Atletico Madrid, Simeone nel post partita: “E’ mancato solo il goal, ma che partita di Alisson!”

Diego Simeone ha parlato al termine della gara fra Roma e Atletico Madrid, gara valevole per la prima giornata del gruppo C di Champions League. Il tecnico argentino ha commentato così il pareggio per 0 a 0 ai microfoni di Mediaset Premium:

E’ mancato solo il gol?

“Abbiamo studiato bene la gara, credendo in quello che facciamo. Abbiamo messo 4 centrocampisti per avere superiorità anche se nel primo tempo è stata molto combattuta. Nel secondo tempo abbiamo dominato, è mancato solo il goal, dovevamo essere più cinici”.

Serve un bomber?

“Devo dire che è stato molto bravo il portiere avversario, ha fatto delle parate veramente straordinarie sia nel primo che nel secondo tempo”.

Le sta stretto questo pareggio?

“Non proprio perché l’avversario è di livello. Nel calcio conta più il punteggio che l’estetica e per questo abbiamo sbagliato noi a non finalizzare le occasioni create”.




Juventus, Pjanic nel post partita: “Ci servirà da lezione”

Dopo la pesante sconfitta contro il Barcellona, il centrocampista della Juventus Miralem Pjanic è intervenuto ai microfoni di Premium Sport. Ecco le sue parole: “Nel primo tempo non si può prendere un gol così. Avevamo fatto un bel primo tempo. Eravamo in partita, avevamo avuto occasioni. Quando loro sono in vantaggio, tengono bene la palla e giocano da grande. Potevamo far meglio: ci servirà da lezione. Siamo solo all’inizio, ma è un peccato. Potevamo fare meglio. Siamo alla prima: state esagerando con noi, ci state addosso. La squadra risponderà come ha sempre fatto. Stasera c’era da fare meglio ma abbiamo perso contro una grande squadra e avevamo tante assenze. L’importante è imparare dagli errori, con più aggressività in attacco potevamo fare gol, ci servirà per le prossime”.




Roma, Nainggolan nel post partita: “Punto importante. Le mie condizioni? Tutto a posto”

ha parlato al termine della gara fra Roma e Atletico Madrid, gara valevole per la prima giornata del gruppo C di Champions League. Il giocatore giallorosso ha commentato così il pareggio per 0 a 0 ai microfoni di Mediaset Premium:  

Punto guadagnato?

“Per la fiducia un punto importante, potevamo sfruttare meglio le occasioni nel primo tempo, Alisson ha fatto tante parate. In buon risultato contro una squadra importante”.

Il calo nella ripresa?

“Siamo all’inizio della stagione, ci sono meccanismi nuovi e un lavoro diverso rispetto a quello a cui eravamo abituati ci vuole tempo per essere al 100% per 90 minuti. Solo con il lavoro si può migliorare”.

Le tue condizioni?

“Un po’ di affaticamento, ma tutto a posto”.

A che punto è la Roma di Di Francesco?

“Ci vuole tempo, abbiamo cambiato tanto, serve tempo per avere i meccanismi perfetti. Non siamo dei robot, lavoreremo e speriamo di poter migliorare le cose”.




Roma, ag. Schick: “Il PSG offriva di più, ma abbiamo preferito i giallorossi”

Patrik Schick poteva andare al Paris Saint Germain, secondo quanto riferito dal suo stesso agente, Pavel Paska, a Isport Blesk: “Se avessimo considerato solamente il nome e l’aspetto economico molto probabilmente avremmo detto sì al Paris Saint-Germain, che faceva sul serio e non mollava. Poi abbiamo capito che la Roma sarebbe stata la soluzione migliore: è arrivata seconda l’anno scorso e gioca la Champions League. La Sampdoria aveva sul tavolo offerte superiori, ma il presidente ha mantenuto la parola rispettando la volontà del ragazzo. Poi con i giallorossi abbiamo chiuso in un quarto d’ora“.




Consigli per le scommesse: la schedina per mercoledì 13 settembre

La redazione di RadioGoal24 ha preparato dei consigli per le scommesse per mercoledì 13 settembre, per provare ad andare in cassa giocando la Champions League.

Porto-Besiktas

Porto e Besiktas sono autentiche protagoniste dei rispettivi campionati. In Portogallo non c’è storia: cinque vittorie su cinque partite per la squadra di Conceicao. La squadra turca, invece, ha totalizzato tre vittorie e un pareggio che valgono il primo posto insieme al Galatsaray. Il Porto, forte della supremazia territoriale e della maggior esperienza in Champions League, quindi, è comunque la favorita per portare a casa i tre punti.
Consigliamo l’1, quotato a 1,55.

Feyenoord-Manchester City

Il Manchester City di Guardiola sta trovando una propria identità ben definita. Tra le favorite per il titolo inglese, viene dalla sonora vittoria per 5-0 contro il Liverpool. Sul campo del Feyenoord, capolista a punteggio pieno in Olanda, tuttavia, non è mai semplice per nessuno. La fisicità, l’intensità e il calore del pubblico potrebbero mettere in difficoltà la manovra ragionata, e a tratti lenta, della squadra di Manchester.
Consigliamo l’OVER 2,5, quotato a 1,55.

Liverpool-Siviglia

Il Liverpool è in un momento complicatissimo, ma è anche una squadra imprevedibile e dai valori tecnici indiscutibili. Il Siviglia, dal canto suo, è in un buon momento di forma: due vittorie un pareggio nelle prime tre partite di campionato. La filosofia offensiva di entrambe le squadre darà, probabilmente, vita a una delle partite più belle e imprevedibili di questo primo turno di Champions.
Consigliamo l’OVER 2,5, quotato a 1,54.

RB Lipsia-Monaco

Il Lipsia, sorpresa in positivo dello scorso campionato tedesco, è chiamato a sorprendere anche in Europa. Il compito non sarà facile, dal momento che l’avversario è il Monaco. I francesi sono arrivati fino alla semifinale la passata edizione e il dislivello in fatto di esperienza fra le due squadre è immenso. La sconfitta per 4-0 contro il Nizza, però, è un campanello d’allarme preoccupante. Entrambe le squadre stanno andando complessivamente bene nei rispettivi campionati, il Lipsia ha il fattore campo a favore e se la può giocare.
Consigliamo il GOAL, quotato a 1,55. In alternativa, per i più coraggiosi, il pareggio è quotato a 3,50: è un opzione credibile.

Shakhtar Donetsk-Napoli

Per il Napoli, nonostante il momento di forma impeccabile, andare a vincere in Ucraina sarà difficile. Lo Shakhtar ha totalizzato 7 vittorie e un pareggio nelle prime 8; ma vogliamo dare fiducia alla squadra di Sarri, dalla quale ci si aspetta il definitivo salto di qualità anche in campo internazionale.
Consigliamo l’X2, quotato a 1,27.

Tottenham-Borussia Dortmund

Tottenham e Borussia Dortumnd daranno vita a un’altra partita aperta e spettacolare. Il Borussia ci ha abituati a rispondere positivamente a questi grandi impegni; gli inglesi, invece, sotto questo aspetto devono ancora crescere. Ma la partita sarà equilibrata, non c’è dubbio.
Consigliamo ancora l’OVER 2,5, quotato a 1,65.

RICAPITOLANDO:

Porto-Besiktas 1
Feyenoord-Manchester City OVER 2,5
Liverpool-Siviglia OVER 2,5
RB Lipsia-Monaco GOAL
Shakthar Donestk-Napoli X2
Tottenham-Borussia Dortmund OVER 2,5

Quota totale: 12,02. Giocando 10 euro se ne potrebbero vincere 132!




Milan, testa all’Austria Vienna: scopriamo la squadra di Fink

Prima gara del girone di Europa League per il Milan che se la vedrà al debutto contro il modesto Austria Vienna, giovedì sera alle ore 19.00. I Die Veilchen (i violetti), un tempo erano uno dei nomi più temuti del cosiddetto “calcio danubiano”, ma oggi il club austriaco è poco più di una squadra materasso nei gironi di qualsiasi competizione europea. In patria è ancora uno dei club più prestigiosi, con ben 24 scudetti, i record di 27 coppe nazionali e 6 supercoppe, nonché le 2 Mitropa Cup vinte nel 1933 e 1936, trofeo mai riconosciuto come ufficiale dalla UEFA ma che fu la “matrice” su cui venne modellata la Coppa dei Campioni.

Rosa

Il club guidato da Thorsten Fink non ha certo potuto prender parte allo scellerato scialacquo compiuto dai più altolocati club europei. Anzi, ha perso uno dei suoi uomini più forti, Olarenwaju Kayode, capocannoniere dell’ultima Bundesliga e autore di 2 goal in 2 partite contro la Roma nei gironi della scorsa Europa League: il 24enne nigeriano è stato infatti acquistato dal Manchester City per 3,8 milioni (e subito girato in prestito al Girona in Spagna). Oltre all’attaccante, i violetti si sono privati del terzino Larsen, accasatosi all’Udinese, e del centrale Filipovic, finito in Turchia al Konyaspor. Tuttavia all’ex allenatore di Basilea e Amburgo sono rimasti alcuni uomini chiave come Raphael Holzhauser, talento austriaco cresciuto nel Rapid Wien e nello Stoccarda, ma anche il capitano Alexander Grunwald, o l’ala brasiliana Lucas Venuto. A loro si sono aggiunti il giovane Kevin Friesebichler, preso in prestito dal Benfica B per sostituire Kayode, ma soprattutto l’esperto centrale tedesco Heiko Westermann, arrivato a titolo gratuito dall’Ajax. E’ tuttavia indicativo che in una squadra arrivata seconda nell’ultima Bundesliga e che vanta circa 19 giocatori austriaci su una rosa di 25 uomini, non ve ne sia nessuno nel giro della Nazionale. Non a caso, Transfermakt valuta il club di Vienna 20 milioni, meno della metà del Salisburgo.

Stella della squadra

L’uomo forse più rappresentativo del club è il capitano Alexander Grunwald. Cresciuto nel club, con il quale vanta 211 presenze, 52 goal e 48 assist, è il classico trequartista che gioca dietro le punte, ma sa anche adattarsi a regista o ad esterno a sinistra. E’ indubbiamente l’uomo intorno al quale ruotano gli schemi di Fink. Tuttavia è attualmente ko per una condropatia rotulea che lo terrà fuori per quasi tutta la stagione.

Stile di gioco

Dopo un avvio di stagione molto complicato, durante il quale ha tentato vari esperimenti finiti malissimo, Thorsten Fink sembra aver finalmente trovato uno schema funzionale alla propria squadra, il 4-5-1. Benché i danubiani, come mostrato nella scorsa Europa League e in particolare nel confronto con la Roma, abbiano notevoli limiti tecnici, sono una squadra votata all’attacco, che cerca di sfruttare al meglio soprattutto i calci piazzati. L’organizzazione della fase di impostazione è sempre affidata ad un giocatore che si muova tra la linea mediana e il centrocampo, ruolo convenzionalmente ricoperto dal summenzionata Holzhauser, che lanci i compagni sulle fasce grazie ad un buon palleggio. Il punto debole resta la difesa, dove non vi sono personalità di rilievo e che sovente mostra dei limiti tecnico-tattici da squadra dilettantistica.

Andamento in campionato

Qualificatasi alla fase finale dell’Europa League grazie ad un sorteggio favorevole (Limassol e Osijek le avversarie nei preliminari), la squadra austriaca ha cominciato la Tipico Bundesliga nel peggiore dei modi, perdendo sonoramente contro l’Altach (3-0) e Sturm Graz (3-2) e pareggiando contro un Rapid Wien in 10, ritrovandosi quindi in penultima posizione. Abbandonato il bizzarro modulo del 4-1-2-3, una sorta di “albero di natale” rovesciato, e passati al più lineare 4-5-1 con Holzauser regista e Friesebichler unica punta, i violetti hanno ottenuto 3 vittorie di fila, ed un pari, che li hanno riportati al 4° posto, seppure a -7 da uno Sturm Graz che sta viaggiando su ritmi altissimi.

Formazione tipo

Alla luce dei molti infortunati e del ritrovato equilibrio tattico, l’Austria Vienna ha fatto del 4-5-1 il proprio modulo ideale. In fase di spinta, però, Holzhauser resta basso mentre gli esterni si alzano a supporto dell’unica punta Friesebichler, insieme ad un centrocampista che si alterna con l’altro.

Austria Vienna (4-5-1): Handzikic; De Paula, Kadiri, Westermann, Martschinko; Tajouri, Holzhauser, Serbest, Prokop, Pires; Friesebichler. Allenatore: Thorsten Fink

Precedenti tra l’Austria Vienna e le italiane

L’Austria Vienna non ha precedenti con il Milan, ma ne ha tantissimi con le squadre italiane, ben 12 in gare ufficiali. I numeri arridono alle formazioni dello Stivale, avendo la squadra elvetica vinto una sola volta, pareggiato in 5 occasioni, perso in 6. L’unica volta che il club violetto l’ha spuntata risale all’edizione 1983/84 della Coppa UEFA nel match d’andata contro l’Inter (2-1 il finale); in quell’occasione la squadra austriaca eliminò i nerazzurri, qualificandosi per i quarti di finale.

20/10/1971 Coppa delle Coppe: Torino-Austria Vienna 1-0

03/11/1971 Coppa delle Coppe: Austria Vienna-Torino 0-0

23/11/1983 Coppa UEFA: Austria Vienna-Inter 2-1

07/12/1983 Coppa UEFA: Inter-Austria Vienna 1-1

24/10/1990 Coppa delle Coppe: Austria Vienna-Juventus 0-4

07/11/1990 Coppa delle Coppe: Juventus-Austria Vienna 4-0

26/07/2000 Intertoto: Austria Vienna-Udinese 0-1

02/08/2000 Intertoto: Udinese-Austria Vienna 2-0

07/04/2005 Europa League: Austria Vienna-Parma 1-1

14/04/2005 Europa League: Parma-Austria Vienna 0-0

20/10/2016 Europa League: Roma-Austria Vienna 3-3

03/11/2016 Europa League: Austria Vienna-Roma 2-4

 

 

 

 




Torino, le condizioni di Obi e Acquah

Acquah e Obi sono usciti anzitempo domenica a Benevento per infortunio. Gli esami hanno evidenziato per Joel Obi una lesione muscolare al bicipite della coscia sinistra; verranno effettuati accertamenti strumentali di controllo tra 10/15 giorni. La situazione, per Acquah, è meno preoccupante: il centrocampista ha riscontrato una sofferenza muscolare al bicipite della coscia sinistra. La sua condizione verrà valutata giorno per giorno. Infine, Boye tornerà a lavorare in gruppo con i compagni nei prossimi giorni.




Milan, Fassone: “Mai messo in discussione Montella”

Dopo la pesante sconfitta del Milan contro la Lazio Marco Fassone, amministratore delegato rossonero, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport:  “La sconfitta con la Lazio è la prima giornata di down dall’inizio della stagione, ma giocare subito ci aiuterà perché così non avremo tempo per rimuginare e per fare tanti discorsi. Certezze minate? Qualche dubbio ci è venuto, ma Montella è stato bravo nel post partita a sottolineare che le sconfitte fanno parte di un progetto di crescita. Magari non di queste dimensioni… Ecco perché quando mi hanno inquadrato in tribuna dopo il 4-0 avevo quell’espressione terribile (sorride, ndr). Contro il Cagliari non avevamo giocato bene, ma erano arrivati i tre punti. Contro la Lazio invece.”. 

Su Raiola: “Non crede nel nostro progetto? Mi è dispiaciuto che abbia detto certe cose. Raiola è l’agente di Donnarumma, ma anche di Bonaventura, Abate e altri giovani. Ammetto però che Mino è coerente e questa sua sfiducia l’ha espressa fin da aprile perché vede come oscuro e nebuloso il futuro del club. Gli ho spiegato il nostro progetto che si svilupperà in 4-5 anni. Dalle sue ultime frasi deduco che, nonostante gli investimenti, nutre ancora perplessità, ma sono felice che Gigio abbia scelto di rimanere: vuol dire che lui ci crede. Raiola ha detto che avevamo promesso la fascia di capitano a Donnarumma? Non voglio fare polemiche. Dico solo che, da quando ha sposato il nostro progetto, immaginiamo che Gigio diventerà capitano del Milan. Dargli la fascia adesso sarebbe stata una cosa prematura, ma se rimarrà a lungo con noi come speriamo”. 

La situazione con il fondo Elliott: “Potrei dire che al 99,9% la proprietà resterà questa, ma come manager, in presenza di un rifinanziamento non ancora certo, un minimo margine di dubbio va lasciato. Spero di poter dire che saremo a posto al 100% nella primavera del 2018, forse addirittura a febbraio-marzo, con 6 mesi di anticipo sulla scadenza del debito con Elliott. La mia frase voleva dare una rassicurazione ai tifosi, far capire loro che il Milan non porterà comunque i libri in tribunale e continuerà ad avere una proprietà solida anche nella più sciagurata e remota delle ipotesi. Mister LI? Nel mondo del calcio spesso le proprietà orientali vengono viste come poco trasparenti e poco comunicative. Noi, dove possibile, abbiamo deciso di rispondere con i fatti e con i numeri. Quanti ricavi commerciali dalla Cina prevediamo? I top club lì fatturano poche decina di milioni di euro, 20-25, anche il Manchester United che è il leader assoluto in quel mercato. La nostra scommessa è arrivare nei prossimi anni a 60-70-100 milioni. Come? In Cina abbiamo una società locale, non un semplice ufficio, e manager cinesi che possono sviluppare il nostro business conoscendo la cultura e sapendo come muoversi”. 

L’obiettivo di questa stagione: “C’è un piano economico che va di pari passo con quello sportivo. L’obiettivo è la zona Champions League: vogliamo conquistarla per poi crescere ancora e vincere. Non riuscirci, però, non sarebbe un dramma. Alla Uefa ho presentato anche dei piani che non prevedono la partecipazione alla Champions e quindi 40 milioni in meno di ricavi. Se arriveremo ‘solo’ in Europa League non chiuderemo la baracca, ma non nascondiamo che gli azionisti ci hanno chiesto di tornare subito a giocare la coppa più prestigiosa. Juventus e Napoli hanno qualcosa in più delle altre perché sono solide e collaudate. La corsa va fatta su Inter, Roma e Lazio che mi sembrano più alla nostra portata come rose. Se cresciamo come squadra, possiamo dar fastidio a tutti. Europa League? Per noi è una competizione importante, anzi prioritaria. Non la faremo schierando le riserve perché vogliamo arrivare il più lontano possibile e migliorare il nostro ranking. Se da febbraio avremo un po’ di fortuna nei sorteggi”.  

Sul derby con i cugini nerazzurri: “Inter più forte? Loro lo scorso anno in classifica sono finiti dietro di noi, ma il Milan ha cambiato molto. Ce la giocheremo senza paura, con loro e con le altre. Al derby e, ancora prima, allo scontro con la Roma arriveremo più rodati rispetto a ora. Ho buoni ricordi degli anni all’Inter. Il più grande rammarico è quello dell’ultima stagione con Mancini: eravamo primi, stavamo volando, poi qualcosa si è rotto (tra lui e Bolingbroke, allora Ceo nerazzurro, e Fassone se n’è andato, ndr). Peccato perché avremmo potuto vincere il campionato. Roberto (Mancini, ndr) è un fuoriclasse e gli auguro ogni successo perché lo merita. Sul mercato l’Inter era soggetta al Fair Play dell’Uefa, noi lo saremo il prossimo anno, ma non mi permetto di entrare nei loro affari. Tra la nostra proprietà e la loro c’è grande rispetto”. 

Il piano UEFA:  “A maggio abbiamo ottenuto lo slittamento della sottoscrizione del Voluntary Agreement. Siamo stati convocati in un momento in cui i nostri piani erano ancora superficiali. Ci rivedremo a novembre e speriamo che tutto vada a posto. I tifosi possono sognare altri grandi colpi? Trovare l’accordo per il Voluntary Agreement potrebbe darci dei vantaggi, ma dei vincoli con l’Uefa li avremo. Quest’anno la proprietà ha accettato perdite forti che nel prossimo bilancio saranno coperte da aumenti di capitale e abbiamo inserito in rosa 11 nuovi giocatori. Nel 2018 niente rifondazioni: l’idea è quella di aggiungere 2-3 elementi e migliorarci dove ne abbiamo bisogno. Faremo mercati importanti anche senza cessioni di spessore”. 

Su Bonucci: “Eravamo partiti per costruire una squadra di un certo tipo e nella nostra idea base Leo non c’era. A inizio luglio Montella e Mirabelli mi hanno prospettato l’acquisto di Bonucci, spiegandomi che era il giocatore che avrebbe completato la nostra rosa. Su di lui siamo andati dritti per dritti, anche se a me sembrava impossibile prenderlo. E invece al primo incontro con Marotta abbiamo trovato l’accordo in mezzora. Leo è un leader, ma anche lui deve ambientarsi”. 

Su Montella: “Non lo abbiamo mai messo in discussione e sarebbe rimasto anche senza la qualificazione all’Europa League. Mi è piaciuto tantissimo come ha lavorato la scorsa stagione, caratterizzata dalle difficoltà del cambio di proprietà. Ha grandi doti gestionali del gruppo”. 

Agnelli, Lotito e la Lega Serie A: “Agnelli presidente dell’ECA? Per il nostro calcio è importante. Andrea ha dedicato tanto tempo all’ECA e si è costruito una credibilità internazionale forte. La situazione in Lega Serie A? Con una struttura più manageriale e un consiglio con più poteri funzionerà meglio. Aver approvato tutti insieme le linee guida riformatrici è stato importante, anche se sarebbe stato meglio eleggere subito un presidente e i due rappresentanti nel Consiglio Federale. Lotito è così importante per gli equilibri perché è bravo, conosce la materia meglio di altri, lavora 20 ore al giorno ed è eccezionale a creare consenso. Una lega ben guidata senza di lui è un’utopia”. 




Le avversarie delle italiane in Champions League

In vista della prima giornata della massima competizione europea, che partirà stasera alle ore 20.45, analizziamo nel dettaglio le avversarie delle italiane in Champions League.

Roma, Juventus e Napoli troveranno 3 avversari davvero non facili al debutto: i giallorossi di Di Francesco ospiteranno il temibile Atletico Madrid di Simeone mentre gli uomini di Allegri andranno nella tana del Barcellona. Trasferta in Ucraina, invece, per l’11 di Sarri che se la vedrà contro lo Shakhtar Donetsk.

Ma vediamo nel dettaglio, uno per uno, precedenti, uomini chiave, moduli e tattiche di gioco di queste 3 squadre:

Atletico Madrid

Prima gara del girone di Champions League per la Roma che, davanti al proprio pubblico, affronterà martedì sera l’Atletico Madrid. I giallorossi di Di Francesco troveranno davanti una squadra che non si è rinforzata ma che ha la sua forza nel collettivo pronto a seguire mister Simeone anche all’inferno. All’Olimpico è atteso un esame importantissimo visto che, secondo molti, questo può essere lo scontro che deciderà chi potrà passare il girone insieme al favoritissimo Chelsea di Antonio Conte. Importante, in tal senso, schierare la formazione migliore possibile per contrastare il gioco molto “italiano” dell’Atletico.

Rosa

La squadra a disposizione del Cholo Simeone è pressoché la stessa della stagione passata. Come ben sappiamo, infatti, l’Atletico Madrid è stato bloccato dal TAS per i movimenti del mercato in entrata. Nonostante questo ha comunque concluso l’acquisto di Vitolo dal Siviglia, immediatamente girato in prestito al Las Palmas fino a gennaio, data del termine dello stop. I biancorossi hanno poi provato a ripetere questa formula anche con Diego Costa, ma il Chelsea si è sempre opposto all’ipotesi. Le cessioni di Hernandez, Oliver Torres, Kranevitter e Javi Manquillo hanno portato però circa 70 milioni nelle casse degli spagnoli. Ma andiamo nel dettaglio; in porta è sempre presente Oblak seguito da Moyà che si è dimostrato un’ottima alternativa. In difesa, il reparto più funzionale dei biancorossi, oltre a Juanfran, Savic, Godin e Filipe Luis, è importante la presenza di Vrsaljko e Gimenez, seguiti poi da Lucas Hernandez, che piano piano sta cercando di farsi posto in una delle difese più solide d’Europa. Il centrocampo si poggia su due calciatori eccellenti come Koke e Saul, seguiti dal capitano Gabi. In avanti, tra Griezmann, Carrasco e Torres, si fanno spazio anche Gameiro, Correa e Nico Gaitan. Il valore di mercato totale della rosa, secondo Transfermarkt, è di 511 milioni.

Stella della squadra

Antoine Griezmann è senza dubbio il calciatore più importante per l’Atletico. Le Petit Diable è una seconda punta dal fisico gracile ma con una raffinata tecnica, uno straordinario mancino e una grande velocità. E’ un buon incursore d’area come testimoniano le reti messe a segno in carriera, anche se, a volte, tende a estraniarsi dal gioco. Il suo talento nel portare palla dalla trequarti per attaccare la porta, hanno forzato Simeone a scegliere un sistema che cerchi il più possibile di portare il francese a concludere.

Stile di gioco

Il Cholismo è ormai un marchio conosciuto in tutta Europa e le sue parole chiave sono comunione, lavoro di gruppo e rifiuto del compromesso. Difesa solida e uomini intenti principalmente a correre, a intervenire in maniera dura sugli avversari e a ripartire in velocissimi contropiedi, questo il credo dell’argentino. La formazione si presenta con un 4-4-2. Gli elementi principali sono un costante pressing, una marcatura a zona, un contropiede veloce, il gioco laterale fornito dalla sovrapposizione dei terzini e la densità a centrocampo che porta a stringere gli interi reparti della squadra. Il reparto difensivo è quello più importante. Il centro dell’area è protetto come in nessun’altra parte al mondo: da lì l’Atletico ha subito davvero pochi tiri in tutta la stagione della  Liga. Il merito principale non può che essere attribuito a Godin, capace di gestire il reparto alla perfezione.

Andamento in campionato

Dopo le prime tre partite di campionato l’Atletico ha 5 punti frutto di un clamoroso pareggio alla prima, contro il neopromosso Girona, di una vittoria contro il Las Palmas e del pareggio a reti bianche contro il Valencia. Il debutto degli uomini di Simeone è shock: i Colchoneros vanno sotto 2-0 a causa della doppietta di Stuani mentre Griezmann si becca un doppio giallo che lascia i suoi in 10; Correa e Gimenez riescono tuttavia ad impattare sul definitivo 2-2. Contro il club canario, invece, le reti di Correa, Carrasco, Koke (doppietta) e Thomas portano all’Atleti la 1° vittoria, con un roboante 5-1 (rete di Calleri per i padroni di casa). 0-0, con pochissime emozioni, il terzo match contro il Valencia con alcuni calciatori chiave nemmeno scesi in campo in vista della Roma come Godin e Gabi. Griezmann assente invece per squalifica.

Formazione tipo

Dall’arrivo del Cholo Simeone, l’Atletico Madrid è salito di livello sposando alla perfezione il credo tattico dell’allenatore argentino. Difesa molto chiusa, centrocampo di corsa e grande pressing e contropiede, queste le armi principali dei Colchoneros che negli ultimi anni hanno fatto benissimo in Europa.

Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Juanfran, Savic, Godin, Filipe Luis; Saul, Gabi, Koke, Carrasco; Griezmann, Gameiro. Allenatore: Diego Pablo Simeone

Precedenti tra Roma e Atletico Madrid

Roma e Atletico Madrid si sono incrociate 2 volte in Europa, ma non in Champions League ma in Coppa Uefa. Parliamo dei quarti di finale nell’edizione 1998/99, quando i giallorossi di Zeman resero durissima la vita ai Colchoneros. In Spagna finì 2-1 per i padroni di casa: Di Biagio, su punizione, dimezzò il doppio vantaggio di Josè Mari e Roberto, mentre nel match di ritorno Delvecchio fece sognare l’Olimpico prima della rimonta spagnola firmata Aguilera e Roberto. Decisiva e, tra l’altro, storica, l’indecente prestazione arbitrale dell’olandese van der Ende.

02/03/1999 Coppa Uefa: Atletico Madrid-Roma 2-1

16/03/1999 Coppa Uefa: Roma-Atletico Madrid 1-2

Barcellona

Prima gara del girone di Champions League della Juventus che, in trasferta, affronterà martedì sera il Barcellona. Rispetto agli ottavi di finale della scorsa stagione, nella formazione Blaugrana sono presenti molte novità. Innanzitutto sulla panchina non c’è più Luis Enrique ma Ernesto Valverde, ex tecnico dell’Athletic Bilbao. Quella più grande, però, è senza dubbio l’assenza di Neymar, accasatosi al PSG dietro pagamento della clausola rescissoria da 222 milioni di euro. Per sostituire O’Ney, dal Borussia Dortmund è arrivato, per la cifra di 105 milioni di euro (più 42 di bonus), Ousmane Dembele.

Rosa

Paragonata alla squadra che ha affrontato la Juventus qualche mese fa, il Barcellona attuale ha completamente un’altra faccia. Ha perso una delle sue pedine più forti, Neymar, e, dopo aver visto sfumare in extremis il passaggio in Blaugrana di Coutinho, ha acquisito i cartellini di Paulinho dall’Evergrande, Dembelé dal Borussia Dortmund, Semedo dal Benfica, Deulofeu dall’Everton e Marlon dal Fluminense. In porta ter Stegen è una certezza, mentre come suo sostituto c’è l’olandese Cillessen. In difesa, pronti a subentrare ai titolari Semedo, Piqué, Umtiti e Jordi Alba, ci sono Mascherano, Digne e Aleix Vidal. A centrocampo si impongono Rakitic, Busquets e Iniesta, ma in panchina ci sono nomi altrettanto forti come Rafinha, André Gomes, Denis Suarez, il neo acquisto Paulinho e Sergi Roberto che, considerate le buone prestazioni della stagione passata, ha di fronte un anno importantissimo per diventare uno dei migliori in quel ruolo. In attacco la partenza di Neymar lascia il posto da titolare al nuovo arrivato Dembelé, che completerà il tridente assieme a Messi e L. Suarez. Deulofeu e Alcacer saranno pronti per subentrargli. Il valore complessivo della rosa secondo Transfertmarkt è di 706 milioni.

Stella della squadra

La stella della squadra è, senza ombra di dubbio, Lionel Messi. Il 5 volte Pallone d’Oro è un giocatore tecnico, veloce e molto agile, ed ha ottime qualità nel controllo palla e nell’accelerazione. Mancino, con l’esterno sinistro si porta avanti il pallone, cambia direzione ed esegue dribbling, mentre con l’interno del piede fornisce per lo più assist per i compagni e finalizza le sue azioni. A volte arretra fino a centrocampo e va a prendersi da solo il pallone, per poi avanzare e cercare l’assist o il goal.

Stile di gioco

In fase difensiva Valverde porta avanti da tempo l’idea di un calcio che ha la pressione come parola chiave; per questo nelle sue squadre si è visto un pressing molto alto per ostacolare sul nascere la manovra avversaria, con l’obiettivo di chiudere le corsie laterali. Dal punto di vista prettamente tattico il tecnico ha trovato già incorporati nella sua nuova squadra alcune delle sue idee. Una tra tutte è l’abbassarsi di Busquets per giocare come terzo centrale in fase di impostazione o, ancora, l’alzarsi degli esterni bassi per guadagnare campo in avanti. L’inserimento di Dembelé è fonte di curiosità un po’ per tutti: una delle possibilità nel presumibile 4-3-3 sarà quella di occupare una delle due fasce, oppure di variare nella stessa partita su entrambe le corsie cosi da disorientare le difese avversarie.

Andamento in campionato

Tre partite e tre vittorie, questo il cammino del Barcellona in Liga. Nel debutto di questa stagione contro il Betis Siviglia i catalani, con un Deulofeu in grande spolvero, si impongono per 2-0 grazie all’autorete di Tosca e al goal di Sergi Roberto. Nella seconda gara, in trasferta contro l’Alaves, i Blaugrana riescono a trovare la seconda vittoria in campionato grazie ai due goal di Messi nella ripresa dopo l’errore dal dischetto del primo tempo. L’ultima gara è terminata 5-0 contro i rivali cittadini dell’Espanyol grazie ad un super Messi (tripletta), Piqué e Suarez (appena tornato dall’infortunio); durante il match ha fatto il suo esordio anche il giovane Dembelé.

Formazione tipo

Da ormai molti anni il Barcellona ha l’abitudine di presentarsi in campo con un 4-3-3 dotato di eccellenti palleggiatori in mezzo al campo e di terzini di spinta. I fari puntati sono però sul reparto offensivo che presenta calciatori veloci e con un gran senso del goal, rendendo dura la vita ai difensori avversari.

Barcellona (4-3-3): ter Stegen; SEMEDO, Piqué, Umtiti, Jordi Alba; Rakitic, Sergio Busquets, Iniesta; Messi, L.Suarez, DEMBELE. Allenatore: Ernesto Valverde

Precedenti tra Juventus e Barcellona

Importanti quanto recenti gli incroci tra bianconeri e spagnoli: è della scorsa primavera il quarto di finale con cui la squadra di Allegri ha vendicato la finale del 2015, persa 3-1 a Berlino contro i Blaugrana. Senza dimenticare, nel 2003, la grande serata di Zalayeta, quella con la quale la Juventus superò il Barça ai supplementari, grazie a una rete dell’uruguaiano che regalò alla Juve la semifinale col Real Madrid, sulla strada che portò alla finale di Manchester.

20/10/1970 Coppa delle Fiere: Barcellona-Juventus 1-2

04/11/1970 Coppa delle Fiere: Juventus-Barcellona 2-1

05/03/1986 Coppa dei Campioni: Barcellona-Juventus 1-0

19/03/1986 Coppa dei Campioni: Juventus-Barcellona 1-1

10/04/1991 Coppa delle Coppe: Barcellona-Juventus 3-1

24/04/1991 Coppa delle Coppe: Juventus Barcellona 1-0

09/04/2003 Champions League: Juventus- Barcellona 1-1

22/04/2003 Champions League: Barcellona-Juventus 1-2 (dts)

06/06/2015 Champions League: Juventus- Barcellona 1-3

11/04/2017 Champions League: Juventus Barcellona 3-0

19/04/2017 Champions League: Barcellona-Juventus 0-0

Shakhtar Donetsk

Prima gara del girone di Champions League per il Napoli che se la vedrà al debutto contro lo Shakhtar Donetsk. La squadra di Maurizio Sarri, secondo le previsioni, è la 2° forza del girone dopo il Manchester City e visto il grande inizio di stagione parte con i favori del pronostico. L’ottimo mercato degli azzurri (tenuti tutti i big e rinforzato alcuni reparti) fa ben sperare i tifosi. Dall’altra parte gli ucraini hanno 5 partite in più nelle gambe ma hanno perso nel corso degli ultimi anni molti calciatori di spessore ed hanno fatto un mercato low cost.

Rosa

Lo Shakhtar Donetsk è un club ucraino venuto alla ribalta del calcio europeo negli ultimi anni del 2000. Nel maggio del 2014, all’inizio della crisi del paese, è stato costretto a spostarsi ed oggi gioca a Charkiv, nello stadio del Metalist, esattamente a 300 km dalla città natale. I problemi politici hanno frenato lo sviluppo della squadra, Paulo Fonseca ha ereditato la panchina di Lucescu nel 2016, a pochi mesi dall’ultimo vero exploit europeo (semifinale di Europa League). Da allora, il club ha ridimensionato il suo mercato: acquisti e cessioni a zero, rinnovamento della squadra inesistente, riciclo dei giovani e tentativo di valorizzazione dei brasiliani rimasti in organico. In difesa, il terzino destro Srna è l’unico calciatore che vanta una certa esperienza internazionale. Sul fronte opposto c’è Ismaily, brasiliano, abile in fase di spinta ma vulnerabile, invece, in quella di recupero palla. A centrocampo l’altro brasiliano, Fred, è un calciatore da tenere molto in considerazione. In attacco ci sono l’argentino Facundo Ferreyra ma soprattutto Bernard, il numero 10 e giocatore più talentuoso. Da tenere d’occhio anche Marlos e Taison, altri due calciatori dell’assoluto valore e che possono mettere in difficoltà tutte le difese avversarie. Il valore del mercato della rosa è di 103 milioni di euro secondo Transfermarkt.

Stella della squadra

Bernard è sicuramente il calciatore più talentuoso dello Shakhtar Donetsk. Il brasiliano, classe ’92, è il classico giocatore con il baricentro basso che ha una grande facilità di dribbling, oltre ad un’ottima velocità di base. Molto abile anche su calcio piazzato, sarà sicuramente il pericolo n° 1 per la difesa del Napoli. Destro di piede, Bernard parte largo a sinistra nello schieramento di Paulo Fonseca ma tende ad accentrarsi e ad svariare su tutto il fronte offensivo con la capacità di imbeccare i propri compagni in ogni momento.

Stile di gioco

Dal punto di vista tattico, questo Shakhtar si esprime come una squadra molto offensiva e con l’idea fondamentale di attivare gli uomini di talento in attacco. Il gioco si sviluppa sugli esterni, dove agiscono il capitano Srna, il brasiliano Marlos (a destra), Ismaily e Bernard (a sinistra). L’unica punta è Facundo Fereyra, ex bambino prodigio mai esploso definitivamente. Alle sue spalle, in una sorta di 4-2-3-1, agiscono Taison, Kovalenko o Alan Patrick. La coppia difensiva è composta da Fred e Stepanenko. Fatalmente, la rosa perde di qualità scendendo verso la difesa. Gli otto brasiliani a disposizione di Paulo Fonseca sono giocatori offensivi, più i due terzini sinistri (il già citato Ismaily e l’alternativa Azevedo), mentre in difesa il tecnico portoghese si affida soprattutto a uomini di molta esperienza, gli ucraini Pyatov, Kritsov e Rakitsky. Il tentativo di Fonseca è similare a quello di tutte le squadre costruite attraverso un’idea di mix tra fantasia offensiva ed equilibrio difensivo, e nel campionato ucraino funziona a meraviglia.

Andamento in campionato

Campione d’Ucraina in carica, lo Shakhtar Donetsk occupa al momento la prima posizione in classifica, frutto di 7 vittorie ed una sconfitta nelle prime 8 giornate di campionato. Il KO è però arrivato con l’unica squadra di un certo livello incontrata fino ad ora: la Dinamo Kiev, battuta solo qualche giorno prima nella finale di Supercoppa. La squadra di Fonseca sta mettendo in luce un eccellente attacco in questa prima parte di campionato (ben 17 le reti segnate) ma una difesa spesso ballerina (6 reti subite), che concede molto nell’arco del match.

Formazione tipo

Estro al potere. Questo potrebbe essere il motto della formazione di Paulo Fonseca. Il tecnico portoghese sfrutta il talento dei brasiliani inserendoli sulla trequarti per imbucare Ferreyra, vero e proprio terminale offensivo degli ucraini. Fondamentale, in fase di spinta, il lavoro di Srna, spesso una spina nel fianco delle difese avversarie.

Shakhtar Donetsk (4-2-3-1): Pyatov; Srna, Kryvtsov, Rakitsky, Ismaily; Fred; Stepanenko; Marlos, Taison, Bernard, Ferreyra. Allenatore: Paulo Fonseca

Precedenti

Il Napoli non ha mai incontrato lo Shakhtar Donetsk in gare ufficiali. La formazione ucraina, però, negli ultimi anni ha incontrato spesso club italiani ed i precedenti non sorridono alla squadra di Fonseca. In 18 scontri con le squadre del nostro paese, infatti, sono appena 4 i successi del club ucraino, 2 i pareggi e ben 12 le sconfitte. All’epoca del primo incontro, quello datato 2 ottobre 1976 in Coppa UEFA contro la Juventus, lo Shakhtar Donetsk rappresentava ancora l’Unione Sovietica, mentre nei successivi l’Ucraina.

24/11/1976 Coppa UEFA: Juventus-Shakhtar Donetsk 3-0

08/12/1976 Coppa UEFA: Shakhtar Donetsk-Juventus 1-0

23/10/1997 Coppa delle Coppe: Shakhtar Donetsk-Vicenza 1-3

06/11/1997 Coppa delle Coppe: Vicenza-Shakhtar Donetsk 2-1

12/09/2000 Champions League: Shakhtar Donetsk-Lazio 0-3

25/10/2000 Champions League: Lazio-Shakhtar Donetsk 5-1

14/09/2004 Champions League: Shakhtar Donetsk-Milan 0-1

24/11/2004 Champions League: Milan-Shakhtar Donetsk 4-0

10/08/2005 Champions League: Shakhtar Donetsk-Inter 0-2

24/08/2005 Champions League: Inter-Shakhtar Donetsk 1-1

12/09/2006 Champions League: Roma-Shakhtar Donetsk 4-0

22/11/2006 Champions League: Shakhtar Donetsk-Roma 1-0

24/10/2007 Champions League: Milan-Shakhtar Donetsk 4-1

06/11/2007 Champions League: Shakhtar Donetsk-Milan 0-3

16/02/2011 Champions League: Roma-Shakhtar Donetsk 2-3

08/03/2011 Champions League: Shakhtar Donetsk-Roma 3-0

02/10/2012 Champions League: Juventus-Shakhtar Donetsk 1-1

05/12/2012 Champions League: Shakhtar Donetsk-Juventus 0-1




Consigli per le scommesse: la schedina per martedì 12 settembre

La redazione di RadioGoal24 ha preparato dei consigli per le scommesse per martedì 12 settembre, per provare ad andare in cassa giocando la Champions League.

Roma-Atletico Madrid

Prima del girone per i giallorossi che davanti al proprio pubblico ospitano l’ostico Atletico Madrid del Cholo Simeone che però, fino ad ora, non sta impressionando come gli anni scorsi, complice anche il blocco del mercato. Vista l’importanza del match, sperando in una Roma arrembante che non ha disputato il match di campionato, diamo fiducia ai giallorossi. Consigliamo l’1X, quotato 1,47.

Barcellona-Juventus

Dal match dello scorso anno sono cambiate molte cose per entrambe le squadre: il Barcellona non ha più Neymar e Luis Enrique ma è primo in Liga, mentre la Juventus, nonostante le perdite di Bonucci e Dani Alves, si è rinforzata molto ed è a punteggio pieno in Serie A.
Consigliamo il GOAL, quotato 1,63.

Celtic-PSG

Sulla carta non c’è storia. Il PSG, dopo il mercato faraonico (Neymar e Mbappé su tutti), sta dimostrando l’enorme potenziale offensivo spazzando via chiunque incontri sulla sua strada (5 partite e 5 vittorie, con 19 reti realizzate). Dall’altra parte un Celtic meno brillante delle ultime stagione ma comunque primo in Scozia, a pari merito con l’Aberdeen, che però in questo tipo di partite si esalta (chiedere al Barcellona), ma che difficilmente uscirà con dei punti da questa sfida.
Consigliamo il 2, quotato 1,23.

Olympiacos-Sporting Lisbona

Dopo aver superato a fatica Partizan e Rijeka, l’Olympiacos trova subito davanti un ostacolo non facile; infatti lo Sporting Lisbona è primo dopo 5 giornate, insieme al Porto, ed ha superato agevolmente l’ostacolo Steaua Bucarest nel turno precedente. Da non sottovalutare, però, il caldissimo pubblico greco che darà una grande spinta agli ellenici.
Consigliamo il GOAL, quotato 1,93.

Benfica-CSKA Mosca

La squadra lusitana parte con i favori del pronostico, essendo ancora imbattuta ed al 2° posto in campionato, mentre il CSKA Mosca, pur trovandosi quarta nel proprio campionato, ha già perso 3 partite nelle prime 9. Il maggior tasso tecnico dei portoghesi si farà sentire molto permettendo alle Aquile di uscire imbattute ancora una volta dal proprio terreno di gioco.
Consigliamo l’1X, quotato 1,15.

RICAPITOLANDO:

Roma-Atletico Madrid 1X
Barcellona-Juventus GOAL
Celtic-PSG 2
Olympiacos-Sporting Lisbona GOAL
Benfica-CSKA Mosca 1X

Quota totale: 6,54. Giocando 10 euro se ne potrebbero vincere 68,68!