#FocusPrimavera – i risultati della sedicesima giornata

GIRONE A:
Nel girone A la Sampdoria torna alla vittoria battendo per 2 a 0 uno spento Carpi, con i gol di Vrioni e Serinelli, uno per tempo. Cade incredibilmente la Fiorentina, che viene superata per 3 a 1 in casa del Sassuolo: partono bene i neroverdi con il gol di Bruschi, ma al 64′ Diallo riporta in pari i viola, che cadono subito dopo grazie al forcing dei padroni di casa che segnano con Zecca e Cipolla. Finisce in parità il match tra Livorno e Genoa, con Cragno che risponde a Gomes. Vince invece il Torino, che nonostante il vantaggio dello Spezia con Faiola, riesce a segnare con Edera e Tobaldo prima della fine del primo tempo, fissando la partita sul 2 a 1. Stesso risultato in Virtus Entella-Novara, con i padroni di casa devastanti nei primi 70 minuti, realizzando 2 gol con Carvalho e Coppola. Inutile il gol di Gualtieri nel finale.  Tutto facile invece per l Juventus, che piega 2 a 0, il Trapani, grazie ai gol nel giro di 10 minuti di Di Massimo e Lirola. Pareggio a reti bianche tra Modena e Pro Vercelli.

RISULTATI:
SAMPDORIA-CARPI 2-0
SASSUOLO-FIORENTINA 3-1
LIVORNO-GENOA 1-1
VIRTUS ENTELLA-NOVARA 2-1
MODENA-PRO VERCELLI 0-0
TORINO-SPEZIA 2-1
TRAPANI-JUVENTUS 0-2

CLASSIFICA:
JUVENTUS 40
VIRTUS ENTELLA 39
FIORENTINA 33
SASSUOLO 33
TORINO 29
SAMPDORIA 24
SPEZIA 23
MODENA 18
GENOA 18
NOVARA 15
PRO VERCELLI 13
CARPI 11
TRAPANI 8
LIVORNO 6

PROSSIMO TURNO:
SPEZIA-LIVORNO
GENOA-MODENA
NOVARA-SAMPDORIA
CARPI-SASSUOLO
PRO VERCELLI-TORINO
FIORENTINA-TRAPANI
JUVENTUS-VIRTUS ENTELLA

GIRONE B:
Nel girone B il Perugia trova una sorprendente vittoria contro la Salernitana per 3 a 2: Faella porta in vantaggio gli ospiti, ma i padroni di casa riescono a ribaltare in vantaggio segnando tre gol con Savucci, Di Nolfo e Varfaj. Inutile il gol su rigore di Martiniello. Continua il periodo positivo del Milan, che supera per 2 a 0 il Cesena con i gol di Cutrone e Vassallo. Vince anche l’altra squadra di Milano, l’ Inter, che batte di misura il Verona per 1 a 0 con il gol di Zonta dopo una gara equilibrata. Finisce per 1 a 1 la partita tra Udinese e Vicenza, con i gol di Pratajin per per i padroni di casa, a cui ha risposto Sgarbi. Stesso risultato in Bologna-Atalanta con Kresic che agli ultimi minuti della partita risponde al rigore realizzato da Saporetti. Vince il Cagliari capolista, che supera con non poche difficoltà il Como, il quale al 20′ era riuscito con Fusi a pareggiare l’iniziale vantaggio di Granara. I sardi però spingono nel secondo tempo e colpiscono con Piras, fissando il risultato sul 2 a 1. Pareggio per 2 a 2 in Brescia-Chievo con il gol di Kiyine al 7′ che porta in vantaggio i clivensi. La “Dea” però rialza la testa e passa in vantaggio con i gol di Strada e l’autogol di Oprut. Pareggio dei gialloblu al 76′ con Leris.

RISULTATI:
PERUGIA-SALERNITANA 3-2
MILAN-CESENA 2-0
CAGLIARI-COMO 2-1
UDINESE-VICENZA 1-1
BRESCIA-CHIEVO 2-2
BOLOGNA-ATALANTA 1-1
VERONA-INTER 0-1

CLASSIFICA:
CAGLIARI 38
CHIEVO 35
INTER 34
ATALANTA 32
MILAN 30
VERONA 26
UDINESE 22
BOLOGNA 18
CESENA 16
COMO 16
VICENZA 16
BRESCIA 14
SALERNITANA 11
PERUGIA 10

PROSSIMO TURNO:
ATALANTA-MILAN
CESENA-BOLOGNA
COMO-BRESCIA
INTER-CAGLIARI
SALERNITANA-VERONA
VICENZA-PERUGIA
CHIEVO VERONA-UDIENSE

GIRONE C:
Nel girone C si ferma la capolista Roma, che non va oltre l’1 a 1 con il Lanciano, bravo a recuperare con Serafini il gol di Ndoj. Vincono invece le Inseguitrici, con l’ Empoli che batte fuori casa il Latina per 0 a 2 con la doppietta di Mosti e il Frosinone che rifila tre gol in casa dell’Avellino grazie alla doppietta di Volpe e al rigore di De Santis. Grande vittoria per l’altra squadra romana, la Lazio, che vince per 7 a 2 con il Bari: inizio intenso equilibrato, con le squadre già sull’1 a 1 dopo 10 minuti grazie ai gol di Rossi e Lopez. I biancocelesti però si scatenano, con la tripletta di Palombi, la doppietta di Murgia e il gol di Cali. Per i pugliesi il secondo gol è arrivato sul 5 a 1, con il gol al 47′ di Castrovilli. Vince il Palermo sul Pescara per 2 a 0, con i gol di Giuliano e La Gumina, mentre l’ Ascoli riesce a vincer in casa della Ternana per 1 a 2, con Ciarcelluti e il rigore di Giannantonio. Al 63′ era arrivato il momentaneo pareggio dei rossoverdi con il rigore di Battista. Finisce 0 a 0 invece Napoli-Crotone.

RISULTATI:
LANCIANO-ROMA 1-1
LATINA-EMPOLI 0-2
NAPOLI-CROTONE 0-0
PALERMO-PESCARA 2-0
TERNANA-ASCOLI 1-2
LAZIO-BARI 7-2
AVELLINO-FROSINONE 0-3

CLASSIFICA:
ROMA 36
FROSINONE 32
EMPOLI 31
PALERMO 31
CROTONE 27
LAZIO 24
PESCARA 24
VIRTUS LANCIANO 24
ASCOLI 19
TERNANA 17
LATINA 16
NAPOLI 15
BARI 14
AVELLINO 4

PROSSIMO TURNO:
FROSINONE-LATINA
BARI-LANCIANO
PESCARA-TERNANA
CROTONE-LAZIO
ASCOLI-NAPOLI
EMPOLI-PALERMO
ROMA-AVELLINO




#ItaliansDoItBetter: Mirco Antenucci

Girovago per tutta Italia, tra Lega Pro e Serie B, per poi arrivare a diventare un leader del Leeds United, storico club Inglese…Questa è la storia di Mirco Antenucci.

L’attaccante classe ’84 cresce calcisticamente nella Giulianova, con cui esordisce in Serie C1 nella stagione 2002-2003, riuscendo a segnare solamente 1 rete in 35 presenze.

Nella stagione seguente, Antenucci, viene mandato a fare esperienza in prestito all’Ancona, dove in una stagione realizza 2 reti in 27 presenze, per poi tornare a casa, allo Giulianova, dove in due stagioni, giocate ad altissimi livelli, riesce a realizzare 12 reti in 58 presenze.

Il 20 luglio del 2007 viene acquistato a titolo definitivo dal Catania che, però, lo manda a giocare in prestito prima al Pisa, dove gioca molto poco e, poi all’Ascoli, con cui gioca meravigliosamente, realizzando ben 24 reti in 40 presenze.
Al termine della stagione fa ritorno al Catania, che al tempo militava in Serie A, riuscendo a realizzare anche il suo primo ed unico goal in carriera nella massima serie, contro il Parma.

Nella stagione 2011-2012 l’attaccante molisano, passa in prestito al Torino, in Serie B, dove a suon di goal, 12 totali, contribuisce alla promozione dei suoi nella massima serie.
Nella stagione successiva viene mandato in prestito prima allo Spezia e poi al Ternana, dove riesce a segnare complessivamente 19 reti.

Nell’agosto del 2014 arriva la svolta alla sua carriera da girovago, l’arrivo in Inghilterra, in Championship, nel Leeds United, squadra storica inglese.
Sigla il suo primo goal contro il Bournemouth il 16 settembre dello stesso anno, divenendo un titolare inamovibile della sua nuova squadra.
In totale Antenucci, con il Leeds United, ha realizzato già 15 reti, sino ad oggi.

Mirco Antenucci…Dalla provincia italiana al blasone del Leeds United.




#RoadToEuro2016 – Islanda, i Vikinghi nordici alla conquista dell’Europa

Iceland, vi dice qualcosa? La traduzione letterale di questo termine è “Terra dei ghiacci”, il ché non implica di certo un accostamento con il calcio. Ma in Islanda sono così matti e così determinati da far valere questo questo binomio fino ad ottenere una qualificazione agli Europei del 2016. La cosa più incredibile di questa storia, è che pur avendo poco più di 300.000 abitanti, sono riusciti a formare un gruppo di 23 calciatori dall’animo straordinario, compiendo un impresa che gli ha fatti entrare di diritto nella storia, come la più piccola nazionale di sempre ad essersi qualificata ad un europeo. E se ci pensiamo bene, non dev’essere stato facile lanciare dei calciatori in una terra dove in appena 100 km quadrati, il 10% è ricoperta da ghiacciai perenni. Sono stati semplicemente incredibili.

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Kolbeinn Sigþórsson , attaccante della nazionale Islandese

Il calcio in Islanda non è solo uno sport in ascesa, ma anche un movimento in grado di essere aperto a tutti, dove la funzione principale si concentra sulla lotta all’alcolismo e al tabagismo, di cui l’Islanda ne è portatrice da diversi anni. Attualmente occupa la 36° posizione nel Ranking FIFA, ma nel 2015 è arrivata addirittura al 23° posto e se considerate che nel 2012 hanno raggiunto la peggior posizione della loro storia, toccando la 131° posizione, potete rendervi conto del grande lavoro portato avanti dalla Federazione Islandese. Fino ad ora non si sono mai qualificati ad un mondiale e da giugno in poi vanteranno la prima qualificazione ad un Europeo. L’esordio degli Islandesi avvenne nel 1946, dove vennero sconfitti con il punteggio di 3-0 dalla Danimarca. Prima degli anni duemila, la compagine nazionale Islandese rimase nell’anonimato calcistico e lontana dalle competizioni internazionali, racimolando pochissime vittorie e qualche pareggio. Durante quegli anni però, c’è da segnalare l’esordio in nazionale maggiore per un certo, Eiður Guðjohnsen che sostituì il padre Arnor, nel secondo tempo di un amichevole tra Islanda ed Estonia, entrando così nella storia del calcio perché mai prima di allora, un padre ed un figlio avevano giocato entrambi in una partita internazionale. Il piccolo Eiður all’epoca aveva solo 18 anni e non si sarebbe mai immaginato di diventare il capocannoniere della sua Nazionale e di giocare poi per il Chelsea e per il Barcellona. Dal 2000 arriva la vera svolta per la Nazionale Islandese. Proprio durante la qualificazione all’Europeo del nuovo millennio, riuscirà ad arrivare al 4 posto nel girone a 6 squadre, riuscendo a strappare un pareggio alla Francia, allora campione del mondo e una vittoria di misura per 1-0 contro la Russia. Alle qualificazioni per l’europeo successivo, migliorarono il risultato, terminando il girone terzi, ad un punto dal secondo posto, sfiorando così la qualificazione ai Play Off. Nel Agosto del 2004 c’è un’altra partita che resterà nella storia Islandese: la vittoria contro l’Italia (che vide l’esordio di Marcello Lippi come CT della nazionale) per 2-0 a Reykjavik, segnando il record per il maggior numero di spettatori in una partita di calcio in Islanda, 20.034 per la precisione.

I calciatori della nazionale islandese

I calciatori della nazionale islandese

I Vikinghi islandesi non riescono a conquistare nessuna qualificazione, ne per l’europeo del 2008, ne per il Mondiale Sudafricano del 2010. Però riescono a strappare il pass per i Play Off che garantirebbero la qualificazione al mondiale del 2014, ma inesorabilmente vengono sconfitti 2-0 nel doppio confronto con la Croazia, fallendo così l’impresa. Ecco che però si presenta l’opportunità dell’europeo francese del 2016, un opportunità che non si lasceranno sfuggire di certo. Il girone è uno di quelli tosti. Sono presenti la Turchia, la Repubblica Ceca e l’Olanda, che solo qualche mese prima era riuscita a centrare il terzo posto al mondiale brasiliano. Serve un impresa. La prima partita è il 9 Settembre del 2014, l’Islanda ospita la Turchia, una squadra molto dotata tecnicamente e fisicamente, in più hanno in panchina quel maestro di Fatih Terim, ma i Vikinghi non si fanno intimorire e rifilano 3 gol ai turchi, portando a casa il risultato. Potrebbe trattarsi di un exploit, ma alla seconda partita i ragazzi guidati dal tecnico Lars Lagerbäck battono con lo stesso risultato la Lettonia e tre giorni dopo compiono la seconda impresa nel giro di 1 mese, battendo per 2-0 l’Olanda. Ora non si tratta più di un exploit, ma di una vera e propria minaccia per le nazionali maggiori di quel girone. Arriveranno poi la sconfitta contro la Repubblica Ceca e le vittorie contro Kazakistan e Repubblica Ceca nuovamente, vendicando la sconfitta durante la partita precedente. Gli Islandesi riusciranno poi a pareggiare contro Lettonia e Kazakistan e la seconda vittoria contro l’Olanda, riuscendo a qualificarsi come seconda del girone e rendendo del tutto informale l’ultima partita del girone dove persero per 1-0 contro la Turchia. L’Islanda non solo è riuscita a scrivere questa straordinaria pagina di calcio, ma ha la particolarità di essere guidata da due tecnici: Lars Lagerbäck, svedese con un passato come CT della Svezia e della Nigeria e Heimir Hallgrímsson, assistente del tecnico Svedese, ma di fatto vero e proprio CT degli Islandesi dopo la mancata qualificazione al mondiale del 2014 (dopo l’avventura in Francia, sarà lui a guidare gli Islandesi in maniera autonoma). I calciatori Islandesi sono molto validi e tra i tanti Vikinghi troviamo qualche conoscenza del nostro calcio, partendo dal centrocampista dell’Hellas Verona, Emil Hallfreðsson per poi arrivare a Birkir Bjarnason, ex Pescara e Sampdoria, ora al Basilea. Il miglior calciatore che milita nella nazionale è sicuramente Gylfi Þór Sigurðsson, centrocampista molto valido che milita nella Swansea, in Premier League, ma oltre a lui, l’Islanda dispone di buoni calciatori come ad esempio il centrocampista e capitano, Aron Einar Gunnarsson e gli attaccanti, Kolbeinn Sigþórsson e Alfreð Finnbogason. Agli europei può rivelarsi la mina vagante della competizione, con una grande voglia e una tenacia degna degli antenati che solcavano i mari in cerca di terre da conquistare, anche questa Nazionale è pronta a conquistare l’Europa.




#PolvereDiStelle – Il giorno della “Memoria”, la Shoah

In questo nostro portale solitamente trattiamo temi di sport, di calcio ed analizziamo in radio gli episodi più interessanti che avvengono. Anche nella nostra rubrica Polvere Di Stelle parliamo di sportivi le quali imprese sono ancora scolpite nitide negli occhi dei loro fan, delle persone che li hanno amati.

Oggi però è un giorno particolare e, è il 27 gennaio, ed è la giornata internazionale “della Memoria”, giornata dedicata al ricordo delle vittime dell’Olocausto. E per onorare tale giorno, anche noi vogliamo per un pò spostarci completamente dalla nostra consuetudine calcistica e sportiva per trattare di temi completamente opposti, che però non vanno assolutamente dimenticati.

Istituito nel 2000, il Giorno della Memoria si celebra il 27 gennaio perché in questa data, nel lontano (ma non troppo) 1945, le Forze Alleate liberarono Auschwitz dai tedeschi. Al di là di quel cancello, oltre la scritta «Arbeit macht frei» (Il lavoro rende liberi), apparve l’inferno. E il mondo vide allora per la prima volta da vicino quel che era successo, conobbe lo sterminio in tutta la sua realtà. Il Giorno della Memoria non è una mobilitazione collettiva per una solidarietà ormai inutile, è piuttosto, un atto di riconoscimento di questa storia: come se tutti, quest’oggi, ci affacciassimo dai cancelli di Auschwitz, a riconoscervi il male che è stato.

Auschwitz è una cittadina situata nel sud della Polonia. Qui, a partire dalla metà del 1940, funzionò il più grande campo di sterminio di quella  “macchina” tedesca denominata “soluzione finale del problema ebraico”. Auschwitz era una vera e propria metropoli della morte, composta da diversi campi – come Birkenau e Monowitz – ed estesa per chilometri. C’erano camere a gas e forni crematori, ma anche baracche dove i prigionieri lavoravano e soffrivano prima di venire avviati alla morte. Gli ebrei arrivavano in treni merci e, fatti scendere sulla cosiddetta “Judenrampe” (la rampa dei giudei) subivano una immediata selezione, che li portava quasi tutti direttamente alle “docce” (così i nazisti chiamavano le camere a gas). Solo ad Auschwitz sono stati uccisi quasi un milione e mezzo di ebrei.

Dopo la Shoah, (parola ebraica che vuol dire sofferenza) è stato coniato il termine “genocidio”. Purtroppo il mondo ne ha conosciuti tanti, e ancora troppi sono in corso sulla faccia della terra. Riconoscere delle differenze non significa stabilire delle gerarchie nel dolore. Ma mai, nella storia, s’è visto progettare a tavolino, con totale freddezza e determinazione, lo sterminio di un popolo. Studiando le possibili forme di eliminazione, le formule dei gas più letali ed “efficaci”, allestendo i ghetti nelle città occupate, costruendo i campi, studiando una complessa logistica nei trasporti, e tanto altro. La soluzione finale non è stata solo un atto di inaudita violenza, ma soprattutto un progetto collettivo, un sistema di morte.

Il Giorno della Memoria non vuole minimizzare gli altri genocidi di cui l’umanità è stata capace, né sostenere un’assai poco ambita “superiorità” del dolore ebraico. Non è infatti, un omaggio alle vittime, ma una presa di coscienza collettiva del fatto che l’uomo è stato capace di questo. Non è la pietà per i morti ad animarlo, ma la consapevolezza di quel che è accaduto. Che non deve più accadere, ma che in un passato ancora molto vicino a noi, nella civile e illuminata Europa, milioni di persone hanno permesso che accadesse.

Oggi quindi tocca a tutti ricordare per non dimenticare ciò che l’uomo ha fatto ad un suo “simile”, provando ad imparare dagli errori e dagli orrori del passato, per far sì che possa esserci un futuro sereno per la nostra umanità, ma purtroppo gli orrori e il male non finiranno mai.




#WeeklyReport – 10 con lode alla Juventus, 1 inevitabile a Maurizio Sarri

VOTO 10 alla Juventus per le 11 vittorie consecutive ottenute in campionato. Mister Allegri e tutta la rosa bianconera, stanno surclassando ogni squadra avversaria, mettendole al tappeto incassando il minimo indispensabile. Frutto di un lavoro psicofisico degno dei migliori maestri “Jedi”, Allegri ha dato un impronta vincente ad una squadra che ad inizio stagione, aveva perso lo smalto dei quattro anni precedenti, subendo gli attacchi maligni di quei tifosi che richiedevano la testa del mister. Paradossalmente sono gli stessi che l’hanno chiesta alla presentazione del mister che l’anno scorso gli ha portati in finale di Champions League!
PAZZESCHI

VOTO 9 al Liverpool. Dite la verità, chi non si è emozionato al gol di Lallana che ha sancito la vittoria dei Reds all’ultimo minto contro il Norwich? Forse solo la Premier League può regalare certe emozioni, e forse solo l’Inghilterra merita un Mago come Jurgen Klopp, capace di unire una squadra che con Rodgers era arrivata al capolinea. Anche se i risultati sul campo non risultano comunque degni di una squadra come il Liverpool, Klopp ha ridato vigore e carica a tutto il gruppo, come dimostra lo splendido abbraccio tra la rosa e il loro allenatore che nella foga ha perso addirittura gli occhiali.
CUORE E ORGOGLIO

VOTO 8 a Carpi ed Empoli per la strepitosa forma e per la grinta dimostrata in campo durante l’ultima giornata. La squadra di Castori non è sicuramente quella più dotata tecnicamente di tutta la Serie A, ma il carattere dimostrato a San Siro contro l’Inter rende vive le speranze dei biancorossi di potercela fare, anche se tutte le altre compagini coinvolte nella lotta per non retrocedere sono più agguerrite che mai. L’Empoli invece non è più una sorpresa, il che non fa neanche più notizia il pareggio per 2-2 contro il Milan. La società sta lavorando molto bene da 4 anni a questa parte, costruendo una squadra giovane in grado di togliersi parecchie soddisfazioni!
PICCOLE MA GRANDI

VOTO 7 agli uomini del Palermo e all’impatto di Barros Schelotto, neo allenatore dei rosanero. Nonostante una situazione societaria da livelli bassissimi, la rosa dei palermitani ha dimostrato un grandissimo cuore e una grandissima tenacia, vincendo per 4-1 contro l’Udinese. Un grande impatto ha avuto sicuramente Schelotto che in pochi giorni ha riportato entusiasmo in Sicilia.
CORAZZIERI

VOTO 6 a Francesco Guidolin che alla prima uscita in Premier League ha vinto con lo Swansea per 2-1 contro una grande squadra come l’Everton. Sfoggiando un Inglese a dir poco maccheronico, Guidolin ha commosso tutti noi. A 60 anni, visibilmente emozionato per la grande opportunità concessagli, si è dimostrato prima un grande uomo e poi un grande allenatore, sistemando la difesa e temprando il carattere di alcuni calciatori, forgiando dei veri e propri soldati in pochi giorni. Tanti Auguri Mister!
ETERNO

VOTO 5 all’Inter scesa in campo domenica. Incredibilmente, dopo la bella vittoria contro il Napoli in Coppa Italia, la squadra allenata da Roberto Mancini subisce un pareggio al 95 dal Carpi, permettendo alla squadra partenopea di allungare sulla formazione interista. Vincere tante volte 1-0 va bene, ma a volte la ruota può girare nel verso sbagliato portandoti a pochi passi da baratro. Sicuramente la rosa nerazzurra ha sbagliato atteggiamento contro una squadra assetata di punti come il Carpi.
PRESUNTUOSA

VOTO 4 per l’Udinese. Noi tutti ci chiediamo, dov’è quella squadra capace di giocare un bel calcio in contropiede, sfruttando le sciocchezze avversarie? Forse è morta con Guidolin? Colantuono non è di certo un allenatore da buttare via, anzi, più volte ha dimostrato di essere un grande mister, forse a Udine non sono più bravi come una volta a scovare i migliori talenti in giro per il mondo e la rosa ampiamente multi etnica, crea qualche problema di comunicazione, portando la squadra bianconera ad avere un andamento del tutto incostante.
ALTALENANTI

VOTO 3 alla gestione del Livorno Calcio. La mancanza di un vero progetto finalizzato a riportare in alto una società rispettabile come quella livornese, sta portando gli stessi amaranto in Lega Pro. Durante l’ultima partita è anche vero che la squadra allenata da Bortolo Mutti ha subito qualche torto arbitrale, ma a parte questo la rosa non sta dimostrando di poter ambire a zone ben più nobili, complice del fatto che dietro a tutto ciò c’è una dirigenza passiva e che tira i remi in barca quando la squadra precipita verso le zone buie della classifica.
IMPRESENTABILI

VOTO 2 a Roberto Mancini. Volente o nolente, Weekly report entra nella vicenda tra Maurizio Sarri e Roberto Mancini. Diamo un 2 al tecnico interista perché avrebbe potuto scegliere una maniera diversa per accusare il collega della frasi razziste nei confronti degli omosessuali. Magari con più garbo poteva presentarsi di fronte alle telecamere senza riportare in maniera esplicita le frasi di Sarri, riportandole però agli organi competenti.
MANIPOLATORE MEDIATICO

VOTO 1 inevitabilmente a Maurizio Sarri, il quale non avrebbe dovuto usare certi termini per offendere un collega. Le scuse sono di rigore in questi casi e puntualmente sono arrivate, ma la condanna è inevitabile visto che siamo nel 2016 e certe discriminazioni non sono accette. Gli insulti, che avvengano in campo o fuori dal terreno di gioco, sono da condannare senza se e senza ma e noi tutti dovremmo imparare il rispetto verso il prossimo, soprattutto nei casi in cui ci si altera per un torto subito.
INACCETTABILE




#UnCalcioAllaStoria – Razzismo nel calcio: è ora di far crollare l’ultimo tabù

La lite nel finale della partita tra Napoli e Inter in Coppa Italia, ha riacceso i riflettori su un problema presente da anni nel calcio: l’omofobia.

Tante volte siamo stati costretti a vedere spettacoli indecorosi, ad esempio, un caso abbastanza eclatante degli ultimi tempi sono state le dimissioni del presidente della Lega Dilettanti legate ad una dichiarazione sessista per quanto riguardava il calcio femminile.

Nel 2012, Antonio Cassano durante una conferenza stampa della nazionale dichiara: “Ci sono froci in nazionale? Se dico quello che penso sai che cosa viene fuori… Sono froci, problemi loro, speriamo che non ci siano veramente in nazionale. Me la cavo così, sennò sai gli attacchi da tutte le parti”, il calciatore sarà multato dalla FIFA alcuni giorni dopo, il caso nacque dopo l’uscita di Cecchi Paone sull’esistenza di calciatori gay, non dichiarati, negli spogliatoi della nazionale.

Ma non solo i calciatori hanno fatto uscite volgari su questa situazioni, Joseph Blatter, ora al centro di accuse pesantissime, sulla questione dei mondiali in Qatar e sui possibili problemi dei tifosi gay ad entrare nel paese disse: “Sono sicuro che non ci saranno problemi per i tifosi gay quando i Mondiali si giocheranno in Qatar. Dovrebbero, però, astenersi da qualsiasi attività sessuale”.

Anche Carlo Tavecchio, riferendosi in privato ad un suo collega evidenziò: “Io non ho nulla contro, però teneteli lontani da me. Io sono normalissimo”, lui si è discolpato dicendo di essersi trovato al centro di un complotto organizzato dal giornalista del Corriere della Sera che pubblicò quella frase.

Fuori dal nostro paese è celebre il caso di Graeme Le Saux, ragazzo che ha giocato in varie squadre di Premier e per anni è stato preso di mira da Tabloid e Talk Show. L’accusa di presunta omosessualità ha rovinato la carriera del terzino, nel suo libro ha scritto: “Non sono gay, e non lo sono mai stato, ma sono diventato vittima dell’ultimo tabù del calcio inglese”, episodi anche piuttosto gravi l’hanno coinvolto e hanno portato una promessa del calcio inglese ad una profonda depressione.

Restano ancora tanti tabù da far crollare nel mondo dello sport, possiamo prendere questi casi e usarli come esempio di quello che il calcio NON deve essere.




#FocusPrimavera – i risultati della quindicesima giornata

GIRONE A:
Il girone A si apre con la vittoria della Juve nell’attesissimo derby contro il Torino per 2 a 1: i bianconeri sono riusciti a portare a casa i tre punti grazie ad una bella rimonta nel secondo tempo, ribaltando così il vantaggio granata grazie al rigore realizzato da Zenuni. I gol in casa bianconera sono stati di Favilli e Morselli. Nell’altro derby, quello toscano, la Fiorentina batte il Livorno per 3 a 1, con i viola che hanno sfruttato un ottimo inizio portandosi in vantaggio con Iakovenko e raddoppiando prima del quarto d’ora con Minelli. Gli amaranto provano a ribaltare la partita con Testa qualche minuto più tardi ma prima della fine del tempo ci pensa Bangu a riportare il risultato a due gol di distanza, decretando anche il risultato finale. Partite spettacolari quelle fra Sampdoria-Sassuolo e Carpi-Virtus Entella, con la prima caratterizzata dal ritorno al gol di Ponce, che realizza un’altra tripletta per i blucerchiati. Il Sassuolo però dopo il doppio svantaggio firmato dall’argentino, reagiscono e recuperano portandosi sul 2-3, fino al 92′ dove Ponce ristabilisce la parità. Nella seconda partita invece l’ Entella passa anche lei in  vantaggio di due gol con Moreo e Puntoriere, facendosi recuperare però ad inizio di secondo tempo da Sallustio e Ceci. Prima dello scadere della partita ci pensa però ancora Moreo, che realizza una doppietta che vale i 3 punti per gli ospiti. Trapani-Modena finisce invece 1 a 1, con Mistretta che risponde a Dibiba.

RISULTATI:
CARPI-VIRTUS ENTELLA 2-3
FIORENTINA-LIVORNO 3-1
JUVENTUS-TORINO 2-1
SAMPDORIA-SASSUOLO 3-3
TRAPANI-MODENA 1-1

CLASSIFICA:
JUVENTUS 37
VIRTUS ENTELLA 36
FIORENTINA 33
SASSUOLO 30
TORINO 26
SAMPDORIA 21
SPEZIA 20*
MODENA 17
GENOA 16*
NOVARA 14*
PRO VERCELLI 12*
CARPI 1
TRAPANI 8
LIVORNO 5

*= una partita in meno

PROSSIMO TURNO:
SAMPDORIA-CARPI
SASSUOLO-FIORENTINA
LIVORNO-GENOA
TRAPANI-JUVENTUS
VIRTUS ENTELLA-NOVARA
MODENA-PRO VERCELLI
TORINO-SPEZIA

GIRONE B:
Il big match tra Chievo e Cagliari finisce con una vittoria dei sardi per 2-3, i quali riescono a rimontare i due gol di svantaggio dei padroni di casa con Depaoli e Damina con Pitzalis e Murgia. Nel finale di partita anche il gol di Piras che regala agli ospiti i 3 punti e la vetta della classifica. Vince invece l’altra squadra di Verona, che supera in trasferta il Cesena per 0 a 1 con il gol di Tupta. Sembra non riuscire più a vincere l’ Inter, che impatta in casa dell’Atalanta, riuscendo solo nel secondo tempo con Correa a ristabilire la parità dopo il gol di Mazzocchi. Continua invece a vincere l’altra squadre di Milano, il Milan, che strapazza per 4 a 1 il Como grazie alle reti di Cutrone (doppietta), Locatelli e Vassallo. Inutile il gol di Cortesi per gli ospiti. Stesso risultato in Bologna-Brescia, con i padroni di casa che si impongono con le doppiette di Souare e Saporetti. Il gol per gli ospiti è stato realizzato da Bertoli, a fine primo tempo su calcio di rigore. Vince anche l’ Udinese, la quale batte il Perugia in trasferta con la doppietta di Garmendia ed il gol di Maghzaoui. Al 90′ gol della bandiera per i padroni di casa con Rondoni. Altra vittoria in trasferta per il Vincenza, che supera per ben 0 a 5 la Salernitana. Sul tabellino dei marcatori sono finiti Gambesin, Cecconello, Paganin, Facioni e Maes.

RISULTATI:
PERUGIA-UDINESE 1-3
SALERNITANA-VICENZA 0-5
MILAN-COMO 4-1
CESENA-VERONA 0-1
CHIEVO-CAGLIARI 2-3
BOLOGNA-BRESCIA 4-1
ATALANTA-INTER 1-1

CLASSIFICA:
CAGLIARI 35
CHIEVO 34
INTER 31
ATALANTA 31
MILAN 27
VERONA 26
UDINESE 21
BOLOGNA 17
CESENA 16
COMO 16
VICENZA 15
BRESCIA 13
SALERNITANA 11
PERUGIA 7

PROSSIMO TURNO:
HELLAS VERONA-INTER
BOLOGNA-ATALANTA
PERUGIA-SALERNITANA
BRESCIA-CHIEVO VERONA
MILAN-CESENA
CAGLIARI-COMO
UDINESE-VICENZA

GIRONE C:
Finisce per 0-0 la partita più importante della giornata, quella tra Frosinone ed Empoli, con la Roma che ne approfitta battendo il Napoli 2-0 (gol di Di Livio e Ndoj) e allungando in classifica. Perdono invece i rivali biancocelesti dell Lazio, la quale viene battuta in casa del Palermo per 2 a 1: siciliani in vantaggio con Ferchichi rimontati 20 minuti più tardi da Verkaj, ma di nuovo in vantaggio con Santoro, che regala i tre punti alla propria squadra. Perdono malamente anche l’altra squadra laziale, il Latina, che subisce ben 6 gol da un super Pescara, che si impone con Mililli, la doppietta di Cappeluzzo e quella di Odriozola. Pioggia di gol anche in Ascoli-Lanciano, finita sul clamoroso risultato di 7 a 4. Mattatore della gara Orsolini, che realizza una cinquina. Gli altri due gol della squadra di casa sono stati realizzati entrambi da Petrarulo. Per gli ospiti invece a segno Battista (doppietta), Selvallegra e Carpentieri su rigore. Finisce per 2 a 0 Bari-Avellino, con i pugliesi che conquistano i tre punti grazie alla doppietta di Lopez. Vince anche il Crotone, che batte la Ternana per 3 a 0: sul tabellino sono finiti Galli con una doppietta e Godano.

RISULTATI:
FROSINONE-EMPOLI 0-0
CROTONE-TERNANA 3-0
PALERMO-LAZIO 2-1
ROMA-NAPOLI 2-0
BARI-AVELLINO 2-0
ASCOLI-LANCIANO 7-4
PESCARA-LATINA 6-0

CLASSIFICA:
ROMA 35
FROSINONE 29
EMPOLI 28
PALERMO 28
CROTONE 26
PESCARA 24
VIRTUS-LANCIANO 23
LAZIO 21
TERNANA 17
LATINA 16
ASCOLI 16*
BARI 14
NAPOLI 14
AVELLINO 4*

*= una partita in meno

PROSSIMO TURNO:
AVELLINO-FROSINONE
LANCIANO-ROMA
LAZIO-BARI
LATINA-EMPOLI
NAPOLI-CROTONE
TERNANA-ASCOLI
PALERMO-PESCARA




#ItaliansDoItBetter: Federico Piovaccari

Una vita in bilico tra la Lega Pro e la Serie B, per poi stupire e giocare con continuità all’estero… Questa è la storia del “Pifferaio magico” Federico Piovaccari.

L’attaccante classe ’84, cresce calcisticamente nel Pro Patria per poi giocare nella primavera dell’Inter, con cui si mette in mostra segnando moltissimi goal nel campionato di categoria e nel Torneo Di Viareggio.

Nel 2006 passa in prestito con diritto di riscatto alla Triestina, esordendo in Serie B il 16 settembre dello stesso anno, nella partita pareggiata per 0-0 contro il Treviso. Termina la sua prima stagione in serie cadetta con 5 reti siglate in ben 37 presenze.

La stagione successiva passa in prestito al Treviso, con cui resta, sempre in prestito, per due lunghe stagioni, che vedranno Piovaccari scendere in campo, in Serie B, 40 volte, segnando 4 reti.
La squadra veneta fallisce e, quindi, l’attaccante italiano rimane svincolato e, il 22 luglio del 2009 decide di firmare un contratto con il Ravenna, squadra che militava in Lega Pro, con cui in 34 presenze realizza 14 reti.

Il Cittadella, squadra che militava in Serie B, decide di prelevare in prestito Piovaccari che, nella stagione 2010-2011 riesce ad andare a segno per ben 23 volte, divenendo il miglio marcatore di quella stagione di serie cadetta.

Nel luglio del 2012 viene acquistato della Sampdoria, dove però non riuscì a giocare ad alti livelli, venendo ceduto in prestito per sei mesi al Brescia, con cui realizza 4 reti in 17 presenze.
Nella stagione 2012-2013 Piovaccari gioca fino a gennaio con il Novara e poi fino a giugno con il Grosseto, sempre in Serie B, non riuscendo, però, a dimostrare il suo valore.

Il 5 luglio del 2013 arriva la svolta nella carriera del bomber italiano, il passaggio a titolo definitivo dalla Sampdoria allo Steaua Bucarest, con cui esordisce l’11 luglio in campionato, nella partita vinta dai suoi per 3-0 contro il Petroul. Piovaccari diviene così il primo italiano a militare nella famosa squadra romena.

Il 17 luglio dello stesso anno arriva il tanto desiderato esordio in Champions League e, il 23 del medesimo mese arriva anche la prima marcatura in Champions League per il “Pifferaio magico”.
Termina la stagione con 25 presenze e 10 reti, per poi passare nell’agosto del 2014 all’Eibar, in Spagna, dove, in 28 presenze realizza solo 6 goal.

Ancora un trasferimento. Questa volta epocale. Nel luglio del 2015 Piovaccari si trasferisce in Australia per giocare con il Western Sydney Wanderers, con cui ha già realizzato 2 reti.

Federico Piovaccari, un pifferaio italiano gira mondo…




#RoadToEuro2016 – Spagna, le Furie Rosse iberiche

Gli imbattibili, gli insuperabili. Con queste due parole si riassume lo splendido andamento della Nazionale Spagnola agli Europei del 2008 e del 2012. Quattro anni fa la Roja ci diede una batosta così grande e cosi pesante che in Italia non si parlo dell’accaduto per molto tempo, imbarazzati da quei 4 gol e da quella strapotenza fisica e tattica mostrata da Iniesta e compagni. I nostri “cugini” mediterranei sono una delle serie candidate per la vittoria finale in Francia. Il ciclo cominciato con Aragones avrà mai fine? Al Mondiale in Brasile le cose non sono andate come da programma, ma le Furie Rosse non hanno di certo perso in talento e tattica, anzi, la mini rivoluzione di Del Bosque ha portato quella freschezza che potrebbe rivelarsi la miglior arma della Nazionale Spagnola.

Fernando Torres mentre festeggia il gol nella finale del 2008

Fernando Torres mentre festeggia il gol nella finale del 2008

La Nazionale iberica occupa attualmente il 3° posto nel Ranking FIFA e il primo posto nel Ranking UEFA, dimostrando di essere una delle compagini più forti in assoluto. Assieme alla Germania, detiene il record per il maggior numero di campionati Europei vinti, con tre titoli conquistati e gli ultimi due vinti uno dietro l’altro. E’ l’unica squadra ad aver vinto due titoli continentali ed un Mondiale di seguito. Insomma, una corazzata incredibile che regala emozioni ogni qual volta scenda in campo. Nove vittorie e una sconfitta, questo il cammino della Roja durante le qualificazioni ad Euro 2016, conquistando un posto alla competizione continentale da prima della classe, staccando la Slovacchia a 5 punti di distanza. La prima partita è contro la modestissima Macedonia, e senza troppa fatica rifilano 5 gol alla Nazionale balcanica. Sembrerebbe l’inizio di un epopea Spagnola bis, ma durante la seconda partita, la squadra di Del Bosque impatta contro un’ottima Slovacchia e perde la partita per 2-1. Qualcosa scricchiola in quel di Spagna ma il CT va dritto per la sua strada. Nelle successive sette partite di qualificazione, la Nazionale iberica porta a casa sette vittorie consecutive, segnando sedici gol e subendone zero. Numeri impressionanti che consentono alla Roja di qualificarsi senza troppa fatica, aiutato da un girone che presentava la Slovacchia e l’Ucraina come insidie maggiori alla loro cavalcata trionfale verso gli Europei. Ma da dove nasce tutto questo strapotere? Come sono riusciti ad elevare il loro calcio ai massimi livelli in così poco tempo? Ripercorrendo a ritroso la storia della Nazionale Spagnola, vi troviamo tantissimi grandi calciatori di livello mondiale, da Luis Suarez (campione con la Roja nel 1964), a Emilio Butragueño passando poi per Raul, Morientes e Hierro. Ma il vero e proprio salto di qualità avvenne nell’edizione degli Europei del 2008 sotto la guida di Luis Aragones. Attraverso il compianto CT della Nazionale, la Roja fu in grado di creare un nuovo stile di gioco, dove il fulcro delle azioni viene concentrato nello spazio ristretto, facendo girare a vuoto gli avversari attraverso passaggi corti ma ben indirizzati.

La Nazionale Spagnola festeggia la vittoria del secondo europeo consecutivo

La Nazionale Spagnola festeggia la vittoria del secondo europeo consecutivo

Spinti da un David Villa in versione Super man, la Spagna passa abilmente il girone inanellando tre vittorie consecutive contro Russia, Svezia e Grecia. Ai Quarti di finale le furie rosse si scontrarono contro l’Italia e noi tutti sappiamo com’è andata a finire, mentre in Semifinale batté la Russia con netto 3-0, proiettandoli in Finale contro la Germania, in una finale attesa da 24 anni. Contro i tedeschi bastò un solo gol dell’allora bomber Fernando Torres, restituendo la coppa agli iberici dopo 44 anni di digiuno. Da li in poi, il calcio spagnolo surclassò ogni campionato Europeo e Mondiale, confermandosi come il più spettacolare a livello internazionale. Tutti i migliori calciatori sono attirati dallo strapotere di Barcellona e Real Madrid. Il lavoro tecnico dei club spagnoli, porta alla scoperta di un nuovo concetto di calcio spettacolo, in grado di regalare emozioni incredibili ai tifosi presenti allo stadio. Guardiola poi sarà l’artefice dell’exploit vero e proprio del tanto amato Tiki-Taka, un calcio basato sul possesso palla e sulla tecnica pura. Dopo l’Europeo, Aragones cede il trono a Vicente Del Bosque, ex tecnico del Real Madrid con il quale ha vinto 2 Champions League. Del Bosque capisce che quello creato da Aragones è un gruppo formidabile, riuscendo a plasmare una Spagna sullo stile del Tiki-Taka introdotto da Guardiola nel Barcellona. I numeri della Roja sotto la guida del tecnico di Salamanca è impressionante: su 48 partite gli iberici hanno vinto per 42 volte, pareggiando solo una partita e perdendone 5, realizzando 119 gol e subendone 35. Merito di questi grandi numeri vanno attribuiti senza dubbio all’ottimo lavoro dei club spagnoli, capaci di creare una vera e propria generazione di fenomeni, attraverso l’attenta selezione dei calciatori più giovani, nasce così il mito della cantera spagnola. La rosa attuale è stata riempita di giovani molto validi, ma i leader indiscussi restano, il che non fa ben sperare le altre nazionali. Casillas è il capitano indiscusso della Roja, Sergio Ramos e Pique concedono una sicurezza invidiabile ai centrocampisti e agli attaccanti, Iniesta è il genio in mezzo al campo (se non fosse stato per Ronaldo e Messi, a quest’ora avrebbe già 7/8 Palloni d’Oro a casa sua), Fabregas e Busquets rappresentano il futuro delle furie rosse per altri 6/7 anni, mentre davanti Paco Alcacer pretende più spazio dopo l’ottimo lavoro al Valencia. I giovani promettenti sono tantissimi, a cominciare da David De Gea, portierone del Manchester United ed erede designato di Casillas, Isco è il nuovo prototipo di centrocampista spagnolo, Munir segue le orme di Messi al Barcellona e Diego Costa è la nuova generazione di calciatori naturalizzati spagnoli. Insomma, una corazzata del genere può seriamente ambire a vincere gli europei per la terza volta di fila, ma occhio perché quest’anno ci saranno tante squadre forti e molto toste, a cominciare da una vestita d’azzurro che vorrà sicuramente vendicare quella batosta subita ben quattro anni fa.




#Goal&Cash – Milan, la trattativa con Bee non è ancora chiusa

Dopo una lunga serie di riunioni e incontri tra legali, agenti e intermediari, Mr Bee si appresta a lasciare Milano senza aver concluso del tutto la trattativa per l’acquisizione del 48% del Milan. Il lavoro è ancora lungo e ci sarà bisogno di sistemare parecchi dettagli, tuttavia le indicazioni arrivate tra ieri e oggi fanno ben sperare per il futuro accordo.

Da Fininvest non è arrivata alcuna dichiarazione, Sky Sport ha parlato di un meeting durato quasi tre ore, sicuramente in questo aggiornamento si è parlato della possibile entrata di nuovi investitori, lo stesso broker thailandese, ha perso un uomo di fiducia che lo avrebbe appoggiato nell’acquisizione della società.

Ora tutto è ancora rimandato, Bee tornerà nel suo paese, c’è un cauto ottimismo ma la mancanza di ufficialità irrita ancora una volta il popolo rossonero, da troppo tempo in attesa di una svolta.