Udinese-Roma – i consigli del fantacalcio

Trasferta insidiosa per la Roma di Spalletti quella del Friuli. Non tanto per l’Udinese in vera difficoltà ma per le fatiche della trasferta di Champions dove i giallorossi sono usciti battuti per 2-0. Nonostante ciò i romanisti sembrano avere qualcosa in più dei bianconeri che stanno attraversando un periodo veramente no e Colantuono rischia l’esonero. Difficile consigliare qualcuno dell’Udinese, ma vediamo i nostri consigli:

Udinese – Thereau: Uno dei pochi a confermare quanto di buono visto nelle precedenti stagioni. L’esterno, trequartista, centravanti dell’Udinese si danna l’anima ma non può fare tutto da solo. Gli manca una spalla quest’anno per poter essere completo. Nella maggior parte dei gol dei friulani c’è il suo zampino.

Roma – Nainggolan: Il turno di riposo forzato contro il Real lo mette ancora in dubbio contro l’Udinese ma qualora giocasse avrebbe tutta quella grinta e voglia di dimostrare che avrebbe voluto giocare martedì. Inoltre manca dal gol da qualche settimana.

Salah: Nonostante le due grandi occasioni sprecate contro il Real, l’egiziano è l’uomo più pericoloso del momento. I suoi strappi e i suoi dribbling possono essere sempre decisivi. Meglio metterlo.




Lazio-Atalanta – i consigli del fantacalcio

Moltissimi dubbi sulla Lazio che domenica sera all’Olimpico sfiderà un’Atalanta che non vince dai primi di dicembre, ma che, dopo le partite in Europa, ha sempre steccato l’appuntamento in campionato. Reja torna all’Olimpico e per lui è sempre una grande emozione, ma stavolta niente sentimentalismi, serve solo vincere agli orobici per tornare alla vittoria e per riallontanarsi dalla zona retrocessione che li sta, domenica dopo domenica, risucchiando verso il basso.

Lazio – Biglia: Forse l’unica certezza di quest’anno per la Lazio. Senza di lui i biancocelesti non girano e può sbloccare la partita anche da calcio piazzato. Se c’è un giocatore della Lazio su cui continuare a puntare questo è Biglia.

Candreva: Troppo brutto per essere vero il Candreva ammirato in queste ultime uscite dove spesso è rimasto in panchina per lasciar spazio a Felipe Anderson o Keita. Ma anche per lui il momento buio finirà e quale migliore occasione di farlo in casa contro una squadra in difficoltà?

 

Atalanta – Conti: Dopo Grassi, finito al Napoli e De Roon, è lui la rivelazione dell’Atalanta che quest’anno ha saputo tirar fuori giovani di grande qualità su cui poter puntare sul futuro o fare cassa. Conti ormai è un titolare indiscusso ed è già a due reti in campionato dopo nove presenze.

Borriello: E’ lui a sostenere tutto il peso dell’attacco dell’Atalanta e contro la Lazio sentirà un po’ l’odore derby di quando vestiva la maglia giallorossa della Roma. Più goal in trasferta che in casa quest’anno per l’attaccante arrivato a gennaio dal Carpi e che vuole assolutamente sboccarsi dopo l’ultimo goal messo a segno a fine dicembre contro la Juve, che risultò influente ai fini del risultato.




#Chievo-Milan – i consigli del fantacalcio

E’ bastata una sconfitta dopo due mesi per far tornare il malumore intorno al Milan e mettere dubbi sul futuro di Mihajlovic. Fatto età che con la sconfitta di Reggio Emilia il Milan dice molto probabilmente addio alle speranze Champions. Il Chievo, ormai praticamente salvo, vuole dare una bella soddisfazione ai propri tifosi dopo le sconfitte in casa contro Juve e Napoli.

Chievo – Castro: E’ la vera marcia in più di questo Chievo, il motore che muove il centrocampo con qualità e quantità. Solo tre goal in campionato, ma tutti decisivi, ma il suo lavoro è quello di mandare in porta i compagni.

Birsa: Con la partenza di Paloschi è diventato lui il rigorista della squadra e quindi per tutti i fanta-allenatori è una grande notizia. Non solo goal su rigore, ma anche assist per il trequartista sloveno che in questo 2016 è il giocatore più attivo della formazione gialloblù.

Milan – Bonaventura e Bacca: Da troppo tempo questi due giocatori sono rimasti a secco e se per Bonaventura ci può stare essendo un centrocampista, per Bacca il discorso è differente. Ma prima o poi questa astinenza dovrà interrompersi…




#Palermo-Napoli – i consigli del fantacalcio

Settimana, periodo difficile per il Palermo che nel posticipo di domenica affronterà al Barbera un Napoli lanciatissimo alla rincorsa della Juventus. L’ennesimo ribaltone con Iachini esonerato ha fatto sì che puntare su qualche giocatore rosanero sarà veramente difficile. La sfida per il Napoli sembra alla portata e quindi per tutti i giocatori di Fantacalcio sembra il momento di schierare diversi giocatori partenopei.

Palermo – Vazquez: Sembra l’unico nel deserto palermitano. Il fantasista rosanero ci prova ed è l’unico che è sempre costante con il voto. Questa settimana sarà dura ma se qualcuno dovesse segnare sembra essere proprio solo lui.

Hiljemark: Un altro a salvarsi in questo brutto periodo è lo svedese. La sua personalità lo aiuta anche nelle situazioni difficili. In questo caso affrontare il centrocampo di corsa e qualità del Napoli sembra impresa difficile ma non si sa mai.

Napoli – Higuain: Il capocannoniere della Serie A si sfrega già le mani. Ritornato al gol negli ultimi due turni, per il Pipita la difesa del Palermo non dovrebbe essere un grande problema. Se servito come sempre sarà fin troppo semplice.

Ghoulam: E’ forse il miglior terzino del campionato. L’algerino non solo non fa quasi mai passare nessuno sulla propria fascia, ma bensì è una continua spina nel fianco per le difese avversarie. Higuain, ma non solo, possono ringraziare i suoi precisi cross.

Reina: Il portiere spagnolo deve tornare a chiudere la saracinesca. L’occasione contro un Palermo veramente in difficoltà sembra ghiotta. Bonus porta imbattuta?




#Juventus-Sassuolo – i consigli del fantacalcio

La rincorsa della Juventus è nata proprio un girone fa dalla sconfitta a Reggio Emilia contro il Sassuolo di Di Francesco. Un girone dopo, la Juventus ha ottenuto diciassette vittorie e un pareggio. Ma la sfida allo Stadium arriva in un momento delicato della stagione bianconera, poiché dopo quattro giorni ci sarà il ritorno di Champions contro il Bayern Monaco. Il Sassuolo invece vuole continuare la sua fama di ammazza grandi e, dopo il Milan, vuole essere l’unica squadra che ha battuto la Juventus sia all’andata che al ritorno.

Juventus – Buffon: sembra un nome scontato, ma in questa partita il numero uno della nazionale potrebbe superare Sebastiano Rossi e diventare il portiere più imbattuto della storia della Serie A.

Morata: Potrebbe esserci del tournover in vista del Bayern Monaco e Morata potrebbe partire tra i titolari facendo rifiatare uno tra Mandzukic e Dybala. Quale occasione migliore per

Sassuolo – Sansone: Quando vede una big si gasa a mille. La sua punizione nel girone d’andata ha steso per l’ultima volta la Juventus e chissà, magari venerdì sera sarà proprio lui a interrompere l’imbattibilità di Buffon.

Vrsaljko: Forse troppo sottovalutato, ma il terzino del Sassuolo è uno dei migliori assist man del campionato e probabilmente uno dei migliori terzini. Anche contro il Milan ha servito il pallone vincente a Sansone per il definitivo 2-0 arrivando a 6 assist in campionato.




#Fantacalcio – la Top 11 di questa settimana

In un turno nella quale spiccano le vittorie di Roma e Juventus a farla da padrone sono proprio i giocatori di queste compagini, con ottimi voti anche da Sampdoria, Napoli e Sassuolo. Fantallenatori eccovi la Top 11 di questa settimana:

R Cognome (Squadra) V GF GS RP RS A AMM ESP AG Tot
P CONSIGLI Andrea (SASS) 7.0 0 0 0 0 0 0 0 0 7
D BARZAGLI Andrea (JUVEN) 7.0 1 0 0 0 0 0 0 0 10
D BLANCHARD Leonardo(FROS)7.0 1 0 0 0 0 1 0 0 9.5
D CHIRICHES Vlad (NAPOLI) 6.5 1 0 0 0 0 0 0 0 9.5
C PEROTTI Diego (ROMA) 7.0 1 0 0 0 1 0 0 0 11
C PERISIC Ivan (INTER) 7.0 1 0 0 0 0 0 0 0 10
C LEMINA Mario (JUVENTUS) 7.0 1 0 0 0 0 0 0 0 10
C SORIANO Roberto (SAMP) 7.0 1 0 0 0 0 0 0 0 10
A SALAH Mohamed (ROMA) 8.0 2 0 0 0 1 1 0 0 14.5
A ICARDI Mauro (INTER) 7.5 1 0 0 0 1 0 0 0 11.5
A EL SHAARAWY (ROMA) 7.5 1 0 0 0 1 0 0 0 11.5
PUNTI 114.5

Ne parleremo in diretta a #PerUnPugnoDiCrediti!




#Fantacalcio – Flop 11 della settimana

Spiccano i giocatori della Fiorentina nella Flop 11 di questa 28esima giornata di Serie A, la sconfitta contra la Roma pesa troppo. Male anche per i giocatori di Verona e Milan. Fantallenatori eccovi i peggiori di questa settimana:

R Cognome (Squadra) V GF GS RP RS A AMM ESP AG Tot
P TATARUSANU Ciprian(FIOR)6.0 0 4 0 0 0 0 0 0 2
D ASTORI Davide (FIOR) 4.0 0 0 0 0 0 0 0 0 4
D ALONSO Marcos (FIOR) 4.0 0 0 0 0 0 0 0 0 4
D ZAMBELLI Marco (EMPOLI) 5.0 0 0 0 0 0 1 0 0 4.5
C BONAVENTURA Giacomo(MIL)5.0 0 0 0 0 0 1 0 0 4.5
C COSTA Tino (FIORENTINA) 5.0 0 0 0 0 0 1 0 0 4.5
C GIACCHERINI Emanuele(BOL)5.0 0 0 0 0 0 1 0 0 4.5
C WSZOLEK Pawel (VERONA) 4.5 0 0 0 0 0 0 0 0 4.5
A IMMOBILE Ciro (TORINO) 5.5 0 0 0 1 0 0 0 0 2.5
A BERNARDESCHI Federico(FIOR)4.5 0 0 0 0 0 1 0 0 4
A FARES Mohamed Salim (VER)4.0 0 0 0 0 0 0 0 0 4
PUNTI 43

Ne parleremo in diretta a #PerUnPugnoDiCrediti!




#RoadToEuro2016 – Belgio, l’incredibile ascesa dei Red Devils

Se ripensiamo a dieci anni fa, quando il calcio italiano si apprestava a vivere uno degli anni più intensi, diviso tra scandali e vittorie mondiali, la Nazionale del Belgio si trovava al 55° posto del Ranking FIFA il che la poneva alla stregua di nazionali come Angola, Uzbekistan e Guatemala. Arrivo il momento del Mondiale in Germania, ma i belgi non riuscirono a qualificarsi e dal quel momento scatto qualcosa di impensabile che ha portato la nazionale delle fiandre al primo posto nella classifica mondiale, la prima in assoluto a finire in cima al mondo senza aver mai vinto un titolo europeo o mondiale. In dieci anni si è costruito qualcosa di magico, di unico, tanto da diventare un modello per molte federazioni calcistiche internazionali ben più blasonate dei Belgian Red Devils.

Marc Wilmots, CT della Nazionale Belga

Marc Wilmots, CT della Nazionale Belga

Lo sviluppo calcistico in Belgio è un fenomeno del tutto giovanile, basato appunto sui giovani e sul lavoro con la palla ai piedi. Il primo punto di partenza è stata la collaborazione tra Governo, Federazione, scuole calcio e college, permettendo la crescita del fenomeno calcistico sul vasta scala, andando a selezionare e scremare i migliori talenti a partire dai 14 ai 18 anni. Nel corso del tempo, i ragazzi vengono inseriti nelle Topsport Schools, ovvero dei veri e propri centri federali dove i giovani calciatori vengono seguiti, istruiti e allenati dagli istruttori della federazione belga che, oltre a insegnare calcio, insegnano tutte le materie scolastiche, partendo dalla storia per poi arrivare alla fisica. Durante il pomeriggio i calciatori hanno l’allenamento giornaliero che va ad integrare l’allenamento che i ragazzi fanno con le proprie squadre. Le relazioni tra Governo e federazione, costringe gli istruttori al continuo aggiornamento, sfruttando e studiando le nuove conoscenze calcistiche per poi istruire i giovani talenti del settore giovanile e renderli così pronti alla chiamata europea. Il secondo punto sul quale la Federazione lavora da anni e la geometria del campo e la tecnica collettiva. Gli istruttori federali hanno imparato dai vicini olandesi, francesi e tedeschi, ponendo alla base di tutto il divertimento. L’aspetto caratteriale però, viaggia di pari passo con l’aspetto tecnico, in quanto un calciatore si diverte di più quando riesce ad avere il pieno controllo della palla e a divertirsi in mezzo al campo con la stessa. Ecco che, partendo dai calciatori più piccoli, gli istruttori sviluppano le loro capacità tecniche individuali, sfruttando la coordinazione, l’agilità e la rapidità. Questo a fatto si che il Belgio si riempisse di calciatori molto tecnici che divertendosi in campo fanno divertire anche il pubblico che li supporta. La terza chiave di volta è rappresentata dall’integrazione, utilizzata come risorsa e non vista come un problema. Negli ultimi anni abbiamo assistito all’exploit di calciatori come Kompany, Lukaku, Dembele, Januzaj, Fellaini e di molti altri che hanno si origini belghe ma che provengono da genitori stranieri. Da questo punto di vista l’Italia dovrebbe imparare tanto. Tutto ciò è stato portato avanti per anni da Michel Sablon, ex direttore tecnico del Belgio che ha portato una ventata di novità, dopo degli studi conseguiti in Olanda e Francia. Sablon, riunisce tutti i tecnici federali, portando alla luce il metodo Gag (Global-analytique-global), per un nuovo calcio totale che riunisca la fantasia olandese all’organizzazione francese, vietando le partite 11 contro 11 a tutto campo fino ai 12 anni, partendo da 2 contro 2, poi 5 contro 5 e infine 8 contro 8. Successivamente imposta un unico modulo per tutti, il 4-3-3, in modo tale da esaltare le ali nel gioco palla a terra. Il risultato è la nascita delle scuole federali e il primo posto nel Ranking FIFA.

Witsal, Alderweireld, Benteke, Hazard e Kompany mentre celebrano un gol

Witsal, Alderweireld, Benteke, Hazard e Kompany mentre celebrano un gol

Altro aspetto da non sottovalutare è l’allenatore Mark Wilmots. Cresciuto calcisticamente sotto la guida di Advocaat e Leekens, Wilmots è da considerarsi uno dei migliori allenatori in circolazione a livello internazionale, ma per poter entrare nell’olimpo dei grandi allenatori dovrà inesorabilmente vincere a Francia 2016. Prima politico poi allenatore, il CT dei belgi è riuscito a far coesistere il gruppo francofono con quello fiammingo, creando un gruppo coeso grazie anche al suo spirito combattivo che lo caratterizzava anche nel periodo da calciatore. Wilmots però non è solo il leader emotivo della squadra, ma è anche un abile stratega e tattico che lavora molto sull’intermezzo tra fase difensiva e offensiva, facendo cambiare aspetto alla propria squadra, a seconda dell’avversario da affrontare. Il Belgio riesce a stare in 30 metri di campo con tutti e dieci gli uomini di movimento, muovendosi all’unisono secondo il movimento dettato dagli avversari, riuscendo nell’intendo di chiudere le linee di passaggio, intercettando ogni tentativo di avanzamento. Il pressing non è nel loro DNA, ma nel momento in cui perdono il possesso, il raddoppio di marcatura diventa automatico, riportando, nel migliore dei casi, la palla a loro favore. Oltre alla tattica, Wilmots dimostra di voler improntare ogni partita sul piano fisico, schierando 4 difensori centrali in ogni partita. Il contropiede successivo poi è un arma micidiale che può colpire da qualsiasi parte. Basti pensare ai vari Hazard, De Bruyne, Mertens, Chadli e Dembele, che sono l’incubo di qualsiasi difesa che gli si pari davanti. Nonostante tutti questi calciatori offensivi, i Red Devils sono molto forti anche nelle retrovie, dove troviamo due ottimi portieri come Courtois e Mignolet, i centrali Kompany, Vermaelen, Vertoghen, Alderweireld e i terzini Pocognoli, De Bock e Cavanda. Indubbiamente è la candidata N°1 alla vittoria finale, ma sarà abbastanza pronta per arrivare fino alla fine? Una cosa è certa, quando scendono in campo, il divertimento è assicurato.




#Goal&Cash – Juventus, Carlsberg nuovo sponsor

La Juventus avrà un nuovo sponsor. La marca di birra daniese Carlsberg è diventata l’official beer del club di Torino.

Per l’azienda è un colpo molto importante quello legato all’unione con il club bianconero che conta milioni di tifosi in tutto il mondo.

Già tempo fa erano stati siglati accordi per le parternship di Euro2016 e la Premier League.

Le birre saranno distribuite nei 24 bar dello Juventus Stadium, inoltre partiranno allo stadio e sui social molte campagne per i tifosi, con la possibilità anche di vincere biglietti per le partite in casa della Juventus.

La marketing manager della ditta ha dichiarato: “La partnership con la Juventus è per noi motivo di orgoglio e di conferma dei valori che contraddistinguono la nostra storia. Essere al fianco della squadra più titolata d’Italia nell’anno degli Europei è un modo importante per raccontare i nostri valori e la nostra passione e soprattutto farli vivere ai nostri consumatori”.

Dal 2014 anche l’Arsenal è legato a questo marchio, ma in Premier da sempre l’azienda ha contratti con grandi club come Liverpool, Tottenham e Aston Villa.

Molte volte si è parlato, soprattutto in Inghilterra, di vietare la sponsorizzazione alle ditte che producevano alcolici, anche per la F1 ci furono parecchi problemi per Jean Todt per non aver bandito dalle livree delle monoposto i simboli di marchi come Martini, Johnnie Walker e altri.




#InPanchina – Silvio Berlusconi

Cosa ci fa il nome di Silvio Berlusconi in una rubrica dedicata alla carriera degli allenatori?

E’ apparsa in questi giorni un’indiscrezione secondo cui Sinisa Mihajlovic avrebbe deciso, autonomamente, di lasciare la panchina del Milan a fine stagione. Il motivo sarebbe il continuo contrasto con il Presidente riguardante anche aspetti prettamente tattici. D’altronde, si sa: da 30 anni il Cavaliere è il primo allenatore del Milan. E chiunque non sposi la sua visione del calcio non è destinato a lunga vita sulla panchina rossonera.

La storia parte nel 1963. Berlusconi ha 27 anni, fonda l’Edilnord e diventa presidente della società calcistica Torrescalla-Edilnord. Ma il ruolo di presidente gli sta stretto e decide, dunque, di “scendere in campo” in prima persona e assumere la guida tecnica della squadra (allontanando dal ruolo tale Marcello Dell’Utri). Il giovane imprenditore odia il giuoco difensivo: la sua squadra deve imporre il proprio gioco, senza attendere gli avversari, sia in casa che in trasferta. Quattro difensori, tre centrocampisti, due ali e un attaccante: un gioco offensivo basato su passaggi corti e pressing alto. I risultati sono di buon livello: l’Edilnord vince i campionati milanesi allievi, juniores B e terza categoria. Nel 1967 è anche l’unica squadra giovanile milanese a punteggio pieno. “Eravamo come il Barcellona” ha rivendicato il Cavaliere negli anni.

Il racconto va preso così com’è, avvolto dal mistero e dal romanzo calcistico. Tuttavia proprio quell’esperienza alla guida di una squadra dilettantesca ha portato Berlusconi a scontrarsi negli anni con tutti i suoi allenatori. Il primo a farne le spese fu nientemeno che Nils Liedholm. Figlio di un calcio ritenuto vecchio e catenacciaro, fu allontanato dopo pochi mesi di presidenza Berlusconi. “Sì, è molto bravo, capisce di calcio. E’ stato allenatore dell’Edilnord“: questo il commento, tra il serio e il faceto, dell’allenatore svedese. D’altronde lo stesso interessato ha sempre sostenuto di avere competenze calcistiche che non passavano dal portafoglio. Dopo Liedholm è il turno di Arrigo Sacchi e Fabio Capello, tecnici con cui Berlusconi è sempre andato d’accordo (anche grazie ai numerosi successi ottenuti in quegli anni) prendendosi anche qualche merito in più del dovuto.

Nonostante lo scudetto ottenuto a sorpresa nel 1999, l’amore tra il Presidente e Alberto Zaccheroni non è invece mai sbocciato. La difesa a tre non era contemplata nei piani di gioco del patron rossonero, mentre dichiarava pubblicamente in pubblico che l’idea di mettere Boban trequartista fosse di sua proprietà. A precisa domanda, uno stizzito Zaccheroni rispondeva “Non ricordo sia andata così“

Sulla panchina rossonera arriva dunque Carlo Ancelotti, in un rapporto di amore odio: amore per gli straordinari risultati ottenuti sul campo, odio per le continue frecciatine presidenziali sui moduli. Il cosiddetto “albero di Natale” (4-3-2-1) non rispettava, infatti, le richieste: “Vista la storia che abbiamo alle spalle e le nostre ambizioni, il tecnico del Milan deve giocare sempre con almeno due punte. Non è una richiesta, è un obbligo“. Questo il diktat presidenziale, ma i risultati erano decisamente dalla parte del tecnico italiano, ottenuti attraverso il “bel giuoco” richiesto dal Presidente.

Il resto è storia recente. Leonardo abbandonò la panchina rossonera proprio a causa delle continue critiche provenienti dalla dirigenza. Eppure giocava con due punte.“Se fossi stato io l’allenatore, avremmo vinto lo scudetto con 5-6 punti di vantaggio“.

Stessa sorte è toccata a Massimiliano Allegri, continuamente “punzecchiato” da Berlusconi per la qualità del gioco espressa dalla squadra. Prima del match in Champions League contro il Barcellona si arrivò addirittura a dettare un’ipotetica formazione: due punte e Messi marcato a uomo.

Durante la scorsa stagione è diventato virale il video di una visita del Presidente all’interno dello spogliatoio del Milan in cui lo stesso invitava i giocatori ad “Attaccare“: Inzaghi rimane sbalordito prima di unirsi a sua volta al coro.

Adesso è il turno di Mhajlovic. Presiente, l’età avanza: questa potrebbe essere la sua ultima occasione di sedersi in panchina. Scenda in campo, come negli anni ’60 alla Torrescalla-Edilnord. Passaggi corti, non più di quattro metri, perchè quando la palla si alza ci sono molte più possibilità di perderla. Due punte più il trequartista.La avviso: non sarà facile fare il bel giuoco con Montolivo, Kucka e Balotelli…