Juventus-Milan, i migliori 11 della storia a confronto

Nelle memorie del nostro campionato di calcio, ci sono stati giocatori che hanno scritto la storia entrando anche tra le  leggende del calcio giocato. Calciatori italiani e non che hanno girato le migliori squadre al mondo, con le quali hanno vinto i trofei più prestigiosi: Del Piero, Pirlo, Ronaldo, Maradona e tanti altri ad esempio. In occasione del match di campionato tra Juventus e Milan in programma sabato 31 marzo alle ore 20.45, abbiamo stilato due formazioni tipo con i migliori giocatori nella storia delle due squadre.

Juventus (3-4-3)


Come possiamo vedere, nella miglior formazione della Juventus, abbiamo i giocatori risultati più importanti nelle imprese compiute durante la storia di questa società. Schierata con un 3-4-3, abbiamo tra i pali l’attuale portiere Gianluigi Buffon; nella linea a tre difensiva ci sono Giorgio Chiellini, Lilian Thuram e Gaetano Scirea; nei quattro a centrocampo troviamo Pavel Nedved, Andrea Pirlo, Zinedine Zidane e Michel Platini. La fase offensiva è occupata da Alessandro Del Piero, David Trezeguet e Roberto Baggio. Grandi nomi in questa rosa speciale, che ora andremo ad analizzare brevemente.
BUFFON: considerato come uno dei più forti portieri di tutti i tempi, è stato spesso definito il migliore nella storia del calcio. Dal 2001 gioca con la Juventus, con la quale ha vinto 8 campionati di Serie A, 1 di Serie B, 5 Supercoppe Italiane e 3 Coppe Italia. Buffon con la maglia bianconera ha stabilito vari record, il più prestigioso, quello di imbattibilità in Serie A per 974 minuti. Attualmente è ancora il portiere della Juventus, con la quale lotta per la vittoria del campionato.
CHIELLINI: nel club dal 2004, è considerato come uno dei migliori difensori della sua generazione. Nato come terzino sinistro, occupa ora la posizione di difensore centrale. Con la Juventus ha vinto 6 campionati italiani e 3 Supercoppe italiane e Coppe Italia. Con la maglia bianconera ha segnato in 355 gare, 25 gol.
SCIREA: divenuto uno degli uomini simbolo della Juventus allenata da Giovanni Trapattoni a cavallo degli anni 1970 e 1980, nonché suo capitano dal 1984 al 1988, Scirea formò una delle migliori linee difensive, della storia del calcio. Giocava come libero e fu definito uno dei massimi interpreti del ruolo, nonché icona di signorilità e correttezza. Con la maglia bianconera ha vinto 7 campionati italiani e due Coppe Italia, mentre in campo internazionale una Coppa Uefa, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Uefa, una Coppa Intercontinentale e una Coppa dei Campioni.
THURAM: difensore di statura mondiale, fra i migliori della storia del calcio, ha vestito la maglia della Juventus dal 2001 al 2006, totalizzando un solo gol in campionato. Con la squadra ha vinto due Supercoppe italiane e due campionati italiani. Ha ricoperto i ruoli di terzino destro e difensore centrale, ed è stato un giocatore abile in marcatura e nel gioco aereo, spiccando per tecnica, correttezza, velocità e prestanza fisica.
NEDVED: considerato come uno dei migliori centrocampisti di quella generazione, ha vestito la maglia della Juventus dal 2001 al 2009, vincendo anche un Pallone d’Oro. Ora ricopre la carica di Vicepresidente del club bianconero, con il quale ha vinto due campionati italiani e due Supercoppe italiane. Centrocampista offensivo, era dotato di una buona tecnica affinata grazie alla perseveranza negli allenamenti, nonché alla infaticabile costanza.
ZIDANE: è considerato come uno dei migliori giocatori della storia del calcio; dal 1996 al 2001 ha indossato la maglia della Juventus, con la quale affermò il suo innato talento. Con i bianconeri ha vinto titoli nazionali e internazionali: 2 campionati italiani, una Supercoppa italiana, una Coppa Intertoto Uefa, una Coppa Intercontinentale ed una Supercoppa Uefa. Ora ricopre il ruolo di allenatore del Real Madrid, con il quale ha vinto due Champion’s League, l’ultima proprio contro la Juventus.
PIRLO: soprannominato Il Maestro, è stato definito sin da giovane come uno dei maggiori talenti del calcio italiano. Oltre ad essere stato uno dei migliori nel suo ruolo, è stato uno dei più forti registi della storia del  calcio mondiale. Dal 2011 al 2015 ha vestito la maglia della Juventus, siglando 16 gol; con il club ha anche vinto 4 campionati italiani, una Coppa Italia e 2 Supercoppe italiane.
PLATINI: centrocampista della Juventus dal 1982 al 1987, è stato riconosciuto come uno dei migliori dieci giocatori al mondo del ventesimo secolo, vincendo per tre volte consecutive il Pallone d’Oro. Con la maglia bianconera ha vinto due campionati italiani e una Coppa Italia, mentre in campo internazionale ha vinto una Coppa delle Coppe, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa Uefa e Coppa Intercontinentale.
DEL PIERO: soprannominato Pinturicchio da Gianni Agnelli per l’eleganza nel suo stile di gioco, è stato il capitano della Juventus dal 2001 al 2012, segnando in tutte le competizione nelle quali ha giocato. Considerato come uno dei migliori giocatori del calcio italiano, ha vinto in carriera con il club di Torino, tutti i titoli nazionali ed internazionali: 6 campionati di Serie A, uno di Serie B, una Coppa Italia, 4 Supercoppe italiane, una Champion’s League, una Coppa Intercontinentale, una Supercoppa Uefa e una Coppa Intertoto Uefa.
TREZEGUET: attaccante della Juventus dal 2000 al 2010, grazie alla sua abilità in fase di finalizzazione ha fatto si che venisse soprannominato Re David. Nella sua militanza nel club ha siglato 138 gol e ha vinto 2 campionati di Serie A, uno di Serie B e due Supercoppe italiane. Attualmente ricopre la carica di presidente della Juventus Legends ed è ambasciatore dei bianconeri nel mondo.
BAGGIO: soprannominato Divin Codino, è ritenuto come uno dei migliori giocatori della storia del calcio al mondo. Ha vestito la maglia della Juventus dal 1990 al 1995 segnando 78 reti, e vincendo un campionato di Serie A, una Coppa italia e una Coppa Uefa. Ha ricoperto i ruoli di attaccante e centrocampista, grazie alle sue incredibili doti tecniche di fantasista.

Milan (4-3-3)


Passiamo ora la Milan. La squadra è formata da un 4-3-3 caratterizzata dai migliori calciatori della storia dei rossoneri, molti dei quali sono entrati tra le leggende del calcio mondiale. In porta Fabio Cudicini, seguito  in linea difensiva da Mauro Tassotti, Franco Baresi, Cesare Maldini e il figlio Paolo; Ruud Gullit, Gianni Rivera e Frank Rijkaard a ricoprire la linea di centrocampo dietro al tridente offensivo occupato da Van Basten, Shevchenko e Nordahl. Analizziamo ora le loro imprese calcistiche con la maglia del Milan.
CUDICINI: a difendere la porta rossonera, non poteva che esserci il ragno nero. Soprannominato in questa maniera, per via del colore della sua divisa, giunse al Milan non più giovanissimo dopo aver giocato con Udinese, Roma e Brescia. Nelle 183 presenze con il club, ha vinto un campionato italiano, una Coppa Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale.
P. MALDINI: probabilmente il miglior terzino sinistro al mondo di tutti i tempi. Capitano del Milan a partire dalla stagione 1997/98 in carriera, è stato tra le colonne portanti per i successi del Milan. In carriera conta ben 5 Coppe dei Campioni vinte, di cui due sollevate da capitano nel 2003 e nel 2007, oltre ad essere il calciatore con più presenze in tutta la storia del Milan, davanti ad un’altra leggenda del calibro di Franco Baresi. 7 Campionati Italiani, 3 Coppe Intercontinentali, 5 Supercoppe Uefa, 5 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Italia, sono gli altri titoli conquistati con la maglia dei rossoneri.
C. MALDINI: simbolo ed artefice dei successi rossoneri negli anni ’60, giunse al Milan nel 1954 voluto fortemente voluto da Béla Guttmann, storico allenatore del Benfica. Gli anni più belli della sua carriera, saranno tuttavia quello vissuti sotto la guida di Nereo Rocco, triestino come lui, con il quale avrà l’onore di alzare al cielo la Coppa dei Campioni al termine della finale con il Benfica nel 1962/63. Oltre alla Coppa dei Campioni, vinse anche una Coppa delle Coppe, 4 campionati italiani e una Coppa Italia.
BARESI: per la maggior parte dei tifosi rossoneri è stato il simbolo della storia recente del Milan. Le sue annate in rossonero, hanno visto la sua permanenza anche durante il periodo più nero per la storia del Milan, conciso con la Serie B. L’arrivo di Sacchi e lo spirito vincente che lo aveva contraddistinto, lo portarono ad essere il punto di riferimento della retroguardia difensiva probabilmente più forte nella storia del calcio. Con i rossoneri ha vinto  6 campionati italiani, 2 Coppe Intercontinentali, 3 Coppe dei Campioni, 3 Supercoppe Uefa e 4 Supercoppe italiane.
TASSOTTI: a destra non poteva che esserci che Mauro Tassotti. Probabilmente tecnicamente non era elegante e sinuoso nei movimenti come Paolo Maldini dall’altro lato del campo, nè ciò che lo contraddistingueva era la grande fluidità sulla fascia. L’ex difensore della Lazio, tuttavia nel corso della sua carriera è stato in grande di integrare le innovazioni portate in dote da Sacchi, rivelandosi come uno degli elementi fondamentali per le vittorie rossonere. Con la maglia rossonera vinse 5 campionati italiani, 4 Supercoppe italiane, 3 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali e 3 Supercoppe Uefa.
GULLIT: pallone d’oro nel 1987, il tulipano nero fu il vero e proprio simbolo del primo successo dell’era Berlusconi nel 1987/88. La sua velocità e la sua forza fisica, furono assolutamente degli elementi devastanti nel corso di quella stagione, tanto da portare al Milan punti pesantissimi. Autore di una doppietta nella finale di Coppa dei Campioni del 1998/89 contro la Steaua Bucarest, modificò la sua posizione in campo con l’arrivo di Capello che ne valorizzò le doti da fondista sulla fascia. Con la maglia rossonera ha vinto 3 campionati italiani, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, 2 Supercoppe Uefa e 3 Supercoppe italiane.
RIVERA: cresciuto calcisticamente nell’Alessandria, sarà simbolo del Milan fino alla stagione 1979, anno nel quale i rossoneri riuscirono a cucirsi sul petto la stella. La sua classe cristallina ed i suoi piedi fatati, lo rendono ancora oggi uno dei simboli del Milan e del calcio italiano. Rivera infatti resterà per sempre nella memoria di tutti come il primo italiano (non oriundo) a vincere il pallone d’oro, oltre che simbolo della storica vittoria sulla Germania Ovest ai mondiali di Messico ’70. Con la maglia milanista ha vinto 3 campionati italiani, 4 Coppe Italia, una Coppa Intercontinentale, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe delle Coppe.
RIJKAARD: certamente è stato uno dei più grandi centrocampisti europei tra gli anni ’80 e ’90. Campione d’Europa con la maglia dell’Olanda, costituì insieme a Van Basten e Gullit la base per i successi del Milan. Nella sua lunghissima esperienza in rossonero, possiamo anche ricordare le reti decisive contro la Stella Ross (realizzò l’ultimo rigore della serie), oltre al gol nella finale di Coppa dei Campioni di Vienna del 1990 contro il Benfica che regalò il quarto successo continentale al diavolo. Con i rossoneri vinse 2 campionati italiani, 2 Supercoppe italiane, 2 Coppe Intercontinentali, 2 Coppe dei Campioni e 2 Supercoppe Uefa.
SHEVCHENKO: il suo sguardo glaciale prima di realizzare il rigore decisivo nella notte di Manchester, resterà per sempre impresso nella storia del Milan. Autore di goal pesantissimi, il numero 7 rossonero ha realizzato ben 175 reti con il Milan, vincendo il Pallone d’oro nel 2004. Con il club ha vinto un campionato italiano, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana, una Champion’s League e una Supercoppa Uefa.
NORDAHL: primo nella classifica marcatori di tutti i tempi con la maglia del Milan, Gunnar Nordahl è stato tra gli artefici del ritorno al successo da parte del Milan negli anni ’50 dopo ben 44 anni di assenza. Nel 1949/50 mise inoltre a segno ben 35 reti, record assoluto fino alla stagione 2015/16 nella quale fu scalzato da Higuain; con il club rossonero, ha vinto soltanto due campionati italiani.
VAN BASTEN: la sublimazione dell’attaccante moderno. Marco Van Basten è stato un vero e proprio artista del pallone. Con 90 reti in 147 partite in Serie A, la sua media realizzativa nel massimo campionato italiano è infatti di 0,61. Vincitore di 3 palloni d’oro (1988, 1989, 1992), l’unico rimpianto per i rossoneri e non, è stato quello di averlo dovuto abbandonare all’apice della sua carriera, quando aveva ancora tantissimo da dare al calcio mondiale. Con la maglia del Diavolo ha vinto 4 campionati italiani, 4 Supercoppe italiane, 2 Supercoppe Uefa, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali.

Queste le squadre a confronto:

Le due squadre hanno fatto la storia del calcio italiano e di quello mondiale, per i loro numerosi successi nazionali ed internazionali. Hanno sempre dato vita ad incontri belli e divertenti calcisticamente, e probabilmente anche il prossimo incontro di campionato non sarà da meno.

 

 




E sono 100! I miglior 5 gol di Icardi con la maglia dell’Inter

Nella giornata di campionato appena trascorsa, siamo stati deliziati dall’ennesima goleada da parte di Mauro Icardi. L’attaccante argentino di Rosario ha realizzato un poker nel 5-0 esterno sulla sua ex squadra, la Sampdoria, raggiungendo e superando i 100 gol nel massimo campionato italiano. La prima marcatura dal dischetto gli ha consentito di toccare quota 100 goal in Serie A e di diventare al contempo il sesto giocatore più giovane a riuscirci, mentre l’ultima risulta anche essere la centesima con la maglia dell’Inter in competizioni ufficiali.
Ripercorrendo la sua carriera con la maglia dei nerazzurri, nella prima stagione Interista realizzò sin da subito gol importanti e pesanti: il suo primo, infatti, fu contro la Juventus in una gara terminata 1-1. Alla fine della stagione 2014/15 vinse la classifica marcatori della Serie A (in coabitazione con Luca Toni del Verona) grazie alle 22 realizzazioni all’attivo. Nel corso della stagione successiva, venne nominato capitano della squadra dall’allenatore Roberto Mancini. Con il gol che valse l’1-0 al Chievo il 3 febbraio 2016, diventò il più giovane straniero a raggiungere il traguardo delle 50 reti nel campionato italiano. La stagione 2016/17 si aprì con l’addio di Mancini e l’arrivo sulla panchina di Frank de Boer. In un campionato travagliato per i nerazzurri, Icardi riuscì ugualmente a risultare decisivo grazie al suo contributo di gol, superando il suo primato di reti in campionato, arrivando a 24. Anche la stagione attuale si è aperta con un cambio di panchina: Luciano Spalletti infatti ha assunto la guida tecnica della squadra. Il 15 ottobre è protagonista di una tripletta nel derby con il Milan vinto per 3-2, mentre il successivo 3 dicembre, grazie alla rete nel match di campionato vinto a San Siro sul Chievo per 5-0, entra nella top 10 della classifica marcatori all-time dell’Inter. I quattro gol rifilati ai blucerchiati, non saranno di certo gli ultimi di questa stagione, ma nel corso della sua permanenza all’Inter abbiamo stilato una classifica dei suoi migliori 5 gol con la maglia nerazzurra.

5° posto: Inter-Juventus 1-1 (2013/14)

Al quinto posto della nostra classifica abbiamo il primo gol in maglia nerazzurra, nel pareggio casalingo con la Juventus. Anche se è stato il primo, è stato un gol sicuramente importante e di pregevole fattura, poiché è avvenuto proprio contro i  bianconeri. L’ azione del gol parte da poco prima del  centrocampo con Guarin che cerca di far filtrare un passaggio per Alvarez, che però non arriva perché anticipato da Chiellini. Il difensore però sbaglia il controllo ed il giocatore argentino ne approfitta per recuperare il pallone, innescando un 3 contro 3 dalla trequarti di campo. Alvarez avanza palla al piede e Icardi si inserisce dal centro verso la destra dell’area di rigore avversaria, filtrando tra Barzagli e Bonucci non perfetti nella marcatura. Passaggio verso Icardi che di prima gonfia la rete con un tiro potente sul primo palo, dopo il tentativo di uscita di Buffon.

4° posto: Cagliari-Inter 1-2 (2014/15)

Al quarto posto vi presentiamo il gol fuori casa contro il Cagliari nella partita terminata 1-2 in favore dell’Inter. Dopo il gol al 47′ di Kovacic, raddoppiò Icardi con un super gol che permise la vittoria esterna dei nerazzurri. Su un errore di Joao Pedro nella trequarti di campo, ha la meglio Campagnaro che vince il contrasto favorendo il passaggio filtrante di Medel verso Icardi, che si inserisce dalla destra dell’area di rigore rientrando con una finta di destro sul difensore rossoblu che andrà a vuoto e di sinistro, spiazza il portiere con un tiro a giro sotto il sette.

3° posto: Inter-Torino 2-1 (2016/17)

Saliamo sul podio della nostra classifica. Troviamo qui lo splendido gol eseguito da Icardi contro il Torino, nella gara casalinga contro i granata terminata 2-1. Questo è stato uno dei più bei gol della Serie A di quella stagione, per forse fisica, potenza di tiro e tecnica. Un gol molto difficile da eseguire poiché l’attaccante si trovava spalle alla porta. Ma l’argentino ci ha abituati a prodezze del genere e per lui tutto sembra possibile. L’azione del gol parte dai piedi di Nagatomo che sulla fascia sinistra nei pressi del calcio d’angolo, serve un passaggio al vicino Palacio . L’argentino effettua un passaggio filtrante cercando una triangolazione con Icardi, che però nel controllo del pallone si trovava spalle alla porta all’altezza della inizio dll’area di rigore. Qui l’attaccante non ci pensa due volte e tenendo con il fisico il pressing del difensore avversario, riesce a girarsi in un fazzoletto di campo, lasciando partire un potente tiro di destro che si insacca sotto la traversa fulminando il portiere del Torino Hart.

2° posto: Sampdoria-Inter 0-5 (2017/18)

La medaglia d’argento va al gol segnato proprio nella partita più recente contro la Sampdoria. Questo è stato uno dei quattro gol messi a segno da Icardi in questa splendida giornata per lui, aperta con il gol su calcio di rigore. Aggiungerà al tabellino di gioco anche altri tre gol, ma il più bello, e quello per il quale rientra in questa classifica, è sicuramente il primo. Sul 2-0 in favore dei nerazzurri, Joao Cancelo sulla trequarti di campo apre un passaggio verso Perisic, che scatta sulla fascia sinistra, ricevendo il passaggio quasi sulla linea del fondo. Il calciatore croato, di prima, effettua un cross basso per Icardi, che però viene anticipato dalla scivolata del difensore della Samp. La palla rimane nell’area piccola ed Icardi spalle alla porta ha un colpo di genio. Colpo di tacco e palla che entra in rete beffando l’uscita di Viviano e l’intervento a vuoto del difensore. Come tutti i gol di tacco, anche questo ha lasciato a bocca aperta essendo un gesto tecnico bello ed intelligente.

1° posto: Inter-Milan 3-2 (2017/18)

Ed eccoci arrivati sul gradino più alto del podio. In questa partita giocatasi nel girone di andata di questa stagione, Icardi mette a segno una tripletta nel derby contro il Milan. Al primo tiro da parte dell’Inter, proprio l’attaccante argentino aprì le marcature. Suso per il Milan pareggiò i conti, ma il gol che entra nella nostra classifica è il secondo del capitano nerazzurro. Il gesto tecnico di Icardi è tanto bello quanto difficile. Facciamo luce sullo sviluppo dell’azione: essa inizia con Perisic che entra in area di rigore sul lato sinistro, cercando di liberarsi della marcatura di Musacchio. Arrivato quasi sulla linea di fondo riesce ad effettuare un cross verso il centro dell’area di rigore. All’altezza del dischetto trova in perfetta posizione Icardi, che in acrobazia, riesce ad impattare il pallone con la parte esterna del piede destro. Un gesto tecnico di alto livello, poiché è riuscito a coordinarsi al meglio per eseguire un tiro di grande difficoltà, che andrà a terminare la propria corsa alla sinistra del portiere Donnarumma, spiazzato ormai dallo splendido tiro.

Mauro Icardi, 100 gol con l’Inter, 103 gol in Serie A. Uno degli attaccanti più promettenti e di alto livello in tutta Europa, che sta facendo le fortune dell’Inter e chissà magari, anche dell’Argentina in vista del prossimo mondiale in Russia.




I 5 peggiori papà nel mondo del pallone

In occasione della festa del papà, il rapporto tra padri e figli è diventato negli ultimi anni un vero e proprio topos anche nella “letteratura” calcistica. Si vedono spesso giocatori che vestono le maglie dei padri: questo, a molti appassionati di calcio,  fa venire in mente molti ricordi, come Simeone, figlio del Cholo argentino, ma anche lo stesso Di Francesco, attaccante del Bologna e primogenito del tecnico attuale della Roma. E’ inevitabile, però, che calciatori così si portino dietro molti pregiudizi e molte aspettative marcate delle carriere calcistiche dei padri. Abbiamo voluto quindi stilare una classifica dei 5 peggiori papà della storia del calcio, di esempi molto spesso “negativi” che non sono riusciti a creare una “dinastia” vincente sui campi di gioco.

Maradona e Diego Junior

Diego Armando Maradona Junior nasce il 20 settembre del 1986 da Cristina Sinagra e il fortissimo Maradona. All’anagrafe, la neomamma dichiarò che il padre fosse il famosissimo Pibe de Oro, ma egli stesso negò il tutto e rifiutò di riconoscere il figlio come suo di sangue, dato che in quel momento aveva una relazione stabile con un’altra donna.
Tuttavia, fin da subito, la somiglianza con Maradona era davvero chiara a tutti: Diego Junior in campo vestiva proprio i panni del padre.
Vedeva un pallone e schizzava a prenderlo proprio come l’ex fuoriclasse del Napoli e se le passioni sono già scritte nel DNA non si può affermare il contrario se si dice che Diego, come il padre, aveva il calcio nel sangue. Nonostante delle palesi somiglianze, non solo calcistiche ma anche fisiche con il figlio, l’ex Pallone d’Oro argentino non ha mai voluto saperne nulla. La sua presa di distanza da Cristina e da Diego durò tra alti e bassi molti anni. Il tribunale riconobbe la paternità di Maradona solo nel 1993, il quale fu costretto a pagargli gli alimenti, dopo aver perso la causa.
Diego Jr. ha avuto solo la possibilità di vedere il padre tramite TV e giornali, ma un incontro diretto avvenne  quando il “mini” Maradona compì 17 anni nel 2003, durante un torneo di golf a Fiuggi, riuscendo quindi ad avvicinarsi al padre.
Si dice che in un primo momento il Pibe de Oro lo allontanò, pensando che fosse un altro fastidioso fan alla ricerca di autografi e foto, ma poi il campione argentino ritornò indietro e lo abbracciò. In quel momento, vederli insieme, era come vedere Maradona che si guardava allo specchio: proprio due gocce d’acqua. Tuttavia nonostante l’incontro del 2003, la loro storia non si tinse di senso di famigliarità: infatti ci sono voluti due anni di battaglie legali e una querela per garantire a Diego Jr. almeno il costo per gli alimenti.
Un figlio nato da un errore, che Maradona non voleva riconoscere proprio perché pensava che fosse nato da un suo sbaglio.
Quelle dell’argentino si rivelarono parole molto pesanti che lo hanno portato a perdere la causa e a dover mantenere il figlio fino al compimento del suo venticinquesimo compleanno. Solo nel 2007 Maradona riconobbe Diego Jr. come suo figlio naturale, che si rivelò una vera e proprio vittoria per il giovane ragazzo.

Falcao e il figlio Giuseppe

Giuseppe Falcao, alias Diego Maradona Junior. Due storie distanti che però si assomigliano molto. Un figlio mai riconosciuto dal campione brasiliano,nato dalla relazione con Maria Flavia Frontoni. Solo dopo circa vent’anni di tribunali e accuse il campione re Falcao, come tanti lo chiamavano, fu legalmente riconosciuto come padre naturale di Giuseppe. Da quel preciso momento in poi, infatti, Falcao avrebbe dovuto adempiere agli obblighi di mantenimento per il figlio acquisito. La situazione assomiglia molto a quello di Maradona, poiché anche per lui il riconoscimento avvenne per via legale. Flavia insistette molto ad ottenere il riconoscimento di Paulo perché non voleva che suo figlio crescesse all’ombra del giocatore, voleva un padre per il figlio e da sempre ha dichiarato che l’aspetto economico non centrasse nulla. La spinta era per lo più sentimentale. Non amava l’idea di un figlio che crescesse senza aver accanto una figura paterna. Flavia però, da questa storia non ne uscì proprio pulita. Infatti fu accusata non solo da Falcao ma anche dai tifosi più accesi della Roma, di aver voluto distruggere il giocatore e di avergli condizionato il suo percorso calcistico. In quegli anni infatti, il rapporto Falcao-Roma andò sempre di più in crisi: la damabionda, come molti l’avevano ribattezzata, era riuscita a condizionare la carriera del Re brasiliano. Nessuno si dimentica facilmente uno dei rigori decisivi non tirato dal giocatore nella finale di Coppa contro il Liverpool e quella quasi mancata firma nell’estate del’83.

Balotelli e la figlia Pia

Come dimenticarsi invece del bomber Mario Balotelli, anche lui protagonista di una vicenda padre-figlio, iniziata nei peggiori dei modi ma finita per fortuna molto bene.
Balotelli iniziò una relazione con la showgirl, Raffaella Fico, grazie alla quale nel 2012 diede alla luce la piccola Pia.
All’inizio il calciatore italiano non riconobbe la figlia come sua di sangue, anzi accusò la Fico di volerlo incastrare e di essere più che sicuro che Pia non fosse la sua. Grandi accuse si scagliarono su Balotelli, il quale non voleva saperne nulla sia di Raffaella che della figlia in quel momento.
Si sollevarono tanti polveroni mediatici sia sulla piccola Pia, che inconsciamente già copriva le prime pagine dei quotidiani,  sia sul giocatore, accusato di esser un cattivo esempio come uomo.
Qualche mese dopo, tuttavia, il test del DNA di rivelò decisivo per la piccola ragazzina, che venne confermata come legittima figlia del calciatore a quei tempi attaccante del Milan. Il calciatore si sfogò su Twitter, ammettendo la parentela di sangue con la bimba e dichiarando che dal quel giorno in poi sarebbe diventato essere un buon padre a tutti gli effetti.

Pelè e il figlio Edinho

Edson Cholbi Nascimento, detto Edinho, nasce il 27 agosto del 70, figlio naturale del campione Pelè. Intraprese proprio come il padre la carriera calcistica e vestì i panni di portiere al Santos, assumendo poi le vesti di allenatore.
Edinho fu il primo dei sette figli avuti dal giocatore brasiliano, ma la sua figura spicca rispetto a quella dei suoi fratelli per le sue vicende legate alla droga. Nel 2005 fu arrestato, insieme ad altre 17 persone, per traffico di stupefacenti e fu condannato a 33 anni di carcere da un tribunale brasiliano di prima istanza per riciclaggio di denaro. All’inizio lo stesso Edinho negò il tutto, affermando solo di consumare la droga ma di non vederla. Dopo la scoperta dell’arresto, Pelè si sentì profondamente addolorato dell’accaduto, infatti egli stesso fu testimonial negli anni di campagne contro le sostanze stupefacenti. Ad oggi la pena è stato ridotta a 12 anni di carcere per il figlio del leggendario Pelè, a fronte dei 33 stabiliti inizialmente.

Osvaldo ed il figlio Gianluca

Accusato di sovrappopolare il paese, il calciatore ex Roma,Juve e Inter ha fatto parlare molto di sé in giro per la sua vita sentimentale. Diventato padre per la quarta volta, venne ampiamente criticato dalla sua ex Ana di trascurare il figlio Gianluca. Come per quanto riguardava il calcio, Osvaldo non riesce proprio a rimanere fermo: egli stesso dice sempre di cercare la felicità ovunque e di non riuscire a rimanere stabile in un posto per lungo tempo. Questo modo di pensare, date le molte vicende legate all’aspetto sentimentale, lo ha proiettato anche nelle sue relazioni con le donne e con i figli. Gioie e dolori, dolce e salato: questo è in poche parole il calciatore argentino che ha vissuto sia il pallone che la vita di coppia con lo stesso modo e con la stessa attitudine. La critica volta al giocatore da parte della ex Ana di sovrappopolare il globo, ha una verità di base: Osvaldo infatti non riesce a darsi pace, ha figli sparsi un po’ in tutto il pianeta: due figlie nate con Elena Braccini, modella fiorentina, un figlio dalla seconda moglie Jimena Barón e un altro, Gianluca, con Ana che vive oramai in Argentina.




La Roma in Champions: le cinque partite più belle dei giallorossi

La vittoria con lo Shakhtar resterà per molto tempo impressa nella mente dei tifosi giallorossi. La Roma, dopo dieci anni di assenza, torna tra le migliori otto d’Europa e domani scoprirà quale sarà l’avversario da affrontare nei quarti di finale. In attesa di vedere un’altra affascinante sfida, torniamo indietro e riviviamo le cinque migliori partite disputate dalla Roma in Champions League.

Roma-Shakhtar 1-0 (Dzeko)

Al quinto posto troviamo la sfida di martedì scorso; la Roma, dopo la sconfitta in Ucraina per due a uno, è costretta a vincere per proseguire l’avventura europea. Di Francesco si affida al suo undici migliore con Dzeko supportato da Under e Perotti nel reparto d’attacco. Il match non è estremamente bello con lo Shakhtar bravo in copertura e la Roma in difficoltà nel trovare sbocchi offensivi. La svolta arriva ad inizio ripresa quando Dzeko, servito in profondità da Strootman, anticipa il portiere e porta in vantaggio i suoi. Un goal che verrà difeso fino al fischio finale quando l’Olimpico esplode di gioia per una qualificazione storica.

Lione-Roma 0-2 (Totti, Mancini)

Champions League 2006-2007, la Roma di Spalletti è tra le migliori sedici squadre di Europa e agli ottavi deve vedersela contro un Lione che, da qualche anno, sta dominando in Ligue 1. All’Olimpico finisce 0-0 con Taddei che gela i propri tifosi quando, nel tentativo di spazzare un pallone, colpisce il palo della porta difesa da Doni. E’ in quel momento che, probabilmente, il destino aveva scelto la Roma come squadra da premiare nell’arco dei 180 minuti. Il match giocato allo Stade de Gerland è un capolavoro tattico di Spalletti e dei suoi ragazzi; Totti di testa e poi Mancini, con una giocata che non verrà mai dimentica dai tifosi giallorossi, eliminano il Lione. La Roma vola ai quarti dove cadrà sotto i colpi di un Manchester United troppo forte.

Real Madrid-Roma 1-2 (Taddei, Raul, Vucinic)

La Roma, nell’edizione della Champions League 2007-2008, è nuovamente agli ottavi di finale. L’avversario è il Real Madrid di Raul, una squadra sicuramente più abituata a determinati palcoscenici. L’andata si gioca all’Olimpico dove i giallorossi, in rimonta, vincono per due a uno; per accedere ai quarti, però, servirà compiere l’impresa al Bernabeu. Nel tempio del calcio la Roma disputa un match di carattere e grazie alle reti di Taddei e Vucinic si qualifica al turno successivo dove verrà fermata, ancora una volta, dal Manchester United.

Roma-Barcellona 3-0 (Emerson, Montella, Tommasi)

Una delle partite più belle giocate dalle Roma in Champions League è quella del 26 febbraio 2002 quando all’Olimpico arriva il Barcellona; i ragazzi di Capello, spinti dal calore e dall’entusiasmo dei propri tifosi, giocano una ripresa da applausi. Apre Emerson, chiude Tommasi con Montella che realizza il raddoppio (splendido il goal dell’attaccante). Un tre a zero che i tifosi della Roma difficilmente dimenticheranno.

Roma-Dundee 3-0 (Pruzzo, Pruzzo, Di Bartolomei)

La più bella gara giocata dalla Roma in Europa è del lontano 1984. Coppa dei Campioni, semifinale: i giallorossi incontrano il Dundee che, in Scozia, si impone per 2-0. Tutto finito? Assolutamente no perché all’Olimpico succede qualcosa di magico. In un’ora, le 15.30, in cui oggi non si giocherebbe un match di coppa, la Roma si impone per 3-0 e ribalta la gara di andata. La doppietta di Pruzzo ed il goal di Di Bartolomei spediscono i giallorossi in finale, contro il Liverpool. Una partita che farà piangere tutta la città.




Dybala, raggiunte le 100 reti in carriera: ecco la top 5 dei goal dell’argentino! (Video)

Paulo Dybala è tornato. Il fantasista argentino, con la doppietta contro l’Udinese, ha permesso alla Juventus di vincere e andare in testa alla classifica, raggiungendo anche un prestigioso traguardo personale. A soli 24 anni ha infatti raggiunto 100 goal in carriera, dimostrando di essere un giocatore verso cui i tifosi bianconeri ripongono le proprie speranze per arrivare alla tanto sognata Champions League. Per celebrare il talento ex Palermo, RadioGoal24 ha stilato una classifica, totalmente soggettiva, dei 5 goal più belli di Dybala da quando è in Italia. Qual è il vostro preferito? Scrivetelo nei commenti!

5) vs Atalanta, Ottavi di finale della Coppa Italia 2016/2017

Il primo goal che vogliamo prendere in considerazione è quello segnato dall’argentino in Coppa Italia, negli ottavi di finali giocati nell’edizione dello scorso anno contro l’Atalanta (edizione che la Juventus vincerà in finale contro la Lazio). La squadra di Gasperini ha rappresentato sempre un grande ostacolo per i bianconeri, grazie al grande pressing esercitato dai nerazzurri. Anche in quell’occasione i ragazzi di Allegri faticarono molto,  ma furono guidati però dalla fantasia del proprio gioiello: a confezionare la prima rete e l’assist per il raddoppio di Mandzukic fu proprio Paulo Dybala, migliore in campo per distacco. In particolare il goal della Joya è un bellissimo tiro al volo da fuori area di sinistro dopo la bella sfonda di testa da parte di Mandzukic al centro dell’area. Un colpo da biliardo che si è infilato alla sinistra di Berisha, il quale non si è nemmeno mosso per la velocità e la precisione del tiro.

4) vs Barcellona, Quarti di finale della Champions League 2016/2017

Restiamo nella stagione 2016/2017, l’annata della consacrazione, vedendo un goal anche questa volta arrivato in Coppa: qui però il livello (con tutto il rispetto per la Coppa Italia) è decisamente più alto, visto che stiamo parlando dei quarti di finale della Champions League, la competizione calcistica per club più importante al mondo. La Juventus, che verrà sconfitta solamente in finale dal Real Madrid, affrontò il Barcellona di Leo Messi, altro argentino di cui Dybala spera di seguire le orme. Il confronto fra i due finì con una grande vittoria del fenomeno juventino, capace di siglare due splendidi goal  in un 3 a 0 che mise un grande sigillo sulla qualificazione verso le semifinali. In quell’occasione l’ex Palermo dimostrò tutta la sua classe come attaccante rapace, raccogliendo l’assist di Cuadrado dalla destra e riuscendo a girarsi in un fazzoletto per metterle la palla sull’angolino destro basso della porta.

https://www.youtube.com/watch?v=bGUA900086o

3) vs Lazio, 15° giornata della Serie A 2015/2016

Vi ricordate il primo anno di Dybala con la Juventus? Il fantasista argentino non partì benissimo in maglia bianconera, faticando moltissimo in un ambiente così diverso dalla sua Palermo. Ne risentì molto anche la squadra bianconera che, dopo la finale di Champions League persa l’anno precedente contro il Barcellona, sembrava essere ormai spenta, finita. Il lavoro di Massimiliano Allegri a quei tempi fu però provvidenziale, riuscendo a costruire una squadra ancora più solida rispetto al passato. La “nuova” Juventus, dopo un inizio di campionato disastroso cominciò a fare un filotto di vittorie consecutive, scoprendo anche il talento di Dybala. Una delle vittoria più belle è sicuramente quella all’Olimpico contro la Lazio, uno 0 a 2 micidiale che si aprì con l’autorete di Gentiletti e si chiuse proprio con il goal della Joya. Passaggio di Mandzukic, l’ragentino si alza la palla con il destro, fa un palleggio con la caviglia spostandosela sulla sinistra e al volo colpisce di mancino: tiro potentissimo che finisce alla sinistra di Marchetti.


2) vs Genoa, 12° giornata della Serie A 2014/2015

Facciamo ancora un passo indietro, quando Dybala giocava ancora con la maglia del Palermo. A quel tempo, insieme a Vazquez, l’argentino formava già una delle coppie migliori del campionato, facendo della squadra di Iachini una delle più apprezzate del campionato. In quella giornata i rosanero incontrarono un’altra squadra molto buona, vale a dire il Genoa di Gasperini e Perotti. La partita finì 1 a 1, con Dybala autore di un grandissimo goal nel primo tempo. La Joya prese la palla dalla destra, puntò il suo diretto avversario, doppio passo, palla portata sul sinistro e tiro al giro ad infilarsi nell’angolino sul lato opposto. Un goal meraviglioso, che veramente pochi giocatori al mondo penserebbero solamente. Chapeu.

1) vs Lazio, 27° giornata della Serie A 2017/2018

Vogliamo lasciare la prima posizione ad un goal che, oltre ad essere tecnicamente bellissimo e spettacolare, rappresenta molto per il ragazzo e per la stagione (la più difficile negli ultimi anni della Juventus) della squadra. La partita all’Olimpico contro la Lazio non è stata una buona prestazione da parte degli uomini di Allegri, forse deconcentrati dal match in Champions League contro il Tottenham. A sbloccare il match, all’ultimo minuto, permettendo ai bianconeri di agganciare momentaneamente il Napoli, ci ha pensato proprio lui: rientrato dopo un brutto infortunio, in un annata che era comincata fra alti e bassi, Dybala ha trovato una giocata favolosa, regalando alla Juventus 3 punti che potrebbero essere fondamentali nella lotta scudetto. Sfruttando la sua piccola statura, l’argentino ha preso palla al limite dell’area, si è inserito in mezzo a tre giocatori, ha resistito alla carica avversaria e infine, da terra, ha spinto il pallone sul lato opposto, battendo Strakosha. Un goal fantastico, in grado di ribadire ancora una volta su chi Allegri dovrà puntare per il proseguo della stagione.

https://www.youtube.com/watch?v=iQ550ps3uz8




Inter-Roma, la Top 5 dei gol più belli | FOTO

L’Inter dell’ex Spalletti contro la Roma di Di Francesco. Due squadre in crisi di risultati, costrette a dire addio al treno Scudetto dopo un mese di dicembre deleterio per entrambe. Uno scontro fondamentale per la corsa Champions, con la Lazio terzo incomodo e la più in forma in questo momento. Una partita dal sapore speciale per Spalletti, per Icardi alla ricerca del gol numero 100 in Serie A e per Nainggolan, di nuovo in campo dopo l’esclusione post Capodanno con l’Atalanta e al centro del mercato con la Cina che lo chiama a suon di milioni di euro.

Inter-Roma è stata sempre una sfida che ha regalato emozioni e gol capolavoro. Ecco al nostra Top 5:

1) 26 ottobre 2005, Inter-Roma 2-3: il cucchiaio di Totti

2) 5 gennaio 1997, Inter-Roma 3-1: la rovesciata di Djorkaeff

 

3) 26 febbraio 2017, Inter-Roma 1-3: il bolide di Nainggolan

4) 6 febbraio 2011, Inter-Roma 5-3: la perla di Sneijder

5) 2 settembre 2012, Inter-Roma 1-3: il pallonetto di Osvaldo




Top 5 dei grandi calciatori passati in Cina

Riso alla cantonese, occhi a mandorla e squadre di calcio ricchissime, tre stereotipi classici del mondo cinese attuale, che continua ad influenzare la nostra Serie A con offerte monstre, non ultima quella per Radja Naingollan, oggetto dei desiderio del Guangzhou Evergrande.

Ma scopriamo quali sono stati i calciatori che hanno accettato il salto nel buio, e nei soldi, nel campionato cinese:

5) Ezequiel Lavezzi: Dal PSG all’ Hebei Fortune per 9 Milioni di Euro, ingaggio a 20 Milioni annui

4) Hulk: Dallo Zenit allo Shangai SIPG per 55 Milioni di Euro, ingaggio a 20 Milioni annui

3) Oscar: Dal Chelsea allo Shangai SIPG per 60 Milioni di euro, ingaggio a 25 Milioni annui

2) Axel Witsel: Dallo Zenit al Tianjn Quanjian per 20 Milioni di Euro, ingaggio a 16 Milioni annui

1) Tevez: Dal Boca Juniors allo Shangai Shenua per 10,50 Milioni di Euro, ingaggio a 38 Milioni annui




Pallone d’oro: vince Ronaldo, sul podio anche Messi e Neymar. Buffon quarto

Come da previsioni, il Pallone d’oro di quest’anno va a Cristiano Ronaldo, che raggiunge Messi a quota 5 titoli. La Pulce in questa edizione si piazza al secondo posto. Completa il podio Neymar. Ottimo risultato per Gigi Buffon: un quarto posto meritato dopo l’ottima annata con la Juventus. Ma competere con quei primi tre è veramente impossibile. Gli altri giocatori della Serie A nella top 30 sono: Dybala (15°), Bonucci (21°), Dzeko (28°) e Mertens (29°).




La Top 5 dei calciatori nella storia della Svezia

Siamo alla vigilia di Svezia-Italia, l’attesa cresce. Testa, cuore, organizzazione e tecnica. De Rossi ha indicato la via per conquistare il Mondiale. Gli svedesi sono una squadra solida, compatta, che fa della fase difensiva il proprio punto di forza. Fisico e tanta corsa in mezzo al campo, davanti alcuni singoli di qualità come Forsberg e Berg. Una Nazionale che ha avuto nella sua storia grandi calciatori, leggende del calcio mondiale e che hanno scritto pagine e numeri importanti anche in Italia. Dal terzo miglior marcatore in assoluto della nostra Serie A come Gunnar Nordahl fino a Gunnar Gren, protagonista in patria ma anche con le maglie di Milan e Fiorentina. Campioni di un calcio appartenente agli anni 40′ e 50′, fino ad arrivare al nuovo millennio. Dal portiere Andreas Isaksson al bomber Henrik Larsson, bandiera del Celtic e vincitore di una Champions League con il Barcellona, fino al mito e mostro sacro di Zlatan Ibrahimovic. La Top 5 del calcio svedese, tra passato e presente.

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Le migliori curiosità sulla Nazionale Italiana di Calcio secondo Daniele Garbo

Chi meglio di Daniele Garbo, voce storica di Mediaset, per raccontare aneddoti e curiosità sulla Nazionale Italiana di Calcio? Con il nostro ospite abbiamo ripercorso, in una sorta di viaggio nel tempo, la carriera di alcuni tra i migliori giocatori del recente passato azzurro, dal grande Paolo Maldini agli eroi del Mondiale conquistato dagli Azzurri del 2006. In più, con un balzo nel presente, Daniele ha detto la sua anche sull’Italia di Ventura: riusciremo a qualificarci ai prossimi Mondiali? Scopritelo in questa intervista esclusiva!

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