Giordano: “Napoli prendi Icardi!”

Giordano: “Napoli prendi Icardi!”

Bruno Giordano, ex attaccante di Napoli e Lazio, è intervenuto a Tuttomercatowebradio durante la trasmissione Maracanà, ed ha detto la sua riguardo alcune delle vicende attuali in casa Napoli, su un eventuale ripresa del campionato e su Lukaku, centravanti dell‘Inter.

Su Lukaku, alla domanda “chi è il più forte centravanti nerazzurro da dopo Ronaldo?”:  “Milito, mentre a Vieri è mancato il trionfo in campionato. Lukaku però è sulla buona strada. Lo preferisco a Icardi, perché sa giocare per la squadra. E’ meglio dell’argentino, almeno come approccio alla sua prima stagione”.

Riguardo la possibilità di tornare in campo: “Credo si possa tornare a giocare anche in 15-20 giorni. I giocatori sono professionisti, lo sono meglio di quanto lo eravamo ai miei tempi. Ci sono più modi per allenarsi a casa e poi sono seguiti con programmi specifici”.

Sul Napoli: “Koulibaly e Allan sono importantissimi, lo hanno dimostrato nel tempo. Un grande difensore e un grande centrocampista servono. Poi i giochi di mercato e gli screzi avuti sono un altro discorso. Allan andrà via, visti gli acquisti di gennaio,che si avvicinano alle sue caratteristiche. Arriverà Petagna, ma non vale Milik. Icardi con gli inserimenti degli esterni sarebbe a casa sua. Se gli chiedi di sviluppare un certo stile di gioco, non lo sa fare. Ma non tutti sono capaci a giocare per la squadra. E’ un attaccante che devi metterlo in condizione di fare gol, non è capace di inventarseli”.

Chiusura con una considerazione su Gattusto: “E’ questione di programmi. Bisogna vedere cosa gli chiedono. Al momento non può lottare per lo scudetto. Ha una grande dote: è onesto, dice tranquillamente se ha meritato la sua squadra o l’altra. Ha ricompattato l’ambiente in poco tempo. Ora dipenderà dai risultati e dai piani che farà il club”.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Lazio, Lucas Leiva si opera e si ferma per 30 gironi

Lazio, Lucas Leiva si opera e si ferma per 30 gironi

Lucas Leiva si opera al ginocchio, la pausa forzata dei campionati e delle competizioni europee ha spinto il centrocampista brasiliano a scegliere di fissare a questa mattina l’intervento per la pulizia del menisco, dopo averlo rimandato per mesi. Lo stop previsto dovrebbe essere di circa 30 giorni, difficile credere che la Serie A sia già ripartita i primi di maggio; Leiva ha infatti concordato questa scelta anche con lo staff medico biancoceleste, conscio che il campionato italiano, se dovesse ripartire, non potrà farlo prima di fine maggio. Il centrocampista brasiliano avrebbe così tutto il tempo di recuperare dall’operazione e di ritornare in gruppo un paio di settimane prima dell’inizio. Per la Lazio la presenza di Leiva è fondamentale, il brasiliano nonostante non abbia la corsa e la fisicità di un tempo ha un senso della posizione unico, che consente alla squadra di sostenere le 4 frecce offensive Milinkovic, Luis Alberto, Correa ed Immobile. 

 

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Lazio, si tratta il rinnovo di Inzaghi

Si tratta il rinnovo di Inzaghi

La Gazzetta dello Sport nella sua edizione odierna si sofferma sulla situazione del tecnico della Lazio Simone Inzaghi: a breve l’allenatore ed il presidente Lotito avranno un contatto per parlare del rinnovo di contratto. L’idea è  di prolungare almeno fino all’estate del 2022, ma non si esclude un progetto diverso che potrebbe portare il tecnico  a firmare un prolungamento fino al 2025.

Simone Inzaghi è alla sua quarta stagione sulla panchina della Lazio. Subentrato dal settore giovanile nel 2016 dopo il flop della trattativa tra la società biancoceleste e Marcelo Bielsa, il fratello di Pippo è una delle più grandi rivelazioni degli ultimi anni, avendo portato la Lazio, della quale fu anche giocatore, a vincere 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana e a competere per lo Scudetto nella stagione in corso.

 

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Tommasi: “Volontà di finire campionato ma servono almeno 45 giorni”

Tommasi: “Volontà di finire campionato ma servono almeno 45 giorni”

Il presidente dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi, ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’emittente radiofonica Radio 1 in merito al possibile taglio degli ingaggi: “Più della metà dei giocatori di Lega Pro, senza dimenticare la serie D, con lo stipendio paga l’affitto o i mutui e mantiene la famiglia. Non sono le cifre che uno immagina. C’è poi una parte alta dei professionisti e lì il tema è la patrimonializzazione di gestione delle società di Serie A. I giocatori sono già sulla lunghezza d’onda di capire come si possa sostenere il sistema e come andare incontro alle società, dipenderà molto dal fatto se si tornerà in campo o no. La cassa integrazione su cui lavoriamo riguarda i giocatori con i redditi più bassi, con il minimo contrattuale”.

Oltre a questo il presidente dell’AIC Tommasi ha aggiunto ancora: “La voglia e la speranza è quella di poter tornare ad allenarsi e a giocare, si stanno cercando le modifiche regolamentari per poter andare oltre il 30 giugno con il campionato. Almeno per la serie A serviranno 45 giorni e le settimane di preparazione per poter concludere tutto. Se si ha questa prospettiva siamo contenti di ripartire. Di sicuro il calendario è compresso per finire la stagione e per decretare i verdetti sul campo”.

 

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Milan, si lavora per Florentino Luis del Benfica. Paquetà la chiave

Florentino Luis, mediano classe ’99 del Benfica, è stato definito il “Pogba portoghese” e già in passato era stato accostato al Milan. Per il momento ci sarebbe stato solo un pour parler tra le società, con l’ad rossonero Gazidis che avrebbe offerto Paquetà al collega dei lusitani Rui Costa, essendo stati entrambi i giocatori poco utilizzati nel corso della stagione. Nato a Lisbona, Florentino è cresciuto nel settore giovanile del Benfica ed è entrato in prima squadra nella scorsa stagione, collezionando 14 presenze e un gol, mentre quest’anno ha disputato solamente 13 incontri (e collezionato 1 assist) tra tutte le competizioni. Sullo sfondo per il brasiliano del Milan rimane tuttavia anche l’interesse del PSG dell’estimatore Leonardo.

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Calciomercato, Karsdorp torna a Roma ma piace al Napoli

Calciomercato, Karsdorp torna a Roma ma piace al Napoli

Calciomercato-La prossima estate il difensore olandese Rick Karsdorp rientrerà in giallorosso dal prestito al Feyenoord, poiché la squadra olandese ha già manifestato l’intenzione di non volerlo riscattare per motivi economici. Quello che è sicuramente certo è il suo addio alla Roma, dato che per mister Paulo Fonseca non rientra nei piani, vista anche la già grande abbondanza nel suo ruolo.

Secondo quanto riferito dal Corriere dello Sport, la società capitolina cercherà di cedere l’olandese, questa volta a titolo definitivo e la squadra che ha già sondato il terreno sembra essere il Napoli di Rino Gattuso, che, data la possibile partenza di Hysaj, ripiegherebbe sul duttile esterno di difesa che piace già da tempo.

In giallorosso Rick Karsdorp non ha avuto molta fortuna, sia per problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dal campo di gioco per svariati mesi, sia per la sua incapacità di adattarsi al calcio tattico italiano. Il ritorno in patria al Feyenoord, nella squadra che lo aveva lanciato, è stato sicuramente più produttivo e proprio su quanto visto in questa stagione farà riferimento il club di Aurelio De Laurentiis.

 

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Serie A, spese folli per gli agenti!

Quanto si spende in Serie A per i procuratori? Tanto, più che in tutto il mondo.

La FIGC ha infatti pubblicato i compensi degli agenti per l’anno 2019, e le spese per le commissioni dei procuratori sportivi di Serie A sono aumentate rispetto allo scorso anno di 16 milioni (9,5%). Dall’1 gennaio al 31 dicembre 2019 le società hanno versato nelle loro tasche 187 milioni di euro. Per fare un paragone, secondo quanto riporta l’Intermediaries in International Transfers Report della Fifa, l’Italia  è  il Paese nel mondo in cima alla lista dei più  “spendaccioni” in commissioni, nonché con la più alta percentuale di trasferimenti nei quali gli intermediari agiscono per conto del club acquirente e la seconda percentuale quando invece è il club che cede ad essere rappresentato. Non è solo il nostro Paese a patire tale incremento di costi, in quanto la medesima fonte parla di un aumento del 35% delle spese in commissioni a livello mondiale (il 97% delle quali avviene in Europa). La FIGC è fino ad ora l’unica federazione nazionale ad aver pubblicatotale rapporto relativo all’anno 2019, una tradizione seguita con zelo dal 2015 anche dalla FA inglese, che però quest’anno pare essere in ritardo. A pagare più di tutte è stata la Juventus con 44,3 milioni di euro, seguita da Inter (31,8 milioni di euro), Roma (23,2 milioni di euro) e Milan ( 19,6 milioni di euro). Tutte le altre squadre annoverano spese inferiori ai 10 milioni a testa. Riportiamo di seguito la lista:

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Ma chi beneficia di questi ingenti movimenti di denaro? La rivista americana Forbes ha pubblicato verso la fine del 2019 una classifica dei 50 procuratori sportivi più pagati nel medesimo anno. Tra questi, 6 hanno a che fare col calcio. Al primo posto Jonathan Barnett, la cui la società, la Stellar Football Ltd., si occupa di Strakosha, Szczesny e Amrabat. Al terzo e al quinto posto compaiono rispettivamente i celeberrimi Jorge Mendes, agente tra gli altri di Cristiano Ronaldo, Miguel Veloso, Bruno Alves e Ghoulam, e Mino Raiola, che cura gli interessi di molti top player del nostro campionato (Ibrahimovic, De Ligt, Insigne per dirne alcuni) Attenzione però, perché al ventiseiesimo posto ecco un’altra conoscenza del calcio nostrano, Alessandro Lucci, procuratore di tantissimi giocatori di Serie A o ex-tali, (Bonucci, Correa e Vecino solo per citare i primi tre nomi sul suo profilo Transfermarkt). La loro presenza in questa classifica basterà a spiegare il grande incremento delle spese per commissioni in Italia e in Serie A?

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Quando Cassano rescisse col Parma

Quando Cassano rescisse col Parma

Ho rescisso col Parma e ora sto meglio, ci ho pensato tutta la notte. Ho deciso di chiudere il rapporto dopo una presa per il culo durata sette mesi; sono stanco, ho deciso di lasciare tutto. Non ce l’ho con i tifosi di Parma, con i miei compagni e con chi lavora, ma con chi ha fatto un disastro dopo che avevamo fatto del Parma un giochino perfetto. Ci sto rimettendo quattro milioni di euro di stipendi, ma non sono i soldi il problema. Non lo sono per me: la cosa brutta è che ci sono persone che guadagnano molto meno e non prendono un euro da 7 mesi o, in alcuni casi, da un anno. Ogni volta ci dicevano che ci avrebbero pagato domani e il giorno dopo ci ripetevano domani: basta, non ce la facevo più, questa situazione di agonia era insostenibile“, tuonò Cassano dall’amico Pierluigi Pardo in diretta su Italia 1, a Tiki Taka, in quel lontano 26 gennaio del 2015. Ma andiamo per gradi…

Il 25 gennaio del 2015 si giocò un Parma-Cesena in un Tardini infuocato, 20ª giornata di quella Serie A, ed i gialloblù persero malamente lo scontro salvezza tra ultima e penultima per 1-2 facendosi distanziare dal Cesena di ben nove lunghezze in classifica, rimanendo fermi all’ultimo posto con 3 miseri punti e certi ormai della retrocessione a fine stagione. Ma non fu retrocessione, andò anche peggio: nell’estate del 2014 al Parma sesto in classifica con Donadoni in panchina fu negato l’accesso in Europa League per problemi finanziari legati ad alcuni pagamenti IRPEF non in regola, da lì iniziò un’escalation di guai finanziari e passaggi di società da uno sciacallo all’altro che culminò con il fallimento del club il 19 marzo del 2015.

Già a novembre 2014, cioè due mesi prima di quel famigerato Parma-Cesena del 25/01/2015, venne scoperchiato il vaso di Pandora: i giornali cominciarono a scrivere che il patron gialloblù Tommaso Gherardi non pagava ai calciatori gli stipendi da luglio, che il Parma sarebbe stato penalizzato di due o tre punti in classifica, che i giocatori avrebbero minacciato lo sciopero e che la società gialloblù aveva uno scoperto debitorio di oltre 60 milioni di euro. La squadra successivamente si radunò, i calciatori decisero di giocare unicamente per la maglia e per i tifosi, giurando di non abbandonare il club e provarlo a salvare in tutti i modi sul campo… ma ci fu chi tradì secondo il capitano Lucarelli.

Eravamo tutti d’accordo sulla messa in mora, compreso Cassano. Qualcosa però andò storto. Dopo l’allenamento Antonio, dalla distribuzione delle casacche, capì che non sarebbe stato titolare in partita, così pensò bene di rilasciare un’intervista in cui denunciò la situazione dei mancati pagamenti. Peccato che soltanto il giorno prima mi avesse garantito che non avrebbe parlato. Non disse nulla a nessuno, fece la cosa per puro tornaconto personale. Voleva andare via e per questo fece nuovamente casino. La domenica, avvenne il patatrac. Io andai in tribuna perché squalificato, lui in panchina perché Donadoni aveva deciso così da giorni. I tifosi al Tardini, però, videro la scelta del mister come una punizione per la denuncia fatta da Cassano e così iniziarono a invocarlo. Ma ciò che mi fece letteralmente perdere la testa fu quando lo vidi andare sotto la Curva Nord a fine partita, una cosa che lui si era sempre rifiutato di fare al termine di ogni gara. Questa volta, perché gli tornava utile, andò a parlare con i tifosi, quando vidi quella scena, non capii più nulla. Partii dalla tribuna saltando i gradini quattro a quattro, mi fiondai nello spogliatoio, sentii gridare Mirante: ‘È inutile che fai il fenomeno’. Proprio quello che mi serviva per chiudere definitivamente la vena e lanciarmi verso il compagno che aveva tradito la nostra fiducia. Feci in tempo a urlargli: ’Sei un bastardo’. Poi intervenne Luca Bucci, il nostro preparatore dei portieri, sollevandomi di netto e portandomi dentro alle docce. Tirai un cazzotto talmente forte da staccare il doccino, ma fui marcato stretto e non mi mossi da lì per un quarto d’ora. Giusto il tempo di permettere a Cassano di andarsene. Di lì a poco avrebbe rescisso”, così parlò capitan Lucarelli in un’intervista nel 2018.

Trattato come un figlio sin da subito, i tifosi non perdonarono mai a Cassano di aver abbandonato la nave proprio mentre affondava, in special modo a lui che era uno dei leader tecnici di quella squadra. Fantantonio ha sempre abituato il mondo del calcio alle cosiddette “cassanate”, ma quel prematuro addio in quel difficile momento storico per il club fu visto dai tifosi come un oltraggio alla maglia e alla storia del club. Cassano, proprio lui voltò le spalle ai tifosi gialloblù, lui che fu accolto a Parma come un re, dopo che Walter Mazzarri lo scaricò dall’Inter… e non che numericamente non abbia poi ripagato i ducali avendo segnato 18 gol e siglato 10 assist in 56 presenze (con la ciliegina del ritorno nelle coppe europee dopo anni, poi negato al Parma per i debiti). Ma quella rescissione con annessa fuga da Parma, poche ore più tardi del chiarimento a fine partita con la Curva Nord, sarà per sempre una macchia indelebile sul bel rapporto che si creò tra il club gialloblù,  i tifosi ducali ed Antonio Cassano nel giro di appena un anno e mezzo…

 

(dati Wikipedia e Transfermarkt)

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Immobile, come Acerbi, a vita in biancoceleste

Immobile, come Acerbi, a vita in biancoceleste

Più volte Ciro Immobile ha ribadito che gli piacerebbe chiudere la carriera alla Lazio, d’altronde in biancoceleste l’attaccante di Torre Annunziata si è rilanciato e confermato nel grande calcio, segnando a raffica ed infrangendo molti record. In quasi quattro stagioni Immobile è già il quarto marcatore della storia della Lazio con 116 reti segnate, ed insegue Giorgio Chinaglia a quota 122, mentre la prima posizione è difesa da Piola, con 159 reti; è terzo per marcature in Serie A, 94, alle spalle di Signori (107) e Piola (143). Ciro ha un contratto in scadenza nel 2023, da 3,5 milioni all’anno, ma in estate il presidente Lotito ha intenzione di adeguare ulteriormente il contratto del suo centravanti e posticiparne la scadenza di una o due stagioni, al fine di legare Immobile alla Lazio per il resto della sua carriera. L’ agente dell’attaccante non ha esitato a rimarcare l’interesse che suscita Immobile nei confronti di grandi club europei, Everton e Napoli su tutti. Ha parlato così Alessandro Moggi:

“È prematuro parlarne ora. Ma che ci possano essere degli interessamenti come già ci sono stati da Inter, Milan e dalla Cina un anno fa, è normale

 

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Barcellona, nuova idea per arrivare a Lautaro

Barcellona, nuova idea per arrivare a Lautaro

Il Barcellona non molla la presa su Lautaro Martinez, i blaugrana ne sono rimasti folgorati dopo averlo incontrato per due volte nei gironi di Champions. L’ Inter tiene botta e non ha intenzione di privarsi del suo gioiello, e non è disposta a sedersi al tavolo se non per una cifra superiore ai 100 milioni; i blaugrana sono intenzionati a presentare un’offerta che ci si avvicina molto: 70 milioni più il cartellino di Arturo Vidal, vecchio pallino di Antonio Conte ( fonte Mundo Deportivo). In ogni caso la dirigenza catalana non pare intenzionata a versare nelle casse dell’Inter i 111 milioni della clausola rescissoria inserita nel contratto dell’attaccante argentino. Il Barca dovrà guardarsi dalla concorrenza delle squadre inglesi, Manchester City e Chelsea su tutte, che hanno iniziato a sondare il terreno per arrivare a Lautaro Martinez. In questa asta europea l’Inter non rimarrà a guardare disarmata, a tal proposito ha parlato anche Javier Zanetti, che ha affermato la volontà della società di tenere l’attaccante in nerazzurro:

“Mi fa piacere di parlare di lui perché quando lo abbiamo preso lo seguivamo da tempo. Era il giocatore più promettente del calcio argentino e parlando con Milito dicevamo che poteva avere un futuro importante. Ora fa parte del patrimonio del nostro club ed è un ragazzo che è cresciuto tantissimo ad appena 22 anni. Io vedendolo allenarsi tutte le settimane lo vedo felice con noi e mi auguro che resti a lungo. E’ un nostro patrimonio. Lui insieme ad altri rappresentano un patrimonio importante per il nostro club”.

 

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