#PolvereDiStelle – Michael Jordan, MJ23

Ci siamo appena messi alle spalle il week-end dell’ All-Stare Game dell’NBA, il campionato di basket più spettacolare del mondo, che oggi ci troviamo a parlare nella rubrica settimanale proprio di una star dell’NBA, che di quelle partite delle stelle oltre oceano ne ha giocate a decine.

Nel giorno del suo 53° compleanno, non potevamo che omaggiare il mitico Michael Jordan, probabilmente il cestista più forte della storia (ad ognuno poi le proprie preferenze). Michael Jeffrey Jordan è nato il 17 febbraio 1963. Sin da giovanissimo si è distinto per la sua qualità fisica e già nel college il suo talento nel basket era straordinario. Esordì giovanissimo in NBA nel 1984, con i Chicago Bulls, franchigia che avrebbe portato al trionfo.

MJ era una guardia, ma una guardia atipica, dotata non solo del tiro da fuori, ma capace anche di giocare da ala grande e occasionalmente da pivot, visto la sua stazza enorme.

Jordan, era dotato di un fisico prorompente e di una forza sovrumana, oltre che di un tiro assolutamente micidiale. Fu subito soprannominato Air Jordan, per la sua capacità di stare in cielo durante un salto per molti secondi, quasi a far comprendere che stesse volando. Ha vinto ben 6 titoli NBA, sempre con i Bulls, realizzando, quelli che in America chiamano 2 three-peat, ovvero vincere l’anello per 3 anni di fila per ben due volte. Tutto ciò è accaduto nel 1991-92-93 e poi nel 1996-97-98. 

Nel 1993, alla vittoria della terza NBA con Chicago, Jordan abbandonò momentaneamente la palla a spicchi per dedicarsi per un anno e mezzo al baseball, sua altra grande passione. Ma nel nuovo sport non ebbe tanta fortuna, tanto che richiamato dalla casa madre, nel 1996, rivinse nuovamente 3 titoli NBA consecutivi.

Nel 1998, lasciò il basket, per quello che sembrava un addio definitivo, ma rientrò nella lega nel 2001, quando firmò quasi a quaranta anni per i Washington Wizards. Si ritirò a 40 anni precisi, nel 2003, dopo due stagioni nella capitale americana.

La fama e i successi ottenuti sul campo lo hanno reso una vera e propria icona dello sport mondiale. Oltre ai titoli NBA, Jordan vanta anche due ori olimpici con la nazionale americana, soprannominata a quel tempo il “Dream Team”, nel 1992, ad Atlanta. Una squadra che vantava gente come Larry Bird, Magic Johnson, Karl Malone, Scottie Pippen e tanti altri. Per anni i vari giornali e riviste hanno dedicato pagine sulle rivalità tra Jordan, Johnson e Bird, su quale fosse tra loro il più forte cestista della storia.

Ma ci pensò proprio Larry Bird, in un’intervista del 1993 a dire che: “Michael è semplicemente Dio che sta giocando a pallacanestro”.

Jordan ha realizzato oltre 32mila punti in carriera, che lo rendono tra i top 5 cestisti più prolifici dello sport a spicchi. MJ è diventata una vera e propria icona del basket, i ragazzi ne hanno seguito le gesta e si sono innamorati della sua forza e delle sue giocate, della sua bravura. Jordan ha trasmesso anche la passione del basket anche in Europa, un continente che fino agli anni ’90 non seguiva con interesse questo sport, ammaliato solo dal calcio.

In molti lo avranno amato anche per la sua mitica partecipazione al film degli anni ’90, “Space Jam”, dove interpretava se stesso in una partita di basket assieme a Bugs Bunny e tutti i protagonisti dei Looney Tunes.

Attualmente MJ23, è il presidente e principale azionista dei Charlotte Hornets, squadra della NBA, che però non ha mai raggiunto i livelli che Michael ha raggiunto da giocatore.

Ed oggi, nel giorno del suo compleanno, ne vale assolutamente la pensa ricordare le sue indimenticabili gesta. Buon compleanno MJ23.




#Goal&Cash – Rai, Sky e Uefa: ecco l’accordo per Euro2016

Accordo Uefa-Sky-RAI per la trasmissione dal 10 giugno prossimo di Euro2016, la manifestazione andrà in scena in Francia. Da tempo c’era preoccupazione sul fronte diritti tv, nella nostra rubrica avevamo già parlato del caso, oggi però durante una convention della concessionaria Rai Pubblicità, di fronte a centinaia di investitori è stato dato l’annuncio.

Mancano ancora i dettagli ufficiali sulla vicenda, vista la partecipazione di Sky alle trattative probabilmente i match saranno ripartiti tra le due compagnie. L’emittente di Murdoch sicuramente trasmetterà l’intera competizione.

La svolta si è avuta dopo un abbassamento di pretese della UEFA, l’intero pacchetto sarebbe infatti stato comprato per una cifra vicina ai 50 milioni.

Sky si era dimostrata restia ad acquistare i grandi eventi della durata di poche settimane, già la scelta di cedere alla Rai le concessione per Rio2016 avevano mostrato questo.

L’azienda pubblica avrà molto da guadagnare in estate, grazie ai due eventi sportivi del proprio palinsesto, l’obiettivo del 2016 è una raccolta pubblicitaria vicina ai 700 milioni di euro.

La Rai, con la manovra del canone in bolletta, torna ad essere un serio investitore per il mercato degli eventi sportivi e sicuramente l’accordo di oggi ne è una prova, magari conviene aspettare alcuni dettagli in più per analizzare al meglio la situazione, la prossima settimana i margini entro i quali è stata condotta la trattativa certamente saranno svelati e sicuramente Goal & Cash approfondirà l’argomento.




#WeeklyReport – 10 a Federico Bernardeschi, 2 al Palermo

VOTO 10 a Federico Bernardeschi. 10 come la maglia che indossa in questa stagione, la più bella, la più redditizia nel sua breve ma intensa carriera da calciatore. La duttilità del Berna si sta rivelando la vera arma in più della Fiorentina che con la vittoria sull’Inter di domenica, ha messo in mostra tutto il talento dell’ex calciatore del Crotone. Manca qualche ancora qualche gol, ma per quelli c’è tempo, intanto ci godiamo uno dei migliori prospetti che il calcio nostrano abbia mai avuto. Il sacrificio ed il lavoro al servizio di una causa o di una squadra, fa si che il n°10 viola risulti determinante ai fini del risultato! In occasione del suo 22esimo compleanno, rinnoviamo i più sinceri auguri di un buon Compleanno!
ARMA LETALE

VOTO 9 al Tottenham che con la vittoria sul Manchester City si candida alla vittoria finale in Premier League. Pur non avendo delle stella pagate 60 milioni di euro, gli Spurs stanno facendo faville ogni volta che scendono in campo. Pochettino sta tirando il meglio dai propri uomini, solidificando la difesa (la migliore del campionato) e caricando l’attacco. Non a caso la squadra di Londra, ha dato il meglio di se da quando il suo bomber Harry Kane è ritornato a segnare con continuità, ritrovando fiducia e grande spirito di sacrificio.
BIG HEART

VOTO 8 al Milan che macina punti per la lotta Champions. La squadra di Mihajlovic sta pian piano recuperando posizioni, convincendo anche dal punto di vista stilistico con un gioco che seppur a sprazzi, convince quasi tutti gli addetti ai lavori. Il solito Bacca fa sempre la differenza, ma la crescita di Honda, Montolivo e Alex, da molta più sicurezza a tutto il resto del gruppo, compattando la rosa a tal punto da dimenticare il pareggio contro l’Udinese, che solo qualche mese fa, avrebbe avuto il sapore di una sconfitta bruciante.
SEGNALI DI RECUPERO

VOTO 7 al rigore calciato da Messi verso Suarez. Chi non ha apprezzato quel gesto? Posto che agli occhi di tutti potrebbe sembrare uno sgarbo fatto alla squadra avversaria, quel gesto tecnico resterà nella storia come tutto il Barcellona degli ultimi due anni. Inequivocabilmente, il gesto compiuto da Messi e Suarez voleva ricordare quanto è stato grande l‘Olandese Volante o, per meglio dire, Johan Cruijff. A margine della sua dichiarazione, i campioni del Barça hanno voluto omaggiare l’ex calciatore che lotta costantemente contro il cancro e per questo bisognerebbe solo elogiarli!
CHAPEAU

VOTO 6 al Leicester. Si poteva fare qualcosa di più contro l’Arsenal? Forse, fatto sta che la squadra guidata da Ranieri ha mantenuto comunque la testa della classifica nonostante la sconfitta contro i Gunners. Forse le Foxes hanno risentito dell’ambiente che si cela attorno all’Emirates Stadium. E’ normale che in uno stadio del genere, la tensione aumenta a tal punto da compiere degli errori banali che ti costano un intera partita. Comunque, il 19° gol di Vardy aveva fatto sperare in qualcosa di meglio di un punto.
AUTOLESIONISTI

VOTO 5 a Napoli e Juventus. No, noi tutti non ci aspettavamo una partita del genere. Le due maggiori pretendenti al titolo che escono dalla partita con un misero 1-0 ottenuto per giunta nei minuti finali del match. Non è certo questo che i tifosi di tutta Italia si sarebbero aspettati da una partita così sentita e così spinta da entrambe le parti. Poche emozioni, pochi brividi, insomma una partita noiosa e poco incisiva.
TIMOROSE

VOTO 4 a Roberto Mancini incapace di risollevare l’Inter dal proprio incubo. Se durante gli ultimi mesi del 2015 le cose per i nerazzurri andavo bene, nel 2016 non è andata proprio così, mettendo in evidenza i limiti dell’allenatore marchigiano. La duttilità e la versatilità dell’Inter, aveva caratterizzato e messo in risalto il grande gruppo interista, capace di strappare delle vittorie non spettacolari ma molto importanti. Ora come ora serve un bagno di umiltà, ritornare alla base di questi problemi e ripercorrere la strada che ha portato i nerazzurri in vetta al campionato.
SENZA CAPO NE CODA

VOTO 3 all’europeo di Futsal. La sconfitta dell’Italia ai quarti di finale contro il Kazakistan, ha consegnato l’europeo tra le mani della Spagna, capace di strapazzare la Russia, sempre meno russa ma molto più brasiliana, e vincere il titolo continentale. Senza se e senza ma, la squadra di Menichelli ha giocato come due anni fa, riproponendo lo stesso stile e gli stessi passaggi, diventando prevedibile agli occhi di tutti. Forse un cambio o una rivoluzione, porterebbe la nostra nazionale sul tetto d’Europa se non oltre.
MONOTONO

VOTO 2 al Palermo. Il ritorno di Iachini getta del fango su Zamparini e sullo stesso allenatore che dopo aver detto di aver chiuso con la società rosanero, si ripresenta al cospetto del Presidente, pur di riottenere la panchina persa ad inizio stagione. Queste situazioni non fanno altro che farci diventare gli zimbelli del calcio europeo.
PENOSI

VOTO 1 alla scarsa memoria degli Italiani. In memoria di Giulio Regeni e di tutte le persone che si battono per la libertà in giro per il mondo. Ciao Giulio!




#UnCalcioAllaStoria – 11 metri di storie

Nel 6-1 contro il Celta Vigo, il Barcellona ha segnato un gol molto particolare: sul 2-1 Leo Messi è andato sul dischetto pronto a battere un calcio di rigore, tuttavia sul penalty ha preferito favorire Suarez e passare a lui la palla del 3-1. Le polemiche dopo il gesto, sono state tante ma noi oggi vogliamo parlare delle storie racchiuse negli 11 metri di un calcio di rigore.

Il colpo di Messi è una citazione a Johan Cruyff che esegui il colpo in Ajax-Helmond Sport nel 1982. Il regolamento permette questa soluzione solo nel caso in cui il pallone venga calciato in avanti dal giocatore sul dischetto.

Non solo colpi spettacolari, nel 2005 Robert Pires, ex Arsenal tentò la giocata contro il City, l’esecuzione non riuscì e il francese insieme ad Henry rimediò una brutta figura.

Il penalty è stato inventato tra il 1890 e il 1891, prima di vedere un’evoluzione dobbiamo aspettare il 1902 anno di nascita del dischetto.

Da allora la storia di molte partite, in particolare quelle avvenute in competizioni come Mondiali o Europei è stata decisa ai calci di rigore: come dimenticare la finale a Berlino nel 2006 o l’epilogo della Champions League nel 2003 con una partita tutta italiana tra Milan e Juventus.

Non solo vittorie, dal dischetto sono nati anche fallimenti.

Nel 1994 Roberto Baggio, ha scritto una pagina amara per la nostra nazionale, proprio lui che mai sbagliava dagli 11 metri, nella finale mondiale contro il Brasile mandando il pallone sopra la traversa consegnò la coppa del mondo ai brasiliani.

Anche John Terry, nella finale di Champions del 2008, scivolò proprio sul dischetto contribuendo alla vittoria finale dello United sul suo Chelsea.

I calci di rigore sono sfide nella sfida perchè calciando da 11 metri, si può sempre scrivere una nuova storia.




#TheRoyalBaby – Gianluigi Donnaruma

Gianluigi Donnaruma, soprannominato da tutti “Gigio”, è il portiere titolare del Milan e uno dei talenti con maggiore prospettiva in tutta europa. Classe 1999, ha già collezionato 17 presenze in Serie A ed è il gioiello più brillante del vivaio rossonero.

Il suo procuratore, Mino Raiola, ha usato queste parole per descrivere il suo assistito :”Lo paragono a un Modigliani. Vale 170 milioni. Ha un grande avvenire, è un ragazzo straordinario e si fa ben volere da tutti. È già un piccolo campione, ma potrà diventare un grande campione”.

Ovviamente è un’esagerazione, ancora di più se si pensa che il giovane portiere è un cliente dell’agente tra i più egocentrici del globo. Ma il ragazzo ha sicuramente delle prospettive e dei margini di migliormento aplissimi.

Nasce il 25 febbraio del 1999 e cresce calcisticamente nella scuola calcio Club Napoli della natìa Castellammare di Stabia. Nel 2013 viene ingaggiato dal Milan per 250.000 euro. Per Gigio è un sogno, infatti tifa per i rossoneri fin da quando è un bambino. Così ha parlato il padre di Gigio sul trasferimento al Milan: “C’erano tante squadre che si erano mosse o che ci avevano chiamato per dei provini, ma il Milan è stata sempre la prima scelta visto anche la passione in famiglia per i colori rossoneri. Per questo è stata la scelta migliore in assoluto.”

Gioca fin da subito con i ragazzi più grandi di lui. Compiuti i sedici anni, firma con la società rossonera il primo contratto da professionista. In passato anche suo fratello Antonio (oggi al Genoa) ha giocato nelle giovanili del club di Milano. Promosso definitivamente in prima squadra nell’estate seguente,incomincia la stagione 2015-2016 come terzo portiere, dietro al titolare designato Diego López e al dodicesimo Christian Abbiati. Scala presto le gerarchie grazie a un buon precampionato ed esordisce in Serie A il 25 ottobre 2015, all’età di sedici anni e otto mesi, nella partita casalinga vinta 2-1 contro il Sassuolo. Da quel giorno ha giocato tutte le partite da titolare chiudendo la porta in ben 6 occasioni.

E’ un portiere agile nonostante la sua altezza (1,96 m), abile nelle uscite alte e basse ed è anche un ottimo pararigori. E’ considerato il futuro della Nazionale ed è stato paragonato è più volte al pilastro Gianluigi Buffon. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei migliori giovani nati dopo il 1994 stilata da Don Balón.

Nel 2015 Donnarumma disputa i Campionati europei Under-17 collezionando 5 presenze, dopo le 3 partite già giocate nelle qualificazioni.




#FocusPrimavera – i risultati della diciottesima giornata

GIRONE A:
Nel girone A Lo Spezia batte il Sassuolo per 1 a 2 con una grande rimonta negli ultimi minuti grazie ai gol Schiattarella (su rigore) all’85’ e in pieno recupero di Vatteroni. I padroni di casa si erano portati in vantaggio grazie al Aracri ad inizio ripresa. Vince fuori casa anche il Novara sul Modena per 0 a 2, con i gol di De Rosa e Bollini. Cade la Fiorentina, battuta per 3 a 2 dalla Sampdoria: viola passati in vantaggio con Perez, raggiunti da Ponce e superati da Tissone e Tommasini. Grande partita fra Entella e Genoa, finita per 3 a 4: sul dischetto sono finito Di Paola, Moreo e Castorina per i padroni di casa, mentre per i rossoblu hanno segnato Ricozzi su rigore, Pisocopo, Asencio e Fassone. Finisce infine in pareggio Trapani-Carpi, esattamente per 2 a 2, con Selvaggio che risponde a Delli Carri nel primo tempo e Marino che risponde a Siani nella ripresa.

RISULTATI:
TRAPANI-CARPI 2-2
MODENA-NOVARA 0-2
SASSUOLO-SPEZIA 1-2
LIVORNO-TORINO 1-3
SAMPDORIA-FIORENTINA 3-2
VIRTUS ENTELLA-GENOA 3-4

CLASSIFICA:
JUVENTUS 43
VIRTUS ENTELLA 39
FIORENTINA 36
SASSUOLO 36
TORINO 35
SAMPDORIA 30
SPEZIA 26
GENOA 24
MODENA 18
NOVARA 18
PRO VERCELLI 13
LIVORNO 9
TRAPANI 9

PROSSIMO TURNO:
LIVORNO-PRO VERCELLI
GENOA-SAMPDORIA
SPEZIA-FIORENTINA
CARPI JUVENTUS
TORINO-MODENA
NOVARA-SASSUOLO
VIRTUS ENTELLA-TRAPANI

GIRONE B:
Pesante sconfitta per il Cagliari, superato per 4 a 2 dal Brescia: padroni di casa avanti per 4 reti a 0 con la doppietta di Strada, il rigore di Said e la sigla di Scopetelli, ma all’ultimo reazione dei sardi, inutile, con i gol di Arras e Cortesi. Vince anche il Bologna sul Vicenza, grazie al gol ad inizio partita di Persano. Finisce invece con un pareggio per 1 a 1 Verona-Atalanta, grazie ai gol di Tulissi e Dagnoni su rigore. Stesso risultato in Milan-Chievo, con gli ospiti che sono riusciti a pareggiare il vantaggio di De Santis grazie alla rete di Cazzaniga. Pioggia di reti in Udinese-Salernitana, con i friulani passati in vantaggio grazie ad Halilovic, a recuperati da Altea. I padroni di casa però alzano la testa e vanno di nuovo in vantaggio grazie a Pontisso e Prtajin, il quale realizza anche la doppietta a fine partita. Il momentaneo 3 a 2 del Salernitana è stato realizzato sempre da Altea.

RISULTATI:
UDINESE SALERNITANA 4-2
MILAN-CHIEVO 1-1
BRESCIA-CAGLIARI 4-2
VERONA-ATALANTA 1-1
BOLOGNA VICENZA 1-1

CLASSIFICA:
CAGLIARI 39
CHIEVO 37
INTER 35
MILAN 34
ATALANTA 33
VERONA 27
UDINESE 26
BOLOGNA 21
CESENA 19
COMO 19
BRESCIA 17
VICENZA 16
SALERNITANA 14
PERUGIA 13

PROSSIMO TURNO:
SALERNITANA-CESENA
VICENZA-MILAN
INTER-BRESCIA
COMO-ATALANTA
CAGLIARI-BOLOGNA
UDINESE-HELLAS VERONA
CHIEVO-PERUGIA

GIRONE C:
Vince la capolista Roma sul campo del Ternana, con le reti di Soleri (doppietta) e Tumminiello nella ripresa. Nel derby laziale fra Lazio e Latina a spuntarla sono stati i biancocelesti, passati in vantaggio grazie al’autogol di Germoni e bravi a recuperare con Rossi il momentaneo pareggio di Sarac. Vittoria e sorpasso per il Palermo che batte il Frosinone e si proietta in seconda posizione. La vittoria dei rosanero è arrivata grazie al gol di La Gumina. Vince anche il Napoli sul campo dell’ Empoli grazie alla doppietta di Negro. Grande partita invece fra Ascoli e Bari, finita per 5 a 2. Sul tabellino sono finiti Tutino (doppietta) per gli ospiti mentre per i padroni di casa tripletta di Orsolini e gol di Petrarulo e Parlati.

RISULTATI:
PESCARA-CROTONE 0-0
NAPOLI-EMPOLI 2-0
PALERMO-FROSINONE 1-0
ASCOLI-BARI 5-2
TERNANA-ROMA 0-3
LAZIO-LATINA 2-1

CLASSIFICA:
ROMA 42
PALERMO 37
FROSINONE 35
EMPOLI 31
CROTONE 28
LAZIO 28
PESCARA 28
ASCOLI 25
VIRTUS LANCIANO 24
NAPOLI 18
TERNANA 17
BARI 17
LATINA 16
AVELLINO 4

PROSSIMO TURNO:
LATINA-PALERMO
FROSINONE-LAZIO
AVELLINO-NAPOLI
CROTONE-BARI
VIRTUS LANCIANO-TERNANA
EMPOLI-PESCARA
ROMA-ASCOLI




#ItaliansDoItBetter: Cristiano Piccini

Un terzino destro fiorentino DOC che si è ambientato in Spagna e nel suo veloce calcio… Questo è la storia di Cristiano Piccini.

Piccini arriva nella Fiorentina, squadra di cui è molto tifoso, nel lontano 2002, giocando in tutte le squadra giovanili, tra qui gli Allievi e la formazione Primavera.
Il 5 dicembre 2010 però arriva il suo grande momento, riesce a debuttare in prima squadra, nella partita vinta dai viola per 1-0 contro il Cagliari.

Nell’estate del 2011 si trasferisce in prestito, per maturare calcisticamente e giocare con continuità, alla Carrarese, squadra che militava in Lega Pro, dove riesce a collezionare ben 32 presenze, siglando anche una rete.

La crescita del laterale destro italiano continua nella stagione 2012-2013 quando gioca, sempre in prestito, in Serie B con  lo Spezia, con cui gioca ad elevati livelli per 30 match.
La stagione seguente giocata da titolare nel Livorno la sua prima annata in Serie A, giocando per 20 volte a buon livelli, non riuscendo, però, ad impedire la retrocessione degli amaranto nella serie cadetta.

Tornato a Firenze dopo anni di belle esperienze, Piccini, sembra essere uno dei giovani della squadra a giocare da titolare e, invece, un nuovo prestito per lui, questa volta fuori dall’Italia, nella seconda divisione spagnola, al Betis Siviglia.
L’italiano contribuisce alla risalita della sua nuova squadra nella Liga spagnola giocando sempre molto bene e, nella stagione successiva viene definitivamente acquistato a titolo definitivo dalla seconda squadra di Siviglia. L’esterno ha giocato complessivamente in due stagioni ben 28 partite con gli spagnoli, impegnandosi sempre al massimo.

Cristiano Piccini… dopo l’amore per la Fiorentina viene solo il Betis Siviglia.




#RoadToEuro2016 – Inghilterra, i Leoni d’oltre manica

La FA, la Football Association. Da qui è partito tutto, da qui è nato lo sport più bello del mondo. Agli Inglesi dobbiamo tanto dal punto di vista politico, tecnologico e sportivo. Sono stati in grado di inventare uno sport mai visto prima, capace di catalizzare l’attenzione di milioni di spettatori in un fazzoletto di terreno chiamato campo da gioco, ma non solo, il calcio è qualcosa che ti fa vivere, ti emoziona, ti permette di esprimere quella gioia incontenibile che solo quando sei un bambino riesci a provare. Tanto di cappello a chi si è inventata una roba simile. Ma, pur avendo il merito di aver inventato il Football, quello vero, la Nazionale Inglese non è sempre riuscita ad esprimere un bel gioco, tanto da rimetterci qualche vincita

Wayne Rooney, capitano della Nazionale Inglese mentre celebra un gol

Wayne Rooney, capitano della Nazionale Inglese mentre celebra un gol

La nazionale dei Leoni d’Inghilterra, occupa attualmente la 9° posizione nel ranking FIFA e la 3° posizione in quello UEFA. Questo dovuto al fatto che il campionato inglese è quello con il maggior numero di spettatori allo stadio e non, rivelandosi ad ogni stagione la miglior Federazione Calcistica del globo, pur avendo vinto solo un campionato del Mondo nel 1966. L’unico titolo della Nazionale che ha sancito l’inizio del movimento calcistico globale. Per certi versi, in Inghilterra il calcio è come una religione che si porta dietro milioni di fedeli. Forse lo stile di vita un po troppo “allegro”, mette in risalto la differenza tra loro e le altre nazionali, molto più attente alla struttura fisica di ogni singolo calciatore. Ora però le cose sono cambiate con la globalizzazione e la FA sta portando avanti un progetto interessante con l’inserimento di tanti giovani atleti, preparandoli sia mentalmente che fisicamente al confronto con gli avversari, non a caso in Inghilterra si stanno scoprendo tantissimi nuovi talenti, portati alla luce soprattutto da manager stranieri. La qualificazione della Nazionale inglese agli Europei di Francia 2016, non è stato per niente tortuoso, anzi, i Tre Leoni hanno dominato quasi ogni partita, portando a casa l’intero bottino, totalizzando 30 punti su 30. C’è da dire che le avversarie non potevano impensierire di certo gli inglesi, il pericoli maggiori sono arrivati da Svizzera e Slovenia, che con tutto il rispetto, sono nettamente inferiori agli uomini di sua maestà. Ricominciare da una eliminazione fulminea ai campionati del mondo, non è sempre facile anzi, per la Nazionale Inglese la spedizione brasiliana si è rivelata un vero fiasco, concludendo all’ultimo posto del girone, a discapito di Costa Rica e Uruguay. Noi ci ricordiamo bene quel mondiale che arrivammo 3° nel girone. Un eliminazione così veloce non accadeva dal 1958, ma la FA decide di confermare Roy Hogdson alla guida della Nazionale. La reazione degli inglesi e impressionante: durante le prime 4 partite delle qualificazioni mettono a segno 11 gol e ne subiscono appena 1. Da Marzo 2015 in poi, la squadra continua la striscia positiva rifilando 4 gol alla Lituania, 3 alla Slovenia, 6 a San Marino e 2 alla Svizzera. Hogdson si accorge che la difesa scricchiola, incarnando un vero è proprio spirito british, inadatto a supportare gli attacchi delle compagini internazionali. Le ultime due partite di qualificazione confermano lo strapotere dell’Inghilterra che va a vincere sull‘Estonia per 2-0 e sulla Lituania per 3-0. Ma i limiti riscontrati contro Svizzera e Slovenia (unica squadra a segnare contro l’Inghilterra 3 gol durante la fase di qualificazione), vengono messi in risalto maggiormente quando Rooney & Co. si trovano davanti la temibile Spagna di Vicente del Bosque. La partita termina 2-0 per gli iberici e pur essendo un’amichevole, i tifosi inglesi non la prendono di certo bene. I limiti difensivi che caratterizzano la squadra allenata da Hogdson non sono cambiati più di tanto e di fronte a della Nazionali di livello come la Spagna che gioca un calcio spregiudicato, fatto di possesso e pressing organizzato, il reparto arretrato risente di questi limiti compromettendo tutta la partita. Ecco perché l’inghilterra si è da sempre rivelata un arma a doppio taglio portando calciatori di primissimo livello ad ogni competizione continentale ed intercontinentale, ma che come gruppo trovano fatica a trovare la coesione giusta adatta alla vittoria finale.

Jamie Vardy, esploso quest'anno con la maglia del Leicester City

Jamie Vardy, esploso quest’anno con la maglia del Leicester City

I limiti degli inglesi però possono essere superati con del lavoro accurato, poi se ti ritrovi una squadra imbottita di talenti come quella inglese, beh, il lavoro diventa anche più semplice. In porta gli inglesi venerano David Seaman, il mitico portiere anni novanta da 450 presenze con la maglia dell’Arsenal. Negli ultimi anni, l’exploit di Joe Hart ha portato alla ribalta il ruolo di portiere in Inghilterra, un ruolo che da tanti anni veniva bistrattato, facendo esaltare le doti di Fraser Forster, portiere del Southampton e quelle di Jack Butland, portiere molto giovane ma dalle prospettive molto interessanti. In difesa, dove i Tre Leoni accusano più fatica rispetto alla altre zone del campo, la nuova generazione di calciatori potrebbe rincuorare i tifosi. John Stones è il nuovo prototipo di difensore inglese, molto alto, usa bene il fisico ed è quasi sempre attento nelle situazioni di uno contro uno, non a caso usiamo il termine quasi perché essendo molto giovane (classe 1994) ha qualche cosa da curare, ma di sicuro può diventare uno dei pilastri della nazionale, così come il centrale Chris Smalling (pur non essendo più giovanissimo sta vivendo una delle migliori stagioni a livello individuale) e i terzini Ryan Bertrand, Luke Shaw e Nathaniel Clyne. A centrocampo l’esplosione di Dele Alli nel Tottenham consente all’Inghilterra di assicurarsi un centrocampista di livello assoluto per molti anni. Alli però non è l’unico centrocampista di grande livello, Jonjo Shelvey sta migliorando di anno in anno, affinando le sue doti balistiche al servizio dei compagni, Ross Barkley e Jordan Henderson sono altri due centrocampisti molto abili palla al piede dotati anche di un grande tiro e di uno spregiudicato fiuto del gol. In attacco l’esplosione di Harry Kane la scorsa stagione e di Jamie Vardy nel corso di questa, fornisce alla nazionale di sua maestà una coppia gol davvero di grande valore, senza poi dimenticarci dei veterani quali i vari Wayne Rooney, Theo Walcott, Michael Carrick, James Milner e Leighton Baines. Con qualche piccolo accorgimento tattico, la nazionale dei Tre Leoni è pronta a dare spettacolo in Francia.




#PolvereDiStelle – Paolo Maldini

Il 10 febbraio 1986 Silvio Berlusconi divenne il presidente del Milan e fu l’inizio di un ciclo di successi che al momento lo portano ad essere uno dei presidenti più vincenti della storia del calcio. A 30 anni dal suo insediamento sulla poltrona più prestigiosa di Via Turati, vogliamo omaggiare quel grande Milan, ricordando la figura di un fuoriclasse straordinario, che fece le fortune dei rossoneri e non solo, ovvero Paolo Maldini, uno degli scudieri dei trionfi rossoneri in quasi tutti i 30 anni di presidenza Berlusconi.

Nato il 26 giugno 1968, Paolo fu immediatamente catapultato nel palcoscenico milanista dal padre, Cesare. Nessuno avrebbe mai immaginato che Paolo sarebbe diventato una leggenda assoluta del calcio italiano. Ha vinto tutto in carriera, in 25 anni di calcio, dove ha vestito solo ed esclusivamente i colori rossoneri dell’amato Milan (oltre all’Azzurro della Nazionale italiana). Probabilmente in pochi vantano un palmares del genere: 7 scudetti, una Coppa Italia, 5 Supercoppe Italiane, ma soprattutto, 5 Coppe dei Campioni, Champions League, 5 supercoppe Europee e 3 Mondiali per Club coppe Intercontinentali. 

Insomma, Maldini ha stravinto tutto, unico neo, il Mondiale e l’Europeo, pur andandoci vicinissimo nel 1994 e nel 2000. Esordi il 20 gennaio 1985, a soli 16 anni, in prima squadra. Fu un esordio incredibile, con tutti, critici ed esperti, che rimasero estasiati nel vedere quel giovanotto fare cose come un veterano. Paolo era un predestinato ed in effetti la sua classe venne fuori in un battibaleno. Assieme a Baresi, Costacurta, Galli e Tassotti, formava una difesa impenetrabile, che ancora oggi vanta il record di minuti senza subire goal, con Capello. Ma prima ancora con Sacchi contribuì ai primi trionfi rossoneri, prima in Italia, ma soprattutto in Europa, dove con i vari Van Basten, Gullit e Rijkaard vinse tutto in pochi anni.

Nel 1996, con il ritiro di Franco Baresi, Paolo Maldini divenne capitano del Milan, e lo fu fino al suo ritiro del 2009. E’ ancora il capitano più longevo del Diavolo. Nel 1998 vinse il primo scudetto da capitano, ma il Milan stellare dei primi anni 90 non c’è più.Toccherà arrivare nel 2001, con Ancelotti,per rivedere i trionfi e riaprire un ciclo incredibile. Vinse la sua prima Champions League da capitano nel 2003, nella finale contro la Juventus a Manchester, 40 anni dopo l’ultima Champions vinta dal padre. Nel 2004 fu ancora scudetto mentre nel 2005 il Milan perse una clamorosa finale di Champions, ad Instanbul contro il Liverpool, nonostante un goal del capitano dopo soli 2 minuti di gioco.

Del-Piero-Maldini-Juventus-AC-Milan-CL-final-2003

Paolo Maldini ed Alessandro Del Piero, capitani di Milan e Juventus, nella finale di Champions League del 2003.

Ma Maldini e i suoi seppero riprendersi la loro rivincita contro i reds, nel 2007, ad Atene.

Il 30 giugno 2009, a scadenza di contratto con il Milan, si è ritirato dal calcio. La sua ultima partita ufficiale è datata 30 maggio 2009. La società milanese ha ritirato la maglia numero 3, come accaduto solo per la 6 di Baresi. Purtroppo però, l’addio al Milan non è stato degno della sua grandezza. Nell’ultima sua partita, infatti, alcuni tifosi mostrarono degli striscioni contro il loro capitano. Ancora oggi, nonostante nessuno più di lui lo meritasse, Maldini non è stato mai chiamato per un ruolo dirigenziale in rossonero, segno di una frizione forte con la società.

Con 902 presenze e 33 goal, Maldini ha il primato assoluto nella storia del Milan, un record difficilmente battibile. Premiato nel 2009 nella Hall of Fame del calcio Mondiale. Una delle ultime bandiere del calcio nostalgico di una volta, un difensore dal talento assoluto ed un attaccamento incondizionato alla maglia, paolo Maldini resta senza ombra di dubbio una delle leggende del nostro calcio ed oggi, a 30 anni dall’inizio dell’era Berlusconi a Milano, Paolo resta l’ambasciatore più prolifico del prodotto Milan e dei trionfi rossoneri in questi 30 anni.

La sua leggenda sarà intramontabile.

 




#Goal&Cash – Quanto vale la Premier League?

La Premier League dopo lo storico accordo di ieri con MP & Silva, azienda distributrice di diritti tv a livello internazionale, sarà trasmessa a oltre 200 milioni di famiglie in oltre 53 paesi del mondo.

Il Presidente del broadcast, Riccardo Silva, ha dichiarato dopo la firma: “Il DNA di MP & Silva è portare il meglio del calcio ai tifosi di tutto il mondo. La partnership di lunga data che abbiamo con la Premier League ci consente di distribuirne i diritti su scala mondiale. Un’intesa innovativa fin dal primo accordo, siglato nel 2009, che è cresciuta e oggi è più forte che mai. Un miliardo di tifosi di tutto il pianeta possono seguire il campionato in diretta tv, a prescindere dall’ora e da dove si trovino nel mondo”.

Il quasi miliardo di nuovi tifosi che potranno seguire il campionato inglese porterà, secondo le previsioni, alla lega un risultato stupefacente a livello economico.

Lo scorso anno il triennio 2016-2019 era stato venduto a 6,9 miliardi di euro, la Serie A supera di poco i tre miliardi.

Su Repubblica viene fatto notare che dal mercato estero la Premier ricaverà circa 4 miliardi di euro, quando ad esempio la Liga per l’estero si ferma a 600 milioni.

Le piccole e medie squadre riceveranno moltissimi introiti e il campionato, grazie ad un equo meccanismo di redistribuzione tutto Britannico, migliorerà.

Il Signor Silva dopo aver investito tutto questo denaro sulla Premier, sta già pensando alla sua prossima grande mossa: la creazione della SuperLega Europea: “I primi ad esultare – ammette – sarebbero i tifosi”.