#UnCalcioAllaStoria – 70 anni di NBA

Oggi è il compleanno di uno dei più grandi campionati sportivi del mondo: l’NBA. Quest’anno sono state tante le immagini che il campionato di basket americano ci ha regalato, dall’addio di Kobe Bryant, che vi avevamo raccontato proprio qui su un calcio alla storia, alla vittoria di Cleveland targata Lebron James.

Nelle ultime settimane anche Tim Duncan ha dato il suo addio al basket, lasciando una franchigia storica come San Antonio senza uno dei leader più prolifici di questo sport.

La prima Nba della storia fu portata a casa dalla squadra, ormai scomparsa, dei Philadelphia Warriors (oggi i diritti di quella franchigia sono di Golden State).

La prima leggenda che alzò l’asticella nella vita di questa lega fu sicuramente Wilt Chamberlain, leggendario recordman per maggior numero di punti in una singola partita (100), e quello del maggior numero di rimbalzi in una singola partita (55).

Tra gli anni 60/70 nacque la storica dinastia dei Celtics, la squadra portò a Boston il titolo dal ’59 al ’65, arrivando anche nel decennio successivo ad un numero impressionante di vittorie e finali NBA.

L’anno dopo la sua fondazione la lega ha portato una straordinaria innovazione, caratteristica di ogni campionato statunitense: il “draft”.

Nelle prime scelte nel corso della storia possiamo vantare anche una presenza italiana, quella di Andrea Bargnani, tra gli altri possiamo ricordare lo stesso James, Derrick Rose e tutti i più grandi giocatori della storia del basket.

Negli ultimi anni, dopo un dominio Lakers intorno al 2010, si è assistito ad una sfida a due: Golden State Warriors contro Cleveland (tornati al massimo dopo il ritorno del re Lebron).

Ad oggi i Celtics e i Lakers sono i team ad aver vinto più anelli (storico trofeo NBA), anche se negli ultimi anni tutte e due le squadre hanno mostrato gravi problemi nell’organizzazione del loro organico.

I pareri e gli scandali che hanno coinvolto la lega sono molteplici, basta pensare alla storica affermazione di Art Rust, storico giornalista statunitense: “Se la cocaina fosse elio, tutta la Nba volerebbe”.

A noi tuttavia piace ricordare le parole di Bill Russell, ex cestista NBA: “Il basket è l’unico sport che tende al cielo. Per questo è una rivoluzione per chi è abituato a guardare sempre a terra”.

L’NBA è proprio così, una rivoluzione continua, una religione che intreccia vite, cielo e terra.




#Goal&Cash – Milan e Genoa: un asse che vale milioni

Pace fatta tra Galliani e Preziosi. Dopo lo screzio tra il Presidente del Genoa e L’AD rossonero, tutto sembra essere tornato alla normalità, la loro amicizia e soprattutto la lunga collaborazione tra i due, a giugno è stata messa a dura prova dalla trattativa per Lapadula.

Ad oggi i rossoneri, con un mercato totalmente bloccato causa cessione della società, hanno bisogno di ritrovare vecchi alleati e Adriano Galliani punta proprio a due talenti del Genoa, Rincon e Pavoletti, possibile sostituto di Bacca.

Le rilevazioni effettuate da CF Calcio e Finanza sui bilanci del Genoa, dimostrano come in meno di dieci anni, le transazioni in uscita con destinazione Milan hanno riguardato 17 giocatori.

Questo numero di operazioni ha creato al Genoa oltre il 24,62% sull’ammontare complessivo delle plusvalenze realizzate dal club, la più onerosa per le casse del club rossonero è stata quella su El Shaarawy, venduto successivamente alla Roma.

Anche l’Inter, sempre secondo le analisi di C&F, ha un peso molto grande sul club di Genova, infatti anche grazie ai nerazzurri sono state realizzate quasi il 25% delle entrate per Preziosi.

In attesa del prossimo affare, possiamo considerare questo come uno dei più prolifici scambi di mercato della storia del nostro calcio, chissà quale sarà il prossimo colpo targato Adriano Galliani e dopo il passaggio della società cosa resterà di quest’asse storico?




#UnCalcioAllaStoria – L’ennesimo tradimento, storie di amori finiti

Oggi ad un calcio alla storia prendiamo in prestito una frase di Andrea Pazienza: “L’amore è tutto ciò che si può ancora tradire”. Tra Higuain e il Napoli c’è stato amore, quello vero. Le testimonianze sono più di una e passano anche dalle lacrime all’uscita dalla Champions, oggi però è il momento, in particolare per i tifosi napoletani, di celebrare l’ennesimo tradimento ed è l’ulteriore prova che per i partenopei c’è stato un solo Maradona.

Nella storia del calcio le situazioni analoghe sono veramente un’infinità, chi non si ricorda dello striscione esposto durante il derby di Milano verso Leonardo, apostrofato come un: “Giuda interista”, oppure i fischi riservati a Ronaldo, Balotelli (che pochi anni prima lanciò la maglia proprio della sua Inter) o ad Ibrahimovic (passato all’Inter dopo esser scappato dalla Juve nel dopo calciopoli).

Di altro tipo di tradimento, ma sempre avvenuto nel mondo del pallone, è quello legato alla vicenda tra Icardi e Maxi Lopez e tutti ora sanno com’è finita, chissà se la donna al centro della trattativa reciterà in un cinepanettone?

Altro nome al centro di queste dinamiche è stato Roberto Baggio, che dopo aver giurato amore alla Fiorentina, passò alla Juventus.

Anche il Neo allenatore Montella, dopo una fantastica stagione al Genoa, passò senza ritegno alla Sampdoria e segnando nel derby non si dimenticò la sua caratteristica esultanza, inutile dire che finì sotto i fischi di tutta la tifoseria del grifone.

Una canzone molto celebre anche in sede di mercato recita: “Certi amori non finiscono”, ma alcuni di questi amori sono impossibili da ricucire, le ferite sono insanabili e i fischi inevitabili.




#Goal&Cash – Juventus, Quanto pesa Higuain nelle casse bianconere?

Le visite mediche, le critiche di Maradona, la prospettiva di vincere la Champions, l’addio di Pogba e tanto altro si nasconde dietro l’acquisto di Gonzalo Higuain da parte della Juventus, Gianluca Di Marzio ha lanciato l’esclusiva sulle visite mediche sostenute a Madrid.

L’accordo tra il club e il giocatore c’è, i bianconeri sono pronti a pagare la clausola di oltre 94 milioni di euro.

Lo stipendio dell’argentino dovrebbe essere superiore ai 7,5 milioni di euro all’anno ma con i diritti d’immagine si supererebbe la cifra di 10 milioni annuali al Pipita.

Ad oggi la Juventus per ammortare i costi dovrà procedere a qualche cessione per permettere a Higuain di vestire il bianconero, Zaza e Pereyra sono sulla lista dei partenti e le trattative per Pogba non sono chiuse del tutto, nonostante qualche voce sulla possibile permanenza.

L’acquisto di Pjaca ha appesantito il bilancio della Juventus per questo senza alcuna cessione sembra difficile permettere l’acquisto del capocannoniere dello scorso campionato a quelle cifre.

La Juventus nella prossima stagione, secondo l’analisi di Calcio e Finanza, dovrebbe sostenere un borsino di oltre 84, 5 milioni di euro, forse un pochino troppi per questo ora, in casa Juve, si guarderà anche al mercato in uscita.




#Goal&Cash – Mancini e la Nazionale inglese: sarà lui il prossimo CT?

Vi avevamo parlato alcune settimane fa del flop economico legato alle scarse prestazioni della Nazionale inglese nel corso degli anni.

Calcio e Finanza ha parlato della possibilità di vedere Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale d’oltre manica, rilanciando le ipotesi del The Guardian.

Il tecnico potrebbe avere un guadagno superiore ai sei milioni di euro, l’ingaggio è realistico se si vede quando la federazione ha speso in questi ultimi anni.

Fabio Capello il più pagato, con 6 milioni di sterline e una buonauscita di oltre 1 milione di euro, nonostante il flop in Sudafrica e il caso Terry, è l’allenatore ad aver vinto più partite con la Nazionale inglese.

Steve McClaren pagato 7.75 milioni di sterline più la buonauscita di 2,5 milioni di sterline, è rimasto in carica poco più di un anno.
Mancini in questi giorni è stato messo in dubbio dalla nuova proprietà cinese dell’Inter, ora la FA si è data sei settimane di tempo per decidere sul futuro della panchina inglese, Mancini forse sta aspettando proprio la chiamata della federazione per andare via dall’Inter.

 

 




#UnCalcioAllaStoria – Il legame misterioso tra Sla e calcio

Nel corso degli anni molti calciatori in Italia sono stati colpiti dalla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), la statistica nel nostro Paese ha notato come l’1% dei malati colpiti da questa sindrome siano ex calciatori (professionisti e non).

I casi più famosi sono stati senza dubbio quello di Borgonovo, Signorini e di Armando Segato, che fu il primo calciatore a cui venne diagnosticato il morbo di Gehrig (SLA).

I fattori, secondo il professore Vanacore, che da anni studia l’incidenza di questa relazione, possono essere vari: “Tutte le ipotesi si equivalgono – ha dichiarato Vanacore – dai microtraumi al doping, dai pesticidi sul campo all’uso di antinfiammatori. Noi stiamo seguendo la pista degli integratori alimentari, ma ci vorrà del tempo”.

Castellacci, medico della Nazionale, ha sempre parlato di studiare meglio il caso per parlare di una relazione causale, proprio a Sky queste furono le sue parole: “Da sempre studiamo, o cerchiamo di studiare, le motivazioni per cui nell’attività sportiva, com’è stato detto più volte, ci potrebbe essere una percentuale di casi maggiori. È una cosa che, comunque sia, vera o non vera, deve preoccupare e deve portare gli studiosi, specialmente i neurologi, a comprendere le motivazioni”.

Tuttavia i dati del professor Vanacore, che ha inserito nelle sue statistiche anche i calciatori di serie C, sono più gravi del previsto: la possibilità di essere colpito dal morbo se si è degli sportivi aumenta di 11,5 volte.

In un’intervista ad Avvenire il professore commentò così: “Nel nostro studio basato su 24mila giocatori di Serie A, B e C in attività tra il 1960 al 1996, sono emersi 8 decessi per Sla con un aumento del rischio di 12 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Il giudice Guariniello poi ci fornì un dato ancora più allarmante: 16 calciatori morti di Sla tra il 1996 e il 2004. Quindi si sale a 24 decessi”.

In alcune squadre poi, soprattutto negli anni ’80-’90, si è verificata una maggiore incidenza di questa malattia, basti vedere il caso Como dove si ammalarono: Borgonovo, Canazza e Lombardi, ma anche Maurizio Gabbana, Celestino Meroni e Piergiorgio Corno.

Il nostro Paese ha tentato di far luce sulla vicenda e Vanacore si è detto soddisfatto di questo lavoro: “Le due perizie, la nostra e quella altrettanto valida del professor Chiò, sono state pubblicate su riviste scientifiche internazionali e hanno ancora un valore enorme. Penso, però, che in un Paese civile la magistratura debba procedere al meglio nel suo lavoro e lo stesso vale anche per la comunità scientifica. In altre parole auspico che vi siano i presupposti culturali per poter analizzare le cause di questo fenomeno in stretta collaborazione tra gli atleti, le federazioni, i medici sportivi e i ricercatori clinici e di base”.

Insomma non rimane altre che aspettare l’avanzare della scienza per far luce su questo mistero, sicuramente lo studio della patologia negli sportivi aiuterà a sconfiggere questo morbo, per ora incurabile.




#Goal&Cash – Milan, attesa per la firma dell’accordo

Per il Milan ai cinesi bisognerà aspettare ancora qualche settimana, ormai la telenovela di Goal&Cash si arricchisce di settimana in settimana. L’ultimo colpo è stato dato da Mr Bee, che non contento di aver illuso i tifosi e non aver rassicurato Berlusconi, si è reinserito nell’affare. La manovra del thailandese però appare solo come un fastidio, verso la firma del preliminare, che nonostante i ritardi si farà.

Lo slittamento è di natura tecnica, le agende dei vari rappresentanti dovevano essere sincronizzate, la trattativa con Fininvest da parte del gruppo cinese è alle battute finali: Sal Galatioto da New York e un rappresentante degli investitori cinesi dall’Asia dovrebbero mettere le firme e arrivare a Milano.

A breve sono attesi anche i nomi degli appartenenti alla cordata che sta investendo sui rossoneri, l’80% che dovrebbe finire alla cordata cinese, dovrebbe essere valutato sui 400 milioni di euro.

I cinesi si prenderebbero carico degli oltre 200 milioni di debiti e avranno l’opportunità di vagliare il progetto per il nuovo stadio, tramontato alcuni mesi fa.

Molte le posizioni da chiarire e le carte da scoprire, il Milan orientale è pronto per essere scoperto e anche noi di Goal&Cash siamo in attesa.




#UnCalcioAllaStoria – Pallone Criminale, dagli anni ’80 ad oggi

Lionel Messi e suo padre, Jorge Messi, sono stati ufficialmente condannati a scontare una pena di 21 mesi in carcere per aver evaso il fisco. La cifra evasa dai due si aggirerebbe intorno ai 4 milioni di euro. Belize e Uruguay, secondo l’accusa, sarebbero i due paradisi fiscali usati per nascondere il denaro di famiglia.

Nella storia del calcio sono state tantissime le accuse e le condanne a cui ex calciatori e non hanno dovuto rispondere: in Italia alcuni casi hanno coinvolto dirigenze e società intere.

Nel 2006 lo scandalo Calciopoli portò la Juventus in Serie B e società come Milan e Lazio subirono pesanti penalizzazioni.

Nel 2011, dopo un apparente periodo di quiete, il caso Scommessopoli fece ripiombare il calcio in un periodo nero, molti tesserati furono implicati e una rete criminale fu scoperta dietro il sistema calcio.

Una truffa, apparentemente meno grave e più simpatica, è stata messa in piedi dal “finto” giocatore Carlos Henrique Raposo detto Kaiser, il calciatore dopo aver preso contatti con le elite del calcio brasiliano, riesce a giocare in più squadre del Paese sudamericano e approderà anche in Francia, nonostante nella sua carriera non avesse giocato alcuna partita per 90 minuti.

Il calcio, soprattutto quello dilettantistico, è sempre pieno di frodatori che riescono a raggirare il sistema e le dirigenze, spesso ignare; altre volte le dirigenze si rendono complici di vere e proprie attività criminose.

Il nosto Paese è da sempre colpito duramente da questi scandali, anche negli anni ’80 due scandali portarono alla luce un giro di calcioscommesse.

Oggi Messi vede la sua carriera ad un bivio? È troppo presto per saperlo la giustizia farà il suo corso, sperando di slegare il calcio da questi crimini.




#Goal&Cash – Inghilterra, il primo flop è quello economico

Competizione su competizione la FA assume grandi manager per guidare la Nazionale inglese, a ritmo di milioni di sterline e nel giro di qualche anno gli allenatori vengono inesorabilmente esonerati e mandati via.

Fabio Capello il più pagato, con 6 milioni di sterline e una buonauscita di oltre 1 milione di euro, nonostante il flop in Sudafrica e il caso Terry. E’ l’allenatore ad aver vinto più partite con la nazionale inglese.

Steve McClaren pagato 7.75 milioni di sterline più la buonauscita di 2,5 milioni di sterline, è rimasto in carica poco più di un anno.

Dal 2000 agli europei l’Inghilterra si è fermata sempre in modalità sempre poco convincenti: dai rigori con l’Italia nel 2012 alla mancata qualificazione nel 2008.

Ai mondiali possibilmente la squadra britannica va ancora peggio, non arrivando mai nelle prime quattro.

Roy Hodgson è solo l’ultimo dei tanti, a lui, per fortuna della FA, non è stata pagata alcuna clausola.

Tuttavia i suoi anni con la nazionale sono già costati oltre 14 milioni di sterline, il prossimo allenatore avrà il compito di portare la squadra pronta al Mondiale in Russia, forte anche di un girone non proibitivo da affrontare.




#UnCalcioAllaStoria – Milan, storie di allenatori

Vincenzo Montella è il nuovo allenatore del Milan. Dopo una lunga serie di voci, di trattative e litigi , anche i rossoneri hanno il loro tecnico.

Montella già dallo scorso anno era sulle liste della società di Berlusconi, il matrimonio è stato fatto a distanza di un anno e con un Presidente non molto contento della decisione.

In questi anni proprio i malumori di Berlusconi hanno portato ad un grande valtzer sulla panchina della sua squadra: dopo l’esonero di Allegri si sono succeduti in ordine Sedorf, Inzaghi, Mihajlovic e Brocchi.

Siamo lontani dalle sette stagioni di fila di Carlo Ancelotti sulla panchina del Milan, infatti in questi anni la confusione ha regnato nella dirigenza rossonera.

Il Milan in panchina però ha sempre saputo portare grandi innovatori, negli anni ’50 tra Viani e Rocco si andò a perfezionare lo stile di gioco che sarà noto come catenaccio all’italiana; dopo una ventina d’anni arrivò il momento di Sacchi che porto in meno di 5 anni ben 10 trofei in più nella bacheca rossonera.

Dopo di lui in punta di piedi partì l’avventura tecnica di un certo Fabio Capello, che senza paura proseguì la grande stagione di successi sulla panchina del Milan.

Ancelotti e Allegri sono stati gli ultimi due a portare trofei in casa rossonera, il primo con un grande gioco ed una serie di campioni senza precedenti, il secondo grazie ad una campagna acquisti importante insieme ad Ibra portò il Milan all’ultimo scudetto.

Dopo una serie di lunghi insuccessi, in questi ultimi anni, il Milan deve ripartire e Montella ha messo d’accordo tutti o quasi.