Coronavirus, le iniziative del Napoli: Insigne in prima fila

Coronavirus, Insigne e compagni lanciano iniziative per far fronte all’emergenza

 L’emergenza Coronavirus  continua a diffondersi e tutto il mondo del calcio è impegnato ad esortare al rispetto delle regole emanate dal Governo, ma anche a lanciare iniziative benefiche per aiutare il paese. Secondo quanto riporta TMW, il capitano del Napoli Lorenzo Insigne è stato protagonista di un aiuto importante all’Ospedale Cotugno. Sui social ha invitato i tifosi a farsi avanti mentre l’entità della sua donazione è stata svelata dal governatore Vincenzo De Luca: “Vorrei ringraziare Insigne, tra le persone più attive della città per aiutare gli ospedali di Napoli. Ci ha donato 100mila euro“. Protagonisti anche gli altri compagni di squadra: Marta Ponsati, compagna di Callejon, ha subito invitato tutta la squadra ad una raccolta fondi per il Cotugno, arrivata quasi ad 800mila euro. Successivamente un’altra campagna è stata lanciata da Jessica Ziolek, compagna di Milik, appoggiata da tutta la squadra con offerte e condivisione sui social.

Il club invita i tifosi a non uscire, pubblicando quotidianamente sui social i video degli azzurri che si allenano da casa. Tanti i calciatori che condividono con i tifosi le loro sessioni, e Lorenzo Insigne in questo caso ha provato a sfruttare anche l’ironia. il capitano ha lanciato la #PizzaChallenge, mostrandosi in cucina ed invitando i tifosi a fare lo stesso. Una clip arrivata a mezzo milione di utenti su Instagram mentre ieri, in un altro video, ha coinvolto i tifosi nel mostrare altri momenti creativi della loro giornata a casa.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Serie A: taglio stipendi del 30%, il Napoli risparmia 28 milioni

Serie A: taglio stipendi del 30%!

Secondo quanto riportato da Il Mattino, l’emergenza Coronavirus ha già causato perdite da 70 milioni. Se la Serie A non dovesse riprendere, le perdite potrebbero salire a 700. La Lega spera di ripartire ad inizio maggio ed in tal caso il danno sarà tra i 160 ed 170 milioni. Dunque è sempre più probabile la decisione di bloccare le mensilità di marzo e di attuare una riduzione del monte ingaggi dei calciatori. Così facendo, i club risparmierebbero 465 milioni di euro, e il Napoli 28. Il presidente del Napoli De Laurentiis avrebbe chiesto un taglio fino al 30% degli ingaggi dei giocatori, consapevole dell’incidenza del 67% su questi ultimi sul fatturato delle società.  Il taglio non sarebbe uguale per tutti: si va da un minimo del 15% per chi guadagna 300 mila euro a un massimo del 30% per gli ingaggi superiori a 1,5 milioni. la Lega tuttavia prende tempo, convinta che tali decisioni debbano riguardare anche i principali campionati europei.

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Sampdoria, Linetty: “Vicino al Torino a gennaio, ma non volevo lasciare”

Linetty retroscena di mercato

Il centrocampista della Samp Karol Linetty, intervistato dal portale polacco Newonce Sport,  ha svelato un retroscena dell’ultima sessione di mercato e ha spiegato il motivo che lo ha spinto a rimanere a Genova. Nonostante l’interesse del Torino, ha prevalso la voglia di guidare i blucerchiati fuori dalla zona retrocessione:”Non volevo lasciare la Sampdoria in una situazione difficile, in piena lotta per la salvezza, cambiando improvvisamente squadra. Devo molto a questa società. Sono contento per tutto quello che ho vissuto qui a Genova. E quest’anno possiamo ancora regalare tante gioie ai tifosi blucerchiati. Futuro? Cosa accadrà in estate lo vedremo più avanti”.

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Il “Piano Marshall” per salvare il calcio italiano

Il “Piano Marshall” per salvare il calcio italiano

Il Coronavirus ha messo in ginocchio il Paese e, di conseguenza, il calcio italiano. In questi giorni i club di Serie A si sono riuniti coi vertici delle Lega A e della FIGC per trovare soluzioni ai tanti problemi che si sono presentati dopo lo stop del calcio per l’esplosione del virus.

Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, club e vertici del calcio italiano hanno concordato quattro punti di un vero e proprio “Piano Marshall” da presentare al Governo per rilanciare il calcio e non condurlo al collasso:

1) Esenzione fiscale per tutto il periodo di inattività. In più verrà chiesto di accelerare il processo per varare delle nuove leggi per stadi e diritti TV.

2) Ritorno degli sponsor legati alle scommesse con una percentuale sul volume delle giocate che finisca direttamente nelle casse dei club. Verrà quindi chiesta l’abolizione del “decreto dignità”.

3) Taglio degli stipendi dei giocatori proporzionato al periodo di stop dei campionati.

4) Un nuovo gioco tipo “Totocalcio” i cui proventi siano destinati solo al calcio e ai club.

Come riportato da Tuttosport, durante l’ultima assemblea virtuale della Lega di Serie A alcuni presidenti si sono scontrati verbalmente: Lotito ha battibeccato dapprima con Cellino qualche giorno fa, ieri poi con Agnelli ed infine con Preziosi; non sono comunque mancate le repliche del patron bianconero e le dichiarazioni del presidente Ferrero e del DG friulano Marino. Il presidente biancoceleste è tra tutti il più ottimista circa un ritorno in campo: «Avete visto i dati? Oh, se sta a ritirà! Ma poi lo so: io parlo coi medici luminari, quelli che stanno in prima linea, no co’ quelli delle squadre…», al che Agnelli ha replicato con una battuta: “Eh certo, ora sei diventato anche virologo”, più cauti di Lotito sono sicuramente Ferrero che ha dichiarato: “C’è gente che muore, combattiamo una guerra che non si vede e parliamo di calcio? Scudetto? So che Lotito mi odierà ma così è la vita, la prima adesso è la Juve e per me finisce così” e Marino, che alla ripresa di questa stagione non pensa proprio: “Sono preoccupato per la sopravvivenza del prossimo campionato, non per questo”, ai quali si allinea anche il patron rossoblù Prezioni: “Per me il campionato finisce qui”.

Chi sta giocando un ruolo fondamentale per il futuro del calcio è Andrea Agnelli, che non è solo presidente di un top club come la Juventus ma è a capo anche dell’ECA ed ha dunque un continuo dialogo coi vertici UEFA e FIFA, tra i quali spicca un’amicizia importante con Ceferin. Il numero uno bianconero – scrive il Corsport – ha portato avanti le esigenze delle società che vogliono vedere assegnati i titoli domestici e definite le classifiche sul campo. La volontà è quella di creare un calendario omogeneo nel quale la ripresa dei principali 12 campionati europei sia più o meno contemporanea, ma il fatto che Champions ed Europa League verranno disputate a luglio inoltrato metterà tutti sullo stesso piano e non ci sarà concorrenza sleale. Secondo La Gazzetta dello Sport la Lega e FIGC vogliono terminare la stagione ma non sarà possibile se il campionato italiano non riprenderà entro maggio. Chi non sarà occupato nelle coppe europee andrà in vacanza a luglio inoltrato e quando la Serie A riprenderà sarà inizialmente a porte chiuse e qualcuno giocherà lontano da casa per motivi logistici. Le coppe europee potrebbero essere completate con la formula delle Final Four per semifinale e finale mentre la prossima stagione potrebbe partire dopo settembre con la fase a gironi che terminerebbe tra dicembre e gennaio e gli ottavi già a febbraio. Entro il primo giugno ci sarà da terminare la stagione in vista di Euro 2021.

Al momento, dunque, vince la linea voluta da Andrea Agnelli.

 

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Coronavirus, solo applausi per la Roma in prima linea

Coronavirus, è encomiabile la presenza in prima linea della Roma nella lotta al Covid-19, frutto di una serie di iniziative messe in atto fin da subito.

Lo stesso capo della Protezione Civile Borrelli, dopo la conferenza stampa giornaliera di ieri pomeriggio ha tenuto a ringraziare l’impegno della società giallorossa ai giornalisti de Il Romanista: “Mi fa piacere sottolineare, grazie alla sua domanda, il grande contributo che la Roma in particolare ci sta dando. Ne approfitto per ringraziare anche l’Inter e tutti quelli che in questo periodo stanno donando, giocatori, allenatori e e club. Però di sicuro la Roma sta facendo molto, grazie al tramite del nostro comune amico Francesco Pastorella, già a capo dei comitati per aiutare i terremotati. La Roma non solo dona, ma acquista i materiali e provvede alla consegna. E li ringrazio di cuore”.

Parole di encomio, quelle di Borrelli, sostenute dalle reali iniziative, tra cui l’ultima, ma non la meno importante, quella delle consegne a domicilio di beni di prima necessità a tutti gli abbonati over 70 della società giallorossa, la categoria più a rischio in questa epidemia.

Ma sono veramente tante le iniziative a sfondo Roma in questa situazione, prima fra tutte, l’acquisto di 13mila mascherine donate e consegnate successivamente allo Spallanzani, l’ospedale che per prima ha iniziato la lotta al Covid-19. Altra iniziativa importante è quella dell’apertura del fondo aperto per le donazioni dirette da parte di tifosi (QUI il link per donare), atleti e tesserati, o da chiunque voglia aderire, dirette sempre allo Spallanzani di Roma. Tante altre consegne, come quella di giovedì scorso, la società giallorossa ha consegnato alla parrocchia di San Giovanni Maria Vianney, a quella di San Paolo della Croce, a quella di Santa Maria Madre del Redentore e allo Studio poli-medico Solidale ODM Onlus 500 flaconi da 80 ml di gel igienizzante per mani e 2.000 guanti in lattice ciascuno.

Ovviamente in prima linea anche giocatori ed allenatore, che nei giorni scorsi hanno donato un intero giorno di stipendio per poter arrivare alla cifra di circa 200mila Euro, per l’acquisto di tre ventilatori respiratori. Da non dimenticare anche le iniziative social, con dei post celebrativi di infermieri e medici in prima linea o con i tutorial su come prevenire il contagio o le vendite all’asta di cimeli come una maglia dell’ex capitano, Francesco Totti, o gli scarpini autografati. Inoltre sono stati tanti anche gli ex calciatori giallorossi che hanno aderito alle donazioni: Mexes, Borriello, Samuel, Cafu, Nainggolan e Candela.

Infine anche i tifosi giallorossi hanno dato un grandissimo contributo: oltre le donazioni dirette come abbiamo detto prima, gli Ultras della Roma hanno devoluto i rimborsi della trasferta cancellata di Siviglia interamente allo Spallanzani, raccogliendo una cifra intorno agli 8mila Euro, un gesto importante, considerando che ci si trovava nei primi giorni di emergenza.

Dunque tantissime iniziative targate giallorosso, che ci fanno dire ancora una volta “GRAZIE ROMA”

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Agnelli si scaglia contro Lotito: “ora sei anche virologo?”

Agnelli si scaglia contro Lotito: “ora sei anche virologo?”

Continua a regnare il caos in Serie A, le lunghe call per decidere il futuro del campionato sono ancora poco chiarificatrici, d’altronde fino a quando la situazione nel paese sarà così tragica è pressoché impossibile diramare un calendario affidabile di ripresa, ed allo stesso tempo c’è ancora un barlume di speranza che impedisce di mettere la pietra tombale sulla stagione 2019/2020. Stoppare definitivamente l’annata corrente porterebbe le società a dover prendere delle decisioni complicate sul prossimo campionato ed a rinunciare ad introiti importantissimi, specialmente per le medio-piccole. Lo scontro odierno vede protagonisti Lotito ed Angelli, il presidente della Lazio si è messo allo scoperto: vuole continuare la stagione  ed anche con una certa fretta, sembrando spesso insensibile alla forte crisi sanitaria, c’è anche da dire che il patron biancoceleste non abbia mai parlato in prima persona, diventa quindi complesso carpire cosa davvero frulli nella testa di Lotito. L’ edizione odierna di Tuttosport riporta alcune frasi del battibecco:

Lotito: “Avete visto i dati? Si sta ritirando; ho parlato con i medici luminari, quelli che stanno in prima linea, non quelli delle squadre”.

Angelli: ” Eh certo, ora sei diventato anche un virologo…”

La cosa che viene spontanea chiedersi è: anche se di dovesse riprendere con gli allenamenti e successivamente con le partite del campionato, sarà possibile riempire gli stadi? Difficile da credere che il Governo italiano, ma verosimilmente qualsiasi Governo europeo, conceda il via libera per assembramenti così imponenti di persone…

 

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Campionati Europei di Calcio: la storia dell’Italia e le squadre vincitrici

Estate 2020, il Campionato europeo di calcio maschile, alla sua sedicesima edizione,
compie sessant’anni. Era il 1960 quando si disputava il primo torneo che coinvolgeva le
squadre nazionali di calcio europee. Fu Henri Delaunay, il segretario dell’Uefa, a
promuovere il nuovo torneo, che prendeva spunto dalla Coppa Internazionale, l’antenata,
se così vogliamo dire, dell’attuale campionato, nata negli anni Venti grazie a Hugo Meisl,
dirigente della federazione austriaca di calcio. Tuttavia, a causa della pandemia :
“Coronavirus”, gli Europei 2020 sono stati spostati al 2021. Pur conservando, nel proprio
nome, l’anno di riferimento, sono stati sacrificati per dare la precedenza ai campionati
nazionali di calcio del Vecchio Continente, la cui ripresa potrebbe essere in tarda
primavera.
Dalle poche squadre partecipanti delle prime edizioni alle ventiquattro attuali, sono
moltissimi i cambiamenti che si sono susseguiti negli anni, segno di una competizione
vivace e seguitissima che ogni quattro anni rinnova parte della sua offerta e gli argomenti
di discussione, tra cui il tema delle scommesse sugli Europei la fa da padrone.
Una veloce carrellata tra le squadre vincitrici ci ricorda che l’Italia non è purtroppo
compresa tra le più efficaci: solo una vittoria, datata 1968, al suo primo anno di
partecipazione al torneo. L’unica squadra, invece, che ha ripetuto l’impresa per due
edizioni consecutive è la Spagna, che si è aggiudicata il campionato nel 2008 e nel 2012,
confermando quello che all’epoca era lo strapotere del calcio spagnolo anche tra le
competizioni per club.
Per le scommesse sugli Europei occorre considerare le nazioni che hanno vinto più coppe
come papabili per una nuova vittoria? In questo caso, sul podio abbiamo sempre la
Spagna, insieme però alla Germania, con tre vittorie a testa. Segue solitaria in seconda
posizione la Francia, con due vittorie. Sul terzo gradino, tra le squadre con una vittoria di
cui fa parte come dicevamo anche l’Italia, condividono la posizione una folta
rappresentanza: l’Unione Sovietica, la Cecoslovacchia, i Paesi Bassi, la Grecia, la
Danimarca e il Portogallo. Stupisce l’assenza di una delle nazioni con maggior tradizione
calcistica, la Gran Bretagna.
La squadra da scalzare è ora il Portogallo, vincitrice degli Europei 2016.
Rispetto alle scommesse per questi Europei, una delle variabili che vengono spesso
considerate è la spinta che può avere la nazione ospitante da parte del pubblico di casa.
La stessa squadra italiana vinse la sua unica edizione proprio nell’anno in cui organizzava
il torneo. Quest’anno però nessuna squadra potrà godere del vantaggio di giocare in casa:
sono 12 i Paesi ospitanti e la finale verrà disputata a Wembley, nella cornice londinese di
uno degli stadi più spettacolari al mondo.
Sempre nel campo delle scommesse, gli Europei offrono occasioni divertenti anche per
quanto riguarda i capocannonieri. Resiste dagli anni Ottanta il primato di Michel Platini,
con ben 9 reti in sole 5 partite. Cristiano Ronaldo, ora a pari merito con 9 reti – però in 21
partite – sembra poterlo scalzare. Ci riuscirà?




La Roma che verrà

La Roma che verrà

Il Coronavirus ha fermato il calcio giocato, non la ristrutturazione e la programmazione della nuova Roma. Mentre si attendono novità circa il passaggio di proprietà, rallentato anch’esso dell’esplosione del virus, il DS Petrachi e l’AD Fienga lavorano per progettare la Roma che verrà tra rinnovi, riscatti, nuovi acquisti e cessioni.

Sul fronte societario, così come riportato da Corriere dello Sport, si registra sì un rallentamento della trattativa tra Friedkin e Pallotta ma non uno stop definitivo, tutt’altro: si procede a fari spenti e col motore al minimo, sperando che il Coronavirus lasci in pace il mondo quanto prima per riprendere a correre al più presto verso l’acquisizione del club. L’impatto che il Coronavirus ha avuto sul calcio, e quindi anche sulle casse della Roma che non hanno avuto gli introiti previsti ad inizio stagione, sicuramente farà rivedere le cifre della cessione del club da Pallotta a Friedkin. Nel frattempo la Roma resta a Pallotta ed il club ha bisogno di un’iniezione di denaro fresco quanto prima: entro la fine di dicembre andrà varato l’aumento di capitale da un massimo di 150 milioni per permettere al bilancio societario di respirare.

Fienga e Petrachi intanto lavorano sodo, c’è una Roma da costruire in vista della prossima stagione. L’AD ha avuto mandato di rivedere i contratti dei giocatori che non sono titolari per cercare di abbassare il monte ingaggi (decisamente troppo pesanti rispetto al minutaggio avuto sono i contratti di Jesus, Fazio, Peres e Perotti) e di risolvere la quesitone Pellegrini: l’entourage del ragazzo vorrebbe un contratto da top player (3 milioni di ingaggio) mentre la Roma vorrebbe togliere la clausola rescissoria da 30 milioni, le parti risultano comunque vicine ad un accordo.

Gianluca Petrachi lavora al mercato invece, sia in uscita che in entrata. Il DS ha come priorità quella di risolvere la questione legata ai riscatti di Smalling e Mkhitaryan: per il difensore inglese il Manchester United chiede 25 milioni di euro ma nelle ultime ore la squadra di Solskjaer si è fiondata su Koulibaly per rinforzare il reparto difensivo, l’eventuale acquisto del centrale del Napoli da parte dei Red Devils permetterebbe a Petrachi di ottenere uno sconto per Smalling che diventerebbe un esubero in casa United, discorso diverso invece per Mkhitaryan (come si legge su La Gazzetta dello Sport) che ha la stessa valutazione di Smalling (anch’esso 25 milioni) ma gli infortuni e l’età stanno spingendo Petrachi a ragionare su un’altra stagione in prestito oneroso nella capitale più che ad un acquisizione a titolo definitivo, in tal senso torneranno utili i rapporti col procuratore Raiola che spingerà l’Arsenal a rinnovare Mkhitaryan (scadenza 2021) magari spalmando l’ingaggio per permettere così alla Roma di richiederne il prestito (anche biennale). Ci sarà poi da trovare una sistemazione definitiva agli esuberi: Patrick Schick è promesso sposo al RB Lipsia che con tutta probabilità riscatterà il ragazzo per 29 milioni, per Nzonzi al Rennes verosimilmente si procederà con un rinnovo del prestito (per risparmiare un altro anno di ingaggio) e puntare al riscatto nell’estate del 2021, discorso diverso invece per quanto riguarda Rick Karsdorp che col Feyenoord stava facendo bene ma non era stata inserita alcuna cifra per il riscatto post prestito, il club olandese vorrebbe comunque tenere il terzino e sembra che nell’affare potrebbe rientrare l’esterno offensivo Steve Berghuis che piace molto a Petrachi. Difficili, se non impossibili, i riscatti da parte di Sassuolo e Almeria per Defrel e Coric che quindi rientreranno alla base. Infine ci sarà da capire il futuro di Alessandro Florenzi ma qui sia confermalo che cederlo sembra più semplice, le pretendenti non mancano ma il ragazzo vorrebbe convincere Fonseca. Intanto per il mercato in entrata si registra un interesse di Gianluca Petrachi per il difensore Gonzalo Montiel: terzino destro del River Plate, classe ‘97, argentino, viene valutato circa 10 milioni di euro ma sul contratto ha una clausola rescissoria da 20 milioni sulla quale il club di Buenos Aires potrebbe giocare per alzare il prezzo, sul ragazzo si registrano gli interessi anche da parte del Betis Siviglia, del West Ham e del Crystal Palace.

Fienga e Petrachi lavorano, Pallotta e Friedkin trattano, tutti per costruire la Roma del futuro, mentre i tifosi sognano che i capitani storici Totti e De Rossi tornino a casa e non è escluso che possano farlo con la nuova proprietà. Sognare è lecito, d’altronde Totti in un’intervista a DAZN (risalente a gennaio) rispose “mai dire mai” riguardo alla domanda su un suo futuro ritorno alla Roma…

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Napoli: la rivoluzione d’estate

Napoli: la rivoluzione d’estate

Mentre il calcio giocato si ferma per l’emergenza Coronavirus, i club si siedono intorno ai tavoli coi propri dirigenti per varare le future mosse di mercato. È il caso del Napoli, che deve solamente ratificare ufficialmente il contratto che legherà il proprio tecnico Gattuso (come riportato ieri da Tuttosport) al club partenopeo fino al 2023, ma quello della firma di Ringhio non è il primo passo mosso dal club di De Laurentiis verso la rifondazione: a gennaio il mercato di riparazione ha visto il DS Giuntoli lavorare duramente per portare Politano, Demme e Lobotka sin da subito, mentre Petagna e Rrahmani sono stati bloccati ed arriveranno in estate.

Il presidente De Laurentiis non è stato a guardare passivamente il proprio club disputare una stagione molto al di sotto delle proprie possibilità e una volta capito che questo gruppo fosse arrivato a fine ciclo ha dapprima cambiato la guida tecnica (da Ancelotti a Gattuso), poi rinforzato la squadra a gennaio e successivamente messo le basi per la rivoluzione estiva. Rivoluzione, sì, perché molti lasceranno e tanti arriveranno. Intanto si ripartirà dal tecnico Gattuso, dal veterano Mertens e dal centrocampista Zielinski, tutti e tre pronti al rinnovo, si ripartirà anche dai cinque nuovi acquisti fatti a gennaio e con tutta probabilità faranno parte del nuovo corso anche il capitano Insigne, il giovanissimo Elmas, il centrale Manolas, i terzini Di Lorenzo e Rui. De Laurentiis, Chiavelli e Giuntoli stanno parlando anche con Callejon per gettare le basi di un rinnovo che al momento però appare complicato.

Chi invece rischia seriamente di non esserci l’anno prossimo sono Fabian Ruiz e Kalidou Koulibaly (come riportato da Sky Sport e Corriere dello Sport), accerchiati entrambi dagli interessi dei top club europei pronti a sborsare fior fior di soldi per accaparrarseli. Sul centrocampista spagnolo si registrano gli interessi forti di Bayern Monaco e Real Madrid, con i Blancos pronti a presentare un’offerta che raggiunge i 70-80 milioni, mentre per K2 Koulibaly si è fatto sotto il Manchester United di Ole Gunnar Solskjaer che è alla ricerca di un forte centrale da affiancare a Harry Maguire. Tutto da decifrare invece il futuro di Milik e Allan, col brasiliano sempre più ai ferri corti con De Laurentiis e sempre più sul piede di partenza.

Si fanno anche nuovi nomi in entrata: nelle ultime ore si registra un forte interesse del Napoli per l’attaccante Immobile (che nel frattempo tratta il rinnovo con la Lazio), per i giovanissimi difensori Badiashile e Sarr (valutati entrambi da Monaco e Nizza circa 20 milioni) da far crescere magari alle spalle di un forte difensore come Jan Vertonghen (in scadenza col Tottenham a giugno). Torna di moda anche il nome di Duje Caleta-Car, difensore centrale classe ‘96 del Marsiglia già accostato al Napoli tempo fa, che però ha una valutazione di oltre 25 milioni.

 

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Fiorentina, Commisso blinda tutti: il piano per il futuro

Fiorentina, Commisso blinda tutti e studia il futuro della viola, individuando i punti saldi da cui partire, considerando che la squadra toscana è ricca di talenti appetibili.

Primo su tutti, forse il miglior talento italiano in circolazione, Federico Chiesa, il quale da tempo sembra destinato ad un futuro bianconero. L’idea di Commisso è quella di blindare il figlio di Enrico, alzando la valutazione intorno ai 70 Milioni, comprensibile se si pensa ai prezzi dei talenti degli altri campionati. Una cifra che potrebbe scoraggiare la Juventus, pronta però ad inserire contropartite importanti, come riporta Tuttosport, Mandragora ed Orsolini, riscattandoli e poi rigirandoli alla Fiorentina. L’idea del patron americano è quella di mettere Federico Chiesa al centro del progetto, facendo diventare il talento classe ’97, la Star “Hollywoodiana” del suo modello di società all’americana.

Altro talento sotto i riflettori è sicuramente Castrovilli, bramato da tante società, PSG all’estero e Roma ed Inter in primis in Italia. Il centrocampista, esploso questa stagione, rimarrà sicuramente a Firenze per la prossima stagione, considerando che una possibile partecipazione ad Euro 2021 potrebbe far schizzare ancora di più il prezzo del cartellino dell’ex Cremonese. Ma al momento la rosa verrebbe costruita intorno alla sua presenza stabile e fissa nel centrocampo viola.

Ultimo tassello è Patrick Cutrone, attualmente di proprietà del Watford, giocatore che Commisso vuole riscattare e mantenere in rosa, per delineare l’ossatura di giocatori giovani, italiani e di talento. Un’idea che andrebbe oltre le poche prestazioni viste fin qui dell’ex milanista, nata per stabilire un potere anche di commercio sulla Serie A, tenendo in scacco le squadre che vogliono accaparrarsi questi nomi, per poter rifondare la squadra e riportarla ai fasti di una volta.

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