100 milioni per retrocedere: il fallimentare progetto del Fulham

Se Dante si facesse un giro nell’odierno Inferno troverebbe sicuramente Slavisa Jokanovic e Alistair Mackintosh nel quarto cerchio a spingere enormi massi insieme agli altri prodighi. Si, perché l’ex tecnico del Fulham e l’attuale direttore generale sono i principali responsabili della retrocessione dei Cottagers in Championship: sia chiaro, non che una neopromossa debba per forza di cose salvarsi, ma se spendi sul mercato ben 112 milioni per giocatori non all’altezza e finisci per retrocedere senza nemmeno esserti mai avvicinato alle rivali… allora si, sei fortemente colpevole. Ma chi è stato preso sul mercato? Erano effettivamente calciatori da 112 milioni di spesa complessiva?

Forse non era il caso di consegnare le chiavi del centrocampo ad Anguissa e Seri sperperando 55 milioni solo per loro due, forse non era il caso di acquistare difensori non all’altezza come Mawson (costato ben 17 milioni e giocava in Championship), Le Marchand (costato 4 milioni) e Chambers (in prestito), forse si è acquistato bene davanti con Schürrle e Mitrovic (ben 20 milioni) ma restano dei misteri Markovic e Vietto… ma la colpa più grande restano le fasce difensive: come si è potuto pensare di affrontare una Premier League con Odoi, Fosu-Mensah, Bryan (costato 7 milioni) e Christie?
Insomma alla trentatreesima giornata di Premier League il Fulham di Scott Parker, perché nel frattempo Jokanovic ed il subentrante Ranieri sono stati esonerati, si ritrova penultimo in classifica con appena 17 punti e quindi matematicamente retrocesso.

Ora, quale futuro spetta al Fulham del magnate pakistano Shahid Khan? Uno non troppo radioso sicuramente, almeno nell’immediato, visto che il club londinese al momento si ritrova con 107 milioni di debiti sportivi per via delle scellerate scelte fatte sul mercato e, per questo, a giugno il nuovo allenatore (qualora non rimanesse Scott Parker in panchina) e il DG Mackintosh si ritroveranno a dover rifondare l’intera rosa tagliando numerosi calciatori per abbassare il monte stipendi e rientrare di buona parte del debito: una Mission Impossible degna della regia di Brian De Palma!