Sporting Lisbona, la conferenza stampa di Jorge Jesus e Piccini

Questo pomeriggio il tecnico dello Sporting Lisbona, Jorge Jesus, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del prossimo impegno di Champions League.

Il club lusitano sfiderà domani sera, ore 20.45, la Juventus (qui le probabili formazioni di Juventus-Sporting Lisbona). Ecco le parole del tecnico dei portoghesi e di Cristiano Piccini.

Comincia il difensore:

“Partendo dal principio che dei risultati maturati, sono d’accordo con Allegri che una delle altre tre può arrivare seconda. Non voglio però escludere l’Olympiacos dal gruppo, ma la vittoria di Atene e la sfida di domani potrebbero aiutarci ad avvicinarci a questo obiettivo. Non credo che la sfida di domani sia determinante però, abbiamo altre partite”.

Pensa di approfittare della crisi della Juve?

“La Juve ha perso una sola partita in campionato e una in Champions, non sta facendo una stagione negativa. Negli ultimi tre anni è arrivata due volte in finale, non ha bisogno di presentazioni. Questo non deve influenzare la nostra fiducia ma non significa neanche che non ci serva una buona partita. Spero che si possa giocare questa gara al massimo”.

Come mai così tanti convocati?

“Ho portato tutta la squadra perché sono l’allenatore di tutto un gruppo e non solo di undici giocatori. Abbiamo fatto una partita molto importante in Italia in passato e tutti i giocatori hanno il diritto di disputare la Champions”.

Doumbia e Coentrao giocheranno?

“Sono in condizione di giocare, ma manca un allenamento prima della partita. Se non succede niente di strano, saranno pronti”.

Userà lo stesso tipo di marcatura di Messi con Dybala?

“Dybala è un grande giocatore ma Messi è Messi, non giocheremo allo stesso modo. Potrebbe esserci un confronto diretto con Dybala in alcune azioni ma non come abbiamo fatto a Barcellona”.

Che sensazioni trova tornando a Torino? 

“Mi piacerebbe ritrovare quelle della semifinale di Europa League e credo sia possibile. La Juve era molto forte quell’anno, come domani del resto. Lo Sporting ha tutte le possibilità per lottare per la vittoria e per un risultato positivo, sapendo che questa competizione per la Juve è una priorità rispetto al campionato. Sono sicuro che la nostra determinazione sarà superiore alla loro”.

Ravvisa differenze tra la Juve di Conte e quella di Allegri?

“Sono partite diverse, domani non ci saranno Vidal e Pogba, ma Matuidi e Bentancur hanno grande qualità in quel ruolo”.

Le piacerebbe allenare in Italia? 

“Se c’è un paese nel mondo dove la qualità tattica delle squadre è altissima questa è l’Italia. Gli altri paesi sono cresciuti, gli allenatori italiani però sono sempre stati molto avanzati e sanno valorizzare gli aspetti tattici facilmente. Noi portoghesi stiamo crescendo come allenatori in tutto il mondo e come portoghese dico che abbiamo tanta qualità, ma non basta, perché sono i giocatori a fare la differenza”.

Poi è il turno del difensore:

“Sono contento di essere tornato in Italia, soprattutto di farlo giocando una grande competizione. Per quanto riguarda il periodo della Juventus, credo che comunque la Juve rimane sempre una squadra molto compatta, una grande squadra, non dobbiamo farci ingannare dall’unico punto che hanno fatto nelle ultime due partite perchè comunque è una squadra che ha grandi giocatori e noi ne abbiamo il massimo rispetto. Ovviamente veniamo qua per vincere, perchè comunque abbiamo la responsabilità di farlo, perchè siamo una grande squadra, siamo un grande gruppo e rappresentiamo 3 milioni e mezzo di tifosi. Quindi tutti noi abbiamo la responsabilità di giocare tutte le partite per vincere”.

Pensi che la qualificazione si giocherà in queste due partite? 

“Ad oggi credo che comunque questa gara sia importante per continuare a sognare di passare nella prossima fase di qualificazione della Champions. Abbiamo tre punti ancora mancano quattro partite compresa quella di domani e cercheremo di dare il massimo per portare a casa un risultato positivo”.

Ti trovi bene nel gruppo biancoverde? 

“Mi trovo bene in questa squadra, dove ho trovato un ambiente fantastico, dove sto crescendo tanto. Ovviamente non mi sento un titolare perché abbiamo tutti giocatori che possono giocare e sinceramente chiunque giochi, giochiamo tutti con lo stesso obiettivo e con la stessa mentalità, quindi questo non è importante. Per quanto riguarda fermare i giocatori della Juventus, credo che dovremo fare le cose che abbiamo provato durante la settimana e riusciremo a fare un bel lavoro”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.

 




Chelsea, la conferenza stampa di Conte e Marcos Alonso

Nella giornata di oggi Antonio Conte è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del prossimo match di Champions League. L’allenatore del Chelsea, accompagnato da Marcos Alonso, hanno parlato del match di domani sera, ore 20.45, contro la Roma (qui le probabili formazioni di Chelsea-Roma), valido per la 3° giornata della massima competizione europea.

Comincia il difensore spagnolo:

“Abbiamo lavorato molto negli ultimi due giorni, vogliamo prepararci al massimo per la gara di domani. Noi cerchiamo di prepararci bene”.

Quanta sicurezza c’è dopo le prime due vittorie in Champions?

“C’è molta motivazione da parte della squadra, saranno due gare importanti: sia quella con la Roma che la prossima in Premier. In campionato vogliamo tornare a fare punti il prima possibile”.

Giorno di riposo era stato pianificato?

“Si, era stato pianificato. Non è sempre facile, bisogna ogni volta scendere in campo al 100%. Dobbiamo sempre adattarci nel modo giusto tra una gara e l’altra”.

In Premier è molto difficile recuperare questo gap?

“Noi cerchiamo sempre di vincere tutto, ma in Premier League ci sono tante squadre molto forti. Ora però, prima di pensare al Watford, dobbiamo pensare alla gara contro la Roma”.

Conte è stato molto duro dopo la sconfitta col Crystal Palace:

“Credo abbia fatto bene, parole giuste per spronarci e motivarci. Domani già abbiamo una opportunità per migliorare le cose”.

Che Roma ti aspetti?

“E’ una squadra forte, è rimasto il blocco che ho affrontato io quando ero in Italia. Domani sarà una gara difficile, dobbiamo dare il 100% per vincere. Il giocatore che mi piace di più tra i giallorossi è Dzeko, ma bisognerà fare attenzione a tutta la squadra”.

Avete cambiato molto rispetto allo scorso anno?

“Si giocano tante partite, ma noi siamo pronti e speriamo di dimostrarlo già domani”.

Poi è stato il turno del tecnico:

Cosa pensi di Daniele De Rossi?

“Per Daniele nutro grandissima stima, ho avuto la fortuna di allenare giocatori come lui, Florenzi ed El Shaarawy. Quando parlo della Nazionale mi vengono ancora i brividi, è stato un percorso incredibile e Daniele ha fatto un percorso straordinario decidendo di restare sempre a Roma. Come Totti, oltre a un grande calciatore lui è un grande uomo. Sicuramente domani avrò grande piacere nell’abbracciarli. Andrà sempre a loro il mio grazie per quanto mi hanno dato nei due anni di Nazionale”.

Svezia-Italia, cosa ne pensi?

“Mi auguro che la nostra vittoria gli Europei proprio contro la Svezia possa essere di buon auspicio: da italiano sono sicuro che andremo ai Mondiali”.

Pensi che questa sfida arrivi in un buon momento?

“Credo sia sempre una buona cosa giocare subito dopo una sconfitta. La Roma è una buona squadra, ha pareggiato con l’Atletico e vinto col Qarabag. C’è sempre molta pressione in Italia e i giallorossi sono forti, giocare contro squadre italiane è difficile perché sono sempre molto organizzate”.

E’ vero che in passato hai cercato Nainggolan?

“Si, ma non credo sia giusto parlarne adesso. Secondo me è uno dei migliori centrocampisti in circolazione”.

Visto l’attuale momento potreste scegliere tra la Premier e la Champions?

“No, viviamo gara dopo gara. Siamo a ottobre, non a marzo. Ovviamente, giocare ogni tre giorni rende tutto più difficile ma adesso bisogna solo scegliere partita dopo partita la migliore formazione possibile. Non credo che impiegare domani Morata possa rappresentare un rischio”.

Quanto è stato vicino alla Roma in passato?

“Quella giallorossa è una grandissima squadra e se a volta mi hanno accostato a questo club per me è stato motivo di orgoglio. Stiamo parlando di una piazza importante. La Roma dopo Rudi Garcia ha fatto due grandissime scelte con Spalletti e Di Francesco”.

Quale giocare della Roma temi di più?

“E’ la squadra che fa paura, poi chiaramente in questo gruppo ci sono singoli importanti. Io conosco bene il cuore di tre ragazzi come De Rossi, Florenzi ed El Shaarawy e toglierei loro una parte di questo spirito”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.




Manchester City, la conferenza stampa di Guardiola e Sterling

Pep Guardiola, allenatore del Manchester City, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro il Napoli (qui le probabili formazioni di Manchester City-Napoli). Insieme a lui anche l’attaccante Raheem Sterling. Ecco le loro parole:

Comincia l’inglese:

“Sabato è stata una buona prestazione del gruppo. Nel secondo tempo ci siamo ripresi molto bene. Io sto provando a migliorare sempre di più rispetto allo scorso anno. Ho cercato di essere più freddo nell’area di porta, ho cercato di essere sempre posizionato bene per poter segnare”.

Sul gioco del City:

“Ci sono tante possibilità di segnare, giochiamo molto velocemente”.

Sei stato criticato in passato, ora stai prendendo le tue rivincite:

“Il primo anno che sono venuto qui guardavo molto i social network e vedevo tanti commenti negativi. Mi sono reso conto che la cosa migliore da fare era migliorare”.

Un bilancio finora:

“Siamo ancora all’inizio della stagione, proveremo a rimanere calmi. Abbiamo fiducia nelle nostre possibilità. Possiamo fare una buona stagione e una grande Champions League”.

Su De Bruyne:

“E’ un giocatore importante da avere in squadra, davvero molto importante”.

Poi la parola è passata al tecnico spagnolo:

“Dobbiamo adattarci al Napoli, cambiare qualcosa perché è una squadra che gioca diversamente rispetto a quelle di Premier League. De Bruyne? Se vuole essere uno dei migliori deve mantenere questo livello. E’ sicuramente uno dei migliori del suo ruolo”.

Come sta Aguero?

“Migliora ogni giorno. Ieri si è allenato molto bene. Il giorno prima della gara con lo Stoke non era al meglio, ma ieri invece l’ho visto molto bene”.

Cosa ci dice sul Napoli?

“Sarà una partita affascinante. Spero che riusciremo a giocare al meglio. Avremo bisogno del sostegno dei nostri tifosi, è una gara importante. Loro fanno molte cose perfettamente. Non è una squadra che ci aspetterà. Fa molto pressing, hanno tre giocatori molto dinamici davanti, non aspettano i palloni lunghi. Hanno sempre i tempi perfetti, specialmente Callejon. A centrocampo hanno giocatori di qualità, come Jorginho, molto bravi con la palla. Riescono a difendersi bene e attaccate velocemente. Hanno un portiere molto esperto, che amministra bene la squadra. Quando in Italia si vincono 8 partite consecutive vuol dire che si è veramente forti. Ho letto i commenti di De Laurentiis alle mie parole, ma sono fermamente convinto che è una grande squadra. Se invece mi volete far dire che è una squadra disastrosa lo dico, ma non è ciò che penso”.

Su Reina:

“E’ un leader. Incoraggia i compagni, è una figura importante anche per l’allenatore. Aveva tutto il necessario per fare il mister già ai tempi di Monaco, quando siamo stati insieme. E’ stato un onore averlo con me”.

Il Napoli farà riposare qualcuno forse. Ci crede?

“No, non ci credo. Ma De Laurentiis arriverà qui e lo chiederete a lui e a Sarri. Nelle ultime partite c’è sempre stata la stessa formazione e anche ora mi aspetto la stessa”.

Come avete giocato con lo Stoke?

“Si può sempre giocare meglio, ma chiaramente abbiamo fatto bene per il livello della Premier League. Lo Stoke è una squadra ostica, ma non dobbiamo adagiarci sugli allori”.

Sarà più difficile della partita col Liverpool?

“Mi piace vedere il Napoli, mi piace vedere il suo modo di giocare. Quando sono a casa lo guardo. Mi piace guardarli e per noi è importante sfidarli. Per me, come allenatore soprattutto. Devo affrontare la partita come una partita importante. Voglio che sia una giornata di gran calcio anche per i tifosi”.

Più difficile vincere il campionato italiano o la Premier League?

“E’ sempre difficile vincere, sia qui che in Italia, ma anche in Spagna e Germania. Oggi i campionati sono tutti difficili perché le squadre migliorano ogni anno. Anche i mister si conoscono”.

Qual è la strada giusta per vincere?

“Non c’è una strada giusta. Si vince in tutte le maniere. La forza degli allenatori è decidere come giocare. Basta che si vince, tutte le maniere sono valide. Ormai sono da più di un anno qua e convinco i miei giocatori a farlo alla nostra maniera, Sarri da tre anni convince i suoi a farlo nella sua maniera. Ci sono tante cose che influenzano i risultati. L’importante è che si fa quello che si deve fare. Il Napoli ora va fortissimo, ma c’è la Juve che non mollerà mai, le milanesi, le romane che pure stanno facendo bene”.

Le piacerebbe allenare il Napoli?

“Ora è Sarri l’allenatore del Napoli. Scudetto a Napoli e City? Vedremo”.

Cosa potrà fare la differenza domani?

“Domani quando comincerà la partita decideranno i giocatori, parleranno loro. I giocatori più bravi vinceranno la partita. Il calcio dipende dai giocatori, noi qui facciamo chiacchiere”.

Sul calcio italiano:

“Sacchi ha dato la svolta al calcio italiano. Ora ci sono tanti allenatori bravi giovani, con Sarri, Allegri, Conte e tanti altri. Questi stanno dando una maniera diversa di giocare, non più il catenaccio. Credo che quando le squadre italiane vogliono giocare a calcio lo fanno”.

Cos’ha il Napoli in più e cos’ha il City in più?

“Se parlo bene del Napoli è perché lo sento davvero. Noi siamo già grandi tutti. Non so cos’ha in più, perché lo guardo in tv. Mi piace vederlo, mi piace che appena perdono palla tornano subito a riprenderla. La palla gira con due tocchi, anzi uno. Fanno belli inserimenti, ottimi tagli. Quando lo guardo dico ‘Wow, mi piace ciò che fanno’. Allenatore, squadra e società sono bravi. Mi immagino che domani non vedrò un Napoli messo indietro. Sono due squadre che vogliono tenere palla, fare tanti gol. Sospetto che quando due squadre vogliono fare questo la partita sarà bella”.

Qual è stata per lei la difficoltà di allenare in Inghilterra?

“Non ho avuto difficoltà. Il piacere più grande è stare qui e lavorare coi miei calciatori”.

Sarri può essere considerato uno di quelli che cambia il calcio italiano?

“Penso sempre che lascerà qqualcosa al calcio italiano, ma soprattutto ai giocatori che ha avuto. Ha una forza molto speciale di vedere il calcio. E’ un modo semplice, con attacco e difesa del pallone”.

Ancora su Reina:

“Non devo parlare della sua carriera, che parla da sola. E’ un portiere straordinario, un ragazzo fantastico che sia in campo che nello spogliatoio si fa sentire. E’ importante per il suo allenatore, ovviamente può fare la differenza”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.

 




Italia, la conferenza stampa di Simone Verdi

Simone Verdi è intervenuto in conferenza stampa a Coverciano in vista del doppio impegno con la Nazionale. L’Italia sfiderà infatti venerdì sera la Macedonia, e successivamente l’Albania. Ecco le sue parole:

Sugli infortunati:

“Abbiamo incominciato a lavorare oggi, in parte ieri. Ho visto il CT carico come sempre, abbiamo perso giocatori importanti ma quelli che sono arrivati possono dare una mano alla Nazionale”.

Sul ruolo:

“Sono principalmente un esterno d’attacco, ma credo che per un giocatore sia indispensabile mettersi a disposizione del mister”.

Sull’idea di gioco e sul possibile 9 di Mertens:

“Per creare una identità di gioco ci vuole del tempo, in nazionale non è possibile perché un club ha molto più tempo di una nazionale. Bisogna cercare di fare quello che si fa con il club ma con meno tempo, se ne avessimo di più avremmo un’identità di gioco certa. Mertens è un grandissimo giocatore, ha messo le sue qualità a disposizione della squadra facendo vedere che anche in un ruolo che tutti pensavano non potessero fare può essere fondamentale”.

Sul Bologna:

“Stiamo dimostrando qualcosa in più, perché l’anno scorso non è stato positivo. Ora abbiamo cominciato la stagione in maniera differente, fatto punti a Sassuolo e Genova, fatto partite buone contro Napoli e Inter, pur perdendo per 3-0 con i primi. Quest’anno si sta vedendo un Bologna diverso, migliorando potremo fare di più. Europa? Obiettivo minimo è la salvezza, poi vediamo”.

Sulla crescita:

“A Torino sono arrivato da giovane, poi ho fatto un anno di B con qualche problema fisico e più spazio, poi ritornato non ero pronto per la categoria. Andare in giro in prestito mi è servito, ma Ventura ha sempre creduto in me per il salto di qualità. Non mi ha detto niente, se non che stavo davvero bene e che per essere convocato di nuovo dovevo stare su quei livelli”.

Sui miglioramenti a Bologna:

“Probabilmente queste dichiarazioni sono arrivate dopo la partita di Genova, prettamente di sacrificio, perché soprattutto giocando a due punte – con Palacio e Petkovic – mi è stato chiesto di fare un lavoro più difensivo. È stata una gara diversa dalle altre. Il Genoa gioca uomo contro uomo, come fa l’Atalanta. In parte ci sono riuscito, ma poi sono riuscito anche ad aiutare la squadra”.

Sul VAR:

“Parlando dell’episodio nei nostro confronti… è calcio di rigore, perché Mbaye tocca Eder. Dal campo non ho avuto l’impressione. Io penso ci sia solo da limare i tempi di comunicazione. Ma è un’ottima cosa perché dà la possibilità di scegliere in maniera giusta”.

Su Federico Chiesa:

“La concorrenza c’è, soprattutto nei nostri ruoli, ci sono tantissimi giocatori di livello, in Italia. Non lo conosco di persona ma sta facendo un grandissimo campionato, sta mostrando le sue ottime qualità. Al mondiale ci va chi fa bene durante l’anno”.

Sulle tre punte:

“In queste partite credo che Ventura abbia cambiato spesso modulo, ma alla fine non penso che cambi molto. L’importante è andare in campo con una certa determinazione, facendo ciò che l’allenatore ci chiede”.

Sulle due partite:

“Giocheremo queste partite per dare il massimo, per metterci in mostra e far vedere le nostre qualità. Possiamo rientrare in questo gruppo, alla fine è il campo ciò che parla”.

Sul clima post Spagna:

“Io sono arrivato a questa convocazione, in questo gruppo, e ho trovato persone disponibili e con voglia di fare. Sono sicuro che in queste partite verrà dimostrato, c’è voglia di fare punti importanti per poi essere nel sorteggio delle teste di serie. I giovani della Spagna? È vero che hanno Isco e Asensio, ma anche l’Italia ha giocatori forti come Chiesa, Bernardeschi, penso che queste differenze non ci siano”.

Sulla possibilità di calciare con entrambi i piedi:

“Sembrerà un po’ presuntuoso, ma madre natura mi ha dato questo dono. Ho sempre calciato con entrambi, sin da piccolissimo, grazie ai miei genitori”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.




Italia, la conferenza stampa di Marco Parolo

Marco Parolo è intervenuto in conferenza stampa, direttamente da Coverciano, per parlare del prossimo match che vedrà impegnata l’Italia contro la Macedonia. Ecco le sue dichiarazioni:

Sul morale:

“L’Italia è sempre l’Italia, dobbiamo avere voglia per trascinarci”.

Su Barella:

“I giovani sono interessanti, stanno facendo bene in campionato ma devono imparare il nostro modo di giocare. Sono svegli e voglia di fare”.

Sugli infortuni:

“Dispiace sempre quando ci sono compagni che non stanno bene, bisogna guardare avanti, alle prossime partite, con la possibilità di giocare e mettersi in mostra. Il progetto è di gruppo e corale”.

Sulle scorie delle gare con Spagna e Israele:

“Diciamo che, più che altro, sono due gare che sono servite per analizzare gli errori fatti, oltre alle cose buone. Bisogna essere positivi, guardare i due lati, sempre per cercare di migliorare e mettere qualcosa di più”.

Sul modulo:

“Quella partita ci è servita per analizzare alcune cose fatte meglio, anche con quel modulo lì. Quando hai tre o quattro giorni è difficile. Potevamo affrontare la Spagna con il 4-2-4, alla fine il modulo cambia poco”.

Sulla Lazio:

“Lo Scudetto è un’utopia, siamo solo alle prime basi ma i risultati ci stanno dando ragione. Stiamo costuendo qualcosa di importante, qui in Nazionale gioco diversamente che con la Lazio. Ci sono tanti centrocampisti, singolarmente siamo diversi l’uno dall’altro. Se c’è la possibilità di inserirsi non è che mi dispiaccia. Per la Lazio non è forse quella più forte, il primo anno erano già tutti pronti, c’erano malizia e furbizia con Klose, Mauri e Candreva, gestendo la partita. Qui abbiamo molti che possono essere grandissimi campioni, potenzialmente è più forte”.

Sull’obiettivo con la Lazio:

“Vogliamo dare fastidio a tutti, l’obiettivo Europa è il primo, il quarto posto… ci stiamo facendo la bocca, buona, speriamo di continuare così. Ora ci sono gli altri due mini cicli che faranno vedere di che pasta siamo fatti”.

Sulla moria dei centrocampisti:

“Alla Lazio si fanno male i difensori, ogni tanto capita un reparto, speriamo non succeda più. La situazione con la Germania era più o meno analoga, in quello avevamo delle idee, un concetto di gioco che andava avanti da molto tempo. Le idee oramai erano acquisite. Qui abbiamo meno tempo, cercheremo di affrontare come vuole il mister”.

Su un eventuale 3-4-3 e su Immobile:

“Qualsiasi modulo è comunque con due centrocampisti, cambiano alcune linee di passaggio e lavori in fase difensiva. Ciro è in un grande momento di forma, lui è forte, vede la porta, la sua media gol è sempre stata alta. Alla Lazio ha trovato piena fiducia, si esalta in queste situazioni. È una pedina importante, sono contento di godermelo”.

Su cosa trasmettere in Nazionale:

“Alla Lazio c’è un grande spirito di gruppo che ci permette di fare sempre bene”

Sul non andare al Mondiale:

“Dev’essere un obbligo, la nostra volontà è di andarci, ci teniamo tutti in maniera esagerata. Sarebbe una catastrofe”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.

 




Lione, la conferenza stampa di Genesio e Fekir

Alla vigilia del match con l’Atalanta, valido per la 2° giornata di Europa League (qui le probabili formazioni di Lione-Atalanta), è tempo di conferenza stampa anche in casa Lione. Nel pomeriggio hanno parlato il tecnico Genesio accompagnato da Fekir. Ecco le loro dichiarazioni:

Comincia l’allenatore:

Sull’Atalanta:

“È ben organizzata, è molto difficile giocarci contro. Fanno molto pressing sulla squadra avversaria, con i difensori che stanno molto alti. Il modulo è rodato ed è da temere per la gara di domani”.

Sul centrocampo e il 4-4-2:

“Non penso che con una squadra che gioca con cinque o tre difensori possa evitare il 4-3-3. Abbiamo trovato un equilibrio, siamo stati in progresso, a Digione ci sono state cose positive correggendo le piccole dimenticanze in campo”.

Sui giovani:

“Devo fare i conti con loro, mettere in campo la squadra migliore e sta a loro far vedere le qualità. Atalanta? Tutte le squadre si equivalgono, i nerazzurri hanno iniziato bene la fase ai gironi. La qualificazione sarà nei dettagli”.

Sulla settimana con tre partite:

“In effetti la riflessione si fa su tre gare, domani è solo la seconda gara ma ho avuto cinque giorni. Sarà più difficile quella di domenica. Memphis? Nessuna sanzione, sono vicino a lui come a tutti gli altri, è stata una scelta lui. Domani dimostrerà tutte le sue qualità”.

Sulla formazione e sui giocatori dell’Atalanta:

“Conosco Gomez, io e il mio staff siamo stati a Firenze, domenica, per la sfida contro la Fiorentina. Ma ci preoccupiamo anche di Spinazzola e Petagna. E’ una buona squadra, molto solida, è la prova che siamo in un girone molto equilibrato e sarà difficile per la qualificazione”.

Su Depay:

“Quando un giocatore non è in gruppo, non è detto che sia stato sanzionato. Devo decidere io chi sarà titolare o nel gruppo, cerco di dare il meglio per il gruppo, anche in base all’avversario. Non ho pressione sulla direzione, per tagliare corto ai rumors”.

Sulla tensione:

“In effetti c’è, ho fatto un discorso alla mia squadra prima dell’ultima gara. Gli obiettivi di un club come il Lione sono molto elevati. Abbiamo tanti giovani e questo è un problema per ora, forse per ora la pressione è una cosa pesante. Il mio ruolo è quello di toglierla, correggere gli errori con lo staff per migliorare i risultati”.

Sul lavoro settimanale:

“Abbiamo parlato molto, soprattutto dopo il video di Digione sabato. Abbiamo messo l’accento sulla positività perché non possiamo pensare solo alle cose negative. Sappiamo cosa manca per ora e sappiamo come risollevarci”.

Sul pareggio di Digione:

“Certo, mi aspetto magari meno mancanza di concentrazione, abbiamo una squadra con tanti giovani e poca esperienza a livello europeo. Saranno tutti motivati, mi aspetto una gara da combattenti”.

Sull’inizio della stagione:

“È sicuramente importante per il nostro cammino in Europa League, non per tutto l’anno. Dobbiamo giocare sempre al massimo, soprattutto in EL dopo il pareggio a Limassol”.

Poi è il turno di Fekir:

Sul gioco:

“In quest’ottica dobbiamo avere il possesso palla, imporre il nostro gioco e creare problemi all’Atalanta”.

Sulla posizione:

“Sono molto libero, non ricevo nessuna consegna particolare dal mister, posso giocare tra le linee ma dipende dal gioco”.

Sulla concentrazione:

“Abbiamo lavorato sia sul campo che con il video, anche a livello tattico. Dobbiamo rimanere concentrati per 90 minuti, ho fiducia nel gruppo”.

Sulle origini algerine:

“Non mi ispiro a nessun giocatore, ho il mio proprio stile di gioco. Anche se è vero che guardo con piacere molti giocatori bravi per ispirarmi”.

Sulle critiche alla difesa dopo Nicosia e Digione:

“Dobbiamo concedere di meno, ma è questione di gruppo, sia in attacco sia in difesa. Con le palle inattive”.

Sulla fascia da capitano:

“Cercherò comunque di motivare i miei compagni, sento la responsabilità, è una partita importantissima che dobbiamo vincere perché giochiamo in casa”.

Su Papu Gomez:

“Non lo conosco, quindi cercherò di scoprirlo domani”.

Su Atalanta-Everton 3-0:

“In effetti abbiamo scoperto che l’Atalanta è una buonissima squadra, soprattutto dopo la sfida con gli inglesi in Europa. Ma domani giochiamo in casa e dobbiamo vincere”.

Sul presidente:

“Sì, è vero, i risultati non sono stati ottimi ultimamente. Domani dobbiamo vincere per la fiducia e il prosieguo nella competizione, abbiamo qualità nel gruppo”.

Sulla voglia di iniziare:

“Sì, è vero, siamo impazienti di giocare questa partita. Dovremo fare di meglio per domani, giocheremo senza pressioni”.

Sulla finale:

“Non pensiamo che si giocherà qui, la prendiamo gara dopo gara, ci sono tanti ostacoli prima di arrivarci, dobbiamo concentrarci su domani precedentemente”.

Sulla stagione:

“Ora dobbiamo vincere, usciamo da una brutta delusione con il Digione. Ma non sarà certo questa gara a cambiare la stagione”.

Sulla squadra prima dell’Atalanta:

“Abbiamo uno spirito positivo e aspettiamo con ansia la partita di domani”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.




Zulte Waregem, la conferenza stampa di Dury e Leali

Alla vigilia del match con la Lazio in programma domani e valido per la 2° giornata di Europa League (qui le probabili formazioni di Lazio-Zulte Waregem), sono intervenuti in conferenza stampa il tecnico dello Zulte Waregem Dury ed il portiere del club belga Leali. Ecco le loro parole:

Comincia l’allenatore:

“L’importante è stato poter riposare dopo il viaggio e mangiare tranquillamente. Siamo pronti per domani, non ci sono scuse”.

Sulla sfida di domani:

“La Lazio ha una grande rosa, che sta facendo bene in campionato, sono nelle posizioni di vertice in campionato”.

Sulla prima gara del girone:

“Contro il Nizza eravamo partiti bene i primi 15 minuti, eravamo in partita e potevamo anche riaprire la gara. Ora dobbiamo dimostrare che il nostro cammino in Europa League deve proseguire nel verso giusto. Domenica abbiamo fatto bene, dobbiamo dimostrare il nostro valore”.

Sulle sue ambizioni:

“Tutti gli allenatori vogliono vincere. Abbiamo rispetto per la Lazio, era la squadra della prima fascia al sorteggio ma noi conosciamo il nostro valore”.

Sull’Olimpico vuoto:

“Spiace lo stadio vuoto, sia per la Lazio che per lo Zulte Waregem, che per tutto il calcio perché l’Europa League deve promuovere il calcio”.

Poi è il turno di Leali:

Sul ritorno in Italia:

“Tornare in Italia è sempre bello, c’è soddisfazione nel giocare contro un grande club come la Lazio”.

Sulla Lazio:

“È una squadra che gioca molto bene, in questo momento c’è Immobile che è in forma, segna sempre ed è molto pericoloso. Con lui ho fatto l’Europeo Under21”.

Sulle speranze di qualificazione:

“Abbiamo un girone difficile, con due grandi squadre come Lazio e Nizza e un’altra buona squadra come il Vitesse. Abbiamo l’ambizione di superare la fase a gironi, è il nostro sogno”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.




Qarabag, la conferenza stampa di Gurban Gurbanov

Gurban Gurbanov, allenatore del Qarabag, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro la Roma (qui le probabili formazioni di Qarabag-Roma). Ecco le sue parole:

“E’ la nostra prima partita a Baku, qualcosa di importante per tutti noi: per la città, per il nostro paese, per il nostro calcio. Stavamo aspettando una grande partita, la Roma è una grande squadra e sarà difficile. Nel nostro gruppo ci sono 3 favorite: Chelsea, Atletico e Roma. Forse qualcuno di voi avrà estromesso i giallorossi dai primi due posti del girone. Io, dopo averli visti giocare, li ritengo tra i favoriti per il passaggio del turno. Faremo del nostro meglio per fare risultato”.

Domani sono attesi circa 65 mila tifosi, sentite la pressione? 

“La pressione non sarà una scusa.  La Champions League è un torneo diverso, anche se abbiamo esperienza in Europa League. Il problema dello stadio è stato molto discusso e non intendo ritornarci. Dobbiamo pensare a giocare, indipendentemente dal valore dell’avversario. A questi livelli anche una sconfitta ci fa crescere. Abbiamo poca esperienza in questa competizione, nonostante siamo un po’ emozionati sono anche sicuro che i giocatori saranno responsabili”.

Ci saranno novità rispetto al Chelsea? 

“Ci sarà qualche cambiamento, erano avversari diversi, in ogni caso ci saranno modifiche minime”.

Qualche punto debole nella Roma? 

“Nel calcio anche i più forti possono commettere errori e perdere. Non ho visto punti deboli nella Roma, hanno una squadra forte. I precedenti con Inter e Fiorentina? La Roma rispetto a loro ha più varietà per quanto riguarda gli stili di gioco ma non voglio elogiare troppo i nostri avversari di domani, il secondo posto nella scorsa stagione parla da solo”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.




Olympiacos, la conferenza stampa di Lemonis e Proto

Alla vigilia del match con la Juventus (qui le probabili formazioni di Juventus-Olympiacos), in programma domani sera alle 20.45 e valido per la 2° giornata di Champions League, Takis Lemonis Silvio Proto sono intervenuti in conferenza stampa. Ecco le parole del tecnico e del portiere dell’Olympiacos:

Si comincia dal portiere.

Come ti aspetti da domani visto che giocherai titolare?

“Siamo venuti qui per fare il massimo, per giocare con il cuore e dare il 100%. La Juventus è una delle migliori squadre al mondo, per me sarà un match speciale perché metà della mia famiglia è italiana”.

Che esperienza puoi dare in Champions?

“E’ un momento particolare per me domani, perché è il mio ritorno alle grandi partite dopo un incidente che mi stava per fare lasciare il calcio. Sono in una grande squadra adesso e darò il mio massimo”.

Poi è la volta di Lemonis:

Primo pensiero quando l’hanno richiamarla?

“La Juventus. È stato tutto molto veloce, non ho pensato a niente altro. Oggi è il secondo allenamento e domani dobbiamo giocare una grande gara”.

Giocatori apparsi stanchi in queste ultime gare:

“Non so ancora parlare di questo. Ora abbiamo un’immagine non buona su di noi, ma quando sei in campionato e in Champions devi pensare a come usare i giocatori non ogni singola gara. Cercherò di scegliere i giocatori per semplificare il lavoro il più possibile”.

Cosa si può cambiare in cosi poco tempo?

“Quando hai giocatori del nostro livello è più semplice dare qualcosa a livello tattico in più. Se hai giocatori di buon livello è più semplice spiegare cosa vuoi. Penso anche alla squadra che ho di fronte, ma dobbiamo essere realisti. La Champions e il campionato greco sono due cose diverse. Dobbiamo fare la miglior partita che possiamo contro la Juve e spero di essere felice a fine gara”.

Cosa teme della Juve? Cambio allenatore un vantaggio?

“Tutte le squadre fanno un ottimo scouting in Champions, difficile stupire. Sono tanti i giocatori della Juve che temiamo, Dybala ha una buona presenza ma non posso sceglierne solo uno, ci sono giocatori che arrivano dalla panchina ottimi”.

E’ un incentivo iniziare con una gara cosi difficile, perché lo dite?

“Il grado di difficoltà è altissimo, ma la Champions è cosi e dobbiamo affrontarlo. Il gruppo è difficile tutto. Dobbiamo carpire il meglio dalle gare”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA.




Feyenoord, la conferenza stampa di van Bronckhorst e Berghuis

Il tecnico del Feyenoord, van Bronckhorst insieme a Berghuis, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della gara con il Napoli in Champions League.

Inizia il giocatore olandese:

Come sarà giocare al San Paolo?

“Devo dire che ho tanta voglia di giocare, tutti conoscono la storia del Napoli ed anche io”.

Fa male perdere Botteghin?

“Sicuramente, è un giocatore di grande personalità. Non ci dobbiamo pensare. Fa male vedere i miei compagni perdere, sappiamo di poter giocare una grande partita”.

Questa partita di Champions è importante? ”

Ancora non fondamentale, vogliamo prendere uno o tre punti”.

Dove vedi possibilità di fare male al Napoli:

“Dobbiamo giocare senza avere paura, non dobbiamo prendere gol troppo presto”.

Avete imparato la lezione contro il Manchester City?

 “Si, abbiamo capito che non bisogna prendere subito gol. La differenza di qualità era importante, la lezione importante è che non bisogna prendere subito gol”.

Non ci sarà Milik, un giocatore importante. Cosa ne pensate? Come pensate di mettere in difficoltà il Napoli?

 “Anche io ho sentito di Milik, mi dispiace tanto ma il Napoli ha tanti altri grandi giocatori. Non dobbiamo dare occasioni al Napoli, dobbiamo rimanere in partita e giocare con confidenza”.

E’ il turno del tecnico:

Come sei rimasto per l’infortunio di Botteghin?

 “Ci sono rimasto malissimo, è un infortunio grave. Lo abbiamo perso fino a gennaio probabilmente, lo abbiamo saputo un’ora e mezza prima di partire”.

Chi giocherà al posto suo?

“No, non lo voglio dire”.

Com’è avere tanti infortuni? Come mai?

“Lo analizziamo ma è difficile dirlo. Dobbiamo vedere tutto positivo e giocare meglio come squadra, sarebbe ideale cominciare domani con un risultato positivo ma sarà molti difficile. Non saremo favoriti”.

Pensi di giocare con il 4-3-3 attaccando sulle fasce?

“E’ possibile che non giocheremo cosi perché la fase difensiva è molto importante. Adattarci al Napoli? Dipenderà dai vari giocatori disponibili”.

L’infortunio di Jorgensen è importante per la squadra?

“Si, lo è. Influenzerà tutta la squadra”.

Si parla di un Sarri che fa un calcio olandese, che parere ha dell’allenatore? 

“Il gioco del Napoli è bello, una squadra che è anche in forma, fanno tanti passaggi. C’è l’influenza di Sarri, lui è da tanti anni in Italia ed il Napoli si sta sviluppando positivamente con pressing e tanti gol. Mi piace vederli, sarà una grande sfida”.

Mertens ha giocato anche in Olanda, è sorpreso dal suo rendimento come prima punta? 

“Infatti a Utrecht ed al Psv giocava sulla fasce con tanti cross ma anche gol. Al Napoli ha fatto uno sviluppo incredibile, come punta gioca in modo diverso. Fa tanto gioco e tanti gol”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA .