Inter, si accelera per Skriniar: la Sampdoria chiede Caprari

Vista la difficoltà di arrivare ad Antonio Rudiger, in casa Inter si stanno varando le alternative al centrale tedesco. Nelle ultime ore il club nerazzurro sta muovendo passi importanti verso Milan Skriniar, difensore classe ’95 che ha disputato un’ottima stagione con la Sampdoria.

Il club blucerchiato valuta lo slovacco 25 milioni di euro ed ovviamente l’Inter proverà ad abbassare il costo dell’operazione inserendo una o più contropartite. La prima sarebbe Andrea Ranocchia rientrato dal prestito all’Hull City e che è in uscita. La Sampdoria, però, non è convinta soprattutto visto l’alto ingaggio che percepisce il difensore italiano. Il club ligure sta provando ad inserire nell’operazione Gianluca Caprari che nella passata stagione ha realizzato 9 reti e 5 assist con la maglia del Pescara. I nerazzurri potrebbero accettare questa opzione ma senza svalutarne il prezzo (l’Inter lo valuta 15 milioni, la Samp non va oltre gli 8) perché vorrebbero monetizzare dalla sua cessione mentre i blucerchiati accetterebbero anche il prestito. Ausilio ha fretta nel chiudere e sta cercando di convincere l’entourage di Caprari ma allo stesso quest’ultimo ha fatto sapere alla dirigenza ligure di non aver nessuna fretta di chiudere la trattativa.

L’inter, dunque, per forza di cose se vorrà monetizzare in fretta dovrà accettare la richiesta del club di Massimo Ferrero.

 




Inter, abbandonato Rudiger: il prossimo obiettivo è Skriniar della Sampdoria

E’ certamente un mercato iniziato in salita quello dell’Inter: la squadra nerazzzurra ha per ora trovato solo risposte negative sul mercato, dovendo abbandonare sopratutto la pista Rudiger, un pupillo di Spalletti. La prima alternativa al tedesco è rappresentata da Milan Skriniar, centrale slovacco classe ’95 e grande protagonista della stagione appena passata con la maglia della Sampdoria. I due club si sarebbero già incontrati a Roma per discuterne, ma la richieste del club blucerchiato, al momento, sarebbe troppo alta: 16 milioni più il cartellino di Gianluca Caprari.




Fiorentina, offerti 8 milioni dall’Inter per Borja Valero

Il centrocampista spagnolo Borja Valero sembra ad un passo dal trasferimento. Secondo quanto riportato da Tuttosport, l’Inter ha intavolato un’offerta da 8 milioni di euro per il trasferimento del classe ’85 a titolo definitivo. La Fiorentina sembrerebbe disposta a sedersi sul tavolo delle trattative e discutere dei particolari.




Benevento, sondaggio per Gianluca Caprari

Il Benevento si muove nel mercato delle grandi e prova ad ottenere qualche grande risultato. Secondo quanto raccolto da Sky Sport, il club sannita ha messo gli occhi su Gianluca Caprari, attaccante classe ’93 dell’Inter. Nonostante il consenso da parte dei nerazzurri non sarà facile la pista per il giocatore romano. Su di lui, infatti, ci sono anche Atalanta, Fiorentina e Sassuolo.




Inter, Murillo non ha dubbi: vuole restare in nerazzurro

E’ uno di quei giocatori con cui l’Inter potrebbe fare cassa: stiamo parlando di Jeison Murillo, autore di una stagiono poco positiva. Il difensore colombiano, però, intervistato da Radio Caracol ha parlato del suo futuro. Ecco le sue parole: “Ho tre anni di contratto, adesso torno all’Inter. Non so nulla delle voci di mercato, ora voglio solo sfruttare le mie vacanze”.

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Roma, Rudiger tranquillizza i tifosi: “Se dovessimo credere a quello che scrivono i giornali…”

Il tema di questi giorni in casa Roma è il futuro di Antonio Rudiger. Il difensore tedesco sembrava essere vicino all’Inter, anche in virtù dei buoni rapporti con il nuovo tecnico  Luciano Spalletti, ma è stato lo stesso direttore sportivo giallorosso Monchi a smentire i contatti con la società nerazzurra. Direttamente dal ritiro della Nazionale tedesca, il giocatore ha provato a fare chiarezza sul proprio destino attraverso i microfoni della Bild: “Ho letto di queste voci. Curiosamente anche il mio compagno di squadra Kostas Manolas è spesso accostato all’Inter. Se dovessimo credere a quello che dicono i giornali, sarei dovuto andare via già la scorsa stagione. Invece sono ancora qui. Proprio per queste voci ho delegato mio fratello di occuparsi di queste cose, così posso concentrarmi esclusivamente sulla Confederations Cup, indipendentemente dal fatto che ci siano o meno richieste. Spalletti? Lui è diventato il tecnico dell’Inter solamente da pochi giorni. Secondo i media italiani però avrebbe già indicato di prendere diversi giocatori e questa cosa mi fa sorridere. Fondamentalmente di lui posso dire cose solo positive, abbiamo avuto fin dall’inizio un buon rapporto e lui mi ha dato molta fiducia anche dopo la rottura del crociato”.




Inter, Gabigol sempre più vicino al Las Palmas

Il futuro di Gabriel Barbosa è sempre più lontano da Milano. Almeno nella prossima stagione. L’arrivo di Luciano Spalletti non sembra infatti aver cambiato le carte in tavola: Gabigol, dopo un’annata da 183 minuti giocati (in 10 presenze), potrebbe ritrovarsi ancora in fondo alle gerarchie dell’attacco, complice l’equivoco sulla sua posizione in campo.  Una situazione insostenibile per un ragazzo classe 1996. Il Las Palmas aveva mostrato il suo interesse già durante il mercato di gennaio, ma adesso l’attaccante brasiliano sembra essersi convinto ad accettare l’offerta del club spagnolo: si parlerebbe, in ogni caso, di un trasferimento in prestito visto che l’alto costo del cartellino pagato l’estate scorsa porterebbe i nerazzurri a generare una vistosa minusvalenza in caso di cessione a titolo definitivo.




Inter, su Jovetic c’è il Marsiglia di Rudi Garcia

Il futuro di Stevan Jovetic è tutt’altro che nerazzurro. Il montenegrino, di ritorno dal Siviglia dopo il prestito, non rientra nei piani dell’Inter e di Spalletti. La società milanese sta cercando quindi qualche offerente a cui vendere l’attaccate: dalla Spagna scrivono, secondo quanto riportato dal quotidiano El Desmarque, che sul giocatore ci sarebbe l’interesse dell’Olympique Marsiglia di Rudi Garcia. L’ostacolo più grande resta sempre l’alto ingaggio che percepisce l’ex Fiorentina.




Inter, per il centrocampo l’ultima idea è Naby Keita

L’Inter, dopo aver finalmente risolto la questione allenatore, è pronta a tuffarsi sul mercato per dare a Spalletti una rosa più competitiva possibile. Per rinforzare la squadra servono elementi validi e uno di questi potrebbe essere Naby Keita del Lipsia. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, infatti, il club nerazzurro è fortemente interessato al centrocampista.

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Inter, la conferenza stampa di presentazione di Luciano Spalletti (LIVE)

Alle ore 11:30 è prevista la conferenza stampa di presentazione di Luciano Spalletti. Seguite la diretta testuale LIVE del nuovo tecnico dell’Inter, per aggiornare la diretta basta premere F5!

Prima di iniziare la conferenza stampa di presentazione come nuovo allenatore dell’Inter, Luciano Spalletti risponde alle domande dei tifosi nerazzurri attraverso la pagina ufficiale Facebook del club

Sul modulo:

“Penso che finché non cambiano le misure del campo il 4-2-3-1 è il modulo giusto per far venire fuori le qualità della squadra, specie quelle offensive che servono per fare tanti gol. Gli equilibri sono fondamentali, ma dobbiamo capire cosa c’è dietro la linea difensiva avversaria”

Si parla di mercato pazzesco, non sarà difficile compattare giocatori nuovi?

“E’ corretto dirlo, perché poi verrebbe commesso un errore. Quando non si fanno risultati si potrebbe pensare che niente sia a  posto, ma non è così. Ma bisogna fare attenzione che la posizione in classifica, anche se brutta ti metta vicina alla zona che ti permette di giocare le coppe. E’ la differenza di punti che va cambiata, 25 punti sono 10 partite da vincere in campionato, diventerà fondamentale ottenere queste vittorie”.

Cosa fa nel tempo libero?

“Cerco di passarlo senza pensare all’allenamento o al modo di pensare o di parlare con un giocatore; provo a passarlo con la mia famiglia. Io entro dentro tutto me stesso in una situazione professionale, mi porto dietro tutto quello che devo fare nel club anche negli spazi vuoti. Mi concentro 24 ore su 24 sul lavoro, gli spazi vuoti li dedico alla famiglia e alla mia piccola Matilde”.

Quanto bisogna onorare la maglia?

“Questo è fondamentale, chi è in questa squadra deve viverla come la vivo io. Senza appartenenza non ci possono essere risultati. Io devo assorbire tutto ciò che è l’Inter, tutti noi dobbiamo restituire un messaggio a chi ci è vicino; i tifosi interisti sono in ogni angolo del mondo, con loro bisogna restituire un concetto di fede nei colori. Al di là di quella che è la tattica”.

Ha profili social?

“Mi sto attrezzando, per avere contatti coi tifosi lo farò”.

Quale partita non vede l’ora di giocare?

“Prima di pensare alle partite chiave, bisogna cominciare a vincere le partite normali. Ogni partita vinta ti permette di pensare che hai qualcosa di più . Poi sono fondamentali gli allenamenti per far in modo di poter essere pronti in partita. Se non lo siamo, ci passano sopra; se lo siamo, vinceremo”.

Come gestirà i ragazzi della Primavera?

“Prima di tutto complimenti a Stefano Vecchi per la conquista dello scudetto, difficilissimo e importantissimo. I complimenti si allargano ai nostri campioncini, che spero continuino a volersi bene perché è importante farlo dopo una vittoria, al di là delle valutazioni. Siamo noi che dobbiamo guardare loro, di solito accade il contrario ma loro sono il nostro onore. Dobbiamo copiare loro”.

Sul calcio cinese:

“L’ho seguito per un periodo, ho trovato enorme qualità non solo tecniche ma anche fisiche, di corsa e velocità. Una partita va riempita di tante cose, se manchi in qualcuna di queste nelle altre devi eccedere, devi averle al doppio. E qui va l’interesse su ciò che hai in esubero, il ragionamento va fatto collettivamente. Per il nostro campionato il calciatore cinese qualche difficoltà ce l’ha, la fisicità è importante qui. Ma con la velocità e la tecnica si può sopperire”.

Cosa l’ha spinta principalmente ad accettare l’Inter?

“La voglio riportare a contatto con la sua storia. L’Inter deve essere una squadra che faccia pulsare i cuori ai suoi tifosi, ogni volta che gioca deve dimostrare un’identità ben precisa. Me ne parlano come una bega, ma io non la penso così. Ma anche se fosse, sarebbe la bega più bella che potesse capitarmi e me la prendo tutta”.

Giocatori che l’hanno impressionata?

“Ho più a cuore quelli che ascoltano, che si mettono a disposizione dei compagni, che vengono prima all’allenamento. All’Inter ci sono tanti giocatori bravi che non hanno potuto evidenziare il loro valore”.

Quale dote apprezza di un calciatore?

“Essere partecipe nelle emozioni alla storia del club è fondamentale. Il carattere è un’altra qualità non toccabile; spesso si vede quello che è il calciare o il dribbling, ma non si vede la convinzione o l’autostima di un calciatore in campo. L’essere convinti di potersi confrontare con ogni avversario diventa altrettanto fondamentale, oltre alle qualità da mettere sul rettangolo di gioco. Non si ha spesso in tutti i calciatori, ma la squadra forte ha in tutti e 20 i calciatori una personalità forte”.

Un saluto finale e un messaggio ai tifosi in vista del ritiro di Brunico:

“Cori per Luciano Spalletti mai, non fa gol; fa parte di uno staff di grandi professionisti che diano la strada comportamentale per vincere le partite. In tutto questo staff c’è dentro anche quella dei tifosi che se ci stanno vicini ci danno un’ulteriore mano. Più siamo insieme più riusciamo a compattare squadra e risultati, la grandezza della nostra storia”.

Inizia la conferenza stampa

Perché ha scelto Milano e una sfida così difficile?

“Voglio riportare l’Inter in alto, nel ruolo che le compete. Ho sempre immaginato questa società come una grande storia che voglio vivere anche io, tutti insieme nel mondo nerazzurro. Voglio essere in prima linea come attore, ma allo stesso tempo spettatore privilegiato. Quando si guarda questa storia da due prospettive differenti riesce a conoscerla al meglio: personalmente, vivrò questa avventura al 100%, assorbendo tutto quello che riguarda l’Inter dall’inizio alla fine”.

Quale sarà il suo credo calcistico? Icardi sarà centrale nel progetto?

“Prima di tutto dobbiamo essere una squadra unita, con tutte le componenti necessarie. Inizialmente ho pensato a un 4-2-3-1, anche se ovviamente dobbiamo essere pronti anche a giocare in altri modi. Ripeto, dobbiamo essere una grande squadra, forte sia dal punto di vista della mentalità che del gioco espresso. Se così non fosse dovremmo farci da parte in favore delle avversarie”.

Questione Perisic: vuole ripartire da lui? Per lei è un giocatore fondamentale?

“Chiariamo subito una cosa: l’Inter non vince da parecchio tempo, quindi occorre cambiare. Un calciatore singolo non determina la vittoria di un titolo, deve essere la squadra che funziona. Tutti i calciatore devono donare qualcosa al compagno grazie alle proprie qualità: ogni singolo deve essere al servizio del gruppo, questo è quello che conta”.

Negli ultimi anni l’Inter ha cambiato tantissimi allenatori: secondo lei, qual è il motivo?

“Da fuori pensavo: ‘Come è possibile che una squadra come l’Inter non giochi in Europa da così tanto tempo?’. Io non sono più bravo dei miei predecessori, ma sono differente. Mi conosco e mi fido di quello che so fare, i giocatori devono fidarsi di me. Ci sono tutte le possibilità per riportare l’Inter all’interno della propria storia”.

Come si immagina la sua prima gara contro la Roma?

“Prima di tutto voglio ringraziare la Roma e il suo presidente per i messaggi che mi hanno mandato, oltre tutti gli sportivi giallorossi per tutto l’affetto che hanno manifestato. Il nostro avversario, la Roma, è forte: il suo valore è davanti a noi, è chiaro. I punti di differenza sono tanti, per superarlo non basta una sola vittoria, ma almeno 7-8. Io conosco benissimo i miei ex calciatori, professionisti di grandissima qualità. Hanno sempre onorato l’appartenenza alla causa, in ogni modo. Senza questo aspetto non si può fare bene. Sono sicuro che la Roma ci farà sudare quando la incontreremo: Manolas, Rudiger, Strootman, Nainggolan e altri, parliamo di giocatori che sanno quello che vogliono e hanno ben chiaro l’obiettivo di fronte a loro. Chiedo scusa: non posso non citare Dzeko, ha fatto tantissimi gol ed è riuscito, nel giro di una sola stagione, a ribaltare quello che non era facile fare ed è esattamente quello che noi dobbiamo fare a diversi calciatori, cioè ribaltare una stagione negativa come quella precedente”.

Si è detto che lei e Zhang siete accomunati dall’ossessione di vincere l’egemonia della Juventus, qual è la sua strategia in merito?

“L’anno scorso non ho visto tutta questa differenza di punti tra Inter e Juve, sicuramente vanno rispettati i bianconeri perché a volte sono oggetti di cattiverie gratuite perché sono forti, faccio i complimenti ad Allegri per quello che ha fatto, per la finale di Champions guadagnata, quando si hanno calciatori forti di solito si pensa che sia facile vincere. Invece è difficilissimo, facile è avere calciatori normali e non vincere niente. Avere calciatori forti e vincere è difficile, quindi brava la Juve. La dobbiamo rispettare per la sua forza ma il rispetto non va confuso con il timore”.

Perché è andato via da Roma? Qualcuno non è rimasto bene del suo addio.

“L’Inter mi ha contattato quando stava per finire il campionato, come ha detto Pallotta quando ha detto che io sarei andato via comunque perché non si sarebbero fatti risultati. Io mi identifico in ciò che amo e amo ciò in cui mi identifico, fino in fondo. Sono stato contattato dall’Inter poco prima della fine del campionato, contatti che si fanno e voi siete bravi a scoprire, non ne facciamo una pulita con voi… Ma se accetti questo contatto è chiaro che si fa un discorso diretto. Io non ho voluto farne finché non è finita la storia con la Roma e poi ho preso contatto, lasciato la Roma dispiaciuto, salutando tutti. Da quel momento in poi questa è stata la cosa piu’ bella che mi potesse capitare, non penso di aver offeso nessuno dicendolo. Io non ho antipatie, ho qualche simpatia selettiva ma non antipatie. Ero diventato quello che divideva anziché unire, eravamo dentro questo problema su cosa sarebbe stato il futuro, la gestione di un mito come Totti, si è verificata questa contrapposizione per cui l’amore per il calciatore che ha fatto la storia ha prevalso su quello che era il sostegno che ci doveva essere per la squadra. Se non riesco a mettere d’accordo queste due cose a Roma vuol dire che non ho fatto bene il mio lavoro. Avendo fatto male quel tipo di lavoro ero in difficoltà e sentivo i rumors della gente. Ne avevo anche molti a favore ma siccome c’era una linea tra chi a favore e chi no, io voglio portare tutti dalla mia parte, se non ci riesco per quell’amore di cui parlavo prima, devo farmi da parte. Spero che ora senza di me la Roma sia di nuovo unita”.

C’è una certa somiglianza di carriere tra lei e Capello, lui ha iniziato il suo lavoro a Nanchino, volevo chiederle se vi siete sentiti o vi sentirete.

“Capello è sicuramente un grande personaggio di questo sport e del calcio italiano perché da lui tutti abbiamo preso qualcosa, tutti siamo stati attenti al suo modo di gestire e condurre una squadra. Ce ne sono stati anche qui di grandi capitani di ventura come Herrera e Mourinho. In Russia ho avuto un contatto con lui non come avversario come era stato in Italia con Juve e Roma ma amichevole essendo lui il Ct della nazionale e io l’allenatore di club, voleva sapere la condizione fisica, le cose utili a lui. So che ora fa parte della famiglia Suning, per ora non ci ho parlato ma sarà un piacere farlo e spero avvenga presto”.

Nelle scorse settimane sono stati accostati tantissimi allenatori alla panchina dell’Inter: quanto è orgoglioso di essere qui oggi?

“Probabilmente davanti a me c’erano molti più nomi rispetto a quelli che state immaginando, ma non me ne frega nulla”.

Quanto cambierà la squadra con il mercato? Quale sarà la prima cosa che dirà ai calciatori?

“Stiamo valutando ogni aspetto con il nostro staff e con la dirigenza, vogliamo migliorare una rosa già forte. Non dobbiamo sbagliare gli acquisti, assolutamente. Aggiungo una cosa: non dobbiamo essere legati a un giocatore, l’Inter è l’Inter. Da sempre. I titoli individuali spesso portano un contributi, ma non devono togliere nulla alla squadra. Noi dobbiamo essere dentro in tutto e per tutto: racconteremo tutto ai calciatori, parlerò anche del materiale con cui è fatta la nostra maglia”.

A quale definizione ha pensato per auto-soprannominarsi?

“No, fate voi. Qui ci sono stati già grandi personaggi, come il Mago e lo Special One. Ripeto, lascio a voi questo compito. Io mi alzo presto, vengo al campo e ritorno a casa dopo aver dato tutto”.

Ha già gli uomini giusti per presentare il suo 4-2-3-1?

“Ho parlato di 4-2-3-1 perché sono legato a questo assetto, poi ovviamente durante la partita può essere un vantaggio proporre un qualcosa che l’avversario non si aspetta. Nella passata stagione è capitato a varie squadre, anche all’Inter con Stefano (Pioli, ndi). La nostra squadra deve acquisire la forza di ottenere un risultato permanente e non occasionale. I giocatori devono essere messi nelle condizioni di dare il meglio. Quando guardo le partite noto subito il comportamento della linea difensiva avversaria, questo è l’aspetto principale. Quello è la zona di campo che può dare più vantaggi”.

L’Inter può diventare la prima squadra Campione d’Italia sotto la sua gestione?

“Dobbiamo porre in evidenza l’animo degli sportivi: in Cina ho trovato tanti tifosi interisti. Avere tantissimi tifosi è una grande vantaggio: ‘Più siamo e più vinciamo’, questo può essere lo slogan giusto. Abbiamo una grande storia, purtroppo il pubblico la vede oggi lontana, ma è importantissimo per noi. Noi aspettiamo gli interisti, già a partire dal ritiro di Riscone. Non posso sapere se riusciremo a tornare ai livelli super della nostra storia, come per esempio la gestione-Moratti, ma dobbiamo pensare e lavorare in quella direzione”.

Quale giocatore della Roma vorrebbe all’Inter?

“Secondo me non è carino rispondere a questa domanda. Quale ruolo le piace? Attaccante? Allora portiamo Dzeko (ride, ndi). Qualcosa si può dire, altre cose no. Prima c’è il confronto tra di noi, poi il resto. Quando parlerò con la squadra riferirò le mie intenzioni, i miei e i nostri pensieri. Io ho amato tutti i giocatori della Roma, il mio ricordo non può che essere bellissimo. Ora mi sto innamorando di quelli dell’Inter”.

Qual è la sua opinione di Nagatomo? Ha le qualità per rimanere all’Inter?

“Parliamo di un ragazzo serio, quando gioca offre sempre il 100%. Inoltre è una bella persona. A volte ha giocato bene, altre no. Ma succede a tutti i calciatori. In ogni caso è un grande professionista, poi vedremo cosa fare in ottica mercato: nel ruolo abbiamo tanti uomini. Lei (riferito alla collega giapponese, ndi) ha preso casa a Milano? No? Allora possiamo mandare via Yuto (ride, ndi)”.

Tatticamente parlando, come collocherebbe Joao Mario? Il suo staff è confermato?

“Parliamo di un calciatore offensivo in grado di giocare tra le linee, bravo a offrire ottime soluzioni. A Roma, per esempio, cambiai ruolo a Pjanic e Nainggolan: il primo più indietro, il secondo più avanti. Poi conta anche la disponibilità del ragazzo, a volte si può anche stare fuori. Al netto degli ultimi risultati, qualcosa bisogna cambiare. Io non sono più bravo dei miei predecessori: Pioli è bravissimo, sia come uomo che come tecnico. Io non sono meglio di lui, ma diverso. Per quanto riguarda il mio staff, parliamo del meglio per me. Stiamo cercando di completarlo al meglio. Ora ci sono Baldini, Domenichini, Pane e Iaia, il preparatore atletico. Ma non escludo possa subire delle modifiche: vogliamo essere coperti 26 ore al giorno, non 24”.

Sorpreso dalla negatività trovata a Milano?

“L’altra sera in aereo ho incontrato una signora che mi ha chiesto: ‘Lei è il mister dell’Inter?’. Io: ‘Me l’hanno fatto fare’. Lei: ‘Cavoli tuoi!’. Ma per me non è così. Le esperienze del passato servono, a Roma ho imparato da tutti, anche da quelle persone che non si ‘vedono. Bisogna costruire il nostro percorso piano piano, anche con queste persone. Ma ad Appiano Gentile ho trovato tutto al proprio posto, sono proprio queste persone che ci daranno di più. Io alleno per scegliere la miglior formazione possibile, non sono semplici le mie sedute di allenamento. Chiederò collaborazione anche a mister Vecchi, ci siamo sentiti prima della finale. Era doveroso da parte mia salutarlo, dobbiamo conoscersi per remare tutti dalla stessa parte. C’è da imparare da Vecchi, mentre lui deve ambire alla mia panchina. Ci mancano le coppe, servono per tenere tutti sul pezzo”.

Proverà a trasformare Icardi in Dzeko? Quanto conteranno gli acquisti a centrocampo?

“Dobbiamo lavorare nel quotidiano, questa è la premessa. Icardi ha delle qualità incredibili che non voglio perdere: dobbiamo metterlo nelle giuste condizioni, sia in fase di possesso che di non possesso. Dzeko è bravissimo a giocare per la squadra, forse meno di Mauro all’interno dell’area di rigore”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA