Inter, pronto nuovo affondo per Chiesa: la situazione

L’Inter torna a fare sul serio per Federico Chiesa. I nerazzurri hanno messo da tempo nel mirino l’esterno offensivo della Fiorentina, ansiosi di porlo al centro del progetto nerazzurro per gli anni a venire. Antonio Conte stravede per le capacità di corsa del talento azzurro ed è convinto di poterne sfruttare tutto il potenziale, sia come esterno a tutta fascia che, all’occorrenza, come seconda punta, ruolo già ricoperto nel corso di questa stagione al fianco di Franck Ribery. Il club Viola, che ormai da settimane sta discutendo il rinnovo di contratto del ragazzo, non ha intenzione di lasciarlo partire se non a fronte di un’offerta molto allettante. Proposta che Beppe Marotta e Piero Ausilio punterebbero a strutturare inserendo contropartite gradite ai toscani: la pista calda porta al nome di Radja Nainggolan, che difficilmente, considerato l’ingaggio da 4,5 milioni annui, potrà restare al Cagliari anche nella prossima stagione. Nel pacchetto potrebbe rientrare anche il riscatto del cartellino di Dalbert, che quest’anno si è distinto a più riprese per prestazioni all’altezza sia con Montella che, successivamente, sotto la gestione Iachini. In caso di buon esito dell’affare, l’Inter rinuncerebbe all’opzione per il riscatto del cartellino di Victor Moses, risparmiando circa 12 milioni di euro da investire su altri obiettivi di mercato.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Fiorentina: Gotze e Kumbulla nel mirino!

Fiorentina: Gotze e Kumbulla nel mirino!

In casa Fiorentina è tempo di ricominciare a sorridere: è finita la quarantena senza alcun imprevisto, i tre calciatori Vlahovic, Pezzella e Cutrone risultati positivi al Coronavirus sono guariti ed ora il presidente Commisso ed il DS Pradé possono tornare a pensare alla gestione della società. Tra le note più importanti sull’agenda di Commisso e Pradé c’è il calciomercato: il presidente della Viola vuole rinforzare la rosa con due acquisti di livello da fare prima dell’apertura del mercato per bruciare le tante concorrenti sul tempo. Oltre ai già acquistati per giugno Amrabat e Kouamé, il DS Pradé sta lavorando ad altri due grossi nomi: Mario Gotze e Marash Kumbulla.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, Marash Kumbulla interessa a numerosi club tra i quali la Fiorentina. Il giovane difensore albanese in forza all’Hellas Verona ha un costo del cartellino piuttosto alto, ovvero di 30 milioni di euro, ma Commisso sarebbe comunque deciso a portarsi a casa il gioiellino classe 2000. Su Kumbulla si registrano gli interessi anche dell’Inter, del Napoli, del RB Lipsia, dell’Eintracht Francoforte e dell’Everton.

Come si legge quest’oggi su FiorentinaNews, in casa Viola si sta ragionando anche su un altro grande colpo da fare in vista di giugno e si tratta di Mario Gotze. Il centrocampista offensivo del Borussia Dortmund a giugno si libererà a parametro zero e Daniele Pradé starebbe lavorando sodo per portarselo a casa prima delle altre numerose pretendenti. Sul calciatore tedesco classe ‘92, campione del mondo nel 2014 e vincitore di numerosissimi trofei, ci sarebbero anche le mire del Milan e del Napoli oltre che di numerosissime squadre di campionati esteri.

 

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Commisso: “Stagione finita? No, ma non corriamo troppo avanti”

Commisso:”Stagione finita? Aspettiamo a parlare…”

Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso, intervistato dal portale GR Parlamento, si è espresso sull’eventuale ripresa della Serie A: “Ora non ci si può allenare. Speriamo che succeda presto, ma non è finita. Non corriamo troppo avanti, non sappiamo quando arriveremo a zero nuovi casi. Spero che al Sud, dove non ci sono le attrezzature del Nord, non arrivi. Siamo più positivi ma non del tutto: c’è gente che in Italia non lavora, l’economia è distrutta”.

 Italia e USA

“Fino ad oggi in America abbiamo 2000 morti, in Italia oltre 10.000. La situazione è più critica rispetto a New York: io e la mia famiglia siamo a casa da due settimane. In Mediacom abbiamo avuto un solo caso positivo, nella Fiorentina ben dodici. Noi della Fiorentina abbiamo iniziato le donazioni agli ospedali dal 17 marzo, destinate alla città metropolitana di Firenze. Siamo a oltre 700mila euro raccolti, ed è la cosa più grande fatta in tutta la Toscana. Idem in America, non c’è nessun fondo così grande. Di questo sono contento: ci sono oltre 2000 donatori americani, molti dall’Italia. Abbiamo già cominciato a distribuire le risorse agli ospedali, stanno prendendo ecografi, ventilatori e attrezzature per le terapie intensive e sub-intensive. Sui 12 casi, 5 o 6  sono finiti in ospedale, ma grazie a Dio ora sono tutti fuori”.

Taglio degli stipendi

“La Juventus ha preso una buona iniziativa. Noi abbiamo una situazione di grande solidità, ma studiamo comunque qualcosa per il futuro, per aiutare il calcio italiano. La cosa buona di questo trauma è che ognuno si è riavvicinato alla comunità, alla squadra, ai compagni. La Fiorentina umanamente si è fatta più forte. C’è una grande possibilità che questo campionato non finisca, io non so. Dobbiamo andare avanti, pensando che c’è probabilità che non si giochi più in questa stagione”.

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Eysseric: “folle pensare al calcio adesso!”

Eysseric: “folle pensare al calcio adesso!”

Valentin Eysseric non ci sta, rompe il silenzio e sbotta contro chi chiede che si riprenda a giocare. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il trequartista francese ha rilasciato iato un’intervista a Le Parisien dove ha espresso tutto il suo disappunto verso chi vuole la ripresa del calcio in tempi brevi. Andiamo a vedere cosa ha detto Eysseric nell’intervista:

Riguardo all’ultima gara disputata, quella contro la Samp: “Ci dicevamo che era solo una piccola influenza. E abbiamo pure giocato contro la Sampdoria. Mai avremmo dovuto disputare quella partita. Solo dopo abbiamo saputo che molti di loro erano positivi”.

Sul tenersi in forma allenandosi in casa: Ci alleniamo in casa ma non sarà mai come un allenamento vero. Poi ho la fortuna di avere un piccolo giardino e un appartamento grande, ma penso a chi non ha queste possibilità”.

Infine ha tuonato contro chi desidera la ripresa delle ostilità: E’ scandaloso pensare al calcio quando ci sono vite in gioco. Io non so come qualcuno possa pensare di riprendere gli allenamenti: sono pazzi. Ci sono degli interessi economici in ballo, c’era la Lazio in corsa per lo Scudetto e il Napoli che stava rialzandosi, ma a un certo punto deve prevalere l’umanità. Ci sono vite umane in gioco”.

 

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Calciomercato Fiorentina, il sogno della Viola è Paquetà

La Fiorentina ha in mente un colpo ad effetto per far tornare a sognare i propri tifosi: il nome che piace tantissimo in casa Viola è quello di Lucas Paquetà. Il fantasista brasiliano, ormai ai margini del progetto tecnico al Milan, è il giocatore scelto dal patron Rocco Commisso come perno della Fiorentina che verrà. Paquetà ha convinto tutti dalle parti di Firenze e potrebbe cedere alla corte del club toscano considerata l’attuale situazione da separato in casa in rossonero. Il Milan, dal canto suo, considera ancora Paquetà un vero e proprio patrimonio e non ha alcuna intenzione di svenderlo: per cederlo serviranno almeno 40 milioni di euro, una cifra importantissima anche per un giocatore di sicura prospettiva nonché da tempo nel giro della Nazionale brasiliana. La Fiorentina ha comunque intenzione di presentare un’offerta, conscia del fatto che per meno di 30 milioni sarà impossibile anche solo provare ad imbastire una trattativa. Per questo, il direttore sportivo prave non molla la presa neanche sulle possibili alternative per il centrocampo. Da Florenzi al sogno Paquetà, la Fiorentina si muove. L’ obiettivo è tornare ai vertici del calcio italiano.

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Fiorentina, Commisso blinda tutti: il piano per il futuro

Fiorentina, Commisso blinda tutti e studia il futuro della viola, individuando i punti saldi da cui partire, considerando che la squadra toscana è ricca di talenti appetibili.

Primo su tutti, forse il miglior talento italiano in circolazione, Federico Chiesa, il quale da tempo sembra destinato ad un futuro bianconero. L’idea di Commisso è quella di blindare il figlio di Enrico, alzando la valutazione intorno ai 70 Milioni, comprensibile se si pensa ai prezzi dei talenti degli altri campionati. Una cifra che potrebbe scoraggiare la Juventus, pronta però ad inserire contropartite importanti, come riporta Tuttosport, Mandragora ed Orsolini, riscattandoli e poi rigirandoli alla Fiorentina. L’idea del patron americano è quella di mettere Federico Chiesa al centro del progetto, facendo diventare il talento classe ’97, la Star “Hollywoodiana” del suo modello di società all’americana.

Altro talento sotto i riflettori è sicuramente Castrovilli, bramato da tante società, PSG all’estero e Roma ed Inter in primis in Italia. Il centrocampista, esploso questa stagione, rimarrà sicuramente a Firenze per la prossima stagione, considerando che una possibile partecipazione ad Euro 2021 potrebbe far schizzare ancora di più il prezzo del cartellino dell’ex Cremonese. Ma al momento la rosa verrebbe costruita intorno alla sua presenza stabile e fissa nel centrocampo viola.

Ultimo tassello è Patrick Cutrone, attualmente di proprietà del Watford, giocatore che Commisso vuole riscattare e mantenere in rosa, per delineare l’ossatura di giocatori giovani, italiani e di talento. Un’idea che andrebbe oltre le poche prestazioni viste fin qui dell’ex milanista, nata per stabilire un potere anche di commercio sulla Serie A, tenendo in scacco le squadre che vogliono accaparrarsi questi nomi, per poter rifondare la squadra e riportarla ai fasti di una volta.

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Fiorentina, le big di Serie A su Castrovilli: Commisso corre ai ripari

Che Castrovilli sia stato la vera sorpresa in casa Fiorentina è un fatto certamente incontestabile. Il giovane centrocampista, protagonista di un inizio stagione che lo ha portato anche alla convocazione in Nazionale, ha letteralmente stregato le big della Serie A (soprattutto Roma, Inter e Juventus), pronte ad aggiudicarsi il giocatore a colpi di rilanci nel prossimo mercato. Le idee del presidente del club viola Rocco Commisso sembrano però portare ad un’unica conclusione: Castrovilli resta, a tutti i costi. Il patron americano sa che deve fare in fretta prima che il ragazzo possa farsi ingolosire da qualche proposta mostre ed è pronto a correre ai ripari. Come descritto anche dal Corriere dello Sport, una volta rientrato in Italia Commisso parlerà con il giocatore per capire nel dettaglio il suo livello di coinvolgimento nel progetto tecnico: l’obiettivo è fare di Castrovilli un faro della Fiorentina che verrà, costruendo attorno a lui una squadra competitiva. Gli oltre 80 milioni di euro spesi durante la sessione di mercato invernale non fanno pensare ad altro che a un vero e proprio rilancio per i toscani. Con Castrovilli in mediana e Commisso a portare la Viola sempre più in alto.

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Il calendario dei compleanni: Carlo Mazzone

Il calendario dei compleanni: Carlo Mazzone

Una leggenda vivente: non a caso inserito ante mortem nella Hall of Fame del calcio italiano, dedicatario di una tribuna allo stadio Cino e Lillo Del Luca di Ascoli, detentore del record di panchine in Serie A (797).

Carlo Mazzone compie oggi 83 anni. Romano doc, dopo aver iniziato la carriera nelle giovanili giallorosse, da calciatore veste le maglie di Latina tra i dilettanti,  Roma, Spal, Siena e Ascoli in Serie C . Diventa capitano e bandiera del club marchigiano a tal punto che, una volta terminata la carriera a 32 anni per un infortunio alla tibia, gli viene subito assegnata la panchina nella stagione 1968-1969. In sette anni porta la squadra dalla C alla sua prima promozione in Serie A nel 1973. Il calcio di provincia sarà sempre la sua dimensione ideale.

Dopo tre stagioni alla Fiorentina, durante le quali conquista un quinto posto e un torneo anglo-italiano, trascorre il biennio 1979-1980 al neopromosso Catanzaro, che conduce a due salvezze consecutive. Tra il 1980 e il 1985 torna ad Ascoli, dove consegue quattro salvezze ed un sesto posto. Nel 1986 riesce a centrare una storica salvezza con il Lecce subentrando in panchina a  dieci giornate dalla fine (più tre gare di spareggio). Nelle due stagioni successive mantiene altrettante volte la categoria, dopodiché approda al Cagliari nel ’91, riportandolo alla qualificazione in coppa UEFA dopo 21 anni.  Arriva dunque la chiamata della sua squadra del cuore, la Roma, con la quale conquista sempre la qualificazione europea tranne che nel primo anno.

Nel ’96 il cammino dei giallorossi in coppa UEFA viene fermato solo da un gol nei supplementari di Vavra all’Olimpico, che costa l’eliminazione dai quarti di finale (una delle storiche delusioni europee della squadra capitolina). Nel ’98 compie l’impresa di portare il Bologna di Signori in semifinale di coppa Italia e coppa UEFA (oltre a vincere l’Intertoto).Dal 2000 al 2003 allena il Brescia, conquistando svariate salvezze e sfiorando la qualificazione alla solita competizione europea. Convince Baggio a seguirlo in quell’avventura e dona a Pirlo, all’epoca seconda punta, il ruolo di regista.

Memorabile la sua esultanza sotto la curva dell’Atalanta, a causa degli insulti rivolti alla sua romanità, dopo il gol del 3-3 di Baggio il 30 settembre 2001, una delle scene più iconiche del calcio italiano. Nel 2006, durante la sua ultima esperienza da allenatore alla guida del Livorno, supera il record di panchine in Serie A detenuto da Nereo Rocco. Nel 2009 Pep Guardiola gli dedica la vittoria della Champions League nella finale Barcellona-Manchester United di Roma, alla quale lo invita mostrando la sua gratitudine come allievo di Sor Carletto (o Sor Magara): un episodio che dimostra quanto la funzione pedagogica di quest’uomo per generazioni di calciatori, allenatori e tifosi, sia il suo lascito morale più grande e imperituro, al di là di ogni successo grande o piccolo. Ancora buon compleanno, Carlo Mazzone!

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Fiorentina: nel mirino Spinazzola

Fiorentina ecco Spinazzola
Nuove indiscrezioni di mercato saltano fuori, nonstante il periodo particolare della Serie A, rendendo protagonisti la Fiorentina e Leonardo Spinazzola. La viola starebbe infatti pensando al duttile esterno della Roma, per affidargli la fascia sinistra nella prossima stagione. Incerta la permanenza di Dalbert, in prestito dall’Inter e autore di una fetta di campionato, mentre Biraghi dovrebbe far ritorno alla base, dato che gli stessi nerazzurri non sembrano convinti circa il suo riscatto. Spinazzola, che sa ricoprire il ruolo d’esterno sia offensivo che difensivo (nonché sia a destra che a sinistra, nonostante sia destro), potrebbe essere una soluzione affidabile per il 3-5-2 di Beppe Iachini.

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Il calendario dei compleanni: Sébastien Frey

Buon compleanno Sébastien Frey!

C’è da sempre una rivalità storica tra italiani e francesi, rivalità che non si ferma solamente al calcio giocato ma si allarga un po’ a tutti i campi della vita nonostante ci continuiamo a chiamare cugini a vicenda. Nato a Tonone in Francia il 18 marzo 1980, Sébastien Frey è tra i francesi più legati storicamente al nostro paese: con ben 446 presenze nella nostra Serie A è il quarto straniero con più partite giocate nel nostro campionato dopo Javier Zanetti (615), Samir Handanovic (462) e José Altafini (459), questo l’ha reso di diritto un vero e proprio italiano d’adozione.

Sébastien Frey approdò in Italia nel lontano 1998 quando, appena maggiorenne e sotto segnalazione di Walter Zenga, l’Inter dei quattro allenatori (Simoni, Lucescu, Castellini e Hodgson) lo mise sotto contratto. Dopo una stagione vissuta da riserva all’Inter andò in prestito al Verona dove disputò un’ottima annata da titolare, per tornare poi l’anno successivo all’Inter dove divenne il titolare dei nerazzurri anche solo per una stagione. Nell’estate del 2001, a ventuno anni, passò al Parma per 10 miliardi di lire dove sostituì il partente Gigi Buffon: in Emilia-Romagna visse quattro stagioni importanti dove si mise in mostra attirando su di sé le attenzioni di tanti club italiani e stranieri. Nel giugno del 2005 Frey passò alla Fiorentina dopo un’operazione da 5 milioni e mezzo di euro: col club viola, sotto la guida di Cesare Prandelli che lo volle fortemente alla Fiorentina, si consacrò definitivamente come uno dei portieri più forti del nostro campionato e divenne una bandiera ed un idolo della curva Fiesole. Nell’estate del 2011, dopo una stagione vissuta quasi interamente ai box per un brutto infortunio al ginocchio, la Fiorentina decise di cederlo e fu così che approdò al Genoa: coi rossoblù visse due ottime stagioni condite da due salvezze, il rendimento di Séba Frey fu notevole e anche lì divenne rapidamente un idolo della tifoseria. Lasciò l’Italia nell’estate del 2013 per andare a chiudere la carriera in Turchia, al Bursaspor, dove disputò una buona stagione prima di appendere i guanti al chiodo il 5 dicembre del 2015.

Sébastien Frey ha vissuto una carriera importante che l’ha portato a giocare anche in Coppa UEFA (poi Europa League) ed in Champions League, arrivando a giocare le semifinali della prima e gli ottavi della seconda, ma Séba ha sempre avuto un grande rimpianto in carriera: la Nazionale, come si legge su Tuttomercatoweb, visto che con la casacca dei Bleus ha giocato solamente un’amichevole con l’Ecuador ed un incontro delle Qualificazioni ad Euro 2008 contro l’Ucraina.

Nato e cresciuto per essere un vero numero uno, Séba Frey si è sempre distinto per una forte leadership che ha assunto in ogni spogliatoio in cui ha giocato. Portiere abilissimo tra i pali e nell’uno contro uno, peccava talvolta nelle uscite.

Compie oggi quarant’anni il più italiano tra i francesi: auguri Sébastien Frey!

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