#ESCLUSIVA – Lazio, Delio Rossi: “Stagione sotto le aspettative. Sampaoli nome affascinante”

Delio Rossi, in esclusiva per RadioGoal24,  è intervenuto durante la trasmissione, condotta da Bruno Boccolini, #DoveOsanoLeAquile. Ecco le parole dell’ex tecnico laziale:

Che Lazio è stata quella di questa stagione?

“Sicuramente non è stata un annata all’altezza dell’aspettative, ma credo che la gara dei preliminari sia stato uno spartiacque importante.

Diciamo che quindi ha preso subito una sterzata che non doveva prendere.

“Dipende come ci arrivi a queste partite, dopo l’andata finita per 1-0 al ritorno sei caduto rovinosamente. Credo quella sia stata la madre di tutte le partite, perché dopo sono venuti tutti i problemi, forse anche perché l’anno scorso la Lazio ha ottenuto anche qualcosa al di sopra delle proprie possibilità. Meritatamente è arrivata terza, poteva arrivare anche seconda, ma quest’anno non ha avuto gli stessi punti di forza dello scorso, come la voglia di lottare su ogni pallone e la coesione del gruppo.”

A lei d’altronde è accaduto il contrario nel 2007, non riuscendo a vincere in casa salvo poi imporsi per 3-1 nel doppio confronto con la Dinamo Bucarest

“Si, quella era sicuramente una Lazio meno forte di questa. Eravamo in un momento di difficoltà, ricordo che pareggiammo in casa ma andare a vincere lì ci ha aperto le porte dei gironi di Champions.”

Alla fine, come spesso accade, a pagare è stato il tecnico Stefano Pioli. Ma alla fine, è davvero tutta colpa sua?

“Onestamente non penso che le colpe siano tutte di Pioli, anche perché ha dimostrato di essere un tecnico valido. E’ lo stesso allenatore dello scorso anno con più o meno gli stessi giocatore, ma l’anno prima aveva fatto vedere altri valori. E’ l’approccio che è cambiato, ma quando la stagione va male si deve trovare sempre qualche colpevole.”

Anche perché è più facile cambiare un solo allenatore, che cambiare tutti i giocatori. Purtroppo però neanche Inzaghi è riuscito a raddrizzare questa stagione

“Si, ma io penso che in poche partite un allenatore non possa incidere più di tanto. Nel senso che poi non si può arrivare e stravolgere tutti, basta guardare il Milan; si pensava che la panacea di tutti i mali fosse cambiare allenatore, molte volte lascia la strada certa per quella incerta, a volte bene e a volte male.”

Come giudica Inzaghi come tecnico?

“Io Simone l’ho conosciuto da calciatore, ma sinceramente non pensavo potesse esprimere in tempi così brevi ritagliarsi un ruolo da allenatore. E’stato molto bravo con la Primavera della Lazio, sembra avere un buon rapporto con i giocatori, sicuramente è molto accessibile dal punto di vista calcistico ma è difficile dare un giudizio. Dovrei vedere come lavora o come imposta le partite, dare un giudizio dal di fuori mi sembra non corretto.”

Secondo lei Inzaghi merita la conferma per la prossima stagione?

“Questo dipende dalla società, da cosa vuole la società e da che rosa mette a disposizione del tecnico. In base alle scelte che fa sarà lei a decidere cosa fare con Simone, se confermarlo o partire da una nuova guida tecnica. Il problema non è Simone, ma cosa intende fare la società.”

Nei giorni scorsi si è parlato di Sampaoli, e la gente si è divisa: è giusto ripartire investire pesantemente su di un tecnico e rifondare la squadra?

“Lo sto leggendo anche io, c’è questo nome che è sicuramente affascinante e che tanto bene ha fatto con la nazionale. In Sudamerica è certamente diverso, però ha un bel pedigree. Però secondo me il discorso del tecnico viene dopo, prima è la società che decide che squadra fare e poi sceglie la guida tecnica. Gli allenatori non sono tutti uguali, non si può pensare che Inzaghi sia uguale a Sampaoli o Sampaoli sia uguale ad un altro. Una società deve scegliere l’allenatore in base al progetto che ha in mente, gli allenatori non si possono provare e cambiare.”

Sicuramente, anche perché dopo una stagione come questa la Lazio ha bisogno di certezze dalle quali ripartire.

“Si, anche perché la Lazio rispetto ad altre squadre ha anche una situazione ambientale molto particolare. Praticamente c’è questo scollamento tra la tifoseria e la proprietà, e c’è solo una soluzione al problema: o c’è una cambio di proprietà, o  al gente si può riavvicinare solo con una squadra che giochi un bel calcio.”

Secondo lei in quali zone del campo dovrebbe intervenire sul mercato la Lazio?

“Io penso che il problema atavico sia dietro, proprio nel cuore della difesa. Sicuramente è migliorata molto con De Vrij, e la sua perdita è stata molto grave. Dipende sempre da che tipo di campionato vuole fare la Lazio, se vuole fare un campionato da primi tre posti deve avere una rosa da primi tre posti.”

L’anno prossimo, con gli addii di Klose e Matri, la Lazio avrà un solo attaccante.

“Si, per questo dico che è un discorso da affrontare con l’allenatore. Non penso che in società siano degli sprovveduti, conoscono i problemi che hanno e sanno che non si possono permettere di ripetere gli stessi errori o una situazione del genere.”




#ESCLUSIVA – Luigi Simoni: “Il Cittadella è un gradino sopra tutti, la più forte di tutti e tre i gironi”

Luigi Simoni, in esclusiva per RadioGoal24,  è intervenuto durante la trasmissione, condotta da Roberto Panetta, Lega PRO-NTI&VIA.
Ecco le parole del presidente della Cremonese:

Con i playoff alle porte, qual è secondo lei la squadra favorita per la serie B?

“Vedo meglio di tutte il Pisa e me lo auguro perché io vivo lì e sono dunque tifoso della squadra”.

Meriti di Gattuso per l’ottima annata?

“Sta facendo molto bene, è un ragazzo di grande temperamento, ha esperienza da vendere e un carattere forte”.

Qual è i l girone più difficile della Lega Pro?

“Il girone A, il nostro, è quello più difficile sul piano tecnico, nello B c’è meno qualità, mentre in quello Sud, lo C, ci sono ambienti difficili e vai a giocare su campi nei quali è dura fare risultato. Il girone A come quantità di squadre di livello è quello più completo, mentre negli altri ci sono squadre inferiori. Le prime quatto compagini del girone A sono tutte forti, hanno un gruppo di giocatori di levatura per la categoria”.

Due parole da spendere sul Cittadella che ha stravinto il gruppo A? Il giocatore che l’ha colpita di più?

“È una squadra molto forte. Un gruppo di spessore, non è facile per nessuno fare un campionato così continuo, pieno di risultati positivi. Il giocatore che mi ha fatto un’ottima impressione è stato Iori, gioca ancora ad alto livello. Il Cittadella era un gradino sopra tutti, forse la più forte di tutti e tre i gironi”.

E la Spal del suo pupillo Marcello Cottafava, che torna in serie B dopo 23 anni di purgatorio?

“A me è piaciuta molto anche la Spal, ho visto Pisa-Spal e hanno giocato una mezzora iniziale veramente alla grande. Il secondo tempo è venuto fuori il Pisa con i tre attaccanti giovani e veloci e li hanno messi in difficoltà. Cottafava è ancora in una condizione invidiabile per un giocatore della sua età e ha fatto benissimo quest’anno”.

E poi anche il Benevento di bomber Marotta, che lei volle fortemente al Gubbio, stacca il pass per la B dopo un’attesa lunga 87 anni…

“Sono molto contento per Marotta che con noi a Gubbio fece un campionato incredibile, 20 gol, in tutti i modi, molti spettacolari. È stato anche a Cremona ma non ha avuto molta fortuna, ci fossi stato io magari sarebbe andata diversamente”.

Il prossimo anno sarà una Lega Pro di alto livello visto che ritornano tra i grandi Parma, Piacenza, Venezia, Gubbio, Siracusa…

“Per il Gubbio provo un piacere immenso, sono rimasto molto legato a questa squadra, alla città e alla gente e speriamo faccia bene. Il Venezia ha stabilito dei programmi importanti, una società nuova, per fare un campionato da vertice. Anche il Piacenza ha fatto un campionato eccezionale”.

Che ne pensa dell’ottima annata di Apolloni che lei volle personalmente sulla panchina del Gubbio?

“È un ragazzo col quale abbiamo lavorato bene, affettuoso nei comportamenti, ha fatto esperienza ed ora è un allenatore completo. Ha fatto molto bene il Parma a puntare su di lui”.

Questa sua Cremonese invece non riesce ancora ad emergere…

“Abbiamo fatto comunque una bella annata, sbagliando 2-3 partite nell’altra gestione, siamo arrivati a 4 punti dai playoff, li meritavamo. Siamo stati gli unici a perdere con la Pro Patria”.

Che cosa non è andato nella precedente gestione del suo vice inseparabile Fulvio Pea? Sembrava sul punto di allenare in serie A e poi invece si è persa la sua traccia…

“Si era fissato con un tipo di gioco che consolidava molto la difesa e in attacco si giocava con una punta e mezzo, e secondo noi per una squadra che vuole vincere il campionato era troppo poco, per salvarsi può anche bastare ma per vincere no. Devi cercare di vincere tutte le domeniche anche se poi perdi, con i pareggi altrimenti non vai da nessuna parte”.

Ma conoscendolo da tanti anni sapeva che era un difensivista…

“Lui organizza molto bene la fase difensiva giocando a 5 dietro, però io ho vinto 14 campionati e ho sempre vinto quando rischiavo di perdere, è una cosa che molti magari hanno imparato e riescono a fare risultato, ma se vai a giocare per pareggiare, per non perdere le partite, allora diventa impossibile fare il salto di categoria. Infatti il nostro campionato è cambiato con Rossitto in panchina, una media di quasi 2 punti a partita, avremmo fatto più di 60 punti”.

Con lui dall’inizio anche voi allora potevate giocarvi la serie B ai playoff?

“Penso proprio di sì. Perché io suggerivo di giocare con i 3 attaccanti, poi a gennaio abbiamo fatto 2-3 acquisti mirati ma anche prima avevamo buoni giocatori per poter giocare con le 3 punte, rischiando di più. Nelle ultime 10-12 partite non abbiamo praticamente mai pareggiato, o vincevamo o perdevamo, una volta vincevi e una perdevi ma erano sempre più punti rispetto ai pareggi”.

Le promozioni che ricorda con più piacere?

“Belle sono state le due di seguito a Gubbio, dalla C2 alla B, un periodo stupendo per la città, il momento più felice della storia. E poi ho vinto un campionato di C2 con la Carrarese e anche quella fu una vittoria piacevolissima. Solo in questi anni non abbiamo vinto con la Cremonese”.




#ESCLUSIVA – Walter Novellino: “De Zerbi? Bravo, ma deve rimanere se stesso senza copiare nessuno”

Walter Novellino, in esclusiva per RadioGoal24,  è intervenuto durante la trasmissione, condotta da Roberto Panetta, Lega PRO-NTI&VIA.
Ecco le parole dell’ex allenatore del Palermo:

Tra le promosse in serie B chi l’ha stupìta di più?

“Il Benevento ha un allenatore in gamba che ha molta esperienza, sono molto contento per la città e per la gente che aspettava da tanto tempo la serie B, la società ha una grande struttura e hanno fatto un grande campionato. Il Cittadella ha giocatori d’esperienza e anche la Spal ha trascorsi dal passato importante”.

Quest’anno ci sono state promozioni di lusso dalla serie D alla Lega Pro…

“C’è stato il ritorno importante del Gubbio che per me merita un gradino in alto nella classifica. Sono felice per la cittadina, felicissimo per Venezia e Piacenza che sono due squadre che ho allenato, insomma c’è un ritorno tra i professionisti di città e squadre importanti. Lo stesso Parma, sono piazze che meritano un grande applauso da parte di tutti noi, città che hanno dato tanto al calcio”.

A Venezia e Piacenza ha dei ricordi particolari visto che le ha portate entrambe in serie A?

“Sono piazze straordinarie, con grandi presidenti, come il Piacenza che aveva dietro la famiglia Garini con una struttura importante, sono stati anni indimenticabili con il Venezia che non tornava in A da 32 anni. Sono contento che rientrano nel grande calcio e sicuro che faranno un grande campionato di Lega Pro, pronte al salto di qualità”.

Chi vede favorita per la serie B in questi spareggi finali?

“I playoff sono diversi dal campionato, conta più di tutto la condizione fisica e mentale. Ci sono squadre con valori importanti quali Foggia, Lecce; l’Alessandria è arrivata in semifinale di Coppa Italia, una squadra che le partite importanti è difficile che le sbagli. Anche il Lecce, così come il Foggia, deve stare attento nonostante abbia un grande allenatore. I playoff sono un terno al lotto, chi sta più bene fisicamente e mentalmente la può spuntare sugli altri”.

Braglia è un grande tecnico che può riportare il Lecce in alto?

“Il Lecce ha preso un grande allenatore, che conosce bene la categoria. Forse non ha avuto i giusti meriti per quello che ha fatto come allenatore, una persona che conosco e vorrei facesse bene”.

Che cosa ne pensa della sfida tra Gattuso e Bucchi in Pisa-Maceratese?

“Rino ha fatto una grande scelta, quella di ricominciare dalla C1 e sta facendo un grandissimo campionato, si sta arricchendo di esperienza, è partito subito in quarta invece l’esperienza delle categorie minori gli servirà tantissimo nel prosieguo della sua carriera. Bucchi ha fatto bene ma lo conosco poco, la Maceratese in questi due anni ha fatto grandi cose e quindi sono convinto che dietro ci sia una società importante perché dove ci sono dei risultati c’è sempre una struttura importante”.

Per quanto riguarda i playout ha delle squadre che le stanno più cuore di altre?

“Spero che il Mantova si salvi perché è la città della cultura… Piacenza è una città dove io sono stato benissimo, mi auguro veramente che si possano salvare, non me ne vogliano le altre”.

Deluso dal Rimini di Leo Acori?

“Mi aspettavo che si salvasse prima, ma Acori è arrivato in ritardo. È un grande amico e gli auguro di cuore di farcela perché lui fece benissimo con la doppia promozione dalla C2 alla B. Pensavo che si salvassero senza playout ma con l’Aquila non sarà semplice, in questi anni ha lottato per salire di categoria. Se non sei a posto fisicamente fai fatica con tutti”.

Che cosa ne pensa del suo pupillo David Di Michele sulla panchina della Lupa Roma impegnata nello spareggio retrocessione con il Prato?

“Gli auguro veramente di poter far bene e di salvarsi perché ce l’ho avuto come calciatore e sono convinto che, anche se è dura fare l’allenatore, questo gli servirà da esperienza per un futuro migliore perché ha le qualità per farlo. Già quando era un mio giocatore si informava molto sul 4-4-2 o sul 4-2-3-1, insomma su tutto quello che facevo io”.

Tra gli allenatori di Lega Pro vede un nuovo Novellino?

“È sempre stato Braglia il nuovo Novellino per me, seppure abbiamo caratteri differenti. Bravi sono anche De Zerbi e Di Michele, hanno tutti una scuola importante ma devono rimanere loro stessi e non copiare alcuno”.

Lei è un recordman di promozioni, ma tutto partì dal piccolo Gualdo Tadino…

“Devo solo ringraziare la città ma in particolare il presidente Angelo Barberini, è stato l’uomo potente e forte della struttura, una persona che mi ha dato molto, forse io non ho dato quello che si aspettava ma ce l’ho messa tutta”.

Quei rigori maledetti contro l’Avellino di Zibì Boniek vi costarono la promozione in serie B…

“Boniek fece solo quella partita lì. Il discorso è sempre quello, di avere quel pizzico di fortuna che serve un po’ a tutti. Purtroppo quel maledetto rigore, il palo di Arturo Di Napoli, ha condizionato tutto ma il presidente Barberini non ha mai mollato e gli anni successivi è sempre stato protagonista, una persona cara che io ricordo con molto affetto, che poi ci ha lasciato e mi è molto dispiaciuto. Credo che la C2 che abbiamo vinto a Gualdo è stata l’emozione più grande e la più bella, giocavamo veramente bene”.

Era il primo Novellino…

“Era il mio 4-4-1-1 che va tanto di moda adesso, con il Leicester di Ranieri, ma noi lo facevamo già da allora. Io devo ringraziare solo il Gualdo, da lì sono partito, ultimamente ho avuto un periodo non fortunato però ci riprenderemo, fa parte della vita”.




#ESCLUSIVA – Gianni Rivera: “Spero che l’Alessandria possa salire in Serie B”

Gianni Rivera, in esclusiva per RadioGoal24,  è intervenuto durante la trasmissione, condotta da Roberto Panetta, Lega PRO-NTI&VIA.
Ecco le parole dell’ex pallone d’oro:

Un pronostico sulla partitissima Foggia-Alessandria?

“L’Alessandria speriamo riesca a fare il salto di categoria, cosa che si è sempre pensata sin da quando ha incontrato il Milan, speriamo che superi questi ultimi ostacoli così da fare il salto in serie B”.

Quella allo ‘Zaccheria’ di Foggia sarà una finale anticipata?

“Parlare prima delle partite è impossibile. Si può parlare di speranza, che l’Alessandria vada bene e possa fare il salto di categoria”.

Era partita per vincere il campionato ma magari i fasti della semifinale di Coppa Italia possono aver tolto concentrazione e questo spiegherebbe i risultati negativi del girone di ritorno…

“È andata come è andata, speriamo ora nei playoff. Vale tutto e il contrario di tutto, nel calcio le ipotesi contano poco, l’unica cosa che conta è il risultato, tutto il resto sono chiacchiere inutili”.

La semifinale di Coppa Italia è stata un sogno per la città?

“È stata una bellissima esperienza, una cosa importante per la città, speriamo sia utile per fare il salto di qualità. Tutta Alessandria se lo augura”.




#ESCLUSIVA – Nicolodi: “Bayern? Mai facile vincere 4 titoli in fila. Con Ancelotti cambierà modo di giocare”

Durante la trasmissione #EuropeanFootball è intervenuto, per parlare di Bundesliga, il giornalista e telecronista di Fox Sports Pietro Nicolodi. Ecco le sue parole in esclusiva per RadioGoal24:

Si aspettava solo la matematica e ora il Bayern Monaco ha vinto il titolo. Guardiola lascia i bavaresi con il 3° titolo consecutivo in campionato.

“Non è mai facile vincere la Bundes, soprattutto se pensiamo che questo per il Bayern è il 4° titolo consecutivo e nessuno prima era riuscito in questo. Questo per il Bayern è il 26° titolo ma è il 25° da quando esiste la Bundesliga, nel 1963, quindi ultimamente ne hanno vinti parecchi (ride, ndr). E’ comunque un risultato piuttosto importante certo ottenuto con una squadra spaventosamente forte, lo abbiamo detto tante volte, con una superiorità incredibile con una quantità di panchinari di lusso pazzesca. E’ vero non è arrivata la Champions, che però è’ una cosa complicata ma se Muller sbaglia un rigore non si può dare la colpa a Guardiola o viceversa dire a Muller che è stato lui a fare uscire il Bayern”.

Il tuo parere su Douglas Costa? Quando è arrivato era mal visto perchè si pensava che il Bayern avesse speso troppi soldi per una riserva e invece è stato fondamentale nella prima parte e in quella finale di stagione sostituendo Ribery e Robben.

“Ha avuto un impatto pazzesco all’inizio, goal, assist, giocate in quantità industriale soprattutto in partite importanti quando il Bayern non girava ancora bene, decidendo quelle partite che poi risultano decisive a fine stagione. Poi sappiamo che quando vinci 2-3 partite in fila quando eri in bilico diventa tutto più facile e lui in questo è stato molto importante, al pari di Lewandowski, che ha fatto una marea di goal, Muller e per la prima volta è stato davvero importante Neuer che negli altri anni faceva più o meno delle apparizioni in quelle partite dove gli avversari riuscivano a tirare in porta, mentre quest’anno ha fatto una decina di interventi che hanno cambiato le sorti di alcune partite come nell’ultima a Monchengladbach ma per esempio anche a Stoccarda, sullo 0-0, ha parato un tiro che sembrava un goal fatto”.

Con l’arrivo di Ancelotti ci sarà una grande rivoluzione rispetto a Guardiola. Secondo te il tecnico italiano cambierà molti giocatori o deciderà solamente di inserirne pochi li dove c’è bisogno?

“Penso che sicuramente cambierà l’atteggiamento del gioco andando molto più in verticale. Credo troverà il pieno appoggio dei giocatori fedelissimi che sono rimasti. I tifosi del Bayern si sono divertiti in questi anni vedendo giocare bene la squadra ma solitamente se puoi fare un passaggio, rispetto a farne 4, in Germania son più contenti. Poi alla fine se vince va bene sempre. Poi pensiamo pure che la Germania di Low gioca un calcio identico a quello del Bayern di Guardiola e non a caso ha vinto il Mondiale in Brasile giocando un calcio totalmente diverso da quello a cui era abituata. Non si era mai visto che un Ct della Nazionale andasse a vedere tutte le partite dei bavaresi col taccuino in mano per prendere appunti. Anche il Borussia Dortmund di Tuchel gioca un calcio molto simile a quello del Bayern”.

Piccola parentesi: il RasenBallsport Leipzig che per la prima volta è salita in Bundesliga, anche perchè è nata nel 2009. Il presidente è Dietrich Mateschitz della Red Bull che ha speso 17 milioni di euro nell’ultima sessione di mercato e non ha nascosto che entro il 2020 vuole andare in Champions League. Cosa pensi a riguardo?

“Diciamo che i soldi non mancano e questo lo abbiamo capito tutti ma manca la competenza perchè ora in panchina non ci va Ralf Rangnick, che vuole fare il direttore sportivo ed è uno che capisce di calcio in maniera spaventosa, uno che comunque ha portato lo Schalke 04 in semifinale di Champions e che ha fatto volare l’Hoffenheim; è uno veramente molto molto bravo. Hanno speso circa 1 milione, 1 milione e mezzo, versati nelle casse dell’Ingolstadt per prendere l’allenatore (Ralph Hasenhuttl, ndr) e se andranno bene ci saranno anche dei bonus per arrivare a 2 milioni e mezzo. Hanno deciso di riportare il calcio a Lipsia dopo molti anni e hanno un impianto straordinario, la Red Bull Arena di circa 43 mila posti”.

Parliamo della situazione Hummels, che non è un giocatore normale al Dortmund ed è stato molto criticato dopo che è uscito quel comunicato.

“Ovviamente il Bayern è molto interessato ma non vorrebbe tirare fuori una grande quantità di milioni di euro per riavere un suo giocatore, è questa la cosa drammatica della faccenda, perchè Hummels è un prodotto del vivaio del Bayern ed è uno dei più clamorosi errori, in realtà pochi, della dirigenza anche se va detto che poi fu Hummels a scegliere di andare via per non avere troppe pressioni visto che il padre era il coordinatore della squadra giovanile e va detto che da quanto ha lasciato i bavaresi di prodotti dal vivaio ne sono usciti ben poco, gli ultimi furono Muller e Alaba scoperti da van Gaal che li ha portati in prima squadra dall’Under 17”.

Concludiamo con la lotta salvezza: Stoccarda, Francoforte e il Werder Brema. Nell’ultima giornata ci sarà proprio Brema-Francoforte mentre lo Stoccarda farà visita al Wolfsburg . Come finirà?

“Parlando dello Stoccarda pensavo che dopo quei due mesi dove aveva vinto praticamente tutte le partite pensavo potesse addirittura puntare all’Europa. Settimana prossima ci sarà Werder Brema-Francoforte che è il piatto forte di questa ultima giornata mentre lo Stoccarda farà visita al Wolfsburg e difficilmente riuscirà a vincere soprattutto se guardiamo alle ultime partite specialmente a quel 6-2 per cui sto ancora ridendo perchè quando mai in uno scontro salvezza (col Werder) una partita può finire 6-2? E’ una squadra molto impaurita ma a vederla è stata una partita divertentissima. Invece nella sconfitta col Mainz c’è stata una sfortuna assurda: vincono 1-0, prendono un goal in fuorigioco molto netto di Malli poi da li gli gira tutto male e si deprimono perchè bisogna dire che la psicologia nello sport  è una componente fondamentale ed è normale che dopo tutto quello che è successo la squadra sparisce dal campo, perchè è insicura. Dispiacerebbe perdere lo Stoccarda perchè è comunque una società storica e sarebbe un peccato se retrocedesse. La ‘colpa’ quest’anno è di Ingolstadt e Darmstadt che hanno fatto una grande stagione salvandosi e compiendo un miracolo. Poi se vai a vedere il roster di quest’ultimi vedi che c’era gente che ad inizio stagione non era minimante considerata perchè veniva da retrocessioni, o non giocavano da anni oppure lo stesso Wagner centravanti che non ha mai segnato nella vita e che invece quest’anno ha realizzato 14-15 goal e che oltre a fare questo faceva salire la squadra, proteggeva palla. Oppure un giocatore come  Rausch che dopo la stagione scorsa non lo voleva più nessuno oppure uno come Heller ma chi lo conosceva”.

Qui potete risentire la parole di Pietro al minuto 30,30:




#ESCLUSIVA – Antognoni su Berlusconi: “Credo che i tifosi gli saranno riconoscenti a prescindere”

Giancarlo Antognoni, ex calciatore, capitano e bandiera della Fiorentina, è intervenuto ai microfoni di RadioGoal24. Il campione del mondo della Nazionale italiana  dell’82 ha commentato lo stato attuale della classifica di Serie A: “Dopo 38 partite di campionato credo rispecchi ampiamente i valore di ogni squadra. C’è qualche sorpresa per qualche squadra che era partita con ambizioni diverse, però credo che il campo alla fine dia sempre il giusto giudizio per l’annata trascorsa.  Se guardiamo un pò l’andamento al vertice, credo che la Juve abbia meritato il campionato e  il Napoli il secondo posto in lotta ancora con la Roma. Diciamo che le squadre che sono arrivate con queste posizioni in classifica siano abbastanza evidenti. Più che altro qualche delusione da parte delle società più ambiziose, tipo il Milan che puntava forse a qualcosa di più concreto. Per il resto credo che sia tutto regolare”.

Che stagione è stata quella dei Rossoneri? 

Abbastanza altalenante, con un investimento all’inizio abbastanza poderoso, però una squadra costruita non con le giuste considerazioni. Sicuramente la società ha commesso qualche errore nell’acquisizione dei giocatori e l’allenatore a quel punto ha fatto quello che poteva fare. Non credo che Mihajlovic non abbia centrato la stagione, ha fatto quello che il campo ha dato, però sicuramente qualche problemino, sopratutto nella parte difensiva, c’è stato da parte del Milan e quindi ha subito questa annata un pò negativa.C’è stato il lancio di un bravissimo portiere, Donnarumma, che credo abbia un pò colmato le lacune di  questa stagione del Milan.

Brocchi ha di fronte una missione impossibile?

Bè, è entrato in corsa in un campionato difficile per lui perché ha poca esperienza a livello di panchina e quindi essere catapultato nella prima squadra all’inizio non è stato facile, adesso, piano piano, sta cercando di risistemare questa stagione, sopratutto aspettando la finale di Coppa Italia.

Da giocatore, come si vive la sostituzione di un tecnico a 6 giornate dalla fine del campionato con una finale ancora da disputare?

Non è sicuramente una situazione piacevole e credo che se Mihajlovic fosse rimasto fino alla fine sarebbe stata la giusta conseguenza di un’annata, anche perché la finale credo che l’abbia meritata lui come allenatore, almeno per la soddisfazione che si poteva togliere giocandosela contro la Juve, invece è stato esonerato prime e quindi niente. Un pò troppa velocità nel dare le colpe esclusivamente ad un allenatore che invece alla fine ha lavorato abbastanza bene.

Riguardo la probabile cessione del Milan, è un fallimento per noi o è solo un corso naturale degli eventi che dobbiamo accettare?

Ormai siamo diventati tutti internazionali, di conseguenza se arrivano grosse offerte da parte di finanziatori stranieri credo che qualsiasi società le accetterebbe. Berlusconi per il Milan è stata una persona importantissima, credo che abbia vinto in questi 30 anni più trofei e credo che ormai, finito questo ciclo, passa un pò la mano. Berlusconi l’ho sempre ricordato come un presidente che ha investito molto e vinto molto con questa squadra. Quindi credo che i tifosi gli saranno riconoscenti a prescindere da come finirà.

Tu che di finali ne hai vissute, quella tra Juventus e Milan sarà una finale già scritta o si prevedono 90 minuti imprevedibili?

Mah le finali sono sempre imprevedibili, è chiaro che la Juve parte favorita, però credo che il Milan per finire bene la stagione ce la metterà tutta. A questo punto non saprei chi è la favorita anche se la Juve qualcosina in più ce l’ha.

Un voto alla sua Fiorentina e uno sguardo al futuro?

Alla fine si è qualificata ad una competizione europea, quindi un voto abbastanza positivo, un 7 lo merita anche se all’inizio ha illuso un pò i tifosi. Un 7 ai giocatori ed all’allenatore, un 5 alla società perché nel momento in cui poteva rendersi utile in momenti particolarmente importanti per la Fiorentina non l’ha fatto.  Come non è stato fatto un giusto investimento su un difensore e un centrocampista e, purtroppo, alla fine ne ha pagato le conseguenze. 

Riguardo Euro 2016, hai un 11 titolare oppure qualcuno che non può mancare in vista di questo grande evento?

Non dipende da me la lista, è chiaro che Conte ha un compito non facilissimo perché si sono infortunati due giocatori importanti nella sua rosa e sostituirli non è facile, quindi sostituire Verratti e Marchisio crea qualche problemino a Conte, però credo che i sostituti che verranno daranno il massimo contributo. L’Italia si presenta sempre come una squadra importante e credo che anche in questa occasione diventerà abbastanza protagonista nonostante le vicende negative di questi infortunati.

Come terzo portiere sarebbe meglio convocare un giovane, come il già citato prima Donnarumma, o un portiere di grande esperienza che faccia morale nello spogliatoio?

Mah, il terzo portiere deve essere un ragazzo tranquillo che va agli europei consapevole di fare il terzo portiere, quindi credo che serva un personaggio abbastanza tranquillo. Per il giovane Donnarumma aspettiamo ancora, credo che abbia fatto bene fino ad adesso nel Milan e avrà tempo per arrivare lì. Queste comunque sono scelte che farà Conte al momento opportuno.

A proposito di Conte, chi potrebbe essere il sostituto adatto?

Non è facile sostituire Conte, fino ad oggi lui ha dimostrato di essere un grande allenatore e sostituirlo non è facile. Sugli eventuali sostituti la federazione prenderà le giuste decisioni, allenare la Nazionale è un privilegio per pochi e credo che sarà data la possibilità ad altri allenatori che accetterebbero volentieri questa nuova carica.

Sarebbe pronto Vincenzo Montella per questo ruolo?

Tutti sono pronti perché allenare la Nazionale è il massimo per ogni allenatore. Penso che tutti quelli che faranno un’esperienza con essa ne avranno solamente dei benefici.




#ESCLUSIVA – Enrico Chiesa: “Fiorentina in calo ma bisogna ripartire da Kalinic e Bernardeschi”

Durante la nostra trasmissione radiofonica #SpazioViola abbiamo intervistato in esclusiva Enrico Chiesa, vero trascinatore della Fiorentina della fine degli anni ’90, per parlare della condizione in netto calo dei viola di Paulo Sousa.

La Fiorentina ha avuto un brutto calo ultimamente ma, tatticamente piace ancora?

“Nella prima parte del campionato, insieme al Napoli, ha mostrato il calcio più bello d’Italia, poi c’è stato un calo e capire perché c’è stato solo i calciatori possono saperlo: può essere fisico o mentale. E’ stato un periodo difficile ma bisogna ripartire da quella parte di campionato in cui i viola hanno giocato bene“.

In Italia il gioco di Sousa può vincere?

“La questione non è vincere o no; Sousa ha portato qualcosa di diverso in cui la squadra può giocare diversi moduli. Sono i giocatori vincenti, non i moduli. Il calcio italiano va avanti e quindi molte squadre prendono le adeguate contromisure. La viola può migliorare ed avere parecchie alternative. Sousa ha portato un modo di giocare diverso, spostando gli equilibri delle partite e, soprattutto, i moduli“.

Parlando di giocatori, la Fiorentina dove deve migliorarsi?

“Finito il campionato inizierà il mercato. Tutto dipende da Sousa e dalle offerte che i giocatori della viola riceveranno. Se nelle casse dei Della Valle arriveranno molti soldi dalle cessioni si potrà fare un mercato importante“.

Kalinic è una certezza o un’incognita per il futuro?

“Secondo me è una certezza, ma se gli viene fatta un’offerta importante, tipo 30-40 milioni, partirà. Bisogna capire quale è il vero Nikola Kalinic, se quello della prima parte di campionato in cui segnava sempre, o quello della seconda parte in cui ha giocato spesso e volentieri male. Deve migliorare sotto porta ed essere più lucido. La Fiorentina punterà su di lui per il futuro“.

Un giudizio su Bernardeschi?

“Bernardeschi rappresenta un po’ il paradosso della Fiorentina: benissimo all’inizio ma ora è in calo. Ma non è solo lui in calo. Bernardeschi ha fatto un grande girone d’andata ma nel ritorno si è un po’ spento. Nei nostri giovani italiani è uno dei migliori. Ce ne sono pochi come lui”.

Sul Parma invece?

“Faccio un grande in bocca al lupo a questa squadra che negli anni ’90 dominava in Europa. Spero in un rilancio di questa squadra che merita grandi palcoscenici“.

Cosa ne pensi di Mario Balotelli?

“Conte ha già deciso su Balotelli, non lo porterà agli Europei. A livello tecnico è fortissimo, ma nel calcio non c’è solo la tecnica…Solo lui può dimostrare sul campo chi realmente è“.

Cosa può fare l’Italia all’Europeo?

“C’è da sperare di fare bene ma davanti ci sono squadre come Belgio, Germania, Spagnia e Francia che sono più forti di noi, ma confido nell’esperienza di Conte. Sono convinto che faremo un bel percorso. La rivelazione spero sia tutta la squadra e non un singolo“.




#ESCLUSIVA – Ceccarini: “Il Tottenham è fortemente interessato a Gabbiadini”

Durante la nostra trasmissione radiofonica #GoalCafè, è intervenuto Niccolò Ceccarini, noto giornalista sportivo di Mediaset, rilasciando alcune importanti dichiarazioni riguardo il mercato delle squadre italiane.

Partendo dalla Roma, Nainggolan rimane ai giallorossi o no?

“Io credo che Naiggolan è un giocatore molto importante ed ha fatto una grande stagione, quindi è normale che piaccia ai club stranieri, in particolar modo al Chelsea, anche perché Antonio Conte lo voleva già ai tempi della Juventus quindi credo che questa cosa possa concretizzarsi, certo che da parte del Chelsea, Nainggolan fa parte di quei calciatori seguiti da vicino. Se vi ricordate anche qualche tempo fa ci fu Sabatini a Londra che ufficialmente era andato a definire alcune questioni relative a Salah ma è chiaro che una chiaccherata per il belga sara stata fatta sicuramente. Mi sembra di aver capito che le intenzioni del Chelsea fossero quelle di fare un’offerta ma per ora è abbastanza lontana da quelle che sono le dichiarazioni della Roma che vorrebbe almeno 43 milioni di euro. Le voci ora si rincorrono e ora è chiaro che Nainggolan la Roma dovrebbe tenerselo stretto perché un giocatore così ti fa la differenza”.

Rimanendo in tema Roma, le disponibilità dei giallorossi per il prossimo mercato quali sono?

“Pallotta è stato abbastanza preciso sul mercato della Roma, dicendo che vuole trattenere sia Nainggolan che Pjanic e sono perfettamente d’accordo con lui perché questi sono due giocatori forti su cui basarsi per poi poter acquistare altri giocatori forti per far si che la Roma diventi sempre più grande. Al momento mi verrebbe da pensare che un giocatore in partenza possa essere sicuramente Dzeko però non so quanti soldi la Roma può monetizzare dalla sua cessione. Un altro potrebbe essere Iturbe, però Iturbe se lo fai partire in queste condizioni in questo momento, fai una minusvalenza e poi la Roma dovrà comunque risolvere delle situazioni, per esempio il terzino sinistro, valutare se preferisce riscattare Digne o magari andare sul altri calciatori come Mario Rui. C’è la necessità di inserire giocatori e rafforzare la squadra. Molto dipende da quale sarà il direttore sportivo e a me risulta che Walter Sabatini stia continuando a lavorare nell’interesse dei giallorossi, però resta sempre molto forte l’interessamento del Bologna e quindi credo che non sia del tutto chiusa la questione e rispetto a due mesi fa, sono più propenso che Sabatini resti e non che vada via. Sono tante situazioni che dovranno essere risolte e penso che non dovremmo aspettare molto per ottenere delle risposte”.

Per quanto riguarda la Juventus, Pogba rimarrà in bianconero ma ci saranno dei colpi importanti visto che si parla di Benatia, del solito trequartista e di un attaccante nel caso in cui partisse Morata?

“Io credo che la Juventus farà un difensore e penso che questo difensore possa essere anche Benatia, perché insomma il filo della trattativa si sia aperto, poi il trasferimento di Hummels dal Borussia Dortmund Bayern Monaco lo libererebbe. Tra l’altro mi risulterebbe che abbia chiesto di ritornare a Roma, quindi potrebbe esser una soluzione anche per i giallorossi, anche se in questo momento direi di più per la Juventus. Poi successivamente dovranno fare anche un esterno destro e li secondo me ci può essere un idea De Sciglio, Widmer dell’Udinese e se resta Pogba, comunque devono fare un altro centrocampista perché c’è l’infortunio di Marchisio che nella prima parte della stagione dovrà stare fuori. Sono sempre più convinto che Andre Gomes sia il giocatore preferito però non ho neanche capito se vogliono scegliere due centrocampisti e fare un centrocampista normale e il trequartista aprendo il discorso di Isco, di Oscar, qualcuno dice Saponara e poi ci sarà da affrontare un altro aspetto che si chiama Cuadrado perché Cuadrado andrà via con ogni probabilità e li bisognerà vedere se vogliono un attaccante esterno alla Berardi o vogliono un trequartista per rinunciare alla soluzione dell’esterno d’attacco? Per quanto riguarda Morata, il Real Madrid è abbastanza convinto di questa operazione e la Juve sta parlando per cercare in qualche maniera di compensare economicamente una differenza economica in modo tale da convincere il Real a lasciarlo a Torino. Però se non ci dovesse riuscire è già chiaro che il giocatore preferito è Cavani che può aprire una spirale di mercato interessante perché da va anche via Ibrahimovic dal PSG, sarà dura strappare Cavani ai francesi”.

Alla fine dove andrà Lapadula?

“Per me andrà alla Juve. Ci sono diversi club che sono in fila per poterselo prendere e anche qua c’è da capire, se va via Zaza dalla Juventus, magari Lapadula potrebbe anche rimanere con un ruolo di attaccante che magari può entrare a partita in corso oppure potrebbe andare in prestito da qualche altra parte, come il Sassuolo che è interessato. Ad oggi io so che su Lapadula la Juventus è la squadra in vantaggio ma c’è anche il Napoli però mi sembra di intuire che la Juve sia in posizione di Pole Position”.

Il mercato del Napoli ruoterà tutto intorno alla permanenza o alla cessione di Higuain, ma alla fine si sa se rimane o no?

“Io sono dell’idea che quando un giocatore come Higuain che fa tantissimi gol è normale che sia seguito da tanti club. Credo che tutto dipenda da Higuain e dal secondo posto del Napoli, nel senso che se il Napoli arriva secondo ed entra nella fase a gironi, Higuain che si trova benissimo con Sarri potrebbe decidere di restare ancora ma è chiaro che c’è una clausola rescissoria di 94 milioni di euro e in questi casi, quando si tratta di grandi calciatori, la loro voce fa la differenza e io credo che se Higuain decida di rimanere non sia problematico. Non è una questione di soldi, anche se è chiaro che Bayern Monaco, PSG e Chelsea sono alcuni nomi che ti possono garantire degli stipendi nettamente superiori a quelli che può magari offrirgli in Napoli, però se la volontà del calciatore è quella di restare a Napoli, credo possa scattare un adeguamento contrattuale. Alla fine daranno via Gabbiadini, e potrebbero pensare a Kalinic”.

Quali sono le squadre interessate a Gabbiadini?

“Una delle squadre interessate è sicuramente il Tottenham, poi magari ce ne saranno altre 2 o 3 ma non sono riuscito a scoprire chi. Il Tottenhamo lo do per certo”.

Il Leicester che mercato farà l’anno prossimo?

“Non ho ancora capito fino in fondo a quali calciatori vorranno puntare, però credo che non vogliano stravolgere troppo la loro filosofia e penso che comunque la volontà sia quella di dare fiducia al gruppo che calcisticamente ha fatto bene questa stagione, conquistando il primo posto in Premier e vincendo lo Scudetto, quindi cercheranno di tenere tutti e magari di rinforzare questa squadra. Sapevo che avevano molte offerte per Mahrez ma non si era capito se lui volesse o meno andarsene, sta di fatto che si era fatto il nome di Ilicic per sostituirlo”.

Parlando di Inter, Eder andrà via sicuramente?

“Io francamente faccio fatica a capire certe situazioni, penso a Shaqiri, Felipe Melo, allo stesso Eder, penso a Jovetic, tutti calciatori fortemente voluti da Mancini, e che poi fondamentalmente non siano i calciatori su cui l’Inter punterà il prossimo anno. Ovviamente sia Eder che Jovetic sono comunque in prestito con obbligo di riscatto quindi l’inter questi giocatori li deve riscattare e la cosa che fa riflettere è che come mai in così breve tempo questi giocatori siano già destinati a partire ma alla fine bisogna capire cosa succederà con l’allenatore perché ho la sensazione che Mancini stia aspettando di capire se potrà contare su ulteriori investimenti, e Thohir secondo quel punto di vista, sa che se non arrivano i cinesi, non può garantire più di tanto al suo allenatore”.




#ESCLUSIVA – Nazionali, Repice: “Ne Donnarumma ne Totti andranno all’Europeo”

Durante la nostra trasmissione radiofonica #Goalcafè è intervenuto Francesco Repice, noto radiocronista di Radio1. Nel corso della trasmissione, il giornalista ha parlato con noi della Nazionale e dei possibili convocati al torneo francese che inizierà il 10 Giugno.

Quale può essere il modo per sopperire al problema degli infortuni a centrocampo della Nazionale italiana, visti i forfait di Verratti e Marchisio? Convocare Pirlo o cambiare modulo e affidarsi ai calciatori che ci sono?

“Innanzitutto Antonio Conte ha abbandonato definitivamente il 4-3-3 e quindi si giocherà o con il vecchio 3-5-2 o al massimo con un 4-4-2 arrangiato con i due esterni che potranno diventare alti, ma su questo ci può essere un altro problema visto che si è fatto male pure Darmian e quindi credo che la Nazionale andrà agli europei con il 3-5-2 che a questo punto è l’unico modulo possibile per sopperire ai problemi che sono tanti e sono stati assolutamente imprevedibili. Bisognerà affidarsi alle conoscenze che già si hanno, utilizzando i calciatori che si hanno a disposizione senza poi andare ad intaccare il modulo. Saranno favoriti i calciatori che sapranno ricoprire ruoli diversi come Florenzi che agirà sulla destra con probabilmente De Sciglio sulla sinistra, anche se non ultimamente non sta giocando proprio bene”.

Belotti e Pavoletti potrebbero avere una chance?

“Credo che il 18 maggio arriveranno anche loro in ritiro a Coverciano o quanto meno ci dovrebbero essere, perché ci saranno dei ragazzi nuovi e bisognerà provarli. Le scelte qui saranno determinanti e anche sotto questo aspetto Conte è abbastanza conseguenziale nelle sue scelte. Se i calciatori sono in grado di stravolgere i suoi convincimenti, li chiama, altrimenti rimangono li dove sono. C’è da dire che ci sono dei giocatori che sono stati spesso convocati, anzi, che erano proprio al centro del gioco di Conte, mi riferisco a Graziano Pellè che ha perso il posto da titolare e questo è un altro grande problema, che non riguarda solo Pellè ma la questione si fa incerta sulla punta titolare. Credo che più Pavoletti che Belotti si possa giocare la sua chance”.

Visto che se ne è parlato tanto, Totti può andare all’Europeo?

“Assolutamente no, non c’è nessuna possibilità. Come avete detto voi è una cosa che non esiste, anche perché è l’unico calciatore che dopo il Mondiale del 2006 non è più tornato a vestire la maglia della Nazionale. Francesco Totti ha dato seguito con i fatti alle parole e siccome non ne pronuncia tantissime, quando lo fa, evidentemente lo fa a ragion veduta, sapendo di poter mantenere quello che dice. Ci hanno provato in tanti a farlo tornare in Nazionale. Diciamo che io che sono stato in Brasile a commentare quell’uscita da quel Mondiale contro l’Uruguay, l’ultimo quanto d’ora sotto di due gol, ci fosse stato Totti che con una punizione, una giocata ci avrebbe consentito magari di andare avanti con un pareggio e poi magari chi lo sa. I Mondiali e gli Europei non sono dei campionati, ma sono dei tornei e se passi il primo scoglio può succedere di tutto e non è successo”.

Per quanto riguarda Pirlo e De Rossi dopo l’infortunio di Verratti? C’è qualche possibilità per loro?

“Io do qualche possibilità a De Rossi dopo gli ultimi infortuni di Marchisio e Verratti, proprio perché al di là dei sentimentalismi che sono abbastanza ostici per Antonio Conte, adesso credo che ci sia un problema serio di uomini e Daniele De Rossi può ricoprire sia il ruolo di centrocampista centrale nel 3-5-2 organizzato con l’uscita del pallone perché voi sapete che nei tornei serve qualcuno che sappia far uscire il pallone, questo lo può fare De Rossi. Credo che almeno il 18 Maggio a Coverciano lo vedremo. Ci sarà una sorta di preparazione nel ritiro quindi chi risponde alle tabelle andrà in Francia”.

Donnarumma come terzo portiere? Ha qualche chance di essere convocato?

“Assolutamente no, questa è una notizia certa. Donnarumma non sarà il sostituto di Perin al 100%, questo ve lo posso dare per certo”.




#ESCLUSIVA – Marco Calabresi: “Il Barcellona vincerà la Liga e l’Atletico Madrid la Champions”

Durante la nostra trasmissione radiofonica “#EuropeanFootball” è intervenuto Marco Calabresi, giornalista de La Gazzetta dello Sport per parlare della Liga che vedrà lo scontro a distanza tra Barcellona e Real Madrid per la conquista del titolo e della inaspettata sconfitta dell’Atletico Madrid contro il già retrocesso Levante.

L’Atletico Madrid ha perso contro il già retrocesso Levante dando addio al titolo, mentre il Barcellona ed il Real hanno vinto agevolmente. E’ stata una partita sofferta per chi l’ha vissuta? 

“Non mio aspettato il risultato dell’Atletico…Mi ha commosso. Se in Italia una squadra avesse perso l’ipotetico titolo contro una squadra già retrocessa come appunto il Levante sarebbe stata una notizia clamorosa, un evento del tutto inaspettato che manda di traverso i piani dell’Atletico Madrid che ora si concentrerà solo sulla Champions League, ma avendo la Liga così alla portata è stato un suicidio perdere contro il Levante“.

Si è parlato che i team in lotta per lo scudetto abbiano pagato alcuni giocatori affinché si impegnassero al 100% per battere altre contendenti alla vittoria finale. Che ne pensi di questa pratica?

“Sono cose che in Italia accadono nei campionati dilettantistici. Però credo che nella vittoria del Levante la colpa sia solo dell’Atletico Madrid…Non si possono perdere certe partite. In Spagna va di moda questa pratica “illecita” ma l’Atletico si è suicidato“.

Secondo te quanto ha pesato l’assenza di Simeone in campo che era stato squalificato lo scorso turno?

“Credo poco, l’Atletico nelle ultime 5 trasferte ha rimediato 2 pareggi e 3 sconfitte. però la scelta di lasciare in panchina sia Griezmann che Carrasco non me la riesco a spiegare. Evidentemente Simeone ha commesso il classico errore di sottovalutare l’avversario che ha costato carissimo, perché l’Atletico poteva vincere la Liga. E’ stato anche sorprendente vedere i biancorossi prendere due goal; in campionato è successo pochissime volte, ed è successo contro il Levante che in campionato ha il peggior attacco”.

Parliamo di Barcellona. Barcellona-Espanyol non si può definire un derby, i blaugrana sono troppo più forti ed i rivali in campo si preoccupano più di fare falli che di costruire gioco. Cosa ne pensi?

“Parliamo di due squadre, una di Serie A ed una di B. L’Espanyol riesce a restare in Liga ogni anno ma non ha gioco ed occupa sempre zone di bassa classifica. Non conosco l’ambiente dell’Espanyol ma il Barcellona lo vincerà sempre il derby“.

L’ultima partita dei blaugrana sarà contro il già salvo Granada, sembra che gli uomini di Luis Enrique possano tranquillamente vincere la Liga…

“Secondo me non avranno problemi. Il Barcellona ha giocatori troppo forti, rabbiosi e pieni d’esperienza, non riesco a pensare che possano perdere il titolo contro il Granada”.

Invece per il Real Madrid come hai giudicato la sua partita contro il Valencia?

“Il Valencia ha giocatori ottimi ma quest’anno hanno giocato male ma in partite così il Real Madrid si esalta, sono stati troppo superiori. I blancos a maggio non hanno sentito la stanchezza e sono ancora in lotta sia per la finale di Champions League che per lo scudetto. Ora vincere la Champions in un derby ti garantisce l’immortalità, sono entrambi squadre fortissime, sarebbe anche una grande soddisfazione per Zidane che è stato un po’ criticato da tutti all’inizio ma ha saputo convincere e secondo me ha meritato la conferma“.

Il Siviglia invece non ha mai vinto in trasferta in campionato, come mai?

“Si sono concentrati totalmente sull’Europa League ma quando doveva giocare partite difficile tirava sempre fuori gli artigli, come contro lo Shakhtar. In Europa League non ci sono più squadre secondarie, come ad esempio il Liverpool, il Borussia Dortmund ed il Manchester United. Se il Siviglia dovesse vincere l’Europa League sarebbe comunque una stagione straordinaria anche se in campionato non hanno fatto benissimo“.

Barcellona o Real per la Liga e Atletico o Real per la Champions League?

“Dico Barcellona per la Liga e credo Atletico Madrid per la Champions League, perché se la merita Simeone per tutto il lavoro che ha fatto da quando è arrivato all’Atletico. Ci è quasi riuscito qualche anno fa ma, secondo me, quest’anno è l’anno giusto. Il cholismo merita la vittoria della Champions League“.