Empoli – Torino Probabili Formazioni Quote e Consigli per il Fantacalcio

La gara tra Empoli e Torino non varrà niente ai fini della classifica, ma sarà importante per i due allenatori, che lasceranno i rispettivi club al termine del campionato. Sicuro l’addio di Marco Giampaolo, probabile quello di Giampiero Ventura, ma in casa azzurra saranno in tanti a fare le valige, con il club che ha trattenuto tutti i suoi big a gennaio promettendo loro la cessione in estate. Stiamo parlando di Riccardo Saponara, Mario Rui e Lorenzo Tonelli, con Leandro Paredes e Piotr Zielinski che torneranno rispettivamente a Roma e Udinese, mentre l’Empoli, con Marcello Carli, dovrà fare una vera e propria rivoluzione.

PROBABILI FORMAZIONI

Empoli (4-3-1-2): Pelagotti; Bittante, Tonelli, Costa, Mario Rui; Zielinski, Paredes, Croce; Saponara; Pucciarelli, Maccarone. All.: Giampaolo

Squalificati: Mchedlidze (1), Buchel (1)

Indisponibili: Skorupski, Laurini, Livaja, Piu

Torino (3-5-2): Padelli; Maksimovic, Jansson, G. Silva; Zappacosta, Benassi, Gazzi, Acquah, B. Peres; Immobile, Belotti. All.: Ventura

Squalificati: Bovo (1), Vives (1)

Indisponibili: Avelar

STATISTICHE

o L’Empoli ha battuto cinque volte il Torino finora (6N, 2P): contro nessun’altra squadra ha collezionato più successi in Serie A.

o I granata non vincono contro l’Empoli in Serie A dal dicembre 2006: tre pareggi e altrettante sconfitte da allora.

o Nelle 13 sfide di Serie A tra queste due squadre sono stati segnati appena 12 gol, col Toro che è rimasto all’asciutto in nove gare, comprese le sei più recenti.

o Empoli e Torino hanno diviso la posta in tutti gli ultimi cinque incroci di Serie A al Castellani, quattro di queste partite (incluse le tre più recenti) sono finite 0-0.

o L’Empoli non perde in casa da cinque partite di campionato (2V, 3N) e non ha subito gol nelle quattro gare più recenti al Castellani.

o Il Torino ha raccolto nove punti nelle ultime quattro trasferte di campionato e ha segnato 10 gol in questi match (una media di 2.5 a partita).

o Gli ultimi 34 gol granata in Serie A sono arrivati tutti da dentro l’area di rigore: con il Palermo, il Torino è l’unica squadra a non aver ancora segnato su calcio di punizione diretto.

o L’Empoli, pur avendo segnato due degli ultimi cinque gol nell’ultimo quarto d’ora di gioco, è la formazione che ha realizzato meno reti in Serie A in quel parziale (cinque).

o Bruno Peres ha partecipato attivamente a cinque gol (tre reti, due assist) nelle ultime cinque presenze in Serie A: quattro di questi, peró, sono arrivati in casa e solo l’assist contro la Roma in trasferta.

o Massimo Maccarone è il giocatore più anziano ad aver segnato almeno 10 gol in questa Serie A, Andrea Belotti il più giovane.




Genoa – Atalanta Probabili Formazioni Quote e Consigli per il Fantacalcio

Aria di ultima sfida sulle rispettive panchine per Gian Piero Gasperini e Edy Reja che domenica alle 18 si affronteranno a Marassi nell’ultima giornata di campionato senza aver più niente da chiedere alla classifica. Il Genoa sembra intenzionato ad affidare la guida tecnica della squadra a Juric, promosso con il Crotone dalla Serie B alla A, mentre in orbita Atalanta circola in nome di Cesare Prendelli, pronto a tornare sulla panchina degli orobici e ricominciare da uno dei club che lo hanno lanciato. Sarà una festa al Ferraris, soprattutto perché tutto lo stadio potrà tornare a gioire dopo la vittoria nel derby di domenica scorsa, tributando un grande saluto a Gasperini, che ha fatto benissimo nei suoi anni trascorsi a Genova.

PROBABILI FORMAZIONI

Genoa (3-5-2): Lamanna; Munoz, Burdisso, Izzo; Ansaldi, Rincon, Dzemaili, Rigoni, Laxalt; Suso, Pavoletti. All.: Gasperini

Squalificati: De Maio (1)

Indisponibili: Cerci, Perin

Atalanta (4-2-3-1): Sportiello; Conti, Masiello, Djimsiti, Brivio; Cigarini, De Roon; Kurtic, Diamanti, Gomez; Borriello. All.: Reja

Squalificati: –

Indisponibili: Bassi, Stendardo, Paletta, Toloi

STATISTICHE

o Genoa imbattuto negli ultimi sette match di Serie A con l’Atalanta: tre vittorie e quattro pareggi.

o Il Grifone ha mancato l’appuntamento con il gol solo in una delle ultime 13 partite di Serie A giocate contro l’Atalanta: 0-1 nel febbraio 2012.

o L’Atalanta non vince in casa del Genoa in Serie A dal novembre 1991: cinque pareggi e quattro sconfitte da allora.

o In particolare, Genoa e Atalanta hanno diviso la posta in tutti gli ultimi quattro incroci di Serie A giocati al Ferraris.

o Il Genoa non pareggia da 13 turni in Serie A: sette vittorie e sei sconfitte.

o Nelle ultime 19 giornate di campionato il Genoa ha guadagnato 30 punti in Serie A, meno solo di Juventus (52),Roma (44) e Napoli (41).

o Un solo successo per l’Atalanta nelle ultime sei giornate di campionato (3N, 2P): i bergamaschi hanno trovato la via del gol in tutti gli ultimi otto turni.

o Continua a sfruttare poco le palle inattive il Genoa: 12 degli ultimi 13 gol del Grifone sono arrivati proprio su azione.

o Tornato a brillare Leonardo Pavoletti: tre gol e due assist nelle ultime cinque presenze: il bomber di Gasperini ha segnato in entrambi gli ultimi due incroci di Serie A contro i bergamaschi.

o Marco Borriello, ex della partita, ha già segnato al Ferraris contro il Genoa in questo campionato, a novembre quando vestiva la maglia del Carpi.




Lazio – Fiorentina Probabili Formazioni Quote e Consigli per il Fantacalcio

La gara dell’Olimpico tra Lazio e Fiorentina non varrà niente ai fini della classifica, visto che i biancocelesti sono già matematicamente ottavi e i viola quinti e per questo la sfida sarà dedicata interamente al Miroslav Klose che disputerà la sua ultima partita con la maglia del club capitolino. Tutto l’Olimpico sarà per lui, per quello che è già stato denominato il Klose Day. Arrivato a Roma nel 2011 il centravanti tedesco ha disputato 170 gare mettendo a segno 62 reti nelle cinque stagioni alla Lazio e ci terrà a fare bella figura, e magari anche gol, contro la Fiorentina, davanti al quel pubblico che lo ha sempre sostenuto e che si è innamorato di lui fin dal primo giorno.

PROBABILI FORMAZIONI

Lazio (4-3-3): Marchetti; Mauricio, Bisevac, Gentiletti, Konko; Parolo, Onazi, Lulic; Candreva, Klose, Keita. All.: S.Inzaghi

Squalificati: Biglia (1), Djordjevic (1)

Indisponibili: De Vrij, Radu, Kishna, Matri, Berisha, Hoedt

Fiorentina (3-4-2-1): Tatarusanu; Tomovic, G. Rodriguez, Astori; Bernardeschi, Badelj, Vecino, Alonso; Zarate,Ilicic; Kalinic. All.: P. Sousa

Squalificati: Borja Valero (1), Pasqual (1)

Indisponibili: Babacar, Benalouane

STATISTICHE

o La Lazio ha vinto le ultime quattro sfide di Serie A con la Fiorentina, dopo che aveva raccolto un solo punto nelle precedenti tre.

o La Fiorentina è la squadra a cui la Lazio ha segnato di più nella massima serie: 178 gol.

o I viola hanno trovato il gol solo in una delle ultime cinque trasferte di campionato in casa della Lazio: vittoria per 2-0 nel marzo 2013 – tre sconfitte e un pari completano il parziale.

o La Lazio ha vinto quattro delle sei partite con Inzaghi in panchina, incluse le due giocate in casa.

o Una sola vittoria per la Fiorentina nelle ultime 11 giornate: sei pareggi e quattro sconfitte completano il parziale.

o I viola hanno pareggiato per 0-0 le ultime due partite di campionato: in stagione sono quattro i pareggi a reti inviolate della Fiorentina, meno solo del Carpi (quattro anche per la Lazio).

o La Fiorentina resta l’unica squadra di questo campionato a non aver ancora guadagnato un singolo punto da situazione di svantaggio in trasferta: sette gare sotto nel punteggio e sette sconfitte.

o Ben otto degli 11 gol segnati dalla Lazio con Simone Inzaghi in panchina sono arrivati nei primi tempi: i biancocelesti avevano segnato soltanto nove reti nelle prime frazioni nelle prime 31 giornate.

o 15 degli ultimi 18 gol della Lazio in campionato portano la firma tramite gol o assist della coppia Candreva-Klose.

o Federico Bernardeschi ha tentato la conclusione 50 volte in questo campionato, realizzando un solo gol: tra chi ha segnato almeno una rete in questa Serie A, il suo è il rapporto tiri/gol peggiore.




Palermo – Verona Probabili Formazioni Quote e Consigli per il Fantacalcio

Palermo a caccia di tre punti per restare in Serie A. Con una vittoria all’ultima giornata contro il Verona, infatti, i rosanero avrebbero la matematica certezza di mantenere la categoria, dopo una stagione molto difficile sotto tutti i punti di vista, a cominciare dai tantissimi avvicendamenti in panchina che per poco non rischiavano di condannare il club alla B. Il punto ottenuto a Firenze domenica scorsa vale ore per la formazione di Ballardini che potrà contare su questo piccolissimo vantaggio nei confronti del Carpi e che permetterà ai siciliani di essere artefici del proprio destino. Dall’altra parte ci sarà il Verona già retrocesso, che dopo la vittoria contro la Juventus, cercherà di chiudere al meglio la sua stagione, nata male e proseguita nel peggiore dei modi.

Palermo (3-4-2-1): Sorrentino; Cionek, Gonzalez, Andelkovic; Rispoli, Hiljemark, Maresca, Morganella; Vazquez, Trajkovski; Gilardino. All.: Ballardini

Squalificati: –

Indisponibili: –

Verona (4-2-3-1): Gollini; Pisano, Bianchetti, Helander, Emanuelson; Viviani, Marrone; Wszolek, Ionita, Siligardi;Pazzini. All.: Delneri

Squalificati: –

Indisponibili: Fares, Souprayen, Toni, Jankovic, Rebic

STATISTICHE

o Bilancio in perfetto equilibrio nei nove precedenti di Serie A tra Palermo e Verona: tre successi a testa e altrettanti pareggi.

o Il Palermo ha segnato tre gol nelle ultime due sfide di Serie A contro il Verona (entrambe vinte), tanti quanti ne aveva siglati nei precedenti sette incroci.

o I veneti non hanno mai vinto in casa del Palermo in Serie A (2N, 2P) e sono riusciti a segnare una sola volta in queste partite.

o Per ottenere la salvezza, al Palermo basterà fare lo stesso risultato del Carpi, impegnato nella trasferta di Udine.

o I rosanero sono in serie positiva da quattro giornate (2V, 2N): in Serie A non restano imbattuti per almeno cinque partite di fila dal gennaio 2015.

o Il Palermo non prende gol da 305 minuti in Serie A: l’ultima volta che la porta rosanero rimase infranta così a lungo risale al gennaio 2010 (324 minuti).

o Il Verona ha vinto due delle ultime tre gare di campionato contro Milan e Juventus, ma in trasferta ha vinto solo una delle ultime 21 gare giocate in A (a Bologna) e arriva da tre sconfitte consecutive senza segnare.

o Salgono a 23 i gol su palla inattiva del Verona (più di tutti in questa Serie A): il 72% delle reti venete sono arrivate da fermo.

o Il Verona è una delle quattro squadre (con Como, Novara e Vicenza) tra le 42 affrontate da Alberto Gilardino in Serie A, che l’attaccante non è riuscito a punire – segnando ai gialloblu diventerebbe il giocatore ad aver marcato contro più squadre nella storia della Serie A.

o Pur avendo giocato solo 18 partite, Federico Viviani ha partecipato attivamente a sette reti del Verona (due gol, cinque assist): nessun giocatore tra i veneti ha contribuito a più marcature in questa Serie A.




Udinese – Carpi Probabili Formazioni Quote e Consigli per il Fantacalcio

Speranze di salvezza ridotte al lumicino per il Carpi, che dopo la sconfitta rimediata domenica scorsa al Braglia contro la Lazio dovrà vincere a Udine e sperare che il Palermo non batta il Verona al Barbera, o pareggiare, ma in questo caso gli scaligeri dovrebbero battere i siciliani. Difficile che tutto ciò possa accadere, anche perché l’Hellas, ormai ultimo in classifica, non ha più niente da chiedere al campionato, ma la formazione di Fabrizio Castori scenderà in campo sperando nel miracolo, che chiuderebbe una stagione comunque positiva.

PROBABILI FORMAZIONI

Udinese (3-5-2): Karnezis; Piris, Danilo, Felipe; Widmer, Badu, Lodi, Hallfredsson, Pasquale; Di Natale, Thereau. All.: De Canio

Squalificati: Kuzmanovic (1)

Indisponibili: Heurtaux, Armero, Wague

Carpi (4-4-1-1): Belec; Sabelli, Zaccardo, Suagher, Gagliolo; Pasciuti, Bianco, Crimi, Di Gaudio; Verdi; Mbakogu. All.: Castori

Squalificati: Poli (1), Lollo (1), Letizia (1), Romagnoli (1)

Indisponibili: Brkic, Bubnjic, Gnahoré

STATISTICHE OPTA

o Il match d’andata – vinto per 2-1 dal Carpi – rappresenta l’unico precedente in Serie A tra queste due formazioni.

o Nella partita d’andata il Carpi concesse cinque tiri nello specchio all’Udinese: gli emiliani non ne hanno mai subiti di più in una gara vinta in Serie A.

o Udinese salva grazie al pareggio di domenica scorsa sul campo dell’Atalanta – il Carpi resta in Serie A se rimonta il punto di distacco dal Palermo.

o L’Udinese non ha mai ripetuto lo stesso risultato per due gare di fila nelle ultime 16 partite casalinghe in campionato – sconfitta col Torino in quella più recente.

o Il Carpi arriva da due sconfitte consecutive: gli emiliani non perdono tre gare di fila in campionato da febbraio.

o In sei delle ultime sette trasferte di campionato il Carpi non ha trovato il gol.

o Se l’Udinese non dovesse vincere, registrerebbe il suo record negativo di punti in un campionato a 20 squadre di Serie A (fino ad ora il primato negativo è rappresentato dai 41 punti del 2014/15).

o Sette degli ultimi nove gol dei friulani sono arrivati con cross dalle fasce: solo il Chievo (15) ha segnato più gol con cross dell’Udinese (13) in questa Serie A.

o Kevin Lasagna ha realizzato tre dei soli quattro gol del Carpi segnati in trasferta in Serie A nel 2016.

o Tre gol e due assist per Duván Zapata nelle ultime otto presenze: il colombiano, a segno nella gara di andata, non riesce ad andare a bersaglio in due partite di campionato consecutive da settembre.




#RoadToEuro2016 – Repubblica Ceca, le Furie pronta ad abbattersi in Europa

Il nostro viaggio attraverso l’Europa ci porta oggi in Repubblica Ceca, che potrebbe diventare presto Cechia vista l’annuncio di voler richiedere alle Nazioni Unite il cambio ufficiale di nome. Cuore pulsante dell’Europa, la Cechia è una nazione relativamente giovane, data dalla pacifica separazione nel 1993 della Repubblica Cecoslovacca che ha dato vita anche alla Slovacchia. Sotto il profilo calcistico, solo la UEFA riconosce la Repubblica Ceca come erede naturale della Cecoslovacchia, mentre la FIFA, attribuisce questo status ad entrambe le nazioni nate il 1 Gennaio 1993. Questo ovviamente non ha influito minimamente sul piano sportivo, tanto ché proprio la Cechia riesce a far crescere e a sviluppare anno dopo anno, tanti giovani talenti che col tempo si rivelano fondamentali per la crescita della Nazionale, ma sfortunatamente non tanto per la crescita del campionato Ceco.

Peter Cech, autentica bandiera della Repubblica Ceca

Peter Cech, autentica bandiera della Repubblica Ceca

Una possibile sorpresa Ceca nei quarti di finale non è da escludere, visto che già in passato ha dato vita a delle clamorose vittorie, raggiungendo l’apice nel 1976, andando a vincere l’Europeo contro la Germania Ovest. Questa incredibile vittoria fu frutto di una tenacia che da sempre contraddistingue i Cechi nelle loro partite nazionali, infatti in quella edizione dell’Europeo svoltosi in Jugoslavia nessuna partita delle fasi finali si concluse al termine dei tempi regolamentari. Questo è lo spirito è la voglia che incarnano i calciatori cechi in ogni partita, la loro arma in più che potrebbe fare la differenza. Inoltre la nazionale ceca è sempre stata presente alle fasi finali dell’Europeo, accumulando esperienza e formazione in campo internazionale, che purtroppo non basta per arrivare al mondiale, infatti l’unica qualificazione al Mondiale risale al 2006 in Germania. Tornando al contesto europeo, la Nazionale Ceca durante la fase di qualificazione ha mostrato a tutta l’Europa di che pasta sono fatti i cechi, riuscendo a vincere il proprio girone mettendosi dietro la Turchia, la sorprendente Islanda e l’Olanda! Questo può considerarsi un piccolo traguardo raggiunto verso uno sviluppo più totale del calcio ceco e vista la strepitosa annata dello Sparta Praha in Europa League (uscita ai quarti contro il Villareal), la Repubblica Ceca punterà decisamente in alto questa estate. Nonostante una difesa a tratti imbarazzante, la Cechia ha dimostrato di non mollare mai, il ché gli ha garantito il primo posto nel girone più equilibrato di tutte le qualificazioni. La partita di esordio nelle qualificazioni ha subito mostrato il loro potenziale, vincendo a Praga contro l’Olanda per 2-1, ricordando che gli Orange a quei tempi erano reduci dal terzo posto in Coppa del Mondo. L’emozione per aver battuto l’Olanda è tanta, ma c’è da lavorare sodo per mantenere la leadership del girone e conquistare il pass. La partita successiva contro la Turchia risulta cruciale ai fini della classifica finale e serve un’altra prestazione importante per far capire all’Europa fin dove ci si può spingere. La partita è tosta, anche perché la Turchia non è mai facile da battere. Pronti via e all’8 minuto i turchi passano in vantaggio con Umut Bulut, bravo ad infilarsi alle spalle dei difensori cechi e ad insaccare il cross arrivato dalla sinistra. Le furie ceche però non si fanno scoraggiare e al 15′ riportano il risultato in parità grazie al colpo di testa di Tomas Sivok, che mette a segno il gol del momentaneo pareggio. Un miracolo di Cech mette coraggio alla squadra ceca che trova il raddoppio con una bella azione in contropiede finalizzata dal bomber dello Sparta, Borek Dockal. Cech è la vera anima di questa Nazionale e compiendo altri due miracoli su Turan e poi su Erkin, mette al sicuro il risultato che vale il primato nel girone.

La compagine Ceca mentre celebra un gol contro l'Olanda durante le qualificazioni

La compagine Ceca mentre celebra un gol contro l’Olanda durante le qualificazioni

Questa è la pietra miliare su cui la Repubblica Ceca ha costruito la vittoria nel girone, il primo passo verso la Francia. Le successive vittorie contro Kazakistan e Islanda, con il pareggio contro la Lettonia, garantiscono il primato ai cechi nella prima fase delle qualificazioni. Al giro di boa però la squadra ceca entra un attimo in Stand-By, perdendo contro l’Islanda ma andando nuovamente a vincere contro il Kazakistan e la Lettonia. La sconfitta in casa con la Turchia, mina le speranze di arrivare al primo posto nel girone, vista l’ultima importante sfida contro l’Olanda che si gioca il tutto e per tutto contro i Cechi. I gol di Kaderabek, Sural e l’autogol di van Persie, distruggono le speranze degli Orange che però approfittano del momento di relax dei cechi e rifilano due gol della speranza che però non riescono a completare l’opera, lasciando alle Furie ceche la vittoria del girone e la qualificazione in Francia! Grosso merito di questa vittoria va data al CT Pavel Vrba. Pur non essendosi consacrato in giro per l’Europa, Vrba possiede un ottimo curriculum a livello locale dove vanta 4 campionati cechi (il primo conquistato con il Branik Ostrava, squadra che fino ad allora non aveva mai vinto un campionato), 2 supercoppe ceche, i coppa ceca, 1 campionato slovacco e una supercoppa slovacca. Vrba incarna perfettamente la furia ceca, quella stessa furia messa in campo dal suo Viktoria Plzen durante la loro prima storica qualificazione in Champions League nel 2011/12. Questo gli è valso il titolo di miglior allenatore ceco dal 2010 al 2015. L’arma segreta architettata da Vrba è il suo 4-2-3-1 molto versatile, capace di adattarsi ad ogni tipo di avversario. L’altra faccia della medaglia artefice di questo successo sono i calciatori, molti dei quali militano nel campionato ceco. Un vera rivelazione è sicuramente l’attaccante dello Sparta Praha, Borek Dockal, dimostrando la sua qualità anche in Europa League. Tra gli altri segnaliamo Vladimir Darida, centrocampista a tutto tondo del Hertha Berlino. Darida con gli anni si è evoluto, passando dall’essere un trequartista moderno a un centrocampista completo, riuscendo a integrarsi bene sia al Hertha che in Nazionale dove ricopre il ruolo di centrocampista centrale davanti alla difesa. Oltre alle stelle, ci sono alcuni calciatori in rampa di lancio da tenere sott’occhio come ad esempio Martin Frydek, Jakub Brabec, Lukas Marecek, Ladislav Krejci e Matej Vydra, attaccante del Reading con un passato nell’Udinese. L’organico è ben amalgamato e i tifosi sono pronti a supportare la loro compagine Nazionale che esordirà il 13 Giugno contro i campioni uscenti della Spagna. Come già ribadito in precedenza, la prima partita sarà fondamentale per capire bene il reale valore della squadra Ceca, pronta a scatenare la propria furia!




#UnCalcioAllaStoria – Quando lo sport è pieno di ExtraTerrestri

“Where is everybody?” (Dove sono tutti quanti?), sicuramente vi state chiedendo perchè iniziamo una rubrica dedicata al calcio e alla storia con un’affermazione dello scienziato Enrico Fermi, nota come il Paradosso di Fermi, ma la risposta è semplice.

Oggi vogliamo celebrare l’importante annuncio dato ieri dalla NASA con la missione Kepler: sono stati aggiunti dalla NASA, grazie ai dati raccolti nella missione Kepler, 1284 nuovi oggetti alla lista di esopianeti finora confermati. Il numero totale ora è di 3200 pianeti scoperti nella nostra galassia.

Tuttavia vogliamo ricordare agli astrobiologi, ai cacciatori di esopianeti e ai fan dello spazio che qualche extraterrestre probabilmente l’abbiamo già sul nostro pianeta (non intendo parlare delle favole pseudoscientifiche che vanno di moda oggi), gli ET che piacciono a noi di RadioGoal24 si chiamano Leo Messi, Cristiano Ronaldo e altri grandi campioni che a volte superano i limiti della nostra razza.

La prima atleta di cui vogliamo parlare non fa parte del “Pianeta Calcio”, lei è cinese e ha stabilito il record del mondo sui 1500 metri, si chiama Qu Yunxia. A Pechino l’11 settembre del 1993, la mezzofondista in 3′50″46 vinse la sua gara. Tutti pensavano nel mondo dell’atletica che non si sarebbe mai più verificato un cambio di testimone, ma nel 2015 Genzebe Dibaba Keneni, un’atleta etiope ha battuto il record migliorandolo di alcuni millesimi di secondo.

Tutti dopo la storica svolta della cinese vedevano come qualcosa di impossibile la possibilità di superare il record, in realtà la tecnologia e le nuove metodologie di allenamento stanno aiutando a migliorare le possibilità di fare imprese umanamente impossibili.

Come stiamo vedendo in ambito scientifico le tecnologie ci stanno portando verso i veri ET e ci stanno anche trasformando in super-umani.

Per parlare di calcio vediamo i numeri di Leo Messi, che credo che conoscano tutti, anche al di fuori del sistema solare, ventiquattro titoli conquistati: sette campionati spagnoli, sei Supercoppe di Spagna, quattro UEFA Champions League, tre Coppe del Re, due Supercoppe UEFA e due Mondiali per club.

In stagione ha segnato poco più di quaranta gol, causa qualche acciacco fisico, ma nelle scorse annata ha regalato ai suoi tifosi più di 70 goal.

Altro extraterrestre che negli anni ha preferito l’evoluzione in acqua alla terra è Micheal Phelps: lo statunitense è il primatista olimpico assoluto per numero di medaglie vinte ( 22 ) e per numero di medaglie d’oro  ( 18 su 22 ), le sue prestazioni sono inarrivabili per tutti, il migliore di tutti i tempi, un uomo che metterebbe paura a Mulder e Skelly di X- Files.

Gli sportivi che hanno fatto e stanno scrivendo la storia sono tantissimi, ci vorrebbe una rubrica a parte per parlarne, alcuni di loro sono riusciti a dare la sensazione, durante le loro gare, di poter transumanare.

Vogliamo ricordare ad atleti, extraterrestri e lettori che il doping, ovvero a) la somministrazione, l’assunzione e l’uso di sostanze appartenenti alle classi proibite di agenti farmacologici e l’impiego di metodi proibiti da parte di atleti e di soggetti dell’ordinamento sportivo; b) il ricorso a sostanze o metodologie potenzialmente pericolose per la salute dell’atleta, o in grado di alterarne artificiosamente le prestazioni agonistiche; c) la presenza nell’organismo dell’atleta di sostanze proibite o l’accertamento del ricorso a metodologie non consentite facendo riferimento all’elenco emanato dal CIO e ai successivi aggiornamenti» (Convenzione antidoping di Stasburgo, 16 nov. 1989, ratificata in Italia con l. 29 nov. 1995 n. 522), non è niente di fantascientifico anzi è solo una terribile scorciatoia.

Caro Enrico tu chiedevi dove sono tutti quanti, Radio Goal 24 con rispetto e passione ti risponde che sono qui.




#PolvereDiStelle – Luca Toni, il bomber sempreverde

Domenica scorsa il calcio italiano ha salutato una delle sue stelle più brillanti, una delle sue stelle più belle, una stella che ha contribuito a 360° a valorizzare il calcio italiano. Stiamo parlando di Luca Toni, il bomber di Pavullo.

Toni entra in punta di piedi nel top del calcio italiano, facendo a spallate per anni nei campetti polverosi delle serie minori. L’esordio è da giovanissimo nel 1994, nel Modena, squadra con cui è cresciuto calcisticamente. Poi tanta la gavetta tra C2, C1 e Serie B, con le maglie di Empoli, Fiorenzuola, Lodigiani e Treviso. La grande occasione della Serie A arriva con il Vicenza nella stagione 2000-2001, dove segnerà anche 9 goal, ma è solo una toccata e fuga, Toni torna in B col Brescia per poi andare a Palermo.

Il passaggio alla corte di Zamparini segnerà la svolta decisiva nella carriera del bomber. In Serie B vince il titolo di capocannoniere della stagione 2003-2004 e porterà con i suoi goal il Palermo in Serie A. All’età di 24 anni, Toni prova a giocarsi le sue carte in massima serie, e se le gioca alla grande.

Con i siciliani in serie A segna 20 goal in 35 partite, la sua fama ormai è enorme e a fine stagione lo preleva la Fiorentina, con Luca che lascerà delusi i suoi tifosi al Barbera.

Con i Viola giocherà due stagioni fantastiche, vincendo nel 2005-2006 il titolo di capocannoniere della Serie A con 31 goal, che gli garantiscono la chiamata di Lippi per i Mondiali 2006, in Germania, che tutti sappiamo come finirono.

Toni contribuirà alla conquista del titolo iridato con 3 goal nella fase finale del campionato del Mondo.

La sua avventura a Firenze dura ancora un anno fino all’estate 2007, quando lo preleva per quasi 15 milioni il Bayern Monaco.

In Baviera, a detta di Toni, passerà gli  anni migliori della sua carriera. A 30 anni Luca si tuffa in un’avventura fuori dall’Italia, un’avventura che lo porterà a vincere una Bundesliga e il titolo di capocannoniere del campionato tedesco nel 2008. Anche nel 2009 farà bene ma ormai i tedeschi puntano su altri attaccanti, ovvero Mario Gomez e successivamente Mandzukic.

Nell’inverno 2009 passa in prestito alla Roma, guidata da Claudio Ranieri. Con i giallorossi sfiora lo scudetto ma deve inchinarsi all’Inter di Mourinho che a maggio festeggerà il triplete.

Torna a giugno al Bayern ma ormai la sua avventura teutonica è chiusa. Risolve consensualmente il suo contratto con i bavaresi e si accasa al Genoa nell’estate 2010. Ma la sua avventura al grifone dura 6 mesi, con soli 3 goal all’attivo. Toni passa a gennaio alla Juventus, per sostituire l’infortunato Quagliarella.

Con Madama, Toni segna il suo 100° goal in Serie A, ma in 14 presenze segnerà solo 2 goal. L’8 settembre 2011 Toni sarà ricordato per il  primo goal juventino allo Juventus Stadium, nell’amichevole inaugurale con il Notts County.

Inizia la stagione 2011-2012, quella del ritorno alla vittoria della Juve, con i bianconeri. Ma nell’inverno 2012 si trasferisce in Dubai. Sembra ormai agli sgoccioli la sua carriera. Tornerà a firenze nell’estate 2012, fino al 2013, ma non è più quello di prima. A ritiro ormai vicino gli offre una possibilità nell’estate 2013, il Verona di Mandorlini.

E Toni non si lascia scappare tale opportunità: il sussulto finale di una carriera immensa. Con il Verona, Luca gioca tre stagioni, nel 2014-2015, con 22 goal, è pari merito con Icardi, diventa il più anziano capocannoniere della serie A a 38 anni, strappando il primato precedente a Dario Hubner. Nella stagione 2015-2016, quella attuale, molti problemi fisici ne minano la stabilità e l’età avanzata lo inducono al ritiro.

La favola del Verona si spezza, con i veneti che salutano la Serie A dopo 3 stagioni. Lo scorso 8 maggio, al Bentegodi, Toni dice addio al calcio, nella sfida vinta dal suo Verona, ultimo, contro la già scudettata Juventus, che veniva da 27 vittorie nelle ultime 28 gare. Con un rigore a cucchiaio segna il suo ultimo goal in Serie A, chiudendo con 317 goal ufficiali in carriera, tra tutte le serie dove ha militato.

Toni ha vinto 2 volte il titolo di cannoniere in Serie A, il primo italiano a vincere la scarpa d’oro, eguagliato solo da Totti qualche anno dopo, unico italiano a vincere il titolo di cannoniere in Bundesliga, oltre ad essere capocannoniere della Serie B 2003-04 e della Coppa Uefa 2007-2008.

Uno degli eroi dell’Italia del 2006, sicuramente un signore in campo, mai scorretto e sleale. Lascia un grande uomo, oltre che un professionista esemplare. Luca Toni verrà sempre ricordato con affetto dai tifosi del calcio italiano.




#VoceRossonera: approfondimenti e news societarie inedite.

Questa sera dalle ore 19 alle ore 20 andrà in onda una nuova puntata di #VoceRossonera, programma a tema Milan di RadioGoal24.it

Come al solito, dopo una breve introduzione sull’ultima giornata di campionato, la 37esima in questo caso, ci sarà l’intervento di Antonio Fioretto (collega di #RadioGoal24) sullo scontro Champions League che sarà uno dei temi principali dell’ultima giornata con il Milan coinvolto poiché giocherà contro la Roma. Successivamente, verrà trattata approfonditamente la gara di Sabato sera in cui il Milan ha battuto il Bologna di Donadoni. Infine, l’argomento più scottante della giornata, cioè la questione societaria verrà sviscerata dai due presentatori che hanno, tra l’altro, una sorpresa finale per gli ascoltatori.

Come sempre ci sarà tanta musica ad accompagnare le voci dei conduttori Pietro Cartolano e Francesco Ricciardi.

Non mancate. 




#WeeklyReport – 10 di cuore a Luca Toni, 2 alla Serie A del futuro

VOTO 10 a Luca Toni. Domenica non è stata una domenica come le altre, il bomber Luca Toni ha deciso di lasciare il calcio giocato dopo una strepitosa carriera che lo ha portato a vincere tantissimi trofei con le maglie della Nazionale e dei vari club in cui è stato, avendo anche l’umiltà di concedersi a squadre non del tutto eccezionali, facendo sempre e comunque la differenza in ogni partita. Forse a vedere quel ragazzo così longilineo nessuno si sarebbe immaginato una carriera così formidabile, fatta di gioie e anche dolori. L’ultimo proprio questa stagione. La retrocessione con il suo Hellas non riesce a mandarla giù e decide di congedarsi, lasciando a noi i ricordi delle sue incredibili gesta all’interno del terreno di gioco.
GRAZIE LUCA

VOTO 9 al Frosinone. Pur essendo retrocessi, la squadra ciociara non ha nulla da recriminare in questa stagione perché hanno la consapevolezza di avercela messa tutta e che l’anno prossimo potrebbe essere l’anno buono per la risalita rapida in Serie A. Dalla società, alla rosa, tutti insieme hanno coltivato il sogno della permanenza in A che si sono visti sfuggire solo alla penultima giornata, il ché fortifica quel senso di tenacia e forza che ha contraddistinto la squadra ciociare durante tutto il campionato. Un grande, anzi, grandissimo merito va dato a Roberto Stellone che prima riesce a conquistare la Serie B e successivamente la Serie A, poi da prova del suo talento riuscendo a far sopravvivere la squadra fino al termine del campionato.
TENACI

VOTO 8 a Vincenzo Montella. Magari non sarà destinato a vincere la Champions nel prossimo futuro o magari non è riuscito sempre ad esprimere il suo talento, ma bisogna ricordarci che Montella è sempre stato di una correttezza disarmante nei confronti di tutti, difendendo a spada tratta i suoi calciatori e assumendosi le responsabilità della sconfitta nella maggior parte delle situazioni. Domenica abbiamo assistito ad uno scontro frontale tra la dirigenza della Sampdoria e l’allenatore campano che, con ogni probabilità, lascerà i blucerchiati a fine stagione. Questo perché l’aeroplanino considera i valori umani e sportivi al di sopra di ogni vittoria o sconfitta e quando gli si vanno a toccare certi tasti, beh, aspettatevi il peggior Montella di tutta la stagione.
COERENTE

VOTO 7 al Cagliari che dopo un anno di purgatorio ritorna in Serie A. Certo, da una squadra così, ci si aspettava la vittoria del campionato a mani basse, ma evidentemente non era l’anno buono. Fatto sta che la squadra di Rastelli ha dimostrato una solidità di gruppo formidabile che quando è venuta meno, ha causato non pochi problemi, compromettendo di fatto la vittoria del campionato. Di una cosa siamo certi, l’anno prossimo daranno del filo da torcere a tutte le squadre di Serie A per tenersi stretta la categoria.
BENTORNATI

VOTO 6 al Napoli. Ok, non è la Juventus ne come fatturato e ne come organico, ma osservando l’andamento del Napoli, si ha la sensazione che la squadra partenopea abbia perso le speranze di titolo dopo la sconfitta contro i bianconeri, lasciando carta bianca proprio ai rivali di Torino. Per il Napoli questo doveva essere l’anno 0, l’anno in cui si doveva ripartire, magari centrando la Champions senza troppa fatica e dando fastidio alle grandi. Ma già dall’inizio si avvertiva che quest’anno sarebbe cambiato qualcosa e che magari, poteva essere l’anno buono. Forse un po per “pigrizia” forse un po per ilo fatto che questo era solo l’anno 0, il Napoli si è adagiato un po troppo, accontentandosi del 2° posto. Di certo non è male come piazzamento, ma come diceva il buon Bill Shankly: “First is first, second is Nothingh”
RASSEGNATO

VOTO 5 al Bayern Monaco. Si, lo sappiamo, è un po indecente dare un 5 al Bayern, ma la mancata qualificazione alla finale di Champions League, fa storcere il naso un po a tutti. Forse da Guardiola ci aspettavamo di più? Ricordiamoci che al Barcellona lui aveva Messi & Co, che sono degli alieni in confronto ai calciatori del Bayern. L’anno prossimo ci sarà Carletto Ancelotti, uno che di Champions ne ha già vinto qualcuna.
MEDIOCRE

VOTO 4 alla Michelin. Ma dico scherziamo? A Le Mans è andato in scena il valzer delle cadute, con la caduta simultanea di Dovizioso e Marquez a rendere il tutto un po più divertente. Per carità, non vogliamo dare tutte le colpe alla casa francese, ma resta sempre quell’idea che non tutti gli pneumatici escano fuori allo stesso modo. Il che fa decisamente pensare. Nonostante ciò, ci sentiamo in dovere di dover attribuire un le 4 anche a quei piloti che esagerando, hanno buttato via la gara.
INCREDIBILI

VOTO 3 al triste paracadute della serie B. Una volta era un guaio la retrocessione in serie cadetta, oggi può rivelarsi una manna dal cielo, visto l’enorme paracadute attuato dalla Lega per risollevare le sorti delle squadre decadute. C’è chi dice che siano 20 milioni, chi 40 e via dicendo. Noi sappiamo con certezza che la retrocessione in serie B non vale più come una volta, anzi, stimola le squadre retrocesse ad incassare la somma e a ricostruire la squadra passo dopo passo. Ovviamente non tutte le società si comportano allo stesso modo.
TRISTE

VOTO 2 alla Serie A che verrà. Facciamo un analisi del pacchetto squadre del massimo campionato di calcio italiano: la Juve regna incontrastata, il Napoli può rimettersi in gioco ma non ha ancora quell’appeal da grande squadra, la Roma può giocare un ruolo fondamentale se sceglierà gli uomini giusti e le altre squadre? La Serie A è cambiata e cambierà nuovamente, ma con una costante fissa: la Juventus. Senza di loro non avremmo più nessun occhio di riguardo da parte dei campioni assoluti che di certo, non desidererebbero giocare nel nostro campionato. Il loro è un esempio di lavoro e dedizione che è venuto a mancare a squadre come il Milan, l’Inter (che potrebbe diventare la rivelazione nel futuro prossimo), la Fiorentina e la Lazio. Bisogna crescere insieme e ripartire insieme.
DI MALE IN PEGGIO

VOTO 1 alla magra consolazione. Forse è questo il peggior difetto delle squadre italiane e degli italiani, il fatto di consolarsi in qualche modo per ogni sconfitta rimediata. Per andare oltre bisogna avere la capacità, ma soprattutto la volontà di varcare quella sottile soglia che divide il niente dai vincitori, solo così riusciremo a ritornare in vetta al mondo.