#UnCalcioAllaStoria – Il calcio tra le note

Oggi è un giorno triste: David Bowie, artista britannico di fama internazionale, è venuto a mancare a causa di un cancro diagnostica circa 18 mesi fa. Tra i suoi pezzi immortali troviamo: Rebel Rebel, Heroes, Space Oddity, Life on Mars e molti altri.

Sempre l’11 gennaio, ma del 1999, veniva a mancare Fabrizio De Andrè, l’immortale cantautore genevose ha scritto pagine fondamentali della musica italiana, Fernanda Pivano lo definì “il più grande poeta che abbiamo mai avuto”.

La storia della musica e quella calcistica spesso si sono incontrate in grandi canzoni, alcune sono diventate veri e propri embemi dei club.

Se entrate ad Anfield dallo Shankly Gate, non potrete non notare la scritta “You’ll never walk alone”, la canzone è diventata simbolo del Liverpool dopo essere stata portata nel Regno Unito dai “Gerry and the Pacemakers”.

La canzone è stata poi presa da varie squadre in tutta europa come simbolo, tuttavia un vero tifoso dello sport del calcio, sogna di cantare questo pezzo prima di una partita dei Reds.

Altri pezzi hanno affiancato le squadre e anche manifestazioni sportive, nel 1990 per introdurre in mondiali di calcio nel nostro paese la BBC ha utilizzato “Nessun Dorma” cantata da Luciano Pavarotti.

Un’altra curiosità uscì fuori da un’intervista di Trapattoni per il Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, l’allenatore illustrò quali sono le caratteristiche per diventare un grande calciatore e non mancò di dire: “sentite Mozart e diventerete grandi calciatori”.

La musica italiana, recente e non, ha scritto pagine di discografia memorabile sul calcio, nel 1982 Francesco De Gregori inserisce in Titanic la canzone: “La leva calcistica del ’68”, nel brano si esalta la personalità di un giocatore “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”.

Negli ultimi anni Ligabue ha raccontato il pallone nelle sue canzoni: “Una vita da Mediano”, nella canzone si vogliono celebrare non le star del business ma gli operai, i gregari che costruiscono il gioco.

L’unione tra il calcio e la musica non è mai banale, non risulta scontata, sono due facce di una storia che ha ancora molto da raccontare.




#TheRoyalBaby – Martin Odegaard

Trattando in questa rubrica i migliori talenti Under 21 del mondo, non poteva non arrivare il momento di parlare di questo ragazzo, 17enne norvegese, acquistato il 22 gennaio del 2015 dal Real Madrid. Martin Odegaard è un trequartista mancino, nato a Drammen 17 dicembre 1998, a 40 km da Oslo. E’ soprannominato il Messi di ghiaccio per la capacità pazzesca di driblare e per il suo possesso palla, con il pallone che sembra incollato al suo piede. E’ figlio d’arte, dato che suo padre, Hans Erik Ødegaard, ha giocato per 14 anni nel massimo campionato norvegese.

Un aneddoto curioso riguarda la passione di Martin per il videogioco Football Manager, che all’età di 15 anni ha chiesto al padre di concedere il permesso alla Sports Interactiv per essere inserito nel gioco. L’11 novembre 2014, allora, Miles Jacobson della Sports Interactive ha postato un tweet in cui confermava d’aver ricevuto il permesso di inserire Ødegaard, che sarebbe stato così incluso nel database del popolare videogioco nella versione del 2015.

Martin viene aggregato alla formazione giovanile dello Strømsgodset all’età di 13 anni. Debutta nel campionato norvegese il 13 aprile 2014 all’età di 15 anni, divenendo così il calciatore norveges più giovane ad aver esordito nella storia dell’Eliteserien. Odegaard sorprende fin da subito vari scout dell’europa e al ragazzo vengono concessi provini con il Bayern Monaco e con il Manchester United, ma non vanno a buon fine. Il successivo 16 maggio entra il campo al 70º della partita casalinga contro il Sarpsborg 08 e segna al 91º la rete del definitivo 4-1, segnando un ulteriore record: diventa infatti il più giovane marcatore della storia del campionato norvegese.

Nello scorso mercato invernale viene acquistato dal Real Madrid che batte la concorrenza di molte altre big europee. Il ragazzo viene aggregato agli allenamenti della prima squadra, ma gioca nelle file del Castilla, la seconda squadra madridista che gioca nella terza seria spagnola, allenata fino a pochi giorni fa da Zinedine Zidane. Il 28 aprile 2015 viene convocato per la prima volta in prima squadra in vista della partita di campionato contro l’Almería e il giorno seguente debutta con i merengues entrando al posto di Cristiano Ronaldo. A 16 anni e 156 giorni diventa il più giovane calciatore ad aver vestito la camiseta blanca, battendo il precedente record detenuto da Sebastián Losada, esordiente a 17 anni e 6 giorni.

Con la nazionale maggiore della Norvegia, Martin ha debuttato il 25 agosto del 2014 giocando contro gli Emirati Arabi per tutti i 90′. Questo lo ha reso il più giovane esordiente di sempre per questa selezione.

Un giocatore molto elegante, può ricoprire tutti i ruoli del centrocampo, ma quello più adatto a lui sembra essere il ruolo di trequartista destro. Ha una grande visione di gioco e due piedi educatissimi. Il gol non è ancora un suo punto di forza (ne ha firmati solo 6 in carriera),ma a 17 anni e con un talento cristallino del genere, non è sicuramente un problema.




#IlCalciomercatoNonDormeMai. Ecco le trattative più importanti della settimana

In Serie A, l’Inter sta per cedere Dodo alla Sampdoria e propone uno scambio intrigante all’Udinese; Gnoukouri più conguaglio economico a favore della società friulana per Widmer. In casa Roma, Ashley Cole è vicino ad un trasferimento in MLS ai Los Angeles Galaxy mentre è in arrivo Debuchy in prestito dall’Arsenal. Il Chievo ha fatto un sondaggio per Ronaldo dell’Empoli e il Palermo ha ufficializzato Cristante in arrivo dal Benfica. Atalanta e Carpi pensano ad uno scambio D’Alessandro/Matos, mentre la Fiorentina tiene d’occhio Inglese del Chievo Verona e contatta il PSG per avere informazioni su Sirigu. Il Napoli cerca un centrocampista e il nome delle ultime ore è quello di Kramer del Beyer Leverkusen. Per il centrocampista tedesco, De Laurentiis sarebbe pronto ad offrire ben 15 milioni di Euro. Montella vorrebbe portare in blucerchiato un suo pupillo dai tempi della Viola. Di fatto David Pizarro, attualmente in forza ai Santiago Wanders, potrebbe approdare a Genova svincolandosi dalla squadra cilena. In casa Milan il nome nuovo è quello di Adam Maher dello Schalke 04 mentre il Torino è vicino a chiudere per il prestito di Immobile dal Siviglia. Nel caso in cui la trattativa tra la compagine granata e quella andalusa non andasse in porto Cairo avrebbe individuato l’alternativa in Kramaric.

In Serie B, il Latina prende in prestito Ujkani dal Genoa e il Pescara ufficializza l’arrivo di Verde in prestito dalla Roma. Il Bari pensa ad un ritorno di Minala via Latina e il Trapani è vicinissimo a Deiola del Cagliari. Allo Spezia ritorna De Col dal prestito al Cesena e l’Avellino ufficializza l’arrivo di Paghera dalla Virtus Lanciano. La capolista Cagliari, invece, ha messo gli occhi sul talentino italo-tedesco in forza al Bayern Monaco Gaudino.

Per quanto riguarda il calcio estero, in Premier League il Bournemouth preleva Afobe dal Wolverhampton per la cifra record id 10 milioni di sterline e contende allo Swansea Muriel della Sampdoria. Januzaj ritorna allo United dopo i 6 mesi di prestito al Borussia Dortmund mentre l’Arsenal prova ad anticipare la concorrenza e assicurarsi le prestazioni sportive di Ighalo (attaccante ex Udinese attualmente in forza al Watford) già da questa sessione di mercato. In Ligue1, il Lille ufficializza l’arrivo di Rony Lopes (prestito via Manchester City) e di Amalfitano dal Marsiglia mentre il Monaco è pronto a chiudere per Wagner Love del Corinthians. In Liga, il Siviglia è sulle tracce del difensore centrale dell’Atletico Mineiro, Jemerson. In casa Real il sogno prende il nome di Eden Hazard ma sul fantasista belga è forte la concorrenza del Manchester United.




#ItaliansDoItBetter: Domenico Criscito

Dal clima caldo e mite di Genova e dal mare ligure, al freddo torrido ed innevato di San Pietroburgo… Domenico Criscito, per gli amici lo Zar italiano di San Pietroburgo.

Criscito, classe ’86, cresce calcisticamente nelle giovanili del Genoa, con il quale esordisce in prima squadra, in Serie B, il 7 giugno 2003, a soli sedici anni.
Il giovane difensore muove i suoi primi passi nel calcio che conta in comproprietà tra Genoa e Juventus e, nella stagione 2006/2007 gioca da titolare nella squadra ligure in serie cadetta, fornendo ottime prestazioni condite da 4 reti molto determinanti.

Nel gennaio del 2007 viene riscattato a titolo definitivo dalla Juventus, con cui esordisce in campionato solamente nel successivo 25 agosto nella prima giornata di Serie A, nella partita vinta dai bianco neri per 5-1 contro il Livorno.
Per aver maggior crescita calcistica e continuità, nel gennaio del 2008, viene girato in prestito al Genoa, con cui il 1 febbraio del 2009 realizza il suo primo goal nella massima serie, nella gara vinta dai grifoni contro il Palermo per 1-0.

Il 20 agosto 2009 esordisce con il Genoa in Europa League, nella partita contro Odense, valida per l’andata dei play-off della competizione.
Criscito diviene uno dei giocatori più amati dal pubblico genoano, rivelando a tutti di voler diventare il capitano dei rosso blu.
Nel campionato 2010/2011 il terzino sinistro si aggiudica il recordman dei contrasti vinti in Serie A, in quanto primo in assoluto con ben 97 contrasti vinti.

Nel giugno 2010 ha l’onore di giocare il Mondiale di Calcio, tenutosi in Sud Africa, con la Nazionale Italiana, poi malamente eliminata ai gironi.

Nel giugno del 2011 arriva la svolta epocale alla carriera del napoletano, l’approdo allo Zenit di San Pietroburgo, all’epoca allenato da Luciano Spalletti.
L’ex Genoa esordisce nel campionato Russo il 6 agosto nella partita vinta dai suoi per 2-0 contro il CSKA Moska e, esordisce in Champions League il 13 settembre contro l’APOEL Nicosia.
Il difensore realizza la sua prima rete con i russi il 6 marzo 2012 nella gara vinta dallo Zenit contro la Dinamo Moska. A fine stagione vince il suo primo campionato in carriera, proprio con la maglia del team russo.

Il 2 agosto 2014 realizza la sua prima doppietta personale e, il 15 marzo 2015 scende in campo per la prima volta con la fascia da capitano sul braccio. Un onore per lui e per tutta l’Italia.
Nel giugno 2015 Criscito vince il suo secondo campionato russo e la sua prima Supercoppa di Russia.

Napoleone Bonaparte non è riuscito a conquistare la Russia ma Mimmo Criscito si. Ed è stato anche incoronato come vincitore.




#RoadToEuro2016 – Albania, le aquile rossonere dei Balcani

Piccola, con un grande cuore ed un bel progetto. Questo è l’identikit della Nazionale di Calcio dell’Albania, cenerentola della fase finale di Euro 2016. Chi lo avrebbe mai detto? L’Albania che si qualifica alla fase finale dell’Europeo, mai nella sua storia è riuscita a qualificarsi per una competizione europea, tanto meno internazionale, ma questa volta ci è riuscita con grande classe, eliminando compagini ben più attrezzate come Danimarca e gli odiati nemici della Serbia. Senza dubbio l’inserimento di Gianni De Biasi come selezionatore della rosa, ha contribuito all’enorme salto di qualità e alla meritata qualificazione ai campionati europei.

L’Albania occupa il 38° posto nel Ranking FIFA, ma nell’Agosto del 2015 ha raggiunto il suo miglior posizionamento della storia, arrivando a piazzarsi come 22° nella classifica mondiale. Per una Nazione conta poco più di 3 milioni di abitanti, posizionarsi tra le migliori 30 del mondo è un risultato assolutamente incredibile. Il cammino di una delle cenerentole di questi campionati europei, è stato tortuoso ma emozionante, regalando ai tifosi e a tutta la Repubblica Albanese, dei risultati eccezionali. Tutto inizia il 7 Settembre 2014 ad Aveiro in Portogallo. La Nazionale capitanata da Cristiano Ronaldo, ospita la piccola Albania e non ha intenzione di partire col piede sbagliato. Forse l’aver preso sotto gamba le aquile, ha giocato un brutto scherzo a CR7 e i suoi compagni che escono dallo Stadio Municipal con una sconfitta per 0-1. Autore dell’unico gol è l’albanese Balaj che regala la prima storica vittoria della sua nazionale contro il Portogallo. De Biasi e la sua squadra non vogliono fermarsi qui e riescono a pareggiare in casa contro la Danimarca che, non sarà il Portogallo, ma è sicuramente ben più attrezzata dei rossoneri. Il 14 Ottobre c’è una partita che vale più di tre punti e che riporta a dei passati storici tutt’altro che rosei. Serbia e Albania non si amano, anzi si odiano. Il passato turbolento per la questione del Kosovo ritorna anche nel campo di gioco di Belgrado. Un drone con la bandiera dell’Albania con su scritto “Kosovo Autoctono” plana sul terreno di gioco. L’arbitro interrompe la partita e l’attaccante serbo Mitrovic scaglia la bandiera su un lato del campo. Il gesto scatena una rissa in mezzo al campo che coinvolge successivamente anche alcuni tifosi che armati di seggiolini e oggetti di vario tipo, si scagliano sui calciatori che prendono la via degli spogliatoi. La Uefa assegna momentaneamente la vittoria per 3-0 a favore della Serbia, ma la sentenza verrà poi ribaltata dal Tas che ribalta la decisione della Uefa assegnando la vittoria alla nazionale di De Biasi.

Euro 2016, caos a Belgrado: sospesa Serbia - Albania

Lo scontro tra tifosi e calciatori di Serbia e Albania.

Intanto il cammino prosegue e l’Albania non si ferma più. Vittoria anche contro l’Armenia e pareggio 0-0 in casa della Danimarca. Il ritorno contro il Portogallo però, porta la prima sconfitta alle qualificazioni. Successivamente subiranno anche la seconda per mano della Serbia, con svolgimento regolare della gara. Giunge dunque l’ultima partita delle qualificazioni che vede l’Albania giocarsi la qualificazione in Armenia. Le aquile devono vincere per poter accedere alla fase finale, anche perché la Danimarca ha un punto in più in classifica. La partita termina 0-3 per gli Albanesi. Secondo posto e qualificazione alla fase finale ottenuta senza passare dai Play Off. Tutta l’Albania è in festa per la prima storica qualificazione. Gli artefici di questo trionfo sono sicuramente Gianni De Biasi e tutto il suo staff, che con il lavoro e l’organizzazione, hanno portato il calcio Albanese ai suoi massimi storici. Proprio per questo e per aver influito “qualitativamente nel cambiamento dell’immagine internazionale degli albanesi”, gli è stata riconosciuta la Laurea Honoris Causa dall’Università di Tirana.

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Il commissario tecnico dell’Albania, Gianni De Biasi.

Il traguardo raggiunto però, è soprattutto merito dei calciatori Albanesi, cuore pulsante di questa splendida favola. Il gruppo è la vera forza di questa piccola realtà europea e la scelta di andare alla ricerca dei calciatori albanesi anche nelle zone più remote del mondo, si è rivelata azzeccata da parte dello staff guidato dal tecnico italiano. La scelta minuziosa degli uomini piuttosto che scegliere i calciatori più giovani e di maggior talento, hanno costruito una solida base che oramai punta sempre più in alto ma con la consapevolezza dei propri mezzi, rispettando tutti e senza temere nessuno. Lorik Cana è il capitano che trascina tutta la squadra verso i successi che vengono costruiti partita dopo partita. Con un passato alla Lazio fatto di alti e bassi, Cana è soprannominato il guerriero per la sua indole aggressiva in mezzo al campo. Il calciatore che ora milita nel Nantes, è senza dubbio l’uomo più rappresentativo della Nazionale, ma non è solo. Hysaj, Berisha, Memushaj, Basha, Xhaka, Ajeti,Mavraj, Sadiku, Balaj e Manaj, sono i calciatori di maggior talento della compagine rossonera. Tutti o quasi giocano nei campionati migliori d’Europa, confrontandosi ogni settimana con calciatori di talento, il che gli permette una rapida crescita nel panorama calcistico europeo. L’esordio assoluto dell’Albania ai campionati europei avverrà l’ 11 Giugno 2016 allo Stade Bollaert-Delelis, situato nella città di Lens. L’avversaria sarà la Svizzera. Una sfida particolare per alcuni calciatori svizzeri ma di origine Kosovara/Albanese. Noi tutti ci auguriamo che il cammino di questa piccola nazionale dal grande cuore, possa proseguire nel migliore dei modi.




#Goal&Cash – Gli azionisti del Milan chiedono il ritiro della 10

Direttamente dai piccoli azionisti della società rossonera arriva una contestazione ai danni del Presidente Berlusconi. Il motivo è quello di non ritenere “degni” Boateng o Honda di indossare la maglia dello storico capitano Gianni Rivera. A riportare la notizia è il quotidiano “La Repubblica”.

Tutto questo non si fermerà ad una semplice protesta, il 27 gennaio, l’associazione degli azionisti, costituita da giugno, proporrà ufficialmente una mozione per il ritiro della maglia.

La 10 rossonera è stata indossata da: Liedholm, Gullit, Savicevic, Boban, Rui Costa e Seedorf, nel 2016 ci sarà l’anniversario della prima volta di Rivera capitano, il momento è buono per il ritiro. Nella serata del 27 ci saranno scintille tra la dirigenze e gli azionisti, l’esito non sarà scontato.




#UnCalcioAllaStoria: un calcio alla diversità

Il 4 gennaio 1809 nasceva Louis Braille, l’uomo che nel 1821, ispirato da un militare, inventò il linguaggio che porta il suo nome per permettere alle persone affette da cecità o ipovedenza di leggere e scrivere: lui stesso soffriva di un piccolo problema alla vista a causa di un infortunio subito all’occhio sinistro nell’officina del padre.

Nell’ultimo secolo le forme di assistenza e integrazione di persone affette da vari problemi alla vista si sono sviluppate fino a portare ad un’integrazione totale, a differenza di quanto accadeva nella scuola frequentata da Braille, dove i metodi e il trattamento erano tutt’altro che solidali.

Dagli anni ’70 in poi sono nate, a livello mondiale, molte associazioni sportive dedicate a chi ha questi disturbi. Sono state messe a punto nuove attività, ad esempio in Italia la federazione FISPIC si occupa di gestire le manifestazioni sportive legate a sport per non vedenti e ipovedenti. Nel 1981 a Parigi è stata fondata inoltre la Federazione Internazionale per gli sport dei non vedenti. Uno sport molto praticato è sicuramente il calcio a 5-un-lato.

È diviso in due categorie: la B1, praticata dai ciechi assoluti e la B2/3, praticata da ipovedenti.

Nel primo caso si gioca in un campo con sponde laterali, posizionate sui due lati a destra e sinistra. Le sponde sono costruite in materiali diversi: legno, fibra e policarbonato, la palla può uscire solo dal fondo campo.

Il pallone ha segnalatori acustici nella categoria B1 e dietro la porta, durante l’azione d’attacco, un allenatore guida i giocatori verso il gol.

Nella B2 i giocatori non hanno bisogno di un supplemento tecnico dietro la porta e il pallone di gioco è il classico a rimbalzo controllato.

Il portiere in entrambe le varianti deve essere vedente, in modo tale da guidare, specialmente per la prima categoria, l’azione di difesa.

In Italia, questo sport, si pratica da oltre trent’anni in parecchie regioni quali: Campania, Puglia, Piemonte, Lazio e altre, attualmente i campioni in carica della categoria B1 sono la squadra della città di Lecce, che la scorsa stagione ha superato in classifica di un solo punto l’ ASD disabili Roma.

I campionati ripartiranno tra qualche settimana, i traguardi raggiunti nelle discipline paralimpiche fanno ben sperare che, quest’anno sia buono per tutti gli atleti con disabilità, diamo un Calcio Alla Diversità.




#TheRoyalBaby – Victor Osimhen

Nell’autunno del 2015 si è disputata in Cile la Coppa del Mondo Under17 e, come in molti sapranno, è stata vinta dalla Nigeria per la quinta volta nella sua storia. La competizione, da sempre rampa di lancio per molti talenti, ha messo in vetrina futuri campioni del nostro calcio. Uno di questi è stato senz’altro Victor Osimhen, attaccante nigeriano classe 1998. Il giovane 17enne è riuscito a battere il record di gol del torneo, segnandone ben 10 in 7 partite. Il record precedente, di 9 gol, era detenuto da Sinama Pongolle (Francia, 2001) e Souleymane Coulibaly (Costa d’Avorio, 2011). Il nigeriano ha distribuito le sue reti in tutte le partite del torneo, non restando mai a secco.

Il grande idolo di Victor è non a caso Didier Drogba, al quale ha sempre ammesso di ispirarsi: per generosità, doti fisiche e determinazione può essere paragonato al pallone d’oro africano. La cosa che ha sopreso di più di Osimhen è stato per lo più un innato senso per il gol, per dire un pò ‘alla Inzaghi’. E’ consapevole di dove arriverà il pallone in area di rigore e quale sarà il momento esatto per colpirlo. Un grande senso di posizone per un 17ennne.

Victor è già alto 185 cm e crescerà ancora sicuramente. Il fisico è da costruire, ma ci sono tutti i presupposti per diventare un gigante d’area di rigore. Nonostante la sua altezza è in grado di accellerare e cambiare passo in un attimo, grazie ai movimenti molto elastici. Il suo piede preferito è il destro, ma usa bene anche il sinistro: non a caso 3 gol dei 10 segnati al mondiale sono stati fatti di mancino.

Un potenziale incredibile, per un giocatore che però non è da considerarsi una sorpresa: già alla vigilia del torneo era considerato tra le possibili stelle della manifestazione, avendo messo a segno 39 goal in 71 partite con la sua Nazionale.

Scarpa d’Oro e Pallone d’Argento del torneo (il titolo di MVP è andato al connazionale Nwakali), Victor ha catturato l’attenzione degli scout di mezza Europa: Paris Saint-Germain, Liverpool, Chelsea, Juventus, Bayern e Inter hanno messo gli occhi sul ragazzo. La concorrenza è alta, ma le possibilità di vederlo giocare in Italia sono comunque molte: infatti l’Inter si è mossa in largo anticipo rispetto alle rivali e la Ultimate Strikers Academy, la squadra che ne detiene il cartellino, darà precedenza alla società nerazzurra quando saranno avviate le trattative. Il ds Ausilio ha ha già allacciato i primi contatti con l’entourage del giocatore.  L’unica sicurezza è che Victor arriverà presto in Europa.




#ItaliansDoItBetter: Fabio Borini

Un italiano di adozione inglese. Dalle giovanili del Bologna a quelle del Chelsea. Questo è Fabio Borini, l’italiano più inglese che ci sia.

Borini muove i suoi primi passi nelle giovanili del Bologna nel 2001, per poi passare a quelle del Chelsea nel 2007.
Con i “Blues” esordisce in prima squadra, grazie alla convocazione di Carlo Ancelotti, in Premier League il 20 settembre 2009, nella sfida vinta dal Chelsea per 3-0 contro il Tottenham.

L’attaccante italiano, il 17 marzo 2011 viene ceduto in prestito allo Swansea, club gallese che militava nella Championship, con i quale si rende protagonista di una storica promozione in Premier League, contribuendo con 6 reti in 9 presenze. Quasi un goal a partita.

Il talento classe ’91, però, decide di non rinnovare il contratto che lo legava al Chelsea, divenendo così svincolato. Nel luglio 2011 si lega con un contratto quadriennale al Parma, con cui purtroppo non gioca neanche una partita ufficiale. Ma, nel successivo agosto, Fabio Borini passa, con grande stupore di tutti, alla Roma. Qui gioca molto e bene, risolvendo molte partite per i giallo rossi con una sua rete. L’attaccante realizza, in un anno, 9 reti in 24 presenze ma, il 13 luglio 2012 viene ceduto al Liverpool, richiesto espressamente richiesto dal suo mentore Brendan Rodgers. Con i “reds” non riesce  a segnare molto, a causa anche di una crisi tecnica-tattica del Liverpool: solo 2 reti in 20 apparizioni tra campionato, coppa nazionale ed Europa League.

Nell’estate del 2013 viene però ceduto in prestito al Sunderland, con la speranza di una sua maturazione calcistica definitiva: qui riesce a giocare moltissimo, 32 presenze, e a realizzare 7 reti stagionali, per poi far ritorno dal prestito al Liverpool.
La seconda esperienza in maglia rossa non è però molto fortunata, infatti, gioca solamente 12 partite, segnando una sola rete. Nelle gerarchie aveva davanti il tridente Suarez– Sturridge– Sterling.

Nell’agosto 2015 però, fa ritorno nuovamente al Sunderland, questa volta a titolo definitivo. Nella stagione di Premier League appena iniziata, in 10 apparizioni ha realizzato già 2 reti, giocando sempre bene e, contribuendo molto spesso alla vittoria dei suoi.

Fabio Borini, italiano di nascita, inglese d’adozione…




#Goal&Cash – Amazon e calcio: un binomio possibile

Il servizio Prime della compagnia di Jeff Bezos, dopo aver chiuso l’anno con 3 milioni di abbonati in più registrati solo in queste ultime settimane di dicembre, potrebbe voler acquistare dei diritti per delle dirette di alcuni eventi calcistici da trasmettere sul portale tv di Amazon: Fire tv

L’abbonamento attualmente costa 99 dollari e ha un catalogo piuttosto ampio di film e serie tv, nell’ultimo anno la compagnia ha riferito che sono stati acquistati oltre 200 milioni di contenuti in più. Grazie a questo successo la compagnia si prepara nel prossimo anno a produrre una ventina di film e non ha escluso di voler entrare nel business legato agli eventi sportivi, la compagnia è interessata molto al calcio, anche perchè negli Usa nessun grande network copre in maniera adeguata il calcio europeo.

Bisognerà comunque aspettare il 2018, anno in cui scadranno le concessioni dei diritti per le grandi manifestazioni sportive (Champions League), fino a quel momento Bezos ha specificato a Die Welt: “Amazon ha gia’ vinto un Golden Globe e degli Emmy,il nostro obiettivo adesso e’ produrre 16 film in un anno”.