#IlPuntoSullaSerieB – Probabili formazioni, ultime notizie e programma della 15° giornata

La 15esima giornata di SerieB vede sfide importantissime per l’alta classifica, in primis Cittadella-Hellas Verona. Interessanti le sfide Benevento-Brescia e Bari-Carpi. Il Frosinone è chiamato alla difficile sfida di Novara. Ecco tutte le probabili della 15esima giornata.

Venerdì 18 Novembre ore 20.30

CITTADELLA-HELLAS VERONA

Vera sfida per il primo posto, la terza della classe contro la prima. Entrambi reduci da una sconfitta, la più pesante per l’Hellas Verona, si sfideranno per contendersi le prime posizioni e cercare di staccare il Frosinone

Cittadella (4-3-1-2): Alfonso; Pedrelli, Scaglia, Pasa, Salvi; Iori, Valzania, Chiaretti; Schenetti; Litteri, Arrighini. Allenatore: Venturato

Hellas Verona (4-3-3): Nicolas; Souprayen, Caracciolo, Bianchetti, Pisano; Bessa, Fossati, Romulo; Siligardi, Pazzini, Luppi. Allenatore: Pecchia

Sabato 19 Novembre ore 15:00

ASCOLI-PERUGIA

Dopo il pareggio con il Trapani il Perugia vuole tornare alla vittoria nella difficile trasferta di Ascoli, con i padroni di casa protagonisti di una stagione altalenante.

Ascoli (4-3-3): Lanni; Almici, Gigliotti, Mengoni, Mignanelli; Cassata, Bianchi, Giorgi; Gatto, Cacia, Orsolini. Allenatore: Aglietti
Perugia (4-3-3): Rosati; Di Chiara, Belmonte, Mancini, Del Prete; Brighi, Zebli, Dezi; Guberti, Di Carmine, Nicastro. Allenatore: Bucchi

AVELLINO-PISA

Due squadre in un momento buio, il Pisa è fisicamente provato, l’Avellino mentalmente. Sfida dai nervi tesi.

Avellino (4-3-1-2): Radunovic; Diallo, Perrotta, Dijimisti, Gonzalez; Asmah, Omeonga, Paghera, Belloni; Mokulu, Castaldo. Allenatore: Toscano
Pisa (4-3-3): Cardelli; Avogadri, Crescenzi, Lisuzzo, Longhi; Verna, Di Tacchio, Sanseverino; Eusepi, Cani, Mannini. Allenatore: Gattuso

BARI-CARPI

Uno dei match più interessanti di questa giornata, di fronte due big deluse che non stanno raccogliendo ancora i frutti aspettati.

Bari (4-3-3): Micai; Cassani, Di Cesare, Moras, Daprelà; Furlan, Valiani, Romizi; Brienza, Maniero, De Luca. Allenatore: Colantuono
Carpi (4-4-2): Colombi; Romagnoli, Struna, Poli, Letizia; Di Gaudio, Bianco, Lollo, Pasciuti; Catellani, Lasagna. Allenatore: Castori

BENEVENTO-BRESCIA

Le due squadre che giocano meglio in questa Serie B si affrontano in un match veramente interessante. Il Benevento viene dalla bella vittoria con il Cittadella, il Brescia dalla rocambolesca sconfitta con la SPAL.

Benevento (4-2-3-1): Gori; Lopez, Lucioni, Padella, Venuti; Buzzegoli, Chibsah; Ciciretti, Falco, Melara; Ceravolo. Allenatore: Baroni
Brescia (4-3-1-2): Minelli; Fontanesi , Somma, Calabresi, Racine; Ndoj, Sbrissa, Pinzi; Bisoli; Torregrossa, Caracciolo. Allenatore: Brocchi

LATINA-SALERNITANA

Sfida di bassa classifica tra due squadre che però vengono da una bella vittoria e cercano di staccarsi il più possibile dalla zona retrocessione.

Latina (3-5-2): Pinsoglio; Garcia, Dellafiore, Bruscagin; Di Matteo, D’Urso, Moretti, Mariga, Acosty; Corvia, Paponi. Allenatore: Vivarini
Salernitana (4-4-2): Terracciano; Perico, Bernardini, Luiz Felipe, Vitale; Rosina, Busellato, Della Rocca, Improta; Coda, Donnarumma. Allenatore: Sannino

PRO VERCELLI-VICENZA

Classica sfida salvezza tra due squadre che non riescono a trovare ancora i punti necessari per svoltare la stagione.

Pro Vercelli (3-5-2): Provedel; Mussmann, Luperto, Bani; Germano, Palazzi, Budel, Altobelli, Mammarella; Ebagua, Mustacchio. Allenatore: Longo
Vicenza (4-3-1-2): Benussi; Pucino, Adejo, Esposito, D’Elia; Urso, Siega, Signori; Galano; Raicevic, Di Piazza. Allenatore: Bisoli

SPEZIA-CESENA

Il Cesena è tornato alla vittoria dopo due mesi e questo potrebbe essere un vantaggio, ma gli uomini di Camplone si troveranno di fronte la difficile sfida del Picco di La Spezia.

Spezia (4-3-3): Chichizola; Migliore, Terzi, Valentini, De Col; Sciaudone, Errasti, Pulzetti; Baez, Piu, Granoche. Allenatore: Di Carlo
Cesena (4-3-3): Agliardi; Renzetti, Perticone, Ligi, Balzano; Konè, Cascione, Laribi; Rodriguez, Garritano, Ciano. Allenatore: Camplone

TERNANA-VIRTUS ENTELLA

Piccola battuta d’arresto per la Virtus Entella nell’ultima giornata, contro la Ternana sarà l’occasione per ritrovare i tre punti ed inseguire le prime posizioni.

Ternana (4-3-1-2): Di Gennaro; Germoni, Valjent, Masi, Zanon; Petriccione, Defendi, Di Noia; Falletti; Palombi, Avenatti. Allenatore: Carbone
Virtus Entella (4-3-1-2): Iacobucci; Iacoponi, Ceccarelli, Pellizzer, Keita; Sini, Troiano, Ammari; Belli; Caputo, Masucci. Allenatore: Breda

NOVARA-FROSINONE

Il Frosinone al momento è la squadra deputata ad essere l’anti Verona. I leoni vengono da quattro vittorie consecutive ma attenzione al Novara, reduce dalla clamorosa goleada alla primatista Verona.

Novara (4-4-2): da Costa; Dickmann, Mantovani, Scognamiglio, Calderoni; Mantovani, Viola, Casarini, Faragò; Sansone, Galabinov. Allenatore: Boscaglia
Frosinone (4-4-2): Bardi; Ciofani M., Pryima, Ariaudo, Mazzotta; Soddimo, Sammarco, Kragl, Paganini; Ciofani D., Dionisi. Allenatore: Marino

TRAPANI-SPAL

Dopo il buon pareggio di Perugia, Cosmi può rifiatare e provare a ripartire, ma di fronte c’è una delle rivelazioni di questo campionato cadetto, la sorprendente SPAL, al momento quinta in classifica.

Trapani (3-5-2): Guerrieri; Casasola, Legittimo, Pagliarulo; Fazio, Scozzarella, Ciaramitaro, Barillà, Rizzato; Citro, Petkovic. Allenatore: Cosmi
Spal (3-5-2): Meret; Cremonesi, Vicari, Giani; Del Grosso, Beghetto, Arini, Mora, Schiattarella; Antenucci, Finotto. Allenatore: Semplici




RoadToGabon2017 – Senegal, i leoni di Teranga alla ricerca della prima vittoria

A gennaio si disputerà la Coppa d’Africa in Gabon e il Senegal si presenta come possibile outsider del torneo. Gli uomini di Aliou Cissé hanno infatti dimostrato di essere una delle squadre più in forma del torneo, vincendo il proprio girone con 6 vittorie su 6 (unica squadra ad aver ottenuto questo risultato in questa edizione). Nonostante il livello non proprio alto delle concorrenti, fa riflettere la grande differenza reti della squadra africana, con 13 gol fatti e 2 subiti. I leoni di Teranga si sono imposti per un doppio 2-0 contro il Naminia, per 3-1 e 2-0 contro il Burundi e per 2-1 e 1-0 contro il Niger.

Le Stelle

I due giocatori più importanti, in questo momento, provengono dalla nostra Serie A. In attacco infatti agirà Keita Balde, esterno d’attacco che ha finalmente trovato un po’ di continuità con maglia della Lazio, dimostrandosi di essere l’arma in più di Simone Inzaghi. In difesa invece spicca su tutti Kalidou Koulibaly, centrale del Napoli che da due anni a questa parte è considerato uno dei migliori centrali del nostro campionato, con un valore di mercato che oscilla sui 40 milioni. Sull’altra fascia occhio ovviamente a Manè, esterno del Liverpool cresciuto tantissimo quest’anno con Klopp, che si giocherà il ruolo di esterno più veloce del torneo insieme a Salah. In attacco attenzione ovviamente a Konaté, giocatore di esperienza e capocannoniere della nazionale con 10 reti all’attivo. A centrocampo fondamentale il lavoro Kouyaté, il capitano, che gioca in Premier League con il West Ham. In difesa da sottolineare un’altra conoscenza italiana, ovvero il terzino destro Mbaye, che però si gioca il posto con Gassama. In porta ovviamente giocherà Diallo, titolare da ormai molti anni.

La Storia nella Coppa d’Africa

Il Senegal non ha mai vinto la competizione, nonostante ci sia andato molto vicino nell’edizione  nel 2002, dove perse in finale con i padroni di casa del Camerun solamente ai calci di rigore. Le ultime apparizioni non sono invece andate molto bene, visto che nel 2015 e nel 2012 non è andato oltre i gironi mentre nel 2013 non si è nemmeno qualificata. La prima apparizione è datata 1962, dove ottenne un sorprendente quarto posto. I Leoni di Taranga avrebbero potuto giocare anche fin dal 1957, ma l’arretratezza del movimento calcistico gli ha impedito di qualificarsi al torneo. Il miglior periodo è stato comunque intorno ai primi anni 2000, con il quarto posto nel 2006 e i quarti di finale delle edizioni 2000 e 2004.

Modulo e probabile formazione

La squadra di Cissè si dovrebbe schierare con un classico 4-3-3, per sfruttare al meglio il grandissimo potenziale offensivo fornito dai due esterni d’attacco, ovvero Keita e Manè. Nel ruolo di punta il posto è, per ora, di Konaté, anche se il giocatore del Sion deve vedersela con la concorrenza di Konatè e di Moussa Sow, giocatori che hanno esperienza e talento. A centrocampo, sulla mediana, ci sarà ovviamente Kouyaté, supportato dalle due mezz’ali Diamé e Guaye, anche se potrebbe inserirsi N’Doye, autore di un goal da subentrato nella partita contro il Sudafrica. In difesa, nel ruolo di centrale accanto a Koulibaly, è lotta a due fra Diagne e Kara, mentre sulle fasce agiranno Gassama e Ciss, con Mbaye prima alternativa.

Senegal (4-3-3): Diallo; Ciss, Diagne, Koulibaly, Gassama; Kouyaté, Diamé, Guayé; Mané, Konaté, Keita

 




RoadToGabon2017 – Gabon, Aubameyang e Lemina guidano i padroni di casa

A due mesi dall’inizio della Coppa d’Africa il Gabon, padrone di casa, non arriva sicuramente nelle condizioni ottimali. Il 3 novembre infatti, l’ormai ex selezionatore Jorge Costa è stato esonerato per i cattivi risultati ottenuti nelle qualificazioni ai prossimi mondiali. Al posto del tecnico portoghese è arrivato, come selezionatore ad interim, Juan Carlos Garrido, allenatore spagnolo con un discreto bagaglio d’esperienza tra Club Bruges, Betis e Al-Ahly e che ha debuttato il 12 novembre nella gara finita 0 a 0 contro il Mali.

Le stelle

La rosa non sarà, sulla carta, in grado di giocare alla pari con le big ma il Gabon può vantare ottimi giocatori. Sicuramente la stella della squadra è il capitano Pierre-Emerick Aubameyang, attaccante del Borussia Dortmund, arrivato a 48 presenze e 20 reti in Nazionale e che in questa stagione sta trovando l’assoluta consacrazione a livello internazionale. La squadra di Garrido può contare anche su giocatori di grande esperienza come i due difensori Bruno Ecuele Manga, del Cardiff City, e Lloyd Palun, del Nizza e sull’esuberanza di Mario Lemina, centrocampista della Juventus, alla prima apparizione nella Coppa d’Africa. Un mix tra giocatori d’esperienza e giovani in grado di dire la propria, potendo contare anche sul supporto del proprio pubblico, per giocare un’ottima competizione.

Aubameyang of Gabon celebrates his goal with his team mates after scoring against Burkina Faso during the 2015 African Cup of Nations soccer tournament Group A at Bata Stadium, in Bata

La storia nella Coppa d’Africa

Nella competizione continentale il Gabon non vanta un grande palmares. Nella sua storia la Nazionale africana ha partecipato sei volte, la prima nel 1994, ottenendo come miglior risultato i quarti di finale nel 1996 e nel 2012 (competizione ospitata insieme alla Guinea Equatoriale). L’obiettivo, per la prossima edizione, è quello di fare meglio di 4 anni fa quando, ai calcio di rigore con il Mali, il Gabon vide spezzarsi il sogno delle semifinale davanti ai propri tifosi. Le pantere si stringeranno attorno al loro capitano Aubameyang che tra voglia di rivincita personale, sbagliò il rigore decisivo contro il Mali, e il peso di una squadra che fa completo affidamento sui suoi goal vuole trascinare una piccola nazione come il Gabon alla prima vittoria nella Coppa d’Africa.

Modulo e probabile formazione

Il tempo per il nuovo tecnico Juan Carlos Garrido è molto poco, il selezionatore spagnolo cercherà di plasmare la squadra in vista del debutto del 14 gennaio contro la Guinea-Bissau. Nell’unica gara giocata nella sua gestione ha optato per un 4-3-3 ma, a differenza del suo predecessore Jorge Costa, ha utilizzato Aubameyang largo nel tridente mentre il tecnico portoghese lo utilizzava come punta centrale. Garrido molto probabilmente non darà vita a grandi cambiamenti, soprattutto perchè non ha più gare per testare i suoi giocatori che rivedrà direttamente a gennaio per l’inizio della competizione.

Gabon (4-3-3): Ovono; Poko, Ondelé, Ecuélé, Obiang; Tandjingora, Lemina, Madinda; Aubameyang, Evouna, Kevyn.




#DiconoDaNoi – Le opinioni di Sconcerti e Bacconi dopo Liechtenstein-Italia!

Durante la trasmissione #GoalCafé, in onda su RadioGoal24, è intervenuto Mario Sconcerti, giornalista Rai, che ha parlato di vari temi, tra cui anche della Nazionale azzurra. Ed è proprio dalla squadra di Ventura che partiamo: “Abbiamo visto una bella Nazionale? Sì, almeno nel primo tempo, mentre nel secondo è stato più ingolfato. Insomma c’è veramente troppa differenza tra noi ed il Liechtenstein, però ci sono alcuni giocatori che hanno confermato una crescita: per esempio Belotti, Immobile e Romagnoli. Questa è una buona partenza anche se bisogna ricordare che in questo girone si qualifica la prima e basta. La seconda va agli spareggi, cioè si scelgono le otto migliori seconde e fanno un girone di cui ne passeranno quattro, in sostanza 13 squadre: i 9 che hanno vinto i gironi e le migliori 4 seconde. Credo sia abbastanza evidente che noi arriveremo secondi. La differenza reti con la Spagna può pesare nello scontro diretto? Ci sono 10 reti di differenza tra noi e la Spagna e quello significa 1 punto. Per vincere il girone dovremmo batterli in Spagna, dando abbastanza per scontato le altre partite e non è facile per niente. D’altra parte se vuoi vincere il girone non puoi sperimentare tanto, mentre noi abbiamo bisogno di sperimentare perché la nostra vecchia squadra era la più anziana dell’europeo. Penso che questo sia un momento fertilissimo per i giovani perché ce ne sono tanti buoni. Uno è Belotti che mi sembra veramente diverso dagli altri. Quel 4-2-4 dell’altra sera era un 4-4-2? Si ma queste sono sofisticazioni nel senso che qualunque 4-2-4 è un 4-4-2, dipende da dove fai partire le ali. Bonaventura è un giocatore più universale di Candreva che comunque tante volte ha fatto la mezzala. Questa è una nazionale quindi hai il meglio che c’è, perciò è molto facile avere giocatori che fanno 50 metri che però sono fondamentalmente offensivi come loro due. Nel momento in cui hai una mezzala che segue il gioco ecco che gli attaccanti diventano 5. Direi che è un vero 4-2-4 oppure un 4-4-2 offensivo. Parlando di Immobile e Belotti che stanno facendo molto bene in campionato, è molto importante andare bene in Serie A? Se giochi male in Serie A, giochi male anche in nazionale. Giocare bene in Serie A non ti da la certezza di essere un giocatore internazionale; non giocare bene in Serie A ti da la conferma che non sei un giocatore internazionale. Io credo che Immobile sia un giocatore molto cresciuto, è anche molto intelligente, è uno che non fa il centravanti puro ma che gira intorno alla porta e sa dove stare. Belotti invece è uno che sa stare dentro la partita sempre. Sono una coppia dove Immobile deve fare qualcosa in più di Belotti, rispetto a quello che quest’ultimo può fare per l’altro. Però sono una coppia, mi sembra che si integrino abbastanza bene. Mi ricordano Graziani e Pulici. Il primo fu il primo centravanti che marcava il difensore centrale che costruiva il gioco oppure il regista avversario. Non era uno che segnava tantissimo anche se per due campionati ha segnato molto. Il secondo mi ricorda Pulici, non tanto per il fisico ma per le capacità acrobatiche e per la corsa. Parliamo di uno che ha vinto la classifica cannonieri tre volte, quindi il massimo insieme a gente come Signori, Riva. Aveva una dimensione nazionale ma ogni volta che andava in Nazionale non riusciva a fare a differenza, cioè aveva un limite di livello, c’è da dire anche che aveva dei grandi giocatori davanti.

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Mario Sconcerti, giornalista della Rai!

Molto probabilmente contro la Germania vedremo un 3-5-2, non sarebbe meglio continuare sempre con lo stesso modulo? Io non credo che giocherà col 3-5-2, anzi lui lo ha escluso che giocherà con qualcosa di simile. Poi vediamo perché il 3-5-2 è un gioco molo vicino a Ventura, ci ha giocato spesso. Più che sperimentare io direi di rinnovare. Devi cercare di evitare le sconfitte perché ti aprono delle discussioni enormi, cioè non è un campionato dove tu giochi una volta a settimana, per cui hai tempo per rimediare ad una sconfitta. La nazionale se perdesse contro la Germania se ne discuterebbe per un mese, anzi si arriverebbe in primavera con la sconfitta della Germania. Comunque il problema non è legato agli schemi ma agli uomini, per me gli stessi del match contro il Liechtenstein vanno bene. Passiamo alla Juventus: giusta la negazione di Allegri sulla sua frase “La Juve vince ma gioca male? Capisco che la frase “La Juve gioca male ma vince” non faccia piacere e si sia cercato di dargli uno stop. Io peraltro avevo detto che la squadra mi era piaciuta perché contro il Chievo ha vinto due volte e sicuramente non è facile andare al Bentegodi e vincere. Dopodiché non è un problema di gioco, è un problema di mancata spettacolarità. Quello che ci si aspettava dalla Juventus dopo un mercato straordinario era che ci fosse lo spettacolo, che ci fosse un calcio molto più facile che a volte è arrivato. Non è in discussione l’impianto, è in discussione il modo in cui tu gestisci l’impianto e capisco anche che la Juve si debba difendere. Per la squadra potrebbe essere un problema una persona come Gonzalo Higuain? Se pensiamo che la normalità di Higuain è fare 36 gol in campionato gli stiamo chiedendo davvero tanto. Io credo che fare 25 goal già in questo campionato è già molto buono. Se la Juventus possa avere dei problemi non te lo so dire. Lo stesso club farà il possibile per evitarlo perché Higuain è il giocatore migliore che ha e sinceramente non vedo questi problemi  ma vedo un Higuain sempre pericoloso. Non mi aspetto un goal a partita. Secondo me ci sono altri giocatori che creano più problemi tattici di Higuain, per esempio Pjanic, Dani Alves che infatti non gioca moltissimo in campionato perché è un giocatore impegnativo che rischia di essere un secondo regista mentre invece dovrebbe affondare sulla fascia. Il problema dell’Inter sta nel reparto d’attacco? No, i problemi di Pioli sono tutti a centrocampo: giocando con un 4-3-3 non puoi lasciare in attacco solo il centravanti e due ali, devi portare in area almeno una mezzala, perchè altrimenti il centravanti rimane solo e quindi dovrebbe avere una mezzala che sappia inserirsi. L’unico che lo sa fare è Brozovic, non lo sa fare Medel e ne tantomeno Banega e Kondogbia, Joao Mario neanche, sa fare un po’ di tutto ma non qualcosa di grande, è un giocatore sempre da 7, raramente prenderà 8 come raramente prenderà 6 e va già bene così. Però ecco mi sembra che l’Inter abbia un centrocampo troppo uniforme: ha però sempre giocatori molto importanti,  che però fino ad ora non hanno saputo fare qualcosa di più utile alla squadra, tutti stanno nella loro parte in commedia e questo seleziona troppo il gioco della squadra, mancano varianti. Candreva e Perisic non saranno mai un problema per Pioli, manca un centrocampista di inserimento”.

Oltre a Sconcerti è intervenuto ai nostri microfoni Adriano Bacconi, esperto di tattica e personaggio televisivo. Ecco le sue parole: “Ha funzionato questo 4-4-2 di Ventura? Il test non è molto attendibile (ride ndr). Sì è un modulo che  Ventura conosce bene e se ne parlava anche l’altra volta che anche gli interpreti l’hanno già praticato quasi tutti. I giocatori sono funzionali a giocare in questa maniera secondo me ed è chiaro che è un modulo molto offensivo e quindi bisogna vedere che succede davanti ad avversari più forti. Piaciuto l’esordio di Zappacosta? Sì, Zappacosta è un difensore a cui piace spingere ed andare in sovrapposizione, per cui in un modulo che prevede attacchi sugli esterni in ampiezza, sicuramente lui si trova bene. Secondo me andrà visto quando si troverà a difendere che forse è il suo limite. Lui è un terzino che come caratteristiche è un esterno alto, per cui in una partita improntata all’attacco è sicuramente un giocatore perfetto. Bisognerebbe vedere quello che potrebbe succedere se giocheranno col 4-2-4 contro la Germania. Cosa ne pensi di Immobile e Belotti? A me Belotti fa impazzire perché è un giocatore fantastico, completo, un centravanti vero. Qui a Torino io lo seguo sistematicamente, l’ho seguito nella sua crescita sin da quando il ragazzo passò dall’Albinoleffe al Palermo. Un ragazzo che fa bene i movimenti del centravanti, oltre ad essere bravo tecnicamente e potente nelle conclusioni. Ora tutti i movimenti d’attacco del Torino girano intorno a lui che è bravissimo a proteggere il pallone ed aspettare il movimento degli attaccanti, scaricare dietro, ripartire. Un giocatore che a me piace, il centravanti del futuro e con Immobile c’è già l’intesa  quindi secondo me sono perfetti. 

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Adriano Bacconi, esperto di tattica e personaggio televisivo!

Perché la Germania non ha più centravanti veri oltre a Mario Gomez? Loro come riferimento offensivo tempo fa avevano Thomas Muller che è un centravanti che in realtà trovi dappertutto perché ha questa grande capacità di corsa, questa lettura delle situazioni di gioco, questa percezione degli spazi liberi d’attaccare sulle fasce e centralmente. I suoi movimenti determinano poi gli inserimenti di tutti i compagni di squadra, è un calcio totale in qualche modo. Il centravanti quindi non è un centravanti alla Gomez che rappresenta un pò la vecchia Germania anche se può ancora giocare. Oggi i tedeschi giocano in un’altra maniera e la cosa più impressionante è il ricambio continuo di giocatori: contro il San Marino ha fatto giocare un sacco di Under 21, Under 23. La cosa che mi impressiona ancor di più è la dinamicità, la freschezza e la duttilità dei suoi giocatori. Noi siamo abituati ad allenare i ragazzini senza dare ruoli, mentre loro magari entrano nel calcio già a 15 anni sapendo giocare in tanti ruoli. Secondo me noi dovremmo cambiare un pò il nostro schematismo perché la loro universalità è il calcio del futuro. Qual’è l’Under 21 che ti colpisce di più? Baselli piace molto perché è completo, nel Toro è molto bravo ad inserirsi ed altrettanto bravo in fase difensiva ed è un giocatore già pronto a mio avviso. Noi aspettiamo sempre tanto a lanciare i giovani e quest’anno in Serie A ci sono due squadre come l’Atalanta e come il Milan che dovrebbero essere da esempio per dare coraggio a tutte le squadre per fare giocare i giovani. Ci sono tante squadre in difficoltà che ancora vanno a cercare giocatori di quarant’anni per cercare di mettere un pò di esperienza e di trovare le soluzioni, quando invece non è così. L’Atalanta è veramente un laboratorio pazzesco e quanto di questi possano giocare ad altissimi livelli, non lo so però sicuramente sono giocatori di prospettiva così come i giovani del Milan che sono interessanti, per esempio Calabria è un esterno completo che sicuramente vedremo presto in nazionale maggiore”.




#Top&Flop – I voti della 4° giornata delle qualificazioni europee

#Top&Flop analizza la 4° giornata delle qualificazioni europee valide per la qualificazione al prossimo Mondiale di Russia2018. Questo turno ha visto imporsi quasi tutte le favorite ‘della vigilia’, con molte goleade come gli 8 goal rifilati dal Belgio alla Lettonia, o come quelli della Germania al San Marino. Vince anche la nostra Italia, battendo 4-0 il Liechtenstein, mentre deludono l’Austria, sconfitta in casa dall’Irlanda, l’Albania, ko 3-0 contro Israele e il Galles, fermato sull’1-1 dalla Serbia.

Ecco i nostri voti sulla giornata di campionato appena conclusa:

san-marinoVoto 10 alla risposta di Alan Gasperoni, responsabile dell’ufficio stampa della Repubblica di San Marino alle parole di Thomas Müller. Il calciatore della Germania aveva dichiarato che ‘partite di questo livello fossero inutili’; questi i punti salienti della risposta: “Il calcio non è di vostra proprietà ma è di tutti coloro che lo amano tra i quali, che lo vogliate o no, ci siamo anche noi. Voi tedeschi non cambierete mai, la storia non vi ha insegnato ancora che prepotenza non è sempre garanzia di vittoria. Caro Müller, questa partita è servita ad un paese grande come un settore del tuo stadio di Monaco ad andare sui giornali per un buon motivo, perché una partita di calcio è sempre un buon motivo; è servita al tuo amico Gnabry per esordire in Nazionale e segnare tre gol. Questa partita è servita a farmi capire che anche se vestite il modello più bello di divise dell’Adidas sotto sotto siete sempre quelli che mettono i calzini bianchi sotto i sandali!”.

gatcanVoto 9 al goal di Alexandru Gațcan in Georgia-Moldavia. Il centrocampista moldavo, al minuto 78′, con la sua squadra sotto di una rete, trova uno strepitoso jolly da appena fuori area, regalando alla sua Nazionale il primo punto nel Gruppo D. Il calciatore classe ’84 del Rostov controlla il pallone col petto, al limite dell’area di rigore sulla sinistra, e colpisce di prima intenzione il pallone con un collo esterno che non lascia scampo al portiere di casa Loria, infilandosi sotto al sette nell’angolo opposto. Per il capitano moldavo questo è il 4 goal in 48 presenze, sicuramente il più importante.

immobile-belottiVoto 8 al primo tempo della coppia Immobile-Belotti. I due attaccanti azzurri sembrano giocare insieme da una vita; si completano a vicenda e sono una gioia per gli occhi del CT Giampiero Ventura. Nei primi 45 minuti contro il Liechtenstein, il duo realizza 3 delle 4 reti dell’Italia: apre Belotti con una deviazione da rapace dopo il colpo di testa di Romagnoli, poi è il turno dell’attaccante della Lazio che, sfruttando l’assist del compagno di reparto, batte col piattone destro il portiere in uscita. Poi, dopo la rete di Candreva, è ancora il Gallo a ‘timbrare il cartellino’ per la personale doppietta, e peccato per quel goal di tacco annullato.

armenia-montenegro-585x390Voto 7 alla rimonta dell’Armenia sul Montenegro. Dopo 3 sconfitte nelle prime 3 giornate, l’Armenia trova il modo di riscattarsi, trovando una vittoria a dir poco rocambolesca. Infatti gli uomini di Petrosyan vanno prima sotto 2-0 nel primo tempo contro il Montenegro, Kojasevic e Jovetic i marcatori, prima di sfoderare un 2° tempo da leoni, ribaltando il match e vincendo 3-2: Grigoryan, al 50′, Haroyan, al 74′, e Ghazaryan, al 93′, sono gli eroi di questa straordinaria rimonta che valgono alla Nazionale armena i primi 3 punti nel Gruppo E.

turchiaVoto 6 alla Turchia. Finalmente arriva la prima vittoria per gli uomini di Fatih Terim che, grazie a questo successo, riaprono almeno parzialmente i giochi nel Gruppo I. I turchi superano in casa, per 2-0, il Kosovo (certo non una squadra irresistibile) che però nel primo tempo regge bene le avanzate della squadra turca. Nella ripresa Yilmaz e Sen, nel giro di 5′, firmano l’1-2 che decide il match. Forse la vittoria alla vigilia era scontata, ma non sempre i pronostici vengono rispettati. Stavolta, invece, ha vinto il più forte.

69275-3Voto 5 alla sciupona Bosnia. Occasione ghiottissima sprecata dalla Bosnia: la squadra di Baždarević chiude avanti 1-0 il primo tempo con la Grecia, grazie all’autorete del portiere dell’Udinese Karnezis prima di rovinare tutto prima con l’espulsione di Edin Dzeko, già ammonito, che tira giù i pantaloncini ad un avversario beccandosi il secondo giallo (all’80’. Nell’occasione rosso anche a Papadopoulos, ndr) e poi, ad una manciata di secondi dalla fine, subendo il goal di Tzavellas. Il pareggio costa caro alla Bosnia, ora terza nel Gruppo H, a quota 7 punti, a meno 5 dal Belgio e a meno 3 proprio dalla Nazionale greca.

alabaVoto 4 alla partita di David Alaba contro l’Irlanda. Il jolly del Bayern Monaco disputa un match decisamente insufficiente. Tantissimi gli errori del capitano austriaco, sia in fase difensiva che offensiva. Inoltre, quando la sua squadra è sotto nel punteggio, al posto di ‘prenderla per mano’ e provare a trascinarla, perde totalmente il controllo cominciando ad incaponirsi in azioni personali e provando a calciare da tutte le posizioni. Questo ko pesa tantissimo nell’ottica qualificazione a Mosca2018. Ora l’Austria deve ritrovare il vero Alaba per tentare un’impresa che, al momento, sembra impossibile.

albaniaVoto 3 all’Albania. Brutto stop per la Nazionale di Gianni De Biasi che, prima di questa partita, si trovava ad 1 punto dalla coppia Spagna-Italia, proprio alla pari con Israele. Tutto ci si poteva aspettare tranne che un ko, per giunta cosi pesante (3-0 in favore degli israeliani). Il match comincia subito in salita a causa del rosso diretto a Djimsiti, che commette fallo da rigore, poi trasformato da Zahavi. Nella ripresa arriva un altro cartellino rosso, stavolta al portiere dell’Atalanta Berisha, con Hoxha che però neutralizza il 2° rigore. Nel finale, però, arrivano gli altri 2 goal di Israele che fissano il punteggio sul 3-0. Con tutta probabilità il ‘treno’ per Mosca è andato.

rocchiVoto 2 all’espulsione di Rocchi a Perisic. Grosso errore quello che commette il ‘nostro’ Gianluca Rocchi durante Croazia-Islanda. Infatti il fischietto fiorentino, al minuto 94′, sventola in faccia all’interista Ivan Perisic un cartellino rosso che in realtà è a dir poco eccessivo. Il croato ha si commesso fallo sul calciatore islandese ma l’entità di tale contrasto sarebbe potuta costare al massimo un cartellino giallo, visto che il tackle era sul pallone e non sull’avversario. Un grosso neo che potrebbe pesare molto nelle scelte del CT croato per i prossimi impegni che macchia in modo pesante la gestione del match da parte dell’arbitro italiano.

mullerVoto 1 alle parole di Thomas Müller. Il centrocampista offensivo della Germania ha rilasciato queste parole (a dir poco rivedibili e da cui noi ci dissociamo) dopo la goleada a San Marino: “Partite come quella contro il San Marino non c’entrano nulla col calcio professionistico. Non capisco il senso di partite così impari come queste, a maggior ragione con un calendario così fitto.Capisco che per loro è particolare giocare contro i Campioni del mondo, capisco anche che si possano difendere solo con interventi duri. Proprio per questo però mi chiedo se queste non siano partite che portano a rischi inutili”.

 

 

 

 




#Scommettiamo – I consigli per le giocate del fine settimana

Torna la rubrica settimanale “Scommettiamo” e stavolta ci occupiamo di nazionali cercando di capire quali sono le partite migliori che ci possono portare una buona vincita.

Danimarca-Kazakistan

La classifica parla chiaro: la Danimarca ha necessariamente bisogno di una vittoria per non staccarsi definitivamente dalla coppia di testa Montenegro-Polonia. Il Kazakistan, con poche speranze di andare in Russia, proverà comunque a dare fastidio ai ragazzi di Hareide. Nonostante nel calcio non ci sia nulla di sicuro l’uno secco della Danimarca, a 1.24, non dovrebbe essere in discussione.

Inghilterra-Scozia

Non è proprio serena la situazione per i Three Lions che, dopo la vicenda Allardyce, ora ha un nuovo allenatore, Gareth Harold Southgate. Il tecnico di Watford ha il delicato compito di portare la nazionale inglese in Russia e il prossimo ostacolo è la Scozia che non sta attraversando un periodo felice. Per questo l’uno dell’Inghilterra a 1.35 ci sembra la scommessa migliore.

Malta-Slovenia

Nello stesso girone dell’Inghilterra si gioca una partita che sembra abbastanza semplice per la Slovenia; gli uomini di Srečko Katanec vanno a sfidare Malta, fanalino di coda del Gruppo F. Pochi dubbi, giocatevi il due a 1.25.

Francia-Svezia

Sfida per il primato del Gruppo A tra Francia e Svezia. Entrambe le squadre sono a quota sette punti con due vittorie e un pareggio. Si gioca in casa dei Blues e questo potrebbe essere un fattore determinante. Tendiamo a fidarci dei ragazzi di Deschamps ed è per questo che vi consigliamo l’uno, quotato a 1.25.

Slovacchia-Lituania

Partita rischiosa quella che si gioca venerdì sera tra i ragazzi di  Kozák e gli uomini di Jankauskas; entrambe le squadre hanno bisogno di punti: la Lituania per tenere il passo dell’Inghilterra, mentre la Slovacchia per risalire la classifica. Per questo match vi consigliamo l’over 1.5 quotato 1.35.

Croazia-Islanda

Entrambe a quota sette punti si giocano la leadership del girone. Vincere per dare una spallata, non decisiva ma importante, in ottica primo posto (ricordiamo che al Mondiale accedono direttamente, senza dover passare per gli spareggi, le prime di ogni gruppo). La qualità della squadra di Ante Čačić ci porta a fidarci dell’uno, quotato a 1.43.

Turchia-Kosovo

Nonostante la classifica non sorrida alle due squadre, la differenza tecnica tra le due nazionali è notevole. La Turchia deve assolutamente fare i tre punti per continuare a credere nella qualificazione a Russia 2018. L’uno quotato 1.12 non ci sembra impossibile da prendere.

Liechtenstein-Italia

Impegno da non sottovalutare per gli uomini di Ventura che hanno dimostrato di soffrire le squadre inferiori da un punto di vista tecnico; servono i tre punti all’Italia per tenere il passo della Spagna. Padroni di casa alla ricerca del primo punto nel girone. Il due azzurro quotato 1.07 onestamente non dovrebbe creare problemi.

Spagna-Macedonia

Dopo aver sfiorato l’impresa contro l’Italia Nestorovski e compagni ci riprovano anche se l’avversario, la Spagna, lascia poche speranze per i ragazzi di Angelovski. Per questa partita l’uno più over 2,5 a 1.32 è una quota da giocare.

Lussemburgo-Olanda

L’Olanda ha assoluto bisogno di vincere per non perdere contatto con le prime posizioni del Gruppo A. Gli uomini di Danny Blind possono sfruttare un turno piuttosto semplice per risalire la classifica. Il segno due a 1.15 ve lo consigliamo.

Belgio-Estonia

La marcia perfetta, verso Russia 2018, del Belgio può continuare contro l’Estonia. Gli uomini di Roberto Martínez non dovrebbero avere troppi problemi in questo turno. L’uno più over 2.5 a 1.36 va giocato.

Portogallo-Lettonia 

Cristiano Ronaldo e compagni sono all’inseguimento della Svizzera, prima a punteggio pieno. Il Portogallo deve sfruttare il turno casalingo contro una Lettonia indubbiamente inferiore. Anche per questa partita l’uno combinato all’over 2.5, quotato a 1.33, si può giocare tranquillamente.

Svizzera-Far Oer

Turno più che favorevole per i ragazzi di Petković che non possono permettersi sbagli contro le Far Oer; con un successo la Svizzera potrebbe confermare il primo posto. Onestamente non pensiamo che gli uomini di Lars Olsen possano creare problemi agli elvetici ed è per questo che l’uno a 1.10 è una quota più che favorevole.

Ricapitolando le partite che vi consigliamo per la vostra schedina sono:

Danimarca-Kazakistan 1

Inghilterra-Scozia 1

Malta-Slovenia 2

Francia-Svezia 1

Slovacchia-Lituania over 1.5

Croazia-Islanda 1

Turchia-Kosovo 1

Liechtenstein-Italia 2

Spagna-Macedonia 1 + over 2.5

Lussemburgo-Olanda 2

Belgio-Estonia 1 + over 2.5

Portogallo-Lettonia 1 + over 2.5

Svizzera- Far Oer 1




#DiconoDaNoi – Le opinioni di Repice e Bacconi sulla Nazionale di Ventura!

Questa mattina, durante la trasmissione #GoalCafé, in onda su RadioGoal24, è intervenuto Francesco Repice, radiocronista di punta di Radio Rai, che ci ha parlato della Nazionale che nei prossimi giorni affronterà il Liecthenstein. Ecco cosa ha dichiarato ai nostri microfoni: “Sono a Coverciano. Oggi non c’è allenamento ma solo seduta video per cercare di scoprire i segreti del Liechtenstein in ottica qualificazioni al Mondiale 2018 in Russia. Obbligatorio vincere e per questo è importante vedere alcuni filmati per capire come perforare la loro difesa, anche se non stiamo parlando di una delle migliori difese del mondo. Secondo te è giusto dedicare un’intera giornata alla seduta video? Visto che i giocatori li vedi solo per pochi giorni: In realtà questa mattina video e nel pomeriggio ci sarà il consueto allenamento. Le sedute video sono state inserite nel programma di allenamento della Nazionale da Antonio Conte. L’ex CT dedicava molto tempo per capire come affrontare i vari avversari ma si concentrava anche molto tempo sulla propria Nazionale, per sottolineare gli errori ma anche le cose positive che facevano i propri giocatori, e tutto quello che veniva visto in video si riproponeva poi in campo, con le ennesime dinamiche, cercando di correggere gli errori e riproporre i movimenti e le giocate che erano riuscite, o meglio come dice Ventura circa il suo 3-5-2 non sono schemi ma ‘proposte’.

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Francesco Repice, radiocronista di Radio Rai!

Se tu avessi una squadra di calcio, chi vorresti tra Conte e Ventura come allenatore? Detto che Ventura è un bravissimo allenatore e che sa lavorare benissimo con i giovani, io, da presidente, per la mia squadra prenderei sempre Antonio Conte, perché è comunque uno che si fa sentire negli spogliatoi e che magari va dal giocatore e gli dice ‘Ehi amico mio, tu guadagni un sacco di soldi e quindi devi andare a letto presto, essere puntuale agli allenamenti, sudare le 7 camicie quando giochi…’. La partita contro il Belgio ti fa capire cosa è Antonio Conte quando allena una squadra; io ricordo le facce dei giocatori concentratissime e pronte a seguirlo in tutto. Per questo vorrei sempre lui. La preparazione atletica di Conte è devastante, all’inizio, ma è una cosa che poi ti resta perché ti deve permettere di giocare 60/70 partite a stagione ad altissimi livelli e poi si vede nei risultati. Tra l’altro, per me, quest’anno Conte vince la Premier League. Per quanto riguarda il campo e i tanti infortuni in Serie A, ti volevo chiedere se quando Conte allenava allo Stadium il manto erboso era come voleva lui? Si, questa è un’altra ossessione di Antonio Conte. Il terreno di gioco doveva essere a misura del tacchetto di gioco. Se prendiamo l’esempio della Roma, ci sono stati 4 crociati rotti in 4 mesi ed allora non è solo una componente di sfortuna e, con la minuziosità di Conte, questo non succedeva. L’errore è però soprattutto quello delle troppe partite, giocare 70 partite a stagione è una macchina ed è normale che prima o poi ti fai male. Basta guardare i difensori della Juventus: Barzagli, Bonucci e Chiellini che fanno campionato, coppa e Nazionale e alla lunga si sono fatti male tutti e 3. Se ci fai caso ormai nessuno dei 3 concede più l’1 contro 1 e chiamano l’aiuto dei laterali di centrocampo, perdendo la superiorità numerica che avevano in mezzo al campo. Credo che l’unica soluzione sia quella di diminuire le squadre che partecipano al campionato di Serie A. Lo stesso Tavecchio è intenzionato nella prossima campagna a proporre questa cosa. Sarà un tema molto caldo. Non è possibile fare 38 partite, la coppa Italia, le partite europee e in più la Nazionale. Cosi non si può andare avanti”.

Sempre durante la nostra trasmissione è intervenuto Adriano Bacconi, esperto di tattica e personaggio televisivo. Ecco le sue parole sulla Nazionale e sulla nuova era Pioli all’Inter: “Il 3-5-2 di Giampiero Ventura è diverso da quello di Antonio Conte? Si è completamente diverso. Conte difende attaccando mentre Ventura è attendista, cerca di difendersi tenendo il pallone soprattutto con passaggi orizzontali e all’indietro, cercando di colpire in contropiede. Conte invece aggredisce la metà campo avversaria adottando un pressing ultra offensivo. I numeri sono gli stessi, si parla sempre di 3-5-2 ma la filosofia è completamente diversa. Che giocatore manca a questa Nazionale? Potrebbe essere Giovinco? Secondo me manca qualità in generale. Non vedo Giovinco con la maglia azzurra, è stato un buon giocatore ma mai un calciatore eccelso. Serve qualità, e servono giocatori più completi. E’ un giocatore che ha sempre fatto fatica nella Juventus e mio avviso bisogna essere più ambiziosi. Giocatori che sappiano essere più leader, che abbiano dei ruoli più definiti e più continuità di rendimento e non penso che Giovinco risolva le problematiche del calcio italiano. 

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Adriano Bacconi, esperto di tattica e personaggio televisivo!

Problemi giovani in Italia? Poche squadre stanno facendo giocare i giovani in Italia, Atalanta e Milan lo stanno facendo per necessità non avendo grandi disponibilità economiche per fare mercato. I giovani giocano poco ed è difficile avere prospetti importanti per la Nazionale, soprattutto a centrocampo. Tutti sperano in Locatelli, un giocatore che ha qualità ma ci vuole tempo per costruire giocatori di rendimento internazionale. Il leader della Nazionale? Per fortuna ci sono ancora i “vecchietti” della Juventus. Io direi Bonucci e De Rossi è un giocatore importante. In questa stagione ha ritrovato una condizione fisica e centralità nel gioco della Roma ma in Nazionale non è mai stato un giocatore decisivo. Candreva e Pioli riusciranno a risolvere i problemi che avevano alla Lazio? Ognuno fa i proprio interessi, alla fine l’allenatore non deve essere amico del giocatore ma ha l’obiettivo di far vincere la sua squadra e il giocatore ha il compito di giocare bene. Alla fine c’è un interesse comune, non è importante se siano amici o no. Candreva è un giocatore per l’Inter fondamentale e vedremo che gioco vorrà dare Pioli a questa squadra”.

 

 




#IlPuntoSullaSerieB – Probabili formazioni, ultime notizie e programma della 14° giornata

La Serie A si ferma, ma poco più in basso la serie cadetta regala il 14esimo turno, ricco di match interessanti, soprattutto per la zona play-off, con gli scontri tra Spal e Brescia e tra Benevento e Cittadella: andiamo a vedere nello specifico cosa accadrà in questo turno:

Sabato 12 Novembre ore 15.00

SPAL-BRESCIA

Scontro d’alta classifica, la sorprendente SPAL di mister Semplici dopo aver battuto il Novara si trova in piena zona Play-off, mentre il Brescia viene dalla grande gara con il Cesena. Ci si aspetta un match teso e scoppiettante.

Spal (3-5-2): Meret; Gasparetto, Vicari, Giani; Del Grosso, Beghetto, Arini, Mora, Schiattarella; Antenucci, Zigoni. Allenatore: Leonardo Semplici

Brescia (4-3-1-2): Minelli; Untersse, Somma, Calabresi, Racine; Ndoj, Crociata, Pinzi; Sbrissa; Torregrossa, Caracciolo. Allenatore: Christian Brocchi

Sabato 12 Novembre ore 18:00

VICENZA-LATINA

Due squadre immischiate nella lotta per non retrocedere, reduci da due vittorie fondamentali, il Latina con il Bari e il Vicenza con il Trapani. Chi vince si stacca dalla zona play-out.

Vicenza (3-5-2): Benussi; Bogdan, Adejo, Esposito; Pucino, Urso, Bellomo, Signori, Zivkov; Vita, Raicevic. Allenatore: Pierpaolo Bisoli

Latina (3-5-2): Pinsoglio; Garcia Tena, Dellafiore, Bruscagin; Scaglia, D’Urso, Moretti, Rocca, Acosty; Corvia, Paponi. Allenatore: Vincenzo Vivarini

Domenica 13 Novembre ore 12.30

CESENA-PISA

Si sfidano due squadre che attraversano un periodo difficile, entrambe non trovano la vittoria da ben 5 partite, in palio dunque ci sono 3 punti pesantissimi.

Cesena (4-3-3): Agazzi; Balzano, Perticone, Ligi, Falasco; Cinelli, Cascione, Kone; Ciano, Djuric, Garritano. Allenatore: Andrea Camplone.

Pisa (4-3-3): Ujkani; Golubovic, Crescenzi, Lisuzzo, Longhi; Verna, Di Tacchio, Sanseverino; Lores Varela, Cani, Mannini. Allenatore: Gennaro Ivan Gattuso

Domencia 13 Novembre ore 15.00

BENEVENTO-CITTADELLA

Forse il match più interessante di giornata, si sfidano le due rivelazioni di questa Serie B, due neo promosse che stanno stupendo tutti. Cittadella favorito ma il Benevento sa come pungere le grandi.

Benevento (4-2-3-1): Gori; Gyamfi, Lucioni, Padella, Pezzi; Buzzegoli, Chibsah; Melara, Falco, Ciciretti; Ceravolo. Allenatore: Marco Baroni.

Cittadella (4-3-1-2): Alfonso; Salvi, Scaglia, Pasa, Benedetti; Valzania, Schenetti, Iori; Chiaretti; Arrighini, Litteri. Allenatore: Roberto Venturato.

CARPI-AVELLINO

Il Carpi non ha ancora ottenuto quello che voleva, reduci dal pareggio a reti bianche con la Pro Vercelli, sfida un Avellino in grande difficoltà, con l’allenatore Toscano in perenne bilico.

Carpi (4-4-2): Colombi; Romagnoli, Struna, Poli, Gagliolo; Di Gaudio, Crimi, Lollo, Pasciuti; Catellani, Lasagna. Allenatore: Fabrizio Castori

Avellino (4-3-1-2): Radunovic; Gonzalez, Djimsiti, Perrotta, Crecco; D’Angelo, Paghera, Soumarè; Verde; Castaldo, Mokulu. Allenatore: Domenico Toscano.

VIRTUS ENTELLA-PRO VERCELLI

L’Entella è lanciatissimo, quarto posto in classifica con una gara in meno, mentre la Pro Vercelli viene dal buon pareggio con il Carpi.

Virtus Entella (4-3-1-2): Iacobucci; Iacoponi, Ceccarelli, Pellizzer, Keita; Sini, Troiano, Ammari; Belli; Caputo, Beretta. Allenatore: Roberto Breda

Pro Vercelli (3-5-2): Provedel; Mussmann, Luperto, Bani; Germano, Palazzi, Budel, Altobelli, Mammarella; Ebagua, Mustacchio. Allenatore: Moreno Longo

FROSINONE-ASCOLI

Il Frosinone ha trovato la strada giusta, con l’Ascoli altra occasione per inseguire l’Hellas Verona primo in classifica. L’Ascoli non ha giocato l’ultima giornata e si è presa tutto il tempo per preparare la gara.

Frosinone (4-4-2): Bardi; Ciofani M., Pryima, Ariaudo, Mazzotta; Soddimo, Sammarco, Kragl, Paganini; Ciofani D., Dionisi. Allenatore: Pasquale Marino

Ascoli (4-3-3): Lanni; Almici, Gigliotti, Mengoni, Mignanelli; Cassata, Bianchi, Giorgi; Gatto, Cacia, Orsolini. Allenatore: Alfredo Aglietti

PERUGIA-TRAPANI

Sfida interessante quella del Curi, il Perugia è in ottima forma e potrebbe decidere il definitivo esonero di Cosmi, sempre più in bilico

Perugia (4-3-3): Rosati; Di Chiara, Belmonte, Monaco, Del Prete; Brighi, Zebli, Dezi; Guberti, Di Carmine, Nicastro. Allenatore: Christian Bucchi

Trapani (3-5-2): Guerrieri; Casasola, Legittimo, Pagliarulo; Fazio, Scozzarella, Ciaramitaro, Nizzetto, Rizzato; Citro, Petkovic. Allenatore: Serse Cosmi

SALERNITANA-TERNANA

Sfida salvezza all’Arechi di Salerno, chi vince si stacca dalla zona retrocessione. Entrambe vengono da una brutta sconfitta.

Salernitana (3-5-2): Terracciano; Perico, Bernardini, Luiz Felipe; Vitale, Odjer, Busellato, Della Rocca, Improta; Coda, Donnarumma. Allenatore: Giuseppe Sannino

Ternana (4-3-1-2): Di Gennaro; Valjent, Masi, Meccariello, Zanon; Bacinovic, Defendi, Di Noia; Falletti; La Gumina, Avenatti. Allenatore: Benito Carbone

HELLAS VERONA-NOVARA

L’Hellas Verona sta triturando tutte le avversarie, prossima vittima il Novara che dovrà sfruttare tutte le proprie potenzialità per mettere in difficoltà la squadra di Pecchia

Hellas Verona (4-3-3): Nicolas; Souprayen, Caracciolo, Cherubin, Pisano; Bessa, Fossati, Romulo; Siligardi, Pazzini, Luppi. Allenatore: Fabio Pecchia

Novara (4-3-1-2): da Costa; Dickmann, Troest, Scognamiglio, Calderoni; Viola, Kupisz, Adorjan; Faragò; Sansone, Galabinov. Allenatore: Roberto Boscaglia

BARI-SPEZIA

Esordio per Colantuono sulla panchina del Bari in un match difficilissimo contro uno Spezia che sta vivendo una stagione altalenante.

Bari (4-4-2): Micai; Daprelà, Di Cesare, Moras, Cassani; Ivan, Valiani, Romizi, Furan; Maniero, Monachello. Allenatore: Stefano Colantuono

Spezia (4-3-3): Chichizola; Migliore, Terzi, Valentini, De Col; Sciaudone, Errasti, Pulzetti; Baez, Piu, Granoche. Allenatore: Domenico Di Carlo

 




#QualificationWeek – Le gare più interessanti delle qualificazioni mondiali

Eccoci ad un nuovo turno di partite per le qualificazioni ai prossimi Mondiali di calcio di Russia 2018, in questo articolo andremo a vedere nel dettaglio i match più significativi di questa settimana.

Brasile – Argentina

Partiamo dal big match per eccellenza cArgentina v Bosnia-Herzegovina: Group F - 2014 FIFA World Cup Brazilhe andrà in scena a Belo Horizonte la notte tra giovedì e venerdì tra Brasile e Argentina (0.45 ora italiana): i Verdeoro guidano il girone unico del Sud-America con 21 punti, mentre per l’Albiceleste è quasi uno spareggio da dentro e fuori. La squadra di Bauza si trova infatti in 5a posizione con 16 punti e quindi a rischio esclusione dall’accesso diretto alla competizione. L’ultima volta, il 5 settembre 2009 a Rosario, il Brasile ha sconfitto per 3-1 l’Argentina (rete di Luisão e doppietta di Luís Fabiano) qualificandosi alla fase finale del campionato del mondo 2010 con tre turni di anticipo: è stata la prima vittoria dal 1995 in casa dei rivali.
Il ct Bauza si affiderà a una formazione molto offensiva: 4-3-3 per la Seleccion, che in porta vedrà ancora Sergio Romero. Difesa quasi totalmente British con Zabaleta e Mas sugli esterni, e Otamendi e Funes Mori coppia centrale. Maglia da titolare anche per Banega, che giocherà nel tridente di centrocampo assieme a Mascherano e Perez. Davanti il trio Messi, Di Maria e Aguero per provare a portare a casa i tre punti.
Il commissario tecnico Tite ripartirà dal 4-3-3, con un attacco molto mobile e una mediana di corsa e aggressività, gestita da Fernandinho, Renato Augusto e Paulinho. Sicurezza sulle corsie laterali, con Dani Alves da un lato e Marcelo dall’altro; a difendere i pali il romanista Alisson. Solo l’imbarazzo della scelta in attacco, secondo tradizione delle probabili formazioni brasiliane: i tre posti dovrebbero comunque essere riservati a Neymar, Willian e Coutinho. 

Argentina (4-3-3): Romero; Mas, Funes Mori, Otamendi, Zabaleta; Mascherano, Perez, Banega; Di Maria, Messi, Aguero. CT: Bauza

Brasile (4-3-3): Alisson; Daniel Alves, Miranda, Thiago Silva, Marcelo; Fernandinho, Augusto, Paulinho; Willian, Coutinho, Neymar. CT: Tite

Inghilterra – Scozia

Passiamo ora ad analizzare un’altra partita avvincente, quella tra Inghilterra e Scozia che si giocherà allo stadio di Wembley a Londra venerdì 11 alle 20.45. Gli inglesi occupano il primo posto del giorne F con 7 punti, mentre la Scozia è leggermente indietro con soli 4 punti ma a -1 dalla Lituania seconda. In 134 anni l’Inghilterra ha trionfato 46 volte, non troppe più di quanto ci si potrebbe aspettare guardando alle statistiche scozzesi, dove le vittorie sono 41. Un dato non irrilevante, che mette l’accento su una delle teorie più diffuse tra gli appassionati del football, inconcepibile per qualsiasi legge statistico-economica legata al calcio: non c’è ranking FIFA o classifica che tenga, un derby è sempre un derby. Nel frattempo, il 18 settembre 2014, il popolo scozzese ha avuto l’occasione della vita: un referendum per l’indipendenza. Questa volta, però, le questioni economiche hanno avuto la meglio: vince il partito dei No, ma si sa che è difficile impedire a sport e politica di intrecciarsi.
Qui Inghilterra: il 4-3-3 è lo schieramento preferito di Southgate e così si è presentato nelle prime due partite. La nostra sensazione è che riproporrà la stessa formazione vista contro Malta e Slovenia, con la presenza di Kane dal primo minuto al posto di Sturridge.
Qui Scozia: dopo il pareggio per 1-1 all’ultimo minuto contro la Lituania il ct scozzese Gordon Strachan sembra orientato a mantenere lo stesso schieramento tattico anche contro gli inglesi.

Inghilterra (4-3-3): Hart; Walker, Cahill, Stones, Rose; Dier, Rooney, Henderson; Walcott, Lingard, Kane. CT: Southgate.

Scozia (4-5-1): Marshall, Paterson, R. Martin, Hanley, Robertson, Bannan, Fletcher, Burke, Snodgrass, Ritchie, C. Martin. CT: Strachan.

Italia – Liechtenstein

Guardiamo ora la nostra nazionale: ci aspetta un match sulla carta semplice ma da non sottovalutare, anche perché fuori casa, sabato 12 alle ore 20:45 presso lo stadio “Rheinpark” di Vaduz, capitale del Liechtenstein. Da qualche giorno ormai gira voce che Giampiero Ventura possa utilizzare un modulo inedito, il 4-2-4. Il tecnico ex Torino ha ritenuto opportuna la convocazione di Matteo Politano, attaccante attualmente CANDREVA-1-ITALIA-NORVEGIA--e1446542652404in forza al Sassuolo di Di Francesco, e di Danilo Cataldi, centrocampista della Lazio e della Nazionale Under 21. Assente dai convocati anche Giorgio Chiellini, mentre Leonardo Bonucci sembra non essere al top e, per questo motivo, potrebbe non essere impiegato nella sfida contro il Liechtenstein. Difesa, dunque, composta da De Sciglio, Rugani e Antonelli, con il dubbio appunto Bonucci. La classifica del gruppo G vede Italia e Spagna al comando nel girone con 7 punti all’attivo; Albania e Israele si trovano a quota 6, mentre la Macedonia e il Liechtenstein sono ancora a zero punti.

Italia (4-2-4): Buffon; De Sciglio, Rugani, Bonucci, Antonelli; De Rossi, Verratti; Candreva, Immobile, Belotti, Insigne. CT: Ventura

Liechtenstein (4-5-1): Jehle; Rechsteiner, Polverino, Kaufmann,Burgmeier; Hasler, Wieser, Christen, Martin Buchel, Salanovic; Marcel Buchel. CT: Pauritsch.

Galles – Serbia

Altra partita di sabato 12 alle 20.45 è quella tra Galles e Serbia al Cardiff City Stadium. Il Galles, vera rivelazione di Euro 2016, è trascinato dalla sua stella Gareth Bale, nominato miglior giocatore dell’anno gallese, prova a scavalcare proprio la Serbia che guida il gruppo D con 7 punti al pari dell’Irlanda. Negli ultimi 5 scontri diretti tra le due formazioni il Galles non ha mai vinto contro i balcanici, da ricordare due pesanti risultati: 6-1 nell’ambito delle qualificazioni europee nel 2012 e il 3-0 sempre dei serbi per la qualificazione ai mondiali del 2014 in cui andò a segno anche il laziale Djordjevic.

Serbia (3-4-3): Stojkovic; Ivanovic, Nastasic, Maksimovic; Rukavina, Milivojevic, Gudelj, Kolarov; Tadic, A. Mitrovic, Kostic. CT: Slaoljub Muslin. CT: Chris Coleman

Galles (3-5-2): Hennessey; Gunter, Chester, A. Williams; Taylor, Ramsey, Allen, Ledley, Huws; Bale, Kanu. CT: Chris Coleman

Cile – Colombia

A Santiago, nella notte tra giovedì 12 e venerdì 13 novembre alle ore 00.30 italiane, si affrontano all’Estadio Nacional Julio Martinez  Prádanos Cile e Colombia. Il Cile, dopo un eccellente inizio che lo ha visto nelle prime due giornate del girone di qualificazione ai mondiali del 2018 FBL-WC2014-QUALIFIERS-CHI-BOLcollezionare altrettante vittorie, 2-0 all’esordio contro il Brasile, pirotecnico 4-3 in Perù, con un Alexis Sanchez in formato super si trova ora in settima posizione con 14 punti e deve reagire se vuole puntare allo spareggio. Dall’altra parte ci sarà la Colombia di Pekerman a quota 17 punti. Dopo il successo per 2-0 nella prima giornata contro il Perù, è arrivata la pesante sconfitta subita a Montevideo contro l’Uruguay per 3-0 e nell’ultimo scontro proprio la Celeste ha bloccato la squadra di Cuadrado sul 2-2.

COLOMBIA (4-2-3-1): Ospina; Arias, O. Murillo, Mina, F. Diaz; C. Sanchez, Aguilar; Cuadrado, James Rodriguez, Cardona; Bacca. CT: Pekerman.

CILE (4-3-3): Bravo; Isla, Roco, Jara, Mena; M. Diaz, Aranguiz, Vidal; Fuenzalida, Edu Vargas, Beausejour. CT: Pizzi.

Stati Uniti – Messico

L’ultima partita che analizzeremo è la sfida al vertice nelle Qualificazioni Mondiali per il Nord e Centro America . Il girone finale si apre con il confronto tra le due big USA e Messico, le due squadre si affronteranno sabato 12 novembre, alle ore 01.45 (ora italiana), le quali non falliscono un passaggio iridato rispettivamente dal 1990 e dal 1994.
States che vogliono l’undicesimo approdo ai Mondiali e la leadership continentale che negli ultimi anni si son ritagliati vista la maggior continuità rispetto agli storici rivali che, pur andando tra alti e bassi, riescono sempre a mantenere un ottimo livello. Tricolores che si son già qualificati 15 volte ai Mondiali: solo Brasile, Germania, Italia e Argentina hanno fatto meglio nella storia.
Osorio punterà su un 4 3 3 spiccatamente offensivo. Il tridente d’attacco sarà fomato da Brizuela, Peralta, dos Santos, quest’ultimo chiamato a trascinare El Tricolor a Russia2018.

Nei turni precedenti il Messico è passato senza problemi nel Gruppo A con 16 punti su 18, più difficoltà per gli Stati Uniti che hanno ingaggiato una corsa a tre nel Gruppo C, poi vinto, con Trinidad & Tobago e Guatemala. La curiosità sta nel fatto che Stati Uniti e Messico si affrontino subito dopo la vittoria di Donald Trump, nuovo presidente americano dopo le elezioni. Prima che parta la costruzione del muro, quindi, spazio al calcio.

STATI UNITI (4-2-3-1): Story; Orozco, Gonzalez, Besler, Acosta; Bradley, Kitchen; Yedlin, Kljestan, Green; Altidore. CT: Klinsmann.

MESSICO (4-3-3): Munoz; Silva, Ayala, Marin, Aldrete; Pineda, Molina, Galaviz; Brizuela, Peralta, dos Santos. CT: Osorio.




#PalloneDiCarta – Storie Mondiali di Federico Buffa

Chi ama il calcio e chi sogna di fare il giornalista sportivo non può non conoscere Federico Buffa, noto soprattutto per il suo passato di telecronista dell’NBA,  di cui è massimo esperto; ma Buffa è anche particolarmente apprezzato per le sue eccelse doti di narratore, con cui è in grado di ammaliare gli ascoltatori dando sfoggio di una cultura sportiva di rara caratura.

“Storie Mondiali. Un secolo di calcio in 10 avventure” è uscito poco prima dei Mondiali brasiliani del 2014, ed è una sorta di trasposizione cartacea di un omonimo viaggio in dieci puntate apparso su Sky, in cui lo stesso Buffa raccontava alla sua maniera le vicende dei passati Campionati del Mondo di calcio. Rispetto alla trasmissione, però, nel libro trovano spazio molte altre storie che sono state tagliate in post-produzione per esigenze televisive.

Storie Mondiali è un piacevolissimo viaggio attraverso gli avvenimenti, calcistici ma non solo, che ne hanno caratterizzato le varie edizioni, dalla prima Coppa Rimet in Uruguay fino ai giorni nostri: Buffa racconta i Mondiali alternando costantemente la cronaca di episodi ormai leggendari a fatti e retroscena ai più sconosciuti, molti dei quali rimasti nascosti nelle pieghe della storia. Il lettore, quand’anche fosse un navigato conoscitore di calcio, troverà probabilmente aneddoti e riferimenti storici di cui non era a conoscenza. È comunque un libro rivolto ad un pubblico appassionato di letture sportive, e non soltanto agli amanti del gioco del pallone: la lettura risulta sempre piacevole, tra flashback e digressioni nella storia non solo calcistica. Molti sono infatti i riferimenti ad accadimenti storici, politici e sociali degli anni presi in considerazione, oltre ai molti cenni di carattere artistico, in particolare a canzoni e opere letterarie.

Con l’eccezione dei Mondiali del ‘38 e del ‘50 (doveroso il racconto del mitico Maracanaço, capitolo con cui tra l’altro si apre il libro, dal momento che ci si stava avvinando ai secondi Mondiali brasiliani), tutti gli altri capitoli riguardano edizioni temporalmente a noi più vicine, da Inghilterra ‘66 in poi, chiudendo in bellezza con la splendida e trionfante avventura di Spagna ’82.

Storyteller indubbiamente di culto, Federico Buffa riesce a concentrare in questi dieci capitoli tante curiosità che rendono la narrazione di quei grandi eventi sportivi particolarmente coinvolgente, soprattutto per l’attenzione rivolta ad episodi in qualche modo marginali, ma allo stesso quasi poetici e che riescono, in taluni casi, a rendere nostalgici nei confronti di un calcio di altri tempi.

Se c’è da fare una critica al libro, rivolta non al contenuto ma alla forma, essa riguarda l’uso forse eccessivo dei corsivi: per chi conosce Buffa, proseguendo nella lettura sembra quasi di sentirlo parlare, può capitare addirittura di vedere ben chiare le scritte che solitamente appaiono nello schermo di fianco a lui durante le sue monografie televisive. Tutti questi corsivi sono certo usati sapientemente, e correttamente, ma sono anche troppi, e troppo frequenti: a modesto parere di chi scrive, l’eccessiva e così ripetitiva enfasi può rischiare ad un certo punto di stancare il lettore, ma questo scalfisce soltanto minimamente la buona qualità complessiva di questa lettura.