Marchisio: “Torna a casa Pogba!”

Marchisio: “Torna a casa Pogba!”

Quando parla un principe, si sa, tutti ascoltano. È il caso di Claudio Marchisio, il principino di Torino, che nella Juventus ha disputato ben 11 stagioni diventando un idolo dei tifosi, una bandiera storica del club, con la quale ha vinto tantissimi trofei ed è riuscito perfino a vestirne la fascia di capitano. In una lunga intervista rilasciata a Tuttosport, Claudio Marchisio ha toccato molti argomenti interessanti.

Alla domanda sul possibile ritorno di Pogba in bianconero ha risposto che: “Sarei contentissimo! Gli dissi che sbagliava ad andare a Manchester e che, se proprio voleva cambiare, avrebbe dovuto scegliere la Spagna. Detto ciò, un suo ritorno sarebbe estremamente positivo, Paul rinascerebbe nell’ambiente che più ama e che più lo coccola.”

Gli è stata chiesta anche un’opinione riguardo l’attuale centrocampo della Juventus: “È stato un reparto sfortunato in questa stagione fra infortuni e defezioni. Pjanic si è portato sulle spalle tutto per mesi fino a gennaio ed è stato bravissimo. Bentancur mi piace molto e sta crescendo. Regista? Credo che sia più una mezzala, sarebbe un peccato non sfruttare il passo di cui è dotato.”

Infine, alla domanda sulla corsa scudetto ha risposto: “La Juventus per me godrà di un vantaggio rispetto alla Lazio o all’Inter per la rosa abbondante. La squadra di Inzaghi stava cavalcando un’onda positiva, anzi superpositiva, il che regala sempre energie supplementari da una partita all’altra, annullando la stanchezza e lo stress.”

Claudio Marchisio, ancora una volta, ha scaldato il cuore dei tifosi bianconeri e senza dover far gol questa volta.

 

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Il calendario dei compleanni: Alessandro Nesta

Il calendario dei compleanni: Alessandro Nesta

Alessandro Nesta nasce a Roma il 19 marzo 1976 e cresce tra i palazzi di Cinecittà est in una famiglia profondamente laziale; il primo ad accorgersi del suo immenso talento fu Francesco Rocca, scout della Roma, ma il padre di Alessandro declina l’offerta della squadra giallorossa, e dopo poco il figlio inizia a giocare nel settore giovanile della Lazio. Nesta ha trascorso 20 anni della sua vita con l’aquila sul petto, dal 1983 al 2002, durante i quali vince uno Scudetto primavera, uno Scudetto, due Coppe italia, due Supercoppe italiane, una Coppa delle coppe ed una Supercoppa europea. A 17 anni esordisce con la maglia della Lazio in Serie A, insieme al suo compagno di squadra in primavera, Marco Di Vaio, sotto la guida tecnica di Dino Zoff; a 21 diventa il capitano della Lazio più forte della storia, e lo fa seguendo il suo carattere schivo e riservato; è un punto di riferimento in campo e guida il reparto difensivo come pochi al mondo, ma fuori dal rettangolo poche parole sia per la stampa che per i tifosi. Per anni battaglia con l’altra faccia della città, con un altro figlio di Roma, Francesco Totti, i due hanno la stessa età, ma il cuore di diversi colori, sono amici, compagni in Nazionale e capitani esemplari di due squadre formidabili negli anni 90′. A 25 anni, dopo un estate frenetica, la Lazio, falcidiata dai debiti e sull’orlo del fallimento, decide di venderlo; è il 31 agosto 2002 ed Alessandro Nesta lascia la squadra per la quale ha sempre tifato, senza alzare la voce, e la sera stessa si ritrova a giocare a San Siro con la maglia del Milan davanti a 60 mila persone da “difensore più pagato della storia del calcio”.

“Non volevo andare via dalla Lazio. Io avevo giocato solo lì e pensavo che avrei finito alla Lazio. Due anni prima ero stato richiesto dal Real Madrid e avevo rifiutato. Oggi se ci penso… Però il destino mi ha premiato e sono finito al Milan, quasi costretto. Ma oggi ringrazio Dio: ho vinto quello che ho vinto, sono stato meravigliosamente a Milano. Ma andare via dalla Lazio e da Roma è stato comunque come strappare delle radici, profonde”  [Alessandro Nesta]

«Pretesi l’acquisto di Nesta, avevamo bisogno di un grande difensore e io volevo solo lui. Sono stato fortunato ad avere avuto nel mio Milan un difensore così…» [Carlo Ancelotti]

Al Milan Nesta si ritrova in un altro spogliatoio di campioni e con Maldini forma una delle coppie difensive più forti di tutti tempi. In rossonero vince praticamente ogni cosa: due Scudetti, una Coppa italia, due Supercoppe italiane, due Champions League, due Supercoppe europee ed un Mondiale per Club. A livello individuale viene eletto per quattro volte miglior difensore del campionato, quattro volte nella squadra dell’anno UEFA, due volte nell’undici migliore del mondo dalla FIFA. L’unica nota negativa della carriera del difensore romano è stato il rapporto sfortunato con la Nazionale, condizionato da continui infortuni, che lo hanno obbligato a saltare molte partite decisive; anche il Mondiale vinto dagli azzurri nel 2006 ha un sapore agro dolce per Nesta, che si fermò alla terza partita del girone con la Repubblica Ceca senza poter più tornare in campo.

«Nessuno è migliore di lui in quel ruolo. E’ il più forte al mondo in questo momento? Si, è il numero uno. Ha tutto, difficilmente ne passano di difensori così. Mi somiglia? No, lui è più completo di me.»
[Franco Baresi]

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Sampdoria, Ranieri: “Coronavirus fa paura ma vinceremo la partita”

Sampdoria, Ranieri: “Coronavirus fa paura ma vinceremo la partita”

Claudio Ranieri, tecnico della Sampdoria ha rilasciato alcune dichiarazioni a ‘La Gazzetta dello Sport’ sul momento che stiamo vivendo tutti e sulla situazione legata ad alcuni suoi giocatori positivi al Covid-19.

“La prima reazione che mio avuto è stata di allarme, ho avuto paura poi però, parlando con i calciatori e sentendo che la situazione era sotto controllo, mi sono tranquillizzato”.

Il suggerimento di mister Ranieri è molto chiaro:”Dobbiamo comportarci da squadra, rispettare l’allenatore e le sue regole. Il tecnico in questo momento è il governo che dà le indicazioni: gli italiani devono applicarle. È questa la strategia per vincere la partita”.

Come sta cercando di far passare il tempo lontano dai campi da gioco mister Ranieri? Semplice: facendo cruciverba, guardando la tv e comunicando con i suoi cari, lo staff e i giocatori via Skype.

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Roma, i lavori per la costruzione dello Stadio di Tor di Valle vanno avanti

Roma, i lavori per costruzione dello Stadio di Tor di Valle vanno avanti

Secondo il quotidiano Il Tempo i lavori tecnici per la costruzione dello Stadio della Roma sono ad un punto di svolta. I testi delle delibere sono al momento in fase i scrittura e dovranno poi essere portati al volo del Consiglio comunale. Negli accordi sono state riviste le cifre delle opere; nella fattispecie il Comune dovrebbe intervenire con una cifra superiore ai 20 milioni inizialmente preventivati.

L’unico nodo al momento sembra essere quello legato alle trattative ferme a causa dell’emergenza Coronavirus, in quanto attività non reputate essenziali, per la cessione da Luca Parnasi e Radovan Vitek, il re del mattone ceco, del pacchetto che include Tor di Valle e il progetto Stadio.

Al momento i tempi per la redazione delle delibere è stimato in ameno un mese e mezzo. Fatto ciò la palla passerebbe al Comune, dove i testi dovranno essere votati. Il condizionale è d’obbligo poiché c’è da valutare lo sviluppo della situazione legata al Coronavirus.

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Calciomercato: possibile asse Juve-Roma in estate

Calciomercato: possibile asse Juve-Roma in estate?

Plusvalenze, profili giovani e operazioni low cost. Questa è la linea di mercato seguita principalmente dalla Roma negli ultimi anni, a volte con risultati al di sotto delle aspettative. Lo scambio Luca Pellegrini (girato di nuovo in prestito al Cagliari)- Spinazzola  con la Juventus dell’estate scorsa  è ancora difficile da giudicare: l’ex-esterno bianconero è stato condizionato da problemi fisici che ne hanno condizionato la continuità, il rendimento e il mancato trasferimento all’Inter in cambio di Politano lo scorso gennaio,  mentre il terzino proveniente dal vivaio giallorosso, che con la Juve scenderà in campo solo a partire dalla prossima stagione, è promettente ma decisamente ancora acerbo (l”‘assist” a Kalinic proprio in Cagliari-Roma per il momentaneo 1-1 giallorosso lo dimostra). Tuttavia,  secondo OneFootball, nella prossima sessione di mercato si ridelinea un possibile asse Juve-Roma. In ballo Cristante, che è alla sua seconda stagione in giallorosso senza aver mai convinto veramente la piazza, e Mandragora, attualmente all’Udinese, sul quale la Juve ha il diritto di recompra. I due cartellini verrebbero ipervalutati almeno una trentina di milioni. Attenzione anche a Orsolini, su cui la Juve possiede il diritto di recompra allo stesso modo che col regista dell’Udinese.

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Serie A, come cambierebbe l’albo d’oro con i play-off!

Serie A, come cambierebbe l’albo d’oro con i play-off!

L’emergenza Coronavirus ha oramai convinto molti amanti del calcio che una delle strade più semplici per concludere la stagione possa essere la formula dei play-off, nonostante la Lega e le società non la apprezzino molto. Il Corriere dello Sport nell’edizione odierna lancia una simpatica ricostruzione dell’albo d’oro della nostra Serie A se si fossero giocati i play-off nelle passate edizioni, ed i risultati sono decisamente inaspettati.

Per simulare l’esito dei play-off il quotidiano sportivo si è basato sulla doppia sfida di andata e ritorno della stagione di riferimento, costruendo un tabellone ad 8 squadre con la prima che sfida l’ottava, la seconda la settima, la terza la sesta e la quarta la quinta. I risultati di questo esperimento premiano la Roma, che conterebbe addirittura 9 scudetti, 6 in più degli attuali, tra i quali spicca il caso del 1939/1940, stagione in cui da settima in classifica sarebbe riuscita a vincere il tricolore, battendo : Bologna, Juve e Genoa. La Vecchia Signora conterebbe ben 7 titoli in meno, il Milan due in più arrivando a quota 20, mentre l’Inter scenderebbe a 14; il Genoa sarebbe stata la prima squadra a raggiungere quota 10 scudetti nel 1930; la Lazio avrebbe un titolo in meno, lo stesso vale per Cagliari e Sampdoria, che piangerebbero poiché fuori dall’albo; ci entrerebbe invece il Parma, la Fiorentina salirebbe a 3 titoli, mentre il Napoli a 4, +2 titoli anche per il Torino, che ne conterebbe 9.

E’ solo una suggestione e probabilmente anche un modo per intrattenersi in questo periodo di emergenza, giocando su come sarebbe cambiato l’albo d’oro con i play-off!

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Milan, Leao nei guai: deve 16,5 Milioni allo Sporting Lisbona!

Milan, Leao è nei guai, dovrà risarcire lo Sporting Lisbona con una somma astronomica di 16,5 Milioni.

La questione nasce qualche anno fa, quando il talento rossonero scelse la risoluzione contrattuale con la squadra portoghese dopo uno spiacevole episodio con i tifosi che aggredirono alcuni membri della squadra. All’epoca la rescissione fu consensuale ma a distanza di tempo il club biancoverde ha chiesto un risarcimento alla FIFA dopo che il giocatore si trasferì al Lilla, asserendo che il ragazzo non avesse validi motivi per richiedere la rescissione.

La FIFA rifiutò la richiesta dello Sporting e la carriera del giocatore è proseguita come ben sappiamo al Milan, dopo il trasferimento di questa estate. Ora però il Tas di Losanna ha accolto il ricorso del club portoghese, sancendo un corrispettivo di 16,5 Milioni di danni da versare allo Sporting Lisbona da parte dell’attaccante rossonero: una cifra difficile da sostenere anche per un calciatore di Serie A, considerando che il giocatore prende 2 Milioni all’anno e avrebbe sicuramente bisogno dell’aiuto del club, soprattutto in questo momento di difficoltà.

Una grana non di poco conto che sicuramente non finirà qui e continuerà sui banchi dei tribunali.

 

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Nainggolan: futuro incerto, e se restasse all’Inter?

Nainggolan: futuro incerto, e se restasse all’Inter?

Radja Nainggolan al momento è un giocatore del Cagliari, è in prestito secco alla squadra sarda, poiché il suo cartellino è di proprietà dell’Inter, con la quale ha un contratto valido fino al 30 giugno 2022.

Il centrocampista belga, la passata estate, ha provato in tutti i modi ad ottenere una riconferma nei nerazzurri, cercando di mettersi in mostra davanti al nuovo mister, Antonio Conte,  verso il quale nutre una profonda stima. La società non ne ha voluto sentire, e non ha perdonato all’ex centrocampista della Roma qualche bravata commessa nel corso della stagione, ed inoltre vi era un’evidente voglia di tagliare con il passato, infatti insieme a Nainggonal vengono ceduti Perisic ed Icardi. Il centrocampista belga nell’unica stagione interista è parso sottotono, dispiaciuto di aver lasciato la sua Roma dopo tanti anni di battaglie, in nerazzuro ha fatto fatica ad ambientarsi, anche se alla fine riuscì a realizzare  sette goal in campionato; tra le sette reti è da ricordare quella con l’Empoli che è valsa la qualificazione in Champions.

A Cagliari Nainggolan si è rilanciato e sembra aver ritrovato la serenità di un tempo, ha contribuito ad un inizio di stagione incredibile dei sardi, che nelle ultime partite hanno decisamente rallentato, ha già realizzato sei reti con 13 partite ancora da giocare. Il 30 giugno scadrà il prestito e vedremo cosa accadrà, Radja è un giocatore che potrebbe fare comodo a tutte le squadre, e quando sta bene fisicamente e mentalmente, parliamo ancora di uno centrocampisti più forti del campionato. L’Inter chiede 15 milioni, ma considerando l’età e il comportamento altalenante del ragazzo sarà difficile  trovare qualcuno disposto a spendere tale cifra per il suo cartellino.

Quindi tra le varie ipotesi nel futuro nebuloso di Radja viene da chiedersi, e se restasse all’Inter?

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Serie A, in Lega domani si discutono gli stipendi

Serie A, in Lega domani riunione per intavolare un altro nodo spinoso nato dallo stop dei campionati per l’emergenza Coronavirus, quello del taglio degli stipendi dei calciatori.

Così come per tutte le attività commerciali e non che sono state sospese o rallentate dalla situazione, anche il calcio va incontro alle sue difficoltà economiche, esposte fin da subito da diversi patron, in particolare delle società più piccole, che avrebbero grosse difficoltà a pagare gli stipendi per intero senza introiti da sponsor, televisioni e stadi.

Una questione rognosa che verrà discussa domani in Lega calcio, dove la strada da percorrere sembra quella di una riduzione del 20/30 % degli stipendi dei calciatori, così come riporta Il Corriere dello Sport nell’edizione odierna. Una decurtazione che porterebbe le grandi società a risparmiare cifre altissime, mentre bisognerà valutare se nelle squadre minori basterà, visti gli ingaggi nettamente più bassi.

La questione apre anche ad un’altra sfaccettatura, quella della ripresa degli allenamenti e quindi del lavoro: nel momento in cui si riprende ad allenarsi le società non potrebbero esimersi dal pagare gli stipendi, come ad esempio in casa Lazio, dove la società ha convocato giocatori e staff già per lunedì 23, una decisione che altera gli equilibri di questa scelta e che al momento potrebbe essere interrotta solo da un intervento dall’alto, con il governo pronto a sospendere tutte le attività fisiche all’aperto e con i divieti di utilizzo delle palestre, qualsiasi iniziativa sarebbe “fuori legge”.

Domani si discuterà, noi nel frattempo ci appelliamo al buon senso dei vertici calcistici: “Andrà tutto bene”(?)

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Fiorentina, Commisso: “Situazione grave, abbiamo 8/10 infetti”

Fiorentina, Commisso ai microfoni di Sky Sport ha voluto aggiornare della situazione contagiati all’interno della società, dopo che già Vlahovic, Pezzella e Cutrone era risultati positivi al Coronavirus.

“Abbiamo tre del nostro staff che sono in ospedale più altri che hanno preso il virus senza essere in ospedale per un totale di 8/10 infetti.” ha dichiarato il patron della Fiorentina, che si ritrova ora con 3 casi in ospedale e tutto lo staff, giocatori compresi in quarantena.

Il presidente italo-americano ci ha tenuto anche a precisare che la società sta raccogliendo le donazioni per la lotta al Coronavirus ed ha raggiunto circa 400mila euro, di cui 50mila solamente da Franck Ribery: “Abbiamo una situazione grave con questa malattia ed è giusto aiutare coloro che sono in prima linea in questa lotta. È un nostro dovere aiutarli. Siamo arrivati già oltre 400mila euro e di questo sono molto contento”.

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