Italiane in Europa: “Si può fare”

Ogni tanto la televisione dà spunti interessanti anche al calcio e non è solo sinonimo di violenza, moviola e critiche. Parlo della fortunata trasmissione di Carlo Conti in onda ieri sera su Rai Uno: “Si può fare“. Il presentatore è, tra l’altro, un tifoso della Fiorentina e proprio la Viola è una delle tre squadre italiane ancora in corsa in Europa per conquistare un trofeo che, a livello calcistico, manca in Italia dal lontano 2010. Sono passati cinque anni infatti dal famoso “triplete” dell’Inter di mourinhana memoria. Non che sia un’era, per carità, ma il vistoso calo dei club nostrani rispetto a quello degli altri paesi europei è stato talmente evidente da far sembrare cinque anni lunghi almeno un ventennio.

Fiorentina, diceva, e Napoli. Sono loro le due realtà italiane ancora in corsa quando l’Europa League si prepara a vivere i quarti di finale di questa stagione, il cui epilogo si deciderà a Varsavia. E poi c’è la Juventus. In questi minuti i bianconeri sono in campo contro i francesi del Monaco per l’andata dei quarti di finale di Champions League, la competizione che più ci aggrada, più ci compiace, più ci intriga, quella dove la squadra di Allegri può dire finalmente la sua dopo… qui sì, è il caso di dirlo, un decennio di dolori e sofferenze.

Tevez top player della Juventus in Champions League

Tevez top player della Juventus in Champions League

“Si può fare” italiane, “si può fare Juventus“. Si può fare perché finalmente, dopo sorteggi astrusi e sicuramente non positivi, l’urna di Nyon finalmente sorride almeno ad una delle nostre squadre. Il Monaco non è certamente una corazzata e, pur avendo battuto l’Arsenal agli ottavi, non sembra nemmeno essere team capace di emulare le imprese del Porto di Mourinho di qualche anno fa o del Borussia Dortmund di Klopp della passata stagione. Carrasco, Moutinho e Berbatov sono buoni giocatori, ma non sono fenomeni, non sono fuoriclasse, non sono top player. Allegri questi li ha, anche se non tutti in campo. Pogba, Tevez, Marchisio, Pirlo, Buffon sono dei fenomeni del calcio, che possono fare la differenza in ogni occasione. Certo, l’età conta, e per Buffon e Pirlo si va verso le ultime primavere da protagonisti, ma proprio questa potrebbe essere la spinta in più a far bene e a chiedere ai compagni di dare il massimo, per portare a casa l’ennesimo grande trofeo di una strepitosa carriera. Per Marchisio e Tevez forse ci saranno altre chance, ma soprattutto l’apache sa che questa è la stagione buona per fare il colpaccio, anche senza Pogba, che pure rientrerebbe in caso di semifinale. E poi, Juve, “si può fare” perché mai come quest’anno il lotto delle otto (scusate il gioco di parole) squadre che sono arrivate a questa fase della Champions League è agguerrito, ma non sembra così insuperabile. Il Paris Saint Germain si continua a riempire di campioni (Ibrahimovic, Cavani, Lavezzi, Thiago Silva, Pastore… ah, a proposito di Pastore, avete sentito l’ultima di Cantona? Secondo l’ex stella del Manchester United sarebbe lui il più forte calciatore al mondo, altro che Messi, Ronaldo…?!?), ma sembra sempre meno una squadra. Ibra litiga coi tifosi e con la Francia, il matador vuole andare via, Thiago Silva rimpiange il Milan e Verratti appena può strizza l’occhio all’Italia, mentre Blanc chiude tutti e due gli occhi. Il Barcellona è forte, fortissimo, ma con Luis Enrique sembra aver perso quell’aurea da imbattibile e i continui mal di pancia di Messi non sono proprio il biglietto da visita del migliore Barca possibile. Il Real Madrid e l’Atletico Madrid si sfidano in uno scontro fratricida che ne elimina una. Se passa Ancelotti, il bis potrebbe non essere un’utopia, anche se quest’anno i Galacticos stanno faticando più di 12 mesi fa per imporre il loro dominio su ogni campo, mentre l’Atletico sembra essere competitivo solo contro i cugini di Madrid, perché anche in Liga non sta facendo sfaceli la squadra di Simeone. Detto anche del Monaco e del Porto, forse le due cenerentola della Champions League quest’anno, che, magari sarò smentito, ma non credo possano preoccupare le big della competizione, e di un Chelsea solido ma non spettacolare e non così pauroso, nonostante in panchina ci sia quel mago che come soprannome ha “Special One” e come nome Mourinho, l’unica reale corazzata che mi sento davvero di mettere un gradino sopra le altre è il Bayern Monaco di Guardiola. I tedeschi sono davvero il mix giusto e perfetto di classe, forza fisica, brillantezza, velocità e costanza. Ma anche in Baviera hanno dei problemi, e quello di quest’anno si chiama infortuni. Sono tante le stelle a cui Guardiola deve rinunciare (Benatia, Ribery, Robben, Schweinsteiger per dirne solo alcuni), tanto che lo stesso tecnico solo pochi giorni fa ha addirittura dichiarato che “la situazione è critica”. Insomma, da corazzata è ora un carro armato, sempre temibile ma non più insuperabile. Se non è questo l’anno buono per la Juventus, quello in cui “si può fare”…

Obiettivo finale Europa League per il Napoli di Higuain e compagni

Obiettivo finale Europa League per il Napoli di Higuain e compagni

Scendendo di un gradino, Napoli e Fiorentina sono ancora in lizza, sempre a livello di quarti di finale, per l’Europa League. Almeno sulla carta l’impegno più problematico, a partira da giovedì, ce l’ha il Napoli contro il Wolfsburg. I tedeschi sono una bella squadra, la rivelazione tedesca di questa stagione, dove hanno soppiantato il Dortmund a colpi di bel gioco e reti spettacolari. De Bruyne è forse il maggior talento però dei lupi di Germania, e questo la dice lunga su una qualità globale della rosa che è forte ma non fortissima, ben amalgamata ma non imperforabile. La dimostrazione è stata proprio la doppia sfida con l’Inter. Un club in un periodo di forma migliore, e con qualche tendenza suicida in meno forse avrebbe già interrotto la corsa del Wolfsburg. Il Napoli, seppur non nel suo miglior momento di forma, è squadra capace di battere tutti nel singolo confronto, e questo fa ben sperare proprio per il passaggio del turno, anche se nella doppia sfida il rischio di qualche indecisione difensiva di troppo aumenta e preoccupa i tifosi partenopei. Benitez poi ancora non ha chiarito il suo futuro, De Laurentis alza la voce in malo modo (inibito dopo l’eliminazione della Coppa Italia) e dunque l’aria è tesa nel golfo del Vesuvio, ma Higuain e compagni, con Mertens e Callejon ritrovati, possono davvero fare il botto in queste Europa League. Non è un caso che gli azzurri siano forse i favoriti numero uno per il successo finale della manifestazione, ma devono guardarsi ben le spalle, prima di tutto dal Wolfsburg, e poi dal Siviglia (o dallo Zenit, se dovesse eliminare gli spagnoli), mentre Dnipro e Brugges sembrano aver già fatto il massimo restando in corsa fino ad ora (e una delle due si ritroverà anche in semifinale). L’altra preoccupazione napoletana è made in Italy ed è la Fiorentina. La squadra di Montella è forse, tra le italiane, la squadra che gioca il miglior calcio europeo (chiedere al Tottenham) e, con un centrocampo forte come quello che si ritrova il tecnico della viola e un Gomez apparentemente ritrovato, può essere la vera outsider dell’Europa League. Tutto sta nel capire se la condizione fisica tornerà ad essere quella di appena due settimane fa e se la testa dei calciatori sarà concentrata sull’obiettivo. Insomma, anche in Europa League sembra poter essere l’anno giusto e, in questo caso, sarebbe davvero bello poter sentire, a fine maggio, Carlo Conti dire: “Si può fare”…

Che “Si può fare” diventi lo slogan delle squadre italiane in Europa?




Da Tevez a Del Piero: Juventus-Monaco 4-1

Il numero 10, in qualsiasi squadra, rappresenta un numero pesante. La classe, l’estro e la fantasia dei suoi numerosi rappresentanti nel corso della storia del calcio lo rendono un numero particolare. Quello che tutti i bambini sognano dando calci ad un pallone. Nell’estate 2013 molti dubbi accompagnarono la scelta di ri-assegnare, dopo un anno di “vacatio“, la suddetta maglia in casa Juventus a tale Carlos Tevez, appena arrivato dal Manchester City. I dubbi non riguardavano tanto l’aspetto tecnico: l’argentino era sicuramente adatto a ricoprire il ruolo. Il carattere acceso faceva storcere il naso a molti, anche fra gli stessi tifosi. Quasi due anni dopo, la storia è cambiata: Tevez ha conquistato tutti con i suoi capolavori e la sua grinta. Ma il confronto con l’illustre predecessore Del Piero passa anche dalla partita di stasera. Partita che, 17 anni fa, vide Del Piero brillare come mai aveva fatto in una semifinale europea. Una tripletta che, inseme ad un gol di un certo Zinedine Zidane, proiettò i bianconeri verso la finale, la terza consecutiva. L’epilogo sarebbe poi stato amaro, ma il primo aprile del 1998 i bianconeri “scherzarono” i monegaschi con un netto 4-1. Una punizione imprendibile (specialità del repertorio) e due rigori bastarono a stendere un Monaco tutt’altro che arrendevole. Anzi, fino al primo gol dei bianconeri, il pressing organizzato dalla squadra transalpina aveva fatto correre più di un rischio ai bianconeri. Ma, come sempre accade nei grandi appuntamenti europei, sono i campioni a decidere le sfide. Per non farsi mancare nulla, Del Piero è anche l’incolpevole autore dell’unico gol subito: decisiva la deviazione sul tiro di Da Costa.

Dalla Juve di Lippi alla Juve di Allegri. Stesso modulo di base, stessa voglia di imporsi a livello europeo, stesso avversario. Anche oggi la Vecchia Signora parte favorita, con l’imperativo di non sottovalutare l’avversario. Ma la vittoria finale appare sempre lontana, quasi un’utopia. Del Piero di gol ne segnò 4, anche se uno nella sua porta. I tifosi bianconeri sperano che Tevez possa emularlo. Anche solo a metà.




Juventus, parla Allegri: “Siamo pronti a fare qualcosa d’importante”

Stasera iniziano i quarti di finale di Champions League e la competizione entra nel vivo. La Juventus in casa si giocherà un’importante fetta della stagione, contro un Monaco sulla carta più debole ma con un andamento, in Ligue 1, di altissimo livello. Allo Juventus Stadium è previsto il tutto esaurito in una partita che può segnare l’inizio di una nuova era per dopo-Conte. Allegri sta facendo un ottimo lavoro, ma società e tifosi chiedono di più: andare avanti e giocarsi da grande squadra le semifinali. Intanto c’è da pensare al Monaco. A centrocampo probabilmente si rivedrà Andrea Pirlo fuori dalla partita d’andata contro il Borussia. In difesa, il dubbio più grande: schierare Andrea Barzagli (reduce da un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per oltre 6 mesi) e dunque giocare con la difesa a 3, oppure mettere Lichtsteiner ed Evra sulle fasce e Chiellini e Bonucci centrali?

Nella conferenza stampa, Massimiliano Allegri non ha voluto dare alcun indizio a Leonardo Jardim: “Forse un solo Andrea giocherà, ma non so quale. Per quanto riguarda la difesa ho molti dubbi che scioglierò solamente poco prima della partita. Per Loro sono sottovalutati e tutti parlano di un quarto facile per noi, ma non è così. Il Monaco è una squadra forte, gioca in velocità, stanno in un buonissimo stato di forma e nel girone, prima di eliminare l’Arsenal, sono arrivati primi. Ma noi siamo pronti a fare qualcosa di importante”. Dall’altra parte Leonardo Jardim è fiducioso e sa che può contare su un gruppo in grande forma. Attualmente in Ligue 1 sono terzi, hanno scavalcato il Marsiglia e non perdono da 5 giornate. Il tecnico portoghese, parla così della sfida contro i bianconeri: “Ovviamente la Juventus è favorita. .Contro l’Arsenal abbiamo fatto bene e siamo passati, giocando con la stessa intensità sono convinto che potremo creare qualche grattacapo anche alla Juve. Tevez sarà sicuramente il pericolo numero uno, ma noi dovremo fare attenzione a tutti e undici”. In difesa spazio all’italiano Raggi, mentre davanti giocheranno i due gioiellini, Martial e Ferreira Carrasco.

FISCHIO D’INIZIO ORE 20.45. JUVENTUS STADIUM

PROBABILI FORMAZIONI:

JUVENTUS (4-3-1-2): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra; Vidal, Pirlo, Marchisio; Pereyra; Tevez, Morata.

MONACO (4-2-3-1): Subasic; Raggi, Wallace, Abdennour, Kurzawa; Fabinho, Kondogbia; Dirar, Moutinho, Ferreira Carrasco; Martial.




Juventus-Monaco, il sogno continua

Riparte oggi il sogno della Juventus. Ore 20.45, torna a sentirsi quella musichetta da brividi che alla Juve ha fatto tanto bene. Allo Juventus Stadium arriva il Monaco per l’andata dei Quarti di finale di Champions League.

Allegri si è preso anche la nottata e la rifinitura mattutina per sciogliere i restanti dubbi, ma il più è fatto per la sfida di stasera contro il Monaco. A meno di sorprese dell’ultima ora, sarà una Juventus col vestito europeo. Tradotto: 4-3-1-2, con Pirlo in regia e la coppia Tevez-Morata in attacco. La squadra di Allegri parte favorita sulla carta, dopo lo strapotere evidenziato in campionato e il ritrovato entusiasmo per la “coppa dalle grandi orecchie”, ma i menegaschi dal canto loro ci credono. Sono una squadra ostica, imprevedibile e molto giovane, che è stata capace di ammutolire l’Emirates Stadium, annientando l’Arsenal con una performance inaspettata, eliminandolo dal torneo. Anche per questo, Jardim chiede “rispetto” per i suoi giovani terribili e Raggi, vecchia conoscenza della nostra Serie A, assicura che sarà una grande partita, una vera battaglia.

Ma ci credono i tifosi, i giocatori della Juventus, e adesso lo dicono senza finta modestia: inutile nascondersi quando rimangono otto squadre in corsa. La Juve c’è, ma se è pronta, se vuole sognare, deve battere subito un colpo!




Youth League, Chelsea campione: battuto lo Shakhtar 3-2

Va agli inglesi del Chelsea la seconda edizione della UEFA Youth League (la Champions League Under 19) che batte in finale gli ucraini dello Shakhtar Donetsk per 3-2. I baby Blues di Adi Viveash hanno pienamente meritato la vittoria della competizione, dominando in lungo e largo (come fatto in Semifinale con la Roma) e soprattutto grazie ad un attacco stellare che ha realizzato 36 reti, delle quali un terzo è a firma Solanke, stellina della squadra (attaccante classe ’97), che ha vinto il premio di miglior realizzatore della competizione.

Solanke (sx) e Brown

I 2 gioielli del Chelsea, a sinistra Solanke e a destra Brown

Quest’ultimo e Brown sono stati i simboli del successo inglese per la felicità di Mourinho che già li stava tenendo d’occhio; anche ieri sera sono stati loro due a guidare il Chelsea alla vittoria, grazie al gol di Solanke (12° nel torneo) e alla doppietta di Brown.

Non solo questi 2 giocatori da tenere d’occhio; da seguire anche Musonda, Boga, Colkett e Loftus-Cheek, tutti con un grande futuro davanti. Dunque coppa agli inglesi che succedono al Barcellona, vincitore lo scorso anno.




Juventus, col Monaco ci sarà anche Pirlo. Le scelte di Allegri

Dopo l’inaspettata battuta d’arresto contro il Parma, la Juventus si prepara al doppio confronto con il Monaco, Domani sera allo Juventus Stadium va in scena il primo atto della sfida: la Vecchia Signora parte con i favori del pronostico, ma gli uomini di Jardim non vanno sottovalutati. Per informazioni, chiedete all’Arsenal, che conosce bene la pericolosità dei monegaschi nelle ripartenze.

I DUBBI DI ALLEGRI – I dubbi del tecnico livornese riguardano soprattutto il centrocampo. Con Pogba sicuramente ai box, si valuta il rientro di Andrea Pirlo in cabina di regia. Il fuoriclasse bresciano è però rimasto fermo per infortunio sin dalla sfida d’andata con il Borussia Dortmund, e le incognite sul suo rendimento e sulla sua condizione fisica permangono. Allegri sembra intenzionato a schierarlo dal primo minuto, anche considerando l’impostazione che intende dare al match: la Juve avrà il controllo del possesso palla (anche favorita da un Monaco poco avvezzo a pressare alto) e la qualità del regista bianconero nel dirigere la manovra potrebbe rivelarsi determinante. Anche Marchisio, suo eventuale sostituto, ha mostrato di sapersi adattare bene al ruolo. In difesa si valuta l’opzione Barzagli, ma in caso di difesa a 4 Bonucci resta favorito. A centrocampo Vidal, Marchisio e Pereyra completano il “rombo”. Davanti Morata e Tevez avranno il compito di battere Subasic. L’Apache scalpita, dopo il turno di riposo concessogli a Parma. La Juve si affida ai suoi gol (già 5 in questa Champions) e alla sua grinta per passare il turno.

Il Monaco, dopo aver ribaltato il pronostico contro l’Arsenal, spera in una nuova impresa. Per farlo, Jardim punta sulle sue armi migliori: difesa (una delle meno battute della Champions League) e ripartenze. Il tecnico portoghese alterna due moduli, anche a partita in corso: il 4-2-3-1 e il 4-3-3. A centrocampo l’uomo chiave è Moutinho: è lui ad abbassarsi per far ripartire l’azione o fornire assistenza alle punte. In attacco Berbatov è pronto a smentire ancora una volta coloro i quali lo davano per finito. E pensare che nell’estate 2012 fu ad un passo proprio dal vestire bianconero…




Europa League, il Torino cerca il miracolo con lo Zenit. Ventura rilancia Quagliarella e capitan Glik

Delicata sfida per il Torino di Giampiero Ventura. Nella partita di ritorno degli ottavi di Europa League, i granata dovranno ribaltare il due a zero, rimediato nella partita d’andata, in Russia, contro lo Zenit di Villas Boas.

Reduci dalla sconfitta in campionato contro la Lazio, contraddistinta però da una buona prestazione, gli uomini di Ventura ci credono e sono convinti che possono fare l’impresa. Quagliarella e Maxi Lopez giocheranno dal primo minuto, difesa a tre guidata da capitan Glik ed a centrocampo spazio alla classe e fantasia di El Kaddouri. Ventura alla vigilia della partita, ha parlato di una gara difficilissima, ma è convinto che la sua squadra abbia le chance per passare il turno:”Contro lo Zenit sarà una gara difficile, ribaltare il risultato dell’andata è una missione quasi impossibile, ma io ho fiducia nei miei ragazzi e sono certo che ce la giocheremo fino alla fine.”

Dall’altra parte, lo Zenit sta disputando un’ottima stagione. In Russia sono primi, con 5 punti di vantaggio dal CSKA e gli undici di Villas Boas, dopo la pausa invernale, hanno ritrovato i giusti ritmi gara. Ma il portoghese non si fida, e così si è espresso sulla delicata sfida:” Il due a zero dell’andata non ci fa dormire sonni tranquilli, il Torino, contro di noi ha giocato molto bene e ci ha messo in difficoltà. La loro espulsione ci ha aiutato, ma Giovedì sarà tutt’altra gara.” L’allenatore ex Chelsea non stravolge la squadra e conferma gli undici di una settimana fa. Solamente Ryazantsev prenderà il posto dello squalificato Javi Garcia.

Fischio d’inizio ore 21.05

PROBABILI FORMAZIONI:

TORINO (3-5-2 ): Padelli; Moretti, Glik, Maksimovic; Darmian, Farnerud, El Kaddouri, Gazzi, Molinaro; Quagliarella, Maxi Lopez.

ZENIT (4-2-3- 1): Lodigin; Smolnikov, Neto, Garay, Criscito; Witsel, Ryazantsev ; Shatov, Danny, Hulk; Rondon




Champions League, Marcello Lippi: “Grande Juve”

“La Juve sta tornando grande anche in Europa“. Questo è il pensiero di Marcello Lippi. Il tecnico viareggino, uno degli allenatori simbolo nella storia del club bianconero, dice che: “Questa Juve mi è piaciuta moltissimo. Ho visto una grande personalità, un grande approccio alla gara e la mentalità giusta. Come volevasi dimostrare le perplessità suscitate in campionato erano dovute solo al grande vantaggio che ha nei confronti della seconda e al pensiero rivolto solo alla Champions, perché questo è il grande passo che la Juve deve fare“. Interrogato sulle possibilità della Juve di andare ancora più avanti nella competizione, Lippi risponde: “La Juve può arrivare in fondo? Dipende anche dalle urne, perché un conto è trovare il Monaco e un altro è affrontare squadre del calibro di Bayern Monaco, Real Madrid o Barcellona” risponde l’ex tecnico bianconero. “Io penso che la Juventus stia facendo i passi giusti, partite come quella di ieri sono quelle che ti portano ad avere una dimensione europea. Ma Bayern, Barcellona e Real sono ancora un gradino sopra, quindi” conclude Lippi “sarebbe meglio incontrarle alla fine“.




Juventus, Allegri su twitter:”EuroJuve, ora non vogliamo scendere dall’ottovolante

E’ un Allegri raggiante quello che scrive su twitter: “La nostra EuroJuve torna dove deve stare: siamo sull’ottovolante e non vogliamo certo scendere!!! Grazie a tutti!”. Il tecnico toscano si gode il meritato passaggio dl turno e soprattutto la strepitosa vittoria ottenuta al Westfallenstadion e nelle interviste del post gara dice anche che “Abbiamo fatto una partita importante sul piano tecnico e tattico, non abbiamo concesso niente al Borussia” ha proseguito Allegri “a parte il gol a Torino. Sono contento per la società e per i tifosi ma soprattutto per i ragazzi, che hanno voluto e conquistato questa vittoria con merito. Dobbiamo migliorare in qualcosa, il palleggio e la gestione della palla, ma nel complesso abbiamo fatto molto bene specie nella ripresa. Ora” ha affermato “vedremo il sorteggio, poi giocheremo le nostre chance ma abbiamo dimostrato di avere grandi qualità tecniche e fisiche“. Insomma meglio di così non poteva andare per il tecnico di Livorno, e pensare che a luglio più di qualcuno si mise le mani nei capelli alla notizia del suo arrivo…




Champions League, un super Barça vola ai quarti. City eliminato

Nessuna sorpresa al Camp Nou nel ritorno degli ottavi di Champions League. Il Barcellona migliore della stagione stende di misura (1-0) il Manchester City e accede al turno successivo proponendosi come una delle favorite alla vittoria finale. Decide un gol di Rakitic che al 31′ supera Hart con un delizioso pallonetto. Per il resto è un monologo del Barça, esaltato dalle giocate funamboliche di Messi. City passivo per quasi tutto il tempo, forse penalizzato dalle scelte di formazione troppo conservative: Aguero unica punta, assistito solo da Silva. Proprio El Kun fallisce un rigore a un quarto d’ora dalla fine, dando a ter Stegen la possibilità di mettersi in mostra per l’unica volta in tutto il match. L’ultima inglese esce dalla massima competizione continentale e le eurorivali sono avvertite: questo Barcellona fa paura.

Una curiosità: in tribuna ad ammirare i catalani c’è anche Pep Guardiola, allenatore del Bayern Monaco già qualificato. Studia forse quelli che potrebbero essere i prossimi avversari? Può darsi, ma in un modo tutto suo: in occasione del gol del Barça è stato ‘pizzicato’ ad esultare. Il vecchio cuore da tifoso non si può nascondere.