Bayern Monaco, dalla Germania: Luis Enrique in pole per la panchina

Dopo l’esonero di Carlo Ancelotti, continua la ricerca in casa Bayern Monaco del nuovo allenatore. Secondo Sport1, emittente tedesca, il nome caldo è quello di Luis Enrique. Secondo le ultime indiscrezioni nella giornata di oggi andrà in scena un incontro tra il tecnico asturiano e la dirigenza bavarese per provare a trovare l’accordo.

 




Juventus, testa al mercato: Goretzka si complica, si anticipa l’arrivo di Emre Can?

La sconfitta in Supercoppa, poi quella col Barcellona ed infine il pareggio con l’Atalanta. Piccoli scricchiolii in questo avvio di stagione per la Juventus che, causa anche molti infortuni, non sta trovando quella continuità di rendimento e di gioco. Non a caso il club bianconero sta sfruttando la pausa delle Nazionali per studiare il mercato e provare ad anticipare qualche colpo a gennaio. I nomi caldi sono quelli di Emre Can, che non ha rinnovato con il Liverpool e che potrebbe addirittura arrivare con 6 mesi d’anticipo dopo essere stato già vicinissimo questa estate e Leon Goretzka, su cui però c’è anche il Barcellona che sta cercando il sostituto di Dembele.

 




Bologna, ag. Donsah: “L’Inter su di lui. Addio a gennaio? Credo sia possibile”

Olivier Arthur ha dichiarato a FcInterNews.it l’effettivo interesse del club nerazzurro verso il suo assistito: Godfred Donsah. Il centrocampista del Bologna, che è stato ad un passo dal Torino nella scorsa sessione di mercato, piace molto alla dirigenza dell’Inter e non è escluso un suo possibile arrivo a gennaio. Ecco le parole dell’agente: “L’Inter? Nessuno della dirigenza mi ha contattato perché in questo momento sono in Ghana. Ma risulta anche a me che i nerazzurri pensino al suo ingaggio. E penso che sia una notizia positiva. Significa che Godfred sta crescendo. L’Inter è una grande società e rappresenterebbe un’importante opportunità per lui. Via a gennaio? Si tratta di un elemento fondamentale per Donadoni… Ma credo sia possibile. L’Inter è un top club e tutti aspirano a giocare in un team così prestigioso. Basterebbe pagare la cifra richiesta dal Bologna affinché il trasferimento possa concretizzarsi. Quanto può valere il suo cartellino? Diciamo che questa estate si aggirava su questa cifra. Tra gli 8 e i 10 milioni. Adesso il prezzo per il suo trasferimento potrebbe essere aumentato, chi lo sa. Diciamo che lascio decidere tale valore alle due società. In passato vicino alla Roma? Sì, confermo. Per il Bologna era incedibile e forse i giallorossi non poterono formulare un’offerta economica tale da far cambiare idea ai rossoblu. Adesso sono certo che se l’Inter fosse convinta al 100% di voler tesserare Donsah si troverebbe un accordo con gli emiliani. Dove può arrivare Donsah? Io ho estrema fiducia nei suoi mezzi. Da quando ha iniziato a giocare a calcio è sempre migliorato. Quel bimbo di Accra ha avuto una crescita costante e si è imposto in un campionato così difficile come quello italiano. È un dei talenti più interessanti e quindi sono convinto che potrà diventare uno dei migliori interpreti nel suo ruolo in tutto il mondo. Non a caso non è seguito solo dall’Inter… Piace a tanti club in Inghilterra e Russia. Prima però tutti dovranno convincere il Bologna a cederlo e poi parlare con me”.




Italia, arriva la Macedonia: Pandev e Nestorovski i pericoli per la difesa azzurra

Vietato sbagliare per l’Italia. Venerdì 6 ottobre, ore 20.45, all’Olimpico di Torino contro la Macedonia servirà un punto per accedere ai play off per la qualificazione ai Mondiali in Russia. Emergenza in casa azzurra, sono tornati a casa per infortunio i due romanisti De Rossi e Pellegrini, oltre a Verratti e Belotti.

Contro l’11 macedone (qui le probabili formazioni di Italia-Macedonia), gli Azzurri sono chiamati a mettere al sicuro il secondo posto nel Gruppo G, alle spalle dell’irraggiungibile Spagna.

Stella della squadra

In una Nazionale modesta (posizione 105 nel ranking mondiale), con pochi giocatori conosciuti al grande calcio, spicca Goran Pandev. L’attaccante del Genoa è il calciatore di maggior talento agli ordini del CT Angelovski, vanta il record di marcature con la maglia della Nazionale macedone e sarà lui il pericolo numero uno per la difesa azzurra. Attenzione anche a Ilija Nestorovski, attaccante e capitano del Palermo, che sarà il punto di riferimento in avanti.

Stile di gioco

Difesa ermetica, pressing e grande agonismo; queste le armi principali della Nazionale macedone che fa del contropiede e delle palle inattive le situazioni con cui crear pericolo alle avversarie. La mancanza di talento viene sopperita dunque con la corsa e con la voglia di lottare, sperando poi nelle giornate buone di Pandev, vero e proprio trascinatore di un intero popolo. Terzini bloccati, o quasi, centrocampo di mastini ed il solo Nestorovski a far reparto da solo. Sulla carta un avversario tutt’altro che irresistibile, ma guai a sottovalutare una Nazionale a questi livelli.

Formazione tipo

Angelovski schiererà un 4-2-3-1 che darà al contempo copertura ma anche imprevedibilità alla manovra. A Pandev il compito di cucire il gioco tra centrocampo ed attacco dove si punterà sulla caparbietà e sul senso del goal di Nestorovski.

Macedonia (4-2-3-1): Dimitrievski; Ristovski, Musliu, Velkoski, Ristevski; Spirovski, Bardhi; Nikolov, Pandev, Alioski; Nestorovski. CT: Igor Angelovski

Precedenti tra Italia e Macedonia

L’unico precedente fra Macedonia e Italia, a livello di Nazionale maggiore, è quello dell’andata quando a Skopje l’11 di Giampiero Ventura riusci a conquistare 3 punti fondamentali in extremis con la rete decisiva firmata da Ciro Immobile. Dopo il vantaggio iniziale firmato Belotti (24′), la compagine macedone trovò nella ripresa prima il pareggio, con Nestorovski (57′) e poi il sorpasso, con Hasani (59′). Al 75′ fu Immobile ad impattare il risultato sul 2-2 prima di siglare in pieno recupero il 2-3 finale (92′).

09/10/2016 Qualificazioni Mondiali 2018: Macedonia-Italia 2-3

 

 

 

 

 

 




Lazio, Strakosha torna a Roma per un problema muscolare

Piccolo allarme in casa Lazio; il portiere biancoceleste Strakosha, infatti, ha lasciato il ritiro della nazionale per un leggero affaticamento muscolare alla coscia sinistra che gli impedirà di difendere la porta dell’Albania contro Italia e Spagna. Il suo stop, però, non preoccupa Inzaghi che dovrebbe riavere il suo portiere per il big match contro la Juventus alla ripresa del campionato.




Napoli, niente Algeria per Ghoulam: KO per un virus influenzale

Niente Nazionale per Faouzi Ghoulam; il terzino del Napoli non parteciperà a Camerun-Algeria, in programma sabato, a causa del virus influenzale che lo ha colpito durante il match col Cagliari e che lo costrinse alla sostituzione nel finale della gara. Domani, alla ripresa degli allenamenti del Napoli, Ghoulam si sottoporrà ad ulteriori accertamenti.




Italia, la conferenza stampa di Simone Verdi

Simone Verdi è intervenuto in conferenza stampa a Coverciano in vista del doppio impegno con la Nazionale. L’Italia sfiderà infatti venerdì sera la Macedonia, e successivamente l’Albania. Ecco le sue parole:

Sugli infortunati:

“Abbiamo incominciato a lavorare oggi, in parte ieri. Ho visto il CT carico come sempre, abbiamo perso giocatori importanti ma quelli che sono arrivati possono dare una mano alla Nazionale”.

Sul ruolo:

“Sono principalmente un esterno d’attacco, ma credo che per un giocatore sia indispensabile mettersi a disposizione del mister”.

Sull’idea di gioco e sul possibile 9 di Mertens:

“Per creare una identità di gioco ci vuole del tempo, in nazionale non è possibile perché un club ha molto più tempo di una nazionale. Bisogna cercare di fare quello che si fa con il club ma con meno tempo, se ne avessimo di più avremmo un’identità di gioco certa. Mertens è un grandissimo giocatore, ha messo le sue qualità a disposizione della squadra facendo vedere che anche in un ruolo che tutti pensavano non potessero fare può essere fondamentale”.

Sul Bologna:

“Stiamo dimostrando qualcosa in più, perché l’anno scorso non è stato positivo. Ora abbiamo cominciato la stagione in maniera differente, fatto punti a Sassuolo e Genova, fatto partite buone contro Napoli e Inter, pur perdendo per 3-0 con i primi. Quest’anno si sta vedendo un Bologna diverso, migliorando potremo fare di più. Europa? Obiettivo minimo è la salvezza, poi vediamo”.

Sulla crescita:

“A Torino sono arrivato da giovane, poi ho fatto un anno di B con qualche problema fisico e più spazio, poi ritornato non ero pronto per la categoria. Andare in giro in prestito mi è servito, ma Ventura ha sempre creduto in me per il salto di qualità. Non mi ha detto niente, se non che stavo davvero bene e che per essere convocato di nuovo dovevo stare su quei livelli”.

Sui miglioramenti a Bologna:

“Probabilmente queste dichiarazioni sono arrivate dopo la partita di Genova, prettamente di sacrificio, perché soprattutto giocando a due punte – con Palacio e Petkovic – mi è stato chiesto di fare un lavoro più difensivo. È stata una gara diversa dalle altre. Il Genoa gioca uomo contro uomo, come fa l’Atalanta. In parte ci sono riuscito, ma poi sono riuscito anche ad aiutare la squadra”.

Sul VAR:

“Parlando dell’episodio nei nostro confronti… è calcio di rigore, perché Mbaye tocca Eder. Dal campo non ho avuto l’impressione. Io penso ci sia solo da limare i tempi di comunicazione. Ma è un’ottima cosa perché dà la possibilità di scegliere in maniera giusta”.

Su Federico Chiesa:

“La concorrenza c’è, soprattutto nei nostri ruoli, ci sono tantissimi giocatori di livello, in Italia. Non lo conosco di persona ma sta facendo un grandissimo campionato, sta mostrando le sue ottime qualità. Al mondiale ci va chi fa bene durante l’anno”.

Sulle tre punte:

“In queste partite credo che Ventura abbia cambiato spesso modulo, ma alla fine non penso che cambi molto. L’importante è andare in campo con una certa determinazione, facendo ciò che l’allenatore ci chiede”.

Sulle due partite:

“Giocheremo queste partite per dare il massimo, per metterci in mostra e far vedere le nostre qualità. Possiamo rientrare in questo gruppo, alla fine è il campo ciò che parla”.

Sul clima post Spagna:

“Io sono arrivato a questa convocazione, in questo gruppo, e ho trovato persone disponibili e con voglia di fare. Sono sicuro che in queste partite verrà dimostrato, c’è voglia di fare punti importanti per poi essere nel sorteggio delle teste di serie. I giovani della Spagna? È vero che hanno Isco e Asensio, ma anche l’Italia ha giocatori forti come Chiesa, Bernardeschi, penso che queste differenze non ci siano”.

Sulla possibilità di calciare con entrambi i piedi:

“Sembrerà un po’ presuntuoso, ma madre natura mi ha dato questo dono. Ho sempre calciato con entrambi, sin da piccolissimo, grazie ai miei genitori”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.




Italia, la conferenza stampa di Marco Parolo

Marco Parolo è intervenuto in conferenza stampa, direttamente da Coverciano, per parlare del prossimo match che vedrà impegnata l’Italia contro la Macedonia. Ecco le sue dichiarazioni:

Sul morale:

“L’Italia è sempre l’Italia, dobbiamo avere voglia per trascinarci”.

Su Barella:

“I giovani sono interessanti, stanno facendo bene in campionato ma devono imparare il nostro modo di giocare. Sono svegli e voglia di fare”.

Sugli infortuni:

“Dispiace sempre quando ci sono compagni che non stanno bene, bisogna guardare avanti, alle prossime partite, con la possibilità di giocare e mettersi in mostra. Il progetto è di gruppo e corale”.

Sulle scorie delle gare con Spagna e Israele:

“Diciamo che, più che altro, sono due gare che sono servite per analizzare gli errori fatti, oltre alle cose buone. Bisogna essere positivi, guardare i due lati, sempre per cercare di migliorare e mettere qualcosa di più”.

Sul modulo:

“Quella partita ci è servita per analizzare alcune cose fatte meglio, anche con quel modulo lì. Quando hai tre o quattro giorni è difficile. Potevamo affrontare la Spagna con il 4-2-4, alla fine il modulo cambia poco”.

Sulla Lazio:

“Lo Scudetto è un’utopia, siamo solo alle prime basi ma i risultati ci stanno dando ragione. Stiamo costuendo qualcosa di importante, qui in Nazionale gioco diversamente che con la Lazio. Ci sono tanti centrocampisti, singolarmente siamo diversi l’uno dall’altro. Se c’è la possibilità di inserirsi non è che mi dispiaccia. Per la Lazio non è forse quella più forte, il primo anno erano già tutti pronti, c’erano malizia e furbizia con Klose, Mauri e Candreva, gestendo la partita. Qui abbiamo molti che possono essere grandissimi campioni, potenzialmente è più forte”.

Sull’obiettivo con la Lazio:

“Vogliamo dare fastidio a tutti, l’obiettivo Europa è il primo, il quarto posto… ci stiamo facendo la bocca, buona, speriamo di continuare così. Ora ci sono gli altri due mini cicli che faranno vedere di che pasta siamo fatti”.

Sulla moria dei centrocampisti:

“Alla Lazio si fanno male i difensori, ogni tanto capita un reparto, speriamo non succeda più. La situazione con la Germania era più o meno analoga, in quello avevamo delle idee, un concetto di gioco che andava avanti da molto tempo. Le idee oramai erano acquisite. Qui abbiamo meno tempo, cercheremo di affrontare come vuole il mister”.

Su un eventuale 3-4-3 e su Immobile:

“Qualsiasi modulo è comunque con due centrocampisti, cambiano alcune linee di passaggio e lavori in fase difensiva. Ciro è in un grande momento di forma, lui è forte, vede la porta, la sua media gol è sempre stata alta. Alla Lazio ha trovato piena fiducia, si esalta in queste situazioni. È una pedina importante, sono contento di godermelo”.

Su cosa trasmettere in Nazionale:

“Alla Lazio c’è un grande spirito di gruppo che ci permette di fare sempre bene”

Sul non andare al Mondiale:

“Dev’essere un obbligo, la nostra volontà è di andarci, ci teniamo tutti in maniera esagerata. Sarebbe una catastrofe”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.

 




Juventus, Lirola a gennaio non si muove: resta al Sassuolo

In estate il tentativo per Spinazzola, ora quello per Lirola. La Juventus cerca di riportare alla base i suoi gioielli ma, come successo per il terzino dell’Atalanta, dovrà rinunciare anche all’idea di riavere anticipatamente il giocatore del Sassuolo. La società emiliana, infatti, non ha nessun intenzione di privarsi del ragazzo nel mercato di gennaio; il classe 1997 sarà bianconero a partire da giugno prossimo.




Roma, contro il Chelsea un pensiero in meno: Morata non ci sarà

Buone notizie per la Roma in vista del doppio impegno in Champions League contro il Chelsea (il 18 ottobre allo Stamford Bridge e il 31 ottobre all’Olimpico). I giallorossi, infatti, non dovranno preoccuparsi di Alvaro Morata infortunatosi nel corso della sfida con il Manchester City. L’attaccante spagnolo ha riportato una lesione di secondo grado che lo terrà fermo per 6 settimane. Assenza molto pesante per i Blues visto come si era ambientato l’ex centravanti del Real Madrid, autore di 7 reti in ben 9 presenze.