Famo Sti Stadi – Alla scoperta del nuovo Stirpe

Parte oggi Famo Sti Stadi, la nuova rubrica di RadioGoal24 che andrà alla scoperta degli stadi di proprietà del nostro calcio e non solo. Cominciamo la nostra avventura con quello più “fresco” in Italia: il Benito Stirpe di Frosinone.

Inaugurato il 28 settembre 2017, venne progettato a metà degli anni ’70. La prima pietra fu posta nella seconda metà degli anni ’80, ma la struttura restò incompiuta per circa 30 anni. I lavori ripresero nel 2015 su iniziativa del Frosinone Calcio, con il presidente Maurizio Stirpe, che ha ottenuto dal comune i diritti per gestire l’impianto fino al 2061, grazie anche ad un finanziamento di 8 milioni di euro da parte del Credito italiano, a fronte dei 20 milioni spesi dalla società.

Struttura intitolata a Benito Stirpe (padre di Maurizio ndr), che fu presidente del Frosinone negli anni ’60. La squadra e i tifosi ciociari si trovano, dunque, con una nuova casa. E’ il quarto stadio di proprietà in Italia, dopo il Mapei Stadium (Sassuolo), l’Allianz Stadium (Juventus) e la Dacia Arena (Udinese). Questo è un fattore molto importante sia per gli incassi che per la crescita del club. La struttura è capace di 16.125 posti tutti al coperto, divenendo così il terzo impianto calcistico più grande del Lazio dopo lo stadio Olimpico e lo stadio Flaminio (ad oggi abbandonato).

Il presidente Stirpe, nonostante le diverse pratiche da sbrigare, può dirsi soddisfatto, ricevendo molti complimenti per il suo nuovo “gioiello”, persino dal presidente del CONI Giovanni Malagò, presente all’inaugurazione. Finita la cerimonia è stata giocata la prima partita all’interno dello Stadio Benito Stirpe, che ha visto trionfare la Prima squadra del Frosinone per 6 a 0 contro la Primavera.

Protagonista del match Federico Dionisi, autore di una tripletta. La prima gara ufficiale disputata, invece, è stata quella del 2 ottobre 2017 contro la Cremonese, valida per la 7° giornata di Serie B e terminata col punteggio di 0-0, che ha lanciato la squadra ciociara in vetta solitaria a quota 14 punti.

 

 




Inter-Roma, la Top 5 dei gol più belli | FOTO

L’Inter dell’ex Spalletti contro la Roma di Di Francesco. Due squadre in crisi di risultati, costrette a dire addio al treno Scudetto dopo un mese di dicembre deleterio per entrambe. Uno scontro fondamentale per la corsa Champions, con la Lazio terzo incomodo e la più in forma in questo momento. Una partita dal sapore speciale per Spalletti, per Icardi alla ricerca del gol numero 100 in Serie A e per Nainggolan, di nuovo in campo dopo l’esclusione post Capodanno con l’Atalanta e al centro del mercato con la Cina che lo chiama a suon di milioni di euro.

Inter-Roma è stata sempre una sfida che ha regalato emozioni e gol capolavoro. Ecco al nostra Top 5:

1) 26 ottobre 2005, Inter-Roma 2-3: il cucchiaio di Totti

2) 5 gennaio 1997, Inter-Roma 3-1: la rovesciata di Djorkaeff

 

3) 26 febbraio 2017, Inter-Roma 1-3: il bolide di Nainggolan

4) 6 febbraio 2011, Inter-Roma 5-3: la perla di Sneijder

5) 2 settembre 2012, Inter-Roma 1-3: il pallonetto di Osvaldo




Non solo Coutinho: da Henry a Roberto Carlos, i rimpianti più grandi della nostra Serie A

Il terzo uomo più caro della storia del calcio dopo Neymar e Mbappé. Philippe Coutinho al Barcellona per 160 milioni di euro, dopo che nel gennaio 2013 lasciò la Serie A per volare in Premier. Dall’Inter al Liverpool per circa 12 milioni, da promessa a crack mondiale. Un rimpianto nerazzurro, uno dei tanti nella storia del club. La lista è lunga e prestigiosa: da Pirlo a Roberto Carlos, da Bergkamp a Sammer, da Seedorf a Silvestre. Errori di valutazione, cessioni drammatiche. Giocatori diventati fuoriclasse, leggende mondiali. Ma non nell’Inter. Discorso da fare anche per la Juventus con Henry e per il Milan con Viera, Davids e Aubameyang. Ripercorriamo insieme la carriera di questi campioni e le scelte imperdonabili commesse dalle nostre società negli ultimi anni.




Al Var con Luca Marelli: la 20^ giornata di Serie A

Torna come di consueto la rubrica AL VAR, in onda su GoalCafè, in compagnia dell’ex arbitro di Serie A Luca Marelli. Appuntamento in onda tutti i lunedì mattina dalle 9 alle 9:30 sulle frequenze di RadioGoal24, per analizzare gli episodi arbitrali più caldi della giornata di campionato appena trascorsa. Quest’oggi, per il 20^ turno, si sono affrontate varie tematiche: dagli episodi in Cagliari-Juventus, l’espulsione di de Roon in Roma-Atalanta, Spal-Lazio e tanto altro. Analizziamo insieme tutti gli episodi con il nostro Luca Marelli.




Goal&Cash – I diritti TV in Premier League

Inizia oggi Goal&Cash, la nuova rubrica di RadioGoal24 che tratterà il punto di vista finanziario rispetto ai maggiori campionati di calcio europei. In questa nuova avventura cercheremo di raccontare, e spiegare nel dettaglio, il funzionamento economico nel grande calcio del Vecchio Continente, soffermandoci specialmente sui ricavi che hanno le società proveniente dai diritti tv.

Oggi parleremo dell’Inghilterra che vanta un modello studiato con grande efficacia e che garantisce grandi ricavi. Ma andiamo a scoprire nel dettaglio come funzionano i diritti TV in Premier League.

Diritti TV Premier League

In Inghilterra solo il 45% delle partite viene trasmesso dalle Pay TV, in modo da spingere sempre più tifosi ad andare allo stadio. Questo funziona anche grazie al grande lavoro che è stato fatto a partite dagli anni ’80, dopo il disastro di Bradford in cui morirono 56 persone perché lo stadio, costruito con i legno, prese fuoco.

Da 20 anni l’Inghilterra vanta stadi all’avanguardia, che invogliano la gente a gremire gli spalti. Questa programmazione televisiva, meno invadente ma più efficace, permette agli stessi club di guadagnare nettamente di più, anche grazie al seguito che arriva dall’estero. Tutti i diritti nazionali sono ripartiti per il 50% in parti uguali e ciò garantisce ad ognuno dei 20 club più di 51 milioni di sterline all’anno.

Oltre a questa ripartizione uguale, vi è anche un 25% che viene assegnato a seconda del numero di volte in cui una determinata squadra viene trasmessa in diretta (bonus relativo alla popolarità mediatica). L’ultimo 25%, invece, viene spartito secondo bonus legati alle prestazioni di squadra e dunque a seconda del piazzamento nel massimo campionato inglese.

Come possono cambiare i diritti TV nella Premier League 2017/2018

Ma tale equità relativa agli incassi legati ai diritti TV sembra destinata a cambiare. Le 20 squadre della Premier League si sono riunite il 4 ottobre 2017,  per discutere di tali divisioni e le squadre più blasonate del campionato (Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester United, Manchester City e Tottenham) starebbero spingendo per avere maggiori ricavi in quanto piazze più importanti. Il punto del dibattito, che si deciderà tramite una votazione da parte di tutte e 20 le compagini, sarebbe quello sui guadagni che arrivano direttamente da Oltremanica.

Ad oggi ogni squadra ne riceve una fetta uguale, ma i 6 club più importanti del torneo stanno cercando di proporre una nuova formula, che permetta loro di avere un margine più ampio sui miliardi provenienti dall’estero. La tesi delle 6 squadre principali è che i nuovi mercati stiano fiorendo soprattutto grazie a loro: la nuova proposta prevede che, ad una ripartizione fissa del 65% a tutte le squadre, il restante 35% delle risorse televisive venga spartito a seconda del piazzamento in campionato. Stiamo parlando di ben 1,3 miliardi di dollari.

Questo schema rende al meglio l’efficacia del sistema vigente dei diritti TV in Premier.

Il voto arriva in un momento critico per la Premier League, che si sta preparando a pubblicare in questi giorni l’ultima gara per i diritti TV interni, attualmente valutata 5,1 miliardi di sterline (6,75 miliardi di dollari), con un contratto triennale tra Sky e Bt.

Questa cifra è stata un sorprendente aumento del 70% rispetto al precedente accordo; già concordate, invece, quelle per i mercati di Brasile, Cina, Africa subsahariana e Stati Uniti, con un valore cresciuto del 1.000% per il mercato della cinese.

Se tale proposta passasse il modello di incassi legati alle TV verrebbe stravolto e quasi sicuramente assisteremmo ad un campionato diverso e forse più impari.

Incassi diritti TV Premier 2016/2017

Ripartizione diritti TV Premier League.

L’anno successivo la situazione è addirittura migliorata, ritoccando verso l’alto i risultati della stagione precedente del 71%. A termine del 2016/2017 tutti e 20 i club inglesi sono partiti da una base di 79 milioni di sterline a testa (50%, circa 1,5 milioni), più la variante legata alle partite trasmesse in diretta (25%, da un minimo di 12,3 milioni ad un massimo di 32,8 per un totale di 407 milioni di sterline), ed infine quella del piazzamento di squadra (25%, 1,9 milioni alla squadra che si piazza ventesima, 38,8 a chi conquista il campionato, per altri 407 milioni di sterline).

Il totale è dunque di circa 2,39 miliardi di sterline incassati lo scorso anno a livello nazionale ed internazionale (781 sono i milioni arrivati dall’estero). Fa riflettere ancora una volta la cifra ricevuta da una squadra retrocessa: il Sunderland, arrivato ventesimo, ha incassato ben 93 milioni di sterline, circa 105 milioni di euro. Il Chelsea di Antonio Conte, campione d’Inghilterra, ne ha incassati, in euro, circa 177.

Incassi diritti TV Premier League 2015/2016

In totale il ricavato è stato di 1,638 miliardi di sterline grazie alla vendita dei diritti TV in Inghilterra e all’estero. Ma andiamo ora ad analizzare nello specifico gli incassi provenienti dai diritti TV della Premier League 2015/2016. Tale cifra è stata spartita tra i club del maggior campionato inglese in maniera molto più equa rispetto a come accade negli altri campionati europei, grazie ad un accordo sottoscritto nel 1992 dai club che diedero alla luce la Premier League. Considerando che la squadra che ebbe più introiti fu l’Arsenal ricavando 100,95 milioni di sterline, fa riflettere che l’Aston Villa, retrocesso, incassò ben 66,62 milioni con un rapporto 1,52 a 1, minimo storico per il campionato britannico.

 

 




Napoli, Hamsik nella storia: i momenti più belli con la maglia azzurra

Finalmente è arrivato. Un’ossessione, quel gol che non arrivava mai. 115 volte Marek Hamsik con la maglia del Napoli. Contro il Torino Hamsik è riuscito a realizzare il 115° gol con la maglia azzurra, eguaglando così il record che era di Diego Armando Maradona. A Torino il Napoli riconquista la vetta della classifica e Hamsik raggiunge in testa alla classifica di tutti i tempi (e in tutte le competizioni) tra i marcatori del Napoli la leggenda Pibe de Oro. Arrivato a Napoli nel 2007 da Brescia, Hamisik diventa presto un punto di riferimento per la squadra e per la tifoseria. Prestazioni di alto livello e gol importanti: come la doppietta storica in casa della Juventus nel 2008, una vittoria che mancava da 21 anni, o il gol del definitivo 2-0 nella finale di Coppa Italia del 2012 contro la Juve, una coppa attesa da 25 anni. Per tre anni consecutivi Marek è il capocannoniere del Napoli (dal 2008 al 2010), nel 2016-2017 la sua migliore stagione in termini di gol (15). Capitano dal gennaio 2014 dopo l’addio di Paolo Cannavaro, lo slovacco è il terzo giocatore con il maggior numero di partite del Napoli (477) superato solo da Bruscolotti (511) e Juliano (505). Una bandiera del Napoli, rifiutando negli anni le offerte di club come Juventus, Milan e Chelsea, scelte che lo hanno portato ad abbandonare Raiola come procuratore. La voglia di Marek è sempre stata quella di restare al Napoli, di rappresentare questi colori. Come hanno fatto monumenti sacri quali Maldini, Zanetti, Del Piero, Totti, e ancora oggi Buffon e De Rossi. Riviviamo insieme i momenti più belli ed importanti di Hamsik con la maglia azzurra.




Al Var con Luca Marelli: la 17^ giornata di Serie A

Torna come di consueto la rubrica AL VAR, in onda su GoalCafè, in compagnia dell’ex arbitro di Serie A Luca Marelli. Appuntamento in onda tutti i lunedì mattina dalle 9 alle 9:30 sulle frequenze di RadioGoal24, per analizzare gli episodi arbitrali più caldi della giornata di campionato appena trascorsa. Quest’oggi, per il 17^ turno, si sono affrontate varie tematiche: dal gol di Fazio in Roma-Cagliari al rigore per l’Udinese, fino agli episodi più gravi accaduti in Sampdoria-Sassuolo e Bologna-Juventus. Analizziamo insieme tutti gli episodi con il nostro Luca Marelli.




Napoli, crisi di gol e risultati: il periodo nero della squadra di Sarri

Inversione di marcia Napoli. Il pareggio contro la Fiorentina arriva nel momento sbagliato, dopo lo stop dell’Inter in casa della Juventus con gli azzurri che potevano approfittarne per riprendersi la vetta della classifica. Un periodo negativo della squadra di Sarri che dura da 5 partite dove sono arrivare 2 vittorie, 2 pari e 1 sconfitta: 1,6 punti di media. Ma soprattutto appena 3 gol segnati: 0,6 di media a partita. Da Mertens a Hamsik, in attacco qualcosa si è incrinato. Numeri totalmente differenti da quelli dei primi tre mesi, dove il Napoli asfaltava gli avversari e dava spettacolo. Infortuni, rosa corta o le scelte di Sarri? Proviamo ad analizzare questa crisi del Napoli, dal punto di vista tattico e soffermandoci anche sulle statistiche di squadra e dei singoli.




Napoli, le 3 delusioni più grandi in Champions League (FOTO)

Questa sera il Napoli si gioca l’accesso agli ottavi di Champions League al San Paolo contro la Shaktar, con gli ucraini che hanno due risultati su tre a disposizione e la consapevolezza di avere un piede e mezzo agli ottavi. Napoli con 3 punti nel girone F comandato dal Manchester City a punteggio pieno, Shaktar con 9 punti e una differenza reti più alta dei partenopei. Occorre un’impresa agli uomini di Sarri in questi 180 minuti finali . Uscire dalla Champions League sarebbe una grandissima delusione per il Napoli, una disfatta, nonostante squadra e ambiente abbiano lo Scudetto come obiettivo principale. Nell’era De Laurentiis ci sono state molte debacle in Champions, delusioni cocenti passando da Mazzarri a Benitez, fino alla gestione Sarri. Ecco le 3 principali sconfitte degli azzurri nella massima competizione europea:

1) Chelsea-Napoli, 14 Marzo 2012 – Dopo il 3-1 dell’andata al San Paolo, la squadra di Mazzarri subisce la rimonta dei Blues nei supplementari, decisivo il gol di Ivanovic. Napoli fuori agli ottavi con orgoglio e sfiorando l’impresa contro il Chelsea che poi vincerà la Champions.

2) Napoli-Arsenal, 11 dicembre 2013 – Napoli fuori dal girone con 12 punti, forse la più grande amarezza europea di questi anni. Azzurri che arrivano terzi in un girone con Arsenal, Borussia Dortmund e Marsiglia, a nulla vale la vittoria contro gli inglesi nell’ultima giornata per 2-0.

3) Napoli-Real Madrid, 7 marzo 2017 – Dopo il 3-1 del Bernabeu, cadono ancora gli azzurri al San Paolo con lo stesso risultato. Napoli fuori agli ottavi di Champions, una doppia sfida che ha evidenziato il divario enorme tra le due squadre, con gli uomini di Sarri che escono a testa alta contro i futuri campioni d’Europa.




Al Var con Luca Marelli: la 13° giornata di Serie A

Torna come di consueto la rubrica AL VAR, in onda su GoalCafè, in compagnia dell’ex arbitro di Serie A Luca Marelli. Appuntamento in onda tutti i lunedì mattina dalle 9 alle 9:30 sulle frequenze di RadioGoal24, per analizzare gli episodi arbitrali più caldi della giornata di campionato appena trascorsa. Quest’oggi, per il 13^ turno, si sono affrontate varie tematiche: dal gol di Insigne in Napoli-Milan al possibile rigore per la Roma nel derby, fino a Spal-Fiorentina. Questo e molto altro, nella rubrica AL VAR.