Top e Flop della 18esima di campionato

Tra i protagonisti del 18° turno di Serie A spicca Francesco Totti

Totti

Totti, per lui doppietta nel derby e dovutissimo Top della settimana

Inizia oggi una nuova rubrica sul nostro portale: ogni lunedì analizzaremo 5 giocatori “top”, che cioè hanno segnato positivamente l’andamento della propria squadra, ed a seguire altrettanti giocatori “flop”, che al contrario si sono segnalati per non essersi espressi al meglio.

I “top” di quest’ultima giornata di campionato sono Totti, Ekdal, Anderson, Lazarevic e Pogba.

Per quanto riguarda il primo nome della lista top” non bisogna fare molte presentazioni: il 38enne fantasista della Roma ha letteralmente trascinato la sua squadra al pareggio nel derby capitolino, dopo un primo tempo decisamente disastroso alla fine del quale la Roma era andata sotto di due reti. Il selfie dopo il suo personale secondo score ha suggellato una prestazione davvero incredibile.

Sempre nel derby romano, il primo tempo è stato segnato dall’ennesima partita al top, appunto, di  Felipe Anderson, giocatore davvero straordinario, in grado di  trascinare la propria squadra, fornendo assist vincenti e segnando lui stesso il goal del momentaneo 0 a 2.

Nella partita di Cagliari contro il Cesena il giocatore rossoblu Ekdal fa la differenza in una partita considerata ormai già uno spareggio, classifica alla mano. Gianfranco Zola dovrà lavorare davvero molto per riuscire a portare la squadra fuori da acque pericolose, la strada al momento sembra essere quella giusta.

In Atalanta-Chievo il giovane sloveno Lazarevic riesce al 90 a portare a casa un preziosissimo pareggio, grazie ad una straordinaria punizione, che pareggia il goal di un altro giovane,  Zappacosta.

E veniamo a Napoli-Juventus: come non segnalare la prodezza di Pogba, che nella stessa azione unisce abilità, tecnica, potenza e precisione nel goal che porta in vantaggio la Juventus?

Higuain, flop di questa settimana

Higuain, flop di questa settimana

Per quanto riguarda i “flop“, partiamo sempre da Napoli-Juventus: nel big match del San Paolo Higuain ha la grande responsabilità di aver fallito il possibile pareggio, e sul successivo ribaltamento di fronte la Juventus ha triplicato, ponendo definitivamente il sigillo sulla vittoria che l’ha proiettata verso il titolo di campione d’inverno.

La palma, poco ambita peraltro, di “flop” spetta sicuramente a Mattia De Sciglio, il giovane esterno rossonero che, rimediando il secondo giallo in pieno recupero del primo tempo, ha lasciato la propria squadra in dieci per tutta la ripresa, consentendo al Torino, che si era già fatto vedere pimpante nel corso della prima frazione di gioco, di prevenire al meritato pareggio.

Altro “flop” eccellente quello di Berardi del Sassuolo, che proprio allo scadere del tempo coglie in pieno un palo, non consentendo ai suoi di aggiudicarsi tre punti preziosissimi, anche perché fuori dalle mura amiche.

In Sampdoria-Empoli da segnalare la giornata storta di Verdi, che insieme a Maccarone ha deluso le aspettative non riuscendo a far pervenire la propria squadra al pareggio.

Da ultimo c’è da considerare il “flop” di Antonelli del Genoa, non tanto per la prestazione in sé, visto che ha avuto modo di mettersi in evidenza in più di un’occasione, ma perché il suo errore nel primo tempo, quando il suo tiro è andato a incocciare sul palo alla destra di Handanovic, avrebbe potuto pesare e non poco sul prosieguo della partita.




Fattore Disastro

Ho dovuto posticipare questo post di una settimana, a causa dell’indelicatezza che avrebbe provocato questo titolo durante i giorni degli attentati parigini. Dato l’argomento del post, ovvero la situazione del Milan, non ho avuto alcuna difficoltà a rinviarlo, grazie alla perpetua attualità. Preferirei dunque sorvolare sulla noiosissima partita di ieri sera, Napoli-Juventus, perché si finirebbe con il parlare di errori arbitrali, al posto di criticare una gran mancanza di ritmo e gioco.
Il Milan esattamente un anno fa cambiava allenatore: fuori Allegri, dentro Seedorf. Un cambio che generò un grande urlo di gioia in tutti i tifosi milanisti, che avevano trovato nel tecnico livornese la causa delle tragicomiche ultime prestazioni. Venne chiamato in panchina uno storico ex-giocatore rossonero, Clarence Seedorf appunto, che lasciò la maglietta da calciatore per indossare la giacca da allenatore. A fine campionato si optò per Inzaghi, fedelissimo fino allo smielato per Berlusconi, ma esperto quanto Seedorf.
Tre allenatori diversi eppure i risultati sono gli stessi. I giocatori, tranne qualche volto nuovo, sono gli stessi. Una domanda che mi piacerebbe porgere a Galliani (Berlusconi ormai scambia Milanello con la casa di riposo, quindi avrei difficoltà a ricevere una risposta soddisfacente), è questa: “Dove la dirigenza vuole che il Milan arrivi?” Al momento, se un istinto marzulliano, dovessi darmi la risposta, direi “A conquistare la salvezza tranquilla”.
Il Milan attuale non ha qualità “oggettive”, ovvero nessun giocatore che sappia gestire la palla con sicurezza. Inzaghi si riempe la bocca, oltre a tante ciarle fumose, di due parole “vertice basso”, ovvero un regista, un uomo che sappia impostare il gioco a partire dai sedici metri. Un uomo per definizione, con grande visione di gioco e dei buoni piedi. Inzaghi affida questo ruolo a De Jong: qualcosa non torna. Il centrocampo del Milan è con una quasi totale penuria di tecnica, una cosa assolutamente inaccettabile per un club come quello rossonero.
La difesa è appena sufficiente per un campionato come il nostro, in cui i dribbling sono merce rarissima.
Infine l’attacco. Dissi che sarei stato curioso di vedere il gioco che avrebbe dato agli attacanti. Ebbene, uno, il celebre colpo-dell’ultima-ora-stile-berlusconiano, è già emigrato in Spagna. Al momento il Milan ha un unica punta, utilizzata a sprazzi.
Penso che l’uso di Menez come prima, falsa, mezza, pseudo punta sia l’emblema delle capacità attuali di Inzaghi come allenatore.
Forse la domanda giusta è un’altra: c’è ancora qualcuno che crede in questo Milan? Hip hip, hurrà!

 




Esclusiva RadioGoal24, Grande: “Il Latina esempio per il calcio italiano”

Il responsabile del settore giovanile del Latina è intervenuto in esclusiva ai microfoni di RadioGoal24 per il programma “Primavera in Goal”

Gianluca Grande è il responsabile del settore giovanile del Latina, che nell’ultimo biennio sta raggiungendo risultati importanti puntando proprio su un mix formato da tecnici esperti e motivati e giovani bravi e con spirito di sacrificio. Intervistato ai microfoni di RadioGoal24, in esclusiva per il programma sul calcio giovanile “Primavera in Goal”, Grande ha svelato alcuni segreti della società laziale. Ecco l’intervista integrale.

Un finale di stagione per il Latina con la prima squadra che recupera posizioni in Serie B, mentre la Primavera sale al 4 posto con la vittoria di Livorno. Dove vuole arrivare questo Latina?

È un progetto che va avanti da 4-5 anni. Un po’ particolare ed è stato difficile portarlo a termine con i risultati di quest’anno in quanto abbiamo fatto gli stessi risultati con la prima squadra, partendo da un campionato di Eccellenza e arrivando poi fino alla Serie B. Abbiamo quindi dovuto organizzare il settore giovanile di anno in anno, con le problematiche di trasferimento di giocatori da una serie all’altra, sempre più difficile. Fino a quando, con un progetto biennale, perché il Latina è il secondo anno che fa la Primavera, siamo riusciti ad ottenere risultati anche in classifica. Fermo restando che per noi i risultati più grandi sono quelli di portare giocatori in prima squadra, piuttosto che il rendimento scolastico dei ragazzi.

Anche i giovanissimi nazionali sono al secondo posto in classifica, segnale del lavoro a 360° di tutto il settore giovanile del Latina

La programmazione è importante. Iniziando dal basso, avremo un beneficio nel tempo. Questa è una squadra che, se Dio vuole, ci porteremo avanti nel tempo, con il carro drenante della prima squadra che mantenendo la categoria della Serie B ci può dare la possibilità di mantenere le categorie importanti che ci permettono di continuare la crescita dei giocatori. I giovanissimi sono una squadra importante, che hanno dimostrato anche nelle uscite di Trigoria piuttosto che di domenica di essere una diretta interessata ai primi posti del campionato Giovanissimi. Anche questo percorso deve essere sviluppato con molta calma e tranquillità, in quanto ai ragazzi, oltre alla professionalità in campo che devi dare dalle 2 alle 5 del pomeriggio, devi dare anche tranquillità per il resto dell’anno, scolastico e comportamentale. È un progetto che diventa bilaterale, nel senso cioè sia a livello calcistico che umano. Per questo siamo contenti anche di come sta andando la stagione a 360°.

Quali sono le caratteristiche principali di Mark Iuliano e perché il Latina ha scelto lui come tecnico della Primavera?

È un allenatore che ci ha dato grande spessore. Sono sempre del parere che chi frequenta o ha frequentato il calcio in palcoscenici importanti come è stato per Mark Iuliano, essendo una persona molto razionale e intelligente, tutto quello che ha imparato nei vari anni calcistici da professionista lo sta riporta pari passo nel settore. Ciò significa che, avendo affrontato finali di Coppa Campioni e il campionato di Serie A, questa sua esperienza l’ha riportata nella Primavera. Ha fatto un grande lavoro, ha creato un grande gruppo. La Primavera nostra è una Primavera che gioca veramente a calcio, che non lascia spazio a qualcosa d’istintivo al ragazzo, non lascia spazio sotto l’aspetto tattico e perciò è un allenatore che cura i particolari. Una persona che ha rispecchiato quello che volevamo noi: dare spessore a una squadra Primavera che sta alle soglie della prima squadra. Preparare i giocatori per essere protagonisti poi in un campionato di Serie B, come è successo per un ’96, come Talamo, come è successo per qualche panchina dei ’96 e dei ’97.

Età media bassa ma classifica buona. Combinata la crescita dei giovani con i risultati. Qual è il segreto del Latina?

Il segreto è un lavoro che sviluppiamo verificando, oltre la parte tecnica del calciatore, anche la parte caratteriale. Formare dei gruppi importanti che arrivano a dei risultati significa avere dei ragazzi che si mettono a disposizione del gruppo e del progetto calcio. Perché non tutti sono portati, nonostante siano bravi, a diventare giocatori. Perciò stiamo portando avanti un gruppo di ’97 che sta facendo bene in Primavera, e siamo andati a scegliere dei ragazzi del ’96, in minima parte, che sono comunque ragazzi disposti al sacrificio e predisposti a stare nel gruppo stesso. Questo binomio 96-97 (addirittura abbiamo avuto il debutto di un ’98 che è Di Nardo, che ha anche già segnato tre gol in Primavera), unito ad una guida come quella di Mark Iuliano, e del nostro secondo come Francesco Gesmundo,  permette di fare un progetto che, oltre sul campo, viene fatto anche sulla parte “giornaliera” del ragazzo. E questo ci ha dato grosso beneficio.

Età media bassa (17,8), quarto posto in classifica. Obiettivo play-off alla portata?

È stato difficile per noi abbinare questa squadra mista di 96 e 97, soprattutto con un allenatore che è arrivato quest’anno, perciò, secondo il nostro punto di vista, anche a livello di classifica, potremmo migliorare proprio perché abbiamo un allenatore che ha inquadrato meglio tuta la rosa e nello specifico ha visto anche qualche ’98 degli Allievi Nazionali, che comunque possono far bene anche nella Primavera. Ma i risultati nel settore li vediamo relativamente, mentre vediamo la crescita del ragazzo durante i prossimi sei mesi. Ma penso che abbiamo possibilità di entrare nei play-off.

Talamo e Di Nardo cannonieri della squadra. C’è qualche calciatore che secondo lei è pronto per un posto stabile in prima squadra?

Celli, il difensore centrale, è stato convocato per Bari, questa è la terza convocazione. E insieme a lui anche Barone è già stato convocato. Nelson Atiaglia è sicuramente un giocatore importante come quinto di sinistra. Nella scelta nostra abbiamo preso giocatori che potenzialmente, sia tecnicamente che caratterialmente possono dire qualcosa in Serie B. Qualcuno ha avuto una crescita, tipo Talamo, avvantaggiata perché l’anno scorso ha fatto il campionato Interregionale. Qualcun altro sicuramente ha bisogno di qualche altro mese per uscire del tutto, ma potenzialmente tutti hanno dimostrato, in un campionato importante come quello Primavera, di poter dire qualcosa nel calcio. Per capire se la prospettiva sarà Serie B, Lega Pro piuttosto che Serie A ci serviranno ancora 7-8 mesi per verificarlo.

Terminato il girone d’andata, c’è una squadra che l’ha colpita di più?

Sicuramente la Roma, ma quella è una situazione consolidata. Forse quella che dall’esperienza dell’anno scorso mi ha impressionato e io, dopo la partita, nel dialogo con Iuliano, glielo accennai, è il Bari. Visto il bari a Latina, nella prima di campionato (purtroppo siamo stati beffati per 1 a 0 in una partita che potevamo tranquillamente pareggiare), dissi a Iuliano che era una compagine che poteva far bene e, vista l’esperienza mia anche dell’anno precedente nel campionato Primavera.

Qual è la causa dominante della crisi del calcio italiano?

La non cura dei settori giovanili. Non parlo esclusivamente della parte tecnico-didattica, ma anche della parte della scelta del calciatore nel suo carattere, per poter fare i sacrifici per diventare poi calciatore. Sicuramente è colpa nostra, dei diretti interessati, i quali prendono i ragazzi esclusivamente per cercare di fare risultato anche nei settori giovanili. La difficoltà che ho trovato come responsabile del settore giovanile è che molte società dilettantistiche cercano di tenere i propri giocatori legati alle proprie società per cercare di fare campionati importanti, che potrebbero essere per loro gli Elite piuttosto che i Regionali. Questo comporta, molte volte, che noi visioniamo i calciatori, ma alla nostra richiesta viene negata la possibilità a questi calciatori di venire, ad esempio, a Latina a fare un campionato nazionale perché le società hanno l’esigenza di tenere i calciatori per sviluppare i loro campionati, non rischiando di perdere le categorie. Questo non permette a noi di lavorare a 360° su calciatori di qualità, perciò si va a cercare all’estero, perché i calciatori arrivano con maggiore facilità, senza investimento o comunque con un investimento a lunga scadenza. Questo lo dobbiamo assolutamente evitare. È una battaglia che sto facendo nel settore nostro. È una battaglia che dobbiamo fare tutti noi dei settori giovanili, cercando di invitare le società non professionistiche a dare le possibilità a giocatori di qualità di fare campionati importanti. Questo permetterebbe di dare qualità ai campionati e di dare consistenza alla nazionale e alle nazionali giovanili.

Può essere il Latina un esempio per le altre società affinché il calcio italiano non raschi il fondo, come ha detto Antonio Conte, ma esca invece dalla crisi?

Sicuramente sì. Noi passiamo tanto tempo a gestirli e farli capire che la vita in questo momento non è solo il calcio, ma è a 360°, dove esiste la parte didattica e il calcio. Io sono del parere che, lavorando sotto età con giocatori di prospettiva, si può arrivare a dei risultati ottimi, come stiamo facendo noi sia con la Primavera che con i Giovanissimi e con gli Allievi Nazionali, che forniscono ogni domenica alla Primavera 4 giocatori del ’98, in maniera molto molto semplice e genuina.




Esclusiva RadioGoal24: intervista a Ivan Javorcic

L’intervista integrale del tecnico della Primavera del Brescia, che da anni si occupa del settore giovanile delle Rondinelle

E’ in Italia da tantissimi anni, ma è nato a Spalato. Di professione faceva il centrocampista, costretto al ritiro a 30 anni per ripetuti infortuni. E’ stato capitano della nazionale croata e ora allena nel settore giovanile del Brescia da sei anni. Ivan Javorcic è un punto fermo della società lombarda. Ecco l’intervista integrale rilasciata dal mister a RadioGoal24, all’interno della rubrica RadioGoal24, giovedì 11 dicembre 2014.

Ben venuto mister.

Buon giorno a tutti e grazie per l’invito.

Mister, lei sarà anche croato ma parla benissimo l’italiano. Da quanto tempo è in Italia?

Sono arrivato nel lontano 96, quindi praticamente metà della mia vita l’ho passata qui in Italia e mi sento anche italiano.

Lei è al terzo anno consecutivo alla guida del Brescia Primavera, dopo tre anni trascorsi alla guida della Berretti. Di tre anni in tre anni si cambia, magari l’anno prossimo una promozione in prima squadra?

Ma, questo vediamo. Intanto sto facendo il mio percorso nel settore giovanile che, devo dire, è molto formativo. Sto facendo esperienze veramente importanti, che mi stanno formando sia come allenatore che come persona. Quindi continuiamo così e poi vediamo cosa il futuro ci riserva.

Siete attualmente all’ottavo posto, dopo la sconfitta di Verona all’ultimo secondo col Chievo al 95′ su rigore di Yamga…

Sì, è stata una partita molto equilibrata. Abbiamo letteralmente perso all’ultimo secondo perché l’arbitro ha fischiato la fine dopo aver decretato il calcio di rigore. È già la terza volta che ci capita in stagione, perché è capitata la stessa cosa con Verona e Pescara. Siamo un po’ rammaricati sotto questo punto di vista, che sono solo i punti persi, ma dobbiamo accettare il verdetto del campo e riconoscere che stiamo facendo buone cose in un girone che è molto, molto equilibrato per la qualità delle squadre e del gioco. Al di là di quelle tre-quattro squadre che secondo me sono superiori per tradizione, risorse, c’è grande equilibrio.

Analizzando i numeri, emerge la mancanza di vittorie del Brescia in trasferta, mentre in casa ne avete vinte 4. 15 gol fatti, 17 subiti, a dimostrazione che non c’è un reparto molto più forte o più debole dell’altro. Possiamo dire che il suo Brescia è una squadra equilibrata?

Sì, diciamo che i numeri sono questi e vanno interpretati in questa maniera. Ma come ho detto prima, queste vittorie che mancano in trasferta sono veramente frutto di sfortuna. Per noi non c’è una differenza reale, vera, di gioco o di espressione di gioco tra le partite in casa o fuori casa. Abbiamo pareggiato due partite contro Verona e Pescara proprio all’ultimo secondo, probabilmente sono quelle le vittorie mancate che per espressione di gioco ci potevano stare. Quindi è vero che nei risultati c’è la differenza, però a livello di atteggiamento, di gioco e di competitività della squadra fuori casa siamo a livello. C’è equilibrio sostanziale tra quello che riusciamo a subire e quello che riusciamo a produrre. Anche in trasferta non vedo obiettivamente la differenza oggettiva, anche se i risultati potevano essere migliori.

Nel week end vi aspetta una sfida non proprio impegnativa, sulla carta, con il Perugia…

Come tutte le partite disputate difficile. Bisogna sempre rispettare l’avversario. È una squadra sicuramente buona, anche se è vero che sta dietro a noi in classifica. Ma in un girone molto equilibrato, bisogna approcciarla al massimo della concentrazione, con umiltà, con rispetto dell’avversario, cercando di chiudere l’anno bene e di fare una buona prestazione. Vediamo un po’ come ci avviciniamo perché dipende molto anche dalle dinamiche della prima squadra, con cui siamo molto legati a livello proprio tecnico. Tanti dei nostri giocatori sono coinvolti nella prima squadra, quindi la formazione dipende sempre dalle dinamiche loro: quando sono in difficoltà per le squalifiche, è chiaro che a scalare vanno a toccare anche noi. Quindi vediamo in queste 48 ore come approcciare.

La sconfitta con il Chievo ha interrotto una serie positiva lunga, ma se vincete contro il Perugia vi rimettete nella zona play-off. Dove pensa che possa realmente arrivare la sua squadra e in quali aspetti può migliorare nel corso del torneo?

È vero. Peccato per questo risultato negativo, tra virgolette, contro il Chievo che ha interrotto questa striscia positiva, che tra l’altro è arrivata contro squadre importanti del girone come Atalanta, abbiamo fermato l’Inter. C’è stata poi la buona vittoria contro il Cittadella e il Chievo ci dava questa continuità sul campo meritata, ma il verdetto va sempre accettato. È una squadra che può crescere un po’ sotto tutti i punti di vista. Una squadra abbastanza giovane, una delle più giovani del girone, e quindi l’esperienza che finora hanno fatto i ragazzi può servire molto nella seconda fase del girone. Stiamo facendo un percorso in cui cerchiamo di migliorare i ragazzi soprattutto dal punto di vista individuale. Prepariamo i ragazzi per il mondo professionistico. Penso che questa squadra abbia ampi margini di miglioramento. Abbiamo affrontato tutte le squadre, manca solo il Perugia, e sappiamo che possiamo essere competitivi. Ma sappiamo anche che ci sono anche reali difficoltà e squadre con obiettivi play-off. Per la costituzione della squadra e per la sua struttura, siamo più orientati verso la crescita individuale attraverso un campionato molto competitivo come quello Primavera. Ci sono margini di miglioramento dal punto di vista tecnico, tattico, ma anche caratteriale, di cultura, di mentalità, di approccio verso un campionato comunque molto differente da quello degli Allievi Nazionali.

Contro il Chievo Verona ha schierato un 4-3-1-2…

Sì, è il nostro sistema di gioco abituale. È da due anni che lo proponiamo e praticamente non cambiamo mai, neanche in funzione dell’avversario. Abbiamo la nostra filosofia e identità di gioco, cerchiamo comunque di proporre un calcio propositivo e offensivo. Per le caratteristiche dei giocatori, abbiamo scelto questo sistema di gioco che li mette in condizione di esprimersi. Ma non ci fissiamo troppo sul sistema, quanto piuttosto sui principi di gioco. Poi le loro caratteristiche fanno sì che possiamo esprimerci con questo sistema con due punte e un trequartista. È comunque un sistema che è abbastanza offensivo. Cerchiamo di avere questa mentalità.

Ci parla un po’ di Gargiulo, rientrato anche nella formazione titolare del 2014 dei migliori giovani italiani?

È un ragazzo che già l’anno scorso ha fatto un anno importante, da protagonista, nella nostra squadra, pur essendo un ragazzo al primo anno della Primavera. Quindi si è proposto già l’anno scorso ad alti livelli. Adesso è stabilmente in prima squadra, fisso, e nelle ultime partite abbiamo avuto la possibilità di farlo giocare perché in prima squadra, non trovando molto spazio proprio a livello di minuti, aveva bisogno di riprendere un po’ questo cammino. Gli serve comunque questa esperienza. È un ragazzo molto interessante, dotato di ottime qualità tecniche e fisiche. È un centrocampista interno, almeno nel nostro sistema lo facciamo giocare interno, perché in prima squadra ha fatto anche l’esterno di centrocampo in un 3-5-2. È un giocatore molto spigliato, ordinato in campo, ha un’ottima cultura del lavoro, un buon piede sinistro. Quindi ha buone prospettive. È di proprietà del Chievo, quindi facilmente l’anno prossimo lo troviamo nella rosa del Chievo.

C’è qualcuno tra i suoi ragazzi che è già pronto per giocare in prima squadra (escluso Gargiulo) e se c’è in rosa un crack tipo El Shaarawy, capace di fare il salto dal Genoa Primavera alla prima squadra del Milan?

È difficile perché questo salto è veramente enorme, bisogna andare con grande cautela perché il salto è veramente importante, sotto tutti i punti di vista, non solo atletico, ma anche mentale, di maturità, di affrontare certe tensioni di campo, certi ritmi, certe responsabilità. Oltre ai ragazzi che si sono proposti quest’anno con la nostra squadra, guardando alla panchina della prima squadra sono praticamente tutti ragazzi della Primavera dell’anno scorso con qualche innesto di quest’anno come i vari Gargiulo, Bertoli, che sono tutti ragazzi del 96, Baraye, che è un 97 che fa parte della prima squadra. Dietro di lui ci sono giocatori come Strada, come Cistana, che crescendo bene nella nostra Primavera possono magari domani ambire a qualcosa di più, a diventare professionisti. Insomma, nel percorso bisogna aver pazienza per capire realmente dove questi ragazzi possono andare, però ci sono comunque elementi su cui si può lavorare molto. Storicamente Brescia è una piazza nella quale il bacino di utenza è ampio, con ragazzi che si sono imposti poi a livello professionistico. Abbiamo un ottimo rapporto con la prima squadra, secondo me uno dei migliori a  livello nazionale. Ad esempio contro il Vicenza c’erano cinque primavera, ragazzi del 94 e del 96. Siamo una delle poche squadre che riesce a proporre con continuità ragazzi in prima squadra, proprio grazie all’ottimo rapporto con lo staff. Credo che sia uno degli obiettivi maggiori.

Filippo Strada ha dalla sua la capacità di ricoprire più ruolo. Cosa ne pensa?

È un ragazzo molto interessante, ha sfumature sia a livello tecnico, tattico, fisico ma anche caratteriale, predisposizioni proprio da giocatore di calcio. È un giocatore prettamente offensivo, negli Allievi ha fatto più il ruolo della prima o seconda punta, adesso lo sto utilizzando più da trequartista perché è un ruolo che può ampliare il suo raggio d’azione, ma anche le conoscenze e le responsabilità verso il collettivo. Cerchiamo di completarlo. È un ragazzo con ottima personalità e qualità e sono curioso di capire il percorso che potrà fare. Essendo comunque vissuto in una famiglia di sportivi (il suo papà è stato calciatore), è un ragazzo che ha passione, conosce certe dinamiche, ha la cultura che deriva dalla famiglia, e non è una cosa da sottovalutare. Quindi è un ragazzo interessante e con curiosità bisogna seguire il suo percorso.

Il Brescia negli ultimi anni in quel ruolo ha fornito talenti e campioni come Pirlo, Hamsik, El Kaddouri. Auguriamo a Strada il loro stesso percorso.

Senz’altro. Come ho ricordato prima, il Brescia a questa predisposizione a formare questo tipo di calciatori. Bisogna aver pazienza e soprattutto lavorare sulla testa dei ragazzi, perché non è semplice fare quello che hanno fatto i ragazzi che hai citato. Noi dobbiamo essere bravi a dar loro i giusti valori, a far capire quanto è importante il sacrifico, oltre la tecnica, a quanto è importante il rispetto, la disciplina. E dargli la consapevolezza che c’arrivano pochi e quelli che arrivano devono avere qualcosa in più anche a livello di testa. Lo stesso Pirlo, lo faccio vedere come esempio perché abbiamo la stessa età , entrambi del 79, è vero che ha un talento straordinario, però a fine allenamento si fermava e tirava in porta per un’ora. E adesso dietro le sue punizioni non c’è solo talento, ma anche tanto lavoro e questi ragazzi devono capirlo.

Qual è la sua favorita per lo scudetto?

Penso che si stanno delineando i valori reali di tutti i gironi Penso che Inter, Fiorentina e Lazio hanno qualcosa in più rispetto alle altre, per organico, esperienza, qualità, ma anche per gli obiettivi, che sono ben chiari, che sono quelli di arrivare alla fine. Penso che queste squadre hanno qualcosa in più rispetto alle altre, ma ci sono comunque 7-8 squadre che possono ambire al titolo, perché nella partita secca può succedere di tutto.

Mister, lei è stato capitano della sua nazionale, la Croazia, che negli ultimi tempi, soprattutto a livello tecnico, sembra aver sorpassato l’Italia. Qual è il segreto del calcio italiano?

Secondo la mia osservazione e quello che ho vissuto in Croazia, perché ho fatto tutto il settore giovanile lì, ho visto molto più lavoro sopra, e anche la possibilità di allenarsi più volte a settimana, con la possibilità di spendere più tempo sui campi di calcio. Non parlo solo di allenamento, ma in generale la giornata come si svolge. È una questione di cultura. Magari qui ragazzi che arrivano alle due e mezza al campo dopo aver mangiato un panino dopo scuola. C’è questa difficoltà di vivere il calcio, qui, in maniera maggiore. Con più quantità e quindi di conseguenza più qualità andrebbe meglio. Io, magari, invece di fare 4-5 allenamenti a settimana, direi di farne 7-8 e magari fare lavori anche individuali. Quindi maggiore possibilità di fare calcio. Secondo me facciamo troppo poco e quindi le differenze escono fuori. E la metodologia è una conseguenza: più stai in campo e più hai possibilità di migliorarti. Poi è questiona anche di mentalità, di voglia di emergere, di ambizione. Cultura, mentalità e quantità di lavoro.

Da allenatore, come vive l’attuale crisi del calcio italiano? È più difficile per i ragazzi emergere nella Serie A?

Ti dico la verità: penso che la qualità si sia abbassata moltissimo rispetto a quando giocavo io. La Serie A era un campionato top d’Europa ed era anche più difficile emergere in quel campionato perché c’era grandissima selezione. Oggi è più una questione di cultura, di coraggio,lLe difficoltà di oggi sono diverse rispetto a quelle che ho vissuto io negli ultimi anni ’90. Adesso manca programmazione, coraggio di buttare i ragazzi dentro, avere pazienza. Viviamo un calcio troppo frenetico, dove si pensa solo ed esclusivamente ai risultati, quindi anche gli allenatori vanno in difficoltà e ovviamente si preferiscono giocatori più esperti, che sia sbagliato o no. È un insieme di cose: ansia, poca programmazione, improvvisazione, che ti porta a guardare solo il risultato e il giovane ne patisce di conseguenza. Basta vedere ai vari Donati e ai ragazzi che sono usciti dall’Italia per conoscere un mondo opposto, quello delle squadre europee.  Secondo me è una questione proprio di mentalità, di cultura che dobbiamo drasticamente cambiare per vedere il calcio italiano ritornare al top.

Ci promette di ritornare da noi in primavera per vedere a che punto è il Brescia?

Assolutamente, vi ringrazio per l’invito e sicuramente ci vediamo presto. Saluto tutti gli ascoltatori. Arrivederci.




Esclusiva RadioGoal24: l’intervista a Fabio Gallo

L’intervista integrale  al tecnico dello Spezia Primavera in diretta, in esclusiva, alla nostra radio per la trasmissione “Primavera in Goal” di giovedì 11 dicembre 2014

In Serie A ha disputato oltre 150 partite con le casacche, tra le altre, di Brescia e Atalanta. E’ stato capitano della Nazionale Under 16 che nel 1987 vinse il titolo di Campione d’Europa. E’ stato il primo “allenatore” ad essere esonerato dai tifosi. Adesso allena gli aquilotti nel principale campionato italiano che mette in mostra i giovani talenti. Ecco le parole di mister Fabio Gallo ai nostri microfoni.

Si aspettava questo inizio di stagione da parte dei suoi ragazzi, mister?

Sicuramente Spezia è una realtà in questo momento importante, che lavora bene. Però è da poco che presta quest’attenzione, quindi all’inizio le aspettative erano di crescita e basta. In questo momento c’è stata grande crescita e quindi mi son reso conto che questa squadra poteva e può fare bene. Piano piano è arrivata la consapevolezza che i ragazzi potevano fare bene. È chiaro che all’inizio non ci aspettavamo una situazione così importante come in questo momento.

Siete stati inseriti nel girone A, che è forse quello più equilibrato. Mister Pigino, della Pro Vercelli, settimana scorsa ha parlato benissimo di lei e della sua squadra. Come valuta queste dichiarazioni e cosa pensa lei della squadra piemontese?

Intanto ringrazio mister Pigino, Antonio, che è un amico da tantissimo tempo. Ho avuto il piacere di rincontrarlo sabato e ha fatto una cosa che, se ci penso, mi ha fatto venire i brividi e mi ha spiazzato completamente, perché a dieci minuti dalla fine della partita si è girato, chiamandomi, facendomi i complimenti per il mio lavoro e per la mia squadra. Penso questo sia un attestato di stima straordinario considerando che la partita era ancora in corso. Mi fa molto piacere, lo ringrazio. Se poi fatto da un professionista come mister Pigino, che ha un passato e un presente come allenatore assolutamente straordinario non fa altro che farmi piacere. La Pro Vercelli a me non è dispiaciuta. Avevo preparato la partita dicendo ai ragazzi che sarebbe stata la più difficile della stagione perché incontravamo una squadra organizzata, brava tecnicamente e brava tatticamente. Alla fine poi abbiamo fatto un’ottima partita, ma la Pro non m’è dispiaciuta considerando anche che le mancavano attaccanti importanti come Armato, un 95. Siamo stati quindi anche un po’ fortunati, ma è vero che il 4-0 è un risultato importante e la partita è stata abbastanza a senso unico.

Siete secondi in classifica: dove vuole arrivare lo Spezia quest’anno?

Io sono stato nel settore giovanile dell’Atalanta, ho avuto questa fortuna. La fortuna più grande è stata quella di potermi confrontare con uomini di calcio e dove il risultato era il risultato del lavoro. Il risultato sul campo, della partita, era dato dal lavoro quotidiano, quindi questa squadra secondo me ha ancora margini di miglioramento, quindi lavoriamo e andiamo avanti. Poi è chiaro che siamo lì, siamo in alto, sarebbe un sogno per lo Spezia arrivare tra le prime quattro-cinque, non è mai successo nella storia dello Spezia. Sarebbe assolutamente bellissimo, un grande sogno per questi ragazzi, che se lo merito. Però io vado avanti, l’obiettivo è quello di lavorare, di formare ragazzi per la prima squadra e poi i risultati vengono quando c’è lavoro e quando c’è la voglia di fare dei ragazzi. Io non pongo limiti, se non quello di migliorare il più possibile questi ragazzi.

Nell’ultima formazione avete giocato con un 4-4-2…

Oramai giochiamo con un 3-5-2 che è veramente un 3-5-2 perché i due esterni hanno gamba e sono veramente molto offensivi. I tre centrali erano Ceccaroni, Schiattarella a destra e Crocchianti a sinistra.

Sadiq, attuale calciatore della squadra, punta di diamante della sua formazione…

Umar Sadiq, Sadiq è il nome, è un ragazzo nigeriano. È il primo anno che lavora con noi, quindi fatica ancora a reggere le “pressioni italiane” perché noi siamo meticolosi in tutto mentre lì sono più garibaldini. Quindi fa un po’ fatica ad accettare certi tipi di lavori. Io lavoro molto sotto il punto di vista tecnico, chiedo tanto ai ragazzi sotto l’aspetto tecnico tutti i giorni. Dal 25 luglio lavoriamo su questo aspetto. Lui ha faticato un po’ all’inizio però si sta impegnando molto, sta migliorando molto. Poi ha senso del gol, ha corsa, ha una discreta forza fisica, perché è molto alto ma si deve ancora irrobustire. Ha margini di miglioramento molto ampi, ma ha qualità importanti che fanno sì che possa arrivare spesso e volentieri davanti al portiere.

Insieme a Bastoni…

Simone Bastoni è un ragazzo del novembre 96, che si allena in pianta stabile con la prima squadra. Mister Bjelika, che ritengo essere un professionista straordinario, molto attento, mi dà la possibilità di poterlo allenare il giovedì e il venerdì per poterlo poi far giocare il sabato. Simone è un ragazzo che ha grande talento e grande qualità, quindi è uno dei giocatori importanti della squadra. Ma vi assicuro che ce ne sono anche altri che mi hanno sorpreso positivamente come Antezza, Vignali, Nura, Crocchianti, Ceccaroni, Russo, Miocchi (che sta giocando poco ed è il nostro capitano). È una squadra che mi ha sorpreso e mi inorgoglisce allenarla perché sono davvero molto contento di allenare una squadra così.

Quello che colpisce di Bastoni sono i numeri. Un centrocampista che segna 6 gol in 9 partite…

Ha grandi tempi di inserimento e quindi arriva a concludere. Noi siamo una squadra che attacca molto e crea moltissimo e quindi lui si trova spesso, avendo qualità e un gran mancino, alla conclusione. Ha sbagliato anche un rigore, altrimenti sarebbe a 7. Però è un ragazzo che ha il senso dell’inserimento e ha il senso del gol. Quando arriva davanti alla porta fa male, è micidiale. Qualità ottima col sinistro, deve migliorare col destro, però è un centrocampista moderno che fa le due fasi molto bene e per questo arriva e fa gol. È un giocatore che ha struttura, forza, tecnica, fa bene le due fasi. Secondo me è un giocatore di grandissima prospettiva.

Bastoni può essere il nuovo Hamsik?

Potrebbe ricordarlo. Deve chiaramente migliorare ancora molto, però potrebbe ricordarlo.

Quanto è difficile per un giovane italiano emergere in Serie A considerando che le squadre preferiscono comprare all’estero? Era più facile in passato emergere nel nostro campionato?

Era più facile perché c’era meno cultura del giocatore straniero, che io non precludo. Se è bravo ben venga, ma la cosa che mi dispiace è che speso si abusa di questo e noi ci ritroviamo ad allenare giocatori delle altre nazioni, perché nel momento in cui ho 10-12 stranieri nel settore giovanile, capisci che diventa difficile che la mia nazionale possa crescere. Io sono per allenare i miei giocatori italiani, perché in Italia ci sono i giocatori bravi, li devo allenare, e poi dopo se ci sono stranieri bravi, per l’amor di Dio, ben vengono. Però con 10-12 stranieri in Primavera, come posso pensare che dopo il vivaio dia giocatori importanti o che i nazionali possano emergere, dato che alleno giocatori di altre nazioni? È un controsenso. Mettiamo un limite, sennò alleniamo altre nazionali. Ai miei tempi era più facile. C’erano meno stranieri e quindi, quando un allenatore della prima squadra aveva bisogno, guardava sotto, trovava un italiano e gli dava la possibilità di giocare.

Perché allora in Italia abusiamo degli stranieri? Non ci sono più italiani bravi come una volta?

Gli italiani bravi ci sono, bisogna allenarli in un certo modo. Ripeto: io ho avuto fortuna ad allenare nel settore giovanile dell’Atalanta. La cosa che mi ha hanno detto e che mi ha sorpreso è che per imparare un gesto tecnico ci vogliono dai 5 ai 7 anni, per imparare a lavorare nella linea ci vogliono tre settimane, un mese, e dopo la linea lavora bene. Sali, scappa, tutte queste cose sono cose che per i ragazzi sono perdite di tempo perché se li alleni per un mese lo possono fare sempre, e lo puoi recuperare mentre fai allenamento tecnico. Bisogna allenare il lato tecnico dei ragazzi, perché hanno delle lacune davvero gravi. Ma per allenare tecnicamente i ragazzi bisogna avere insegnanti competenti, quindi bisogna che ci sia gente competente che allena. Non possono gli allenatori scimmiottare, ad esempio, il possesso palla del Barcellona. Il possesso palla del Barcellona è una cavolata, nel senso che sanno fare i passaggi. Ma se noi non gli insegniamo a fare i passaggi come fanno quelli del Barcellona, noi non lo faremo mai. E facciamo ancora fatica a capirlo.

A proposito di allenatori, Zaccheroni parla di settori giovanili dove si usano allenamenti assurdi, come gradoni e corsa con i pesi…

Non mi sento parte in causa. Io alleno soltanto e sempre con la palla. Si può fare lavoro fisico con la palla. I ragazzi devono lavorare con l’attrezzo che usano la domenica. Io sono contro le ripetute, sono contro i gradoni, sono contro tutti i lavori che sono a secco, perché la mia squadra, è un esempio lampante, è una squadra che corre, che ha resistenza, che ha forza e che sa usare il pallone. Io lavoro soltanto con la palla. Da quando sono arrivato allo Spezia, i ragazzi non hanno mai fatto un lavoro a secco. Questo significa che se tu riesci a dargli intensità, riesci a inculcargli che il lavoro con la palla lo si paga anche a livello fisico, non vedo dove è il problema.

Nel week end vi aspetta un’altra bella sfida con la Sampdoria di Enrico Chiesa. Come arriva lo Spezia a questa partita e cosa devono fare i ragazzi per superare l’ostacolo Sampdoria?

I miei ragazzi devono continuare a lavorare, devono fare quello che hanno sempre fatto fino ad adesso. Incontriamo una squadra forte, allenata da un amico. Abbiamo fatto il master assieme, un amico di tante battaglie. Una squadra che ha un settore giovanile importante, lavora con attenzione.

Mister, lei è stato un centrocampo importante della Serie A. Ad oggi c’è un futuro Fabio Gallo nel Campionato Primavera?

Mi piace molto Martini del Bologna. È un regista vecchio stampo, quindi usa bene entrambi i piedi, pochi tocchi. È un centrocampista che mi piace molto. Io sto lavorando con un centrocampista che ho io, che si chiama Russo, che era abituato a fare l’interno, però ritengo che ha i tempi per giocare in mezzo al campo. Qualcosina c’è, bisogna lavorarci. I registi vecchio stampo non ci sono più purtroppo.

Cosa deve avere un ragazzo di 17-18 anni per poter dire che diventerà un futuro campione: tecnica, fisico, carattere?

Per essere calciatore devi avere tante qualità, che purtroppo non sono solo quelle fisiche o quelle tecniche. Devi avere la capacità di essere bravo con la testa, quindi gestire i vari cambi di umore, perché una settimana sei forte, la settimana dopo sei scarso. Devi esser responsabile, devi avere la cultura del lavoro e la voglia di migliorare. Allora sì che le tue attitudini che madre ti ha dato possono emergere.

 Cosa ne pensa delle squadre B, le squadre riserva?

Ci vogliono assolutamente. Bisogna dare la possibilità a questi ragazzi di confrontarsi con campionati veri, per far sì che possano essere pronti per il grande salto con la prima squadra.

Da allenatore in secondo ha “vissuto” un’esperienza negativa… i tifosi hanno ancora troppo potere nel calcio?

Non l’ho vissuta perché non sono andato. È un argomento di cui parlo veramente a fatica, cercando di dimenticare il più velocemente possibile. Sicuramente il mio caso è un caso limite, la rivalità fra due tifoserie ha fatto sì che questo potesse succedere. Ci si scontra con queste problematiche, che però bisogna saper gestire e saper affrontare. Io sono stato sfortunato soprattutto perché non ha avuto la possibilità di lavorare con un professionista molto bravo come Marco Giampaolo. Questo è il rammarico più grosso.

Mister, la saluto sperando di ritrovarci, magari, nella parte finale di stagione per festeggiare la partecipazione dello Spezia alla fase finale…

Noi ci proviamo, vi ringrazio per l’attenzione che avete dato alla mia squadra e di conseguenza a me.




Campionato Primavera: risultati, classifiche e prossimo turno dopo il 12° turno

Sono 53, tredici in meno della settimana scorsa, i gol messi a segno nel 12esimo turno di campionato, giunto ormai ad un turno dalla conclusione del girone di andata. Anche questa giornata non ha risparmiato sorprese, con più successi in trasferta (8) rispetto a quelli casalinghi (7). Sei i pareggi. Si segnala la tripletta di Leonetti del Bari. Sotto porta bene anche Haraslin, Bizzotto, Baldini e Jaadi, autori tutti di due marcature.

Nel girone A, la Fiorentina, dopo lo stop dell’11esimo turno, ritrova i tre punti imponendosi meritatamente in trasferta contro la Sampdoria di Enrico Chiesa. Minelli, Di Curzio e Gondo regalano la vittoria a mister Guidi. Per i blucerchiati gol della bandiera di Ivan.

Il Torino cede il passo, non andando oltre il 2-2 in quel di Chiavari contro la Virtus Entella. Lescano, negli ultimi dieci minuti, ristabilisce per i granata la parità dopo il rigore trasformato per i liguri da Otin. Longo e i suoi ragazzi vengono così raggiunti al secondo posto dallo Spezia di Fabio Gallo, che rifila un poker alla malcapitata Pro Vercelli di mister Pigino. Di Sadiq (rigore), Paccagnini, Nura e Terminello i gol degli aquilotti. Prosegue il momento positivo della Juventus, che con Varga e Sakor si sbarazza del Modena. Sorprendente il Parma di Crespo, che in maniera del tutto inattesa, supera il Bologna nel derby emiliano per 2 a 1 grazie al solito Haraslin, autore di una doppietta. Al Bologna non basta Rossetti. Uno e uno senza infamia e senza gloria tra Varese e Genoa, mentre il gol di Marconi regala al Carpi i tre punti nello scontro col Trapani.

Girone A risultati: Sampdoria-Fiorentina 1-3; Carpi-Trapani 1-0; Juventus-Modena 2-0; Bologna-Parma 1-2; Virtus Entella-Torino 2-2; Varese-Genoa 1-1; Pro Vercelli-Spezia 0-4.

La classifica: Fiorentina 29, Spezia e Torino 27, Juventus* 22, Bologna e Sampdoria 19, Parma e Virtus Entella 17, Pro Vercelli 16, Parma 14, Trapani 10, Carpi, Genoa* e Modena 8, Varese 4. *Una partita da recuperare.

Il prossimo turno è in programma sabato 13 dicembre e prevede: Fiorentina-Bologna; Genoa-Carpi; Modena-Virtus Entella; Spezia-Sampdoria; Torino-Varese; Trapani-Pro Vercelli; Parma-Juventus.

Nel girone B l’Inter di Stefano Vecchi si riscatta e con Camara e doppio Baldini ritorna ai tre punti (dopo i due pareggi consecutivi) demolendo il Cagliari di Pusceddu. Cade il Milan, che in casa del Sassuolo è incapace di recuperare la rete di Maiorani. Torna al successo anche il Chievo Verona, contro il Brescia, e lo fa grazie ad un rigore al 95′ trasformato da Yamga. Bene in trasferta il Cesena, che con Gaiola, Mordini e Moncini abbatte la resistenza del Perugia (Musto), l’Udinese, che supera l’ostacolo non insormontabile Virtus Lanciano grazie alla doppietta di Jaadi e al gol di Prtajin, e l’Hellas Verona, che con un pirotecnico 3 a 2 batte il Cittedella. Per i padroni di casa due rigori trasformati con freddezza da Cappelluzzo non bastano a recuperare il triplice vantaggio dei veronesi firmato Cappelluzzo, Speri e Boni. Atalanta (Parigi) e Pescara (Paolucci) si spartiscono il punto.

Girone B risultati: Atalanta-Pescara 1-1; Chievo Verona-Brescia 1-0; Cittadella-Hellas Verona 2-3; Inter-Cagliari 3-0; Sassuolo-Milan 1-0; Virtus Lanciano-Udinese 0-3; Perugia-Cesena 1-3.

La classifica: Inter 32, Milan 25*, Sassuolo 23, Chievo Verona 19, Cesena e Hellas Verona 18, Udinese 17, Brescia 15, Atalanta 14*, Pescara 13, Cagliari e Cittadella 10, Perugia 9, Virtus Lanciano 4. *Una partita da recuperare.  

Il prossimo turno, che andrà in campo sabato 13 dicembre, vede: Milan-Chievo Verona; Brescia-Perugia; Cagliari-Atalanta; Cesena-Virtus Lanciano; Hellas Verona-Inter; Pescara-Sassuolo; Udinese-Cittadella.

Nel girone C, rallentano le prime due della classe. La Roma non va oltre l’1-1 a Vicenza, con Romio, per i veneti, che recupera l’iniziale vantaggio dei giallorossi firmato Pellegrini. La lazio impatta in casa con l’Empoli. A Palombi (per lui quarto gol in due partite) risponde Tchanturia. Ne approfitta il Bari, che recupera punticini grazie alla tripletta di Leonetti e alla rete di Mastrangelo che affondano il Frosinone. Al Napoli non basta Bifulco. Per i partenopei arriva la prima sconfitta in questo campionato, ad opera del Livorno, che ribalta il risultato in trasferta con i gol di Bartolini e Favilli. Bene il Palermo, che nel derby col Catania la spunta di misura con la rete del solito Ferchichi. Arrivano tre punti importanti per il Latina di Mark Iuliano, che con Ricci e Atiagli batte 2 a 0 l’Avellino. Pareggio a reti bianche tra Crotone e Ternana.

Girone C risultati: Bari-Frosinone 4-0; Crotone-Ternana 0-0; Lazio-Empoli 1-1; Napoli-Livorno 1-2; Vicenza-Roma 1-1; Catania-Palermo 0-1; Latina-Avellino 2-0.

La classifica: Roma 30, Lazio e Bari 26, Livorno 21, Empoli e Latina 19, Catania e Palermo 18, Napoli 17, Ternana 11, Frosinone 10, Vicenza 8, Avellino e Crotone 6.

Il prossimo turno del girone C prevede, nel week end in arrivo: Avellino-Bari; Empoli-Napoli, Frosinone-Catania; Livorno-Latina; Palermo-Vicenza; Roma-Crotone; Ternana-Lazio.

 

In testa alla classifica cannonieri resiste indisturbato Pusca (Inter) con 15 marcature (1 rig.). Segue Calabrese (Bologna) a 10 (1 rig.). Poi un quintetto a 9 gol con Leonetti (Bari, 1 rig.), Moncini (Cesena, 1 rig.), Morra (Torino, 0 rig.), Palombi (Lazio, 0 rig.) e Yamga (Chievo Verona, 2 rig.).




Primavera in Goal: 11° turno, risultati, classifiche e prossimo turno

Sono 66, dieci in meno della settima scorsa, i gol messi a segno nell’undicesimo turno di campionato, giunto a sole due settimane dal giro di boa della fase a gironi. Risultati come sempre sorprendenti in tutti e tre i giorni del Campionato Primavera Tim – Trofeo Giacinto Facchetti, con nove vittorie casalinghe, cinque successi in trasferta e ben sette pareggi. Doppiette per Sadiq, Clemenza, Coman, Zucchini, Costa, Vido, Tounkara e Castrovilli.

 

Nel girone A, cade la Fiorentina. Passata in vantaggio con Peralta, nella ripresa gli uomini di Guidi sono calati notevolmente dando spazio alla Pro Vercelli di Antonio Pigino, che grazie alle reti di Starita, Danza e Armato, fissa il risultato finale sull’1-3. La squadra piemontese si conferma ammazza grandi, specie in trasferta, dando così l’opportunità al Torino di agguantare nuovamente in classifica i viola. Importante infatti, per i granata, il successo per 2-1 sul Genoa. Benissimo lo Spezia di Gallo, che con il 5 a 0 ai danni della Virtus Entella si avvicina sensibilmente alla coppia di testa. Nel girone si registrano anche i successi della Juventus sul difficile campo della Sampdoria, grazie a doppio Clemenza, sempre più continuo in zona gol, e del Bologna sul Carpi con il gol del solito Calabrese. Scoppietanti poi i pareggi tra Trapani e Parma (3 a 3 il risultato finale) e tra Modena e Varese (2-2 al 90′).

Girone A risultati: Spezia-Virtus Entella 5-0; Sampdoria-Juventus 1-2; Modena-Varese 2-2; Fiorentina-Pro Vercelli 1-3; Bologna-Carpi 1-0; Torino-Genoa 2-1; Trapani-Parma 3-3.

La classifica: Fiorentina e Torino 26, Spezia 24, Bologna, Juventus* e Sampdoria 19, Pro Vercelli e Virtus Entella 16, Parma 14, Trapani 10, Modena 8, Genoa* 7, Carpi 5, Varese 3. *Una partita da recuperare.

Il prossimo turno è in programma sabato 06 dicembre e prevede: Sampdoria-Fiorentina; Bologna-Parma; Carpi-Trapani; Juventus-Modena; Pro Vercelli-Spezia; Varese-Genoa; Virtus Entella-Torino.

 

Nel girone B l’Inter di Stefano Vecchi fa registrare il secondo pareggio consecutivo. L’impresa di giornata la compie il Cesena, che blocca i neroazzurri sull’1 a 1, con Steffé che pareggia il gol iniziale di Moncini. Ne approfitta il Milan, che in goleada (7-1), aperta con un gol del figlio di Maldini, Christian, e che ha visto nel tabellino la doppietta del solito Vido, supera il malcapitato Perugia. Continua nel suo momento magico il Sassuolo, che in trasferta batte il Cagliari. Bene anche Brescia e Hellas Verona, che in casa superano rispettivamente Cittadella e Lanciano. Buon pari del Pescara di Oddo con il Chievo Verona. Termina il girone il pareggio tra le due società migliori d’Italia nel settore giovanile: è 1 a 1 la sfida tra Udinese e Atalanta.

Girone B risultati: Udinese-Atalanta 1-1; Hellas Verona-Lanciano 2-0; Cesea-Inter 1-1; Cagliari-Sassuolo 1-2; Brescia-Cittadella 2-1; Pescara-Chievo Verona 0-0; Milan-Perugia 7-1.

La classifica: Inter 29, Milan 25*, Sassuolo 20, Chievo Verona 16, Brescia, Cesena e Hellas Verona 15, Udinese 14, Atalanta 13*, Pescara 12, Cagliari e Cittadella 10, Perugia 9, Virtus Lanciano 4. *Una partita da recuperare.  

Il prossimo turno, che andrà in campo sabato 06 dicembre, vede: Atalanta-Pescara; Chievo Verona-Brescia; Cittadella-Hellas Verona; Inter-Cagliari; Perugi-Cesena; Sassuolo-Milan; Virtus Lanciano-Udinese.

 

Nel girone C, il big match era sicuramente quello tra Roma e Napoli, terminato con uno 0 a 0 non privo di emozioni. Gli uomini di Saurini recriminano per un rigore non concesso su atterramento di Bifulco. I ragazzi di De Rossi rimpiangono le occasioni fallite soprattutto nei minuti finali, quando finalmente la Roma riusciva a trovare il bandolo della matassa in una partita ben giocata soprattutto dai partenopei. Si avvicina così la Lazio, che con Tounkara abbatte la resistenza dell’Avellino e si porta a 4 punti dai cugini giallo-rossi. Riprende la sua marcia il Bari, che si impone sul campo della Ternana con un pirotecnico 2 a 3. Importanti anche le affermazioni del Livorno, del Palermo e del Frosinone su Vicenza, Latina e Crotone, che rimescolano un po’ la classifica. Chiude la giornata nel girone il pareggio per 1 a 1 tra le quarte forze del campionato: Empoli e Catania.

Girone C risultati: Livorno-Vicenza 2-1; Avellino-Lazio 0-3; Empoli-Catania 1-1; Palermo-Latina 2-1; Frosinone-Crotone 3-1; Roma-Napoli 0-0; Ternana-Bari 2-3.

La classifica: Roma 29, Lazio 25, Bari 23, Empoli, Catania e Livorno 18, Napoli 17, Latina 16, Palermo 15, Frosinone e Ternana 10, Vicenza 7, Avellino 6, Crotone 5.

Il prossimo turno del girone C prevede, nel week end in arrivo: Bari-Frosinone; Crotone-Ternana; Latina-Avellino; Lazio-Empoli; Napoli-Livorno; Vicenza-Roma; Catania-Palermo.




Primavera in goal: Quarta settimana

In occasione della sosta di campionato per la disputa delle gare delle nazionali, anche il Campionato Primavera Tim – Trofeo Giacinto Facchetti ha conosciuto la sua pausa, in attesa del 10 turno che andrà in campo tra sabato 22 e domenica 23 novembre.
È questa, perciò, una ghiotta occasione per gli allenatori e per i dirigenti di fare un po’ il punto della situazione sull’andamento della propria squadra e sull’evoluzione dei propri giovani talenti. Non è un caso che proprio in questa fase, così come vale per le prime squadre, sia il calcio mercato a farla da padrona e riempia le giornate degli addetti ai lavori tra un allenamento e l’altro, tra un’amichevole e l’altra.

E così l’Italia si risveglia, dopo anche l’insuccesso della nazionale Under 21, lunedì, a Matera, contro la Danimarca, con l’ennesima consapevolezza che nel calcio italiano c’è qualcosa che non va. Ma sembra che, nonostante le critiche, le voci, i dissensi e le proposte, gli unici seriamente preoccupati di questa involuzione del calcio nostrano siamo noi giornalisti, in quanto se ne parla ormai da anni di arretramento, di mancanza di lungimiranza e di progetti, di necessità di rivoluzioni sia a livello economico che strutturale che dirigenziale, ma poi, nella realtà dei fatti, nulla di tutto ciò accade e le parole finiscono per diventare mera retorica. Cambiano i presidenti della Figc, del Coni, cambiano i rappresentanti dei calciatori, i dirigenti di leghe e cambiano i presidenti, gli allenatori, i calciatori, ma i risultati ancora non vengono. Perché?

Non è un caso che nella classifica mondiale proposta da Team Talk, sito inglese specializzato nello scouting calcistico, sui migliori 50 talenti Under 18 nel mondo, siano solo due gli italiani in lista, e si ritrovino alla posizione 35 e 37 della classifica. I due ragazzi sono Simone Scuffet, portiere dell’Udinese finito nel dimenticatoio nell’era Stramaccioni, e Filippo Romagnoli, juventino ancora ancorato più all’ambito primavera che in quello della prima squadra. Al quarto posto uno che non è italiano, ma gioca da noi, nel Bel Paese, col nome di Mansour.

Ma perché non viene data fiducia ai giovani italiani? Perché si dà spazio agli stranieri, vedi Pogba, vedi Coman, i vari Dodò, Kovacic, Manolas, Iturbe, etc. etc., e non si dà fiducia agli italiani? Non sono davvero all’altezza dei coetanei stranieri o c’è qualcosa alla radice che non va?
Indubbiamente il calcio italiano negli ultimi anni non ha prodotto fior fior di campioni, ma è pur sempre vero che giovani canterani azzurri stanno pian piano conquistando sempre più spazio nelle proprie squadre. Non è passato molto tempo da quando nelle giovanili c’erano calciatori del calibro di Ranocchia, D’Ambrosio, Florenzi, Immobile, Insigne. Non campioni, non fuoriclasse, ma sicuramente ottimi calciatori. Oggi ci sono i vari Rugani, Belotti, Bernardeschi, Berardi, Viviani, Bonazzoli, con alle spalle giovani di grande talento in prospettiva come Mandragora, Mattiello, Bifulco, e mi sembra che la storia si ripeta. Non saranno top-player, ma perché non potrebbero avere un’opportunità reale nelle proprie squadre? E così si continua a parlare di crisi, di talenti che mancano, di giovani che non emergono.
Ma forse la questione è legata alla scelta, più che discutibile e solo italiana, di dare spazio a questi ragazzi solo in particolari circostanze, ovvero quando la propria squadra si trova in condizioni particolarmente favorevoli (tipo 7 a 0 in casa contro l’ultima in classifica), e non quando invece sono in palio i tre punti o il passaggio del turno in un’importante competizione europea? Impedendo così ai giovani di migliorarsi e di crescere anche dal punto caratteriale e psicologico.
Siamo stufi di sentire giustificazioni del tipo: i giovani devono crescere, i ragazzi hanno bisogno di tempo e di fiducia, non era la situazione adatta per farlo giocare. Siamo stufi perché poi vediamo che il Benfica, per rilanciarsi nel girone di Champions League, manda in campo un attaccante brasiliano di 20 anni che cambia le sorti del girone per i portoghesi. Siamo stanchi perché l’Arsenal viene recuperato dall’Anderlecht, dopo essere stato in vantaggio per 3 a 0, grazie ad un giovane serbo che entra dalla panchina e dà il là alla riscossa belga. Siamo stanchi perché l’attaccante più prolifico del Tottenham è un ragazzino di 21 anni capace di mettere a segno 5 gol in 4 partite. E in Italia invece un giovane non è pronto nemmeno a 24-25 anni, perché deve ancora maturare?
Basta con queste dietrologie, con queste remore, con questi luoghi comuni. Spazio ai giovani, che se si vuole rilanciare il calcio italiano e dare un futuro alla nazionale, oltre a dover rivedere le scelte economiche, a cambiare le leggi sul numero di squadre per campionato, a costruire stadi e strutture giovanili, c’è bisogno di dare spazio e fiducia da subito a chi, del futuro, farà parte!




Primavera in goal

Risultati, classifiche e analisi dei match del 9° turno di campionato

Il Campionato Primavera Tim – Trofeo Giacinto Facchetti è giunto lo scorso week-end all’appuntamento numero 9. Una giornata triste, tristissima, per il calcio italiano e per il mondo della Primavera nello specifico, con la morte, a soli 20 anni, di Lorenzo Costantini, giovane talento della Virtus Lanciano, affetto da una rara forma di leucemia che lo ha stroncato lo scorso lunedì, 10 novembre.

Tornando al calcio giocato, sono ufficiali le date del prossimo Torneo di Viareggio, che si disputerà a partire dal giorno 2 febbraio, con la finale che andrà in scena nella giornata conclusiva del 16 febbraio.

La nona giornata di campionato è stata piena di gol e di risultati inaspettati che, in parte, ridisegnano le classifiche dei tre gironi. Sono 64 i gol messi a segno in questo turno dalle 42 compagini in competizione, con sole 4 vittorie esterne (rispetto alle 10 della scorsa giornata), tre delle quali nel solo girone C, 5 pareggi (quattro dei quali nel girone B) e ben 12 successi casalinghi.

Ecco, nello specifico, i risultati e le classifiche dei tre gironi.

 Girone A risultati: Carpi-Pro Vercelli 1-1; Fiorentina-Varese 6-0; Sampdoria-Virtus Entella 1-2; Spezia-Modena 2-0; Torino-Parma 3-2; Trapani-Genoa 2-1; Bologna-Juventus 1-0.

La classifica: Fiorentina e Torino 23, Spezia 18, Sampdoria 16, Bologna e Virtus Entella 15, Juventus* e Pro Vercelli 13, Parma 10, Genoa* e Modena 7, Trapani 6, Carpi 5, Varese 3. *Una partita da recuperare.

Il prossimo turno è in programma sabato 22 novembre alle ore 14.30 e prevede: Juventus-Torino (ore 11.00); Carpi-Fiorentina; Genoa-Spezia; Parma-Modena; Pro Vercelli-Sampdoria; Varese-Trapani; Virtus Entella-Bologna.

Il match più delicato del girone A doveva essere quello tra Bologna e Juventus e, di fatto, la partita ha regalato la prima sorpresa della settimana. Vittoria di misura, ma tutto sommato meritata, quella dei felsinei, che si sono imposti per un goal a zero grazie alla marcatura di Guerra al 7′ minuto del primo tempo, a cui i ragazzi di Grosso sono stati incapaci di reagire, allontanandosi così dalla zona play-off. Continuano a braccetto la marcia in vetta alla classifica Fiorentina e Torino. Se i viola hanno dato spettacolo rifilando un tennistico 6 a 0 al Varese, con Diahkatè in spolvero con una doppietta, i granata hanno sofferto non poco per imporsi sul Parma di Crespo. I gol tutti nella ripresa, prima con gli emiliani che si portavano avanti per 2 reti a 0, prima di farsi rimontare e superare da Trani, Lescano e Lenoci, che in 15 minuti ribaltavano il risultato, con goal vittoria al 94′. Altra sorpresa il successo della Virtus Entella contro la Sampdoria di Chiesa, che vede così interrompersi la propria striscia di risultati positivi. Ai blucerchiati non basta il solito Djordjevic (rigore), Lafuente e Zottino portano i tre punti in casa Entella. Negli altri risultati vittorie per Trapani (doppietta di Costa) e Spezia (Umar e Abdullahi), rispettivamente ai danni di Genoa e Modena. 1 a 1 tra Carpi e Pro Vercelli, con Necchi che replica a Bunino.

 

Girone B risultati: Hellas Verona-Chievo Verona 0-0; Virtus Lanciano-Cittadella 2-2; Brescia-Atalanta 2-1; Cagliari-Perugia 2-2; Cesena-Pescara 3-0; Inter-Sassuolo 1-0; Udinese-Milan 3-3.

La classifica: Inter 27, Milan 19*, Cesena, Chievo Verona e Sassuolo 14, Hellas Verona e Udinese 12, Brescia e Pescara 11; Atalanta* e Cagliari 9, Perugia 8, Cittadella 7, Virtus Lanciano 4. *Una partita da recuperare.

Il prossimo turno, in programma sabato 22 novembre, alle ore 14.30, prevede: Atalanta-Hellas Verona; Chievo Verona-Cagliari; Cittadella-Pescara; Inter-Brescia; Perugia-Udinese; Sassuolo-Cesena; Virtus Lanciano-Milan.

E siamo a 9. L’Inter supera anche la prova del “nove” battendo il Sassuolo con un gol di Sciacca al 40esimo del primo tempo. Partita “normale” per i nerazzurri di Vecchi, sempre più al comando nel girone. Perde punti infatti il Milan di Brocchi (ancora in rete Vassallo) che, in vantaggio a Udine per 3 a 2, si fa rimontare al 40′ della ripresa da Magnino, che fissa così il punteggio sul 3 a 3 finale. Non ne approfittano le due veronesi del match clou della nona giornata. Pari scialbo e praticamente privo di emozioni, che non permette ad entrambe di fare quel salto di qualità in classifica che ci si attendeva. Pareggi anche tra Virtus Lanciano e Cittadella, le due cenerentola del girone B, e Cagliari e Perugia, entrambe per 2 a 2. Mentre vittorie casalinghe per Cesena (3 a 0 al Pescara di Oddo), con Moncini e doppietta di Mordini, e Brescia, che grazie a Gargiulo e Baraye supera l’Atalanta, a cui non basta Parigi.

 

Girone C risultati: Frosinone-Vicenza 0-1; Bari-Catania 4-2; Avellino-Napoli 0-2; Empoli-Ternana 5-0; Livorno-Lazio 0-3; Palermo-Crotone 1-0; Roma-Latina 3-0.

La classifica: Roma 25, Bari 20, Lazio 19, Catania e Empoli 14, Latina*, Livorno, Napoli* e Palermo 12, Ternana 10, Frosinone e Vicenza 7, Avellino 6, Crotone 5. *Una partita da recuperare.

Il prossimo turno è in programma sabato 22 novembre, ore 1430: Bari-Roma; Catania-Avellino; Crotone-Livorno; Latina-Ternana; Napoli-Frosinone; Vicenza-Empoli; Lazio-Palermo.

La Roma non si ferma e vittima di turno sacrificale di questa settimana è il Latina. Di Mariano e doppio Adamo regalano l’ottavo successo in nove partite sin qui disputate alla troupe di De Rossi, in attesa dello scontro diretto di settimana prossima con il Bari. Bari che supera con un brillante e pirotecnico 4 a 2 il Catania (Damiano, Mastrangelo e doppietta di Tisma per i pugliesi, Rossitti e Buonaccorso per i siciliani) e si dimostra meritatamente compagine da prendere con le molle. Rotondo 3 a 0 esterno della Lazio di Siomne Inzaghi contro un Livorno apparso un po’ spento rispetto alle prestazioni delle scorse settimane. Il solito Oikonomidis apre le marcature, chiuse da Silvagni, in mezzo la rete di Palombi. Torna alla vittoria il Napoli che, nel derby contro l’Avellino, ritrova il successo e il sorriso, a firma di Cicerello e Bifulco. Punteggio che, viste le occasioni per i partenopei, sarebbe potuto essere ben più ampio. Tra gli altri risultati si registrano il successo esterno del Vicenza a Frosinone, che tira fuori i biancorossi dall’ultimo posto nel girone, grazie a Facioni, e del Palermo (Ferchichi) sul Crotone. Infine, disarmante la facilità con cui l’Empoli si è sbarazzato della Ternana. 5 a 0 al novantesimo, con il tabellino che porta due volte i nomi di Tchanturia e Piu e, solitaria, la segnatura di Dinardo.

 

Il capocannoniere è sempre Puscas dell’Inter con 14 reti (1 rig.); seguono Yamga Tientcheu del Chievo con 8 (2 rig.), poi Gondo Diomande della Fiorentina (0 rig.), Calabrese del Bologna (0 rig.) e Morra del Torino (0 rig.) a 7.




Primavera in Gol: resoconto dell’ottava giornata di campionato

L’ottavo turno di campionato del Trofeo Giacinto Facchetti – Campionato Primavera Tim è stato ricco di sorprese e di gol. Le squadre si sono date battaglia praticamente su tutti i campo, lottando fino all’ultimo secondo, per portare a casa i tre punti o almeno un pareggio. Sono perciò ben 63 i gol realizzati in totale, con ben 10 vittorie in trasferta, a fronte delle solo 5 in casa. 6 i pareggi.

Ecco, nello specifico, i risultati e le classifiche dei tre gironi.

Girone A risultati: Genoa-Sampdoria 0-2; Trapani-Fiorentina 2-2; Varese-Virtus Entella 1-2; Juventus-Carpi 3-1; Modena-Bologna 1-2; Parma-Pro Vercelli 0-0; Spezia-Torino 0-3.

La classifica: Fiorentina e Torino 20, Sampdoria 16, Spezia 15, Juventus* 13, Pro Vercelli, Bologna e Virtus Entella 12, Parma 10, Genoa* e Modena 7, Carpi 4, Varese e Trapani 3. *Una partita da recuperare.

Il prossimo turno è in programma sabato 08 novembre alle ore 8.30 e prevede: Carpi-Pro Vercelli; Fiorentina-Varese; Sampdoria-Virtus Entella; Spezia-Modena; Torino-Parma; Trapani-Genoa; Bologna-Juventus (domenica, 09 novembre, ore 11.00).

La Fiorentina si fa recuperare nei minuti finale a Trapani e, causa la giornata di grazie di Maltese, deve rinunciare ai tre punti a termine della partita. Per i ragazzi di Guidi questo pareggio significa la perdita della vetta solitaria in classifica, essendo stati raggiunti dal Torino di Longo che, abbastanza agevolmente, si è sbarazzato dello Spezia, comunque quarta forza del campionato. Non smette di sorprendere la Sampdoria, che prosegue nella sua striscia positiva con il successo nel derby della lanterna che bissa quanto fatto dai “grandi” a livello di Serie A. La Juventus si rilancia in classifica strapazzando il Carpi, a cui rifila tre gol prima che Barbato riesca a fare il gol della bandiera per gli ospiti. Successi in trasferta del Bologna (doppietta di Calabrese) a Modena e della Virtus Entella a Varese. Mesto pareggio ancora per il Parma di Crespo, che non va oltre lo 0 a 0 casalingo con la Pro Vercelli.

Girone B risultati: Brescia-Virtus Lanciano 0-1; Chievo Verona-Atalanta 1-1; Cittadella-Cagliari 1-1; Milan-Cesena 3-1; Perugia-Hellas Verona 2-3; Pescara-Inter 0-2; Udinese-Sassuolo 2-4.

Ieri si è giocata Cagliari-Milan, recupero della prima giornata, finiao 3 a 1 per i rossoneri.

La classifica: Inter 24, Milan 18*, Sassuolo 14, Chievo Verona 13, Cesena, Pescara, Hellas Verona e Udinese 11, Atalanta 9, Brescia e Cagliari 8, Perugia 7, Cittadella 6, Virtus Lanciano 3. *Una partita da recuperare.

Il prossimo turno, in programma sabato 08 novembre, alle ore 8.30, prevede: Brescia-Atalanta; Cagliari-Perugia; Cesena-Pescara; Inter-Sassuolo; Udinese-Milan; Virtus Lanciano-Cittadella; Hellas Verona-Chievo Verona (sabato, 08 novembre, ore 11.00).

Questa volta non segna Puscas (era assente), ma l’Inter di Vecchi conquista lo stesso i tre punti, in casa del Pescara. Di Rocca e Ventre, su rigore, le reti che consentono ai neroazzurri di proseguire la marcia inarrestabile finora in campionato. Per il Pescara di Oddo poco da recriminare. Il Milan fa sei punti in due partite ed accorcia di molto la classifica. Entrambi i successi vedono il risultato fermarsi sul 3 a 1 per gli uomini di Brocchi. Sabato in casa contro il Cesena, che vede così interrompersi la sua striscia di risultati positivi, ieri in trasferta a Cagliari. Sugli scudi Vassallo, per lui 4 gol totali. Avevamo detto che sarebbe stata una bella partita e Udinese-Sassuolo non ha smentito i pronostici. Alla fine si sono imposti i neroverdi di Mandelli, abili prima a portarsi sullo 0-2, poi pagavano alcune disattenzioni e si facevano rimontare, fino a trovare i gol decisivi nell’ultima mezzora. Nelle altre partite, primi tre punti del Lanciano, a cui basta Napolitano per superare il Brescia. Pari tra Chievo e Atalanta e Cittadella e Cagliari, mentre importante vittoria in trasferta dell’Hellas Verona a Perugia che ne fa tre agli umbri nei primi 24 minuti, ma poi rischia di farsi rimontare nel finale.

Girone C risultati: Crotone-Avellino 1-2; Latina-Vicenza 5-0; Livorno-Frosinone 6-0; Napoli-Bari 0-0; Palermo-Empoli 1-1; Ternana-Roma 2-5; Lazio-Catania 3-0.

La classifica: Roma 22, Bari 17, Lazio 16, Catania 14, Latina* e Livorno 12, Empoli 11, Ternana 10, Napoli* e Palermo 9, Frosinone 7, Avellino 6, Crotone 5, Vicenza 4. *Una partita da recuperare.

Il prossimo turno è in programma sabato 08 novembre, ore 8.30: Avellino-Napoli; Bari-Catania; Empoli-Ternana; Frosinone-Vicenza; Livorno-Lazio; Palermo-Crotone; Roma-Latina.

La Roma di De Rossi vola a Terni e consolida il primato nel girone C. Prova di forza dei giallo-rossi, che mai hanno lasciato l’iniziativa ai padroni di casa. Bene anche la Lazio di Simone Inzaghi che, con i gol dei soliti Tounkara e Oikonomidis, cui si aggiunge la rete di Palombi, supera l’ostico scoglio del Catania, operando il sorpasso anche in classifica. Quinto successo consecutivo per il Napoli che non va oltre lo 0 a 0 casalingo col Bari in una partita noiosa. Risultato comunque utile ai pugliesi per restare solitari al secondo posto in classifica. Nelle altre partite finalmente vittoria per l’Avellino, che con una doppietta di Aloia abbandona l’ultimo posto della graduatoria, e del Latina (5 a 0) contro un Vicenza mai veramente in partita. Goleada e punteggio tennistico a Livorno, con i labronici che puniscono il Frosinone con un 6 a 0 che non ammette repliche. 1 a 1, infine, tra Palermo e Empoli, un punto che scontenta entrambe.

Il capocannoniere è Puscas dell’Inter con 14 reti (1 rig.); segue Yamga Tientcheu del Chievo con 8 (2 rig.), poi Gondo Diomande della Fiorentina (0 rig.), Leonetti del Bari (1 rig.) e Morra del Torino (0 rig.) a 6.

Intanto mercoledì 29 ottobre si è anche giocato il secondo turno della Coppa Italia Primavera, con partite ad eliminazione diretta. Ecco i risultati: Bari-Bologna 1-2; Milan-Sassuolo 2-0; Udinese-Brescia 4-1; Parma-Cittadella 3-2; Napoli-Catania 1-0; Inter-Varese 2-0.

Concluderanno il turno di coppa Empoli-Sampdoria, mercoledì 5 novembre, e Livorno-Genoa, in cartello domenica 16 novembre.