Inter, per l’attacco piace Simone Verdi

L’Inter ha iniziato la stagione nel migliore dei modi: sei vittorie, un pareggio e secondo posto in classifica a due sole lunghezze dal Napoli capolista. I nerazzurri stanno già pensando a come rinforzare la rosa in vista del mercato di gennaio. Uno dei nomi sul taccuino di Sabatini è quello di Simone Verdi; il fantasista del Bologna piace molto all’Inter a cui serve un’alternativa sulle corsie esterne e l’attaccante rossoblù può essere l’uomo giusto.




Napoli, l’Arsenal vuole Maksimovic

Tra campo e mercato; il Napoli, oltre alla delicatissima sfida di campionato contro la Roma (in programma sabato 14 ottobre alla 20:45), deve pensare anche al mercato. Secondo quanto riportato dal Mirror, infatti, l’Arsenal avrebbe messo gli occhi su Nikola Maksimovic. Il difensore, che non riesce a trovare continuità con i partenopei, piace molto a Wenger e potrebbe anche accettare un trasferimento a Londra per rilanciare la sua carriera.




Inter-Milan, l’Europa passa dalla porta: Handanovic e Donnarumma a confronto

Domenica sera, alle 20.45, andrà in scena il derby tra Inter e Milan. Due squadre opposte, due momenti di forma decisamente diversi, ma lo spettacolo è assicurato. Spalletti contro Montella, ma non solo. Proprio per questo la redazione di RadioGoal24 ha deciso di stilare un confronto in avvicinamento a questa stracittadina.

Samir Handanovic e Gianluigi Donnarumma, due modi diversi di essere portieri, con risultati eccellenti. Ma chi è il migliore fino a questo momento?

Entrambi i portieri hanno disputato tutti i match fino a questo momento (7), ma sono i goal subiti a tracciare una prima linea importante: il nerazzurro, grazie anche alle prestazioni della difesa, ma anche con qualche intervento super, ha subito soltanto 3 reti; al contrario il collega rossonero ha dovuto raccogliere già in 10 occasioni il pallone dalla sua porta. La media goal subiti a partita è dunque di 0.43 per Handanovic, di 1.43 per Donnarumma.

4 i clean sheets per lo sloveno, solo 2 per l’italiano. L’estremo difensore dell’Inter ha effettuato 15 parate sui 18 tiri arrivati nel suo specchio di porta (83,3%), per quello del Milan sono 14 su 24 (58,3%).

Entrambi hanno 2 parate di media a partita, con Handanovic che ha anche una miglior media voto al momento (6.36 a 5.93). Il rossonero ha effettuato più uscite del nerazzurro (6 a 4) e più respinte (4-0). Il milanista ha effettuato 167 passaggi, di cui 141 riusciti con una precisione dell’84%. L’interista, ha invece portato a termine 129 passaggi sui 159 tentati (81%). 1 cartellino giallo ricevuto, per protesta, da Donnarumma, nessuno per Handanovic.

Domenica sera avremo probabilmente la risposta al nostro quesito, anche se ad oggi i numeri pendono quasi tutti in favore dello sloveno. Handanovic è il presente, Donnarumma il futuro (roseo) del calcio italiano.




Atalanta, Toloi resta in dubbio: si scalda Palomino

In casa Atalanta c’è preoccupazione per le condizioni di Rafael Toloi. Il difensore nerazzurro non ha ancora recuperato pienamente dall’infortunio muscolare e potrebbe non essere tra i titolari nel match con la Sampdoria. Al suo posto Gasperini dovrebbe inserire Palomino dal 1′.

 




Roma, niente Napoli per Strootman: l’olandese non verrà convocato

Kevin Strootman non ci sarà contro il Napoli. A riportarlo è Sky Sport che ha reso noto che il calciatore non verrà convocato da Di Francesco per la delicata sfida con l’11 campano. Il calciatore olandese non ha svolto l’allenamento odierno.




Roma-Napoli, sfida a suon di goal: Dzeko e Mertens a confronto

Da Bosnia-Belgio a Roma Napoli, è sempre Edin Dzeko contro Dries Mertens. Un antipasto consumato a Sarajevo che ha visto sorridere il belga, mentre il bosniaco ha dovuto dire addio al Mondiale. Il primo round prima della sfida da vetta di sabato sera. Analogie, ricordi. Come quando lo scorso 15 ottobre al San Paolo Edin piegò con una doppietta i partenopei subito dopo la sosta per le Nazionali. Un anno dopo di nuovo uno contro l’altro, Roma contro Napoli. Questa volta all’Olimpico, dove Mertens nella gara di ritorno si riprese la rivincita con due goal e una vittoria che in casa dei giallorossi mancava dal 2011.

A due giorni da una delle grandi classiche degli ultimi anni di Serie A, mettiamo al confronto il rendimento dei due bomber.

GOAL E PALLONE D’ORO – Facciamo parlare i numeri: Mertens (25) e Dzeko (24) hanno segnato più di tutti nel 2017 in Serie A.  Un’annata fantastica per entrambi, da incorniciare per il romanista con il titolo di capocannoniere in campionato e in Europa League. Un avvio di stagione a suon di goal, riprendendo da dove avevano lasciato: 7 reti a testa in campionato, una ciascuno nei gironi di Champions e 5 reti nelle qualificazioni Mondiali sia per l’uno sia per l’altro.

Un 2017 ancor di più da incorniciare dopo la candidatura per i due nella lista dei 30 per il Pallone d’Oro. Da Spalletti a Di Francesco, un nuovo (vecchio) Dzeko. Non smette di fare goal, sono 8 senza tirare un rigore e con una gara in meno: di destro, di sinistro, di testa. Reti importante, decisive: 6 su 8 le reti dell’1-0, a Qarabag firma il doppio vantaggio che risulterà decisivo. Dicevamo nuovo, già. Più cattivo (il limite che gli imputava il tecnico toscano), si arrabbia in campo, come a Milano. Reazione? Si fa dare il pallone e lo scarica alle spalle di Donnarumma. Goal e personalità da attaccante di livello assoluto. E poi c’è lui, il terminale perfetto di un’orchestra che gioca e si muove all’unisono. Mertens e il Napoli, una gioia per gli occhi. Numero 9 e rifinitore, viene incontro e dialoga con i compagni. Qualità che si possono riconoscere anche in Dzeko. Attaccanti con una fisicità ovviamente diversa, ma entrambi sanno giocare per e con la squadra: 2 assist per il belga e 1 per il bosniaco, 12 occasione per il romanista contro le 11 del napoletano.

Incanta Dries, ma Edin è l’attaccante che incide di più nella sua squadra in tutto il campionato italiano: ha effettuato più tiri in questo campionato (6 a partita, 3 per Mertens). Meglio anche nelle conclusioni nello specchio della porta, con Dzeko che prevale con tre conclusioni di media a gara, 2 per l’azzurro. Infine, il bosniaco è primo nella classifica dei tiri da dentro l’area: 28 volte contro le 9 del belga.

Sabato sera sarà una sfida da vetta, tra le due pretendenti più accreditate per contendere lo Scudetto alla Juventus. Il Napoli è primo in classifica con 7 vittorie su 7, la Roma ha 15 punti ma con una gara in meno. All’Olimpico una partita che ci dirà molto sulle due squadre, guidate da due attaccanti in un momento di forma straordinario e i più decisivi nel 2017.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




ESCLUSIVARG24 – Sassuolo, Avv. Fabris: “Mapei uno dei primi 5 stadi in Italia”

Intervenuto ai microfoni di RadioGoal24, durante l’approfondimento della trasmissione Febbre a 90°, inerente agli stadi di proprietà (Famo Sti Stadi), il Segretario Generale dell’U.S. Sassuolo, Avv. Andrea Fabris ha rilasciato dichiarazioni importanti riguardo il Mapei Stadium-Città del Tricolore e il suo ottimo funzionamento all’interno del sistema calcio italiano. Di seguito l’intervista integrale:

Quanta differenza fa avere uno stadio di proprietà?

“Cambia tutto, perché ti da la possibilità di organizzare meglio l’evento sportivo e di patrimonializzare per la società. Grazie alla società abbiamo avuto la possibilità di modernizzare uno stadio che nel 2013 non poteva essere da Serie A e che ora è uno dei primi 5 in Italia, la ciliegina sulla torta è stata Italia-Israele e l’Europa League che l’Atalanta gioca da noi”.

Come funziona l’accordo con l’Atalanta ed è stato facile trovarlo?

“Come in ogni cosa la semplicità nasce dal buon rapporto tra le società. Abbiamo un buon rapporto con l’Atalanta ed era un buon modo per dare continuità alla nostra partecipazione dello scorso anno all’Europa League. Quando l’Atalanta ci ha chiesto di disputarla da noi abbiamo subito fatto in modo di accordarci. Questo percorso ci vede coinvolti dal punto di vista organizzativo e ci permette di crescere continuamente”.

È possibile l’idea dello stadio di quartiere anche se l’impianto si trova a Reggio Emilia?

“Per chi è abituato a Roma e Milano le distanze sono anche inferiori. Una mezz’ora in macchina è solo una barriera mentale. Dal centro di Sassuolo con l’autostrada in 25 minuti è dentro lo stadio. Un po’ alla volta si sta creando una identità precisa grazie al fatto di avere uno stadio come questo. Molti tifosi delle squadre che arrivano al Mapei si trovano benissimo perché hanno un settore con 4000 posti a loro dedicato, possono mangiare nel centro commerciale aperto 365 giorni all’anno e ogni barriera fisica eliminata per vedere la partita nel migliore dei modi. Lo stadio di Reggio Emilia è un ottimo laboratorio. Sono contento che il Frosinone e una proprietà seria come quella del Dott. Stirpe sia riuscita nell’intento di avere uno stadio di proprietà che porterà tante soddisfazioni soprattutto dal punto di vista sportivo alla società”.

Secondo lei qual è l’evento o la partita più importate che il Mapei ha ospitato nella sua storia?

“Ce ne sono diverse. Ma cito un esempio che dal punto di vista mediatico ha avuto una importanza relativa, ma che per noi è stata importantissima. In concomitanza con la finale di Champions League maschile abbiamo ospitato la finale di Champions League femminile portando allo stadio più di 20000 persone, in un impianto che viene riempito solo e soltanto in occasione della presenza al Mapei della Juventus. Questo vuol dire lavorare nella giusta direzione per rendere fruibile lo stadio anche per eventi che non siano solo la partita della domenica”.




Lazio, in arrivo il rinnovo di de Vrij

La Lazio e de Vrij sono sempre più vicini; il difensore olandese, infatti, è ad un passo dal prolungare il contratto con la società biancoceleste. Secondo quanto riportato da Tuttosport le parti, che avevano già trovato l’accordo per il rinnovo fino al 2020, hanno raggiunto l’intesa anche sulla clausola rescissioria (pari a 30 milioni di euro)da inserire nel nuovo contratto del difensore della Lazio.




Lazio, clausola per Simone Inzaghi: il punto

Una delle migliori scelte della Lazio è stata, senza dubbio, quella di puntare su Simone Inzaghi; il tecnico, da quando siede sulla panchina biancoceleste, ha fatto grandi cose: finale di coppa Italia, vittoria della Supercoppa italiana e il raggiungimento dell’Europa League. Visti gli ottimi risultati la Lazio vuole blindare il tecnico e, secondo quando riportato da Il Messaggero, sta pensando di inserire nel contratto dell’allenatore una clausola rescissioria valida solo per l’estero in modo tale da difendersi da eventuali attacchi bianconeri (la Juventus vorrebbe Inzaghi per il dopo Allegri).




Roma, Manolas verso il rinnovo

Dopo aver saltato per squalifica l’impegno della sua Grecia contro Gibilterra, Manolas si sta preparando in vista della delicata sfida tra la Roma ed il Napoli; il difensore giallorosso, però, in queste ore è impegnato a seguire anche la trattativa tra la società capitolina (rappresentata da Monchi) ed il suo agente per il prolungamento del contratto. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, Manolas vuole rinnovare con uno stipendio da 3.5 milioni più bonus. La trattativa si preannuncia lunga ma a Trigoria filtra ottimismo per la buona riuscita dell’operazione.