Giuntoli rifà l’attacco al Napoli

Giuntoli rifà l’attacco al Napoli

In estate il Napoli farà uno o più colpi in attacco, questo è certo, così come è certo che il DS Giuntoli vuole che uno dei prossimi attaccanti sia un bomber di razza che garantisca a Gattuso un numero alto di marcature nella prossima stagione. De Laurentiis e Giuntoli la scorsa estate ci avevano provato puntando tutto sul giovane talento Hirving Lozano, sul ristabilito Milik dopo i tanti infortuni e sull’esperta spalla Fernando Llorente… a distanza di mesi lo possiamo dire con certezza: missione fallita. Arkadiusz Milik continua ad avere problemi fisici che ne limitano la pericolosità e l’utilizzo (appena 16 partite giocate quest’anno), Hirving Lozano arrivato per 38 milioni ha disputato appena 16 partite segnando solo 2 gol, Fernando Llorente è quello che ha giocato più di tutti lì davanti avendo disputato 17 gare ma segnato un misero bottino di appena 3 gol; così non va, a Gattuso serve un bomber che si giochi il posto col nuovo acquisto Petagna già acquistato a gennaio per giugno.

Come riportato da Il Corriere dello Sport, il DS Giuntoli ha messo nel mirino Luka Jovic, scontento e giovane attaccante in forza al Real Madrid. Luka Jovic, attaccante classe ‘97 passato in estate dall’Eintracht Francoforte al Real Madrid per 60 milioni di euro, ha deluso tutte le aspettative segnando solamente 2 gol in appena 15 presenza con la casacca dei Blancos, pertanto al momento la valutazione del ragazzo è crollata scendendo intorno ai 40 milioni e questo può voler dire due cose: che ora il ragazzo è alla portata del Napoli e che tanti altri top club si fionderanno sul centravanti serbo in estate, perciò Giuntoli dovrà giocare d’anticipo visto che si sono fatte già sotto Tottenham e Chelsea per il ragazzo. Ovviamente Giuntoli ha dei piani B pronti qualora non si dovesse arrivare su Jovic prima degli altri: nelle ultime ore si è registrato l’interesse del club di De Laurentiis per Sardar Azmoun, centravanti iraniano dello Zenit San Pietroburgo che ha una valutazione di circa 25 milioni di euro, mentre sono settimane che Giuntoli segue Loren Moron del Betis (classe ‘93, costo: 20 milioni) e Jean-Philippe Mateta del Mainz (classe ‘97, costo: 22 milioni).

Ovviamente c’è da far quadrare anche il bilancio, perciò c’è bisogno che Giuntoli ceda alcuni giocatori per averne di nuovi in entrata: Callejon andrà a scadenza e difficilmente verrà rinnovato, Llorente ha ancora un anno di contratto ma verosimilmente si tratterà per una rescissione consensuale qualora non dovesse presentarsi alcuna società interessata ad acquistarlo, Lozano ha pochissime chance di essere confermato e si proverà fino alla fine a cercare una società a cui venderlo anche per non vanificare del tutto l’investimento fatto in estate e possibilmente rientrarci, su Milik invece ci sono molte società interessate e tra le più attive c’è il Milan che propone uno scambio con Calhanoglu ma il Napoli vuole solo cash da reinvestire su un bomber.

De Laurentiis e Giuntoli monitorano poi anche un vecchio amico di Napoli che sarebbe un graditissimo ritorno per i tifosi ed un’eccellenza tecnica da regalare a Gattuso: si tratta di Edinson Cavani. Ne ha parlato il giornalista ed esperto di mercato della RAI Paolo Paganini a Radio Kiss Kiss Napoli, facendo anche altri nomi pesanti: “Il Napoli si sta muovendo per l’attacco della prossima stagione, circolano diverse voci negli ultimi giorni. Si parla di nuovo di un ritorno di Cavani, ma anche dell’arrivo di Ibrahimovic, anche se Zlatan ha 39 anni ormai e non credo possa fare al caso della squadra partenopea. In tutti questi nomi, oltre a valutare la situazione di Milik che piace al Milan, il Napoli sta pensando a Bonaventura. Pare che i contatti siano già stati avviati, essendo il giocatore gestito da Mino Raiola. Ma il colpo di De Laurentiis potrebbe essere proprio Mauro Icardi, che piace alla Juventus ed a Paratici. Il giocatore a fine stagione tornerà in Italia, il Napoli potrebbe lanciare un affondo nella persona di De Laurentiis per portarlo fin da subito in maglia azzurra”.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Icardi, il Paris Saint-Germain vuole Pjanic come contropartita

Icardi, il Paris Saint-Germain vuole Pjanic come contropartita

Durante la sessione invernale di calciomercato, PSG e Juventus sembravano aver chiuso lo scambio di terzini tra Kurzawa e De Sciglio salvo poi non concludere l’operazione. L’asse di mercato Parigi-Torino, però, è più vivo che mai e in un momento in cui non si può giocare a calcio causa coronavirus i due club provano ad intavolare una trattativa per il futuro. Da una parte Mauro Icardi la cui avventura al Parco dei Principi non sembra destinata a proseguire, dall’altra il centrocampista Miralem Pjanić. L’attaccante argentino sarebbe la spalla perfetta perfetta per Cristiano Ronaldo mentre il bosniaco aggiungerebbe tanta qualità alla squadra francese. Trattativa in cui l’Inter è spettatrice interessata; il club nerazzurro, infatti, guadagnerebbe ben 85 milioni di euro (70 del riscatto più 15 per la cessione ad un club italiano) tramite l’operazione Icardi. Il calcio, a causa dell’emergenza sanitaria che sta colpendo il mondo,  è momentaneamente fermo mentre il calciomercato cerca delle vie alternative per iniziare a delineare un futuro calcistico che si spera possa tornare alla normalità.

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Icardi, nuova telenovela estiva?

Icardi, nuova telenovela estiva?

La vicenda Mauro Icardi sembra non voler mai terminare. Secondo TMW il centravanti argentino, che ha all’attivo 20 gol nella sua prima stagione al Paris Saint-Germain, rischia comunque di non essere confermato. Ciò dipende in gran parte da un’altra conferma, quella del direttore sportivo Leonardo. Non va però dimenticato che Icardi dispone, nel suo contratto,  di una clausola che gli consentirà di lasciare il PSG anche nel caso in cui il club volesse farlo rimanere, e ciò gli permetterebbe di scegliere con molta libertà. In tal caso, l’Inter perderebbe ben 70 milioni di euro. In Italia, dove Mauro farebbe volentieri ritorno, solo la Juventus sarebbe disposta a garantirgli un ingaggio da 8 milioni all’anno, mentre un ritorno ai nerazzurri, dati i precedenti, sembra infattibile. All’estero, il Real Madrid rimane una soluzione possibile ma poco probabile, dato che ogni anno si parla di dover sostituire Benzema, la cui partenza però finisce sempre per non concretizzarsi. Lo scenario più quotato potrebbe essere quello di una nuova telenovela, con Icardi che, dopo essere stato (o avendo lui stesso) scaricato il PSG, proverà a fare pressione sull’Inter pur di non passare, clamorosamente, un nuovo anno da separato in casa coi nerazzurri i quali, d’altro canto, proveranno a fare il possibile pur di non essere costretti a svenderlo alla Juventus.

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Icardi: Sundas per il futuro?

Sulla intricata vicenda relativa all’ attaccante interista Icardi vi è la decisa presa di posizione del noto Procuratore sportivo Dott. Alessio Sundas. Il navigato ed affermato agente spezzino, infatti, ha chiaramente manifestato la propria disponibilità ad accogliere all’ interno della sua Sport Man l’ ex capitano nerazzurro.

Non è casuale che Sundas abbia oggi rivelato la sua intenzione: è una domenica singolare e del tutto eccezionale. L’Inter tra poche ore, infatti, riceverà la Sampdoria nel primo anticipo della 24esima di Serie A. Icardi non sarà in campo, né in panchina, né – per quello che allo stato è lecito apprendere – in tribuna come semplice osservatore.

L’ aria che tira è per la concentrazione degli sforzi realizzata in una economica e profittevole sintesi familiare. L’ equilibrio dei fatti e l’ evoluzione della storia ha sempre imposto la obiettività degli eventi ed il distacco dalle passioni. Il dissidio tra il profitto e la storia ha da sempre affascinato l’ uomo e le sue scelte. La nostra condizione è per una prevalenza dello sviluppo dei fatti scevri da passioni o comunque da pressioni emotivamente forti o sentimenti fuorvianti. Gli alti livelli raggiunti dallo sport ‘professionistico e la qualità dei soggetti che lo adornano più che mai impongono un distacco dagli eventi ed un allontanamento dalle passioni. Va da sé che la presenza di un procurator che abbia un interesse diretto ed un coinvolgimento pieno costituisca l’ esatto contrario e la dimensione opposta della pacifica serena equilibrata gestione degli interessi altrui; in uno la violazione prima della funzione procuratorie.

Non abbiamo fatto mistero della scelta di campo, non ne faremo alcuna nella proposizione, sia pure immaginifica, di nomi e di ruoli dell’ avvenire. È in tale solco che poniamo in evidenza e tratteggiamo l’ identikit di chi possa dipanare la diatriba indicata ed al contempo costituire una rottura forte e propositiva con nomi usati ed abusati anche se espressione della garanzia dell’ oggi.

Il nome è Sundas ovvero un astro nascente in un panorama di difficile frequentazione e di pari ed impervia praticabile gestione.




Lazio-Inter, le 3 chiavi tattiche della partita

Lazio ed Inter sono legate da una amicizia che ha preso piede negli anni ’80, ma domenica sera all’Olimpico non ci sarà legame che tenga, dato che le due squadre si contenderanno un importante spareggio per la prossima Champions League. Il match che ci aspettiamo è uno di quelli accesi, al cardiopalma, ricco di emozioni, in cui cuore e testa conteranno più di qualsiasi altra cosa. La partita di andata terminò con il risultato di 0-0, ma fu condita da uno bello spettacolo, in cui entrambe le compagini ebbero diverse occasioni importanti, esprimendo per larghi tratti segnali evidenti di un buon calcio. Questa volta Inzaghi e Spalletti, i due veri condottieri di quest’ultima battaglia, non vogliono deludere le aspettative nemmeno in termini di goal, e per questo faranno della programmazione tattica fatta a puntino la loro chiave di volta. Noi di RadioGoal24 abbiamo individuato e analizzato i tre snodi cruciali su cui i due allenatori potrebbero puntare per raggiungere l’ambitissimo posto nell’Europa che conta.

Nella difesa della Lazio rimane il dubbio De Vrij: giocherà oppure no?

In casa Lazio tiene banco il caso De Vrij: il giocatore olandese, promesso sposo proprio dell’Inter nella prossima stagione, potrebbe non essere schierato titolare da Simone Inzaghi. Dopo le valutazioni di queste ore, infatti, l’allenatore biancoceleste sembra intenzionato a non far partire dal primo minuto il difensore, che secondo gli addetti ai lavori si sentirebbe combattuto tra presente e futuro. La sua assenza non deve essere però un dettaglio da poter sottovalutare, dato che contro il Crotone proprio l’olandese ha evitato sulla linea il goal del possibile 3-1. Alla fine a decidere sarà il giocatore stesso, anche se il tormento e l’incertezza che lo circondano al momento sono perfettamente comprensibili. In ogni caso in difesa giocherebbero Wallace, Luiz Felipe e Radu, che dovranno stare bene attenti a impedire le sfuriate dell’attacco nerazzurro.

Spalletti proporrà il 4-2-3-1 con Brozovic a centrocampo o dobbiamo aspettarci qualche modifica?

Spalletti sembra aver trovato equilibrio con il 4-2-3-1 e difficilmente cambierà in vista della Lazio. Nonostante le sconfitte contro Juventus e Sassuolo, l’Inter ha infatti disputato delle ottime partite con l’impiego di questo modulo, con Brozovic diventato chiave del centrocampo: il croato ha vestito perfettamente i panni del regista, poiché in più di qualche occasione può dare libero sfogo a verticalizzazioni taglienti. Per il resto bisogna valutare le scelte di Vecino o Borja Valero: il primo ama giocare palla in uscita tramite le vie centrali, ma così facendo costringerebbe Brozovic a coprire ampie zone di campo, come ha dimostrato il match contro il Sassuolo. Lo spagnolo, invece, costruirebbe le trame di gioco dal basso, stazionando di più in mediana e conferendo più stabilità al centrocampo. I punti cardine del centrocampo nerazzurro restano tuttavia le fasce, dato che sia Perisic che Candreva possono riversarsi in attacco senza dover pensare troppo allo spazio da coprire alle proprie spalle. Questo è dovuto ovviamente alla crescita di D’Ambrosio e Cancelo, le due pedine fondamentali di Spalletti, che in fase di ripiego coprono bene i buchi lasciati dai compagni. A completare il reparto della trequarti c’è infine Rafinha, arrivato a gennaio ma già determinante nello scacchiere interista: il portoghese è dotato di dinamismo e rapidità, due doti che gli consentono di muoversi in maniera imprevedibile su tutto il fronte di attacco, creando molti grattacapi alle difese avversarie.

Immobile e Icardi, due bomber a confronto per un posto in Champions

Immobile ed Icardi si contendono quest’anno il titolo di miglior marcatore: il primo è a quota 29 reti, mentre il secondo a 28. Domenica sera si sfideranno a suon di goal, come sempre, ma alla fine soltanto uno riuscirà ad ottenere lo scettro di miglior capocannoniere della Serie A. Il fattore che li accomuna è che questa stagione entrambi sono stati alle prese con problemi muscolari, durante i quali le loro squadre ne hanno risentito: la Lazio senza il suo attaccante ha vinto una partita su cinque, mentre l’Inter due su quattro. La differenza è che Immobile ha rilevato un problema alla coscia proprio adesso, ovvero nel momento dello sprint finale, costringendolo ad arrivare in condizioni non ottimali nella sfida contro l’Inter. Nell’allenamento di ieri, inoltre, il bomber biancoceleste ha subito un pestone al piede ed è stato costretto ad abbandonare il campo, ma le ultime indiscrezioni confermano un suo rientro in gruppo nell’allenamento di questa mattina. Venendo alle caratteristiche tecniche, parliamo di due giocatori completamente diversi: Icardi difficilmente abbandona l’area di rigore, guarda sempre e solo la porta e nemmeno Spalletti è riuscito nell’mpresa di “trasformarlo”. Il laziale invece si muove anche sugli esterni, svaria ai confini dell’area di rigore e crea spazi per i compagni: non è un caso, infatti, che fino ad ora abbia collezionato 10 assist.

 

 

 

 

 




Inter… e se il problema fosse Spalletti?

Nel mondo del calcio ci sono due aspetti astratti che difficilmente sono applicabili, la fortuna e le coincidenze. Per quanto l’imprevedibile sia sempre dietro l’angolo, ci sono segnali e momenti che riconducono spesso sempre allo stesso risultato. Parliamo proprio di coincidenze se andiamo a valutare il momento dell’Inter di Luciano Spalletti.

Un problema di risultati…

 

 

Dove sta la coincidenza? La Roma del tecnico di Certaldo ha avuto in questo stesso periodo la scorsa stagione, gli stessi identici dubbi che sorgono sulla formazione nerazzura, escludendo anche questa volta le colpe dell’allenatore. Ma come si dice, due indizi fanno una prova:  non è forse il tempo di dire due paroline sullo Spalletti nerazzurro? Partiamo dai risultati, problema principale di questa Inter. La sconfitta con il Torino e il pareggio con l’Atalanta hanno messo in evidenza ancora una volta le grosse difficoltà ad essere decisivi nei momenti focali della partita, in particolare nella finalizzazione. Nelle ultime 5 partite lue due vittorie importanti con Samp ed Hellas  sono state immediatamente smentite dalle tre non vittorie, Derby di Milano compreso. Questione di uomini, secondo stampa e tifo: una squadra non all’altezza.

…di gestione della rosa…

Probabile che la rosa non sia pronta ma è anche vero che arrivati al 16 Aprile non si può non osservare che Spalletti non abbia ancora trovato la quadratura del cerchio. Chi è il trequartista titolare dell’Inter? Qual è la posizione di Borja Valero? Chi è il titolare tra i terzini? Perché Ranocchia viene preferito a Lisandro Lopez come prima riserva? Perché Karamoh è stato utilizzato sempre meno? Che fine ha fatto Dalbert? Tante domande che trovano risposta nel passato di Luciano Spalletti. A Roma la scorsa stagione si discuteva della rosa troppo corta, parole dello stesso tecnico, avallate dai più. Ma se vogliamo essere pignoli e capziosi è molto facile andare a vedere che la panchina giallorossa era ricca di giocatori che in realtà non piacevano al tecnico e che non ha saputo valorizzare: Gerson non è certamente un titolare, ma dal non giocare affatto al poter fare una grande gara a Stanford Bridge ce ne passa; Paredes, giocatore ceduto a quasi 30 milioni e che sta facendo le fortune dello Zenit; Perotti, sempre meno utilizzato nell’ultima parte di stagione da Spalletti, attualmente punto fermo della squadra giallorossa; Grenier, arrivato a Gennaio, utilizzato solo 6 volte, gare in cui ha sfoderato prestazioni ottime, ma mai valutato; Mario Rui, su di lui si può dire che non fosse pronto per l’infortunio e per l’esplosione di Palmieri, ma stiamo comunque parlando di un giocatore fortemente voluto da Spalletti che ha giocato solo 5 gare; infine capitolo Totti, roba da un articolo a parte, senza fare retorica, un giocatore offensivo che crea statisticamente una occasione da rete al minuto, non può essere considerato come l’ultimo degli ultimi. Dopo questo flashback torniamo all’attualità. Il cambio modulo di Bergamo ha proposto Santon e Cancelo alti con D’Ambrosio nei tre dietro, con Perisic e Rafinha alle spalle di Icardi: idea buona ma con gli interpreti sbagliati; Santon in posizione alta si pone in grossa difficoltà, soffrendo l’uno contro uno sia palla al piede che in fase difensiva; D’Amborsio non può fare il centrale, non è abituato al ruolo; manca un difensore che sappia impostare, fondamentale in una difesa a tre; Perisic diventa si più pericoloso ma meno fruttuoso nella manovra, cosa che ne ha sempre fatto un’arma in più; Icardi si trova a dover giocare lontano dall’area di rigore ed infatti non ha trovato la possibilità di andare in goal; Candreva non utilizzato in una gara da vincere lascia abbastanza perplessi, una giocata può cambiare la partita.

… e di comunicazione.

 

Oltre ai discorsi di campo c’è un altro aspetto di Spalletti che lo accomuna molto alla crisi romana, la comunicazione. Che Spalletti sia spesso sopra le righe nelle dichiarazioni lo sappiamo. ma allo stesso tempo, quanto può influire sulla squadra e sull’ambiente?  Alcune dichiarazioni sia a Roma che a Milano possono dare l’impressione di voler fare del banale “scarica barile”, partendo dalla situazione Totti, capro espiatorio ufficiale della stagione 2016-17, arrivando al mercato e alle promesse ricevute in questa nuova stagione nerazzurra. Presentarsi con una frase come “devono ridarmi quello che ho lasciato perché io per allenare l’Inter ho lasciato la Champions League e loro me la devono ridare”, detta in fase di presentazione, può dare due segnali, quello di caricare l’ambiente verso l’obiettivo, o quello di accrescere il proprio ego ed elevarlo al di sopra dei vari fattori che possono portare ad un obiettivo. Rileggendo ad ora le parole non possiamo incolpare solo i giocatori, la Champions va meritata ed i giocatori vanno valorizzati, sono diamanti grezzi che solo l’allenatore può sgrezzare e nulla è dovuto al singolo, come quando da bravi tifosi da bar ce la prendiamo con i giocatori che chiedono aumenti di contratto senza rendere al massimo.

In conclusione possiamo dire che l’Inter ha tanti problemi ma Spalletti non può escludersene ed anzi, il suo tentativo di farlo può destabilizzare un ambiente che da troppi anni attende un ritorno vero e proprio tra le grandi e la fiducia in Spalletti è tanta; sta a lui non tradirla, sempre se già non sia accaduto.

 




Immobile comanda ma dietro non mollano: chi sarà capocannoniere?

Lo scudetto se lo stanno giocando Napoli e Juventus mentre sono quattro i pretendenti per il titolo di capocannoniere. Ciro Immobile, Mauro Icardi, Fabio Quagliarella e Dries Mertens: loro si giocheranno, a colpi di goal, il titolo di giocatore più prolifico della Serie A 2017/2018. Andiamo a vedere numeri e possibilità di questi straordinari attaccanti.

Ciro Immobile, vietato frenare ora

E’ Immobile il candidato numero uno a vincere la classifica dei capocannonieri; l’attaccante della Lazio, 23 goal in 24 presenze, sta vivendo la sua stagione più prolifica dal punto di vista realizzativo. Le sue reti stanno trascinando la squadra in Champions League, obiettivo che i biancocelesti non raggiungono da qualche anno. Alla fine del campionato mancano ancora 11 partite e l’intenzione di Immobile è quella di segnare il più possibile per chiudere la stagione con una soddisfazione personale.

Mauro Icardi, la rinascita dell’Inter passa dai suoi goal

La gara contro il Napoli può rappresentare una svolta per l’Inter (fare punti è necessario per inseguire il sogno Champions) ma soprattutto per Mauro Icardi; l’attaccante argentino, complice anche un infortunio, non segna da sei partite. Un digiuno troppo lungo per uno che in area di rigore ci si trova benissimo. Ritrovare la via della rete per trascinare l’Inter in Europa e per aumentare quel bottino di goal che, al momento, lo vede fermo a quota 18.

Fabio Quagliarella, la rivincita del “vecchio”

Una delle storie più belle di questa Serie A è sicuramente quella di Fabio Quagliarella; l’attaccante della Sampdoria, nonostante i suoi 35 anni, sta vivendo una seconda giovinezza nella stagione d’oro della sua squadra. Diciassette goal segnati e un sogno, neanche troppo impossibile, di ottenere la qualificazione in Europa League. Il percorso è ancora lungo ma i blucerchiati, con un Quagliarella così, non devono temere assolutamente nulla.

Dries Mertens, i goal per lo scudetto

Mertens, più che al titolo di capocannoniere, sta pensando allo scudetto; l’attaccante del Napoli si sta confermando ad altissimi livelli nel ruolo di prima punta (viste le sue caratteristiche sarebbe meglio chiamarlo falso nueve) e i numeri sono dalla sua parte: 28 goal l’anno scorso, 17 in questa stagione con ancora 11 partite da disputare. Il tempo non manca: sia al Napoli per detronizzare la Juventus, sia per la voglia di Mertens di diventare capocannoniere.




Inter, cosa sta succedendo in casa nerazzurra? La verità su Icardi, Perisic e Brozovic

In casa nerazzurra bolle qualcosa in pentola, e al primo assaggio sembrerebbe che non sia niente di buono. Dopo il mancato arrivo di Javier Pastore, i rebus social di Mauro Icardi hanno mandato in tilt tutto il popolo interista e non. Riassumendo in breve, il capitano dell’Inter ha smesso di seguire i profili Instagram di Perisic e Brozovic e quest’ultimi hanno ricambiato il favore; inoltre, è di poche ore fa la notizia che anche Skriniar ha defollowato il Capitano dell’Inter. Da fonti interne alla redazione, siamo riusciti a ricostruire parzialmente un puzzle di infiniti pezzi e abbiamo cercatato di portare alla luce le fitte trame nerazzurre. Secondo quanto raccolto, Icardi avrebbe avuto un duro colloquio con la squadra dopo il pareggio con la SPAL, prendendosela in particolare con i due croati rei di non impegnarsi al massimo e di non creare abbastanza occasioni da goal da ormai due mesi; i due non l’hanno presa bene e si sono apertamente schierati contro il numero 9. La società ha preso atto della spaccatura, mettendo sul mercato Brozovic (vicinissimo al Siviglia) contro la volontà di Spalletti e provando a piazzare clamorasamente anche Perisic, il quale non ha avuto però offerte rilevanti. Brozovic è poi rimasto a Milano a causa del mancato arrivo di Pastore, mentre l’ex Wolfsburg non è partito per la difficoltà a trovare un sostituto in poche ore, scelta che avrebbe comunque mandato su tutte le furie Spalletti. In tutto questo la società non ha considerato una cosa: l’opinione della squadra. Dopo il duro faccia a faccia seguito al match contro la SPAL, la maggior parte dei giocatori dell’Inter ha ‘scaricato’ il Capitano. L”ammutinamento’ della rosa ha costretto la società ad allontanare Icardi, in quanto non era possibile disfarsi di una squadra intera. Ecco quindi spiegato l”infortunio’ di Icardi, che lo terrà lontano dal campo durante il prossimo match contro il Crotone, così che la società avrà il tempo di stemperare gli animi e decidere sul da farsi. La situazione è bollente: la società non può permettersi di svalutare il Capitano facendo filtrare la volontà di andarsene del giocatore, che comunque ha fatto sapere di non avere problemi a restare in nerazzurro, ma solamente a una condizione: Perisic e Brozovic non dovranno far parte della futura Inter. Anche se potrebbe sembrare una ricostruzione un pò cospirazionista, giuriamo solennemente di non lavorare per Mistero.




Inter, il Real Madrid vuole Icardi

Il Real Madrid, a meno 19 dal Barcellona capolista, sta attraversando il suo momento più buio della stagione. Le Merengues stanno già pensando al prossimo anno quando, molto probabilmente, non si sarà più Benzema al centro dell’attacco; questo perché il club spagnolo vuole Mauro Icardi. Florentino Pérez, secondo quanto riferito dal Corriere dello Sport, è disposto a pagare la clausola rescissoria di 110 milioni stabilita dall’Inter per l’attaccante argentino.




Inter, rinnovo Icardi: c’è distanza sulla clausola rescissoria

Icardi e un rinnovo con l’Inter che tarda ad arrivare; tra le due parti, infatti, non è ancora stato trovato l’accordo sulla cifra della clausola rescissoria. Wanda Nara, agente e moglie del giocatore, vorrebbe una clausola a 130 milioni di euro mentre il club nerazzurro la vuole a 200 milioni di euro.