#WeeklyReport – 10 ai nostri migliori atleti, 1 ai mafiosi e agli omertosi

In questa ultima puntata annuale di Weekly Report, abbiamo creato una pagella che ripercorresse l’anno sportivo italiano, incoronando i più meritevoli sotto l’aspetto umano e appunto, sportivo e castigando ovviamente i peggiori.

VOTO 10 ad una serie infinita di eterni campioni italiani. Beatrice “Bebe” Vio, medaglia d’oro ai Mondiali di Scherma Paralimpici lo scorso 14 settembre. Daniele Cassioli, 5 volte vincitore della medaglia d’oro ai mondiali di Sci Nautico in California, ah, dimenticavo di sottolineare che è non vedente e che in carriera ha conquistato 16 ori mondiali e 16 europei. Luca Mazzone, due ori ai mondiali di paraciclismo di Greenville nella categoria Handbike. Dulcis in fundo, Martina Caironi, oro nei Mondiali paralimpici di Atletica e prima donna in assoluto a scendere sotto i 15 secondi nella categoria H2, ovvero, con l’amputazione di una gamba sopra il ginocchio. Ecco, questi sono i fenomeni di cui ci dovremmo vantare!
OVER LIMITS

VOTO 9 alla Dinamo Sassari per lo strepitoso campionato italiano di Basket conquistato la stagione scorsa. Insieme a loro abbiamo imparato ad apprezzare uno degli sport più emozionanti e stilisticamente belli di tutto il globo. Oltre ai giocatori che sono stati fondamentali per questo piccolo miracolo sportivo a cui nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo, due figure sono state fondamentali per la conquista finale del titolo: l’eterno coach “Meo” Sacchetti e il grande Presidente della società Stefano Sardara. Cuore, grinta e sudore, la ricetta perfetta della Dinamo Sassari.
GIGANTI AL CUBO

VOTO 8 a Valentino Rossi. Peter Pan ingenuo che colto dalla foga agonistica di vincere un titolo mondiale, è caduto nel tranello del giovane rampante Marquez, finendo per rovinarsi con le sue stesse mani. Dicendola tutta, Valentino si è giocato il mondiale a Misano, dove inconsciamente è rientrato troppo tardi per il cambio gomme obbligatorio in condizioni di pioggia, arrivando troppo lontano dai primi tre. Ma crediamo che un otto in pagella sia meritato e non tanto per la stagione fatta, ma perché ci ha fatto vivere delle emozioni che solo lui riesce a dare. Grazie Vale!
ETERNO

VOTO 7 a Max Allegri che, nonostante tutte le pressioni che si tirava dietro, il malcontento dei tifosi Juventini e di tutte le persone che non credevano in lui, è riuscito a vincere il 4° scudetto consecutivo con i bianconeri, la decima Coppa Italia e raggiungendo la finale di Champions League, persa contro quei mostri del Barcellona. Anche nella stagione in corso, Max dimostra tutta la sua esperienza e piano piano risale la china alla caccia del primo posto. Un merito va dato senza ombra di dubbio ai calciatori che eseguono alla lettera le sue indicazioni e senza di loro Allegri non sarebbe li. Bravo Max.
ALLEGRO

VOTO 6 al Barcellona piglia tutto. Sufficienza si ma non di più, del resto sono dei Marziani e non ci aspetta niente di più e niente di meno. Sono fatti così, tutto ciò che toccano lo trasformano in oro. Meriterebbero un 10 con lode e bacio accademico, ma la Supercopa persa contro l’Athletic Bilbao ci impone di assegnargli solo un 6, quasi d’ufficio come si fa con il fantacalcio, ma resta comunque un 6 che sa tanto di 9. Dipende dalla prospettiva da cui si guarda.
MARZIANI

VOTO 5 alle istituzioni italiane. Diamo 5 a quelle istituzioni che dovrebbero tutelare lo sport perché se dovessimo scendere sulla questione politica in se, non riusciremmo ad esprimere nessun voto. E’ stato l’ennesimo anno in cui non si è riusciti a partorire una benedetta legge sugli stadi e a finanziare come si deve i centri per l’educazione sportiva. Se l’appeal per il nostro calcio, per il nostro rugby, basket, pallavolo e chi più ne ha più ne metta, va scemando al cospetto di altre nazioni che investono su questo settore, lo dobbiamo solo a voi. Sperando in un futuro più roseo, vi rimandiamo all’anno prossimo.
INCAPACI

VOTO 4 al Real Madrid. Ma questi sono i Galcticos? Per intenderci, non vogliamo contestare i calciatori che sono fenomenali, ma tutto l’organigramma societario che fa capo Florentino Perez, autentico colpevole della disfatta annuale Madrilena. Si può esonerare un allenatore come Ancelotti? Un uomo, prima che un allenatore, che ti ha riportato sul tetto dell’Europa e del Mondo e che viene silurato dopo esser stato battuto sempre dai soliti marziani. No Florentino, non funziona così. Non vogliamo insegnare niente a nessuno ma se i blancos non sono più i grandi galacticos, è senz’altro per colpa tua.
SUCIOS

VOTO 3 al Milan, Real nostrano incapace di spendere i milioni nella maniera più adeguata. Non vi sembrano che 30 milioni siano troppi per il solo Bertolacci? Per carità, non discutiamo il calciatore in se, ma se fino all’anno scorso non è mai stato decisivo ci sarà stato un motivo no? La confusione in casa rossonera è un pasto quotidiano. Non si capisce chi sceglie i calciatori e chi ci mette la faccia. Paga sempre Mr Galliani che ha il coraggio di farsi vedere in pubblico, a discapito dell’altra parte societaria che si nasconde dietro allo storico dirigente rossonero. La famiglia Berlusconi non prova più interesse nella squadra e questo lo si capisce. per il bene dello sport e del calcio farebbero bene a fare un passo indietro, senza però dare parola a dei fantomatici “tycoon” dal nome BEEzzarro.
CONFUSI E INFELICI

VOTO 2 a Ghirardi e Leonardi che con i soldi del Parma ha riempito le casse per i loro tornaconto personali. La città di Parma non meritava tutto questo e non merita più un presidente e un dirigente di questo livello. Sembrava che un volto come il giovane Presidente potesse dare una svolta all’ambiente calcistico italiano, ma alla prima difficoltà ha tirato subito i remi in barca, lasciando la società alla deriva di qualche pseudo imprenditore locale. Leonardi ha giocato un ruolo fondamentale per la caduta vertiginosa della gloriosa società emiliana, riempendosi le tasche e sgattaiolando al buio come era solita fare la Pantera Rosa.
PINK PANTERS

VOTO 1 ai numerosi GUERRAFONDAI, RAZZISTI, MAFIOSI, OMERTOSI, FINTI MORALISTI e TUTTOLOGI che popolano il nostro paese. Non saremo i più scaltri e tanto meno quelli che sgobbano fino alla morte, ma come noi Italiani non c’è nessuno. Per il nostro Paese è passata la storia del globo. Basti pensare a come viene enfatizzato nel mondo il marchio italiano. I sopracitati sono la rovina del nostro Paese che ogni anno tenta la ripresa. Ogni tanto riusciamo a spiccare e a farci notare ma non stiamo mai al top per più di un mese o due. Ecco, con questo ultimo Report dell’anno, vorremo esprimere un desiderio, il desiderio di un Italia migliore nel 2016, più bella, più attenta i particolari, più sportiva, più sociale, meno omertosa e meno razzista.

Ci vediamo l’anno prossimo!




#UnCalcioAllaStoria: Ciak si gioca, il calcio incontra il cinema

1895: Scoppia l’affare Dreyfus, Alfred Nobel muore e istituisce con il suo testamento il Premio a lui dedicato; l’evento simbolo però arriva intorno alla fine dell’anno. Il 28 dicembre, con una proiezione pubblica, i fratelli Lumiere aprono definitivamente l’epopea del cinema.

Nel corso della storia il calcio e il grande schermo si sono spesso incontrati, con grandi e mediocri film e documentari.

Una delle ultime pellicole importanti girate sul gioco del calcio e in particolare su un personaggio che non ha bisogno di presentazioni, è stata girata da Kusturica e presentata al Festival di Cannes nel 2008: “Maradona by Kusturica”. Il film approfondisce la vita di Diego, tra incontri con grandi personaggi e lotte interiori durante gli anni del suo declino.

Tante volte quando si sente parlare di calcio nel cinema, si pensa a film come “L’allenatore nel Pallone”, “Tifosi” e “ Eccezziunale Veramente”. In realtà anche la grande cinematografia d’autore ha saputo raccontare questo sport.

Nel 2006 è stata raccontata dal regista Gerardo Olivares la finale di Corea – Giappone 2002, ne “Il grande Match”. Il film vede come protagonista una famiglia nomade della Mongolia, una carovana di Tuareg del Sahara e un gruppo di Indios dell’Amazzonia, tutti loro cercheranno in ogni modo di ritrovarsi davanti alla televisione per vedere la finale Brasile – Germania. Al di là della vicenda calcistica vengono esaminati molti temi all’interno del film: dagli effetti della globalizzazione sulle varie etnie al tema del calcio come denominatore universale dei popoli.

Anche i tifosi sono spesso raccontati sul grande schermo. Nel 2005 l’attore Elijah Wood prende parte a “Hooligans”. La storia narra di uno studente espulso da Harvard che si ritrova a Londra a vivere con la sorella. Il ragazzo stringe amicizia con il capo hooligan del West Ham e comincia a partecipare agli scontri tra tifoserie avversarie. Il film racconta la dura realtà degli scontri tra i tifosi, esamina i costumi dei violenti tifosi londinesi anche se in alcune occasioni la violenza, al centro di denuncia nel film, finisce per essere troppo spettacolarizzata.

Nel panorama del cinema italiano si potrebbe citare “Ultimo Minuto” di Pupi Avati, ma il punto più alto del calcio nella cinematografia nostrana l’ha regalato Gabriele Salvatores in una scena di “Marrakech Express”, in cui viene giocata una partita Italia – Marocco nel deserto con il sottofondo della “Leva Calcistica del ’68”.

Il calcio nel cinema è da sempre tema di discussione per i teorici dell’immagine. Non sempre lo sport più popolare al mondo è stato rappresentato in maniera degna, quando però il connubio riesce, lo spettacolo è assicurato.




#IlCalciomercatoNonDormeMai. Ecco le trattative più importanti della settimana

In Serie A, L’Inter cerca un terzino destro. Montoya e Santon non convincono Mancini che vorrebbe portare in neroazzurro un altro difensore di fascia. I nomi delle ultime ore sono Darmian dello United e Van Der Wiel del PSG ma la trattativa al momento più percorribile è quella che porta a Sala dell’Hellas Verona. Il Genoa ha preso in prestito dal Milan il fantasista ex Liverpool, Suso. Lo spagnolo è già a Genova pronto ad affrontare il primo allenamento con il nuovo gruppo. Gasperini vorrebbe anche una punta e il nome delle ultime ore è quello di Trotta in forza all’Avellino. In casa Roma, la necessità è quella di trovare il sostituto di Iturbe e un difensore centrale. I due nuovi acquisti potrebbero arrivare entrambi dal Genoa e portano il nome di Perotti e De Maio. Il Napoli cerca un centrocampista di qualità e il nome delle ultime ore è quello di Vecino in forza alla Fiorentina. Per arrivare al centrocampista uruguyano, la società partenopea, sembrerebbe disposta a mettere sul piatto anche il cartellino di Manolo Gabbiadini che interessa alla Viola. Nel caso in cui l’affare saltasse, la società dei Della Valle potrebbe ripiegare su Danny dello Zenit.  In casa Lazio, il problema numero uno è la difesa. Con De Vrij fermo ai box per tanto tempo Tare vorrebbe acquistare un centrale per sopperire all’assenza dell’olandese. Djourou dell’Amburgo è, al momento, la pista più calda. Il Bologna cerca in casa Milan un centrocampista. Donadoni sembrerebbe intenzionato a portare in rossoblù Antonio Nocerino che era già stato allenato dal tecnico bergamasco la scorsa sfortunata stagione di Parma. Sempre in uscita dal Milan, c’è Josè Mauri. Sull’italoargentino è forte l’interesse di Chevo Verona e Atalanta. Il Forsinone chiude il primo colpo di gennaio con il tesseramento (che diventerà ufficiale all’apertura del calciomercato) di Olivier Kragl dal SV Ried. La mezz’ala tedesca arriverà in ciociaria nelle prossime ore e firmerà un contratto fino al 2017. In casa Sassuolo, è Di Francesco a spegnere i rumors che vogliono Berardi lontano dall’Emilia Romagna già da gennaio. Il tecnico neroverde smentisce le possibili trattative con Juventus e Tottenham affermando che l’esterno classe ’94 rimarrà a Sassuolo almeno fino a fine stagione.

In Serie B, il Cagliari vorrebbe rinforzare la mediana con l’acquisto in prestito per sei mesi di Gnoukouri dall’Inter. Il Crotone prenderà, sempre in prestito dall’Inter, Longo del Frosinone e il Pescara cerca Zito e Bastien dell’Avellino. Lanzafame, invece, lascerà Perugia. Ipotesi Latina per lui.

Per quanto riguarda il calciomercato estero, il Paris Saint German vorrebbe ripetere l’operazione che ha portato Verratti sotto l’ombra della Torre Eiffel e prelevare Mandragora dal Genoa. Il centrocampista al momento è in forza al Pescara e sta impressionando tutti nell’attuale campionato di Serie B. Il Marsiglia è interessato a Mexes. Il difensore è in uscita dal Milan e accetterebbe di buon grado il ritorno in patria. Il Monaco sogna il ritorno di Falcao dal Chelsea. Il Inghilterra, il Bournemouth chiude ufficialmente per Iturbe e il Sunderland sogna di affidare il proprio attacco a Remy in uscita dal Chelsea. In Liga, dal Real Madrid potrebbe andare il prestito al Getafe Odegaard e il presidente dell’Atletico Madrid apre ad un possibile ritorno di Diego Costa. “Diego Costa è un giocatore del Chelsea e deve pensare solamente al Chelsea. Poi nel calcio può accadere di tutto, a volte i giocatori ritornano nella loro ex squadra”. Queste sono le parole di Cerezo rilasciate alla televisione spagnola TVE.




#FocusPrimavera – I migliori undici della primavera in una ipotetica formazione

E’ appena finito il girone di andata del campionato primavera, che come ogni anno ha regalato conferme (Juventus, Roma e Fiorentina) ma anche grosse sorprese (Frosinone e Cagliari). RadioGoal24 vi presenta un’ipotetica formazione (usando il modulo 4-3-3) che rappresenta i migliori giovani di questa primavera in relazione al talento e al rendimento avuto in questa prima parte di campionato.
Ecco la formazione:  (4-3-3) Audero; Scalera, Marchizza, Romagna, Pezzella; Serra, Ranelli, Picchi; Tchanturia, Volpe, Ponce
Vediamoli uno per uno:

AUDERO (portiere-Juventus): difendendo la porta bianconera sono inevitabili i paragoni con Buffon, con il quale in effetti condivide molti pregi: l’italo-indonesiano classe 1997 si sta dimostrando un portiere completo: abbina infatti grandi doti fisiche ad una discreta velocità che gli permettono di essere reattivo fra i pali e pronto ad uscire quando serve. Caratteristiche quindi del tipico portiere moderno. Il giovane portiere sta blindando la porta della squadra di Grosso, sia in campionato che in Youth League e ha sempre dimostrato di essere uno dei punti fermi della squadra bianconera. Un’altra grande dote è quella del leader che ha fuori e dentro il campo: Audieri infatti si sente riesce perfettamente a comandare e dare istruzioni alla difesa e nello spogliatoio è uno dei punti fermi.  Le doti del ragazzo non sono inosservate e infatti già negli ultimi anni si è molto spesso allenato con la squadra maggiore, venendo molto aiutato da colui che spera un giorno di emulare, Gianluigi Buffon

SCALERA (terzino destro-Bari): il giovane terzino classe 1998 è sicuramente uno dei giocatori più polivalenti e completi di questo campionato. E’ capace infatti di farsi tutta la fascia avendo dei polmoni inesauribili e negli anni è riuscito a conquistare quasi tutte le categorie della nazionale con cui ha giocato. Quando un calciatore poi gioca nella sua città d’origine da sempre quel qualcosa in più, e Scalera non fa eccezioni. Il Barese può giocare terzino in un 4-4-2 o esterno in un 3-5-2 e di lui sono state lodate le doti offensive (sempre più rare nei terzini italiani) ma con un grande senso della posizione e grande capacità di anticipo che lo rendono affidabile anche in fase difensiva. Dice di ispirarsi a Maicon (sebbene abbia un fisico molto più snello del brasiliano) e sembra destinato infatti a ripercorrere parte della carriera dell’ex City perché su di lui si stanno muovendo Inter e Roma, due squadre dove il terzino brasiliano ha militato

MARCHIZZA (difensore centrale-Roma):  il suo ruolo è quello del centrale ma il ragazzo classe ’98 della Roma può benissimo fare anche il terzino sinistro. E con il “può fare” non intendiamo adattarsi ,ma proprio ricoprire egregiamente tale ruolo. Eppure a vederlo non sembra, visti gli 80 kg e 1.85 m di altezza che lo fanno sembrare molto più grande rispetto ad un tipico ragazzo della primavera. Il giocatore ha subito stregato De Rossi, che lo schiera molte volte sia in campionato che in Youth League e si è allenato più volte anche con la squadra di Garcia. Come abbiamo detto, la sua dote principale è quella della grande fisicità, che gli permette di primeggiare in qualsiasi contrasto e duello aereo. Marchizza oltre ad avere un carattere da leader (è stato capitano dei Giovanissimi della Roma) ha anche un buon fiuto del gol, che lo rendono uno dei difensori più interessanti della sua età. Questo perché ha anche un ottimo piede che usa per impostare (caratteristica che farebbe molto comodo alla difesa della squadra maggiore) e anche per battere i calci piazzati, come punizioni e rigori. la società si è subito accorta del suo talento e l’anno scorso è arrivato anche il prolungamento del contratto, che ha allontanato alcune voci che volevano il ragazzotto andare a giocare in Inghilterra

ROMAGNA (difensore centrale-Juventus): a Vinovo lo definiscono “perfetto per lo stile Juve”. In effetti il giovane Filippo Romagna, 18 anni, ha nel suo carattere un mix di umiltà e ambizione, caratteristiche che hanno contraddistinto gli uomini di Conte e Allegri in questi vittoriosi anni. Il baby centrale è considerato uno dei talenti più puri e si allenato spesso con la squadra maggiore sotto gli occhi di Chiellini, che lo ha preso sotto la sua ala. Il giovane bianconero ha conquistato anche le giovani dell’italia e ricorda molto Rugani per la grande costanza che dimostra in campo, non sbagliando mai un anticipo o un contrasto. Il giocatore abbina queste doti ad un ottima visione di gioco che gli permettono di interrompere in modo tempestivo le azioni offensive avversarie e far ripartire in velocità in compagni

PEZZELLA (terzino sinistro-Palermo): se c’è una dote dei terzini che piace molto agli allenatori moderni è quella di ricoprire entrambe le fasce e Giuseppe Pezzella ricalca a pieno tutto ciò. Il giovane classe ’97 è un punto fermo dei rosanero diventando nel giro di pochi anni un vero jolly capace di spaccare le partite con i suoi precisi cross che spesso si sono rivelati preziosi assist per i compagni. Tutto questo è abbinato ad una buon velocità ed un fisico molto robusto che gli permettono di tenere il passo in difesa anche alle ali più pericolose. Anche lui ha in breve tempo conquistato le varie maglie delle nazionali giovanili, prima con l’under 17 e poi con l’under 19

SERRA (trequartista, Cagliari): il Cagliari quest anno è una delle più belle sorprese del campionato e lo si deve molto anche al suo giocatore più talentuoso. Il giovane classe ‘1997 sembrava destinato a non farcela a fare il salto di qualità ma dopo un 2014 deludente il “nuovo Zidane” si è imposto con il suo Cagliari nel difficilissimo girone B, diventandone capocannoniere. Il giocatore è diventato famoso sopratutto per un gol che al verona che è diventato virale sul Web, dimostrando una grande capacità di dribblare gli avversari. Avendo un fisico brevilineo (circa 1.70 per una sessantina di chili) è una vera e propria scheggia impazzita che gli permettono di giocare come accordo tra centrocampo e attacco, ma anche esterno e punta in un falso nueve, caratteristiche lo avvicinano a Marco Sau della squadra maggiore, Dotato di un mancino veramente ottimo sa gestire perfettamente la palla tra i piedi e giocare tra le linee anche se la sua dote principale è quella di servire i compagni con flitranti millimetrici. Il giocatore ha ovviamente attratto le big e infatti il suo agente in queste settimane ha confermato l’interesse di Juve e Inter

RANELLI (centrocampista centrale, Frosinone): nonostante sia sulla rampa di lancio per approdare nei professionisti (è un classe ’96) non abbiamo potuto non mettere Lorenzo Ranelli, ragazzo di Colleferro, vero e proprio leader del centrocampo. Il giocatore è il tipico centrale di centrocampo, le sue caratteristiche sono essenzialmente quelle del mediano alla De Rossi, con grande abilità di smistaggio del pallone e utilissimo nel recuperare il pallone. Il talento dei ciociari ha come grande dote quella della grinta, che usa per avventarsi su ogni pallone. ha già esordito in serie B, l’anno scorso, nell’ultima giornata di Serie B del Frosinone dove si mise a centrocampo in un 4-2-3-1. Dimostrò alcune buone giocate ma rimediò un cartellino giallo, segno però della cattiveria che lo contraddistingue. Quest anno è con la primavera si sta imponendo con 2 gol e 5 assist aiutando la squadra a mantenere le primissime posizioni del girone C

PICCHI (mezz’ala, Empoli): si, proprio così, non vi state sbagliando. Alberto Picchi è proprio il pro-nipote del mitico Armando, stella dell’Inter di Herrera. Il nome che porta dietro alle spalle è pesante ma lui gioca con scioltezza, dimostrandosi uno dei giocatori più interessanti del campionato primavera. E’ una mezz’ala moderna con grande corsa, capace di adattarsi da mediano, letale in ripartenza, con il vizio del gol e un fisico imponente (circa 1.85 m di altezza). In Toscana lo paragonano a Jack Wilshere e lui ha dimostrato di essere un vero e proprio predestinato, risultando tra i protagonisti del pre-campionato della squadre maggiore dell’Empoli, segnando un gol alla Lumezzane su assist di Maccarone. Il ragazzo sta dimostrando tutte le sue qualità in primavera dove in 12 partite ha segnato 6 gol e 5 assist, numeri da capogiro per un centrocampista. E pensare che il suo futuro sarebbe potuto essere lontano dalla Toscana visto che questa estate il Porto aveva seriamente intenzione di acquistarlo

TCHANTURIA (punta, Empoli): della grande stagione dell’Empoli non si poteva dimenticare nemmeno Tchanturia, vero e proprio goleador della squadra toscana con 12 gol 4 assist in 11 partite. La punta gerorgiana si è contraddistinto anche per un fin qui grandissima carriera in nazionale, risultando determinante in tutti i settori giovanili e vendendo convocato anche nell’under 21, che per un primavera è un traguardo veramente importante. Il gigantone ha grandissimi dote e fisiche abbinate ad una grande cattiveria che gli permettono di essere una minaccia costante per le difese avversarie. Abile anche nello giocare di sponda, di far salire i compagni e di rendersi pericoloso di testa sui calci piazzati, il giovane ricorda in tutto e per tutto un altro georgiano che veste la maglia dell’Empoli, Michelidze. Sicuramente è un diamante ancora piuttosto grezzo, ancora ha molto da imparare, sopratutto nella costanza e nelle qualità tecniche, però è un giocatore che ha un fiuto del gol impressionante e sentiremo sicuramente parlare di lui

VOLPE (punta, Frosinone): la storia tra il Frosinone e Michele Volpe inizia due anni fa, in un’amichevole tra i canarini e il Fondi. La dirigenza volle subito contattare quel ragazzo, di altezza superiore alla media, per aumentare di qualità la squadra ciociara. Oggi volpe è uno dei talenti offensivi più promettenti, essendo un attaccante moderno capace di svariare su tutto il fronte dell’attacco. Il classe ’97 non è certo una punta che sta fermo in area di rigore ad aspettare alla palla, ma ama farsi servire sui piedi in qualunque zona di campo per puntare l’uomo con le sue buonissime doti tecniche e fisiche che lo rendono praticamente immarcabile. Il giocatore ha come modello Ibraimovich e secondo l’agente sogna un giorno di andare alla Juventus. Con la primavera ha realizzato quest’anno la bellezza di 4 doppiette in campionato.

PONCE (punta, Sampdoria): in ogni puntata della nostra rubrica sui risultati delle partite non c’è stata volta in cui non appariva nel tabellini il nome di questo giovani venezuelano, da non confondere con l’argentino della Roma. Andres Ponce è infatti il punto fermo della Sampdoria, il giocatore che riesce ogni volta ad essere decisivo, unica nota sempre costante nel campionato parecchio altalenante dei blucerchiati. Il ragazzo predilige il piede destro ma sa giocare benissimo anche con il sinistro rendendolo pericoloso in ogni posizione del fronte offensivo, anche grazie ai suoi tiri letali, veloci e precisi. Gli piace parecchio giocare di sponda grazie ad un buon fisico che lo rende difficile da marcare. E’ dotato di una buona accelerazione anche se in velocità non è di certo il migliore. Il talento è comunque straordinario e lo dimostrano i numeri: 12 gol in 12 partite che lo rendono il capocannoniere del Girone A.




#Goal&Cash, un altro Natale senza Serie A, l’errore vero è delle società

Anche quest’anno dal 20 dicembre al 6 gennaio gli italiani non vedranno alcuna partita di campionato. La Serie A si ferma. L’ultima volta in cui le squadre della nostra massima serie sono scese in campo durante le vacanze natalizie, risale a 25 anni fa.

All’estero le cose sono diverse, solo la Germania continua a mantenere la sosta, in Inghilterra il Boxing Day è diventato un appuntamento immancabile per tutti i tifosi che nel giorno di Santo Stefano si ritrovano allo stadio. Questa tradizione nasce perchè il 26 dicembre è l’anniversario della partita Sheffield-Hallam, prima storica partita di calcio tra due club.

Negli USA la federazione di Basket, meglio nota come NBA ha capito benissimo come si fa: nella serata di Natale, vengono programmate una dietro l’altra partite di punta della lega che incollano i tifosi di tutto il mondo ai teleschermi, facendo registrare incassi pubblicitari record e ascolti in mondovisione.

La scelta in Italia è stata seguita solo dalla Serie B. La lega inferiore ha ricavato ottimi profitti da questa decisione: +14,8% di spettatori nelle gare giocate il 26, l’anno scorso è 3,7% nelle partite della vigilia di Natale.




#ItaliansDoItBetter: Luca Caldirola

Ritrovarsi a 22 anni da solo ad affrontare il duro freddo di Brema ed il calcio ad elevata intensità della Bundesliga è affare per pochissimi. Luca Caldirola è uno di questi.

Cresciuto calcisticamente nell’Inter, nella cui squadra approda quando aveva 8 anni, Caldirola si mette in luce in ogni torneo giovanile a cui partecipa, dagli Allievi, alla Primavera, sempre con la maglia nero azzurra addosso.

A soli 19 anni, nella stagione 2010-2011,  viene ceduto in prestito alla squadra olandese del Vitesse, con la quale colleziona in Eredivisie 11 presenze, partendo per 8 volte da titolare.

Nella stagione 2011-2012, fa ritorno all’Inter, con la quale esordisce nelle coppe europee il 7 dicembre 2011, nella sfortunata partita persa dal club milanese contro il CSKA Moska.
Il 4 gennaio 2012 il giovane difensore viene ceduto in prestito al Brescia, in Serie B, per giocare con maggior quantità; con le rondinelle colleziona 19 presenze, giocando molto bene.

Dal settembre 2012 fino al dicembre 2013 Caldirola gioca in prestito al Cesena, in Serie A, collezionando 18 presenze, per poi, essere mandato in prestito nuovamente al Brescia, fino al giugno 2013.

Nel giugno 2013, partecipa con gli azzurri Under-21, guidati da Devis Mangia, al Campionato Europeo tenutosi in Israele; gli azzurri arriveranno in finale perdendola poi contro la Spagna per 4-2. Caldirola mette in luce ottime doti difensive che lo rendono uno dei migliori difensori del torneo.

Il Werder Brema gli mette gli occhi addosso, fin tanto da acquistarlo per solo 3.5 milioni di euro il 26 giugno 2013. Ancora una volta le squadre italiane non hanno creduto in un giovane di buone speranze. Ancora una volta i tedeschi ci hanno mostrato come fare ottimi acquisti a poco, credendo nel futuro…

In due anni di Bundesliga, Caldirola colleziona ben 40 presenze, sempre con la maglia verde e bianco del Werder Brema, realizzando un solo goal, il 7 dicembre 2014, contro il Francoforte.

Il 15 luglio però, il difensore italiano viene ceduto in prestito al Darmstadt, club neo promosso in Bundesliga. Esordisce con il suo nuovo club il 7 agosto 2015, nella partita vinta per 5-0 contro l’Erndtebruck.

Spesso i club di casa nostra non credono nei giovani italiani, i quali sono costretti a trovar fortuna altrove per realizzare il loro sogno e, giocare ad alti livelli. A prendersi un riscatto contro tutto e tutti. Questo è Luca Caldirola.




#WeeklyReport: 10 ad Allegri “San”, 4 al City delle “Divas”

VOTO 10 con lode a Massimiliano Allegri. A chi lo accusava di usare poco il bastone, di essere poco incisivo sul morale, a chi con ostentazione chiedeva di più dal campo e ribadiva di concedere più spazio a Dybala, Max ha risposto in maniera silenziosa senza troppo clamore, applicando il suo metodo passo dopo passo. Intelligentemente non si è fatto fregare dalle tensioni e dalle pressioni che lo coinvolgevano dopo 10 giornate di campionato, e ora si ritrova al 4° posto a soli 3 punti dall’Inter capolista. Da Sassuolo, passando per Cagliari e Milan, Allegri ha sempre avuto una mentalità vincente e nella gestione degli uomini è sempre stato impeccabile, riuscendo a ribaltare le sorti dei soliti scettici che lo considerano ancora un allenatore mediocre. Dall’alto della sua esperienza, vigila e insegna ai più scettici.
ALLEGRI SAN

VOTO 9 al super eroe di Napoli: Gonzalo Higuain. C’è da chiedersi, ma senza il pipita, dove sarebbero i partenopei? Tralasciando l’aspetto tattico e numerico, è impensabile vedere la squadra azzurra senza il numero 9 argentino. Un leader su tutti i fronti, sia dentro che fuori dal campo spinge costantemente la squadra a crederci e li trascina costantemente verso la vetta. Gol, assis, parole e abbracci, ecco i super poteri di Super G! ogni tanto però, questo continuo andare oltre, logora e affievolisce i suoi poteri e non riesce a rendere al massimo. Ecco che il Napoli crolla, vedi Bologna e qualche partite di inizio campionato. In quelle occasioni dovrebbero intervenire i prodi aiutanti che al momento risultano di poca affidabilità e di scarsa concretezza.
SEMPRE ALLA RISCOSSA

VOTO 8 a Maccarone, eterno bomber che a suon di gol, spinge l’Empoli verso le zone nobili e che tra un gol e l’altro, si concede il lusso di una birretta ghiacciata con i propri amici. All’età di 36 anni, Big Mac si sta riscoprendo “nuovo Luca Toni” di questa stagione e punta decisamente ad entrare nel Élite dei top bomber del campionato. La prestazione contro il Bologna lo ha consacrato leader della squadra ma, cosa più importante, ha sottolineato come l’attaccante di Galliate stia rivivendo una seconda giovinezza che lo porta ad una massima intesa con i compagni, con il quale sta creando una bella favola calcistica toscana.
PETER PAN

VOTO 7 al comitato etico della FIFA per aver condannato (finalmente) i giochi sporchi dei moderni Stanlio e Ollio della Federazione calcistica internazionale. Chi sia Stanlio e chi sia Ollio tra Blatter e Platini poco importa, ora dobbiamo solo sperare che chi gli succederà nella guida della FIFA, rispetti il calcio e lo sport. Da anni o forse decadi, ogni tifoso di ogni singola squadra di calcio, sa che dentro l’organo che dovrebbe garantire la regolarità e la pulizia di questo sport, si annidano personaggi mangia soldi che aspirano ogni briciola di chiarezza e mirano solo ad interessi personali. Sperando che il TAS non ribalti tutto, auguriamo ai tre nuovi candidati per la presidenza FIFA, che rispettino le regole ma soprattutto il calcio!
ETICI

VOTO 6 al Barcellona che vince il mondiale per club contro il River Plate in Giappone. La sufficienza, niente di più e niente di meno. Più scontata di una confezione da 4 di calze nel periodo dei saldi, la vittoria del Barcellona non sorprende più. 3-0 con i soliti Messi e Suarez a timbrare il cartellino. Verrebbe da chiedersi, ma ha ancora un senso continuare a giocare questa finta competizione? Se qualche volta riesce a spuntarla una squadra che non sia la vincitrice della Champions, viene totalmente dimenticata oppure utilizzata come pretesto per mettere in discussione l’allenatore della squadra perdente e cacciarlo alla successiva sconfitta in campionato.
I SOLITI PIGLIA TUTTO

VOTO 5 a Felipe Melo. Non vogliamo condannarlo in maniera dura e spregiudicata. Da un calciatore tutto grinta cuore e testa(te) ci si aspettano almeno 2/3 espulsioni l’anno. Questa è la prima, forse un po in ritardo rispetto gli standard ma c’è sempre tempo per recuperare. La versione Kung Fu Melo del brasiliano, avrà fatto infuriare Thohir stanco delle continue espulsioni che, a detta sua, non sarebbero frutto dei tackle nerazzurri ma di un arbitraggio tutt’altro che corretto nei loto confronti. La presunta lite con il capitano Icardi per l’ex calciatore del Galatasaray, non crediamo sia solo dovuta alla frustrazione per la sconfitta subita contro la Lazio, ma forse solo al fatto che due galli nel pollaio, non arriveranno a sposarsi di certo.
BRUCE LEE

VOTO 4 al Manchester City, pieno di prime donne che giocano per se stessi, ma che insieme non ne azzeccano una. La sconfitta contro l’Arsenal non può essere un alibi. Difesa Horror e calciatori allo sbando. L’umiltà non si insegna, ma bisogna impararla dalle piccole squadre come il Leicester che è stabilmente al primo posto in campionato. Pellegrini non sembra neanche cileno. Sta li seduto sulla panchina e riflette: non vedo l’ora che finisca la stagione, tanto Pep è già pronto. Spendere tanto per vincere poco. Mah.
BIG MONEY, SMALL HEART

VOTO 3 al Genoa in caduta libera. Dopo la sorprendente e imbarazzante, uscita di scena dalla Coppa Italia contro l’Alessandria che, senza voler togliere nulla al passaggio del turno meritato, non è sicuramente al livello dei calciatori rossoblu, i quali non sono riusciti a battere una squadra inferiore di due categorie e con un uomo in meno. L’ossessione di Gasperini per un modulo che prevede 7 calciatori in avanti e 3 difensori più il portiere a difendere la propria porta, mette in guardia tutte le società che sono in procinto di sfidare il grifone e con due mosse tattiche, mettono in seria difficoltà la squadra del Gasp.
BALLERINI

VOTO 2 alla sosta natalizia. Viviamo di calcio, respiriamo di calcio e vogliamo il calcio anche quando abbiamo un minimo di relax per le feste natalizie. Perché non prendere esempio dalla Premier? Non si fermano mai e danno sempre tanto, tantissimo spettacolo. Il calcio è puro spettacolo e perché dovrebbe fermarsi? Sarri sotto questo punto di vista insegna tanto.
PIU’ CALCIO E MENO BABBO

VOTO 1 al Liverpool. Che è successo alla magia del Mago Klopp?? Qualche sconfitta e tutto comincia ad ondeggiare e a traballare. Servono innesti. Ma non quelli da 200 milioni, atti solo a portare più persone allo stadio, ma innesti mirati al gioco dell’allenatore, se si vuole puntare quanto meno alla Champions League. La sconfitta per 3-0 sul Watford non può considerarsi un fatto isolato, anche perché è la seconda in tre partite.
WALKING DEAD




#UnCalcioAllaStoria: Paesi baschi, non più estremismi ma miracoli sportivi

Nel 1999, tra il 21 e il 22 dicembre, un intervento della Guardia Civil ha bloccato due furgoni diretti a Madrid che contenevano all’incirca 1700 chilogrammi di tritolo. I mandanti del carico di esplosivo erano dei membri dell’ETA (Euskadi Ta Askatasuna), organizzazione politica basca da sempre favorevole a politiche separatiste.

I baschi sono un popolo molto ligio alle tradizioni del proprio territorio, non solo politicamente e culturalmente: anche nello sport questo attaccamento alla proprio terra è presente grazie allo storico Athletic Club, meglio conosciuto come Athletic Bilbao.

La linea della società è chiara: tutti i giocatori della rosa devono avere provenienza basca, o altrimenti devono aver affrontato il percorso delle giovanili all’interno del calcio regionale.

Le scelte di questa società, fondata nel 1898 e attualmente guidata da Josu Urrutia, presidente dall’estate 2011, sono tutt’altro che fallimentari. Nel 2012 giocarono una storica finale di Europa League contro l’Atletico Madrid (persa 3-0, ndr).

Un giornalista spagnolo ha spiegato molto bene, cosa significhi tifare per il Bilbao: “L’Athletic non è mai retrocesso in Segunda División. Soltanto il Real Madrid e il Barcellona possono permettersi lo stesso vanto. Nel caso dell’Athletic è ovvio che il calore della Cattedrale è stato decisivo. I vincoli emotivi che legano tifosi e stadio sono fortissimi, impensabili altrove. Ancora oggi è difficilissimo vedere un bambino con la maglietta di Messi o di Cristiano Ronaldo. Piuttosto mostrano con orgoglio i nomi di Gurpegui, Ekiza o Iraola. Nessuno di questi è un personaggio di fama mondiale. Per la verità non sono nemmeno personaggi. Però a Bilbao sono idoli. E proprio per questo ha fatto tanto male la decisione di Llorente di abbandonare l’Athletic. Ha rotto l’ingenuo incantesimo della gente”.

Le politiche del club sono state legate al proprio vivaio da sempre, ultimamente sono usciti anche grandi talenti come: Muniain, Iturraspe e Aduriz.

Lo stadio San Mames è da sempre il simbolo del tifo bianco-rosso, inaugurato nel 1913 ha visto tanti riadattamenti nel corso della storia, l’ultimo nel 2013, ma è rimasto fedelmente la casa del Bilbao.

Il club vanta nel suo palmares 23 Coppe di Spagna, 8 Campionati spagnoli e 2 Supercoppe (l’ultima vinta quest’anno battendo il Barcellona). L’Athletic è l’esempio di come la dedizione alla propria missione nello sport paghi.

Tra le vie di Bilbao non vedrete mai Messi, Ronaldo o Ibrahimovic ma vedrete passione, cosa si può chiedere di più al calcio?




#IlCalciomercaoNonDormeMai. Ecco le trattative più importanti della settimana

L’Inter è la squadra più attiva sul mercato. I buoni risultati fin qui ottenuti hanno ingolosito il presidente Thohir che sembrerebbe intenzionato a regalare a Mancini un regista e un esterno offensivo. In cima alla lista del tecnico di Jesi ci sono due giocatori della Lazio. Di fatto, nelle ultime ore, Candreva e Biglia sono stati accostati ai neroazzurri. Lotito, dal canto sua, non sembrerebbe intenzionato a cedere entrambi i propri gioelli nella sessione invernale di mercato. La Roma è vicina alla cessione di Manuel Iturbe. L’argentino ex Hellas Verona, non ha convinto nella sua esperienza nella Capitale e un suo passaggio al Watford dei Pozzo è cosa praticamente fatta. Giuseppe Rossi è vicino all’addio a Firenze. Sousa non lo vede e lui starebbe pensando di cambiare aria. Sull’attaccante italoamericano sono vivi gli interessamenti di Bologna, Empoli e Sampdoria che lo prenderebbero in prestito. Simone Zaza potrebbe lasciare la Juventus in questa sessione di mercato. West Ham e Cristal Palace sono in pressing sull’attaccante bianconero ma la società torinese non sembrerebbe intenzionata a cedere il suo gioiello per meno di 25/30 milioni di Euro. Il Bologna vorrebbe rafforzare la difesa inserendo nel roster agli ordini di mister Donadoni un estremo difensore per fare il vice di Mirante. In questa direzione è da intendere il periodo di prova a Casteldebole di Maxime Crepeau. Il portiere, attualmente svincolato, potrebbe essere il primo rinforzo per il tecnico ex Parma. In casa Sampdoria, Eder potrebbe lasciare Genova. Nelle scorse ore il Norwich City avrebbe fatto un sondaggio per l’italobrasiliano ma il giocatore non sembrerebbe convinto del progetto della squadra inglese. Valon Behrami potrebbe ritornare in Italia e più precisamente a Udine. Colantuono avrebbe individuato nello svizzero il tassello mancante alla squadra banconera friulana.

Per quanto riguarda il calciomercato estero, in Bundesliga, Ancelotti ha firmato un contratto di tre anni con il Bayern Monaco. Dalla prossima stagione sostituirà Guardiola sulla panchina bavarese. In Liga, Fazio del Tottenham potrebbe ritornare a casa. Di fatto, è notizia delle ultime ore, che il difensore potrebbe ritonare a vestire la maglia del Siviglia. Il Ligue1, il PSG sembrerebbe intenzionato a fare un’offerta per James Rodriguez del Real Madrid. La società parigina vorrebbe approfittare dei rapporti non idilliaci tra il colombiano e Rafa Benitez per portare l’ex Monaco sotto l’ombra della Torre Eiffel. In Russia, il futuro di Doumbia è sempre più lontano dalla Premier Liga. L’attaccante ivoriano, in prestito al CSKA dalla Roma, non vorrebbe tornare a vestire il giallorosso ma la società russa, al momento, non può permettersi di pagare il cartellino 15 milioni di Euro. La Roma non farà sconti perchè, in Russia, l’attaccante sta dimostrando di segnare a raffica sia in campionato che in Champions League. Quindi l’ipotesi al momento più plausibile è un passaggio in Cina alla formazione del Jiangsu Sainty di Dan Petrescu che, nelle ultime ore, avrebbe fatto un sondaggio per la punta ivoriana.

 




#FocusPrimavera – I risultati della tredicesima giornata

GIRONE A:
Nel girone A la Fiorentina continua la sua marcia: i viola hanno infatti inflitto un sonoro 4 a 0 alla Pro Vercelli con i gol di Mlakar e Chiesa nel primo tempo e nel secondo con un altro gol di Mlakar e la rete di Minelli. Colpo dello Spezia che fuori casa batte il Carpi per 1 a 2. Partono bene i romagnoli che a metà del primo tempo si portano in vantaggio con Faiola. Il secondo tempo è come il primo: i bianconeri si fanno aggressivi e al 53′ colpiscono con Filipovic. Troppo timida la reazione dei padroni di casa che però riescono a segnare il gol della bandiera con Sallustio. Bellissima partita tra Sassuolo e Torino, anche se i padroni di casa avevano un giocatore molto speciale in campo: Domenico Berardi, squalificato con la prima squadra, ha infatti giocato per la squadra primavera, mettendo a segno anche un gol e dimostrando di essere di un altra categoria. Il risultato è finito per 3 a 2 per i neroverdi che nel primo tempo si erano portati sul doppio vantaggio con Ravanelli e Zecca, salvo poi farsi accorciare le distanze da un gran gol di Tobaldo. A sistemare i conti ci pensa però berardi che prima della fine del primo tempo rimette 2 gol di distanza tra le due squadre. Il Torino continua ad attaccare nella seconda frazione ma il gol arriva troppo tardi, con Edera che non riesce a pareggiare i conti: finisce 3 a 2. Partita sicuramente meno emozionante tra Sampdoria e Modena: primo tempo molto bloccato, mentre nel secondo la partita si apre e chiude in 10 minuti: al 52′ Pollastri porta in vantaggio gli ospiti ma 7 minuti più tardi il solito ed infallibile Ponce salva i suoi anche in questa stagione. Implacabile.. Vince anche il Novara che si allontana dalle ultime posizioni: protagonista della giornata è Bollini, con una tripletta. La partita con il Trapani finisce 0-4, con in gol anche Torregrossa. La Juventus invece nel posticipo si porta in testa alla classifica grazie ad un strepitosa partenza nella partita con il Genoa che ha portato i bianconeri ad aprire e chiudere la partita già nel primo tempo con i gol di Macek e Favilli. la gara, dopo una ripresa sotto il controllo dei padroni di casa, finisce infatti per 2 a 0.

RISULTATI:
TRAPANI-NOVARA 0-4
FIORENTINA-PRO VERCELLI 4-0
SAMPDORIA-MODENA 1-1
SASSUOLO-TORINO 3-2
CARPI-SPEZIA 1-2
JUVENTUS-GENOA 2-0
VIRTUS ENTELLA-LIVORNO 3-2

CLASSIFICA:
JUVENTUS 31
FIORENTINA 30
VIRTUS ENTELLA 30
SASSUOLO 26
TORINO 23
SAMPDORIA 20
SPEZIA 19
GENOA 16
MODENA 16
NOVARA 13
CARPI 11
PRO VERCELLI 9
TRAPANI 7
LIVORNO 2

CLASSIFICA MARCATORI:
13 RETI: Ponce (Sampdoria)
11 RETI: Mlakar (Fiorentina)
9 RETI: Favilli, Pozzebon (Juventus)

PROSSIMO TURNO:
VIRTUS ENTELLA-SAMPDORIA
GENOA-PRO VERCELLI
LIVORNO-CARPI
MODENA-JUVENTUS
SASSUOLO-TRAPANI
SPEZIA-NOVARA
TORINO-FIORENTINA

GIRONE B:
Clamoroso risultato nel girone B: il Milan infatti, pur venendo da un periodo di forma pessimo, con ricorrenti voci di mercato sull’allenatore Brocchi e con molti giovani che vengono “prestati” alla prima squadra è riuscita nell’impresa di battere la capolista Cagliari, la quale perde non solo la partita, ma anche il primato. I rossoneri partono subito forte e riescono ad inizio e fine primo tempo a passare in vantaggio di due gol grazie alla doppietta di Cutrone. IL Milan, come molte volte quest’anno, cala nella ripresa e ne approgittano i feriti sardi, che prima con Serra su rigore e poi con Murgia ristabiliscono la parità. I rossoneri vedono scivolare via l’impresa ma in pieno recupero, dopo un finale di partita molto sofferto, riescono ad agguantare la vittoria ed il finale 3 a 2 con il gol di Bianchimano. Ringrazia l’altra squadra di Milano, l’ Inter che supera i sardi grazie alla vittoria contro il Perugia fuori casa. Padroni di casa, ultimi in classifica, che partono con il piglio giusto, come coloro che non hanno nulla da perdere, e passano in vantaggio nei primi minuti con Jacovles. I neroazzurri però non si lasciano intimorire e, nonostante la roccaforte perugina resiste per tutto il primo tempo, riescono non solo a pareggiare, ma anche a dilagare con i gol di Rapaic, Gyamfi, Bakayoko e Correia. Inutile negli ultimi minuti il 2 a 4 di Varfaj. Ringrazia anche il Chievo, che si porta in vetta alla classifica superando in scioltezza la Salernitana per 0 a 2. I gol sono stati realizzati da Leris e Kiyine. Vince per lo stesso risultato anche l’ Atalanta, che con Lunetta e Ghidini si impone in casa del cesena. Torna a vincere l ‘Udinese, imponendosi per 2 a 0 sul brescia grazie alle reti di Magnino e Melissano. Grande vittoria del Vicenza, che nello scontro diretto super il Como per 2 a 1. Passati in vantaggio con cecconello i padroni di casa si vedono rimontare dal gol di Mandelli ma riescono nel finale a fissare il risultato sul 2 a 1 grazie alla rete di Massaro. Finisce invece sullo 0 a 0 la partita tra Bologna e Verona.

RISULTATI:
PERUGIA-INTER 2-4
SALERNITANA-CHIEVO 0-2
MILAN-CAGLIARI 3-2
VICENZA-COMO 2-1
UDINESE-BRESCIA 2-0
VERONA-BOLOGNA 0-0
CESENA-ATALANTA 0-2

CLASSIFICA:
CHIEVO 31
INTER 30
CAGLIARI 29
ATALANTA 27
MILAN 21
VERONA 20
UDINESE 18
CESENA 15
BOLOGNA 14
COMO 13
BRESCIA 13
VICENZA 11
SALERNITANA 11
PERUGIA 7

CLASSIFICA MARCATORI:
10 RETI: Serra (Cagliari)
9 RETI: Cortesi (Como)
8 RETI: Raffini (Cesena)

PROSSIMO TURNO:
BRESCIA-ATALANTA
CAGLIARI-SALERNITANA
COMO-BOLOGNA
INTER-CHIEVO
UDINESE-MILAN
VERONA-PERUGIA
VICENZA-CESENA

GIRONE C:
Era la partita più attesa della giornata, probabilmente il derby laziale più importante di questa fase a gironi e di certo non ha deluso le aspettative: Roma-Frosinone finisce per 2 a 0, con i romani che si riprendono la vetta sfuggita con le due sconfitte prima dell’altro derby con la Lazio, che ha evidentemente dato energie e fiducia agli uomini di De Rossi. I giallorossi sono stati un martello continuo per la difesa dei ciociari e si sono imposti grazie alle reti di De Santis e Vasco. Si riprende in questo fine anno anche l’altra squadra di Roma, la Lazio che fuori casa rifila ben 5 gol alla Virtus Lanciano con i gol di Murgia,Manoni,Rossi(doppietta) e Cinti. Inutile il gol di Carpentieri per i padroni di casa. Cade inaspettatamente l’ Empoli, che avrebbe avuto l’occasione di andare in testa alla classifica. I toscani sono infatti stati fermata da una grandissima Ternana: succede tutto nel secondo tempo con la doppietta di Tedesco che porta in vantaggio i rossoverdi a inizio secondo tempo. L’Empoli prova a reagire ma trova il gol solo all’82’ con Manicone. I toscani cercano il forcing finale concedendo quindi molti spazi e alla fine infatti su contropiede la Ternana fissa il risultato sul 3 a 1 con il gol all’ultimo secondo di D’Orsi. Torna a sorridere anche il Napoli contro il Latina: anche qui primo tempo a reti bianche ma nella ripresa i laziali passano in vantaggio con Shahinas su rigore. Gli azzurri però non si arrendono e nel giro di 10 minuti trovano addirittura 4 gol con le doppiette di Liguori e Negro. Ancora vincente il Crotone, che si avvicina ai primi posti in classifica: i calabresi si sono fatti trascinare da Falli (poker per lui) e da Cimino. Avellino battuto per 0 a 5. poche reti e poche emozioni negli incontri Bari-Pescara e Ascoli-Palermo, finiti entrambi per 0-1. nel primo incontro gli abruzzesi trovano il gol negli ultimi minuti con Mele, mentre i siciliani riescono ad agguantare i tre punti con il rigore di Cassini

RISULTATI:
LANCIANO-LAZIO 1-5
AVELLINO-CROTONE 0-5
ASCOLI-PALERMO 0-1
BARI-PESCARA 0-1
NAPOLI-LATINA 4-1
ROMA-FROSINONE 2-0
TERNANA-EMPOLI 3-1

CLASSIFICA:
ROMA 29
FROSINONE 28
EMPOLI 27
CROTONE 23
PALERMO 22
LAZIO 20
PESCARA 20
LANCIANO 20
NAPOLI 14
TERNANA 14
LATINA 13
ASCOLI 13
BARI 11
AVELLINO 4

CLASSIFICA MARCATORI:
12 RETI: Tchanturia (Empoli), Volpe (Frosinone)
9 RETI: Tripicchio (Crotone)
8 RETI: Negro (Napoli)

PROSSIMO TURNO:
AVELLINO-ASCOLI
EMPOLI-ROMA
LANCIANO-FROSINONE
LATINA-CROTONE
LAZIO-PESCARA
NAPOLI-PALERMO
TERNANA-BARI