Juventus, Strootman il colpo ideale. Ma a centrocampo manca ancora qualcosa

Dopo lo scetticismo iniziale, sembra confermata la notizia dell’assalto da parte della Juventus a Kevin Strootman, centrocampista della Roma. La clausola rescissoria da 45 milioni dell’olanesede poteva essere esercitata solo entro il 31 luglio: i bianconeri sono quindi costretti a sedersi al tavolo delle trattative con i giallorossi, che sembrano infastiditi dall’insistenza con cui la Juventus si presenta alla porta tutte le estati chiedendo informazioni su qualche loro gioiello. Un’offerta ufficiale tra i 25 e i 30 milioni di euro, è già stata rifiutata. La trattativa non sarà facile e non decollerà in pochi giorni, ma nel caso la squadra di Allegri riesca a convincere la società romana, Strootman può essere il centrocampista giusto per i bianconeri?

Giusto sì, ideale forse no. La Juventus sta cercando con insistenza un centrocampista che possa giocare davanti alla difesa e all’occorrenza anche qualche metro più avanti, tutte caratteristiche nel repertorio dell’olandese, come in quello di Marchisio, di Khedira e di Pjanic. Certo, Strootman ha delle qualità che i giocatori già in rosa non hanno, e viceversa. Ma il mercato di giungo della Juventus aveva preso tutta un’altra strada: inizialmente, Allegri e Marotta hanno preferito provare a puntare su un giocare di movimento, che è forse quello che manca veramente a questa Juventus. Kovacic, Matuidi e Nainggolan erano i nomi che andavano più di moda e un ‘no’ dopo l’altro sono scomparsi dai radar del mercato della Vecchia Signora. Per completare il centrocampo con un salto di qualità rispetto alla passata stagione, i colpi della Juve dovrebbero essere due: un giocatore alla Strootman (o alla N’Zonzi) e uno di movimento, come quelli citati qui sopra. In questo caso, Strootman sarebbe uno dei due acquisti ideali per le caratteristiche del gioco di Allegri. In campo, potrebbe giocare sia nel 4-2-3-1 come mediano davanti alla difesa, sia nel 3-5-2 come mezzala o centrale.

L’olandese potrebbe essere il sostituto ideale sia di Khedira sia di Marchisio: entrambi sono ottimi giocatori, ma uno per dei motivi e l’altro per altri, sono spesso indisponibili o non al top della forma. Un innesto come l’ex giocatore del PSV potrebbe far dormire sogni tranquilli al Mister, che riuscirebbe a coprire il centrocampo più di quanto sia riuscito a fare con Sturaro o Rincon quando sono stati chiamati in causa.  In conclusione, il 27enne di Ridderkerk alzerebbe di molto l’asticella della mediana juventina, senza però colmare quel vuoto che si è fatto sentire la scorsa stagione in mezzo al campo.




Fiorentina, alla scoperta di Emre Mor: una freccia turca per Pioli

Manca veramente poco all’accordo tra Fiorentina e Borussia Dortmund per Emre Mor, esterno d’attacco di nazionalità turca. Il club toscano pagherà circa 12 milioni di euro per assicurarsi le prestazioni del 20enne nato in Danimarca. Dopo tante cessioni in casa viola, arriva un grande colpo firmato Corvino. Terim, ct della nazionale turca, in un’intervista a La Nazione ha parlato così dell’attaccante: “E’ giovane, ricco di talento purissimo, destinato a diventare un fuoriclasse, se non lo è già. Tutto mancino, salta l’uomo come pochi sfruttando la sua statura bassa. In attacco può ricoprire molti ruoli. Io l’ho valorizzato dandogli fiducia, affetto e spazio. E’ un ragazzo straordinario, speciale, bravo ma molto timido. A Firenze può diventare un idolo, ve lo assicuro, basta che si senta apprezzato. Con l’affetto e l’aiuto dei fiorentini, gente calda che conosco bene, farà delle grandi cose. E’ velocissimo, tecnico e crea superiorità numerica. E’ entusiasmante poterlo veder crescere. Se si integra, ha mezzi tecnici tali da diventare la carta vincente della Fiorentina”. Scopriamo chi è il nuovo giocatore su cui potrà puntare Pioli.

Carriera

Come detto, Emre nasce in Danimarca il 24 luglio 1997, vicino a Copenaghen, da padre turco e da madre macedone. Muove i primi passi nel mondo del calcio nel Lyngby, per poi passare al Nordsjælland, squadra della prima serie danese. Il 28 novembre 2015, dopo aver militato nelle giovanili della squadra, fa il suo esorsio in Superligaen a 18 anni appena compiuti. Concluderà la stagione con 13 presenze, due goal e due assist: numeri e prestazioni che faranno incuriosire gli osservatori del Borussia Dortmund, che decise di acquistarlo per ben 9,75 milioni di euro. La stagione appena conculusa, a causa della grandissima concorrenza tra le file della squadra giallonera, ha raccolto 19 presenze, di cui solo 6 da titolare, riuscendo a segnare anche un goal in campionato. Una squadra come la Fiorentina potrebbe essere l’ideale per la crescita del giocatore, che ha bisogno di minuti e fiducia da parte della società.

Caratteristiche

Emre può ricoprere tutti i ruoli d’attacco, con una preferenza per l’out destro, con il piede mancino caldo per scagliare tiri verso la porta. E’ rapido, veloce con il pallone tra i piedi, pericoloso nell’uno contro uno e con una buona visione di gioco. Con l’assist sempre pronto, può sia ricoprire un ruolo più offensivo caratterizzato da continui inserimenti e tagli, sia il ruolo di regista offensivo, costruendo il gioco dalla parte della sua fascia.




Juventus, Inter, Roma, Napoli e Milan: il punto sul precampionato e le amichevoli

Non manca ormai molto al 19 agosto, giorno dell’inizio della Serie A: ancora con i pensieri concentrati sul mercato e sulle amichevoli estive, le squadre si stano preparando a cominciare la nuova stagione nei migliori modi possibili. Dal Milan, che con un mercato fantastico ha rivoluzionato la squadra, alla Juventus che è ancora impegnata nella ricerca di qualche giocatore, così come l’Inter. Anche la Roma cambia completamente volto, non come il Napoli, a cui manca solo qualche ritocco.

Analizziamo i ritiri precampionato, gli inserimenti dei nuovi acquisti e le amichevoli giocate da queste cinque squadre, che secondo le prevesioni, sono quelle che combatteranno per le prime posizioni.

Juventus

I campioni in carica si sono ritrovati a Vinovo il 10 luglio, per poi partire alla vola della tourneè negli USA. Allegri ha accolto i nuovi Douglas Costa, Bernardeschi, De Sciglio, Bentancur e Szczesny, che però, tranne il giovane uruguaiano, non hanno ancora avuto la possibilità di incidere nelle amichevoli contro PSG, Roma e Barcellona. I bianconeri hanno rimediato un 3-2 vincente contro i francesci, una vittoria ai rigori contro i giallorossi dopo l’1-1 dei 90′, e una sconfitta per 2-1 contro gli spagnoli. La Juventus, nonostante l’addio di Bonucci, ha dato ottime risposte: la squadra c’è, lo spirito pure e i nuovi acquisti possono dare una grande spinta. 

Inter

Dal ritrovo del 3 luglio ad Appiano Gentile sono cambiate tante cose in casa Inter. Spalletti sembrerebbe essere l’uomo giusto per mettere ordine tra le fila nerazzurre e dare un senso al gioco della squadra, o almeno così sembra guardando gioco e risultati delle amichevoli: 1-1 contro lo Shalke, 2-1 al Wattens e al Norimberga, 1-0 al Lione, 2-0 al Bayern Monaco e 2-1 al Chelsea. Un solo pareggio e 5 vittorie. I pochi nuovi acquisti, Skriniar, Borja Valero e Padelli, stanno dando ottime risposte, oltre alle ottime prestazioni di Perisic, Eder, Jovetic e Joao Mario. Alla squadra ovviamente manca ancora qualcosa, ma la società dovrebbe intervenire sul mercato per mantenere le promesse fatte all’ex tecnico della Roma.

Milan

Il protagonista dell’estate del Milan è stato solo uno: il mercato. Tanti nuovi volti per Montella: Musacchio, Kessie, R. Rodriguez, André Silva, Borini, Calhanoglu, Conti, A.Donnarumma, Bonucci e Biglia. Pochi di loro si sono ancora inseriti bene nella squadra. Nelle amichevoli con Lugano (4-0), Bayern Monaco (4-0) e Borussia Dortmund (1-3), Montella ha schierato molti giovani e giocatori già presenti in rosa. Comunque sono arrivato buone risposte da Rodriguez (a segno nella vittoria di misura nel preeliminare di Europa League contro il Craiova), Calhanoglu e Kessie. La sorpresa è probabilmente stata Cutrone, attaccante 19enne che ha fatto molto bene nelle amichevoli.

Napoli

Il Napoli ha decisio di puntare ancora sulla squadra dello scorso anno, ritoccandola solo con gli arrivi di Mario Rui e Ounas. Le amichevoli contro Bassa Anaunia (17-0), Trento (7-0), Carpi (4-1) e Chievo Verona (1-1 con a segno Ounas per i partenopei) hanno dato ottime risposte a Sarri e gli azzurri sembrerebbero già in forma campionato. L’attacco sembra essere sempre il punto di forza degli azzurri, anche con il ritorno in grande spolvero di Milik, spesso a segno nelle partite di precampionato. Qualcosa in più si potrà vedere nelle amichevoli dei prossimi giorni contro Atletico Madrid, Bayern Monaco e Liverpool.

Roma

Nuova vita anche per la Roma: nuovo allenatore, nuovo ds, tanti nuovi giocatori e tante partenze, anche importanti, tra cui l’addio al calcio di Totti. Szczesny, Salah, Paredes, Grenier, Rudiger e Mario Rui sono partiti per fare spazio a Moreno, Pellegrini, KarsdorpGonalons, Under, Defrel e Kolarov. Buone risposte per Di Francesco dai test contro PSG (partita persa ai rigori dopo l’1-1 dei 90′), Tottenham (3-2 in cui è andato a segno anche Under) e Juventus. Aspettando il debutto il Serie A, nei prossimi giorni la Roma sfiderà Siviglia e Celta Vigo. Tanta attesa e tanta curiosità accompagnano questo precampionato dei giallorossi.




Juventus, ora Bernardeschi deve giocare. Chi si accomoda in panchina?

Federico Bernardeschi sta vivendo il suo primo giorno da nuovo giocatore della Juventus: è stato accolto da un bagno di folla questa mattina all’arrivo al JMedical e in giornata sosterrà le visite mediche. Gran colpo quindi della società torinese, che accontenta il tecnico Allegri con un altro esterno d’attacco, tanto desiderato dopo il cambio di modulo della scorsa stagione: il 4-2-3-1 ha dato tante soddisfazioni all’allenatore toscano e gli acquisti di quest’estate confermano la volontà di proseguire con quella filosofia di gioco. Infatti, oltre all’ex giocatore della Fiorentina, i bianconeri hanno acquistato Douglas Costa dal Bayern Monaco, uno dei migliori esterni alti in circolazione. Tenendo conto di Cuadrado, Dybala e Mandzukic, titolari della scorsa stagione sulla linea di trequarti, il 23enne italiano riuscirà ad ottenere un posto nell’11 iniziale?

L’arrivo di Bernardeschi al JMedical.

Considerando un primo periodo di ambientazione, come è stato solito fare Allegri con i nuovi arrivati, gli alti investimenti per Bernardeschi e Douglas Costa potrebbero fare la differenza con il passare della stagione. Con Dybala e Higuain inamovibili dal proprio posto, e con il brasiliano arrivato a Torino non certo per fare la riserva, l’attaccante della Nazionale dovrà giocarsi il posto con Mandzukic e Cuadrado. Il croato si è ben adattato alla nuova posizione della scorsa stagione, ma non dimentichiamoci che è pur sempre un goleador, il suo compito naturale è quello di segnare. Il mister lo riporterà a fare il centravanti per dar un pò di fiato al Pipita? Forse anche questa idea sta frullando nella mente del tecnico, considerando che la scorsa stagione l’argentino non ha avuto per quasi tutta la stagione un cambio valido. Secondo questo ragionamento, sarà quindi Cuadrado il maggior “rivale” di Bernardeschi per la prossima stagione: è impotizzabile una staffetta tra i due, che è sempre un buon meotodo per tirare fuori il meglio dai giocatori, mettendoli in competizione per il posto da titolare.

Il rischio più grande, nel caso il mister decidesse di non puntare fortemente su Bernardeschi fin da subito, è che il giocare si perda nella panchina bianconera; bastai pensare all’esempio di Zaza. Un giocatore giovane, per crescere al meglio, dovrebbe giocare sempre e accumulare più minuti e più esperienza possibili. Cosa che non è assolutamente una garanzia in una big come la Juventus e con un allenatore come Allegri abituato a inserire i nuovi acquisti gradualmente. Riuscirà Bernardeschi a conquistarsi un posto da titolare? O sarà una riserva di lusso per i bianconeri?

 




Le campagne acquisti più costose di sempre: il Milan è solo 5° (per ora)

La stratosferica campagna acquisti del Milan, portata avanti dalla coppia FassoneMirabelli, è in questo momento la più costosa tra tutte le squadre del mondo: con ben 189 milioni di euro spesi finora, i rossoneri si mettono alle spalle i 153 milioni spesi dal Manchester City e i 119 milioni dal Manchester United. C’è da tener di conto che il mercato non è nemmeno arrivato a metà della sua durata e, secondo le ultime indiscrezioni, il club di Li Yonghong ha ancora tanti colpi in canna. Ma quali sono state le 5 campagne acquisti più costose di sempre? Il Milan entra in questa speciale classifica?

5 – Milan 17/18

Sì, al quinto posto troviamo proprio i rossoneri con i 189,60 milioni di euro investiti fino a questo momento. Bonucci (42 mln), André Silva (38 mln), Conti (25 mln), Musacchio (18 mln), Calhanoglu (22 mln), Rodriguez (18 mln), Biglia (17 mln), Kessié (8 mln) e Antonio Donnarumma (1,50 mln) sono stati i protagonisti di questa fantastica sessione di mercato. Probabilmente, se dovesse arrivare una punta del calibro di Morata, il Milan riuscirà a scavalcare qualche altra posizione…

 

4 – Manchester United 14/15

Con l’arrivo di Louis van Gaal in panchina, i fratelli Glazer investirono ben 195,35 milioni di euro per cercare di riportare i Red Devils al top del calcio inglese: memorabile l’acquisto di Di Maria per 75 milioni, come i 7,5 milioni spesi per il prestito di Falcao dal Monaco. Shaw (37,50 mln), Herrera (36 mln), Rojo (20 mln) e Blind (17,50 mln) furono gli altri colpi per il tecnico olandese. La stagione fu un vero e proprio fallimento: il 4° posto e i 17 punti di distacco dal Chelsea campione d’Inghilterra, fecero infuriare i tifosi dello United.

 

3 – Manchester City 16/17

Sul gradino più basso del podio troviamo il Manchester City di Khaldoon Al Mubarak, che nella stagione 16/17 spese 213 milioni di euro. Con l’arrivo di Guardiola, la società ha cercato di accontentare il tecnico spagnolo con molti acquisti: Stones, Sané (50 mln), Gabriel Jesus (32 mln), Gundogan (27 mln), Nolito (18 mln), Bravo (18 mln), Moreno (5,50 mln), Rulli (4,70 mln) e Zinchenko (2 mln). L’acquisto del centrale dell’Everton è passato alla storia come il prezzo più alto pagato per un difensore: ben 55,60 milioni di euro.

 

2 – Manchester City 15/16

Al secondo posto troviamo ancora i Citizens, che solamente l’anno precedente riuscirono a spendere praticamente la stessa cifra: 213,35 milioni di euro. In panchina c’era Pellegrini e l’acquisto di spicco fu quello di De Bruyne per 74 milioni e di Sterling per 62,50 mln. E ancora Otamendi (44,60 mln), Roberts (15 mln), Delph (11,50 mln) e Unal (4,85 mln). Il City arrivò solamento al 4° posto e il tecnico cileno fu esonerato a fine stagione.

 

1 – Real Madrid 09/10

Chi ci poteva essere al primo posto se non il Real Madrid? Ritroviamo anche Pellegrini in panchina, che per ben due volte nella sua vita da allenatore è stato coccolato con un mercato strepitoso: quello fu l’anno di Cristiano Ronaldo (94 mln), Kakà (65 mln), Xabi Alonso (35,40 mln) e Benzema (35 mln). E ancora Albiol (15 mln), Negredo (5mln), Granero (4 mln) e Arbeloa (4mln) per la cifra totale di 257,40 milioni di euro. Florentino Perez tornò alla guida dei Blancos regalando subito un grande show.




Inter, Keita è l’uomo giusto per il dopo Perisic. Talento e qualità per Spalletti

Come vi abbiamo raccontato qualche ora fa, l’intesa tra l’Inter e la Lazio per Keita Balde è sempre più vicina. L’accordo si dovrebbe chiudere sulla base di 22 milioni che la società di Lotito incasserà per il cartellino 22enne, in scadenza di contratto alla fine della stagione alle porte. I rapporti tra l’attaccante cresciuto nelle giovanili del Barcellona e i biancocelesti non sono mai stati ottimi, sembra quindi scontata la cessione per non perderlo poi a parametro zero. Ma lo spagnolo è il colpo giusto per i nerazzurri? Sarà in grado di sostituire Perisic, che intanto è sempre più vicino al Manchester United?

Keita ha tutte le carte in regola per poter diventare uno dei migliori esterni al mondo. A tratti, è devastante: salta l’uomo, ne salta un altro, va via in velocità, ha visione di gioco, un buon tiro ed è ambidestro. In poche parole è un giocatore completo. Il neo più grande era la discontinuità. Perche era e non è? Perchè nelle ultime 15 partite di campionato è riuscito a segnare 12 goal e a servire due assist, giocando sublimemente anche nei match in cui non ha timbrato il cartellino dei marcatori. Se riuscisse a continuare a sfoggiare prestazioni di un livello così alto, potrebbe presto diventare un punto fermo nello scacchiere di Spalletti. Può essere una carta da giocare anche a partita in corso, come ha fatto spesso Inzaghi: entra e rompe gli equilibri, la sua agilità risalta ancora di più se gli avversari hanno già un’ora di corsa sulle gambe. Può giocare a destra, a sinistra e perchè no in coppia con Icardi, in un possibile modulo a due punte. il Jolly che l’Inter sta cercando potrebbe essere proprio lui.

Anche dal punto di vista economico, i nerazurri farebbero un grande affare. Come detto, il contratto del giocatore scade a giugno del 2018. Lotito non può quindi chiedere una cifra spropositata, per non rischiare poi di perderlo a parametro zero. Ventidue milioni sono un ottimo prezzo: Keita è giovane, forte e con ancora margine di miglioramento. Certo, prendere lo spagnolo vorrebbe dire dover rinunciare all’acquisto di Berardi o Bernardeschi, ma è d’obbligo considerare che per prendere i due giovani italiani servono almeno il doppio dei soldi, quindi circa 50 milioni. Davvero l’attaccante del Sassuolo o quello della Fiorentina sono due volte più forti del nazionale senegalese? Ovviamente no. Quindi, per i nerazzurri sarebbe un gran colpo da tutti i punti di vista. Mancano da capire le motivazioni del ragazzo, ma anche se dovessero mancargli, Spalletti sembrerebbe esssere l’uomo giusto per convincerlo a partecipare al progetto di Suning




Donnarumma in buona compagnia: ecco la Top 5 dei giocatori più pagati in Serie A

Gianluigi Donnarumma ha finalmente deciso di rinnovare con il Milan, dopo le due settimane di fuoco che lo hanno accompagnato dopo l’annuncio del suo procuratore Mino Raiola, che aveva manifestato una mancanza di interesse per il prolungamento di contratto in scadenza nel 2018 (e che comunque nelle ultime ore si è detto ancora indeciso sul prolungamento del suo assistito con i rossoneri). Dopo proteste e indignazioni pubbliche dei tifosi, le parti sono giunte ad un accordo. Adesso sono le cifre del rinnovo che fanno discutere: sei milioni netti all’anno sono troppi per un 18enne che ha giocato a braccio di ferro con la dirigenza rossonera? Forse, ma oggi ci occuperemo di altro. Quali sono i 5 colleghi dell’estremo difensore che incassano stipendi altrettanto alti in Serie A?

Miralem Pjanic (Juventus) 4,5 milioni

Il bosniaco, arrivato alla Juventus la scorsa estate per 32 milioni di euro dalla Roma (cifra corrispondente alla clausola che aveva), è tra i 5 giocatori più pagati in Serie A, grazie ai 4,5 milioni annui percepiti: un aumento rilevane rispetto ai 3 milioni che riceveva dai giallorossi. Il centrocampista è legato ai bianconeri fino all’estate del 2021.

Edin Dzeko (Roma) 4,5 milioni

Un altro bosniaco entra in questa speciale Top 5. Anche il centravanti della Roma guadagna 4,5 milioni di euro all’anno con un contratto che va in scadenza nel 2020. Dopo la riduzione dell’ingaggio di De Rossi (6 milioni di euro prima del rinnovo), adesso è lui il giocatore più pagato della squadra di Di Francesco. Una bella responsabilità per l’ex Manchester City.

Mauro Icardi (Inter) 5 milioni

Sul gradino più basso del podio sale il capitano dell’Inter, con 5 milioni stagionali che possono variare grazie a numerosi bonus (entrata in Champions League e numero di goal). L’attaccante argentino ha rinnovato il contratto con i nerazzurri lo scorso autunno fino al 2021, quando venne preso d’assalto da molte squadra italiane ed europee.

Paulo Dyaba (Juventus) 7 milioni

La Joya, dopo il prolungamento di tre mesi fa con la Juventus, è schizzato al secondo posto in classifica grazie ai 7 milioni (bonus compresi) che guadagnerà con i bianconeri fino al 2022. Da quanto è arrivato a Torino due anni fa, l’argentino è riuscito a farsi triplicare lo stipendio con il quale aveva trovato l’accordo per lasciare il Palermo.

Gonzalo Higuain (Juventus) 7,5 milioni

Il giocatore più pagato della Serie A è Higuain: l’attaccante della Juventus, dopo il trasferimento pazzesco per 90 milioni di euro dal Napoli, è anche il giocatore che guadagna di più. Un dato sono interessante è che i 7,5 milioni di euro annui che percepisce dai bianconeri non lo fanno rientrare tra i 10 calciatori più pagati del mondo.




Fiorentina, riapre la fiera dell’Est: prima di Zahovic, la top 5 delle “Corvinate”

Come si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Così Pantaleo Corvino torna a incuriosire tutti con un colpo dei suoi: Dusan Zahovic, giovane attaccante serbo paragonato in patria nientemeno che a Zlatan Ibrahimovic. Arriva alla Fiorentina con un contratto quinquennale e la prospettiva di potersi giocare già la chance di prendere il posto di Nikola Kalinic. Si conferma la predilezione del DS viola per i talenti dell’Est Europa, un bacino da cui negli anni ha saputo scovare giocatori più che interessanti. Ricordiamocene alcuni:

5. Matja Nastasic

La Fiorentina lo acquista nel 2010 ma lo porta in Italia solo l’anno successivo. Difensore centrale roccioso ma coi piedi buoni, desta da subito ottime impressioni: nel 2011-12 racimola già 26 presenze, non poche per un giocatore proveniente dal campionato serbo. Si interessa subito a lui il Manchester City allenato da Roberto Mancini, che nella sessione estiva di mercato lo acquista per 16 milioni euro più il cartellino di Stevan Savic. Oggi ha ancora 24 anni, gioca nello Schalke 04 ma spinge per tornare nel nostro campionato.

4. Valeri Bojinov

Grandi, erano le speranze per questo attaccante bulgaro classe ’86. Pescato da Corvino addirittura in un club maltese, con la maglia del Lecce diventa il più giovane straniero a esordire in Serie A (non aveva nemmeno 16 anni). Tre stagioni e mezzo in Puglia prima di essere acquistato dalla Fiorentina. Da lui ci si attende un salto di qualità che non arriva mai, soprattutto col successivo arrivo di Luca Toni in squadra. Nel 2006 va in Serie B alla Juventus punita da Calciopoli, rimanendovi comunque per una sola stagione. Poi tanto peregrinare in mezza Europa. Oggi gioca in Cina nel Meizhou Kejia.

3. Mirko Vucinic

Tanto genio, ma anche funesta discontinuità per l’attaccante montenegrino. Arriva al Lecce nel 2000 come Bojinov e per fungere da riserva di Ernesto Chevanton (altra corvinata di pregio). Partito quest’ultimo e con l’arrivo di Zdenek Zeman sulla panchina pugliese, Vucinic vive un 2004-05 da incorniciare: per lui 28 presenze e 19 gol, suo record in Serie A. Dal 2006 al 2011 milita nella Roma, dal 2011 al 2014 alla Juventus. Per lui medesimo canovaccio: partite e giocate che fanno pensare al fuoriclasse assoluto, ma anche passaggi a vuoto che fanno pensare al brocco. Le mezze misure con lui non esistono. Oggi veste la maglia dell’Al-Jazira, club di Abu Dhabi.

2. Adem Ljajic

Ha ancora 25 anni ma sembra che giochi da una vita. Nel 2010 la Fiorentina di Corvino lo pesca dal Partizan Belgrado e lo annuncia come un grande talento. La grande tecnica in velocità hanno smosso importanti paragoni con Kakà. Può occupare tutti i ruoli d’attacco ma quello a lui più congeniale sembra l’esterno sinistro. Anche per lui, come per i precedenti: tanto potenziale espresso solo a metà. Dalla sua ha comunque una carta anagrafica che gli concede ancora tempo. Oggi è al Torino, fortemente voluto da Sinisa Mihajlovic.

1. Stevan Jovetic

Non esattamente una corvinata: Jovetic era considerato un grande talento ancor prima di sbarcare alla Fiorentina dal Partizan Belgrado nel 2008. Corvino seppe muoversi in tempo utile per strapparlo alla concorrenza di big europee come Manchester United e Real Madrid. Fantasista come non se ne vedono più in giro, si diceva che fosse un predestinato. Purtroppo una serie di infortuni hanno tarpato le ali di una carriera mai decollata del tutto, nonostante importanti esperienze al Manchester City e all’Inter. A 27 anni, ha ancora tempo per cercare la sua effettiva dimensione.

 




Vorrei cederti, ma non posso… la Top 5 dei giocatori “invendibili”

Tempo d’estate, tempo di calciomercato. I club europei affilano le unghie (e i portafogli) nell’intento di ghermire i rinforzi per le proprie rose. Sui giornali impazzano notizie, rumors, chiacchiere su possibili colpi e colpacci. Ma i veri protagonisti del mercato non sono tanto i top players contesi dai top clubs, quanto i giocatori che non trovano piazzamento. E sì, il mondo del calcio è pieno di giocatori, magari pagati a peso d’oro, che proprio non si riescono a cedere. Colpa di valutazioni o di stipendi troppo alti. Vediamo una piccola carrellata dei casi più emblematici di questi anni:

5. Juan Manuel Iturbe (Roma)

Arrivato nel 2014 a suon di fanfare, considerato il nuovo Lionel Messi, il 24enne argentino non ne ha azzeccata una. Neanche per sbaglio. Colpa forse delle pressioni per un acquisto importante per i parametri della Roma, pari a 27 milioni di euro. O forse di un mai raggiunto feeling con l’ambiente e gli allenatori. Fatto sta che la Roma cerca di piazzarlo da due stagioni senza successo: solo due prestiti, al Bournemouth e al Torino.

4. Seydou Doumbia (Roma)

Altro giallorosso, e altro acquisto non proprio azzeccatissimo. L’attaccante ivoriano nel gennaio 2015 sbarca dal CSKA Mosca alla Roma come rinforzo d’emergenza. Costa pure abbastanza, circa 16 milioni di euro. Segna solo 2 reti in 13 presenze, dopodiché i giallorossi provano disperatamente a disfarsene. Doumbia torna così in Russia in prestito, per poi tentare nuove avventure al Newcastle e al Basilea.

3. Vincenzo Iaquinta (Juventus)

Fortunato e sfortunato, l’attaccante calabrese. Campione del mondo nel 2006, Iaquinta ha vissuto gli ultimi quattro anni di carriera come indesiderato nella Juventus. E non solo per i frequenti problemi fisici: il club bianconero dal 2009 al 2013 ha fatto di tutto per cederlo, ricavando solo un breve prestito al Cesena nel 2011-12. Nel frattempo l’ha fatto giocare poco: per lui solo 41 presenze nello stesso arco di tempo, addirittura zero nelle ultime due annate.

Un comportamento difficile da motivare da parte della Juventus, che avrebbe potuto gestire la situazione senza danneggiare così tanto il ragazzo.

2. Robinho (Milan)

Se non si cede Robinho, il mercato del Milan è chiuso“: questo lo slogan pronunciato da Adriano Galliani per quasi due anni, a partire dal 2013. Il club rossonero, non versante in buone acque sul piano economico, avrebbe infatti dovuto disfarsi del ricco contratto del brasiliano. Non c’è riuscito finché nel 2015 non si è giunti a una risoluzione consensuale.

1. Tiago (Juventus)

Il grande acquisto della dirigenza juventina post-Calciopoli per il centrocampo, insieme a Felipe Melo. Arriva nel 2007 dal Lione per 14 milioni di euro e soprattutto con grandi aspettative. Tutte regolarmente deluse: nella prima stagione a Torino non va oltre le 20 presenze. La Juventus decide di cederlo quasi subito ma non può: Tiago guadagna 2,5 milioni annui e non vuole rinunciarvi.

Il giocatore accetta quindi coscientemente di restare in bianconero fino alla scadenza del contratto, e quindi per altre quattro stagioni, anche a costo di essere impiegato poco o niente. Per fortuna l’Atletico Madrid nel 2010 viene in soccorso alla Juventus, acquisendo il giocatore in prestito e convincendolo poi a trasferirsi a titolo definitivo. Previa, beninteso, rescissione consensuale del contratto con i bianconeri.

 




Da Sabatini a Monchi il diktat è lo stesso: la Top 5 delle migliori cessioni giallorosse

Da Sabatini a Monchi, il tema è sempre lo stesso: vendere (bene) prima di acquistare. Lo impone il Fair Play Finanziario, in virtù dell’accordo stipulato dai giallorossi nel 2015 con la UEFA che prevedeva di “stringere la cinghia” fino al 2018, limitando le perdite annuali in bilancio per non incorrere in sanzioni. Questo meccanismo ha portato il club a cedere molti pezzi pregiati, senza che però la competitività della squadra ne risentisse particolarmente: la cessione di Mohamed Salah al Liverpool è solo l’ultimo addio per una società che ha comunque dimostrato di far pagare a caro prezzo i proprio gioielli.

5. Mehdi Benatia (28 milioni di €)

Arrivato a Roma dall’Udinese nel 2013 per una cifra vicina ai 15 milioni di euro, il difensore centrale marocchino disputò una grande stagione sotto la guida di Rudi Garcia al punto da attirare l’interesse del Bayern Monaco: 28 i milioni necessari per convincere la dirigenza giallorossa nell’estate 2014. Denaro subito reinvestito su Manolas, futura (ma neanche troppo, a quanto pare) plusvalenza per le casse della società capitolina.

4. Erik Lamela (30 milioni di €)

Erik Lamela può essere considerato il primo grande colpo della Roma americana nell’estate 2011, anche se il suo adattamento al calcio italiano fu graduale. Nella stagione 2012/2013, complessivamente sventurata per la Roma El Coco mise in mostra tutto il suo talento mettendo a segno 15 reti in 33 presenze e facendo innamorare tutti i tifosi giallorossi. Amore, però, ricambiato fino a un certo punto: l’offerta del Tottenham ed il fascino della Premier League convinsero l’argentino a lasciare la capitale dopo soli 2 anni.

3. Marquinhos (31,4 milioni di €)

L’arrivo di Marquinhos nella Capitale nell’estate 2012 passò decisamente in sordina: 1,5 i milioni versati al Corinthians per il prestito per un’operazione complessiva da 5 milioni per il semi-sconosciuto difensore centrale brasiliano classe ’94, che riuscì a non naufragare nel sistema difensivo zemaniano, mostrando la sua abilità nell’anticipo e una velocità davvero sorprendente. Il PSG decise così di investire oltre 30 milioni di euro per il centrale (allora) diciannovenne: un investimento che ancora oggi paga i suoi frutti.

2. Miralem Pjanic (32 milioni di €)

Abbiamo scelto di inserire una sua foto con la maglia della Juventus proprio perché l’addio alla Roma per approdare in bianconero fu percepito come un tradimento per i tifosi giallorossi. Arrivato nel 2011, il centrocampista bosniaco ha disputato 185 partite segnando 30 reti prima di approdare alla corte della Vecchia Signora nel giugno scorso. Non prima, però, di aver portato 32 milioni di euro nelle casse societarie (valore della clausola rescissoria), permettendo così alla Roma di rispettare in extremis i parametri del Fair Play Finanziario.

1. Mohamed Salah (42 milioni di euro)

Il recordman in questa speciale classifica è proprio l’ultimo partente in casa giallorossa. La cessione dell’egiziano ha infatti portato 42 milioni di euro, che potrebbero salire fino a 50 qualora si concretizzassero i diversi bonus previsti legati alle sue prestazioni (e ai piazzamenti del Liverpool). Di certo non sarà facile sostituire un esterno capace di segnare 34 reti nelle due stagioni appena trascorse, dando sempre l’impressione di poter “spaccare” la partita grazie alle sue accelerazioni e ai suoi dribbling.