Separati in casa

L’ultima moda del calciomercato di Serie A è il giocatore scontento e separato in casa. In questa stagione e non solo, molte società hanno avuto o hanno ancora in rosa giocatori ‘scontenti’ e ‘delusi’ che avrebbro voluto cambiare maglia. Da Gomez a Milik, da Dzeko a Eriksen, i separati in casa sono numerosi e di prima qualità. Ma cosa è cambiato rispetto a casi del passato? Vedi Pandev e Ledesma con la Lazio e con Lotito? Sembrerebbe che se prima erano i giocatori a fare la voce grossa e spesso e volentieri ad avere la meglio, ora sono le società che si fanno valere forti del loro “comandare” io giocatore economicamente. Ma un ruolo fondamentale lo hanno i mister, spesso sono proprio loro il problema tra la maglia ed il giocatore, oppure hanno problemi in prima persona con la dirigenza, vedi Napoli, vedi Gattuso. Questo e altro nel podcast odierno, buon ascolto!




Juventus-Roma, la conferenza stampa di Fonseca

Fonseca ha incontrato i giornalisti durante la consueta conferenza stampa pre-match. La Roma è impegnata domani alle ore 18 nel big match contro la Juventus. I giallorossi cercano la vittoria per riuscire finalmente a portare a casa i tre punti contro una grande squadra.

Cosa ha in più la Juventus della Roma e viceversa?
“Non mi piace fare questo tipo di valutazioni. Sono due squadre diverse, la Juve è una squadra fortissima con un grande allenatore ed è una squadra diversa da quella che ha iniziato la stagione. Lavora da più tempo con l’allenatore, è più intensa, dinamica, ha più fiducia e ha grande individualità. La Roma è in un buon momento, ha vinto due partite importanti e ha fiducia”.

Come si sta guardando avanti con Dzeko?
“Non da dire di più rispetto a quello detto da Tiago Pinto. Abbiamo parlato, va tutto bene. Dzeko si è allenato bene, ma domani sarà Cristante capitano”.

Può essere la partita della consacrazione per Mayoral?
“Borja non ha bisogno della prossima partita, per far vedere quello che può fare. Borja è un giovane con qualità, sta giocando bene, deve rimanere concentrato per fare una buona partita domani”.

Si immagina sulla panchina della Roma la prossima stagione?
“Io penso solo alla partita di domani”.

Dopo quanto successo nelle ultime settimane, il gruppo si è rafforzato? Come cambia la squadra con Mayoral invece che Dzeko?
“Quello che rinforza il gruppo sono le vittorie, le partite fatte, gli atteggiamenti negli allenamenti. Dzeko e Mayoral sono due giocatori diversi: Edin è più forte fisicamente, Borja è più profondo. Hanno caratteristiche per giocare nel nostro gioco”.

Possono coesistere Cristante e Veretout con Villar in prima impostazione?
“Sì, può essere una soluzione immaginare tutto. Dipende dall’immaginazione”.

Come Spinazzola vede nella gara di andata il rimpianto più grande della stagione?
“No, non ho un sentimento speciale per quella partita”.

Mirante è pronto per giocare? El Shaarawy può dare una mano alla squadra?
“Mirante sarà convocato, ma continueremo con Pau. El Shaarawy non sarà con la squadra perché sta facendo un lavoro individuale per recuperarlo”.

Si aspettava di più da Pedro?
“Pedro ha fatto grandi partite qui a Roma. Adesso è infortunato, penso che la prossima settimana sarà con la squadra e mi aspetto quello che mi aspetto sempre da lui: è un calciatore importante, con caratteristiche che mi piacciono molto”.

Confermerà Ibanez al centro della difesa o sta pensando ad altro?
“Domani Ibanez sarà al centro della difesa”.

Per qualità Villar può diventare importante anche da trequartista? Ha le caratteristiche per segnare anche?
“Ha caratteristiche per giocare più basso, vicino ai nostri difensori, ma ha anche quelle caratteristiche per giocare più avanti. Può fare questi due ruoli”.

Dove è migliorata la squadra di Pirlo?
“Con più tempo per lavorare la Juve sta meglio in campo, è più profonda e dinamica. Inoltre ha le individualità che noi conosciamo. Sono più forti di quelli che abbiamo affrontato all’andata”.

Cosa chiederà ai calciatori per vincere domani?
“Quello che chiedo sempre, ossia ambizione”




Roma: bella ma non balla

Vincente, divertente e spavalda con le piccole, perdente, vulnerabile e senza idee con le grandi. Questa è la fotografia di una roma dai mille volti che non riesce a trovare una propria identità. Se è vero che per vincere un campionato non devi zoppicare con le squadre meno blasonate, è anche vero che accettabile perdere tutti gli scontri diretti, almeno ai fini dell’obbiettivo finale. La Roma, ha perso gli scontri con Lazio, Napoli e Atalanta, pareggiando con Milan, Juventus ed Inter. Risultati che tutto sommato possono starci, ma che in un campionato incerto e combattuto come questo fanno soffrire i tifosi giallorossi, che senza questi inciampi avrebbero visto la propria squadra del cuore lottare per vincere il campionato. Ma quali sono i motivi di questo andamento ballerino dei giallorossi? Una rosa non all’altezza? Un tecnico ancora acerbo tatticamente e caratterialmente? O ppure il valore della Roma è proprio quello che ci ha fatto vedere fin ora? Di questo e altro nel podcast odierno.




Udinese-Napoli 1-2, le dichiarazioni di Gattuso nel post partita

Il Napoli supera l’Udinese al Friuli per 2-1, Gattuso ha commentato la prestazione della squadra azzurra in conferenza stampa.

Il ko con lo Spezia vi ha tolto qualcosa?
“Con lo Spezia se la rigiochi 100 volte la vinci per 99 volte! Da quando faccio l’allenatore non avevo mai visto 33 tiri in porta e 13 palle gol senza segnare. Abbiamo fuori giocatori importanti, vincere partite così difficili fa capire che la rosa è importante. Dobbiamo essere bravi a essere cattivi, giochiamo spesso bene ma ci manca qualcosa sotto porta”.

Il Napoli ha il merito di averci creduto?
“Sull’1-0 abbiamo avuto 3 palle gol, Musso ha tenuto in piedi l’Udinese, poi l’errore ha portato l’1-1. Lasagna ha profondità con la velocità, De Paul abbina qualità e velocità, potevamo anche prendere gol visto le loro caratteristiche in ripartenze ma abbiamo trovato la zampata. Qui non è mai facile. Sapevamo che era dura, ancora di più dopo il ko rocambolesco con lo Spezia. Abbiamo rischiato più del solito, l’Udinese ci ha tirato tanto in porta rispetto al solito, siamo stati bravi e stavolta anche fortunati”.

Sul cambio di Rrahmani
“Dispiace, era alla prima da titolare, non ha fatto bene, era in difficoltà ed era giusto così, avevo il dovere di non farlo rischiare”.




Il Milan può vincere lo scudetto

I successi contro Sassuolo e Lazio, nonostante le numerose assenze, hanno confermato in maniera definitiva come questo Milan possa vincere lo scudetto. I ragazzi di Pioli, infatti, stanno andando ogni oltre aspettative e anche l’assenza di un totem come Ibrahimović (nelle ultime due sfide non è mancato solo l’attaccante svedese) non ha influenzato minimamente il gioco di una squadra che sta andando a memoria. Un gruppo forte, unito, con una precisa identità di gioco e la voglia di compiere un qualcosa di unico; nessuno, ad inizio stagione, considerava il Milan come una possibile candidata per il titolo. Giornata dopo giornata, però, i rossoneri si sono dimostrati superiori, per quanto dice la classifica, a squadre come Inter e Juventus considerate favorite per la vittoria finale.

Ma quali sono i segreti del Milan? Nonostante quanto si possa pensare questa squadra non dipende solo dalle giocate di Ibrahimović ma sono tanti i punti di forza a partire da Donnarumma che, mai come in questa stagione, sta dimostrando di essere uno dei portieri più forti nel panorama europeo. In difesa il leader è, senza dubbio Romagnoli, ma il reparto arretrato ha acquisito sicurezza con l’arrivo di Kjær; l’ex Roma, da quando è sbarcato a Milano, ha portato forza fisica, abilità nell’anticipo e quella giusta dose di cattiveria. In mezzo al campo la coppia Kessié-Bennacer forma una diga perfetta in grado di garantire quantità e qualità al centrocampo rossonero. In ultimo, ma non per importanza, non possiamo non parlare di Çalhanoğlu passato dall’essere elemento fuori contesto a uomo in grado di risolvere la partita in qualsiasi momento specie alla sua abilità nei calci piazzati.

I principali meriti, però, vanno attribuiti esclusivamente a Stefano Pioli; il tecnico, da quando è arrivato sulla panchina del Milan, ha cambiato radicalmente volto alla squadra prendendosi anche qualche rivincita a livello personale. Il suo Milan corre e ora vuole arrivare fino alla fine per tagliare il traguardo.




Serie A, il futuro delle partite in tv è su Amazon Prime Video?

Serie A, il futuro delle partite in tv è su Amazon Prime Video?

Serie A, considerando il momento che stiamo vivendo anche la questione legata ai diritti tv del triennio 2021/24 è ferma ma è proprio in questi giorni stanno tornando forti le voci sul futuro scenario della trasmissione delle partite. Prendendo in esame la Premier League, possiamo vedere come Amazon, l’azienda di commercio elettronico statunitense, ha acquistato i diritti di ritrasmissione sulla sua piattaforma video Amazon Prime di 30 partite del campionato, con l’esclusiva di tutto il Boxing Day. Jeff Bezos, fondatore dell’impero di Amazon, sembra proprio voler includere anche la nostra Serie A.

Come già riportava Milano Finanza, in un articolo a firma di Andrea Montanari, anche Amazon starebbe studiando il dossier relativo ai diritti tv della Serie A. La concorrenza sarà con Dazn, che già si è affermato nel nostro Paese da 2 anni, e ovviamente Sky, che detiene attualmente il pacchetto maggiore di partite trasmissibile del campionato.

Nelle ultime assemblee di Lega il tema dei diritti tv non è stato affrontato ma sarà sicuramente argomento di conversazione delle prossime, considerando anche il fatto che, a causa della pandemia e dello slittamento del campionato sono susseguiti numerosi danni economici, perciò è facile aspettarsi che le società e la Lega Serie A stessa vorranno rimpinguare le loro casse.




Pirlo ha trovato la sua signora

Non è il caso di spingersi troppo nei complimenti e nemmeno di esaltare precocemente un tecnico così “giovane”, ma è innegabile che la Juventus che stiamo vedendo ultimamente è quella che assomiglia di più ai sogni tattici di Pirlo. Dopo troppe incertezze, coincise con i pareggi con: Crotone, Hellas e Benevento, la Juventus di Pirlo sembrerebbe aver trovato la quadra giusta, ma perché usiamo il condizionale? Cosa non ci convince della gestione Pirlo? Eppure i risultati giudicherebbero i primi mesi della sua gestione assolutamente positivi aldilà dei pareggi sopracitati. Da un paio di settimane a questa parte anche le prestazioni sembrerebbero convincere. Tutto è apparentemente cambiato dallo 0-3 rifilato dai ragazzi del “Maestro” al Barcellona nella sera dell’8 Dicembre. Uscire con un clean sheet dal Camp Nou è sinonimo di grande solidità difensiva, essa confermata dai numeri del campionato italiano in cui Szczesny e Buffon in 13 giornate hanno raccolto solamente 10 volte la palla dalla loro porta, un dato che fa sorridere e che concede alla Juve di guardare tutte le altre squadre dall’alto verso il basso, almeno in questa classifica. Poi ci sono le “grane”, quelle che riguardano Paulo Dybala ad esempio, diamante grezzo che quest’anno, vuoi per la perfetta coesione tra Morata e Cristiano, vuoi per la non perfetta sincro tra lui e Pirlo non riesce a brillare come gli anni passati. La Juve, lo diciamo sotto voce, sta tornando.




Milan: piacevole sorpresa o concreta realtà?

Il Milan di Stefano Pioli, rientrato in panchina dopo aver contratto il coronavirus, continua imperterrito a vincere e convincere. Le assenze importanti (vedi Ibrahimovic), le trasferte e gli impegni che si sommano, non fermano il diavolo che ora si trova primo in classifica con cinque punti di vantaggio sulla seconda. Ci siamo chiesti se il Milan fosse una piacevolissima sorpresa oppure una concreta realtà, ed analizzando vari punti siamo arrivati alla conclusione che per noi, il Milan è una CONCRETISSIMA E PIACEVOLISSIMA REALTA’. Ma attenzione a non esaltare troppo la banda rossonera, le partite sono ancora molte e l’insidia potrebbe nascondersi dietro l’angolo. Di questo e molto altro nel podcast odierno.




Roma-Sassuolo, la conferenza stampa di Fonseca

Paulo Fonseca ha presentato in conferenza stampa la gara in programma domani alle ore 15. La Roma, dopo la vittoria ottenuta in settimana contro lo Young Boys, affronterà il Sassuolo nella gara valida per il decimo turno di Serie A.

riuscirà a recuperare due leader come Smalling e Veretout?
“No, non sono pronti per la partita. Smalling si è allenato oggi, sta meglio ma aspettiamo la prossima settimana. Veretout ho deciso di non rischiarlo”.

Uno tra Fazio e Kumbulla è pronto?
“Vediamo domani. La verità è che non abbiamo molti centrali al momento, ma anche che Fazio e Kumbulla sono stati fermi tanti giorni e non sono nelle migliori condizioni fisiche. Vediamo domani”.

Ha paura che il problema di Smalling possa diventare più serio?
“No, non si trasformerà in un problema più serio. Oggi si è allenato e si è sentito bene. Tornerà a breve”.

Villar e Pellegrini possono essere una coppia di centrocampo o manca fisicità?
“In questa posizione abbiamo molte soluzioni adesso. Giocheranno due tra Pellegrini, Villar e Diawara”.

Ci dobbiamo aspettare un’altra partita con sei gol o la Roma affronterà il Sassuolo con una certa conoscenza dell’avversario?
“Roma e Sassuolo sono due squadre offensive. Mi piace come gioca il Sassuolo, è una squadra che ha vinto tutte le partite esterne. Offensivamente è molto forte, mi aspetto una partita aperta, con due squadre che vogliono avere la palla. Sarà una gara difficile, contro un avversario che sta molto bene”.

in fase offensiva il Sassuolo è perfetto nel tempismo delle giocate. Si è concentrato più sull’attacco o come difendere?
“Come sempre, in tutti i momenti della partita abbiamo preparato una strategia difensiva e offensiva. Anche in altri momenti di transizione offensiva e difensiva: è vero che non abbiamo avuto molto tempo, ma abbiamo preparato la squadra per tutti i momenti della partita”.

sta pensando di confermare Calafiori con Spinazzola al centro?
“Ho una visione un po’ diversa da voi. Per me Calafiori è un giovane che ha talento ma deve migliorare, imparare, crescere. E’ un giovane, è normale sia così. Per voi è il migliore del mondo in questo momento e questo non è una cosa seria per aiutare un giovane. Mi piace, sta crescendo, è un giovane su cui crediamo per il futuro ma punto. Non è di più in questo momento”.

Ibanez-Kumbulla-Fazio sarà la difesa di domani?
“Vediamo domani”.

Chi si sposa meglio per giocare accanto a Pellegrini?
“L’ho già detto”.

Giocherà Mirante o darà fiducia a Pau Lopez? Dopo la fine dei gironi di Europa League ci sarà più ballottaggio?
“Ho scelto il portiere per domani, ma non ho pensato a ciò che devo fare dopo questa partita”.

Affrontate una squadra che ha l’ossessione per il gioco dal basso. Dobbiamo aspettarci una Roma più aggressiva?
“Voi volete sapere chi gioca, come giocheremo nelle diverse fasi. Magari è meglio non sapere la partita perché prima sapete tutto (ride, ndr). Vedremo domani come sarà”.

E’ sorpreso di quest’inizio di campionato? Per lei domani è uno scontro diretto?
“Il Sassuolo è in questa posizione con merito. Stanno giocando molto bene. Non sono sorpreso: abbiamo 6-7-8 squadra che sono forti e questa classifica dimostra l’equilibrio che c’è in questo momento. Il campionato ha squadre molto forti, non sono sorpreso”.

I meriti sono più del gruppo, dei singoli o dell’allenatore?
“Dei giocatori. Quando si vince è più facile, se si ha un’identità è più facile entrare per i giocatori, che possono dimostrare di essere utili”.




Roma, la sconfitta di Napoli e le difficoltà contro le grandi del campionato

Il quattro a zero maturato in casa del Napoli, oltre ad essere una sconfitta pesante a livello numerico, apre un problema importante all’interno del campionato della Roma: le difficoltà nel vincere contro le grandi della Serie A. I ragazzi di Fonseca, fino a questo momento, hanno mostrato due volti: micidiali contro le medio-piccole e in crisi nei cosiddetti big match. Questo, se da una parte mostra una squadra implacabile nelle partite in cui deve obbligatoriamente conquistare i tre punti, dall’altra conferma i problemi quando si alza il livello di difficoltà. Due pareggi e una sconfitta con nove gol subiti: questo il bilancio dei giallorossi contro Juventus, Milan e Napoli.

Il match del San Paolo è stata la peggior prestazione stagionale dei giallorossi; squadra mai in partita e incapace di portare sul campo quanto preparato durante la settimana (aggressività nei confronti dei portatori di palla, ricerca della profondità e attenzione difensiva). La condizione di Dzeko e Pellegrini, rientrati da poco dopo aver contratto il coronavirus, e una difesa ridotta all’osso dopo l’infortunio di Mancini non può giustificare novanta minuti in cui la Roma non è mai scesa in campo. Fonseca dovrà lavorare sulle difficoltà riscontrate dai suoi contro le grandi perché, in una stagione come questa, vincere qualche scontro diretto potrebbe essere determinante nella corsa al quarto posto. Il problema più grande, riscontrato nella gara del San Paolo, è stato quello mentale; i giallorossi, dopo la perla di Insigne su punizione (Mirante ha qualche responsabilità), sono letteralmente spariti sciogliendosi come neve al sole permettendo ai padroni di casa di giocare senza nessuna resistenza.

Quello degli scontri diretti è un problema che Fonseca si porta avanti dall’anno scorso dove, esclusi i successi contro Milan e Napoli (affrontate in momenti decisamente complicati per rossoneri e partenopei), ha ottenuto risultati negativi. Da qui alla fine del girone di andata la Roma dovrà affrontare Atalanta, Inter e Lazio con la speranza di invertire un trend che vede i giallorossi in passivo.