Pastore: “La società deve vendere ma io vorrei restare alla Roma”

Pastore: “La società deve vendere ma io vorrei restare alla Roma”

Javier Pastore, centrocampista della Roma, ha parlato a Telefe Noticias della situazione sua e del club giallorosso. Il trequartista giallorosso, nel corso dell’intervista al profilo Instagram del programma argentino, ha parlato senza sbilanciarsi troppo del suo futuro, chiarendo l’amore per la città di Roma e per la società e la sua volontà di rimanere fino a fine contratto (altri due anni) nella Capitale. La sua volontà potrebbe però cozzare con i piani del club: Javier Pastore ha infatti dichiarato che arriveranno numerosi giovani calciatori alla Roma, perché guadagnano poco e costano meno, e che quindi qualcuno dovrà andarsene ma che la società non gli ha recapitato offerte di altri club al momento. Andiamo a vedere le parole di Javier Pasrore:

Si dice che io sia spesso vicino al trasferimento in Cina, in Giappone, in Argentina o in Inghilterra, ma la verità è che voglio rimanere alla Roma. Ora però sono concentrato sulla fine di questo campionato e sul raggiungimento degli obiettivi con il club. Ho altri due anni di contratto, mi piacerebbe veramente portarli a termine. Mi sento molto bene, mi piace tantissimo la città, io e la mia famiglia siamo molto felici. Però la verità è che del mio futuro non ho ancora parlato con nessuno, nemmeno con il mio club che non mi ha dato nessuna informazioni su eventuali offerte per la mia partenza. Il club con le conseguenze dell’emergenza sanitaria ha sofferto molto, ma come molti altri. Le società sono imprese e hanno bisogno di soldi quando sono in perdita, quindi nessuno di noi sa cosa succederà. Quando terminerà la stagione il club dovrà tornare in positivo e per far ciò dovrà vendere giocatori o comprare giocatori più giovani che guadagnano di meno. Mi piacerebbe tornare al Talleres o all’Huracan perché sono due club che mi hanno formato e mi hanno dato la possibilità di essere qui dove sono. Questa è una cosa che ho sempre nella testa. Però io spero di poter stare bene fisicamente in questi prossimi anni, spero di non avere nessun infortunio importante che mi possa accorciare la carriera”.

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Spadafora: “È giusto che il calcio riprenda come tutte le industrie”

Spadafora: “È giusto che il calcio riprenda come tutte le industrie”

Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha parlato al TG5 dopo l’ok dato alla ripresa del campionato di Serie A. Spadafora, che è sempre sembrato il più scettico circa la ripresa, ora si dice felice di poter rilanciare un movimento che, al pari di tutte le industrie d’Italia, ha bisogno di ripartire. Il Ministro dello Sport, al termine dell’assemblea con i vertici della FIGC, della Serie A ed il CTS, ha dato l’ok alla ripresa dei campionatI italiani di calcio e subito dopo ha parlato al TG5. L’appuntamento con il fischio d’inizio della Serie A (e della B) è fissato per il 20 giugno, con la Coppa Italia a fare da prologo già il 13 e il 14 con le semifinali e il 17 con la finale. Andiamo a vedere le parole del Ministro dello Sport riportate dall’ANSA:

LE DATE DELLA RIPARTENZA – “È giusto che il calcio riparta, così come tutto lo sport. La Serie A riprende il 20 giugno e il mio auspicio è che nella settimana precedente si possa giocare la Coppa Italia”.

FIDUCIA NELLA RIPRESA – “Nei momenti più difficili, quando c’erano i dati più alti della curva, ho pensato di non farcela. Ancora adesso, infatti, incrocio le dita perché il campionato possa andare avanti fino alla fine come previsto”.

REGOLE RIGIDE – “Confermato l’obbligo della quarantena di un soggetto positivo e quella conseguentemente precauzionale di tutto il resto del gruppo-squadra. Al momento la quarantena non si può allentare”.

COME CI SI MUOVERÀ IN CASO DI EMERGENZA – “Alla luce di tutti i discorsi fatti, se ci trovassimo di fronte a una nuova emergenza e la curva dovesse cambiare, e mi auguro ovviamente di no, è naturale che si sospenderà tutto. La Figc mi ha assicurato che esiste un piano B, con playoff e playout, ma anche un piano C, con la chiusura definitiva e la cristallizzazione della classifica. Per lo meno, ora smetteranno le storielle che ci volevano contrari alla ripartenza”.

DIRITTI TV – “Il mio auspicio è che ci sia un segnale da parte di Sky per andare incontro alla volontà di tutti gli italiani di vivere questa ripresa con passione, ma anche di evitare i rischi degli assembramenti in luoghi pubblici per vedere le partite”.

 

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Balata: “Non vedo come si possa ipotizzare solo la ripresa della Serie A”

Balata: “Non vedo come si possa ipotizzare solo la ripresa della Serie A”

Mauro Balata, presidente della Serie B, ha aperto alla possibilità di una ripresa del campionato parlandone a Retesport. Il presidente Mauro Balata della Lega Serie B si è detto fiducioso, per lui il campionato cadetto ricomincerà ma la decisione finale spetterà comunque al Governo. Andiamo a vedere le parole del presidente di Lega, riportate da Calcio News 24:

Non vedo e non capisco come sia possibile ipotizzare una ripresa della Serie A e non invece quella della Serie B. Stiamo risolvendo il problema dei tamponi, abbiamo strutture privatistiche convenzionate in tutta Italia per sostenere i tamponi con la frequenza imposta dal protocollo attuale. Con una ripartenza fissata intorno al 20 giugno potremmo avere anche una ulteriore possibilità di revisione dei protocolli. Il Governo sta monitorando la situazione e vedremo quali saranno le loro decisioni. Noi abbiamo avuto un atteggiamento di massimo rispetto nei confronti delle Istituzioni che hanno la responsabilità di tutelare la salute dei cittadini. Ma con la Fase 2 siamo in un momento migliore, speriamo e contiamo che nei prossimi giorni ci siano delle condizioni ancora migliori per ritornare a giocare”.

Difficoltà per la ripresa però ci sono, molti dei responsabili sanitari di Serie B hanno infatti scritto a Balata e Gravina: tra i firmatari del documento però non c’è quello del Benevento che evidentemente non ha condiviso i contenuti di un documento in cui, pur partendo dalla volontà comune di portare a termine il campionato cadetto e di seguire quanto prescritto dal Consiglio Federale, vengono evidenziate oggettive difficoltà sanitarie a cui i club dovranno far fronte.

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Karsdorp: “Vorrei un’altra chance con la Roma ma forse non mi vogliono più”

Karsdorp: “Vorrei un’altra chance con la Roma ma forse non mi vogliono più”

Rick Karsdorp, terzino della Roma in prestito al Feyenoord, intervistato ai microfoni di NOS ha parlato del suo futuro. La Roma sembra averlo scaricato, dopo una lunga sfilza di infortuni e diverse interviste che hanno infastidito la società giallorossa, ma Rick Karsdorp ora vuole tornare per giocarsi le sue chance con la maglia della Roma dopo aver ben figurato col Feyenoord nel periodo del prestito. Fonseca lo valuterà in ritiro, ma Karsdorp sembra aver perso la fiducia dell’intero ambiente. Andiamo a vedere le parole del terzino:

Sicuramente il mio futuro non sarà al Feyenoord. Se la Roma mi volesse ancora ci starei volentieri: voglio giocarmi le mie possibilità, lì ho avuto molti problemi fisici. Quando ho giocato non ho fatto male, mi piacerebbe tornare in Serie A o andare altrove. Da quando sono arrivato a Rotterdam, dalla Roma non si sono fatti sentire, né con me né col Feyenoord: forse significa che non hanno intenzione di puntare su di me. E’ strano, io però ho altri due anni di contratto. Fonseca era stato chiaro, io cercherò in tutti i modi di mettermi in mostra durante la preparazione. Ero disponibile ad un ritorno, ma il Coronavirus ha sconvolto i piani. Farei di tutto per meritarmi una nuova occasione. Ho lottato tanto per tornare qui. Volevo divertirmi di nuovo e questa scelta mi ha sicuramente aiutato. Restare per un altro anno sarebbe molto diverso, nonostante ora abbia superato i problemi fisici che mi affliggevano da tempo: a dicembre mi sono operato all’inguine e da allora sono sempre stato bene. I primi mesi non sono stati piacevoli da affrontare. Dopo gli allenamenti mi sarei dovuto impegnare di più per rientrare nel modo migliore, si può sempre fare meglio e ora mi comporterei diversamente. Dopo essere diventato padre mi sono calmato un po'”.

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Gastaldello: “Contrario alla ripresa, giocare alle 16:30 è scandaloso”

Gastaldello: “Contrario alla ripresa, giocare alle 16:30 è scandaloso”

Daniele Gastaldello, difensore e capitano del Brescia, si conferma contrario alla ripresa e ha parlato della situazione ai microfoni Radio Rai. Durante la trasmissione Radio Anch’io Sport, Gastaldello ha rilasciato un’intervista dove si è detto contrario alla ripresa su tutti i fronti: orari indecenti, incolumità a rischio, assenza di passione e playoff/playout non meritocratici, insomma Gastaldello proprio non ne vuole sapere di tornare a giocare. Andiamo a vedere le parole del difensore del Brescia:

Alcune settimane fa si è detto contrario alla ripartenza. La sua idea è sempre la stessa?
Resto sempre della mia idea. Non parlavo di paura, non bisogna averne, ma finire questo campionato è una forzatura per me. Si va incontro a dei rischi per l’incolumità dei calciatori. Giocare così tante partite, con temperature alte, non sarà semplice. Giocare alle 16.30 è una cosa scandalosa, non è fattibile“.

Com’è la situazione a Brescia?
Nel resto dell’Italia forse non si percepisce cosa sia successo in Lombardia. Si è vissuto un dramma importante, è morta tante gente. Le persone mi chiedono perché si pensi a riprendere a giocare e li capisco, hanno perso persone care. Tutto deve ripartire ma come ho detto prima questo campionato secondo me riparte in maniera molto forzata. Riparte un altro calcio, non sarà come a inizio marzo. La forma fisica sarà diversa, così come il contesto dove giocheremo, a porte chiuse. Non ci abbracceremo dopo i gol, questo non è calcio“.

Sarebbe d’accordo con i playoff?
No, perché si modificherebbe il regolamento. Altri sport si sono fermati. Noi rischiamo di rovinare anche il prossimo campionato e non solo questo. Al termine della prossima stagione poi ci saranno gli Europei. Si rischia molto, non siamo macchine. Il nostro fisico è fermo da più di due mesi. Non è come in estate, visto che quando finisce un campionato ci fermiamo massimo per un mese e poi ci prepariamo per un mese e mezzo. Ora si rischieranno infortuni importanti“.

Perché c’è stato questo lungo silenzio del calciatori sul tema ripresa?
Ne ho parlato anche con Damiano Tommasi. Questa cosa mi ha colpito molto. Anche sul protocollo non siamo stati chiamati in causa, nessuno ci ha chiesto se eravamo d’accorso. Noi siamo i primi a dover attuarlo ma non ci è stato chiesto aiuto. Sarebbe giusto che anche noi dicessimo la nostra“.

Cosa pensa della questione relativa ai contratti?
Le scadenze sono un problema. Noi calciatori siamo privilegiati ma ricordo che si sono anche giocatori di categorie inferiori che guadagnano il minimo federale e devono mantenere una famiglia. Devono essere pagati e non in ritardo. Credo che non si debba generalizzare tutto il mondo del calcio. Non tutti solo Cristiano Ronaldo“.

Qual è la sua soluzione? Fermare il campionato e no alle retrocessioni?
Dico solo che deve fermarsi, poi ci sarebbe il tempo per decidere. Se noi siamo ultimi in classifica è giusto che retrocediamo. Il calcio deve ritornare a essere una passione per tutti. Io in questo momento sto vedendo che dai giocatori la passione sta passando, visto che ci sono altri interessi“.

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Vlahovic: “Io bandiera della Fiorentina? Sì, voglio impormi e vincere qui”

Vlahovic: “Io bandiera della Fiorentina? Sì, voglio impormi e vincere qui”

Dusan Vlahovic, giovane bomber della Fiorentina, sogna in grande e si racconta al Corriere dello Sport. Nel corso dell’intervista il ragazzo ha espresso tutto il suo amore verso la Viola e verso Firenze,  ha reso nota la sua ambizione, ha parlato della possibilità di diventare una bandiera della Fiorentina, ha elogiato Iachini ed il suo staff ed ha parlato della ripresa del calcio. Andiamo a vedere cos’ha detto il ragazzo:

GIOCARE OGNI 3 GIORNI – «Ho talmente tanta voglia di tornare in campo per una competizione ufficiale che non mi sto facendo troppe domande. Mi auguro che vengano prese tutte le precauzioni necessarie affinché si possa riprendere, garantendo la sicurezza di tutti, degli atleti e degli addetti ai lavori».

CALDO – «Sarà una componente da considerare, ma sia il nostro staff medico, di assoluta eccellenza, che quello tecnico, sapranno farci lavorare in modo da non subirlo più di tanto».

PROSSIMA STAGIONE – «Questo non spetta a me dirlo. Io mi auguro che questo campionato possa essere portato a termine».

SOGNI – «Non ho affatto paura di affezionarmi troppo alla Fiorentina, ci sono legatissimo. Anzi, vorrei fare qualcosa per festeggiare insieme ai tifosi. Sì, il mio sogno è vincere qui. Il mio sogno ha un colore solo, è viola. Spero di vincere qui. Poi, non vi nascondo che ne ho anche un altro: mi piacerebbe proprio tanto giocare un Mondiale. Un Mondiale con la mia Serbia».

BANDIERE – «Il calcio moderno è profondamente diverso rispetto a quello di una decina di anni fa. Ma non è detto che un calciatore non possa fare comunque una scelta di cuore. Io bandiera della Fiorentina? L’ho sempre detto. L’ho ripetuto anche poco fa. Firenze è casa mia ed il mio obiettivo è quello di impormi qui».

IACHINI – «Sia l’allenatore che il suo staff, anche durante il lockdown, non ci hanno mai “mollato”. Ed il fatto di aver comunque continuato a lavorare, anche se con tutti i limiti del caso, è stato utilissimo. Tornati sul campo, adesso, possiamo sfruttare tutti questa discreta condizione fisica».

HAALAND – «Haaland è fortissimo e no, arrivato a questo punto, non mi sorprende più. Quello che sta facendo è letteralmente impressionante. Ho fiducia in me stesso: se continuerò a lavorare così, senza mai accontentarmi e procedendo a testa bassa, potrò migliorare quelli che sono un po’ ancora i miei punti deboli. E allora sì, arriverò lontano».

CAPOCANNONIERE E NAZIONALE – «A me interessa che la Fiorentina vinca, se poi segno io tanto meglio. Onestamente, ricominciare a giocare segnando sarebbe bellissimo. Sì, tra gli obiettivi che mi sono dato c’è anche quello di una chiamata da parte della Nazionale maggiore, ma per riuscirci so che devo fare bene qui. Il resto viene dopo».

BOMBER DELLA SERIE A – «Immobile sta mettendo insieme cose fuori dal comune, ha una media gol mostruosa. Il fatto è che in Serie A ci sono bomber formidabili, probabilmente i più forti a livello mondiale, da Ronaldo a Lukaku passando per Dybala».

COMMISSO – «E’ una persona straordinaria, che ha saputo starci vicino sempre, anche in questi mesi di lontananza forzata. Ha già fatto molto per la Fiorentina e tanto farà, lo sta dimostrando coi fatti». 

NUMERO 9 – «Io punto alla maglia della Fiorentina, mi piace troppo sentirmela addosso, a prescindere dal numero. Quanto alla 9, considerando chi l’ha indossata in passato sarebbe un vero onore».

BOMBER VIOLA DEL PASSATO – «La storia della Fiorentina è stata scritta da numeri 9 di assoluto valore. Io sono ancora molto giovane, devo solo pensare a lavorare e a migliorare». 

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Zappacosta: “Vorrei restare a Roma e dimostrare cosa so fare”

Zappacosta: “Vorrei restare a Roma e dimostrare cosa so fare”

Davide Zappacosta, il terzino destro arrivato in estate in prestito dal Chelsea e con un futuro tutto da scrivere, ha parlato in esclusiva a Sky Sport. Durante l’intervista il ragazzo ha parlato del suo infortunio, del passato al Chelsea, di Nicolò Zaniolo e della voglia di rimanere in giallorosso per dimostrare che il brutto infortunio è alle spalle. L’infortunio al crociato lo ha di fatto costretto a giocare solamente 12 minuti in questa stagione (alla prima giornata di campionato contro il Genoa), ma ora Zappacosta chiede di rimanere alla Roma per ripagare club e tifosi della fiducia e del supporto datogli. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Cosa ti ha insegnato l’esperienza in Premier?

L’Inghilterra e il Chelsea mi hanno dato tantissimo. Ho avuto la possibilità di giocare con grandi campioni e di vincere due trofei. La Premier è un campionato dove la gente non molla mai“.

E il tuo futuro dove sarà? 

A livello personale mi piacerebbe tanto restare a Roma, per diversi motivi. Il principale è che voglio dimostrare alla piazza, ai compagni e alla dirigenza che giocatore sono e che cosa so fare. Ho lavorato tanto in questi mesi, mi sono allenato e ho fatto sacrifici per essere a disposizione alla ripartenza del campionato. Sto facendo alcune sedute dedicate completamete al ginocchio, perché per recuperare al meglio da questo infortunio ci vuole tempo. Ma ora mi sento al 90% della forma“.

Chi è più forte fra Zaniolo o Hazard?

Parliamo di due grandissimi campioni. Zaniolo mi ha sorpreso in positivo, ho visto un ragazzo davvero intelligente e con tanta voglia di migliorare, oltre che un calciatore dalle qualità straordinarie. Ha avuto il mio stesso infortunio, quindi l’ho osservato da vicino nel momento di maggiore difficoltà. Non ha mai mollato, tornerà più forte di prima“.

Se Davide Zappacosta rimarrà a Roma lo sapremo solo più avanti, nel mentre si registra un interesse dei giallorossi per il terzino destro (che può giocare anche a sinistra) Santiago Arias, classe ‘92 in forza all’Atletico Madrid. Come riportato da AS, Arias ha il contratto a scadenza nel 2023 ma quest’anno ha giocato poco, appena 11 le sue presenze ed è scivolato dietro Vrsaljko e Trippier nelle gerarchie del tecnico Simeone. Il suo cartellino ha una valutazione intorno ai 15 milioni di euro, tutto sommato una cifra abbordabile per il club giallorosso.

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Luis Alberto: “Conta la salute, ma il calcio non siamo solo noi giocatori”

Luis Alberto: “Conta la salute, ma il calcio non siamo solo noi giocatori”

Luis Alberto ha rilasciato un’intervista a Canal Sur Radio, nel corso della quale ha parlato del rinnovo di contratto della Lazio, dell’interesse del Siviglia verso di lui e della ripresa del calcio giocato. Andiamo a vedere le parole del fantasista biancoceleste dette ai microfoni dell’emittente andalusa:

RIPRESA DEL CALCIO GIOCATO: “Ogni giorno dicono una cosa nuova. Ora sembra che al 99% l’inizio del campionato sarà una settimana dopo rispetto alla Spagna. Il 28 maggio, vedendo che la Germania è iniziata e che la Spagna ha deciso di ripartire, vogliono fare un passo avanti e dare il permesso di iniziare l’allenamento in piccoli gruppi. Al momento continuiamo con l’allenamento individuale e le distanze in campo. Penso che quando torneremonon saremo preparati come eravamo o come siamo all’inizio di una stagione quando è stata fatta una preparazione normale, perché ciò che ci manca è il calcio. Abbiamo fatto lavori di forza e atletici, la palla usata poco. Siamo stati più di due mesi senza una partita, senza fare possesso”.

UN APPELLO PER TUTTI: “Conta la salute, ma il calcio non siamo solo noi giocatori. Nel calcio gira molto lavoro, penso di aver letto qualche giorno fa che dà 180.000 posti. Senza partite molte persone rimangono senza impiego”.

GIOCARE A PORTE CHIUSE: “Giocare a porte chiuse? Una volta in Europa League con la Lazio ci fecero giocare a porte chiuse all’Olimpico per un paio di partite. È molto strano. Devi stare attento a ciò che viene detto tra i giocatori, a ciò che viene discusso con l’allenatore. Inzaghi è sempre molto agitato con gli arbitri”.

INTERESSE DEL SIVIGLIA VERSO LUIS ALBERTO: “Siviglia? Chi mi conosce e mi segue sa che ne sono tifoso”.

FUTURO ANCORA BIANCOCELESTE: “Presto ci sarà il rinnovo con la Lazio. Non è stato ancora firmato. È praticamente chiuso da molto tempo, ma per il Coronavirus non è stato possibile firmare. Spero che non si tirino indietro (ride, ndr)”.

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Foggia: “Abbiamo 22 punti di vantaggio sulla terza, la A ci spetta di diritto”

Foggia: “Abbiamo 22 punti di vantaggio sulla terza, la A ci spetta di diritto”

Il DS del Benevento, Pasquale Foggia, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di TuttoSalernitana dove ha parlato dei piani del club giallorosso tra mercato e ripresa del campionato, spendendo poi belle parole anche per la società granata. Andiamo a vedere cos’ha detto il DS del Benevento:

DIALOGO SERENO E APERTO TRA SOCIETÀ, DIPENDENTI E CALCIATORI: “Anzitutto mi preme ringraziare tutte quelle persone che hanno mostrato solidarietà nei confronti del Benevento sottolineando che meritiamo la serie A a prescindere da cosa accadrà nelle prossime settimane. Sono giorni complessi e ricchi di lavoro, è chiaro. Sul taglio degli stipendi stiamo ragionando in maniera serena con i calciatori, non dimenticherei il discorso dei medici sociali che, giustamente, non vogliono rispondere legalmente e penalmente di nulla. Quando, però, hai un gruppo di spessore umano e professionale affronti tutto con grande serenità. Aspettiamo indicazioni sul prolungamento automatico dei contratti, sulla ripartenza del mercato e su tutto ciò che accadrà nei prossimi campionati“.

IL CALCIO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: “In questo momento non possiamo fare diversamente, c’è poco da ragionare. Abbiamo vissuto un momento terribile, inaspettato, che speriamo sia stato messo definitivamente alle spalle. Se, come pare, dovessimo giocare in estate sarà necessario adeguarsi: non è un dramma, è la vita che sta cambiando dopo il Coronavirus e il calcio si deve soltanto adeguare“.

IPOTESI SPAREGGI: “Con 30 punti ancora a disposizione è chiaro che ci sarebbero stati un sacco di ricorsi, lo stesso Livorno ultimo in classifica potrebbe teoricamente salvarsi. C’è anche la sfida tra Ascoli e Cremonese che non è stata disputata, un match fondamentale in ottica playout. Un’estate di ricorsi e di lavoro per gli avvocati avrebbe fatto slittare ulteriormente il prossimo campionato, a questo punto giochiamo e nessuno potrà dire niente. Sarà il campo a decidere e a decretare vincitori e vinti, siamo disposti a tutto per coronare una grande cavalcata“.

LLORENTE E CALCIOMERCATO: “A prescindere dai nomi che stanno uscendo sui giornali, stiamo già lavorando dietro le quinte. La nostra classifica ci ha consentito di anticipare tempi e strategie sotto traccia, Abbiamo idee chiare, proseguiremo sulla strada che abbiamo intrapreso negli ultimi anni. Coda? Non ci sono più margini per riprendere una trattativa, non cambierà assolutamente la situazione. Sappiamo che è un ragazzo eccezionale e un grande professionista, siamo certi darà il massimo fino all’ultima giornata. Gli rivolgo un grande in bocca al lupo per la sua carriera“.

SULLA SALERNITANA: “La ripresa sarà un punto interrogativo per tutti e può accadere qualunque cosa, nella storia del calcio credo non si sia mai verificata una cosa del genere. Nel girone di ritorno è la squadra che mi ha impressionato di più, stava attraversando un momento importante e, per personalità e qualità, può arrivare in A tramite i playoff“.

IPOTESI SCARTATA DEI PLAYOFF: “Era impensabile farci fare i playoff, non potevamo giocarci la serie A dopo tre mesi di stop in uno spareggio. Esistono i meriti sportivi: a noi mancano 4 punti per la matematica promozione, teoricamente basterebbe vincere la prima partita. Quando hai 22 punti di vantaggio sulla terza non puoi essere messo sullo stesso piano delle altre. E’ vero che affrontare in casa l’ottava poteva essere un vantaggio, ma ricordiamo tutti quanto accaduto l’anno scorso col Cittadella e siamo scottati a distanza di 12 mesi. Mi tengo stretto il +22 e non vedo l’ora di celebrare il meritato salto di categoria“.

 

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Calcagno (AIC): “Tutti i professionisti ed i calciatori sono preoccupati”

Calcagno (AIC): “Tutti i professionisti ed i calciatori sono preoccupati”

Il vicepresidente dell’AIC, Umberto Calcagno, ha parlato ai microfoni di Te La Do Io Tokyo (Centro Suono Sport) della preoccupazione che c’è tra calciatori e professionisti circa la ripresa del calcio giocato. Andiamo a vedere cos’ha detto Umberto Calcagno ai microfoni della trasmissione di Mario Corsi:

Giocare le partite di pomeriggio durante la ripresa?
Ho giocato per tanti anni nei campi di serie C del sud alle 15, e posso assicurare che non è facile. Spero che su questo si possa ragionare, ma andiamo per step. Noi stiamo aspettando i protocolli che sono in corso di validazione, è in programma per il prossimo 28 maggio una riunione importante, vediamo cosa uscirà fuori”.
Si è parlato molto della questione stipendi dei calciatori. Siete preoccupati?
Siamo molto preoccupati. Rischiamo di ricominciare senza che i calciatori abbiamo visto lo stipendio in questi mesi. Noi dobbiamo considerare che non esistono solo i calciatori di Serie A, ci sono giocatori di Serie C che hanno un ingaggio lordo non superiore a 50mila euro, per loro non aver ricevuto lo stipendio questi mesi fa la differenza”.
I calciatori sono tranquilli e sicuri di scendere in campo? Hanno espresso preoccupazioni?
Sono tutti preoccupati, tutti i professionisti, non solo i calciatori. Io faccio l’avvocato e ci sono colleghi che ancora non hanno ricominciato a lavorare, per esempio. Tornando ai calciatori, abbiamo l’esempio di Michael Agazzi che non si è sentito sicuro e ha preferito risolvere il proprio contratto che ricominciare a giocare. Non c’è un discorso di essere pro o contro la ripresa: c’è una comunità scientifica che consiglia e ci sono protocolli in fase di validazione…vediamo. Poi dobbiamo vigilare che i protocolli vengano rispettati, ma questo fa parte del nostro lavoro. Bisogna valutare se ci sono le condizioni per ripartire, e n questo momento sembrano esserci. Ripartire non con il rischio zero, ovviamente, ma con un rischio minimo. Ma questo discorso vale per tutti i settori, non solo per il calcio”.
Sembra che questa stagione possa finire il 20 agosto e la prossima ricominciare il primo settembre. Qual è la posizione dei calciatori, soprattutto per le settimane di ferie che gli spetterebbero?
Le ferie vanno godute singolarmente, il calcolo non è uguale per tutta la squadra, è fatto sul singolo. La questione è già stata risolta, comunque. Uno dei primi DPCM del governo diceva di far godere le ferie ai dipendenti, in questa categoria rientrano anche i calciatori ovviamente. Per cui le settimane di marzo in cui non si è giocato, in cui non ci sé allenati, vengono ‘risolte’ in questo modo. Anche per questo prima parlavo dell’importanza della questione stipendi”.
Sono state rimandate le elezioni dell’Associazione Italiane Calciatori, che prima o poi però ci saranno. Lei si candiderà?
Sì, sono tra i candidati. Il virus ha rimandato anche le nostre di elezioni, ovviamente,  spero comunque che durante l’anno si riusciranno a fare”.
Qual è il suo programma?
Siamo in un momento storico importante. Le scelte che faremo nei prossimi anni condizioneranno le prossime generazioni di calciatori e anche di presidenti, secondo me. Si parla di un sacco di riforme: riforme dei campionati nazionali e delle competizioni europee. Bisognerà fare delle attente valutazioni”.

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