Serie A, come cambierebbe l’albo d’oro con i play-off!

Serie A, come cambierebbe l’albo d’oro con i play-off!

L’emergenza Coronavirus ha oramai convinto molti amanti del calcio che una delle strade più semplici per concludere la stagione possa essere la formula dei play-off, nonostante la Lega e le società non la apprezzino molto. Il Corriere dello Sport nell’edizione odierna lancia una simpatica ricostruzione dell’albo d’oro della nostra Serie A se si fossero giocati i play-off nelle passate edizioni, ed i risultati sono decisamente inaspettati.

Per simulare l’esito dei play-off il quotidiano sportivo si è basato sulla doppia sfida di andata e ritorno della stagione di riferimento, costruendo un tabellone ad 8 squadre con la prima che sfida l’ottava, la seconda la settima, la terza la sesta e la quarta la quinta. I risultati di questo esperimento premiano la Roma, che conterebbe addirittura 9 scudetti, 6 in più degli attuali, tra i quali spicca il caso del 1939/1940, stagione in cui da settima in classifica sarebbe riuscita a vincere il tricolore, battendo : Bologna, Juve e Genoa. La Vecchia Signora conterebbe ben 7 titoli in meno, il Milan due in più arrivando a quota 20, mentre l’Inter scenderebbe a 14; il Genoa sarebbe stata la prima squadra a raggiungere quota 10 scudetti nel 1930; la Lazio avrebbe un titolo in meno, lo stesso vale per Cagliari e Sampdoria, che piangerebbero poiché fuori dall’albo; ci entrerebbe invece il Parma, la Fiorentina salirebbe a 3 titoli, mentre il Napoli a 4, +2 titoli anche per il Torino, che ne conterebbe 9.

E’ solo una suggestione e probabilmente anche un modo per intrattenersi in questo periodo di emergenza, giocando su come sarebbe cambiato l’albo d’oro con i play-off!

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Nainggolan: futuro incerto, e se restasse all’Inter?

Nainggolan: futuro incerto, e se restasse all’Inter?

Radja Nainggolan al momento è un giocatore del Cagliari, è in prestito secco alla squadra sarda, poiché il suo cartellino è di proprietà dell’Inter, con la quale ha un contratto valido fino al 30 giugno 2022.

Il centrocampista belga, la passata estate, ha provato in tutti i modi ad ottenere una riconferma nei nerazzurri, cercando di mettersi in mostra davanti al nuovo mister, Antonio Conte,  verso il quale nutre una profonda stima. La società non ne ha voluto sentire, e non ha perdonato all’ex centrocampista della Roma qualche bravata commessa nel corso della stagione, ed inoltre vi era un’evidente voglia di tagliare con il passato, infatti insieme a Nainggonal vengono ceduti Perisic ed Icardi. Il centrocampista belga nell’unica stagione interista è parso sottotono, dispiaciuto di aver lasciato la sua Roma dopo tanti anni di battaglie, in nerazzuro ha fatto fatica ad ambientarsi, anche se alla fine riuscì a realizzare  sette goal in campionato; tra le sette reti è da ricordare quella con l’Empoli che è valsa la qualificazione in Champions.

A Cagliari Nainggolan si è rilanciato e sembra aver ritrovato la serenità di un tempo, ha contribuito ad un inizio di stagione incredibile dei sardi, che nelle ultime partite hanno decisamente rallentato, ha già realizzato sei reti con 13 partite ancora da giocare. Il 30 giugno scadrà il prestito e vedremo cosa accadrà, Radja è un giocatore che potrebbe fare comodo a tutte le squadre, e quando sta bene fisicamente e mentalmente, parliamo ancora di uno centrocampisti più forti del campionato. L’Inter chiede 15 milioni, ma considerando l’età e il comportamento altalenante del ragazzo sarà difficile  trovare qualcuno disposto a spendere tale cifra per il suo cartellino.

Quindi tra le varie ipotesi nel futuro nebuloso di Radja viene da chiedersi, e se restasse all’Inter?

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Lazio: obiettivo Giroud per giugno

Lazio: Giroud per giugno

Secondo TMW, la Lazio sarebbe decisa a puntare nuovamente su Olivier Giroud per il mercato estivo, dopo il mancato trasferimento invernale. L’attaccante francese, corteggiato anche da Tottenham e Inter (che pure ha fatto un tentativo a gennaio), è in scadenza di contratto con il Chelsea, e solo dopo aver terminato la stagione con i Blues si deciderà sul suo futuro. I biancocelesti sarebbero disposti a mettere sul piatto un triennale da 3,5 milioni l’anno, con il vantaggio di aver allacciato stretti rapporti con il giocatore già negli ultimi mesi fa.

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Il calendario dei compleanni: Sébastien Frey

Buon compleanno Sébastien Frey!

C’è da sempre una rivalità storica tra italiani e francesi, rivalità che non si ferma solamente al calcio giocato ma si allarga un po’ a tutti i campi della vita nonostante ci continuiamo a chiamare cugini a vicenda. Nato a Tonone in Francia il 18 marzo 1980, Sébastien Frey è tra i francesi più legati storicamente al nostro paese: con ben 446 presenze nella nostra Serie A è il quarto straniero con più partite giocate nel nostro campionato dopo Javier Zanetti (615), Samir Handanovic (462) e José Altafini (459), questo l’ha reso di diritto un vero e proprio italiano d’adozione.

Sébastien Frey approdò in Italia nel lontano 1998 quando, appena maggiorenne e sotto segnalazione di Walter Zenga, l’Inter dei quattro allenatori (Simoni, Lucescu, Castellini e Hodgson) lo mise sotto contratto. Dopo una stagione vissuta da riserva all’Inter andò in prestito al Verona dove disputò un’ottima annata da titolare, per tornare poi l’anno successivo all’Inter dove divenne il titolare dei nerazzurri anche solo per una stagione. Nell’estate del 2001, a ventuno anni, passò al Parma per 10 miliardi di lire dove sostituì il partente Gigi Buffon: in Emilia-Romagna visse quattro stagioni importanti dove si mise in mostra attirando su di sé le attenzioni di tanti club italiani e stranieri. Nel giugno del 2005 Frey passò alla Fiorentina dopo un’operazione da 5 milioni e mezzo di euro: col club viola, sotto la guida di Cesare Prandelli che lo volle fortemente alla Fiorentina, si consacrò definitivamente come uno dei portieri più forti del nostro campionato e divenne una bandiera ed un idolo della curva Fiesole. Nell’estate del 2011, dopo una stagione vissuta quasi interamente ai box per un brutto infortunio al ginocchio, la Fiorentina decise di cederlo e fu così che approdò al Genoa: coi rossoblù visse due ottime stagioni condite da due salvezze, il rendimento di Séba Frey fu notevole e anche lì divenne rapidamente un idolo della tifoseria. Lasciò l’Italia nell’estate del 2013 per andare a chiudere la carriera in Turchia, al Bursaspor, dove disputò una buona stagione prima di appendere i guanti al chiodo il 5 dicembre del 2015.

Sébastien Frey ha vissuto una carriera importante che l’ha portato a giocare anche in Coppa UEFA (poi Europa League) ed in Champions League, arrivando a giocare le semifinali della prima e gli ottavi della seconda, ma Séba ha sempre avuto un grande rimpianto in carriera: la Nazionale, come si legge su Tuttomercatoweb, visto che con la casacca dei Bleus ha giocato solamente un’amichevole con l’Ecuador ed un incontro delle Qualificazioni ad Euro 2008 contro l’Ucraina.

Nato e cresciuto per essere un vero numero uno, Séba Frey si è sempre distinto per una forte leadership che ha assunto in ogni spogliatoio in cui ha giocato. Portiere abilissimo tra i pali e nell’uno contro uno, peccava talvolta nelle uscite.

Compie oggi quarant’anni il più italiano tra i francesi: auguri Sébastien Frey!

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Juventus: alla ricerca di un attaccante

Juventus: alla ricerca di un attaccante.

Tutti i più importanti campionati d’europa sono fermi per l’emergenza sanitaria e la maggior parte dei club è impegnata nella gestione e nella pianificazione della restante parte della stagione. Anche il calciomercato ha subito un rallentamento ma fino a qualche settimana fa le dirigenze lavoravano già alle mosse per l’estate 2020; in casa Juventus la priorità è un centrocampista ed il nome in cima alla lista è l’ex Pogba, conteso con il Real Madrid. Sembrerebbe in atto anche un’altra sfida con i blancos, riguardante un attaccante: Harry Kane. Il centravanti del Tottenham non ha ancora vinto un trofeo in carriera, nonostante sia uno degli attaccanti più forti del mondo; Juventus e Real Madrid gli hanno messo gli occhi addosso e molto probabilmente in estate comincerà un’asta tra le grandi d’europa per accaparrarsi le prestazioni del calciatore inglese. Nel caso i bianconeri non dovessero farcela, fari puntati su Mauro Icardi, che rischia di tornare all’Inter da separato in casa. La stagione dei ragazzi di Sarri non è stata convincente, nonostante i bianconeri siano in corsa per tutti gli obbiettivi; la dirigenza si muoverà per rinnovare la rosa, specialmente il centrocampo, ma si darà il via anche alla ricerca di un attaccante.

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Il calendario dei compleanni: el Chino Recoba

17 marzo, la giornata del Chino.

Il 17 marzo 1976 a Montevideo nasce Alvaro Alexander Recoba Rivero, conosciuto semplicemente come Recoba o come El Chino, poiché i tratti del suo volto sono simili a quelli orientali. Idolo assoluto in Uruguay, amore sconfinato del presidente Moratti ed uno dei ricordi più dolci per il Venezia. Recoba arriva in Italia nell’estate 1997,  nel primo anno e mezzo in Serie A si limita a mostrare lampi di talento, ma trova poco spazio nell’Inter di Ronaldo il fenomeno, così nel gennaio 1999 accetta la corte del Venezia di Zamparini ed in quei sei mesi di prestito in Veneto mostra al campionato tutta la sua grandezza. Il Venezia occupava l’ultimo posto in classifica, l’arrivo del Chino cambia l’inerzia della stagione e la squadra di Novellino riuscì a salvarsi; l’attacante uruguaiano segnò 10 goal in 19 partite, memorabile la tripletta rifilata alla Fiorentina (4-1 per il Venezia). Oltre a Recoba quel Venezia dei miracoli poteva contare su altre grandi personalità del nostro calcio: l’allenatore, Walter Novellino, che tanto bene farà qualche anno dopo con la Sampdoria, Marotta, oggi dirigente dell’Inter, dopo i successi ottenuti con la Sampdoria e la Juventus. Recoba dopo quei sei mesi torna in nerazzuro in uno dei reparti offensivi più forti e sfortunati della storia del calcio italiano: Vieri, Ronaldo, Baggio e Recoba; il Chino troverà sempre più spazio anche per i numerosi infortuni al ginocchio del fenomeno. E’ un genio con la palla tra i piedi, fa innamorare i tifosi, un pò meno gli allenatori, che ne evidenziano la svogliatezza e la poca disponibilità al sacrificio. Pippo Maniero, suo compagno d’attacco nei sei mesi a Venezia:

“Nelle ripetute non lo vedevi neanche. Odiava la corsa, la tattica: era disgustato da queste cose . E Novellino diventava matto. Arrivava alle 10 meno due minuti, sistematicamente. Faceva morire dal ridere, di uno svogliato unico. Il mister si incazzava ma chiudeva un occhio. Anche perché poi alla domenica la risolveva lui”.

Recoba rimase all’Inter fino al 2007, e dopo una stagione opaca al Torino lasciò l’Italia; gli ultimi anni della carriera li trascorse nelle due società dove tutto era iniziato: prima al Danubio, poi al Nacional. El Chino oggi è fuori dal mondo del calcio, difficile che rilasci interviste e che si mostri davanti alle telecamere, ma per i tifosi dell’Inter, del Venezia e per tutto l’Uruguay resta una leggenda, e tutt’oggi per loro il 17 marzo è la giornata del Chino.

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Giovanni Trapattoni, 81 anni di un vincente

Giovanni Trapattoni, 81 anni di un vincente

Festeggia oggi i suoi 81anni Giovanni Trapattoni, il Trap. Nella storia del calcio italiano risulta attualmente l’allenatore più vincente a livello di club e uno tra i più titolati al mondo. Nella sua esperienza in panchina il Trap a livello nazionale ha vinto 7 campionati in Italia e uno in Germania, Portogallo e Austria. A livello internazionale altri sette titoli, vittorie che lo rendono il sesto allenatore al mondo per trofei conquistati.

Da calciatore ha vestito solo le maglie di Milan e Varese, dopo esser cresciuto tra le fila del Cusano Milanino. Va detto che anche da giocatore ha sempre avuto un feeling speciale con le vittorie, portandosi a casa i rossonero tutto quello che poteva vincere: 2 Campionati, una Coppa Italia, 2 Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale.

Da allenatore, però, ha dato il suo meglio, in particolare modo nella sua parentesi alla guida della Juventus con cui ha vinto tutto tra Campionati (6), Coppe Italia (2), Coppe Uefa (2), una Coppa delle Coppe, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa UEFA e una Coppa Intercontinentale.

Oltre al bianconero in Italia ha allenato anche il “suo” Milan, l’Inter (con cui ha vinto un Campionato, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa), il Cagliari e la Fiorentina. All’estero, dove ovviamente ha vinto, ha allenato il Bayern Monaco (una Bundesliga, una Coppa di Lega Tedesca, una Coppa di Germania) il Benfica (un Campionato Portoghese) e il Salisburgo (un Campionato Austriaco).

A livello di Nazionale il Trap ha allenato l’Italia nel Mondiale di Corea-Giappone del 2002 (vi ricordate di un certo Byron Moreno?) e nell’Europeo di Portogallo 2004 (il famoso biscotto tra Svezia-Danimarca). Ha allenato anche la Nazionale Irlandese dal 2008 al 2013, sua ultima avventura in panchina prima di annunciare il ritiro.

Famose le sue sfuriate, tra le quali le più celebri senza dubbio quando allenava il Bayern Monaco.

Un signore dentro e fuori dal campo.

Tanti auguri grande Trap, da tutta la redazione di RadioGoal 24!

 


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Icardi, nuova telenovela estiva?

Icardi, nuova telenovela estiva?

La vicenda Mauro Icardi sembra non voler mai terminare. Secondo TMW il centravanti argentino, che ha all’attivo 20 gol nella sua prima stagione al Paris Saint-Germain, rischia comunque di non essere confermato. Ciò dipende in gran parte da un’altra conferma, quella del direttore sportivo Leonardo. Non va però dimenticato che Icardi dispone, nel suo contratto,  di una clausola che gli consentirà di lasciare il PSG anche nel caso in cui il club volesse farlo rimanere, e ciò gli permetterebbe di scegliere con molta libertà. In tal caso, l’Inter perderebbe ben 70 milioni di euro. In Italia, dove Mauro farebbe volentieri ritorno, solo la Juventus sarebbe disposta a garantirgli un ingaggio da 8 milioni all’anno, mentre un ritorno ai nerazzurri, dati i precedenti, sembra infattibile. All’estero, il Real Madrid rimane una soluzione possibile ma poco probabile, dato che ogni anno si parla di dover sostituire Benzema, la cui partenza però finisce sempre per non concretizzarsi. Lo scenario più quotato potrebbe essere quello di una nuova telenovela, con Icardi che, dopo essere stato (o avendo lui stesso) scaricato il PSG, proverà a fare pressione sull’Inter pur di non passare, clamorosamente, un nuovo anno da separato in casa coi nerazzurri i quali, d’altro canto, proveranno a fare il possibile pur di non essere costretti a svenderlo alla Juventus.

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Inter, per il centrocampo piace De Paul

Inter, per il centrocampo piace De Paul

Il calcio si è fermato a causa dell’emergenza coronavirus ma il mercato continua a muoversi; le società, infatti, stanno cercando di approfittare del momento di stallo per rinforzarsi in vista della prossima stagione. Una delle squadre attive, in questo periodo, è sicuramente l’Inter; i nerazzurri, oltre a dover resistere all’assalto del Barcellona per Lautaro Martinez, stanno cercando di regalare a Conte un altro profilo su cui costruire il progetto. Gli obiettivi nella lista di Marotta sono tanti ma la priorità è un centrocampista e nonostante l’arrivo, nel mercato estivo, di Eriksen; il nome, come riporta Tuttosport, è quello di Rodrigo De Paul. Il giocatore, attualmente all’Udinese, era stato già accostato all’Inter che però ha preferito virare sull’ex Tottenham. Giocatore estremamente duttile: può ricoprire sia il ruolo di mezzala in un terzetto di centrocampo completato da Brozovic ed Eriksen sia quello di seconda punta dietro a Lukaku. La valutazione dell’Udinese si aggira intorno ai quaranta milioni; l’Inter, in questi giorni in cui il calcio è stato costretto a fermarsi, sta lavorando per bloccare il gioiello argentino e regalare a Conte l’ennesimo tassello con l’obiettivo di tornare a vincere.


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Gli “altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni

Gli “altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni

A libro paga dei presidenti di Serie A non ci sono solamente calciatori ed allenatori, c’è un mondo di lavoratori, “gli altri dipendenti”, che costano circa 95 milioni all’anno. La Serie A, come è stato più volte ribadito, è ormai una delle industrie più floride del nostro paese, che, non considerando i calciatori e gli allenatori, conta circa 1600 dipendenti; far proseguire il campionato sarebbe importante sopratutto per loro, che non godono delle stesse tutele dei calciatori milionari. Gli ultimi dati pubblicati dalle squadre di Serie A per la stagione in corso, e riportati da Calcio e Finanza,  ci dicono che i dipendenti non tesserati sono 1581 ed che il numero di personale cambia di società in società: la Juventus conta 250 dipendenti, Roma, Udinese, Inter e Milan ne hanno più di 100, mentre il Brescia solo 10. Se si butta un occhio sui costi annuali dei non tesserati troviamo Inter, Juventus e Roma in cima alla classifica, i nerazzurri investono ogni anni 18,8 milioni, la Juventus 14,4 e la Roma 13,6.; è’ ovvio che questi dati sono gonfiati dai maxi contratti che percepiscono alcuni dirigenti. Mentre le cifre più basse vengono spese da SPAL (750 mila euro), Lecce (493 mila euro) ed Hellas Verona (533 mila euro)( con il Brescia che non fornisce dati specifici). Gli ” altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni, mentre lo stipendio medio si aggira sui 55 mila euro; riprendere il campionato significherebbe anche salvare posti di lavoro, non solo tornare a guardare lo sport più bello del mondo.

 


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