Top & Flop della 23a giornata

Come ogni settimana analizziamo le prestazioni dei giocatori che hanno dato un contributo positivo o negativo nelle rispettive squadre

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Guarin tra i top del 23° turno di Serie A

Per la 23a giornata del Campionato Serie A Tim partiamo dai “Top” e scopriamo che, nonostante la gara non proprio da ricordare dei suoi compagni, Poli ha garantito costanza di movimenti e di chiusure nel suo reparto di competenza, anche se poi alla fine la sua partita di sacrificio in copertura è stata vanificata dal goal di Maccarone.

Ben altre soddisfazioni quelle del genoano, ma ex Milan, Njang, che si è concesso una doppietta di assoluto rispetto, frutto anche del fatto che a Genova il giovane franco senegalese è riuscito a trovare la  sua strada per poter giocare con maggiore continuità.

Altra bella prestazione quella di Babacar della Fiorentina, anch’egli autore di una doppietta con cui arriva a quota sette goal segnati in campionato, rispondendo sul campo alle pressanti punzecchiature del suo allenatore Montella.

Nella disastrosa partita della Sampdoria contro il Chievo, si salva solo Eto’o, che riesce comunque a far sorridere, insieme a Muriel, al primo goal in blucerchiato, in vista dell’ormai imminente derby della lanterna del prossimo turno.

Sempre nella partita dell’Empoli contro il Milan da sottolineare, ma non è di certo una novità, la prova di Valdifiori, una vera e propria spina nel fianco di qualsiasi difesa avversaria, una delle scoperte più belle di questo campionato.

Guarin è come rinato dopo le disastrose partite giocate sotto la gestione Mazzarri, ed ecco che, oltre a confezionare due goal di pregevole fattura, riesce a far tornare il sorriso ai tifosi di fede nero azzurra milanese, un po’ meno a quelli sulla sponda bergamasca.

Veniamo ora ai “flop”.

Paletta tra i flop di questa settimana, insieme al portiere del Milan Lopez

Sotto le “nostre” personali lenti d’ingrandimento spicca sicuramente la prestazione della Juventus, in particolare con il rigore fallito da Vidal che avrebbe potuto sicuramente cambiare le sorti della partita, così come, restando sempre a Cesena-Juventus, non ha convinto l’atteggiamento di Lichtsteiner, i cui falli commessi a fine gara, quando era già stato sanzionato con un cartellino giallo, avrebbero potuto mettere in difficoltà i compagni se l’arbitro lo avesse ammonito per la seconda volta.

Tornando in casa Milan risalta, ma in negativo, la gara di Gabriel Paletta, reo di essersi letteralmente addormentato sul pareggio di Maccarone, ma soprattutto l’imprudenza del portiere rossonero, Diego Lopez, che non ha calcolato bene le distanze dall’area, andando a parare a mano aperta un tiro diretto a Tavano che si stava involando verso la porta milanista.




Fattore Risposte

Questo fine settimana è stato quello delle risposte alle parole di Lotito. Uomo oscuro, ma che ama stare sotto i riflettori. La sua storia alla Lazio è costellata di indagini e condanne, ribellioni ed esoneri. Eppure il “Pres” (cit. Iodice) è alquanto bravo nel nascondere la polvere, e non solo con la Snam Lazio Sud. Atteggiamenti mafiosi, movenze fasciste e citazioni latine: un gran bel personaggio per il nostro calcio (senza nulla togliere ai compagni di merenda Preziosi e Galliani). Lo consiglierei a qualche bravo sceneggiatore cinematografico.

Alle sue esternazioni antisportive, sono arrivate delle pronte risposte: Empoli e Cesena su tutte.

Sono sicuro che al momento sia più appetibile una prestazione dell’ Empoli, rispetto ad una rossonera, pur avendo un bacino di utenze ridicolmente inferiore. La squadra toscana ha un ottimo gioco fino alla trequarti, una difesa solida (composta da italiani toh guarda),un allenatore schietto e competente. L’esatto opposto del Milan; peccato che la classifica non premi l’Empoli, comunque destinato a salvarsi.

Meno romantica, ma altrettanto apprezzabile, invece, la prestazione del Cesena contro la Juventus, vittima di una presuntuosità in grado di far commettere grandi scivoloni: è sicura di voler arrivare a fine campionato con l’acqua alla gola?

Nonostante tutto, comunque, è arrivata pure una bella risposta da parte della formazione romagnola.

Se dovessi rispondere io a Lotito, gli farei presente che è più sano per il nostro calcio (soprattutto in termini di bilanci, a lui tanto cari) avere piccole società con i conti a posto, piuttosto che averne un po’ più grandi, come il Parma, con i conti perennemente in rosso. Gli direi che non tutti hanno il Previti, lo Starace o la Polverini di turno a dare una mano nelle cifre. Gli direi che forse sarebbe meglio iniziare a investire in uno stadio di proprietà (senza tanta megalomania come ai tempi di Veltroni), senza star a ficcare il naso negli affari delle altre squadre.

Ed ora attendo delle risposte anche dai miei “venticinque lettori”:  è davvero meglio un giorno da Lotito che cento da Carpi?

 

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Claudio Lotito, Presidente della S.S. Lazio




Top & Flop della 22a giornata di campionato

Torna la rubrica firmata RadioGoal24 Top&Flop. Prosegue la nostra analisi sul campionato, basandoci sul rendimento in campo  dei calciatori, a seconda delle loro prestazioni, tra esaltazione di gesti tecnici, conferme e delusioni.

Icardi top della settimana

Tra i top s’inserisce un ritrovato Icardi: il giovanissimo attaccante argentino ha dimostrato sul campo di voler spazzare via le polemiche seguite ai battibecchi con i tifosi al Mapei Stadium di Reggio Emilia la scorsa settimana, quando a fine gara contro il Sassuolo andò in scena una sorta di litigio plateale; il ragazzo ha dimostrato con i fatti di saper rispondere per le rime, ed i due goal al Palermo lo dimostrano ampiamente.

Altro giocatore che merita di essere menzionato con onore è Verde della Roma, un giovanissimo che da qualche tempo Garcia ha deciso di portare in prima squadra: alla faccia di chi storceva il naso a proposito delle sue doti tecniche. Le reti con cui la Roma si è aggiudicata il confronto contro il Cagliari sono scaturite proprio da altrettante sue giocate. Le sue quotazioni sono seriamente in rialzo, sopratutto se consideriamo che al momento guadagna 1000 euro al mese.

Anche il Napoli sorride salutando la prima rete al San Paolo di Gabbiadini, che regala ai suoi l’importante vittoria contro l’Udinese di Stramaccioni: un acquisto davvero azzeccatissimo per la società partenopea.

Nella debacle torinese a salvarsi nel Milan è stato proprio uno dei neo acquisti rossoneri, Antonelli: non solo per il goal su assist da calcio d’angolo di Cerci, ma anche per l’intera gara, giocata comunque da veterano perfettamente inseritosi nelle fila dei ragazzi di Inzaghi. In realtà si tratta di un ritorno in rossonero, ma sicuramente un esordio con goal non può che essere salutato positivamente.

E’ sicuramente una conferma la prestazione di Tevez, autore del primo goal, contestatissimo e fonte di polemiche ancora dure a morire a distanza di giorni, della Juventus sul Milan, l’ennesima zampata di una stagione comunque al top.

 

dybala3Passiamo ora ai “flop”: su tutti credo spicchi quello di Dybala, astro nascente del calcio sudamericano, vero e proprio gioiellino del Palermo che Zamparini giustamente si coccola, ma che nella partita a San Siro contro l’Inter ha fallito da pochi passi un goal già fatto che avrebbe significato il pareggio per i rosanero, un errore sesquipedale che ha condizionato poi la sua partita e quella dei suoi compagni.

A seguire la coppia del centrocampo rossonero, peraltro improvvisato viste le numerose assenze, Muntari – Essien: poca lucidità, come riprova basterebbe la riproposizione dell’errore di sufficienza con cui Muntari ha perso palla a centrocampo imbeccando di fatto Pogba per l’azione che ha portato al 2 a 1 della Juve, poca razionalità nel passare la palla, eccessiva leziosità nel trattenere la stessa, per poi rinunciare a proporre una qualsiasi iniziativa in avanti.

Decisamente non esaltante la gara di Munoz nella partita casalinga della Sampdoria contro il Sassuolo, che è riuscito a portare a casa un preziosissimo pareggio.

Nella Fiorentina di Montella che si è aggiudicata in extremis la vittoria ai danni dell’Atalanta, pessima figura di Tomovic, reo di aver toppato la marcatura di Boakye in occasione del momentaneo pareggio degli orobici, un errore gravissimo che poteva costare davvero molto caro ai viola.

Infine, nel circo dell’ultima stagione del Parma, brutte sensazioni vengono da Galloppa che, nel recupero contro il Chievo, si fa espellere alla mezzora con due falli in soli sei minuti.

 

 




Manchester City, Simeone o Guardiola per il dopo-Pellegrini. Ma attenzione ad Ancelotti

Il tempo di Manuel Pellegrini alla guida del Manchester City sembra essere scaduto. Non basta il campionato vinto l’anno scorso né il fatto di essere ancora in corsa per tutti gli obiettivi del 2015. I ricchi padroni del club ritengono che la squadra debba fare un altro salto di qualità e il primo passo sarà il cambio di allenatore. Ed ecco crescere le quotazioni dell’uomo del momento ossia Diego Pablo Simeone. La netta vittoria (4-0) dell’Atletico Madrid nel derby contro il Real ha avuto una risonanza mondiale. L’ex-giocatore di Inter e Lazio è considerato uno dei pochi allenatori davvero in grado di trarre il meglio dalla rosa a sua disposizione. Per questo interessa anche al ricchissimo Psg, che non vede l’ora di far fuori Blanc. Un altro obiettivo dei Citizens può essere Pep Guardiola. Bisogna però vedere se il matrimonio tra lo spagnolo e il Bayern Monaco è davvero agli sgoccioli.

Attenzione infine a una possibile sorpresa. Se l’andazzo al Real Madrid proseguisse sul registro degli ultimi tempi, non è da escludere che anche Ancelotti non possa essere preso in considerazione.




Fattore Fuga

L’ 1-1 di ieri sera ha sancito la prima prova di fuga da parte della Juventus. La Roma ha impattato per la terza volta di fila contro squadre non irresistibili, ma in un buon momento di forma: Lazio, Palermo e Fiorentina. In tutti e tre i casi la Roma ha avuto la necessità di beccarsi uno o due ceffoni per rientrare in panchina, sintomo di un calo di quell’ arroganza e presunzione che l’aveva contraddistinta in questo ultimo anno e mezzo. Due elementi che sono stati usati in ben alte circostanze, ad esempio i proclami di vittoria dello scudetto.

Sette punti di distacco -un anno fa erano otto- iniziano a farsi sentire, soprattutto in fatto di motivazioni, ma ci vuole ben altro per dare già per finita la battaglia ai piani alti. Quando rientreranno, si augura in buone condizioni, Gervinho e Keita dalla Coppa Africa, i giochi ritorneranno a farsi più interessanti. Determinante potrebbe addirittura essere la scelta di lasciare per qualche partita capitan Totti. L’eterno “Pupone” inizia ad essere più una croce, che una delizia; i piedi rimangono gli stessi, ma il fisico no. Lo fece Conte con Del Piero, lo sta parzialmente facendo Pioli con Klose. I risultati hanno dato e stanno dando onore a queste scelte.

Partita molto interessante ieri, una di quelle giocate a teste alte. Da una parte Iturbe e dall’altra Cuadrado, più decisivo il primo (finalmente, aggiungerei), più incisivo il secondo. Eppure i goal sono arrivati da altri due giocatori d’attacco, forse i più criticati negli ultimi anni, ovvero Gomez e Ljajic, entrambi in situazioni a portiere praticamente battuto.

La Fiorentina si sta dimostrando una squadra cocciuta, che però ancora ancora troppo di concretezza. Fatico ancora a comprendere l’acquisto di alcuni calciatori, stranieri soprattutto, che faticano a risultare sicuri, su tutti la difesa.

In attesa che il calciomercato finisca, la Juventus si guarda alle spalle e intravede la possibilità di spingere sui pedali; a lei la scelta di chiudere subito i conti o di giocarsela allo sprint finale.

 

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Francesca Piccinini, quando il gentil sesso schiaccia

La Piccinini in azione con la maglia della Nazionale italiana

La Piccinini in azione con la maglia della Nazionale italiana

Oggi, per la nostra rubrica sulle donne nello sport, andiamo alla scoperta di una delle più famose pallavoliste italiane, Francesca Piccinini.

Toscana di Massa Carrara, dove è nata nel 1979, esordisce con la squadra giovanile locale della Robur Massa nel 1991, per poi passare con la squadra maggiore l’anno successivo in serie B1. Nel ’93 viene ingaggiata dalla Pallavolo Carrarese, con cui esordisce in A1 in una gara contro l’Olimpia Teodora di Ravenna, ed ha soltanto 14 anni. La militanza in A1 le vale nel 1995 la prima convocazione in Nazionale, dove esordisce in una gara contro gli Stati Uniti, partita persa dalle azzurre.

Negli anni successivi si trasferisce prima a Reggio Emilia, nella stagione ’95 – ’96 presso la Pallavolo Reggio Emilia, e l’anno seguente a Modena, presso il Volley Modena: con il club modenese arrivano anche i  primi successi come la vittoria nella supercoppa europea e nella Coppa delle Coppe, nel ’96 si aggiudica la medaglia d’oro con la nazionale juniores, ma anche i Giochi del Mediterraneo.

Dopo aver giocato un anno nel Volley 2000 Spezzano, nel ’98 – ’99 si trasferisce nella Superliga brasiliana, e precisamente nel Paranà Volei Clube, con cui si aggiudica il secondo posto in campionato. Sempre nel corso del ’99 conquista il bronzo agli europei.

La svolta a livello di successi di club arriva quando decide di tornare in italia, e precisamente con il Volley Bergamo, club con cui inanella una serie di successi: 4 scudetti, 2 coppa Italia, 3 supercoppe italiane, 5 Champions League ed una Coppa delle Coppe.

Anche con la nazionale azzurra si susseguono riconoscimenti vari: nel 2002 il campionato mondiale, nel 2007 la Coppa del Mondo, nel 2009 Europei e Grand Champions Cup.

Tra il 1999 ed il 2005 inoltre conquista molte medaglie d’argento e di bronzo  ai campionati europei.

Nel 2004 ottiene uno shooting fotografico per il calendario sexy  della rivista Men’s Health, nel 2005 pubblica la sua biografia, dal titolo “La Melagrana”.

Nella stagione ’12 – ’13 passa alla squadra del Chieri Torino Volley, dall’anno successivo si trasferisce nella neonata squadra di pallavolo modenese LJ Modena Volley.

Dal punto di vista strettamente personale, la Piccinini è stata insignita nel 2002 del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per iniziativa del Presidente della Repubblica, e nel 2004 del Collare d’oro al merito sportivo, per iniziativa del Presidente del CONI.

 




Top & Flop della 19′ giornata

Prosegue la nostra classifica di Top & Flop tra i calciatori per quanto riguarda le partite dell’ultimo turno di campionato. Partiamo dalle partite che si sono giocate in anticipo, Empoli-Inter e Palermo-Udinese.

Handanovic tra i top della settimana

Handanovic tra i top della settimana

Nell’Empoli in evidenza il giovane Valdifiori, abile a centrocampo a smistare palloni e dare un po’ di verve al gioco dei toscani allenati da Sarri, che hanno imposto il pareggio agli uomini di Mancini, tra cui spiccano Handanovic come migliore in campo, non è una novità, ed Icardi tra i più deludenti, tanto da essere sostituito.

Nel Palermo benissimo Dybala, abile a sfruttare la prima occasione per infilare la difesa romanista, e nella Roma Destro, che pareggia il conto rimandando forse la sua partenza verso nord, Milan in primis; nella Roma non benissimo Iturbe, mentre Yanga Mbiwa se la cava molto bene su tutto il fronte difensivo, goal a parte.

E veniamo alle partite della domenica: in Lazio-Napoli onori e meriti a Higuain, che con il suo goal condanna la Lazio alla sconfitta, una rete che unisce abilità, senso della posizione, destrezza, giusta potenza e precisione, mentre tra i biancocelesti laziali non brilla Keita.

In Cesena-Torino spiccano il goal di Benassi ed il primo goal di Maxi Lopez in granata, oltre alla bella prestazione di Quagliarella, tornato al goal dopo mesi di astinenza. Tra le delusioni Magnuson, Krajnc e Leali.

In Udinese-Cagliari in rilievo il rigore di Danilo Avelar, che pareggia proprio allo scadere, regalando ai suoi un punto prezioso che fa morale, Dessena non al top.

In Parma-Sampdoria spiccano le prove di Eder e Duncan tra gli ospiti, malissimo invece l’accoppiata Lucarelli-Paletta tra i parmensi.

In Milan-Atalanta la complessità del non gioco del Milan ha fatto sì che di fatto tutti i reparti siano risultati da prestazione negativa, a sprazzi qualche giocata di Menez e di El Shaar

Il tedesco Gomez continua a deludere nella Fiorentina

Il tedesco Gomez continua a deludere nella Fiorentina

awy nel secondo tempo, l’unico a salvarsi è l’ex atalantino Bonaventura, tra gli orobici spicca la prova di Denis, autore anche del goal partita.

Nella folle partita del Ferraris tra Genoa e Sassuolo si segnala Berardi come migliore in campo per i neroverdi di Di Francesco e Iago Falque per i rosso blu, male invece Izzo, il cui svarione difensivo ha consentito il goal del 2 a 3 del Sassuolo dell’accoppiata Zaza-Berardi.

Nel successo viola in Chievo-Fiorentina si segnalano le belle prestazioni di Fernandez, Joaquin e Borja Valero, mentre Gomez e Cuadrado non hanno di certo brillato in campo. Tra i padroni di casa bene Pellissier e Bizzarri, male Gamberini.

Per il posticipo tra Juventus e Verona segnaliamo ancora una volta Pogba, che ormai non fa più notizia, insieme a Tevez e Morata; nel Verona, oltre all’imbarcata di goal, deludono Toni e Marquez in difesa.




Il Mercato non dorme mai

Mancano poco più di due settimana alla chiusura del calciomercato di riparazione 2015. Sono molte le squadre pronte a piazzare qualche colpo per completare gli organici; chi cerca il colpo a effetto, chi qualche giocatore futuribile. Andiamo a vedere nel dettaglio le trattative più importanti della giornata.

Apertura d’obbligo spetta alla Sampdoria di Ferrero. L’eccentrico presidente si appresta a chiudere, forse, il colpo più importante del mercato di gennaio 2015. Ormai è ufficiale; Samuel Eto’o vestirà la maglia blucerchiata fino al 2018. Quindi contratto di due stagione e mezzo a 1,5 milioni di euro a stagione con i diritti d’immagine che saranno divisi al 50% tra il camerunense e il club di Ferrero. Non solo Eto’o. A Genova arriva anche Muriel; le difficoltà dei giorni scorsi sono state superate, il colombiano si trasferirà al “Ferraris” in cambio di 10,5 milioni di euro, più alcuni bonus legati alle presenze. Mihajlovic può sfregarsi le mani, anche se Muriel sarà disponibile solo fra una trentina di giorni.

A Torino, sponda bianconera, Marotta vorrebbe anticipare di sei mesi l’arrivo di Sturaro dal Genova. Il centrocampista under 21 di Di Biagio, acquistato la scorsa estate ma lasciato in prestito in Liguria, potrebbe vestire da subito la maglia della Juventus, a patto che Kucka rimanga a Genova almeno fino a fine stagione. Capitolo Jovetic; secondo l’edizione on-line di Goal.com, la “vecchia signora” avrebbe presentato al Manchester City un’offerta migliorata rispetto alla precedente per accaparrarsi le prestazioni sportive dell’ ex viola. La formula è quella del prestito oneroso a 2,5 milioni di euro con obbligo di riscatto fissato a 22 milioni di euro. Si attendono sviluppi.

La Roma è alla ricerca di un esterno offensivo. Iturbe non sembra convincere Garcia, e il nome nuovo è quello di Salah del Chelsea. Sabatini avrebbe in mente di proporre un prestito a 1,5 milioni di euro con obbligo di riscatto fissato a 15 milioni di euro.

Rimanendo a Roma, ma sponda biancoceleste, è da registrare l’interesse del Tolosa per Ciani. In entrata, invece, potrebbe arrivare Ravel Morrison del West Ham. Il fantasista inglese si svincolerebbe a giugno dagli “Hammers” e, tramite il suo agente, fa sapere che gradirebbe la destinazione.

Il Milan cede a titolo temporaneo Saponara all’ Empoli; la società toscana ha dalla sua un diritto di riscatto fissato a 4 milioni di euro. Liberata una casella a centrocampo, il Milan anticipa l’arrivo di Suso già in questa sessione  di mercato. Il giocatore spagnolo ex Liverpool ha firmato un contratto che lo legherà al club rossonero per 4 anni e mezzo. Per quanto riguarda il terzino sinistro, Galliani ha puntato Siqueira dell’ Atletico Madrid. Lunedì sarà presentata un’offerta ufficiale al club “colchoneros”.

L’ Inter, dopo aver messo a segno due grandi colpi in attacco (Podolski e Shaqiri), ora è alla ricerca di un centrocampista. I nomi caldi sono i soliti: Lucas Leiva del Liverpool, Mario Suarez dell’Atletico Madrid o Stephane M’bia in forza al Siviglia.

A Parma, la nuova dirigenza vuole centrare a tutti i costi la salvezza. Per fare ciò, dopo l’acquisto di Nocerino dal Torino via Milan, vorrebbe riportare in Emilia Alberto Gilardino (sul quale è vivo l’interesse anche di Genoa e Cagliari), e non solo. Leonardi avrebbe trovato l’accordo per il prestito di Christian “El Cibolla” Rodriguez dell’Atletico Madrid. Si attende solo la risposta del giocatore.

Per quanto riguarda il mercato estero; il Real Madrid abbandona la trattativa che avrebbe portato al Bernabeu il centrocampista brasiliano in forza al Cruzeiro, Lucas Silva. I “Blancos” sono stati infastiditi dai continui rilanci del club brasiliano. Sul centrocampista classe ’93 è da segnalare anche l’interesse dell’Arsenal.

Ezequiel Lavezzi è sempre più lontano da Parigi. L’ex Napoli è conteso da Liverpool e Valencia, con gli spagnoli leggermente in vantaggio, avendo offerto 12 milioni di euro per l’argentino. 1,5 milioni di euro in più rispetto all’offerta precedente del club di Brendan Rodgers. Si attendono rilanci da Anfield.

Il Tottenham cerca una punta. Il nome delle ultime ore è quello dell’attaccante colombiano classe ’86, in forza al Siviglia, Carlos Bacca.

In Germania, secondo i media nazionali, il centrocampista del Borussia Dortmund, Ilkay Gundogan, sembrerebbe allontanarsi dalla Ruhr. L’Arsenal di Wenger è sulle sue tracce, ma nelle ultime ore si è interessato anche il Barcellona, che deve trovare un sostituto di Xavi, ormai prossimo al ritiro.




Il Campione di Domani: Hachim Mastour (A.C. Milan)

L’obiettivo della rubrica “IL CAMPIONE DEL DOMANI” è quello di far conoscere i giovani talenti dei maggiori campionati europei. Analizzeremo i più interessanti prodotti dei vivai della Bundesliga, passando dalla penisola iberica e dai Paesi Bassi, abbracciando la Premier League e, ovviamente, il calcio del “Bel Paese”. Il futuro del gioco più bello del mondo è nei piedi, e nella testa, di queste giovani promesse. Andiamo a conoscerle.

Il primo Enfant prodige di cui andremo a parlare è l’italo-marocchino Hachim Mastour, classe ’98.

Hachim Mastour, protagonista della rubrica "Il Campione di domani"

Hachim Mastour, del Milan, protagonista della rubrica “Il Campione del domani”

Hachim Mastour nasce a Reggio Emilia il 16/06/1998. Inizia a giocare a calcio tra le fila della Reggio Calcio, ma a 10 anni vestirà la maglia della Reggiana dove vive con l’etichetta del predestinato. La prima squadra che si interessa al giovane italo-marocchino è l’Inter ma, data la sua giovanissima età, non può essere tesserato prima del compimento di 14 anni; così gioca qualche torneo sporadico con la casacca interista (essendo sempre di proprietà della Reggiana) aspettando il 2012 (anno in cui ha compiuto 14 anni) per poter essere tesserato tra le fila neroazzurre.
Il Memorial Ielasi del 2012 è il torneo che lo mette in mostra. Segna 5 gol (di cui uno fantastico in finale) e attira a sé gli occhi dei migliori club italiani e stranieri.

Inter, Juventus, Real Madrid, Barcellona e Manchester City sono interessate al giovane fantasista. Ma è il Milan ad accaparrarselo. L’interesse personale di Galliani è stato decisivo per la scelta di Hachim. Così il 2/07/2012, Mastour firma il contratto con il Milan nell’ex sede di via Turati, al cospetto proprio dell’ AD. La società rossonera, per “scippare” il baby fenomeno alle concorrenti, sborsò un assegno di 500mila euro nelle casse della Reggiana; una cifra enorme per un ragazzino di soli 14 anni.

Dopo qualche presenza in Primavera, è Clarence Seedorf, l’ultima giornata dello scorso campionato, a convocarlo con la prima squadra, ma senza farlo esordire (se avesse esordito avrebbe anticipato il debutto di un certo Paolo Maldini). Nel 2014 viene aggregato alla prima squadra di Filippo Inzaghi a tutti gli effetti.

Le doti tecniche non si discutono. Imprevedibile nell’uno contro uno, impressiona per la qualità delle sue giocate e per come riesce a “nascondere” la palla agli avversari nello stretto. Per molti ha il gusto estetico della giocata come Zidane ma, come dice Galliani: “Ha 16 anni, è il futuro. Ma è poco più di un bambino. Sembra avere grandi doti tecniche, ma non carichiamolo di responsabilità“.

Sicuramente, per ben figurare nel calcio che conta, deve migliorare dal punto di vista fisico, poiché è ancora troppo “gracile”. Ma l’età e gli allenamenti estenuanti ai quali viene sottoposto da Inzaghi fanno ben sperare; sia per il futuro del suo club di appartenenza, sia per la nazionale.




Sport in Rosa: Alia Guagni del Firenze

Parte oggi una nuova rubrica sulla nostra testata, Sport in Rosa, questa volta dedicata al mondo femminile visto sotto le lenti dello sport. Chi l’ha detto che lo sport è un affare da uomini? In passato tante atlete, anche in Italia, si sono distinte nelle varie discipline, dall’atletica al tennis, dal basket al calcio, dalla pallavolo al pattinaggio artistico.

Alia Guagni è la prima protagonista della nostra rubrica "Sport in Rosa"

Alia Guagni è la prima protagonista della nostra rubrica “Sport in Rosa”

Oggi, per esempio, vi presentiamo un’atleta, nella fattispecie una calciatrice, tanto per rimanere in sintonia con quanto da noi trattato sul portale. Il suo nome è Alia Guagni, classe 1987, e gioca nella squadra del Firenze, la cui maglia porta lo stesso colore dei “cugini” maschi della Fiorentina.

Alia gioca di preferenza sulla fascia destra, prediligendo lunghe sgroppate che la portano a crossare dal fondo per le compagne in attacco, una specie di coast to coast che spesso la porta anche a segnare goal. A coronamento del suo senso di sacrificio e di abnegazione, ecco che è scattata anche la convocazione nella nazionale maggiore allenata da Antonio Cabrini, dopo un periodo di allontanamento.

Dopo essere stata in forze della nazionale maggiore nell’era Ghedin, infatti, la giovane calciatrice viola è stata richiamata dal nuovo ct Cabrini, forse perché – come ha tenuto a sottolineare l’atleta in una recente intervista – il fatto di essere arrivata ad avere un ruolo ben preciso in squadra, ovvero in difesa, le è valsa la stima non solo della sua squadra, ma anche, e soprattutto del selezionatore azzurro.

A tutto ciò si aggiunga che Alia Guagni, a parte uno stage a Seattle nel 2013, ha sempre militato nella squadra viola, collezionando  fino al 2014 130 reti a fronte di 221 partite, e che in Nazionale con la Under 19 e la Under 20 ha segnato 25 goal; nel campionato 2008/2009 è stata capocannoniere di serie A2 con 27 reti.