 milioni a stagione; i rossoneri si avviano a vivere l’ennesima rivoluzione estiva ed il centrale romano potrebbe rappresentare una pedina sacrificabile per finanziare i nuovi acquisti. Romagnoli non ha mai nascosto la sua fede laziale, tanto che in occasione della semifinale di Coppa Italia nel 2018 non esultò dopo aver trasformato il calcio di rigore decisivo, sarebbe, quindi, un innesto gradito anche alla tifoseria. Potrebbe esserci qualche dubbio riguardo ad un suo possibile adattamento alla difesa a 3, nella quale Romagnoli andrebbe a ricoprire il ruolo di centro-sinistra, alternandosi con Radu; offrirebbe poi a mister Inzaghi anche la possibilità di cambiare modulo se fosse necessario: si potrebbe infatti pensare ad una linea di difesa a 4 con Radu sulla sinistra, Acerbi ed uno tra Romagnoli e Luiz Felipe al centro con Lazzari terzino destro.

 

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Lazio, parla Diaconale: “Quando si parla di etica sento odore di ipocrisia”

Lazio, parla Diaconale: “Quando si parla di etica sento odore di ipocrisia”

Arturo Diaconale, direttore della comunicazione biancoceleste, è tornare a parlare in un momento in cui servirebbe unione considerando le difficoltà dovute al coonavirus. Ecco le sue parole ai microfoni di Radio Ponte Nuovo: “La Juventus ha già un accordo con i propri calciatori per un taglio consistente che la mette a riparo su vari fronti. Il mondo del calcio avrebbe bisogno di un minimo di buon senso. Nessuno dice che il Coronavirus non esiste, ma va detto che non potrà impedire il ritorno alla normalità e bisogna impegnarsi nel guardare il post pandemia. Mi sembra che tutti coloro che sostengono che il campionato è ormai morto, che bisogna chiuderlo il prima possibile, non tengono conto di un particolare molto importante: gran parte delle società di Serie A sono quotate in borsa e queste affermazioni sono un colpo per le quotazioni. Bisognerebbe fare un conto di quanto le quotazioni siano calate in seguito alle dichiarazioni rilasciate.Il problema sono quelli che si ammantano d’ipocrisia per perseguire i propri interessi, sono un liberale e credo che ogni interesse sia legittimo, ma devono essere trasparenti. C’è un danno oggettivo verso le società quotate in borsa, l’eccesso di chiacchiera, provoca un danno. Non vorrei che alla fine di tutta questa storia si finisse in questioni giudiziarie da chi viene danneggiato da un’eventuale sospensione, ma non si capisce perché il Benevento debba essere sfavorito da una promozione già conquistata sul campo, sarebbe ingiusto creando una coda di ricorsi giudiziari”. Novanta milioni di risparmio della Juventus? La Juventus ha curato i propri interessi, un taglio di quella cifra riesce a riequilibrare o dare solidità al proprio bilancio. Magari se l’avesse concordato con le altre società e con i calciatori sarebbe diventata una misura erga omnes, così riguarda soltanto loro. La Lazio prenderà una decisione insieme a tutte le altre società, sicuramente il taglio degli stipendi dei giocatori è una misura che può aiutare le casse delle squadre, ma va trattata. De Laurentiis e Lotito? Più che indiscrezioni sull’asse, credo ci siano dati oggettivi che portanoLazio e Napoli ad avere interesse nel portare a termine il campionato. In questo caso la comunanza degli interessi porta automaticamente ad avere delle sintonie. Quando sento parlare con troppa enfasi di etica e di morale non metto mano alla pistola, ma sento odore di ipocrisia. Basta con quest’etica che nasconde altre cose”. 




Inter e Lazio: ecco quanto perderanno causa coronavirus

Inter e Lazio: ecco quanto perderanno causa coronavirus

Le conseguenze del coronavirus, l’emergenza sanitaria che sta bloccando il mondo, saranno devastanti specie dal punto di vista economico. Non farà eccezione, ovviamente, il calcio che sta provando in questi giorni a delle soluzioni per arginare queste difficoltà anche se per alcuni club sarà più complicato specie se la stagione non dovesse essere portata a termine. Secondo l’ultima inchiesta del CIES, infatti, il valore dei giocatori militanti nei cinque campionati europei calerà di ben nove miliardi. Per quanto riguarda la Serie A le due squadre maggiormente colpite saranno Inter e Lazio; i nerazzurri rischiano una perdita di 276 milioni mentre il club biancoceleste 114 milioni. Cifre spaventose, in negativo, che dimostrano ancora una volta la situazione di emergenza in cui siamo stati catapultati. Il calcio sta lavorando per evitare il peggio ma la paura di non poter far nulla è tanta. La sensazione è quella di una stagione che segnerà in maniera importante il futuro dello sport.

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Benzema: “Non c’è paragone tra me e Giroud”

Benzema: “Non c’è paragone tra me e Giroud”

Chi trova un amico trova un tesoro, ma non è questo il caso per quanto riguarda Oliver Giroud che dal collega Karim Benzema ha ricevuto più di una stoccata. Il bomber franco algerino del Real Madrid si è intrattenuto con l’amico Mohamed Henni, famoso influencer di Instagram, sulla piattaforma social dove durante una diretta comune Henni ha chiesto a Benzema chi fosse il migliore tra lui e Giroud e se l’attaccante in scadenza col Chelsea potesse essere il leader della Nazionale, Benzema ben poco gentilmente ha risposto: “Chi è il migliore tra i due? Facile rispondere: non si può confondere la Formula 1 con i kart e sono generoso, non andiamo oltre…So di essere io la Formula 1″. Una battuta, forse, ma sicuramente queste parole non faranno piacere a Giroud. Benzema ha successivamente provato ad aggiustare il tiro, dicendo che: “Giroud funziona perché è lì. Non è spettacolare, non esalta la folla ma lavora, fa il suo. Quel che fa lui non lo vedrete in un Griezmann né in un Mbappé“.

Oliver Giroud, bomber del Chelsea in scadenza di contratto a giugno, è stato messo da tempo nel mirino da Inter e Lazio che lo vorrebbero acquistare a parametro zero. La Lazio sembra anche più interessata e decisa dell’Inter ma l’attaccante francese, come riportato da La Gazzetta dello Sport, giorni fa ha parlato delle trattative non andate a buon fine che lo hanno riguardato a gennaio dichiarando che: “Per me il progetto più interessante era quello dell’Inter: avevo parlato con Conte che mi aveva già fatto venire al Chelsea e apprezza il mio profilo. Un vantaggio, oltre al fatto che l’Inter gioca la Champions ed è un grande club. Poi anche la Lazio ci ha provato e i dirigenti sono pure venuti a Londra per cercare di fare qualcosa. Ma ero bloccato e ho dovuto rassegnarmi all’idea di restare qui”.

 

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Radu, la Lazio lavora per il rinnovo del contratto fino al 2022

Radu, la Lazio lavora per il rinnovo del contratto fino al 2022

La Lazio è la squadra, dal punto di vista prettamente sportivo, maggiormente penalizzata dallo stop del campionato considerando come i ragazzi di Inzaghi stiano lottando per lo scudetto. Uno dei giocatori più rappresentativi all’interno della rosa biancoceleste è, senza ombra di dubbio, Stefan Radu; il difensore ha avuto una travagliata estate dove sembrava ad un passo dall’addio. Alla fine è rimasto dando il suo solito contributo; proprio per questo il club capitolino sta pensando di rinnovare il contratto del giocatore fino al 2022. Un prolungamento che potrebbe permettere a Radu di superare un certo Favalli nel numero di presenze nella storia biancoceleste. La Lazio è al lavoro per far continuare il matrimonio con il classe 1986, sempre più idolo dei tifosi.

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Lazio, senti Giroud: “Inter priorità in caso di addio. Ho parlato con Conte…”

Desiderio di mercato di Lazio ed Inter, Olivier Giroud ha raccontato in un’ intervista al portale francese TeleFoot il suo movimentato mese di gennaio: Mi vedevo lontano dal Chelsea. Vedevo sei mesi complicati davanti a me ed è per questo che ho avuto il desiderio di cambiare aria. Per cui ho provato a partire a gennaio. Era tutto fatto, ma alla fine il Chelsea non mi ha voluto lasciar andare. La conditio sine qua non per il mio addio era che trovassero un sostituto. Il 31 gennaio avevo ancora la speranza di partire”. L’ attaccante francese ha confermato come proprio i biancocelesti abbiano fatto carte false per portarlo nella Capitale: La Lazio, dal canto suo, ha tentato il tutto per tutto venendo addirittura a Londra per provare qualcosa ma l’affare è stato bloccato“. Sembra, tuttavia, piuttosto chiara la preferenza di Giroud in caso di eventuale partenza da Londra: Tutti sanno che il progetto sportivo dell’Inter era il più interessante per me. Ho sentito Conte al telefono, mi conosceva dai tempi del Chelsea quando mi fece venire a Londra: questo era un vantaggio per me. In più l’Inter gioca la Champions, è un grande club. Lione? Ho sentito il presidente al telefono, Aulas ha esternato l’interessamento nei miei confronti, ma gli ho detto che la mia priorità andava ai nerazzurri. Partenza solo posticipata? Chissà…”.

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Lazio, il big può essere Pedro: ecco la strategia biancoceleste

La Lazio continua ad osservare con estrema attenzione la situazione in casa Chelsea: dopo Giroud, il nuovo nome per il prossimo anno può essere quello di Pedro. Lo spagnolo ex Barcellona nell’ ultima finestra di mercato invernale è stato nei pensieri della Roma, con i giallorossi che poi hanno virato sull’esterno del Barcellona Carles Perez. Ora, sull’altra sponda del Tevere, il direttore sportivo Igli Tare, con l’ok del presidente Lotito, vuole regalare un nome di rilievo ai propri tifosi per continuare nell’ottimo percorso di crescita intrapreso dal club. Sia per caratteristiche tecniche che per esperienza internazionale, l’ex blaugrana può essere il profilo ideale da aggiungere al pacchetto attaccanti a disposizione di Simone Inzaghi. Il nome di Pedro sarebbe talmente in alto nella lista da aver spinto il club ad imbastire con debito anticipo una strategia per convincerlo a sbarcare nella capitale: i biancocelesti proporranno al 33enne l’ultimo contrattato importante della sua carriera, sforando anche il monte stipendi arrivando a una base annua di circa 3.5 milioni di euro; l’accordo dovrebbe essere discusso su una base quadriennale, in modo tale da far sentire Pedrito coinvolto al 100% nel progetto tecnico. Si attendono sviluppi importanti tra qualche settimana.

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Lazio




I segreti della Lazio di Simone Inzaghi

I segreti della Lazio di Simone Inzaghi

Il coronavirus, l’emergenza sanitaria che sta colpendo il mondo, ha stoppato (molto probabilmente) i sogni scudetto della Lazio; i biancocelesti, con sessantadue punti, sono secondi ad una sola lunghezza di distanza dalla Juventus. Diciannove vittorie, cinque pareggi, due sconfitte, secondo miglior attacco con 60 reti e miglior difesa grazie ai soli 23 goal subiti; questo il rendimento dei ragazzi di Simone Inzaghi che ha compiuto un vero e proprio miracolo nonostante una rosa, di base, inferiore a Juve, Inter e Napoli. Ma quali sono i segreti di una Lazio in grado di mettere in discussione la leadership bianconera? Scopriamoli insieme

La squadra capitolina si schiera in campo con un 3-5-2 in cui il primo leader è, senza ombra di dubbio, Acerbi. Il difensore sta vivendo una stagione perfetta: ottimo in marcatura, bravo nel gioco aereo e capace di guidare l’intero reparto difensivo con la sua esperienza.  L’ex centrale del Milan è anche il primo uomo ad accompagnare la manovra offensiva e un esempio lo abbiamo avuto contro il Cagliari quando, in occasione del goal del pareggio, si è trovato a fare l’ala. Il segreto principale della Lazio, però, è il centrocampo. Partiamo dall’equilibratore, Lucas Leiva; il numero sei è fondamentale nel sistema di gioco di Inzaghi vista la sua capacità di tenere uniti i reparti e di sapere quando la squadra ha bisogno di accelerare e quando, invece, occorre abbassare i ritmi. A coprire il ruolo di mezzali troviamo Milinkovic-Savic e Luis Alberto. Il primo garantisce qualità (splendido l’aggancio che ha portato al due a uno contro la Juventus) ma soprattutto forza fisica; fortissimo nel gioco aereo, difficilmente esce sconfitto dai contrasti. Diverso il discorso per il centrocampista spagnolo, tornato a grandi livelli dopo una stagione sotto tono; con quattro goal e ben dodici assist è il giocatore a partecipare maggiormente nell’azione offensiva biancoceleste. La sua capacità di muoversi tra le linee, una tecnica superiore alla media lo rendono indispensabile per Inzaghi. Concludiamo il reparto con i due esterni, Lulic e Lazzari il cui compito è quello di svolgere entrambe le fasi di gioco. Corsa, spirito di sacrificio, costanti sovrapposizioni e tanta qualità (specie per l’esterno ex SPAL) le caratteristiche dei due laterali. E in attacco? Correa è l’uomo di qualità, colui che può spezzare la difesa avversaria grazie alle sue capacità tecniche nell’uno contro uno mentre Immobile è il terminale offensivo perfetto di una squadra meravigliosa. Ventisette goal e sette assist per l’attaccante italiano che, oltre ad essere un killer spietato all’interno dell’area di rigore, svaria su tutto il fronte offensivo favorendo l’inserimento dei compagni.

Inzaghi, oltre a poter contare su un undici perfettamente amalgamato, ha anche delle riserve importanti. Il primo nome che viene in mente è Caicedo, panchinaro perfetto per una squadra di vertice: mai una parola fuori posto, accetta la panchina ma soprattutto si fa trovare pronto quando serve (vedi il successo in trasferta a Cagliari). Non possiamo non citare Cataldi, Parolo e Jony, elementi cresciuti nel corso della stagione e in grado di dare un contributo importante alla causa.

Questi i segreti della Lazio, squadra perfetta e capace di sognare uno scudetto che manca dal 2000. Il coronavirus probabilmente fermerà il campionato ma, all’interno di una stagione strana, è impossibile dimenticare quanto fatto dai ragazzi di Simone Inzaghi.

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