#ESCLUSIVA – Roma, si pensa a Francesco Rocca come traghettatore

Indescrezioni ci segnalano che come potenziale sostituto di Rudi Garcia sulla panchina della Roma, la società di Pallotta starebbe pensando all’ex allenatore delle nazionali giovanili Francesco Rocca. L’attuale osservatore della Nazionale italiana potrebbe rimpiazzare il tecnico francese fino a fine stagione per permettere alla società di scegliere un tecnico adatto al progetto romano. L’ex giocatore della Roma, dopo aver guidato la Nazionale Olimpica nel 1988, ha allenato tutte le nazionali che vanno dall’Under 15 all’Under 20 in un lasso di tempo che va dal 1995 al 2014. Rocca, chiamato Kawasaki, sarebbe sicuramente una scelta gradita dai tifosi romanisti e anche dalla società.




#ESCLUSIVA – ds Alessandria: “Lavoriamo con voglia e passione, sogno di sfidare la Roma”

L’incredibile eliminazione del Genoa, ha visto approdare per la prima volta ai quarti di finale di Coppa Italia una squadra di Lega Pro, per celebrare questo risultato abbiamo raggiunto in esclusiva uno dei protagonisti di questa impresa: Giuseppe Magalini, il direttore sportivo dell’Alessandria.

C’è veramente un lavoro ben strutturato dietro questa Alessandria. 
Grazie, mi fa piacere che gli addetti ai lavori questa stagione si accorgono di noi, lavoriamo con tanta voglia, professionalità e passione. Quando siamo aiutati dai risultati il lavoro viene semplificato ma abbiamo la fortuna di poter lavorare bene graziae alla famiglia Di Masi che ce lo permette. Con lavoro, idee, volontà e condizione di causa speriamo di essere sulla buona strada. 

Le emozioni dopo tanto lavoro vedendo la palla entrare in rete contro il Genoa. Il goal che ha portato in vantaggio l’Alessandria l’ha segnato un giocatore nato a Genova, tifoso del Genoa e cresciuto nelle giovanili dei rossoblù. 
Esatto, in effetti con Manuel in settimana avevo parlato e avevo capito quanto sentiva la gara, venivano tutti i suoi amici. Gli ho detto di stare tranquillo e di pensare alla partita. Lui era già carico quando andammo a giocare a Palermo, considerando la prospettiva futura di affrontare il Genoa. Ha fatto una prestazione importante, del resto come sta facendo durante il campionato. 

Direttore, adesso il sogno continua. Forse si giocherà contro una big come la Roma, mentalmente come si affronta? 
In maniera molto sincera, ieri sera siamo rientrati ed i tifosi ci hanno fatto una festa allo stadio, c’era questo sentore di euforia ma pensiamo a quello che ci aspetta domenica contro la Reggiana perchè non possiamo sbagliare. Se affronteremo la Roma all’Olimpico lo faremo con lo stesso entusiasmo con cui abbiamo affrontato le due precedenti trasferte (Palermo e Genova ndr). Anche se ho parlato con Di Carlo e mi ha detto che per i quarti di finale dovremo andare a Spezia (ride, ndr). L’affronteremo serenemante, siamo consci che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e speriamo di sognare il più a lungo possibile. Abbiamo costruito un organico per poterci provare. 

Quanto è importante per una squadra di Lega Pro, poter essere simbolo di una categoria? Se ne parla poco di questa competizione
Ci riempe di soddisfazione, io sono sicuro che ieri il calcio minore era tutto dalla nostra parte. Far vedere a tutti un calcio organizzato con azioni ragionate è stato una bella soddisfazione e tramite questo lavoro si possono raggiungere obiettivi che non erano preventivati. 

Parlando con lei si scorge ottimismo e voglia di far bene al calcio. Alle 14,30 sfida fra Roma e Spezia: chi tiferà? 
Non credo che guarderò la partita, abbiamo altro lavoro da fare. Roma-Spezia la vivremo con tranquillità. Tifiamo Roma perchè vogliamo fare una gita all’Olimpico, portare i grigi a Roma sarebbe una soddisfazione veramente grande.

Ringraziamo Giuseppe Magalini e tutta l’Alessandria per la disponibilità.




#ESCLUSIVA – Calemme: “In Spagna le squadre italiane sono sempre temute”

Per parlare del sorteggio di Champions ed Europa League, che ha visto la Roma estrarre il Real Madrid e che vedrà il Napoli sfidare il Villareal, abbiamo raggiunto in esclusiva Mirko Calemme, corrispondente italiano per il noto quotidiano spagnolo AS.

Come hanno reagito a Madrid dopo il sorteggio di Champions League? La Roma è temuta in Spagna?
A Madrid sono abbastanza soddisfatti perché naturalmente non era la Roma la squadra che spaventava di più ma i club italiani sono sempre temutissimi, a prescindere dal momento che stanno vivendo ed a prescindere dalla loro oggettiva forza, conoscono il momento di crisi della Roma ma si giocherà fra due mesi ed ha valori importanti nella rosa, Inoltre il Real Madrid non elimina una squadra italiana dal 1987 quindi c’è attenzione massima. Considerando anche il momento che sta vivendo la squadra di Benitez non è il caso di essere sicuri di passare il turno. 

Quali giocatori della Roma sono più conosciuti in Spagna? Il mito di Totti è ancora in piedi?
Totti continua ad essere molto ammirato, anche se si sa che al momento il capitano giallorosso non ha più un ruolo centrale. Il più temuto è sicuramente Pjanic che a livello di prospettiva è anche quello che piace di più. 

Il Napoli sfiderà il Villareal, quale squadra parte favorita secondo te? Cosa se ne pensano in Spagna?
Napoli-Villareal è in incrocio difficile per entrambe perchè il Villareal è una squadra che sa farsi rispettare sopratutto in casa, anche con le più forti come ha dimostrato nell’ultimo turno di campionato contro il Real Madrid. Il Napoli credo sia favorito ma è una sfida che non aiuta nessuno dei due, poteva esserci più avanti nella competizione. Vedo comunque gli uomini di Sarri favoriti al passaggio del turno. 

Cosa si pensa sull’attuale Serie A? É considerato ancora un campionato competitivo?
Si sa che la Serie A è un campionato molto meno competitivo rispetto a quello degli anni scorsi, la competizione di questa stagione piace molto, considerando che ci sono molte squadre a contendersi lo scudetto. Continua ad essere un campionato molto seguito, ha un fascino particolare nonostante viva un  momento di calo oggettivo continua ad essere molto seguito in Spagna

La Juventus sfiderà il Bayern Monaco, qual’è il giudizio spagnolo sulla squadra di Allegri? Si teme come possibile vincitrice della Champions League?
La squadra di Allegri viene molto apprezzata in spagna anche perché è ancora vivo il ricordo della scorsa stagione e del dominio degli ultimi quattro anni. Viene seguita con molto interesse la rimonta bianconera in campionato, con le ultime sei vittorie consecutive. Sicuramente la vice-campione è sempre temuta in ottica dellla vittoria finale della competizione anche se è considerata un gradino sotto a Barcellona, Real Madrid e  porprio al Bayern Monaco che sarà l’avversario della Juventus agli ottavi che sembra nettamente favorito al passaggio del turno

Ringraziamo Mirko Calemme per la disponibilità




#ESCLUSIVA – Ag. Sarri: “Il suo sogno è allenare all’estero in futuro”

Durante la puntata di Speciale Serie A dedicata alla 15° giornata, è intervenuto Alessandro Pellegrini, agente di Maurizio Sarri.
Pellegrini e Sarri lavorano insieme da molti anni: “Eravamo colleghi in banca. Fra noi c’è un rapporto di amicizia ancor prima che di lavoro“. Sette anni fa forse era difficile prevedere un’ascesa così: “Non per me. So che è paradossale dirlo, ma me l’aspettavo“. Come mai? “Quando io ancora non ero il suo procuratore, lui aveva già sfiorato la Serie A in un paio di circostanze: a negargli l’opportunità erano state le sue idee di calcio. Quando poi ha terminato il suo percorso di crescita ci è arrivato in modo naturale e meritocratico, senza bisogno di amicizie o sponsorizzazioni. Questo, a mio avviso, lo rende unico“.
Negli anni, il suo stile di gioco è cambiato? “No, ha sempre portato avanti le stesse idee“. E tatticamente? “Ha cambiato sostanzialmente tre moduli, a dimostrazione che per lui il modulo non è un dogma, bensì un modo per raggiungere una determinata filosofia di gioco. Un metodo che è composto dall’unione tra i reparti, che tutti assieme devono lavorare sia in fase offensiva che difensiva, dall’aggressione alta sul portatore di palla avversario e dalla linea alta dei difensori. Ciò è stato possibile farlo sia con il 4-2-3-1, che con il 4-3-1-2, che con il 4-3-3 attuale“.
Tornando all’estate scorsa: è vero che il Cagliari lo aveva cercato per trionfare in Serie B? “Sì, c’è stato un contatto direttamente col presidente Giulini. Il progetto che propone è allettante ed ha affascinato anche Maurizio. Il Cagliari non è una squadra normale: rappresenta non solo una città, ma tutta la Sardegna. Un po’ come Napoli“.
Ora Sarri è proprio al Napoli, una piazza che fa sentire molto la pressione: “Lui le pressioni non le sente. Un po’ perché ci sono io che tento di alleggerire tutto, ed un po’ perché la paura non è una sensazione che deve provare. Un allenatore quando è convinto lo deve dimostrare quotidianamente, cercando di non far passare le sue convinzioni come arroganza“. Il fuoriclasse dei campani è certamente Higuain, con il quale Sarri sembra avere un rapporto speciale: “Con lui ha un rapporto come lo ha con tutti gli altri. Siamo di fronte ad un ragazzo con qualità eccezionali. A mio modo di vedere il centravanti più forte al mondo. Forse gli mancava qualcuno che lo facesse sentire artefice del progetto“.
Giusto accostare Sarri ad Arrigo Sacchi? “Per Maurizio è stato una musa ispiratrice. Del suo calcio ha ripreso tanto. Difficile però fare proporzioni: distano di 20 anni di calcio. Noi ovviamente lo prendiamo come complimento“.
E’ un allenatore che chiede alla società determinati giocatori? “Non ne ha tempo. Si concentra sul lavoro e sul migliorare i calciatori di cui dispone. Intendo studio, crescita, tattica. Lui è The Normal One“.
Ha particolari ambizioni per il futuro? “Il futuro è sempre al 30 di giugno. E’ una scadenza per tutti. Nazionale? E’ da escludere. Estero? E’ il suo sogno nel cassetto. Però rimane il fatto che ha un contratto col Napoli. La sua volontà è quella di rimanere“.




#ESCLUSIVA – Cavasin: “Dzeko? I compagni non lo aiutano”

Durante la puntata di Speciale Serie A dedicata alla 15° giornata, è intervenuto Alberto Cavasin, ex allenatore (fra le altre) di Sampdoria e Fiorentina.
A Cavasin abbiamo chiesto della Roma, reduce dal pareggio di Torino per 1-1. E’ un problema di condizione fisica? “No, non credo. Penso che in questo momento la Roma non abbia una fluidità di gioco. L’attacco gioca da solo, l’azione da dietro viene portata in avanti molto lentamente. Si punta solo sulle giocate individuali. Le avversarie tendono a chiudersi contro i giallorossi, che contro una difesa schierata perdono brillantezza. Non trovano mai passaggi che liberino un inserimento che possa portare al tiro. E’ un problema sia dei centrocampisti che delle punte. Quest’ultime sono ferme e statiche, gli avversari hanno sempre la meglio. Questo perché l’azione non è mai veloce, ciò penalizza il gioco negli ultimi trenta metri“. Il problema della Roma, dunque, è questo? “Credo proprio di sì. Lo è da sempre. Il primo anno sorprese, ma poi le squadre avversarie l’hanno studiata. Hanno preso le misure. In Italia è così“. Squadra troppo scollata: “La Roma dipende esclusivamente dai suoi attaccanti. Demanda a loro l’azione finale. Se non riesce l’uno contro uno è automaticamente in difficoltà: le manca un gioco di raccordo e di manovra“.
A proposito di attaccanti, Dzeko sta segnando poco. Può essere un problema? “Fa fatica a fare goal e fa fatica a costruirsi occasioni. E’ un giocatore che ha bisogno del supporto della squadra. Se non gli arrivano tanti palloni va in difficoltà. Oggi fa parte di una Roma che fa fatica ad attaccare. Dzeko non è un giocatore che può risolvere la partita da solo. Può avere il colpo, ma solo se viene sollecitato dai suoi compagni. Va servito meglio: al momento viene trovato male e poco“.
Sul banco degli imputati non può che esserci anche il tecnico, Rudi Garcia. Va esonerato? “Per me l’allenatore va giudicato a fine anno, a meno che non ci siano gravissimi problemi. E questi subentrano solo nel momento in cui non si ha più un rapporto con la squadra“. Dunque di chi sono le colpe? “Non bisogna trovare le colpe in certe situazioni. Si deve solo lavorare per fare meglio“.




#ESCLUSIVA – Bucchioni: “Inter? Senza Icardi può battere il Napoli”

Durante la trentatreesima puntata di Goalcafé, è intervenuto in esclusiva per RadioGoal24 Enzo Bucchioni, noto giornalista ed opinionista sportivo, nonché direttore di QS.
Come di consueto, ha analizzato step by step le partite della prossima giornata di campionato. Si inizia con Torino-Bologna sabato alle 18:00: “Partita interessante. Entrambe hanno delle qualità non da poco. Credo che Donadoni possa andare all’Olimpico facendo male. Pronostico? Un pareggio“. Alle 20:45 c’è Milan-Sampdoria: “Visti i ricordi e le nostalgie è la gara più interessante, lasciando ovviamente perdere Napoli-Inter. Forse è troppo presto per vedere un’impronta di Montella sulla Samp, che vuole un calcio tecnico, giocato palla a terra. Il Milan deve vincere per forza. Se non vincesse si riparlerebbe di esonero di Mihajlovic. Se dovesse giocare col 4-4-2, come io auspico, vincerebbero i rossoneri“.
Si prosegue poi coi pronostici relativi alla domenica, partendo da Chievo-Udinese: “Partita molto equilibrata. In casa, tuttavia, il Chievo può avere la meglio sui friulani, che in trasferta non vanno proprio benissimo“. Sfida per non retrocedere poi: “Frosinone-Verona? Partita delle speranze di salvezza. Vincerà il Frosinone, perché davanti avrà una squadra che sarà costretta a fare la partita e lascerà spazi. Tornerà Toni dal primo minuto, il che significa molto. Però in casa i ciociari hanno qualcosa in più“. Su Genoa-Carpi, Bucchioni ha affermato: “Vincerà certamente il Genoa. Il Carpi, nonostante la simpatia, non può nascondere i suoi evidenti limiti tecnici. In più i liguri a Marassi mettono in difficoltà chiunque“. Passando al match della Roma, “che dopo la briscola di martedì deve dimostrare di essere squadra“, il direttore ha proseguito: “Roma-Atalanta? Partita chiave. Ai giallorossi mancheranno Salah e Gervinho, che non è poco. I valori in campo sono nettamente diversi: dico che vincerà la Roma, anche se Reja dal punto di vista tattico batte Garcia 10-0. Il francese non ha ancora capito come si gioca in Italia“. L’altra romana: Empoli-Lazio: “L’Empoli in casa è molto forte. Secondo me finirà in pareggio, anche perché la Lazio non può perdere“. Si passa poi in Sicilia: “Palermo-Juventus? Vinceranno gli ospiti, nonostante i rosanero col nuovo allenatore possano avere una spinta in più“.
Lunedì alle 19:00 c’è Sassuolo-Fiorentina: “Altra partita molto incerta. Il Sassuolo in casa gioca un ottimo calcio, però mancherà un giocatore fondamentale come Berardi. Vincerà la Fiorentina“. Ed infine la partita più importante, Napoli-Inter alle 20:45: “Sarà la partita chiave di tutta la stagione. Un grande confronto. Sarri gioca un calcio brillante, organizzatissimo, bello, moderno. L’Inter dal punto di vista muscolare è la migliore del campionato. E’ dotata di fisicità e grandi individualità. Mancini gioca un calcio più antico ma molto redditizio. Se dobbiamo parlare di calcio dico che vincerà il Napoli, perché gioca meglio ed ha più qualità. Però l’Inter non prende mai goal e fa paura quando attacca: tenendo fuori Icardi, giocando con un tridente più tecnico, Mancini potrebbe vincere. E’ difficile dire chi vincerà; la partita potrebbe essere risolta da un episodio“.




#ESCLUSIVA – Pistocchi: “Napoli meglio dell’Inter. Roma? Colpa di Sabatini”

Durante la trentatreesima puntata di Goalcafé, è intervenuto in esclusiva per RadioGoal24 Maurizio Pistocchi, noto giornalista e conduttore sportivo.
La prima considerazione è su Napoli-Inter, big match della prossima giornata di Serie A: “Si sfidano due scuole di gioco completamente differenti: l’Inter fa un gioco più di forza, sfruttando il contropiede e meno la manovra; il Napoli fa un gioco più di tecnica, sfruttando moltissimo il possesso palla. Sono agli opposti. L’Inter ricorda la Juventus di Conte, che impostava il gioco su organizzazione ed intensità. Il Napoli, per ciò che ha mostrato finora a livello di gioco, è la squadra più forte del campionato: nelle ultime 15 ne ha vinte 13, segnando 36 goal e subendone 3. Numeri impressionanti, così come le prestazioni. Quindi credo che le valutazioni vadano aldilà del risultato che ci sarà lunedì, in quanto può essere dettato da casualità. Sul piano della qualità di gioco la risposta ce l’abbiamo già: il Napoli è nettamente più forte“.
Pistocchi ha poi proseguito parlando delle due italiane impegnate in Champions League: “La Roma? Sta confermando che il lavoro non è approfondito. La squadra non scende bene in campo. Non c’è un’organizzazione generale. Non c’è un gioco che consenta di mettere in luce le qualità dei singoli. La fase difensiva è approssimativa. La squadra è in difficoltà, così come la società: esonererebbe volentieri Garcia, ma ha una clausola rescissoria da 15 milioni di euro. A mio modo di vedere Garcia ha delle responsabilità, ma non quante ne ha la società. Parlo soprattutto di Sabatini, perché un direttore generale dovrebbe essere il primo a sapere i problemi della squadra, lavorando per risolverli. E comunque, in ogni caso, da lui dipendono le strategie: non è Pallotta che decide se Garcia va tenuto o meno. Sinceramente non so come questi problemi si possano risolvere. E’ da novembre che esistono ed ancora non si è fatto nulla“. Giallorossi male in Europa, al contrario della Juventus: “Quest’annata è davvero complicata, ed è un’attenuante per la situazione in campionato. In Champions si basa molto sui concetti forti di questa squadra: la solidità difensiva ed il ritorno al 3-5-2. Allegri ha optato per una scelta conservativa: i giocatori conoscono meglio certi dettami. Col City (partita terminata 1-0, ndr) è stata una partita in grande equilibrio. La differenza la sta facendo il portiere, Buffon. E’ lui il vero pallone d’oro di questa stagione. Le sue parate stanno portando avanti i bianconeri. La squadra va migliorata. Secondo me si faranno interventi già a gennaio, poiché l’unico che ha rispettato le attese è Dybala, un grandissimo giocatore. Perlomeno il trequartista va preso. Penso a Saponara, Praet, Chalanoglu: calciatori di grande livello“.




ESCLUSIVA – Chievo e Rossano-Corigliano si sfidano per beneficenza. Segui il match SOLO su RadioGoal24

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Ecco il comunicato ufficiale dell’evento

Oggi, 13 novembre 2015, alle ore 14:00, RadioGoal24 è onorata di presenziare. come radio ufficiale dell’evento, ad un’importante partita di beneficenza tra il Chievo Verona e la rappresentativa Rossano-Corigliano. Il match sarà disputato presso lo Stadio di Rossano Calabro, per sostenere la Croce Rossa italiana e l’associazione “Vincenzino Filippelli”, la quale si occupa di aiutare i malati onco-ematologici. Testimonial d’eccezione per questa splendida giornata sarà Giulio Rapetti, in arte Mogol, il più grande e importante autore della musica italiana.

RagioGoal24 trasmetterà, dalla 14:00 alle 18:00, in diretta, la telecronaca del match ed altri contributi, sul sito www.radiogoal24.it. Per ascoltarla basterà andare sull’apposita sezione www.radiogoal24.i/radio/. La diretta dell’evento sarà trasmessa su YouTube.

 




ESCLUSIVA – Mario Sconcerti: “La Roma è più forte della Lazio ma al derby finirà 2-2”

Durante la 26esima puntata di Goalcafè di venerdì 6 Novembre è intervenuto ai microfoni di Francesco Acchiardi, Fratoni e Augusto Santini il noto giornalista sportivo Mario Sconcerti. Ecco le sue dichiarazioni:

Buongiorno a Mario Sconcerti

Partiamo subito dalla gara del Napoli di ieri sera contro il Mityalland, Napoli già qualificato, Sarri sta facendo un ottimo lavoro sia in campionato che in Europa, coma la vede?
Si, sono due cose che portano lo stesso tipo di soluzione, Sarri sta gestendo molto bene, dipende anche dalla caratura dell’avversario, ricordiamo sempre che il Napoli è stato semifinalista la scorsa stagione, è una squadra a livelli nettamente più alti.

Quanto si vede la mano di Sarri in questo Napoli?
Si vede molto, spesso si vede un gioco massimo a tre tocchi, molto movimento dei reparti, si vede che la squadra è più veloce, si vede che Higuain ha 5 kg in meno e si vede una condizione diversa ed è una squadra più completa per questo campionato. Manca forse una riserva di Allan o di Higuain, ma nei 14/15 a disposizione è la squadra più forte.

Quanto si vede la mano di Higuain in questo Napoli, probabilmente il giocatore più forte in questa serie A?
Higuain è il vice capocannoniere di serie A, secondo me si rischia di sottovalutare il valore aggiunto del Napoli, Higuain ha sempre segnato tanti goal, il vero valore aggiunto del Napoli sono i 6 goal di Insigne e il tanto lavoro dietro le punte che fa questo giocatore, compresi gli assist per Il Pipita. Mi sembra che la cosa in più del Napoli sia Insigne che è un giocatore diverso che prima non c’era.

La Juventus ha iniziato bene in Champions poi il pareggio con il Borussia con un calo fisisco evidente. Quali sono i limiti di questa Juventus?
I limiti sono più d’uno, non tecnici ma a livello psicologico e di completezza di squadra. La squadra è divisa tra i veterani importanti e i giovani altrettanto importanti, Gli uni chiedono molto agli altri ma è difficile incontrarsi. Bonucci con Dybala o Chiellini con Morata non hanno molto in comune ad esempio. Oltre ad un problema tecnico mi sembra che anche il centrocampo titolare è molto pesante e ha bisogno di aiuto dagli attaccanti. Quando si critica Allegri, ed è giusto che sia così, bisogna ricordare che ci sono 25 metri da coprire per sostenere il centrocampo e non è un compito facile.

Secondo Mario Sconcerti la Juve è già fuori dal discorso scudetto?
No, non è fuori dal discorso scudetto, ho raccolto un po’ di dati sul campionato da quando è a girone unico e ho visto quali sono i sintomi per vincere uno scudetto e sono: non perdere più di 4/5 partite, rimanere senza subire goal per 5/6 partire e segnare sempre tranne 5/6 partite. Ora la Juve ne ha perse 4, 5 ne aveva perse la scorsa stagione, solo nel 98 la stessa Juventus vinse perdendo più di 4 gare ed era un campionato a 18 squadre. Questa casistica può essere interrotta ma sarebbe la prima volta in 90 anni. Viene da pensare allora che con queste casistiche anche Milan, Lazio e Fiorentina sono fuori dal discorso scudetto.

La Roma mercoledi contro il Bayer lo ha convinto?
Se quest’anno cerchiamo una squadra che convince sbagliamo in pieno, non c’è una squadra di riferimento nettamente superiore alle altre, sono tutte squadre imperfette e la Roma tra le squadre imperfette è la più forte, il Napoli è più completo ma la Roma ha più qualità individuale. Certo però che la Roma ha dei problemi anche se non così evidenti come si pensa, la Roma sbaglia si difensivamente ma se giochi con tre punte che non tornano mai è chiaro che il centrocampo è molto pressato e se giochi con Pjanic, che ha bisogno di due mediani, Naingollan che non è un’incontrista e De rossi che gioca davanti alla difesa hai un centrocampo molto largo un cui ci si può infilare soprattutto per arrivare sulle fasce dove per altro hai giocatori importanti ma non straordinari, Digne non può fare 20 volte a partita tutta la fascia, perché arriva un momento in cui l’ala scatta e lo lascia lì e la stessa cosa vale per Florenzi. Sono grandi squadre ma imperfette, bisogna cominciare a vedere quello che ti danno non quello che non hanno. Ieri la Roma ha vinto, non vedo perché non vada bene il pareggio a Leverkusen, ieri si è visto quanto il pareggio in Germania sia andato più che bene.

Un pensiero su Edin Dzeko che ieri si è sbloccato.
La Roma ha questa fortuna, io non capisco il ragionamento dei tifosi, Dzeko è uno dei centravanti più forti in Europa e segnerà sicuro tra i 15/20 goal, il fatto che ne abbia fatto uno solo in 11 partite vuol dire solo che ne ha altri 14 da segnare e vuol dire anche che la Roma è competitiva anche senza i goal di Dzeko e anche di Francesco Totti, è questo l’aspetto positivo. Noto però che tra i romanisti c’è questa sorta di scetticismo, che è un atto di arroganza perché la gente pensava di vincere il campionato con 40 punti di vantaggio ma è una sciocchezza, un campionato si vince soffrendo e non vincendo tutte le partite. A me sembra che la Roma sia eccezionalmente competitiva ma ha degli squilibri, e deve giocare per equilibrare questi squilibri, ma sei comunque in posizione di vantaggio quando puoi giocare davanti con Dzeko, Gervinho e Salah, bisogna non vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto.

Domenica c’è il derby, che partita si aspetta?
Mi aspetto una partita molto tattica e molto difficile per la Lazio, dovrà aspettare la Roma e non può fare il suo gioco perché la Lazio è molto forte nei 4 davanti, capaci di saltare l’uomo. Sarà una partita appesa ad un filo, si deciderà tutto con un episodio, un cross o un dribbling. La Roma è più forte della Lazio ma noi sappiamo che molto spesso non vince la squadra più forte a questo tipo di livello, io mi aspetto un 2-2 però non ne so niente.

Grazie mille al direttore Mario Sconcerti per essere stato con noi
Grazie mille, ciao a tutti!




Intervista esclusiva a Dino Zoff

Torna #ATuPerTu, l’appuntamento con le grandi figure del calcio di RadioGoal24. In questa puntata si è raccontato ai microfoni di Dario Fratoni e Francesco Acchiardi il campione del mondo Dino Zoff, storico portiere azzurro e grande allenatore. Buon ascolto a partire dalle 10.40