I 10 esoneri più veloci della storia del calcio

L’esonero, nel mondo del calcio, è un qualcosa verso cui ogni allenatore può incappare nel corso della carriera. Talvolta avventati, spesso contestati, fanno parte ormai da parecchi anni della quotidianità del gioco.

Per questo motivo la redazione di RadioGoal24 ha deciso di stilare una speciale classifica. Ecco a voi i 10 esoneri più veloci della storia del calcio.

 

10 – Luigi Delneri, Porto: 64 giorni

In decima posizione troviamo una conoscenza del nostro calcio, che però non ha avuto tanta fortuna in terra portoghese. L’ex allenatore di Roma e Juventus, ed attuale tecnico dell’Udinese, è stato esonerato ancora prima dell’inizio del campionato, in quanto accusato dalla dirigenza dei Dragoes di mancanza di professionalità e di molte assenze non giustificate. Anche il precampionato era stato tutt’altro che positivo.

 

 9 – Brian Clough, Leeds United: 44 giorni

Conosciuto per il suo carattere burrascoso e schietto, l’allenatore inglese durò appena 44 giorni. Con i giocatori non sbocciò mai l’amore, anzi: il tecnico li accusò la rosa di rimpiangere il vecchio allenatore, con cui Clough aveva pubblicamente litigato. Dopo solo 7 partite e una sola vittoria, la società inglese gli diede il ben servito.

 

8 – Paul Gascoigne, Kettering: 39 giorni

Con il Kettering, l’ex giocatore della Lazio ha vissuto la sua unica esperienza da allenatore. Gazza si presentò con 2 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, niente di disastroso. Il rapporto con i giocatori era buono e sereno, ma dopo soli 39 giorni la dirigenza del club inglese decise di esonerarlo in quanto “non era in grado di portare avanti i suoi compiti di manager”.

 

7 – Steve Coppell, Manchester City: 33 giorni

L’ex giocatore del Manchester United, arrivo sulla panchina del City nel 1996. In questo caso non si trattò però di un esonero: l’ex centrocampista decise di abbandonare l’incarico di sua spontanea volontà, dichiarando di non riuscire a reggere più lo stress. In conferenza si presentò dicendo: “Sono un animale che tende a fare il nido ovunque si ferma”.

 

6 – Paul Hart, QPR: 28 giorni

Ancora una volta club inglese e allenatore inglese. Arrivato a stagione in corso sulla panchina del Queen Parks Rangers, il tecnico inglese fu allontanato dopo 28 giorni, a causa di una sola vittoria in 5 partite. Si dice che i giocatori furono sconvolti dall’approccio tattico dell’ex difensore.

 

5 – Gustavo Barros Schelotto, Palermo: 22 giorni

Arriviamo finalmente in Italia e, ovviamente, al Palermo. Anche se, stranamente, questa volta non fu un esonero causato dal carattere focoso di Zamparini. Schelotto, arrivato in Sicilia nel gennaio del 2016, abbandonò la panchina dopo soli 22 giorni in quanto non era munito della licenza per allenare.

 

4 – Zé Maria, Ceahlaul: 5 giorni

L’ex giocatore dell’Inter detiene un record alquanto bizzarro: il brasiliano è l’unico allenatore ad essere esonerato, richiamato ed esonerato nuovamente nell’arco di soli 5 giorni. L’ex giocatore non la prese bene e dichiarò le seguenti parole: “Sono stato preso in giro da un presidente (Angelo Massone, ndr) che tratta i giocatori come fossero schiavi e sostiene che vada usato il pugno di ferro “perché sono rumeni”.

3 – Marcelo Bielsa, Lazio: 2 giorni

Torniamo in Italia, questa volta in casa Lotito. Il tecnico argentino, insieme al suo staff, decise di abbandonare la causa in quanto convinto che il presidente della Lazio non avrebbe comprato i giocatori a lui promessi entro un certo limite di tempo. L’allenatore decise quindi di rassegnare le dimissioni dopo soli 2 giorni, senza nemmeno essere atterrato a Fiumicino.

 

2 – Attilio Tesser, Cagliari: 1 giorno

A Cagliari troviamo un altro specialista di esoneri e Tesser ne sa qualcosa. La leggenda narra che Cellino, il giorno prima della partita, disse al tecnico: “vediamo se lei è un uomo fortunato”. Il Siena vinse 2-1 e il povero allenatore fu esonerato all’istante.

1 – Leroy Rosenior, Torquay: 10 minuti

E’ una storia assurda quella di Rosenior sulla panchina del Torquay. L’allenatore aveva appena firmato il contratto con il club inglese e dopo pochi minuti di conferenza stampa, alla terza domanda, arriva il comunicato che il presidente aveva ceduto il club e il nuovo proprietario aveva deciso di esonerare l’allenatore della vecchia proprietà.

 




Le 5 partite in Serie A con più goal dal 2000 ad oggi

In questo avvio di stagione la Serie A ha una media gol a partita nettamente più alta rispetto agli altri principali campionati europei. Il divario tra le big e le squadre di medio-bassa classifica è sempre più evidente e alcuni risultati ne sono la prova: dal 6-0 del Napoli in casa contro il Benevento, al 5-0 della Fiorentina al Bentegodi con l’Hellas Verona fino al 6-1 della Lazio all’Olimpico ai danni del Sassuolo dell’ultima giornata. Difese più deboli o attaccanti più prolifici? Come sempre in questi casi, la verità è nel mezzo.

Nello scorso campionato si sono segnate 1.100 reti. Un numero importante, destinato ad essere superato al termine di questa stagione: infatti, in queste prime 7 giornate si è segnato di più rispetto a quanto fatto nei primi 7 turni della Serie A 2016/2017. Prendendo spunto dalle partite di questo campionato la redazione di RadioGoal24 ha deciso di stilare una particolare classifica: quella delle 5 partite in Serie A con più goal dal 2000 ad oggi.

 

5. Inter-Genoa 5-4, 1 aprile 2012

Esordio vincente ma da brividi per Stramaccioni sulla panchina dell’Inter. I nerazzurri superano 5-4 il Genoa, decisiva la tripletta di Milito che non esulta per rispetto dei suoi ex tifosi. Debutto con 9 goal per il tecnico romano, una gara piena di ribaltoni ed emozioni, con la squadra del presidente Moratti che torna a vincere a San Siro dopo quasi tre mesi.

 

4. Parma-Milan 4-5, 14 settembre 2014

Seconda vittoria consecutiva per il Milan di Inzaghi contro il Parma e primato con Juventus e Roma. Al Tardini finisce 4-5, con la tripletta di Menez (il terzo goal di tacco dopo aver superato Mirante), trascinatore dei rossoneri e già a 4 reti dopo due partite. Incredibile l’autorete di De Sciglio, complice anche l’errore di Diego Lopez che non controlla il pallone su retropassaggio del terzino rossonero.

 

3. Fiorentina-Inter 5-4, 22 aprile 2017

La fine dell’era Pioli sulla panchina dell’Inter. Dopo l’exploit delle 8 vittorie consecutive, i nerazzurri perdono a Firenze la 3 partita sulle ultime 4 gare. A Firenze, i viola si impongono 5-4, dopo 90′ minuti dove succede di tutto: Fiorentina subito in vantaggio, Perisic e Icardi firmano la rimonta. Poi ecco il blackout in casa Inter, con la difesa che si fa imbucare con una facilità disarmante. Doppiette di Vecino e Babacar, goal di Astori, nel mezzo l’errore dal dischetto di Bernardeschi. Nel finale c’è la reazione dell’Inter che porta il nome di Icardi, che porta a tre il numero di reti personali.

 

2. Parma-Livorno 6-4, 1 maggio 2005

La partita che resterà nella storia per il poker realizzato nella stessa sfida da due calciatori: Gilardino e Lucarelli. Vittoria fondamentale in chiave salvezza per gli emiliani (6-4), una gara che vede entrambe le difese in crisi totale, con i due centravanti che ne approfittano con 4 gol ciascuno. Lucarelli vincerà poi la classifica capocannonieri con 24 reti, appena una in più di Gilardino.

 

1. Lazio-Sampdoria 7-3, 7 maggio 2017

Goleada biancoceleste davanti ai 40 mila dell’Olimpico e raggiunta aritmeticamente la qualificazione ai gironi di Europa League. Tutto facile per gli uomini di Inzaghi contro una Sampdoria giù in vacanza e allo sbando in mezzo al campo. C’è spazio per tutti: da de Vrij a Lulic, da Felipe Anderson a Keita, da Hoedt a bomber Immobile. Doppietta per l’aattaccante biancoceleste che raggiunge il suo precedente record di goal in una singola stagione (22), quando diventò capocannoniere con il Torino nel 2013-2014.

 




Non solo Stryger Larsen: la Top 10 dei più clamorosi errori degli ultimi 10 anni

Le partite si sa, come anche i campionati, si decidono spesso per un episodio, per una giocata o un errore di un singolo. Episodi che possono determinare un risultato, il futuro di un calciatore. Rinascita o declino. Torniamo indietro di qualche giorno, precisamente alla partita tra Roma e Udinese. Giallorossi subito in vantaggio con Dzeko, raddoppiano poco dopo con El Shaarawy. Roma che continua a spingere e alla fine del primo tempo trova il 3-0 grazie ancora la Faraone che sfrutta un errore clamoroso di Stryger Larsen, che in area di rigore, indeciso nel spazzare via il pallone e controllarlo, non fa nulla facendosi anticipare in maniera grossolana da El Shaarawy che non sbaglia a due passi dalla porta e batte Bizzarri.

Proprio per questo la redazione di RadioGoal24 ha deciso di stilare una Top 10 dei più clamorosi errori degli ultimi 10 anni. Scopriamo insieme questa particolare classifica:

 

10. Lazio-Fiorentina, 3 novembre 2007

Viola in un momento di forma strepitoso, biancocelesti in crisi e in emergenza. Partita comunque equilibrata, con la squadra di Prandelli che domina ma senza trovare la via del goal. Vantaggio che arriva grazie a Pazzini, ma soprattutto a Ballotta. Nel tentativo di non far uscire il pallone, il portiere della Lazio perde la sfera in uscita bassa con Pazzini che non fa altro che girarsi e mettere dentro a porta vuota. Vince la Fiorentina, con la complicità di Ballotta.

9. Roma-Juventus, 30 agosto 2009

I bianconeri passano 3-1 all’Olimpico, doppietta di Diego e rete di Felipe Melo, goal di De Rossi per i giallorossi. Gara che si sblocca per un disastro di Cassetti, che non controlla un pallone da ultimo uomo, facendosi superare dalla palla e da Diego che parte in contropiede e supera Julio Sergio.

8. Roma-Shakhtar Donetsk, 16 febbraio 2011

Andata dei quarti di finale di Champions League, gli ucraini ipotecano la qualificazione battendo la Roma in rimonta (2-3). Douglas Costa firma il momentaneo 2-1 per gli uomini di Lucescu, approfittando dello “svenimento” di Riise al limite dell’area. Il norvegese cade a terra, lasciando il pallone al brasiliano che con un tiro a giro batte Julio Sergio.

 7. Juventus-Lecce, 2 maggio 2012

Bianconeri a un passo dallo Scudetto a tre giornate dalla fine del campionato, con 3 punti di vantaggio dal Milan. Distacco che si accorcia per la vittoria dei rossoneri, ma soprattutto per lo stop inatteso della Juventus in casa contro il Lecce, causato da un clamoroso errore di Buffon allo scadere che consegna il pallone a Bertolacci davanti alla porta.

6. Roma-Cagliari, 2 febbraio 2013

Catastrofe giallorossa, fine dello Zeman-bis. Roma surclassata dai sardi (2-4), ospiti aiutati anche da Goicoechea: cross in area di Avelar, l’uruguaiano si gira verso la porta, senza nessuna pressione di avversari o compagni di squadra, e si butta letteralmente il pallone nella sua porta. Una papera incredibile, un errore da principiante, monito per tutti i portieri. Cosa non si deve fare, guardare Goicoechea.

 

5. Liverpool-Chelsea, 27 aprile 2014

Lo scivolone che resterà nella storia, la fine di un sogno, il rimpianto di una leggenda del calcio come Gerrard. I Reds perdono il titolo cadendo ad Anfield contro i Blues di Mourinho (0-2), con gli ospiti che si portano in vantaggio con Demba Ba, il quale sfrutta lo scivolone del capitano del Liverpool, recupera palla e realizza il gol del momentaneo 1-0.

 

4. Napoli-Inter, 4 febbraio 2015

Quarti di finale di Coppa Italia, al San Paolo decide Higuain al 93′ su gentile concessione di uno spaesato quanto maldestro Ranocchia. Rimessa laterale, il difensore nerazzurro non vede alle sue spalle il Pipita, prova ad anticiparlo ma inciampa e non controlla il pallone, con l’argentino che supera Handanovic e regala la semifinale al Napoli.

 

3. Roma-Fiorentina, 19 marzo 2015

Ritorno degli ottavi di Europa League. Dopo l’1-1 dell’andata la Fiorentina passeggia all’Olimpico battendo con facilità la Roma (0-3), conquistando il pass per i quarti. Il 2-0 lo firma Marcos Alonso, grazie ad un Ballotta-bis firmato Skorupski.

 

2. Italia-Spagna, 6 ottobre 2016

Un anno fa gli Azzurri sfidavano le Furie Rosse nell’andata del girone di qualificazione per i prossimi Mondiali. La gara finisce 1-1, con gli spagnoli che passano in vantaggio con Vitolo con un errore di Buffon in uscita, sbagliando l’intervento con i piedi a limite dell’area.

 

1. Genoa-Lazio, 17 settembre 2017

Un super Immobile trascina i biancocelesti nella trasferta di Marassi, padroni di casa che si arrendono nel finale per un gentile omaggio dell’ex Gentiletti, che da ultimo uomo e sul risultato di 2-2, sbaglia un passaggio in orizzontale da matita rossa. Immobile ringrazia e regala i tre punti a Inzaghi.

 




Top 11 svincolati 2018: quante occasioni per la prossima stagione!

Nonostante sia appena finita la finestra di calciomercato, la testa va subito ai calciatori che si libereranno a parametro zero. Vediamo nel dettaglio la Top 11 degli svincolati 2018.

Tanti nomi interessanti in questa ipotetica formazione passando dall’esperienza di Casillas, Juanfran e Ibrahimovic (che ha appena rifirmato per un anno con il Manchester United), a prospetti interessantissimi come Barkley, che è stato ad un passo dal Chelsea. Sanchez ed Ozil sono senza dubbio i 2 nomi più altisonanti ma anche due difensori della nostra Serie A non sfigurano affatto.

Iker Casillas

L’ex portiere del Real Madrid, attualmente all’ultimo contratto con i portoghesi del Porto, può rivelarsi ancora un’ottimo acquisto per tantissime società: lo spagnolo, tre volte campione d’europa con i Blancos, non ha ancora subito goal nelle prime 4 partite di campionato, rivelandosi ancora decisivo e in ottima forma fisica. Sara’ il sostituto di Reina al Napoli?

 

 

Stefan de Vrij

Il difensore della Lazio, uno dei migliori centrali in Italia, ha su di se’ gli occhi di molte squadre europee di alto livello. Difficilmente l’olandese rinnoverà il contratto con i biancocelesti e molte big sono pronte a darsi battaglia per assicurarsi le prestazioni del 25enne ex Feyenoord. Probabilmente sara’ uno degli oggetti dei desideri di molte società durante il mercato invernale, in quanto, conoscendo Lotito, proverà a monetizzare prima di perdere il giocatore a parametro zero.

Giorgio Chiellini

Sara’ quasi utopistico vedere il 6 volte campione d’italia vestire una maglia diversa da quella bianconera, ma dopo l’addio di Bonucci, non ci sorprenderebbe che la Juventus rinunciasse a un altro elemento fondamentale della difesa. L’ex Fiorentina, nel caso non rinnovasse con la Vecchia Signora durante il corso della stagione, avrà probabilmente una lunga fila di pretendenti una volta che sara’ senza un contratto. Resterà a giocare in Italia?

 

Juanfran

Il terzino dell’Atletico Madrid ha il contratto in scadenza nel giugno del 2018, ma l’accordo si rinnoverà automaticamente alla 25esima presenza con la maglia dei Colchoneros. Difficile quindi, essendo un pupillo di Simeone, che il giocatore della Nazionale spagnola non raggiunga la soglia di presenze per il rinnovo e lasci Madrid a parametro zero. Ma nel calcio, tutto e’ possibile.

Mesut Ozil

Il tedesco ha recentemente dichiarato di non sapere cosa accadrà a giugno, lasciando quindi porte aperte a ogni possibilità. Molte big stanno facendo la fila per assicurarsi le prestazioni dell’ex Real Madrid, tra cui la Juventus di Allegri. L’Arsenal, che non ha certo problemi di bilancio, potrà anche permettersi di perdere il 28enne a parametro zero.

 

Ross Barkley

Gli ultimi giorni di mercato e’ saltata la trattativa tra l’Everton e il Chelsea perché “Conte ha spento il telefono“, quindi il 23enne e’ rimasto alla corte di Koeman almeno fino a gennaio. Il centrocampista ha una lunghissima fila di pretendenti solo in Inghilterra, tra cui un forte interesse del Tottenham. Il trasferimento ai Blues e’ stato solo rimandato?

Andres Iniesta

Che effetto farebbe vederlo con una maglia diversa da quella del Barcellona? E quanto sarebbe interessante vederlo disegnare calcio nei campi della Serie A? Juventus e Inter hanno già chiesto informazioni all’entourage dello spagnolo, anche se, realisticamente parlando, sara’ difficilissimo un suo approdo in Italia, o comunque in qualsiasi squadra europea. Più facile che il campione del mondo decida di chiudere la carriera in un altro continente.

Emre Can

In Inghilterra danno già per certo la sua partenza a parametro zero, senza quindi lasciare aperto con il Liverpool. Anche in questo caso, l’ex Bayern Monaco ha molte pretendenti, tra cui la Juventus. I bianconeri hanno poi deciso di virare su Matuidi, che e’ comunque un centrocampista con caratteristiche diverse da quelle del tedesco. Sara’ quasi scontato un altro assalto della Juventus.

 

Arjen Robben

L’esterno del Bayern Monaco concluderà con molta probabilità il ciclo con i tedeschi, aperto nell’estate del 2009. All’età di 34 anni si dovrà valutare la sua forma fisica, prima di un tentativo di ingaggio. In caso di ok dei medici, l’olandese potrà rivelarsi un colpaccio per ancora molte squadre europee.

Zlatan Ibrahimovic

Conoscendo lo svedese, non sara’ facile convincerlo a sposare un altro progetto europeo. Questa stagione con il Manchester United dovrebbe essere l’ultima giocata nel calcio che conta. Già quest’estate sembrava vicino un suo approdo in USA, che e’ stato probabilmente rimandato di un anno. Ma Ibra ci ha abituato a molte sorprese, chissà che non ne abbia in serbo un’altra.

 

Alexis Sanchez

L’Arsenal rischia di perdere un’altra pedina fondamentale a parametro zero: il cileno, non in ottimi rapporti con Wenger, al 90% vestirà un’altra maglia la prossima stagione. In Inghilterra si parla di un assalto già pronto per gennaio da parte del Manchester City, che ha già più volte incontrato l’entourage dell’attaccante. Difficile un inserimento nella trattativa da parte di Inter e Juventus.

La formazione (3-4-3)




Top 11 svincolati 2017: i migliori acquisti del calciomercato estivo

A volte non serve mettere mano al portafogli per migliorarsi, molti colpi infatti possono arrivare a costo 0. Vediamo nel dettaglio la Top 11 degli svincolati 2017. Nell’estate più dispendiosa della storia del calciomercato, dove si sono pagate cifre fino a qualche anno fa inimmaginabili per giocatori il cui valore è ancora tutto da dimostrare, c’è anche chi è riuscito a piazzare colpi importanti a parametro 0, accaparrandosi le prestazioni di molti giocatori svincolati reduci da stagioni di alto livello o al termine di una carriera scintillante.

Wilfredo Caballero

Portiere argentino classe 1981. Reduce da una discreta stagione nel Manchester City, con cui ha collezionato ben 27 presenze, di cui 6 in Champions League, ha risolto il proprio contratto triennale con i Citizens, e si è guadagnato un posto alla corte di Antonio Conte. Il Chelsea può quindi vantare adesso ben 3 portieri di grande qualità ed esperienza: le spalle di Thibaut Courtois sono infatti ben coperte dall’ex Genoa e Campione d’Europa in carica Eduardo e dal 36enne oro olimpico ad Atene 2004.

Gonzalo Rodriguez

Difensore argentino classe 1984. Capitano e bandiera della Fiorentina con all’attivo 159 presenze e 22 reti in 5 anni di Serie A, è stato malamente messo alla porta da una società che è stata smantellata e rifondata. Deluso dalla viola, ma sempre innamorato di Firenze, è tornato in Argentina per vestire la maglia del San Lorenzo. Forse una meta troppo poco prestigiosa per un calciatore con la sua esperienza: avrebbe fatto comodo a moltissime squadre del campionato italiano.

 John Terry

Non ha certo bisogno di presentazioni. Una carriera passata nel Chelsea (con un’unica parentesi di 3 mesi nel Nottingham Forrest quando aveva 20 anni), con la maglia dei Blues ha vinto, sfoggiando quasi sempre la fascia di capitano, la bellezza di 18 trofei, tra cui una Champions League ed una Europa League. Ma anche le storie d’amore più grandi a volte devono finire. E così, dopo 22 anni nel Chelsea, l’ormai 37enne difensore londinese ha lasciato Stamford Bridge, e si è legato per un anno all’Aston Villa, che attualmente milita nella Championship.

Pepe

Képler Laveran Lima Ferreira, meglio noto come Pepe, per un decennio è stato una colonna della difesa del Real Madrid. Dopo 334 presenze e 14 trofei con la maglia dei Blancos, il Campione d’Europa ormai 34enne ha lasciato la capitale spagnola. Accostato al PSG e all’Inter (che sperava di ripetere con maggior successo l’operazione che portò Vidic in nerazzurro), ha infine firmato un contratto di due anni con i turchi del Besiktas.

 Sead Kolasinac

Il più giovane parametro zero di questa nostra speciale formazione. Il 24enne bosniaco, dopo 5 stagioni e 117 presenze nello Schalke 04, ha lasciato la natia terra tedesca per cercare la svolta alla propria carriera nelle fila dell’Arsenal. Nato terzino sinistro, capace di giocare anche al centro od in mediana, ha avuto un ottimo approccio al gioco dei Gunners mettendosi in mostra da subito nella finale del Community Shield contro i rivali del Chelsea dove è subentrato a Mertesacker.

Dani Alves

Arrivato l’anno scorso a costo zero alla Juventus dopo stagioni strepitose e prestazioni considerate irripetibili con la maglia del Barcelona, il terzino brasiliano, superato il trauma di un infortunio in avvio di stagione, ha conquistato tutti: i suoi numeri, le sue giocate, la sua esperienza ed esplosività hanno permesso alla Juve di arrivare in finale di Champions. Poi qualcosa si è guastato, e il 34enne campione d’Italia ha deciso che il club bianconero non faceva per lui. Dopo la risoluzione del contratto e dopo aver gettato ombra sulle ambizioni e la professionalità juventina, ha firmato con il PSG. La squadra che ha speso di più nella storia del calcio, può forse vantare anche il miglior parametro zero dell’estate.

Rio Mavuba

Mediano francese classe 1984. Pupillo di Rudi Garcia, uno degli uomini che hanno trascinato il Lille alla conquista dello storico scudetto del 2011, dopo 8 anni con Les Dogues, si è svincolato dal club francese e si è trasferito allo Sparta Praga. Il suo ex allenatore lo aveva fortemente voluto alla Roma, insieme a Gervinho. Forse non adatto al campionato italiano, per le ambizioni del club ceco è un acquisto di primo livello.

Davide Di Gennaro

Reduce da un convincente biennio tra Serie B e Serie A con la maglia del Cagliari, il 29enne centrocampista lombardo si è svincolato dalla società sarda e ha firmato un triennale con la Lazio di Simone Inzaghi. Dopo una carriera passata tra serie maggiore e serie cadetta indossando ben 11 maglie diverse, è finalmente pronto per il definitivo salto di qualità.

Jesus Navas

“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano” cantava Antonello Venditti. E’ il caso di Jesús Navas González e del Siviglia. Nel 2013, dopo ben 10 anni, 395 presenze e 35 reti, dopo aver rifiutato più volte altre mete e aver conquistato un titolo mondiale e uno europeo con la nazionale spagnola, la talentuosa ala destra firmò un contratto quadriennale con il Manchester City. Con i Citizens ha vinto un campionato e due coppe di lega ma, scaduto il contratto che lo legava al club inglese, all’età di 31 anni ha deciso di tornare nella sua amata Siviglia. All’inizio dell’estate si era parlato di un suo interessamento da parte della Lazio, che poi si è consolata con il portoghese Nani.

Rachid Ghezzal

Uno degli uomini più interessanti del mercato estivo. Ala o esterno di nazionalità algerina, dopo 119 presenze, 14 gol e 20 assist con la maglia del Lione, il suo procuratore e fratello Abdelkader Ghezzal – vecchia conoscenza della nostra Serie A – ha insistito perché non firmasse il rinnovo con il club francese cosicché venisse avvicinato da squadre intenzionate a tesserarlo a costo zero. Dopo essere stato vicinissimo al trasferimento alla Roma, il 25enne dal piede mancino si è accasato dai campioni di Francia del Monaco.

Zlatan Ibrahimovic

Much Ado About Nothing recitava una commedia di William Shakespeare, “Molto rumore per nulla”. E’ il riassunto dell’estate del portento svedese. Al termine della scorsa stagione, complice anche il grave infortunio subito il 20 aprile contro l’Anderlecht (rottura del legamento crociato anteriore e posteriore), il Manchester United decise di non esercitare l’opzione per il rinnovo del suo contratto. Spaventate dalla gravità dell’infortunio e dalle pretese economiche del giocatore, ma allettate dalle sue prestazioni sempre determinanti, molte società, tra cui il Milan, hanno tentennato nell’offrirgli un contratto per la stagione 2017-18. Alla fine, i Red Devils hanno fatto un passo indietro e, 54 giorni dopo la risoluzione del contratto, hanno offerto allo svincolato svedese l’inaspettato rinnovo.

La formazione (3-4-3)




Top 11 acquisti mancati: le trattative saltate del 2017

Quella dell’estate 2017 è stata una delle sessioni di mercato calcistico più interessante degli ultimi anni. Tanti però anche i calciatori che sembravano destinati ad una squadra e che, per un motivo o per l’altro, non sono finiti dove prefissato, ma vediamo nel dettaglio la Top 11 degli acquisti mancati del calciomercato.

Pepe Reina (PSG)

La vicenda legata a Pepe Reina, portiere spagnolo, è una delle poche dimostrazioni che nel calcio comanda anche il cuore e non solo il denaro. Dopo alcune difficoltà per il rinnovo di contratto con il Napoli, sul portiere iberico è piombato il Paris Saint Germain con un’offerta da 7 milioni di euro per il club ed un contratto da 3,5 stagionali per l’estremo difensore. Fino all’ultimo sembrava sicura la sua partenza, tanto che il club azzurro era già in cerca di un suo sostituto. A quanto pare però i soldi non sono tutto per il ragazzo che ha deciso di rimanere per almeno un’altra stagione nel capoluogo campano.

Leonardo Spinazzola (Juventus)

Quella di Leonardo Spinazzola, esterno dell’Atalanta, è ormai una storia che conosciamo bene. Il giovane, tifoso della Juventus sin dalla tenera età , sogna di approdare nella sua squadra del cuore, a discapito del club bergamasco al quale è legato per un altro anno. I nerazzurri hanno fatto di tutto per tenere il ragazzo a Bergamo e ci sono riusciti. Il suo futuro , stando a quanto preannunciato dal Dg bianconero Giuseppe Marotta, vedrà ancora i colori della Dea, visto che al suo posto hanno preso l’ex rossonero Mattia De Sciglio.

 Gabriel Paletta (Lazio)

Nulla da fare per il trasferimento del difensore italo-argentino al club capitolino. Gabriel Paletta, fino ad alcuni giorni prima del termine del mercato, era ad un passo dalla Lazio che ha presentato un’offerta più alta di quelle dei club sudamericani. Nonostante l’accordo con il Milan e l’intenzione da parte del giocatore di partire, i biancocelesti non sono riusciti ad aggiudicarselo. Il club capitolino non ha voluto offrire più di quanto fatto in precedenza ed il giocatore non ha abbassato le proprie pretese.

Kostantinos Manolas (Zenit)

Dopo le cessioni straordinarie di Antonio Rudiger, Mohamed Salah e Leandro Paredes, sembrava che anche Kostantinos Manolas fosse sul piede di partenza, direzione San Pietroburgo. Lo Zenit di Roberto Mancini era intenzionato a prendere sia Paredes, giovane centrocampista argentino, che il difensore greco, uno dei migliori della Serie A. La Roma ha deciso di vendere solo uno dei due giocatori richiesti dal club russo e di tenere l’altro. I dubbi sul futuro di Manolas erano tanti, ma alla fine è stato il giocatore stesso a chiarire la situazione dicendo di voler rimanere.

Ross Barkley (Chelsea)

Uno dei centrocampisti più promettenti della Premier League è stato in grado di rifiutare il Chelsea con tanto di contratto faraonico. Ross Barkley, centrocampista dell’Everton, non ha mai voluto necessariamente lasciare i Toffees ma, se proprio avesse dovuto cambiare squadra, avrebbe scelto solo il Tottenham di Pochettino, considerato da lui come il tecnico migliore. Questo desiderio non è mai stato celato dal centrocampista britannico ed è stato proprio ciò a spingere Barkley a rifiutare i Blues quando gli unici passaggi rimasti erano le consuete visite mediche e la firma.

Thomas Lemar (Arsenal)

L’attaccante franco-guadalupense Thomas Lemar ha preferito rimanere in patria, con la maglia del Monaco, piuttosto che accettare l’offerta dell’Arsenal e trasferirsi in Inghilterra. Nonostante l’offerta fosse allettante ed il club molto apprezzato, il giovane talento ha deciso di non trasferirsi e di rimanere nel club transalpino. La sua partenza avrebbe causato non pochi problemi alla squadra e perciò ha deciso di rimandare e di continuare a giocare in Francia.

 Renato Sanches (Milan) 

Tra i tanti acquisti del Milan di questa estate non spunta il nome di Renato Sanches, uno degli obbiettivi principali del club italo-cinese. Il club rossonero ha trattato con il Bayern Monaco, proprietario del suo cartellino, per quasi tutta l’estate. Le parole di Rummenigge, dirigente dei bavaresi, le quali affermavano che il giovane non andrà in Italia, ha dato buone speranze ai club inglesi. A sorpresa lo Swansea si aggiudica il campione d’Europa in prestito: beffate Milan, Liverpool e Monaco.

Riyad Mahrez (Roma)

Riyad Mahrez, attaccante algerino del Leicester City è stato uno degli obbiettivi principali della nuova Roma di Eusebio Di Francesco. Da parte del giocatore c’erano segnali positivi che facevano pensare ad una possibilità di trasferimento, ed invece le Foxes hanno fatto muro. Inutili i continui rilanci da parte dei giallorossi, i quali sono arrivati ad intavolare un’offerta da 35 milioni di euro: il club britannico non ha mai abbassato la richiesta da 50 milioni, nemmeno quando l’algerino sembrava essere favorevole al trasferimento.

Philippe Coutinho (Barcellona)

Verso la fine del periodo di calcio mercato, il Barcellona irrompe improvvisamente nello scenario europeo e assale il Liverpool per provare a prendere Philippe Coutinho, trequartista del Liverpool. Già da subito le cifre messe in discussione sono altissime finché il club inglese non ha voluto abbattere la concorrenza con una richiesta da 200 milioni. Il club catalano non ci ha pensato due volte ed ha subito terminato le trattative. Inutile le lacrime del brasiliano, dopo un goal con la Nazionale, a simboleggiare la sua amarezza per il mancato trasferimento in Blaugrana.

Andrea Belotti (Monaco)

Il gioiello azzurro del Torino rimarrà ancora in maglia granata nonostante le tantissime offerte. Dopo i sondaggi del Milan scatenato, il Monaco, forte dei milioni incassati con la cessione di Kylian Mbappé, bussa alla porta di Cairo con una grossa cifra. Il Torino e tutta la Serie A, timorosa di perdere il suo gioiello più brillante, hanno tremato di fronte alla potenza economica dei francesi. Nulla da fare però: la richiesta di 100 milioni è considerata troppo alta dai transalpini che hanno deciso di puntare tutto su Keita Balde, un talento grezzo della Serie A ad un prezzo molto più ragionevole.

Patrik Schick (Juventus)

Il caso più eccezionale di mancato acquisto all’ultimo secondo è accaduto in Italia, a Torino. Patrik Schick, attaccante ceco classe ’95, era praticamente della Juventus e gli unici step da superare erano quelli delle visite mediche e della firma ufficiale. Stando a quanto dichiarato dai dirigenti bianconeri, è stato riscontrato un’infiammazione cardiaca al giocatore dovuta all’ingente sforzo impiegato durante la stagione. Un problema che ha preoccupato la vecchia signora e che ha arenato qualsiasi trattativa.

La Formazione (3-4-3)

 




Top 11 svincolati 2017: chi ne ha bisogno?

Il mercato si è appena concluso, ma non per tutti: le società infatti hanno ancora la possibilità di tesserare giocatori senza contratto. Ma andiamo a vedere la Top 11 degli svincolati 2017 e chi ne avrebbe bisogno.

Visto che la finestra per i calciatori liberi è ancora aperta, abbiamo deciso di stilare una formazione con i migliori calciatori rimasti a spasso senza una squadra. Viene fuori un 11 molto interessante, che potrebbe certamente fare la sua bella figura nei migliori campionati europei.

Cedric Carrasso

Il 35enne di Avignon ha appena concluso la sua esperienza al Bordeaux durata ben 8 anni. E’ uno dei pochi portieri di alti livello rimasti senza contratto e, guardando la carta d’identità, sarebbe in grado di giocare per almeno altri 2 o 3 anni. Con un passato al Crystal Palace e al Marsiglia, Carrasso ha raccolto anche una presenze con la Francia nel 2011. Nel suo Palmarès troviamo una Coppa di Francia vinta con il Bordeaux. Il Torino provò a prenderlo prima di chiudere per Sirigu.

 

Cristian Zaccardo

Il difensore italiano è venuto alla ribalta con la sua auto-candidatura su Linkedin dopo aver rescisso il suo contratto. Negli ultimi giorni per lui si è parlato della possibilità di finire all’Inter, che ha un buco in difesa. Che la sua ricerca di lavoro sia andata a buon fine?


Joleon Lescott

Il 35enne inglese viene dalll’ultima esperienza al Sunderland non troppo entusiasmante: solo 2 presenze in Premier. Ma il difensore ha recentemente dichiarato di stare ancora bene fisicamente e di poter dare ancora qualcosa al mondo del calcio. Due campionati inglesi nella sua bacheca, entrambi vinti con la maglia del Manchester City.

 

 José Enrique

Concludiamo il reparto difensivo con uno dei giocatori più giovani di questa lista: l’ex Liverpool ha infatti solo 31 anni, ma dopo l’esperienza al Real Saragozza, lo spagnolo non è riuscito a trovare una squadra che gli abbia dato fiducia. Difficile immaginarlo svincolato ancora per molto… squadre di Serie A, cosa aspettate?

Esteban Cambiasso

Uno degli eroi del Triplete dell’Inter, all’età di 37enne, non vorrebbe ancora appendere gli scarpini al chiodo, prima di cominciare una probabile carriera da allenatore. Non serve presentarlo, il Palmares del mediano parla per lui: una Champions, una Liga, 5 Scudetti, due Coppe Intercontinentali e due Campionati greci, oltre a svariate coppe nazionali.

 

 

Sulley Muntari

Compagno di Cambiasso nei tempi d’oro dell’Inter, il 33enne ghanese viene da un’esperienza al Pescara dove ha dimostrato di poter dare ancora tanto in una squadra di medio-bassa classifica. L’ex Milan, oltre ai tanti trofei vinti in nerazzurro, può vantare anche una Coppa Inglese vinta nel 2008 con il Portsmouth.

 

 

Bosko Jankovic

L’esterno serbo, in Italia dal 2008, ha vestito le maglie di Palermo, Genoa e Hellas Verona e collezionato ben 161 presenza in Serie A e segnato 20 goal. All’età di 33 anni e con un passato al Mallorca, ha rifiutato proposte dalle Serie B, convinto di poter giocare ancora nella massima serie. Perché le neopromosse non pensano a lui?

 

 

Mathieu Flamini

Il centrocampista francese, conclusa l’esperienza al Crystal Palace, è stato proposto a Hellas, Sampdoria e Spal, ma al momento non si è concretizzato nulla. L’ex Milan e Arsenal ha mostrato ancora una buona forma fisica e in Italia potrebbe aiutare ancora molte squadre. Lo vedremmo ancora giocare nel nostro campionato? Le probabilità non sono poi così basse.

 

 

Giuseppe Rossi

Con una delle storie più tristi del calcio italiano, l’ex Fiorentina, a soli 30 anni, è ancora senza un squadra. Difficilmente si può valutare la sua forma fisica dopo l’ennesima rottura del crociato, che lo terrà lontano dai campi di gioco almeno fino a Ottobre. Nell’ultima stagione con la maglia del Celta Vigo, prima dell’infortunio, aveva segnato 6 goal. Perché non dargli un’altra chance in Serie A?

 

 

Antonio Cassano

Con una telenovela che ha appasionato e divertito milioni di italiani, il buon Cassano ha deciso di rescindere il contratto con l’Hellas ancora prima che iniziasse il campionato. Il campione di Bari ha però dichiarato di non avere intenzione di smettere con il calcio, e che valuterà le eventuali proposte dal nostro campionato. Ogni amante del calcio vorrebbe vederlo giocare ancora.

 

 

Alessandro Diamanti

Dopo la stagione al Palermo non troppo entusiasmante, il mancino di Prato è rimasto senza squadra, ma anche per lui si tratta probabilmente solo di una questione di tempo. Per l’ex Bologna e Atalanta c’è già in piedi una trattativa con lo Spezia e la società punta ad assicurarselo il prima possibile. Vedremo ancora calciare quel sinistro e segnare goal con traiettorie aliene?

 

 




Non solo Kondogbia: ecco i giocatori che hanno disertato gli allenamenti

Il mercato si è appena concluso concluso lasciando soddisfazioni ad alcuni e amarezza ad altri, ma per tutti gli amanti del calcio è stata una sessione divertente. Un fenomeno, a dir poco inaccettabile in questo calciomercato, è stato però quello dei calciatori che hanno disertato gli allenamenti.

Agendo in questa maniera i calciatori hanno fatto pressione sulle rispettive società per essere ceduti e alla fine, purtroppo, l’hanno vinta loro (seppur in tempi molto lunghi, come Kalinic e Niang).

1 – Geoffrey Kondogbia

Il buon francese ex Inter, che ha sempre tenuto un profilo basso e umile, non si è presentato all’allenamento dei nerazzurri per spingere verso la cessione al Valencia, operazione conclusa pochi giorni dopo.

Tra lo sgomento degli addetti ai lavori, Spalletti ha dichiarato che il centrocampista è un bravo ragazzo, ma che è stato consigliato male (Raiola?).

2 – Nikola Kalinic

Nel bel mezzo della trattativa con il Milan, il croato ha deciso di non presentarsi all’allenamento della Fiorentina.

La società viola ha rilasciato un comunicato multando l’attaccante per l’assenza, ma anche questa volta ha vinto il giocatore, trasferendosi ai rossoneri.

3 – Leonardo Spinazzola

Promesso sposo alla Juventus, il terzino non si è presentato alla convocazione per la sfida contro il Valencia. L’Atalanta, che lo ha sempre voluto trattenere fortemente, ha imposto al giocatore di restare, nonostante le continue dichiarazioni d’amore del giocatore verso i bianconeri. Spinazzola è tornato ad allenarsi con i compagni come se non fosse successo nulla. E’ stato giusto il comportamento dell’Atalanta o il terzino ha avuto un trattamento troppo morbido?

 4 – M’Baye Niang

Questo episodio è stato un po’ diverso dagli altri precedentemente elencati: l’attaccante, non presentandosi all’allenamento, ha consegnato un certificato medico per “problemi psicologici”: troppo stress a Milanello.

Il giocatore è stato poi ceduto al Torino alla fine del mercato dopo aver rifiutato una proposta da parte dello Spartak Mosca molto importante sia per il Milan che per se stesso.

 

 5 – Keita Balde

Da sempre in guerra con Lotito, l’ala non si è presentata all’allenamento per spingere verso la cessione, probabilmente alla Juventus.

In scadenza di contratto, il 22enne si è poi trasferito al Monaco, dopo una lunghe trattative con i bianconeri e l’Inter.

 

6 – Ousmane Dembélé

Concludiamo con un episodio estero: l’esterno, corteggiato dal Barcellona, non si è presentato all’allenamento del Borussia Dortmund.

Il tecnico dichiarò: “Non sappiamo dove sia”. Il giocatore si è poi trasferito in blaugrana per una cifra altissima: 105 milioni più circa 40 di bonus.




Calciomercato 2017: i 5 trasferimenti più costosi

E’ finito da poche ore il mercato che ha sconvolto le regole, regalato tante emozioni e anche tante critiche. Ma vediamo nel dettaglio i 5 trasferimenti più costosi del calciomercato 2017.

Probabilmente verrà ricordata come l’estate di Neymar al Paris Saint Germain, trasferitosi dal Barcellona per una cifra record, ma il brasiliano non è stato l’unico colpo di lusso di questa sessione estiva.

5 – Alvaro Morata

Lo spagnolo è stato venduto dal Real Madrid per 65 milioni di euro più eventuali 13 di bonus.

L’ex Juventus, in vista anche degli imminenti mondiali in Russia, avrà il compito di rendersi protagonista con la maglia del Chelsea, sotto la guida di Conte che lo ha fortemente voluto e cercato. Il 24enne si è presentato in Inghilterra con 2 goal e 2 assist nelle prime 4 partite giocate.

4 – Romelu Lukaku

Il gigante belga avrà il compito di raccogliere la pesante eredità di Ibrahimovic, che si renderà utile nel corso della stagione.

Il Manchester United ha dovuto sborsare all’Everton ben 84,7 milioni di euro, cifra che non ha per niente spaventato l’attaccante, che si è subito scrollato dalle spalle il peso del prezzo segnando 4 goal nelle prime 4 apparizioni stagionali.

3 – Ousmane Dembélé

Toccherà al 20enne francese cercare di colmare la partenza di Neymar: il Barcellona ha infatti acquistato dal Borussia Dortmund l’ala cresciuta tra le fila del Rennes per una cifra astronomica: 105 milioni di euro in mano, più altri 42 legati a vari bonus.

Palleggi a parte, riuscirà…

2 – Kylian Mbappé

Dopo settimane di corteggiamento, alla fine è arrivata anche l’ufficialità: Mbappé è un nuovo calciatore del PSG e sarà il secondo giocatore più pagato della storia (dopo il neo compagno di squadra Neymar).

Il Paris Saint-Germain si è assicurato il giovane talento acquistandolo dal Monaco con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato al luglio 2018. I campioni di Francia incasseranno ben 180 milioni di euro.

1 – Neymar

Il trasferimento del brasiliano ha lasciato sconvolti tutti: tifosi, allenatori, dirigenti, addetti ai lavori e giocatori.

Il PSG ha pagato la cifra stratosferica di 222 milioni di euro, tanto quanto la clausola che aveva con il Barcellona. Nel mentre molti si chiedono ancora se il 25enne vale tutti quei soldi, l’attaccante risponde con 3 goal e 3 assist nelle prime 3 giornate di Ligue1.

 




Juventus, difesa e centrocampo in difficoltà: può essere la fine di un ciclo?

Deve essere stato un risveglio molto turbato quello di Max Allegri questa mattina: il giorno dopo la sconfitta in Supercoppa contro la Lazio, ha lasciato molti dubbi e poche certezze a una Juventus che non ha ancora convinto da quando sono stati sciolti i ranghi dopo la finale persa di Champions League. Cosa sta succedendo alla Vecchia Signora? E’ solo un problema temporaneo e di assestamento o si sta cominciando a formare una crepa sempre più grande?

Come prima cosa vanno messe le mani avanti e va considerato il fatto che le squadre di Allegri non partono mai in quarta: tutti gli anni, da agosto a ottobre, fioccano gli haters che attaccano l’allenatore livornese, accusandolo di non essere all’altezza di un ruolo tanto importante e di non sapere gestire una squadra come la Juventus. E tutti gli anni, l’ex allenatore del Milan riesce a far ricredere i più scettici a suon di vittorie e finali di Champions. Sotto questo punto di vista, i tifosi juventini potrebbero dormire sogni tranquilli, dando fiducia al tecnico e aspettando il momento in cui i motori della squadra saranno a pieno regime.

Difesa

Ma se si fossero rotti gli ingranaggi? Sicuramente la sconfitta di ieri sera ha fatto accedere un paio di spie: quella della difesa e quella del centrocampo. La partenza di Bonucci, più che aver privato la rosa di un giocatore dalle sue caratteristiche, sembra aver tolto alla Juventus l’anima della retroguardia. Manca un leader carismatico che guidi la difesa: Rugani e Benatia, almeno per quanto hanno fatto vedere, non hanno il temperamento giusto per ricoprire un ruolo così importante. O Allegri riesce a settare i due/tre centrali, o serve un intervento sul mercato. Stesso discorso per i terzini, in particolare quello destro: De Sciglio ieri non ha convinto, né in fase difensiva (vedi l’ultima azione che ha portato al goal di Murgia) né in fase offensiva. Lichtsteiner ha ormai 33 anni e nonostante la buona forma fisica, non è pensabile poter disputare una stagione con lo svizzero titolare. Riuscirà Allegri a trasformare l’ex Milan nel giocatore che ha allenato durante gli anni in rossonero?

Centrocampo

Il centrocampo della Juventus è già così di alto livello. Ma per poter puntare alla Champions e al settimo scudetto consecutivo, manca ancora qualcosa: un giocatore di movimento. Marotta è vigile sul mercato e sta cercando con insistenza un centrocampista. La prestazione di ieri sera è la conferma che là in mezzo serve un altro colpo e questo la società bianconera lo tiene ben presente. Al 99%, la Juventus non chiuderà il mercato senza un altro innesto nel reparto nevralgico del campo. Quindi sì, la spia è accesa, ma preoccupa molto meno che quella della difesa.

Attacco 

Il reparto offensivo ancora non brilla, ma le potenzialità sono enormi. Douglas Costa sta cominciando a calibrare il piede, Dybala è già in forma stratosferica, Bernardeschi verrà inserito gradualmente come è solito fare Allegri. Dando ancora un pò di tempo a Higuain per tornare in forma, l’attacco potrebbe essere il vero punto di forza di questa nuova Juventus. Senza dimenticare Mandzukic, Pjaca e Cuadrado, Allegri ha tutte le carte in regola per regalare un grande spettacolo offensivo durante la stagione, potendo permettersi, cosa che non poteva fare lo scorso anno, anche un’ampia rotazione. Potrebbe sembrare azzardato, ma sulla carta gli attaccanti potrebbero esprimersi in maniera devastante, riuscendo a trascinare la squadra verso altre vittorie.