CONI, Malagò : “Per assegnazione scudetto ho idee ma decide il Consiglio Federale”

CONI, Malagò : “Per assegnazione scudetto ho idee ma decide il Consiglio Federale”

Il presidente del CONI Giovanni Malagò ha parlato ai microfoni di ‘Radio Radio’.

Le elezioni del presidente del CONI slittano di un anno?
“Lo Statuto del CONI è chiarissimo e questo vale anche per il Comitato Paralimpico. Noi siamo obbligati a fare le elezioni dopo lo svolgimento delle Olimpiadi. Le elezioni devono esserci dopo il quadriennio perché le Olimpiadi si svolgono ogni 4 anni, ma in 124 anni di storia non era mai capitato lo slittamento di un anno dei Giochi Olimpici. Ne ho parlato anche col CIO, credo che slitteranno come tutte le altre elezioni. E poi le elezioni le devi fare di persona e chi oggi si può prendere un impegno mettendo rappresentanti e delegati in un unico posto?”

Cosa pensa del dibattito sulla ripresa degli allenamenti?
Il Governo, a tutto o ragione, ha accomunato tutto e tutti, adesso è vietato fino al 13 aprile e credo verrà prorogato o fino al 27 aprile o fino al week-end del primo maggio. Stiamo a vedere, proprio oggi lo stanno predisponendo a Palazzo Chigi il nuovo Dpcm”.

Come si schiera sull’eventuale assegnazione del titolo in Serie A?
“A chi ci ascolta, va ricordato un aspetto giuridico: gli unici soggetti che hanno potere sull’assegnazione dei campionati o sul blocco sono le Federazioni. In alcuni sport, ad esempio il calcio, si è delegato l’organizzazione dei campionati alle leghe, così come nel basket o nella pallavolo. Ma è la Federazione che nel caso dovrà decidere in totale autonomia di assegnare lo Scudetto e prendere provvedimenti relativi ad altri aspetti. Se io vi dicessi cosa fare, verrei tacciato di essere intervenuto su una tematica che non mi compete”.

Esiste il pericolo che molte società sportive possano scomparire dopo questo terremoto?
“Sul campo rimarranno feriti e anche qualche morto, chi ha già dei problemi ed è più debole pagherà dazio in un modo diverso rispetto a chi ha fieno in cascina. Il mio suggerimento è molto chiaro: approfittiamo di questo disastro per fare una cosa epocale, cioè riformare le dinamiche in tutte le discipline sportive. In questi giorni si parla molto della composizione dei campionati e sappiamo benissimo che a monte c’è qualcosa che non quadra, tanto è vero che molte società negli ultimi anni sono fallite in A e ancora più in B e in Lega Pro. In questo momento si possono fare delle cose che in un altro contesto storico sarebbero impossibili e quindi va colta l’occasione”.

Ripresa del campionato possibile?
In teoria ci sono i tempi, anche se ci sono tante scadenze e problematiche. E poi devi sperare che non incappi in un nuovo problema e in quel caso ti ritroveresti ad aver pregiudicato la stagione successiva e a dover fermare quella attuale. Sono moltissime le variabili che incidono in tutto questo”.

Temi che gli atleti toccati dal COVID-19 possano essere influenzati nelle performance?
“Ci sono degli atleti che sono stati molto toccati da questa vicenda e quindi antepongono moltissimo questo tema ed altri che sono più leggeri. Bisogna vedere anche l’atleta quanti anni ha, che carriera ha, quanti soldi ha messo da parte, la famiglia. Insomma, ci sono tante variabili”.

Come sono i rapporti col Governo?

“I rapporti col Governo sono migliorati nell’ultimo anno, lo dico con molta franchezza. Adesso sono eccellenti nel vero senso della parola. E’ un qualcosa di cui sono particolarmente felice, le problematiche le abbiamo tutti quanti

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Lippi: “battiamo il virus e riprendiamo a giocare!”

Lippi: “battiamo il virus e riprendiamo a giocare!”

L’ex CT azzurro Marcello Lippi, campione del mondo nel 2006, ha parlato ai microfoni di Sky Sport raccontando la sua quarantena, parlando del ruolo dell’allenatore e del suo futuro nel mondo del calcio. Andiamo a vedere cos’ha detto:

L’emergenza Coronavirus in Cina?
“È stata affrontata con grande rigore, soprattutto nella città di Wuhan. La battaglia è stata vinta, la città è stata riaperta. Il problema ora sono i contagi di ritorno”.

Quanto è importante parlare con la squadra?
“Il rapporto con la squadra è importante. Gli allenatori che riescono ad ottenere i risultati migliori, sono quelli che riescono ad entrare nella testa dei giocatori. Io ho sempre voluto essere una guida per i miei giocatori, ho avuto grandi dialoghi con i miei leader. Non nascondo che ho chiesto loro di darmi una mano, perché è giusto coinvolgere certi giocatori. Ho avuto la fortuna di allenare grandi uomini oltre che campioni. Ho cercato di trattare tutti nello stesso modo. L’allenatore deve far sentire tutti importanti e al centro del progetto”.

Le sensazioni prima di scendere in campo per la finale del Mondiale?
“C’era la sensazione che avremmo vinto, che quella volta sarebbe toccato a noi. Contrariamente a quello che la gente che può pensare, prima della finale della Coppa del Mondo non si dice niente alla squadra. I giocatori non vedevano l’ora di scendere in campo per vincere”

Allenare nuovamente l’Italia?
“Sarebbe meraviglioso, ma ho già dato. La terza volta sarebbe troppo. Non ho più intenzione di allenare una squadra di club. Magari fra qualche mese, se capita una Nazionale non tanto lontana, tutto può essere. Ci sono stati dei contatti recenti, ma purtroppo ora è scoppiata questa pandemia. Pensiamo prima a sconfiggere questo maledetto virus”.

Quando potrà ripartire il campionato?

“Quando sarà scongiurato questo pericolo, sarà importante finire la stagione, anche a porte chiuse. Quando sarà tutto finito, non importa quando, ricominciamo e finiamo questo campionato. Prima però dobbiamo battere questo maledetto virus”.

I giocatori che ho voluto fortemente?
“Il primo è stato Montero. Lo avevo allenato all’Atalanta e lo volevo alla Juventus. Lo chiamai e lui era a Milano, stava andando a parlare con l’Inter. Poi ci sono tanti giocatori come Nedved oppure Camoranesi”.

I rigori nella finale del 2006?
“Avevo scelto i rigoristi, mi mancava il quinti. Andai da Fabio e gli dissi che sarebbe toccato a lui perché era l’uomo degli ultimi secondi. Dopo il gol ho abbracciato tutti. Qualche anno prima Grosso giocava in serie B, nel giro di poco è diventato campione del Mondo”.

Ranieri alla Sampdoria?
“È stata sicuramente la scelta giusta, la Samp negli ultimi anni aveva fatto molto bene giocando anche un buon calcio. Poi è cambiata la situazione psicologica, serviva una persona di grande esperienza”.

De Rossi?
“Secondo me ha un futuro da allenatore, ha tutte le qualità per farlo. Mi ricordo l’esordio in Nazionale, era ancora in Under 21. Esordio con gol. È un ragazzo straordinario, molto esuberante, ogni tanto fa fatica a controllarsi. Sono sicuro che farà una grande carriera da allenatore”.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Calciomercato Samp, si segue una giovane promessa brasiliana

Calciomercato Samp, si segue una giovane promessa brasiliana

Calciomercato Samp – Secondo il sito Sampnews24 il club blucerchiato si sarebbe messo sulle tracce del giovane classe ’98 Andrey che vanta al momento solo due presenze in Copa Sudamericana con la maglia della prima squadra del Vasco Da Gama. Il 22enne è un destro che gioca nel ruolo di centrocampista centrale ma può essere utilizzato anche come trequartista. Viene visto in patria come una promessa e il costo non esorbitante del suo cartellino (1,30 milioni di € secondo le stime di Transfermarkt) avrebbe ingolosito la squadre del patron Ferrero.

Va registrato anche che sul giovane brasiliano c’è forte anche l’interesse del Galatasaray.

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Milan, Bennacer:”Sogno il primo gol in rossonero. Mi ispiro a Iniesta, Pirlo e Xavi”

Milan, Bennacer:”Sogno il primo gol in rossonero. Mi ispiro a Iniesta, Pirlo e Xavi”

Il centrocampista del Milan Ismael Bennacer ha risposto a parecchie domande dei tifosi sul profilo Instagram del club rossonero, riguardanti presente, passato e futuro.

Sulla gara del passato che vorrebbe vedere: “Vorrei assistere alla semifinale di Champions contro il Manchester, quando Kakà ha segnato un gol incredibile”.

Sul miglior calciatore algerino: “Per me il miglior giocatore algerino è Riyad Mahrez“.

Sull’avversario più forte: “Il giocatore più forte che ho affrontato è Dybala della Juventus”.

Sui giocatori a cui si ispira: “Mi ispiro a Iniesta, Pirlo e Xavi“.

Sulle emozioni con la maglia rossonera: “Quando metto la maglia del Milan è incredibile, vedo il simbolo delle 7 Champions sulla spalla…”.

Sui ruoli da bambino: “Da bambino giocavo numero 10, a volte terzino sinistro quando ero molto piccolo”.

Sul momento più bello come calciatore: “Per ora il momento più bello della mia carriera è stata la vittoria in Coppa d’Africa”.

Sul gol che manca: “Anche io non vedo l’ora di segnare a San Siro. Sicuramente esulterei sotto la Curva Sud”.

Su cosa lo ha fatto innamorare del Milan: “Tutto, la squadra, la società, i giocatori che ci sono stati e quelli che ci sono ancora”.

Sulla miglior gara col Milan: “La partita più bella che ho giocato con il Milan è stata contro l’Udinese in Coppa Italia”.

Sui punti di forza e su cosa migliorare: “Il recupero palla e il passaggio tra le linee, devo migliorare tutto, soprattutto devo essere decisivo”.

Sul Ramadan: “Lo passerò a casa oppure durante l’allenamento se ci alleneremo”.

Sulla vittoria in Coppa d’Africa: “E’ stato qualcosa di incredibile, quando siamo tornati in Algeria è stato incredibile”.

Sull’undici ideale: “Come portiere Dida, terzino sinistro Roberto Carlos, centrali Maldini-Nesta, a destra Cafu, regista Pirlo, poi IniestaXavi. In avanti Messi, Ronaldinho e Ronaldo“.

Su cosa fare alla fine della quarantena: “Voglio andare in allenamento, a vedere mia mamma se posso e anche mia moglie”.

Sul messaggio ai tifosi: “Sempre forza Milan, torneremo più forti. Stiamo a casa, siamo una squadra”.

 

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Dzeko: “Fascia di capitano a Roma un grande onore”

Dzeko: “Fascia di capitano a Roma un grande onore”

Edin Dzeko ha parlato ai microfoni di Sky, questa è un’anticipazione dello speciale “AS Roma Story – Dzeko” che andrà in onda su Sky Sport Uno sabato 11 aprile alle 20:45 e domenica 12 alle 16:00. Andiamo a vedere come ha risposto alle domande fattegli da David Rossi:

Cominciamo dalle iniziative di Roma Cares, molto attiva da questo punto di vista. Anche tu sei stato coinvolto, con un videomessaggio e la donazione all’ospedale Spallanzani. Questo ti fa pensare che la tua scelta in estate sia stata quella giusta?
“Ho fatto la scelta giusta e non era difficile, ora ancora di più sono orgoglioso di far parte di questa società che in momenti difficili fa cose così importanti per i suoi tifosi che hanno bisogno di aiuto. Noi giocatori siamo a disposizione della società per aiutare in tutti i modi possibili”.

 

Com’è essere padre a tempo pieno? Non hai mai passato così tanto tempo con i tuoi figli probabilmente.
“Non sono mai stato così tanto a casa ma sono contento di stare con i miei figli, in questi momenti è l’unica positiva del rimanere a casa. I miei bambini sono contenti e quando li vedo così sono più felice anch’io”.

 

Il calcio italiano vuole ripartire. La data per riprendere gli allenamenti potrebbe essere il 3 maggio: è quella giusta?
“È una questione molto delicata. Sicuramente la cosa più importante è la salute di tutti noi. In questo momento di certo lo sport non è la priorità. Io come tanti amo lo sport ed è parte delle nostre vite. Quando la situazione si calmerà e non ci sarà più pericolo, è giusto finire il campionato perché è ciò per cui abbiamo lavorato tutti i giorni”.

 

Sui social hai espresso una dichiarazione d’amore per la tua città natale, Sarajevo. Quando non sei a Roma, invece, cosa ti manca?
“Per Sarajevo ho un amore infinito e sarà così per sempre. Di Roma mi mancherebbe casa nostra, dove abitiamo: quando andiamo in vacanza a Sarejevo, nostra figlia ci chiede sempre ‘Quando torniamo a casa’, perché per lei casa sua è qui. Amano tanto Roma”.

 

Da qualche mese hai ereditato la fascia per la partenza di Florenzi. Ti sentivi già capitano da prima?
“La prima volta che sono stato capitano è stato negli ultimi sei mesi a Wolfsburg, poi sono andato al Manchester City. Negli ultimi sei anni sono stato capitano della Bosnia e sono orgoglioso. Poi esserlo a Roma dopo Totti e De Rossi è un grande onore in questa società meravigliosa. Io già da prima mi sentivo uno dei capitani, perché penso che ogni squadra abbia più di un leader dentro e fuori dal campo al di là della fascia”.

 

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Nocerino, il Mister X rossonero

Nocerino, il Mister X rossonero

Voglio festeggiare Antonio Nocerino, che oggi spegne trentacinque candeline, ricordando la strepitosa annata 2011-2012 che lo vide protagonista nonostante fosse arrivato al Milan solamente a fine mercato e per una cifra esigua. Il 31 agosto del 2011 Adriano Galliani annuncia al popolo rossonero di aver acquistato Antonio Nocerino dal Palermo per soli 500mila euro.

Dopo un’estate rovente alla ricerca di un “Mister X per il centrocampo”, come disse Galliani mentre sognava di Lassana Diarra, ecco che al Milan arriva un centrocampista ventiseienne reduce da tre buone stagioni a Palermo. Ma si sa che a San Siro sono sempre stati abituati a ben altri nomi, per questo Nocerino viene accolto dallo scetticismo generale, ma passa fin troppo in sordina il fatto che sia stato il tecnico campione d’Italia in carica Max Allegri a volerlo fortemente per il suo centrocampo. Comincia così la pazzesca annata di Nocerino in rossonero: tra lo scetticismo generale, un posto in panchina ed un ultimo posto nelle gerarchie dietro ad Ambrosini, Aquilani, Van Bommel, Seedorf e Gattuso. Comincia così la stagione 2011-2012 per Nocerino e finisce con San Siro che canta Chiamato mister X per due soldi è giunto qua, adesso lotta, segna ed esulta con gli ultrà“.

Antonio Nocerino, il Mister X di Galliani, scala velocemente le gerarchie e si prende il posto da titolare come mezzala destra, d’altronde Allegri l’aveva chiesto perché vedeva in lui il perfetto erede di Gattuso. Roccioso, veloce e dotato di grande resistenza, Nocerino è anche un centrocampista dalle spiccate doti da incontrista che nei tre anni a Palermo si è reinventato come Box to Box (ovvero gli infaticabili centrocampisti che sanno rincorrere l’avversario, recuperare palla e buttarsi nell’area avversaria). Al Milan poi Nocerino trova tutti attaccanti e trequartisti che gioca ad altissimi livelli di qualità tecnica, quei tipici giocatori che hanno gli occhi anche dietro la testa e che sanno imbeccarti con giocate favolose di prima, quei classici giocatori strepitosi che vedono corridoi lì dove non ci sono… Robinho, Seedorf, Ibrahimovic, Cassano, Boateng, Aquilani, tanta qualità al servizio di un Milan forte ma a fine ciclo, tanta qualità che nel corso della stagione si metterà al servizio di un grande lavoratore come Nocerino, trasformandolo in un incursore goleador.

Antonio Nocerino termina la sua prima stagione in rossonero disputando 48 match (35 in Serie A, 10 in Champions League e 3 in Coppa Italia) e segnando 11 gol, e nonostante l’ultima giornata (vittoria casalinga contro il Novara per 2-1) San Siro la tributò agli addi di idoli rossoneri come Gattuso, Filippo Inzaghi, Nesta, Seedorf, Zambrotta, van Bommel e Roma, i tifosi riservarono anche in quella partita a Nocerino il celebre coro per Mister X. A fine stagione Nocerino venne convocato da Prandelli per la spedizione dell’Italia a Euro 2012, e durante il Gran Galà del calcio AIC 2012 venne inserito nella formazione degli undici migliori calciatori della stagione.

Il 9 aprile 1985 nasce Antonio Nocerino a Napoli, ventisette anni dopo il ragazzo verrà adottato da San Siro come un figlio rossonero di Milano. Tanti auguri Mister X!

(Dati Wikipedia)

 

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Calciomercato Torino, si seguono 3 giocatori per il dopo Sirigu

Calciomercato Torino, si seguono 3 giocatori per il dopo Sirigu

Sulle pagine odierne di Tuttosport si affronta il tema mercato del Torino, più precisamente quello riguardante il portiere. Sembra, infatti, che il club granata si stia muovendo per trovare un sostituto dell’ex estremo difensore del Paris Saint Germain sia nel caso in cui Salvatore Sirigu dovesse partite per andare a giocare le Coppe europee, sia per avere un secondo di fiducia. Il nome che circola con insistenza è quello di Simone Scuffet, 23 anni ora in forza allo Spezia ma di proprietà dell’Udinese. Ora bisognerà vedere se la trattativa verrà fatta con gli Aquilotti, che vantano un diritto di riscatto, o con l’Udinese che ne detiene ancora il cartellino. Altri due nomi seguiti sono Alberto Paleari ventisettenne portiere del Cittadella e quello di Lorenzo Montipò del Benevento, da tempo seguito.

Non sarà per nulla semplice sostituire un portiere di esperienza e carisma come Salvatore Sirigu ma il Ds del Toro Massimo Bava si sta già muovendo con largo anticipo.

 

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Torino, le notizie odierne di mercato

Torino, il punto odierno sul mercato.

Asse Milano-Torino

Non è un mistero che Antonio Conte apprezzi le qualità di Armando Izzo. Il difensore napoletano è un elemento avvezzo ai meccanismi della difesa a tre e non avrebbe difficoltà ad interpretare lo stesso modulo in nerazzurro, andando ad aggiungersi alle alternative a disposizione del tecnico nerazzurro nella prossima stagione. Inoltre, già da almeno un paio di sessioni il suo nome è tra i più caldi in prospettiva uscita da Torino e la prossima potrebbe essere la volta buona affinché l’operazione possa andare in porto. Nell’ottica di un mercato di scambi senza grosse fuoriuscite di denaro a causa della situazione economica provocata dall’allarme Coronavirus, attenzione al profilo di Roberto Gagliardini. Chiuso in nerazzurro da una concorrenza folta, in granata l’ex atalantino potrebbe trovare una prospettiva di rilancio da protagonista assoluto. Uno scenario di mercato ancora da concretizzarsi, ma sul quale sarà bene tenere i fari accesi.

Sliding doors in attacco

Il campionato è fermo, ma il direttore sportivo del Torino, Massimo Bava, è al lavoro per cercare rinforzi in vista della prossima stagione. Il dirigente granata sta cercando anche nuovi attaccanti da portare in rosa, sono tre in particolare gli obiettivi per rinforzare il reparto offensivo. Il primo nome è quello di Andrea Pinamonti del Genoa, giocatore che piace molto al tecnico Moreno Longo, il secondo è Andrea Petagna, anche se il Napoli difficilmente lo lascerà partire, il terzo è Alberto Cerri, che è considerato però un’alternativa ai primi due che restano invece gli obiettivi primari.

Nuove leve per la difesa

Nell’attesa che la situazione portata dal Coronavirus si risolva, il Torino continua a guardarsi intorno per eventuali colpi di mercato da mettere a segno quando tutto sarà tornato alla normalità. L’ultimo entrato nella lista, come riportato da Tuttosport, è Bruno Amione. Amione è un difensore argentino classe 2002, attualmente in forza all’Atletico Belgrano, club con sede a Cordoba (in Argentina) che milita in Primera Division. Il giovane centrale è uno dei giovani talenti visionato dagli osservatori nel corso di una serie di viaggi all’esterno fatti negli scorsi mesi, ed è tra i giocatori che più ha impressionato il DS Bava. Sul giovane difensore si registra anche un forte interesse delle spagnole Valencia e Villareal, oltre che del Genoa che già nelle scorse sessioni di mercato aveva provato a mettere le mani sul ragazzo che però avendo passaporto extracomunitario complicava e non poco la trattativa. Problema comunque risolto: in estate Amione otterrà il passaporto comunitario.

 

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Lazio, la situazione sul mercato

Lazio, il punto odierno su rinnovi e obiettivi di mercato.

Difensori in entrata

Per quanto riguarda il mercato in entrata,  il nome più caldo è quello di Kumbulla. Il difensore albanese classe 2000 dell’Hellas Verona si è messo in luce questa stagione, e Igli Tare potrebbe avere un certo ascendente su di lui. In campo internazionale resta vivo il nome di Lovren, vincitore della Champions League con il Liverpool. Il croato ha un ingaggio alto, ma pur di rimanere a certi livelli sarebbe pronto a qualche sacrificio. Per il resto alla Lazio, servirebbe un difensore mancino che possa dare spazio a Radu. Nell’ultima stagione Acerbi ha funzionato come un jolly andando a scalare sulla corsia mancina, ma sarebbe preferibile averne uno così in panchina. A distanza di un anno, in quel ruolo è ancora calda la pista Hinteregger del Francoforte.

Bastos in bilico: rinnovo o cessione?

Restando nell’ambito del reparto difensivo, il centrale classe ’91 della Lazio ha il contratto in scadenza nel 2021. Una condizione che impone rinnovo o cessione, per evitare l’addio a parametro zero. La società al momento non avrebbe pianificato l’allungamento (con adeguamento) dell’accordo con l’angolano, che nelle sue quattro stagioni in biancoceleste ha sempre alternato alti e bassi, tanto da essere finito dietro nelle gerarchie di Inzaghi prima dello stop della Serie A. In campionato ha giocato 8 volte (solo 4 da titolare), poi in 5 occasioni in Europa League e una in Coppa Italia. Se dovesse riprendere la stagione, il 29enne potrebbe avere ancora possibilità di convincere la Lazio a puntarci ancora. Altrimenti la direzione che verrà presa in estate è chiara: sia da parte del club, che dallo stesso Bastos.

 

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Juve, caccia grossa sul mercato

Juve, ecco il punto odierno sul mercato in entrata

Ferran Torres

 Uno degli oggetti del desiderio del prossimo mercato bianconero sarà  Ferran Torres del Valencia, esterno offensivo classe
2000. Il contratto del giocatore scadrà nel 2021 e senza il rinnovo sarà uno giocatori più richiesti sul mercato, con Real Madrid, Atletico, Barcellona, Liverpool e Borussia Dortmund già sul pezzo. La Juve segue da tempo lo spagnolo; l’alternativa resta Federico Chiesa della Fiorentina.

Tonali e Castrovilli

La Juventus è in pole per Sandro Tonali, talento classe 2000 del Brescia. Anche in queste settimane difficili i contatti continuano, con i bianconeri pronti a mettere sul piatto un paio di giovani del vivaio per abbassare le richieste economiche dei lombardi, visto che Cellino chiede 50 milioni di euro per il suo talento. Su Tonali avevano messo gli occhi anche il Paris Saint-Germain e i due Manchester, poi il Coronavirus ha bloccato le missioni appositamente organizzate per spiare il ragazzo dal vivo. Infine, occhi puntati su Gaetano Castrovilli, centrocampista classe ’97 della Fiorentina, fra le rivelazioni di questa stagione. Il talento viola piace tantissimo all’Inter. La Juventus però, si legge su Tuttosport, resta vigile, ed in estate potrebbe andare in scena un duello con l’Inter sia per Castrovilli che per Tonali.

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