Atalanta, esame inglese in Europa: c’è l’Everton di Rooney

Prima gara del girone di Europa League per l’Atalanta che se la vedrà al debutto contro il favoritissimo Everton giovedì sera alle ore 19.00. Il club inglese, prossimo a festeggiare i 140 anni di storia (e non è un errore di battitura!), è senza dubbio la squadra favorita per la vittoria del Gruppo E. Approdata ai gironi attraverso i preliminari disputati contro i piccoli Ruzomberok e Hajduk Spalato, è attualmente guidata da Ronald Koeman, il difensore più prolifico della storia del calcio, ed è una delle avversarie più temibili per la formazione orobica, nonché una delle tre maggiori candidate al titolo secondo i bookmakers (in attesa di sapere chi verrà retrocesso dalla Champions).

Rosa

La squadra a disposizione del tecnico olandese viene da una sessione di mercato particolarmente importante. Nell’estate dei trasferimenti record, anche l’Everton ha potuto dire la sua andando a spendere la cifra monstre di 158 milioni. In questa rocambolesca finestra di mercato sono arrivati, infatti: il trequartista Gylfi Sigurdsson dallo Swansea per quasi 50 milioni; il centrale Michael Keane dal Burnely per 28,5 milioni; alla stessa cifra è stato acquistato il portiere del Sunderland Jordan Pickford; il trequartista Davy Klaassen per 27 milioni; e il talento 19enne dell’Hajduk Spalato Niko Vlasic per poco più di 10 milioni. Tuttavia il nome che ha riempito di più i tabloid è stato ovviamente quello di Wayne Rooney, tornato all’ovile dopo gli anni al Manchester United, a costo zero. La cessione di Lukaku allo stesso United per 84,7 milioni di euro, e il pagamento da parte del Barcelona della clausola di recompra da 12 milioni per Deulofeu, hanno costituito la quasi totalità delle entrate per il club del Merseyside, la cui rosa è attualmente valutata da Transfermarkt circa 321 milioni. Escludendo la partenza del bomber belga, la società è riuscita quindi a mantenere tutti i propri “senatori”, come il capitano Jagielka, i difensori Baines e Williams, il centrocampista Gueye, l’ala Mirallas, nonché i due portieri della passata stagione Stekelenburg e Robles.

Stella della squadra

Wayne Rooney è indubbiamente l’uomo più rappresentativo del club. Le sue qualità sono ben note: capace di giocare praticamente in qualsiasi ruolo e di segnare in ogni modo possibile. L’inglese è tornato ai Toffees dopo 13 anni per chiudere la propria carriera. Dopo un grande avvio con 2 reti sono però arrivati alcuni problemi extra calcistici (guida in stato di ebbrezza); Koeman era stato molto chiaro riguardo il suo stile di vita sregolato che non sarebbe stato in alcun modo tollerato, ma a quanto pare il messaggio non è stato ben recepito.

Stile di gioco

Il credo tattico di Ronald Koeman lo conosciamo bene: possesso palla e continua azione offensiva. L’olandese ha la capacità di cambiare modulo in corsa e spesso le sue squadre sono camaleontiche e di difficile lettura. In questa prima parte di stagione sono stati già ben 5 i cambi di modulo nelle partite ufficiali disputate dal suo Everton, il che può essere tanto un pregio quanto un difetto: sapersi adattare all’avversario è la caratteristica principale che dovrebbe avere un allenatore, tuttavia i suoi sembrano ancora degli esperimenti, come se la pre-season non fosse ancora finita. Lo stesso Rooney è stato già utilizzato come punta, ala e trequartista. Fondamentale nel gioco dei Tooffes è la spinta dei laterali difensivi che supportano l’azione offensiva; la presenza sulla trequarti di calciatori del calibro di Klaassen e Sigurdsson favorisce invece le verticalizzazioni improvvise ed un costante pericolo per le difese avversarie anche dalla distanza. La nota dolente è la fase difensiva che, pur giocando bassa e stretta, subisce molto la velocità delle squadre avversarie e viene spesso bucata con grande facilità.

Andamento in campionato

Sono 4 i punti dopo 4 giornate per l’Everton, che però ha già affrontato, perdendo, Chelsea e Tottenham, pareggiando però con il Manchester City. L’attaccante inglese è stato il trascinatore dei Toffees nelle prime due gare, siglando 2 reti molto pesanti. Al debutto il goal di Rooney decise la sfida contro lo Stoke City, mentre contro i Citizens di Guardiola fu ancora l’ex attaccante della Nazionale inglese a portare in vantaggio i suoi, prima della rete di Sterling nel finale che fissò il punteggio sul definitivo 1-1. Contro i Blues e gli Spurs, invece, si è vista la differenza di livello e le sconfitte sono state molto nette: 2-0 contro gli uomini di Conte (Fabregas e Morata i marcatori) e 3-0 contro quelli di Pochettino (doppietta di Kane e Eriksen).

Formazione tipo

In questo inizio di stagione, tolti rari casi, il tecnico dell’Everton Ronald Koeman ha sempre schierato la sua squadra con il 3-4-1-2 grazie anche alla grande mole di calciatori offensivi a disposizione ma nell’ultima di campionato, contro il Tottenham, l’olandese è tornato alla difesa a 4 che dunque potrebbe utilizzare in Europa League contro l’Atalanta.

Everton (4-2-3-1): PICKFORD; MARTINA, Williams, Jagielka, Baines; Gueye, Schneiderlin; SIGURDSSON, ROONEY, KLAASSEN; SANDRO. Allenatore: Ronald Koeman

Precedenti tra l’Everton e le italiane

L’Atalanta non ha mai avuto modo di confrontarsi con l’Everton. Tuttavia i precedenti tra i Toffees e i club italiani sorridono alle squadre del Bel Paese. Nell’edizione 1963/64 della Coppa dei Campioni fu l’Inter a superare gli inglesi (1-0 complessivo), accedendo agli ottavi. Nella Coppa UEFA 1975/76 anche il Milan eliminò l’Everton (1-0) qualificandosi ai sedicesimi. Agli ottavi della Coppa UEFA 2007/08 fu la Fiorentina a superare il club inglese (2-2 finale), con la partita che si decise ai calci di rigore (errori di Yacubu e Jagielka).

18/09/1963 Coppa dei Campioni: Everton-Inter 0-0

25/09/1963 Coppa dei Campioni: Inter-Everton 1-0

17/09/1975 Coppa UEFA: Everton-Milan 0-0

01/10/1975 Coppa UEFA: Milan-Everton 1-0

06/03/2008 Coppa UEFA: Fiorentina-Everton 2-0

12/03/2008 Coppa UEFA: Everton-Fiorentina 2-0 (2-4 dcr)

 

 




Inter-SPAL, l’analisi tattica: work in progress a centrocampo per Spalletti. Icardi decisivo

I nerazzurri fanno 3 su 3, nove punti e sono in vetta insieme a Juventus e Napoli. Davanti ai sessantamila di San Siro l‘Inter batte 2-0 la Spal, grazie al 5° centro stagionale di Icardi (assegnato dal Var) e dalla perla finale di Perisic. “Se vogliamo tornare a salire sugli aerei che portano in giro per l’Europa dobbiamo fare il check-in in queste partite”, chiaro Spalletti prima della sfida. Temeva questa partita, le insidie di una gara dal profumo di trappola.

Il rigore trasformato da Icardi.

La squadra ha risposto compatta, con personalità e voglia di vincere. Idee chiare e fisionomia, reparti corti e un’ottima condizione fisica. Si iniziano a vedere le trame offensive tipiche delle formazioni di Spalletti, anche se c’è ancora (giustamente) da lavorare. Colpiscono i nuovi, Skriniar e Borja Valero su tutti, trasformati alcuni giocatori soprattutto negli atteggiamenti. Perisic e Icardi si sono presi sulle spalle l’Inter, con il capitano già capocannoniere dopo tre giornate. Contro la Spal non è stata una gara facile, con gli uomini di Semplici che hanno dimostrato, anche a San Siro, di essere una buona squadra e di poter ambire alla salvezza. Il 3-5-2 della Spal copre bene il campo, chiudendo molti spazi ai nerazzurri. Borriello e Paloschi fanno molto lavoro per far salire la squadra, con Lazzari a destra e Costa a sinistra che cercano la profondità.

L’esultanza di Perisic al goal decisivo.

La partita viene sbloccata da una giocata di Icardi, sempre più a suo agio nel gioco di sponda, che lancia Joao Mario in porta. Il portoghese viene atterrato da Vicari, l’arbitro dà punizione al limite, dopo quasi 5’ arriva la decisione del Var. Rigore, Icardi incrocia e batte Gomis. La Spal prova a colpire in contropiede, ma Paloschi in due occasioni non impensierisce Handanovic. L’Inter ha il controllo della gara, ma la manovra non è ancora fluida come vorrebbe Spalletti. Il trio di centrocampo Gagliardini-Borja-Joao Mario manca in alcuni momenti della gara di velocità nella trasmissione del pallone e nell’andare oltre la linea difensiva con gli inserimenti senza palla, tanto cari al tecnico toscano. Joao Mario fatica a trovare una posizione e predilige più il pallone tra i piedi che la profondità. Meglio Brozovic nella ripresa nel ruolo di trequartista, con il croato più propenso nell’attacco alla porta e nel velocizzare l’azione. Meglio Perisic che Candreva sulle fasce, con l’italiano che quando taglia in mezzo la campo, come richiede Spalletti ai suoi esterni, fatica nel trovare la giocata finale. Bene la linea difensiva, Miranda e Skriniar sono già una coppia collaudata. La gara viene chiusa nella ripresa da un gioiello di Perisic sul cross di D’Ambrosio, più propositivo di Dalbert alla prima a San Siro, che al volo di sinistro quasi spacca la porta con Gomis che può solo guardare. C’è da lavorare, Spalletti lo sa bene. Ma trovarsi in vetta dopo tre partite con 8 gol fatti e uno subito è sicuramente un bell’antipasto, con la mano dello chef toscano che si vede sulla squadra e con ancora grandi margini di miglioramento. Cartolina da San Siro? L’Inter è una squadra. Forse, la notizia più bella.




Napoli, lo Shakhtar Donetsk sul cammino: Bernard il pericolo numero uno

Prima gara del girone di Champions League per il Napoli che se la vedrà al debutto contro lo Shakhtar Donetsk. La squadra di Maurizio Sarri, secondo le previsioni, è la 2° forza del girone dopo il Manchester City e visto il grande inizio di stagione parte con i favori del pronostico. L’ottimo mercato degli azzurri (tenuti tutti i big e rinforzato alcuni reparti) fa ben sperare i tifosi. Dall’altra parte gli ucraini hanno 5 partite in più nelle gambe ma hanno perso nel corso degli ultimi anni molti calciatori di spessore ed hanno fatto un mercato low cost.

Rosa

Lo Shakhtar Donetsk è un club ucraino venuto alla ribalta del calcio europeo negli ultimi anni del 2000. Nel maggio del 2014, all’inizio della crisi del paese, è stato costretto a spostarsi ed oggi gioca a Charkiv, nello stadio del Metalist, esattamente a 300 km dalla città natale. I problemi politici hanno frenato lo sviluppo della squadra, Paulo Fonseca ha ereditato la panchina di Lucescu nel 2016, a pochi mesi dall’ultimo vero exploit europeo (semifinale di Europa League). Da allora, il club ha ridimensionato il suo mercato: acquisti e cessioni a zero, rinnovamento della squadra inesistente, riciclo dei giovani e tentativo di valorizzazione dei brasiliani rimasti in organico. In difesa, il terzino destro Srna è l’unico calciatore che vanta una certa esperienza internazionale. Sul fronte opposto c’è Ismaily, brasiliano, abile in fase di spinta ma vulnerabile, invece, in quella di recupero palla. A centrocampo l’altro brasiliano, Fred, è un calciatore da tenere molto in considerazione. In attacco ci sono l’argentino Facundo Ferreyra ma soprattutto Bernard, il numero 10 e giocatore più talentuoso. Da tenere d’occhio anche Marlos e Taison, altri due calciatori dell’assoluto valore e che possono mettere in difficoltà tutte le difese avversarie. Il valore del mercato della rosa è di 103 milioni di euro secondo Transfermarkt.

Stella della squadra

Bernard è sicuramente il calciatore più talentuoso dello Shakhtar Donetsk. Il brasiliano, classe ’92, è il classico giocatore con il baricentro basso che ha una grande facilità di dribbling, oltre ad un’ottima velocità di base. Molto abile anche su calcio piazzato, sarà sicuramente il pericolo n° 1 per la difesa del Napoli. Destro di piede, Bernard parte largo a sinistra nello schieramento di Paulo Fonseca ma tende ad accentrarsi e ad svariare su tutto il fronte offensivo con la capacità di imbeccare i propri compagni in ogni momento.

Stile di gioco

Dal punto di vista tattico, questo Shakhtar si esprime come una squadra molto offensiva e con l’idea fondamentale di attivare gli uomini di talento in attacco. Il gioco si sviluppa sugli esterni, dove agiscono il capitano Srna, il brasiliano Marlos (a destra), Ismaily e Bernard (a sinistra). L’unica punta è Facundo Fereyra, ex bambino prodigio mai esploso definitivamente. Alle sue spalle, in una sorta di 4-2-3-1, agiscono Taison, Kovalenko o Alan Patrick. La coppia difensiva è composta da Fred e Stepanenko. Fatalmente, la rosa perde di qualità scendendo verso la difesa. Gli otto brasiliani a disposizione di Paulo Fonseca sono giocatori offensivi, più i due terzini sinistri (il già citato Ismaily e l’alternativa Azevedo), mentre in difesa il tecnico portoghese si affida soprattutto a uomini di molta esperienza, gli ucraini Pyatov, Kritsov e Rakitsky. Il tentativo di Fonseca è similare a quello di tutte le squadre costruite attraverso un’idea di mix tra fantasia offensiva ed equilibrio difensivo, e nel campionato ucraino funziona a meraviglia.

Andamento in campionato

Campione d’Ucraina in carica, lo Shakhtar Donetsk occupa al momento la prima posizione in classifica, frutto di 7 vittorie ed una sconfitta nelle prime 8 giornate di campionato. Il KO è però arrivato con l’unica squadra di un certo livello incontrata fino ad ora: la Dinamo Kiev, battuta solo qualche giorno prima nella finale di Supercoppa. La squadra di Fonseca sta mettendo in luce un eccellente attacco in questa prima parte di campionato (ben 17 le reti segnate) ma una difesa spesso ballerina (6 reti subite), che concede molto nell’arco del match.

Formazione tipo

Estro al potere. Questo potrebbe essere il motto della formazione di Paulo Fonseca. Il tecnico portoghese sfrutta il talento dei brasiliani inserendoli sulla trequarti per imbucare Ferreyra, vero e proprio terminale offensivo degli ucraini. Fondamentale, in fase di spinta, il lavoro di Srna, spesso una spina nel fianco delle difese avversarie.

Shakhtar Donetsk (4-2-3-1): Pyatov; Srna, Kryvtsov, Rakitsky, Ismaily; Fred; Stepanenko; Marlos, Taison, Bernard, Ferreyra. Allenatore: Paulo Fonseca

Precedenti

Il Napoli non ha mai incontrato lo Shakhtar Donetsk in gare ufficiali. La formazione ucraina, però, negli ultimi anni ha incontrato spesso club italiani ed i precedenti non sorridono alla squadra di Fonseca. In 18 scontri con le squadre del nostro paese, infatti, sono appena 4 i successi del club ucraino, 2 i pareggi e ben 12 le sconfitte. All’epoca del primo incontro, quello datato 2 ottobre 1976 in Coppa UEFA contro la Juventus, lo Shakhtar Donetsk rappresentava ancora l’Unione Sovietica, mentre nei successivi l’Ucraina.

24/11/1976 Coppa UEFA: Juventus-Shakhtar Donetsk 3-0

08/12/1976 Coppa UEFA: Shakhtar Donetsk-Juventus 1-0

23/10/1997 Coppa delle Coppe: Shakhtar Donetsk-Vicenza 1-3

06/11/1997 Coppa delle Coppe: Vicenza-Shakhtar Donetsk 2-1

12/09/2000 Champions League: Shakhtar Donetsk-Lazio 0-3

25/10/2000 Champions League: Lazio-Shakhtar Donetsk 5-1

14/09/2004 Champions League: Shakhtar Donetsk-Milan 0-1

24/11/2004 Champions League: Milan-Shakhtar Donetsk 4-0

10/08/2005 Champions League: Shakhtar Donetsk-Inter 0-2

24/08/2005 Champions League: Inter-Shakhtar Donetsk 1-1

12/09/2006 Champions League: Roma-Shakhtar Donetsk 4-0

22/11/2006 Champions League: Shakhtar Donetsk-Roma 1-0

24/10/2007 Champions League: Milan-Shakhtar Donetsk 4-1

06/11/2007 Champions League: Shakhtar Donetsk-Milan 0-3

16/02/2011 Champions League: Roma-Shakhtar Donetsk 2-3

08/03/2011 Champions League: Shakhtar Donetsk-Roma 3-0

02/10/2012 Champions League: Juventus-Shakhtar Donetsk 1-1

05/12/2012 Champions League: Shakhtar Donetsk-Juventus 0-1




Juventus, ancora il Barcellona sul cammino: il nuovo 11 di Valverde

Prima gara del girone di Champions League della Juventus che, in trasferta, affronterà martedì sera il Barcellona. Rispetto agli ottavi di finale della scorsa stagione, nella formazione Blaugrana sono presenti molte novità. Innanzitutto sulla panchina non c’è più Luis Enrique ma Ernesto Valverde, ex tecnico dell’Athletic Bilbao. Quella più grande, però, è senza dubbio l’assenza di Neymar, accasatosi al PSG dietro pagamento della clausola rescissoria da 222 milioni di euro. Per sostituire O’Ney, dal Borussia Dortmund è arrivato, per la cifra di 105 milioni di euro (più 42 di bonus), Ousmane Dembele.

Rosa

Paragonata alla squadra che ha affrontato la Juventus qualche mese fa, il Barcellona attuale ha completamente un’altra faccia. Ha perso una delle sue pedine più forti, Neymar, e, dopo aver visto sfumare in extremis il passaggio in Blaugrana di Coutinho, ha acquisito i cartellini di Paulinho dall’Evergrande, Dembelé dal Borussia Dortmund, Semedo dal Benfica, Deulofeu dall’Everton e Marlon dal Fluminense. In porta ter Stegen è una certezza, mentre come suo sostituto c’è l’olandese Cillessen. In difesa, pronti a subentrare ai titolari Semedo, Piqué, Umtiti e Jordi Alba, ci sono Mascherano, Digne e Aleix Vidal. A centrocampo si impongono Rakitic, Busquets e Iniesta, ma in panchina ci sono nomi altrettanto forti come Rafinha, André Gomes, Denis Suarez, il neo acquisto Paulinho e Sergi Roberto che, considerate le buone prestazioni della stagione passata, ha di fronte un anno importantissimo per diventare uno dei migliori in quel ruolo. In attacco la partenza di Neymar lascia il posto da titolare al nuovo arrivato Dembelé, che completerà il tridente assieme a Messi e L. Suarez. Deulofeu e Alcacer saranno pronti per subentrargli. Il valore complessivo della rosa secondo Transfertmarkt è di 706 milioni.

Stella della squadra

La stella della squadra è, senza ombra di dubbio, Lionel Messi. Il 5 volte Pallone d’Oro è un giocatore tecnico, veloce e molto agile, ed ha ottime qualità nel controllo palla e nell’accelerazione. Mancino, con l’esterno sinistro si porta avanti il pallone, cambia direzione ed esegue dribbling, mentre con l’interno del piede fornisce per lo più assist per i compagni e finalizza le sue azioni. A volte arretra fino a centrocampo e va a prendersi da solo il pallone, per poi avanzare e cercare l’assist o il goal.

Stile di gioco

In fase difensiva Valverde porta avanti da tempo l’idea di un calcio che ha la pressione come parola chiave; per questo nelle sue squadre si è visto un pressing molto alto per ostacolare sul nascere la manovra avversaria, con l’obiettivo di chiudere le corsie laterali. Dal punto di vista prettamente tattico il tecnico ha trovato già incorporati nella sua nuova squadra alcune delle sue idee. Una tra tutte è l’abbassarsi di Busquets per giocare come terzo centrale in fase di impostazione o, ancora, l’alzarsi degli esterni bassi per guadagnare campo in avanti. L’inserimento di Dembelé è fonte di curiosità un po’ per tutti: una delle possibilità nel presumibile 4-3-3 sarà quella di occupare una delle due fasce, oppure di variare nella stessa partita su entrambe le corsie cosi da disorientare le difese avversarie.

Andamento in campionato

Tre partite e tre vittorie, questo il cammino del Barcellona in Liga. Nel debutto di questa stagione contro il Betis Siviglia i catalani, con un Deulofeu in grande spolvero, si impongono per 2-0 grazie all’autorete di Tosca e al goal di Sergi Roberto. Nella seconda gara, in trasferta contro l’Alaves, i Blaugrana riescono a trovare la seconda vittoria in campionato grazie ai due goal di Messi nella ripresa dopo l’errore dal dischetto del primo tempo. L’ultima gara è terminata 5-0 contro i rivali cittadini dell’Espanyol grazie ad un super Messi (tripletta), Piqué e Suarez (appena tornato dall’infortunio); durante il match ha fatto il suo esordio anche il giovane Dembelé.

Formazione tipo

Da ormai molti anni il Barcellona ha l’abitudine di presentarsi in campo con un 4-3-3 dotato di eccellenti palleggiatori in mezzo al campo e di terzini di spinta. I fari puntati sono però sul reparto offensivo che presenta calciatori veloci e con un gran senso del goal, rendendo dura la vita ai difensori avversari.

Barcellona (4-3-3): ter Stegen; SEMEDO, Piqué, Umtiti, Jordi Alba; Rakitic, Sergio Busquets, Iniesta; Messi, L.Suarez, DEMBELE. Allenatore: Ernesto Valverde

Precedenti tra Juventus e Barcellona

Importanti quanto recenti gli incroci tra bianconeri e spagnoli: è della scorsa primavera il quarto di finale con cui la squadra di Allegri ha vendicato la finale del 2015, persa 3-1 a Berlino contro i Blaugrana. Senza dimenticare, nel 2003, la grande serata di Zalayeta, quella con la quale la Juventus superò il Barça ai supplementari, grazie a una rete dell’uruguaiano che regalò alla Juve la semifinale col Real Madrid, sulla strada che portò alla finale di Manchester.

20/10/1970 Coppa delle Fiere: Barcellona-Juventus 1-2

04/11/1970 Coppa delle Fiere: Juventus-Barcellona 2-1

05/03/1986 Coppa dei Campioni: Barcellona-Juventus 1-0

19/03/1986 Coppa dei Campioni: Juventus-Barcellona 1-1

10/04/1991 Coppa delle Coppe: Barcellona-Juventus 3-1

24/04/1991 Coppa delle Coppe: Juventus Barcellona 1-0

09/04/2003 Champions League: Juventus- Barcellona 1-1

22/04/2003 Champions League: Barcellona-Juventus 1-2 (dts)

06/06/2015 Champions League: Juventus- Barcellona 1-3

11/04/2017 Champions League: Juventus Barcellona 3-0

19/04/2017 Champions League: Barcellona-Juventus 0-0

 




Roma, arriva l’Atletico Madrid di Simeone: Griezmann la stella

Prima gara del girone di Champions League per la Roma che, davanti al proprio pubblico, affronterà martedì sera l’Atletico Madrid. I giallorossi di Di Francesco troveranno davanti una squadra che non si è rinforzata ma che ha la sua forza nel collettivo pronto a seguire mister Simeone anche all’inferno. All’Olimpico è atteso un esame importantissimo visto che, secondo molti, questo può essere lo scontro che deciderà chi potrà passare il girone insieme al favoritissimo Chelsea di Antonio Conte. Importante, in tal senso, schierare la formazione migliore possibile per contrastare il gioco molto “italiano” dell’Atletico.

Rosa

La squadra a disposizione del Cholo Simeone è pressoché la stessa della stagione passata. Come ben sappiamo, infatti, l’Atletico Madrid è stato bloccato dal TAS per i movimenti del mercato in entrata. Nonostante questo ha comunque concluso l’acquisto di Vitolo dal Siviglia, immediatamente girato in prestito al Las Palmas fino a gennaio, data del termine dello stop. I biancorossi hanno poi provato a ripetere questa formula anche con Diego Costa, ma il Chelsea si è sempre opposto all’ipotesi. Le cessioni di Hernandez, Oliver Torres, Kranevitter e Javi Manquillo hanno portato però circa 70 milioni nelle casse degli spagnoli. Ma andiamo nel dettaglio; in porta è sempre presente Oblak seguito da Moyà che si è dimostrato un’ottima alternativa. In difesa, il reparto più funzionale dei biancorossi, oltre a Juanfran, Savic, Godin e Filipe Luis, è importante la presenza di Vrsaljko e Gimenez, seguiti poi da Lucas Hernandez, che piano piano sta cercando di farsi posto in una delle difese più solide d’Europa. Il centrocampo si poggia su due calciatori eccellenti come Koke e Saul, seguiti dal capitano Gabi. In avanti, tra Griezmann, Carrasco e Torres, si fanno spazio anche Gameiro, Correa e Nico Gaitan. Il valore di mercato totale della rosa, secondo Transfermarkt, è di 511 milioni.

Stella della squadra

Antoine Griezmann è senza dubbio il calciatore più importante per l’Atletico. Le Petit Diable è una seconda punta dal fisico gracile ma con una raffinata tecnica, uno straordinario mancino e una grande velocità. E’ un buon incursore d’area come testimoniano le reti messe a segno in carriera, anche se, a volte, tende a estraniarsi dal gioco. Il suo talento nel portare palla dalla trequarti per attaccare la porta, hanno forzato Simeone a scegliere un sistema che cerchi il più possibile di portare il francese a concludere.

Stile di gioco

Il Cholismo è ormai un marchio conosciuto in tutta Europa e le sue parole chiave sono comunione, lavoro di gruppo e rifiuto del compromesso. Difesa solida e uomini intenti principalmente a correre, a intervenire in maniera dura sugli avversari e a ripartire in velocissimi contropiedi, questo il credo dell’argentino. La formazione si presenta con un 4-4-2. Gli elementi principali sono un costante pressing, una marcatura a zona, un contropiede veloce, il gioco laterale fornito dalla sovrapposizione dei terzini e la densità a centrocampo che porta a stringere gli interi reparti della squadra. Il reparto difensivo è quello più importante. Il centro dell’area è protetto come in nessun’altra parte al mondo: da lì l’Atletico ha subito davvero pochi tiri in tutta la stagione della  Liga. Il merito principale non può che essere attribuito a Godin, capace di gestire il reparto alla perfezione.

Andamento in campionato

Dopo le prime tre partite di campionato l’Atletico ha 5 punti frutto di un clamoroso pareggio alla prima, contro il neopromosso Girona, di una vittoria contro il Las Palmas e del pareggio a reti bianche contro il Valencia. Il debutto degli uomini di Simeone è shock: i Colchoneros vanno sotto 2-0 a causa della doppietta di Stuani mentre Griezmann si becca un doppio giallo che lascia i suoi in 10; Correa e Gimenez riescono tuttavia ad impattare sul definitivo 2-2. Contro il club canario, invece, le reti di Correa, Carrasco, Koke (doppietta) e Thomas portano all’Atleti la 1° vittoria, con un roboante 5-1 (rete di Calleri per i padroni di casa). 0-0, con pochissime emozioni, il terzo match contro il Valencia con alcuni calciatori chiave nemmeno scesi in campo in vista della Roma come Godin e Gabi. Griezmann assente invece per squalifica.

Formazione tipo

Dall’arrivo del Cholo Simeone, l’Atletico Madrid è salito di livello sposando alla perfezione il credo tattico dell’allenatore argentino. Difesa molto chiusa, centrocampo di corsa e grande pressing e contropiede, queste le armi principali dei Colchoneros che negli ultimi anni hanno fatto benissimo in Europa.

Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Juanfran, Savic, Godin, Filipe Luis; Saul, Gabi, Koke, Carrasco; Griezmann, Gameiro. Allenatore: Diego Pablo Simeone

Precedenti tra Roma e Atletico Madrid

Roma e Atletico Madrid si sono incrociate 2 volte in Europa, ma non in Champions League ma in Coppa Uefa. Parliamo dei quarti di finale nell’edizione 1998/99, quando i giallorossi di Zeman resero durissima la vita ai Colchoneros. In Spagna finì 2-1 per i padroni di casa: Di Biagio, su punizione, dimezzò il doppio vantaggio di Josè Mari e Roberto, mentre nel match di ritorno Delvecchio fece sognare l’Olimpico prima della rimonta spagnola firmata Aguilera e Roberto. Decisiva e, tra l’altro, storica, l’indecente prestazione arbitrale dell’olandese van der Ende.

02/03/1999 Coppa Uefa: Atletico Madrid-Roma 2-1

16/03/1999 Coppa Uefa: Roma-Atletico Madrid 1-2




Sampdoria-Roma, ufficiale: partita rinviata causa allerta meteo

Niente Sampdoria-Roma domani sera. Il match, in programma domani sera alle 20.45 è stato ufficialmente rinviato a causa dell’allerta meteo su Genova. Fatale, in tal senso, il “bollino arancione” diramato dalla Regione Liguria dalle 14.00 alle 24.00 della giornata di domani. Tra le probabili date previste per il recupero ci sono il 13 o il 20 dicembre.




Inter, ufficiale il rinnovo di Perisic: il comunicato

Dopo mesi e mesi di corteggiamento del Manchester United, si è finalmente deciso il futuro di Ivan Perisic, suggellato dalla firma sul rinnovo di contratto offerto dall’Inter nei giorni scorsi. A comunicarlo lo stesso club nerazzurro attraverso questa nota sul proprio sito ufficiale: “MILANO – FC Internazionale Milano è felice di annunciare il prolungamento del contratto di Ivan Perisic, che continuerà a vestire i colori nerazzurri fino al 30 giugno 2022. Nato a Spalato il 2 febbraio 1989, Ivan arriva all’Inter nella stagione 2015-2016: 81 presenze tra Serie A, Coppe nazionali ed Europa League e 20 reti con la nostra maglia finora. Ma non finisce qui…”.




Top 11 svincolati 2017: i migliori acquisti del calciomercato estivo

A volte non serve mettere mano al portafogli per migliorarsi, molti colpi infatti possono arrivare a costo 0. Vediamo nel dettaglio la Top 11 degli svincolati 2017. Nell’estate più dispendiosa della storia del calciomercato, dove si sono pagate cifre fino a qualche anno fa inimmaginabili per giocatori il cui valore è ancora tutto da dimostrare, c’è anche chi è riuscito a piazzare colpi importanti a parametro 0, accaparrandosi le prestazioni di molti giocatori svincolati reduci da stagioni di alto livello o al termine di una carriera scintillante.

Wilfredo Caballero

Portiere argentino classe 1981. Reduce da una discreta stagione nel Manchester City, con cui ha collezionato ben 27 presenze, di cui 6 in Champions League, ha risolto il proprio contratto triennale con i Citizens, e si è guadagnato un posto alla corte di Antonio Conte. Il Chelsea può quindi vantare adesso ben 3 portieri di grande qualità ed esperienza: le spalle di Thibaut Courtois sono infatti ben coperte dall’ex Genoa e Campione d’Europa in carica Eduardo e dal 36enne oro olimpico ad Atene 2004.

Gonzalo Rodriguez

Difensore argentino classe 1984. Capitano e bandiera della Fiorentina con all’attivo 159 presenze e 22 reti in 5 anni di Serie A, è stato malamente messo alla porta da una società che è stata smantellata e rifondata. Deluso dalla viola, ma sempre innamorato di Firenze, è tornato in Argentina per vestire la maglia del San Lorenzo. Forse una meta troppo poco prestigiosa per un calciatore con la sua esperienza: avrebbe fatto comodo a moltissime squadre del campionato italiano.

 John Terry

Non ha certo bisogno di presentazioni. Una carriera passata nel Chelsea (con un’unica parentesi di 3 mesi nel Nottingham Forrest quando aveva 20 anni), con la maglia dei Blues ha vinto, sfoggiando quasi sempre la fascia di capitano, la bellezza di 18 trofei, tra cui una Champions League ed una Europa League. Ma anche le storie d’amore più grandi a volte devono finire. E così, dopo 22 anni nel Chelsea, l’ormai 37enne difensore londinese ha lasciato Stamford Bridge, e si è legato per un anno all’Aston Villa, che attualmente milita nella Championship.

Pepe

Képler Laveran Lima Ferreira, meglio noto come Pepe, per un decennio è stato una colonna della difesa del Real Madrid. Dopo 334 presenze e 14 trofei con la maglia dei Blancos, il Campione d’Europa ormai 34enne ha lasciato la capitale spagnola. Accostato al PSG e all’Inter (che sperava di ripetere con maggior successo l’operazione che portò Vidic in nerazzurro), ha infine firmato un contratto di due anni con i turchi del Besiktas.

 Sead Kolasinac

Il più giovane parametro zero di questa nostra speciale formazione. Il 24enne bosniaco, dopo 5 stagioni e 117 presenze nello Schalke 04, ha lasciato la natia terra tedesca per cercare la svolta alla propria carriera nelle fila dell’Arsenal. Nato terzino sinistro, capace di giocare anche al centro od in mediana, ha avuto un ottimo approccio al gioco dei Gunners mettendosi in mostra da subito nella finale del Community Shield contro i rivali del Chelsea dove è subentrato a Mertesacker.

Dani Alves

Arrivato l’anno scorso a costo zero alla Juventus dopo stagioni strepitose e prestazioni considerate irripetibili con la maglia del Barcelona, il terzino brasiliano, superato il trauma di un infortunio in avvio di stagione, ha conquistato tutti: i suoi numeri, le sue giocate, la sua esperienza ed esplosività hanno permesso alla Juve di arrivare in finale di Champions. Poi qualcosa si è guastato, e il 34enne campione d’Italia ha deciso che il club bianconero non faceva per lui. Dopo la risoluzione del contratto e dopo aver gettato ombra sulle ambizioni e la professionalità juventina, ha firmato con il PSG. La squadra che ha speso di più nella storia del calcio, può forse vantare anche il miglior parametro zero dell’estate.

Rio Mavuba

Mediano francese classe 1984. Pupillo di Rudi Garcia, uno degli uomini che hanno trascinato il Lille alla conquista dello storico scudetto del 2011, dopo 8 anni con Les Dogues, si è svincolato dal club francese e si è trasferito allo Sparta Praga. Il suo ex allenatore lo aveva fortemente voluto alla Roma, insieme a Gervinho. Forse non adatto al campionato italiano, per le ambizioni del club ceco è un acquisto di primo livello.

Davide Di Gennaro

Reduce da un convincente biennio tra Serie B e Serie A con la maglia del Cagliari, il 29enne centrocampista lombardo si è svincolato dalla società sarda e ha firmato un triennale con la Lazio di Simone Inzaghi. Dopo una carriera passata tra serie maggiore e serie cadetta indossando ben 11 maglie diverse, è finalmente pronto per il definitivo salto di qualità.

Jesus Navas

“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano” cantava Antonello Venditti. E’ il caso di Jesús Navas González e del Siviglia. Nel 2013, dopo ben 10 anni, 395 presenze e 35 reti, dopo aver rifiutato più volte altre mete e aver conquistato un titolo mondiale e uno europeo con la nazionale spagnola, la talentuosa ala destra firmò un contratto quadriennale con il Manchester City. Con i Citizens ha vinto un campionato e due coppe di lega ma, scaduto il contratto che lo legava al club inglese, all’età di 31 anni ha deciso di tornare nella sua amata Siviglia. All’inizio dell’estate si era parlato di un suo interessamento da parte della Lazio, che poi si è consolata con il portoghese Nani.

Rachid Ghezzal

Uno degli uomini più interessanti del mercato estivo. Ala o esterno di nazionalità algerina, dopo 119 presenze, 14 gol e 20 assist con la maglia del Lione, il suo procuratore e fratello Abdelkader Ghezzal – vecchia conoscenza della nostra Serie A – ha insistito perché non firmasse il rinnovo con il club francese cosicché venisse avvicinato da squadre intenzionate a tesserarlo a costo zero. Dopo essere stato vicinissimo al trasferimento alla Roma, il 25enne dal piede mancino si è accasato dai campioni di Francia del Monaco.

Zlatan Ibrahimovic

“Much Ado About Nothing“ recitava una commedia di William Shakespeare, “Molto rumore per nulla”. E’ il riassunto dell’estate del portento svedese. Al termine della scorsa stagione, complice anche il grave infortunio subito il 20 aprile contro l’Anderlecht (rottura del legamento crociato anteriore e posteriore), il Manchester United decise di non esercitare l’opzione per il rinnovo del suo contratto. Spaventate dalla gravità dell’infortunio e dalle pretese economiche del giocatore, ma allettate dalle sue prestazioni sempre determinanti, molte società, tra cui il Milan, hanno tentennato nell’offrirgli un contratto per la stagione 2017-18. Alla fine, i Red Devils hanno fatto un passo indietro e, 54 giorni dopo la risoluzione del contratto, hanno offerto allo svincolato svedese l’inaspettato rinnovo.

La formazione (3-4-3)




Top 11 acquisti mancati: le trattative saltate del 2017

Quella dell’estate 2017 è stata una delle sessioni di mercato calcistico più interessante degli ultimi anni. Tanti però anche i calciatori che sembravano destinati ad una squadra e che, per un motivo o per l’altro, non sono finiti dove prefissato, ma vediamo nel dettaglio la Top 11 degli acquisti mancati del calciomercato.

Pepe Reina (PSG)

La vicenda legata a Pepe Reina, portiere spagnolo, è una delle poche dimostrazioni che nel calcio comanda anche il cuore e non solo il denaro. Dopo alcune difficoltà per il rinnovo di contratto con il Napoli, sul portiere iberico è piombato il Paris Saint Germain con un’offerta da 7 milioni di euro per il club ed un contratto da 3,5 stagionali per l’estremo difensore. Fino all’ultimo sembrava sicura la sua partenza, tanto che il club azzurro era già in cerca di un suo sostituto. A quanto pare però i soldi non sono tutto per il ragazzo che ha deciso di rimanere per almeno un’altra stagione nel capoluogo campano.

Leonardo Spinazzola (Juventus)

Quella di Leonardo Spinazzola, esterno dell’Atalanta, è ormai una storia che conosciamo bene. Il giovane, tifoso della Juventus sin dalla tenera età , sogna di approdare nella sua squadra del cuore, a discapito del club bergamasco al quale è legato per un altro anno. I nerazzurri hanno fatto di tutto per tenere il ragazzo a Bergamo e ci sono riusciti. Il suo futuro , stando a quanto preannunciato dal Dg bianconero Giuseppe Marotta, vedrà ancora i colori della Dea, visto che al suo posto hanno preso l’ex rossonero Mattia De Sciglio.

 Gabriel Paletta (Lazio)

Nulla da fare per il trasferimento del difensore italo-argentino al club capitolino. Gabriel Paletta, fino ad alcuni giorni prima del termine del mercato, era ad un passo dalla Lazio che ha presentato un’offerta più alta di quelle dei club sudamericani. Nonostante l’accordo con il Milan e l’intenzione da parte del giocatore di partire, i biancocelesti non sono riusciti ad aggiudicarselo. Il club capitolino non ha voluto offrire più di quanto fatto in precedenza ed il giocatore non ha abbassato le proprie pretese.

Kostantinos Manolas (Zenit)

Dopo le cessioni straordinarie di Antonio Rudiger, Mohamed Salah e Leandro Paredes, sembrava che anche Kostantinos Manolas fosse sul piede di partenza, direzione San Pietroburgo. Lo Zenit di Roberto Mancini era intenzionato a prendere sia Paredes, giovane centrocampista argentino, che il difensore greco, uno dei migliori della Serie A. La Roma ha deciso di vendere solo uno dei due giocatori richiesti dal club russo e di tenere l’altro. I dubbi sul futuro di Manolas erano tanti, ma alla fine è stato il giocatore stesso a chiarire la situazione dicendo di voler rimanere.

Ross Barkley (Chelsea)

Uno dei centrocampisti più promettenti della Premier League è stato in grado di rifiutare il Chelsea con tanto di contratto faraonico. Ross Barkley, centrocampista dell’Everton, non ha mai voluto necessariamente lasciare i Toffees ma, se proprio avesse dovuto cambiare squadra, avrebbe scelto solo il Tottenham di Pochettino, considerato da lui come il tecnico migliore. Questo desiderio non è mai stato celato dal centrocampista britannico ed è stato proprio ciò a spingere Barkley a rifiutare i Blues quando gli unici passaggi rimasti erano le consuete visite mediche e la firma.

Thomas Lemar (Arsenal)

L’attaccante franco-guadalupense Thomas Lemar ha preferito rimanere in patria, con la maglia del Monaco, piuttosto che accettare l’offerta dell’Arsenal e trasferirsi in Inghilterra. Nonostante l’offerta fosse allettante ed il club molto apprezzato, il giovane talento ha deciso di non trasferirsi e di rimanere nel club transalpino. La sua partenza avrebbe causato non pochi problemi alla squadra e perciò ha deciso di rimandare e di continuare a giocare in Francia.

 Renato Sanches (Milan) 

Tra i tanti acquisti del Milan di questa estate non spunta il nome di Renato Sanches, uno degli obbiettivi principali del club italo-cinese. Il club rossonero ha trattato con il Bayern Monaco, proprietario del suo cartellino, per quasi tutta l’estate. Le parole di Rummenigge, dirigente dei bavaresi, le quali affermavano che il giovane non andrà in Italia, ha dato buone speranze ai club inglesi. A sorpresa lo Swansea si aggiudica il campione d’Europa in prestito: beffate Milan, Liverpool e Monaco.

Riyad Mahrez (Roma)

Riyad Mahrez, attaccante algerino del Leicester City è stato uno degli obbiettivi principali della nuova Roma di Eusebio Di Francesco. Da parte del giocatore c’erano segnali positivi che facevano pensare ad una possibilità di trasferimento, ed invece le Foxes hanno fatto muro. Inutili i continui rilanci da parte dei giallorossi, i quali sono arrivati ad intavolare un’offerta da 35 milioni di euro: il club britannico non ha mai abbassato la richiesta da 50 milioni, nemmeno quando l’algerino sembrava essere favorevole al trasferimento.

Philippe Coutinho (Barcellona)

Verso la fine del periodo di calcio mercato, il Barcellona irrompe improvvisamente nello scenario europeo e assale il Liverpool per provare a prendere Philippe Coutinho, trequartista del Liverpool. Già da subito le cifre messe in discussione sono altissime finché il club inglese non ha voluto abbattere la concorrenza con una richiesta da 200 milioni. Il club catalano non ci ha pensato due volte ed ha subito terminato le trattative. Inutile le lacrime del brasiliano, dopo un goal con la Nazionale, a simboleggiare la sua amarezza per il mancato trasferimento in Blaugrana.

Andrea Belotti (Monaco)

Il gioiello azzurro del Torino rimarrà ancora in maglia granata nonostante le tantissime offerte. Dopo i sondaggi del Milan scatenato, il Monaco, forte dei milioni incassati con la cessione di Kylian Mbappé, bussa alla porta di Cairo con una grossa cifra. Il Torino e tutta la Serie A, timorosa di perdere il suo gioiello più brillante, hanno tremato di fronte alla potenza economica dei francesi. Nulla da fare però: la richiesta di 100 milioni è considerata troppo alta dai transalpini che hanno deciso di puntare tutto su Keita Balde, un talento grezzo della Serie A ad un prezzo molto più ragionevole.

Patrik Schick (Juventus)

Il caso più eccezionale di mancato acquisto all’ultimo secondo è accaduto in Italia, a Torino. Patrik Schick, attaccante ceco classe ’95, era praticamente della Juventus e gli unici step da superare erano quelli delle visite mediche e della firma ufficiale. Stando a quanto dichiarato dai dirigenti bianconeri, è stato riscontrato un’infiammazione cardiaca al giocatore dovuta all’ingente sforzo impiegato durante la stagione. Un problema che ha preoccupato la vecchia signora e che ha arenato qualsiasi trattativa.

La Formazione (3-4-3)

 




Top 11 svincolati 2017: chi ne ha bisogno?

Il mercato si è appena concluso, ma non per tutti: le società infatti hanno ancora la possibilità di tesserare giocatori senza contratto. Ma andiamo a vedere la Top 11 degli svincolati 2017 e chi ne avrebbe bisogno.

Visto che la finestra per i calciatori liberi è ancora aperta, abbiamo deciso di stilare una formazione con i migliori calciatori rimasti a spasso senza una squadra. Viene fuori un 11 molto interessante, che potrebbe certamente fare la sua bella figura nei migliori campionati europei.

Cedric Carrasso

Il 35enne di Avignon ha appena concluso la sua esperienza al Bordeaux durata ben 8 anni. E’ uno dei pochi portieri di alti livello rimasti senza contratto e, guardando la carta d’identità, sarebbe in grado di giocare per almeno altri 2 o 3 anni. Con un passato al Crystal Palace e al Marsiglia, Carrasso ha raccolto anche una presenze con la Francia nel 2011. Nel suo Palmarès troviamo una Coppa di Francia vinta con il Bordeaux. Il Torino provò a prenderlo prima di chiudere per Sirigu.

 

Cristian Zaccardo

Il difensore italiano è venuto alla ribalta con la sua auto-candidatura su Linkedin dopo aver rescisso il suo contratto. Negli ultimi giorni per lui si è parlato della possibilità di finire all’Inter, che ha un buco in difesa. Che la sua ricerca di lavoro sia andata a buon fine?


Joleon Lescott

Il 35enne inglese viene dalll’ultima esperienza al Sunderland non troppo entusiasmante: solo 2 presenze in Premier. Ma il difensore ha recentemente dichiarato di stare ancora bene fisicamente e di poter dare ancora qualcosa al mondo del calcio. Due campionati inglesi nella sua bacheca, entrambi vinti con la maglia del Manchester City.

 

 José Enrique

Concludiamo il reparto difensivo con uno dei giocatori più giovani di questa lista: l’ex Liverpool ha infatti solo 31 anni, ma dopo l’esperienza al Real Saragozza, lo spagnolo non è riuscito a trovare una squadra che gli abbia dato fiducia. Difficile immaginarlo svincolato ancora per molto… squadre di Serie A, cosa aspettate?

Esteban Cambiasso

Uno degli eroi del Triplete dell’Inter, all’età di 37enne, non vorrebbe ancora appendere gli scarpini al chiodo, prima di cominciare una probabile carriera da allenatore. Non serve presentarlo, il Palmares del mediano parla per lui: una Champions, una Liga, 5 Scudetti, due Coppe Intercontinentali e due Campionati greci, oltre a svariate coppe nazionali.

 

 

Sulley Muntari

Compagno di Cambiasso nei tempi d’oro dell’Inter, il 33enne ghanese viene da un’esperienza al Pescara dove ha dimostrato di poter dare ancora tanto in una squadra di medio-bassa classifica. L’ex Milan, oltre ai tanti trofei vinti in nerazzurro, può vantare anche una Coppa Inglese vinta nel 2008 con il Portsmouth.

 

 

Bosko Jankovic

L’esterno serbo, in Italia dal 2008, ha vestito le maglie di Palermo, Genoa e Hellas Verona e collezionato ben 161 presenza in Serie A e segnato 20 goal. All’età di 33 anni e con un passato al Mallorca, ha rifiutato proposte dalle Serie B, convinto di poter giocare ancora nella massima serie. Perché le neopromosse non pensano a lui?

 

 

Mathieu Flamini

Il centrocampista francese, conclusa l’esperienza al Crystal Palace, è stato proposto a Hellas, Sampdoria e Spal, ma al momento non si è concretizzato nulla. L’ex Milan e Arsenal ha mostrato ancora una buona forma fisica e in Italia potrebbe aiutare ancora molte squadre. Lo vedremmo ancora giocare nel nostro campionato? Le probabilità non sono poi così basse.

 

 

Giuseppe Rossi

Con una delle storie più tristi del calcio italiano, l’ex Fiorentina, a soli 30 anni, è ancora senza un squadra. Difficilmente si può valutare la sua forma fisica dopo l’ennesima rottura del crociato, che lo terrà lontano dai campi di gioco almeno fino a Ottobre. Nell’ultima stagione con la maglia del Celta Vigo, prima dell’infortunio, aveva segnato 6 goal. Perché non dargli un’altra chance in Serie A?

 

 

Antonio Cassano

Con una telenovela che ha appasionato e divertito milioni di italiani, il buon Cassano ha deciso di rescindere il contratto con l’Hellas ancora prima che iniziasse il campionato. Il campione di Bari ha però dichiarato di non avere intenzione di smettere con il calcio, e che valuterà le eventuali proposte dal nostro campionato. Ogni amante del calcio vorrebbe vederlo giocare ancora.

 

 

Alessandro Diamanti

Dopo la stagione al Palermo non troppo entusiasmante, il mancino di Prato è rimasto senza squadra, ma anche per lui si tratta probabilmente solo di una questione di tempo. Per l’ex Bologna e Atalanta c’è già in piedi una trattativa con lo Spezia e la società punta ad assicurarselo il prima possibile. Vedremo ancora calciare quel sinistro e segnare goal con traiettorie aliene?