#ChampionsLeague – Atletico Madrid, Godin: “Dovremo controllare l’ansia”

Diego Godin, capitano dell’Atletico Madrid, parla dell’attesissimo derby conto il Real Madrid che attende i suoi in finale di Champions League: “Dovremo arrivare all’appuntamento nelle migliori condizioni possibili cercando di controllare l’ansia. Avranno un ruolo fondamentale i nostri tifosi, loro sono eccezionali perché ci sostengono incondizionatamente. E io mi sento uno di loro“.

 




#Liga – Atletico Madrid, Griezmann: “In finale di Champions segna Torres”

Probabilmente la migliore sorpresa della stagione, capace di trascinare l’Atletico in campionato e in Champions League, Antoine Griezmann ha parlato della finale di Champions che i colchoneros affronteranno con i rivali del Real Madrid come avversari, in un derby tutto spagnolo. A questo proposito il francese sembra avere le idee molto chiare: “Sarà una gara speciale contro Zidane. Sono sicuro, Torres segnerà il gol della vittoria“.




#ChampionsLeague – Atletico Madrid, Griezmann: “Vogliamo vincere giocando la partita perfetta”

Cresce l’attesa per la finale di Champions League tra Real e Ateltico. Il giocatore dell’Atletico Madrid Antoine Griezmann ne ha parlato a pochi giorni dalla sfida di Milano: “La finale sarà qualcosa di speciale per  i giocatori, società e tifosi. Abbiamo tanta voglia di giocare la partita perfetta. Ci crediamo molto e credo nei miei compagni. Il mio rendimento? Sono soddisfatto. In finale daremo tutto noi stessi, vogliamo vincere”.

 

 




#ChampionsLeague – Finale Milano2016, 20 mila biglietti a testa per Atletico e Real Madrid

Marca e tutti i giornali spagnoli sono in estasi e  hanno celebrato la straordinaria tripletta di squadre che sono nelle varie finali tra Champions ed Europa League: Atletico Madrid, Real Madrid e Siviglia si giocheranno le massime competizioni europee.

Per la finale di Champions, è stato comunicato, che saranno disponibili 20,000 biglietti a testa per i due club di Madrid e i loro tifosi.

Il costo per seguire la finale nella città di Milano va dai 100 euro agli oltre 2000. La febbre madrilena è altissima tutti cercano un posto.




#Esclusiva – Roma, Jacobelli: ” La verità è che Totti è un fenomeno”

Xavier Jacobelli, storico giornalista sportivo e attualmente opinionista di RaiSport, è intervenuto ai microfoni di RadioGoal24. L’ex direttore del Corriere dello Sport-Stadio ha affrontato un tema del momento: la mentalità dell’ Atletico Madrid: “Non è una montatura giornalistica, c’è un dibattito in corso perché è evidente che l’Atletico Madrid giochi in maniera diversa rispetto al Barcellona, per citare un esempio di squadra che fa il contrario dei Colchoneros. La formazione di Diego Simeone però ha dimostrato in questi anni sul campo che impiegando al meglio le risorse a disposizione del tecnico con un gioco che certamente non è spettacolare ma molto redditizio, può procurarti dei risultati, infatti ha conquistato la seconda finale nell’arco delle ultime tre edizioni della Champions League. Quindi io credo che la storia del calcio sia ricca di questi dibattiti e contrapposizioni: rammento Sacchi e la contrapposizione con il Trapattonismo, il bello del calcio è questo.

Tornando nei nostri confini nazionali, il Torino che, perso l’ultimo match, è ancora in cerca della prima vittoria nello stadio rinominato Grande Torino, dovrà affrontare il Napoli che ha meritato il secondo posto fino a Febbraio, poi però la Roma si è risvegliata..

Sì, il Napoli in questo momento è padrona del proprio destino per la semplice ragione che ha due punti di vantaggio sui Giallorossi. L’impegno contro il Torino è sicuramente ostico, è un Napoli che concentrerà i propri sforzi sulla partita di domenica sera perché è chiaro che in caso di vittoria la qualificazione diretta in Champions League sarebbe acquisita stante l’impegno che prenderanno i partenopei nell’ultima giornata in casa contro il Frosinone. In questo momento comunque, rispetto alla Roma, che da quando Spalletti è tornato ha marciato a livelli altissimi, rimangano favoriti sempre i Partenopei per questo vantaggio di due punti.

Secondo lei, da questa brutta vicenda del rinnovo di Francesco Totti Spalletti è riuscito a tirarci fuori qualcosa di positivo? 

Secondo me è il contrario. Se non ci fosse stato Totti la Roma non sarebbe a due punti dal Napoli, il merito è suo, non di Spalletti. Non si arriva alla soglia dei quarant’anni e si è capace di risultare decisivi come Totti lo è stato per queste ultime partite. La verità è che Totti è un fenomeno. Non si può pensare di dirgli di disputare 38 partite di campionato consecutive ma in verità è Totti che ha dimostrato di meritare un altro anno di contratto, durante il quale verrà impiegato sicuramente part-time, ma quando hai la fortuna di avere un giocatore che nelle ultime cinque partite risolve le sorti di ogni incontro e ti porta a due punti dal Napoli, bisogna tenerselo stretto altrimenti sarebbe stucchevole tutto questo tiro e molla in cui invece la società dovrebbe decidere di prendere una posizione chiara.

Parlando del Milan. Situazione paradossale dal punto di vista del campo, oscura invece da quello dirigenziale. Da tempo il Milan ha un pò di disordine al suo interno. Quale può essere la soluzione definitiva per ripartire e per far rifiatare i tifosi? 

Vendere la società e richiamare Mihajlovic per queste due partite più la finale di coppa Italia. La prima opzione è assolutamente praticabile dato che da diverso tempo ormai sono in corso trattative con la cordata di sette imprenditori cinesi di gruppi di gruppi facenti riferimento a sette tra gli uomini più ricchi della Cina. Per quanto riguarda l’allenatore, l’errore è stato esonerare Mihajlovic che ha lasciato la squadra al sesto posto ed in finale di coppa Italia per affidarsi a Brocchi che sta cercando di sfruttare al meglio la grande opportunità, ma non è colpa sua se l’organico del Milan è composto da giocatori che nella maggior parte non sono da Milan, con tutto il rispetto per alcuni membri della rosa. Da cinque anni a questa parte il Milan compra allenatori sul mercato, giocatori a parametro zero, magari garantisce loro degli ingaggi sopra i loro meriti sportivi e poi non si capisce chi comanda in questa gestione.

Passando alla lotta per la salvezza. Ci sono delle squadre impegnate in questa lotta: il Carpi, l’Udinese, il Frosinone ed il Palermo. Secondo lei, chi scenderà e chi rimarrà in Serie A?

Io credo che l’ultima di campionato risolverà degli interrogativi perché, nonostante il pareggio rocambolesco di San Siro, il Frosinone si batterà certamente fino all’ultimo minuto dell’ultima partita ed è sicuro per la squadra di Stellone come lo è per il Carpi che è rientrata prepotentemente nel discorso della salvezza. Il Palermo ha ottenuto una vittoria molto importante contro la Sampdoria , secondo me, in questo momento, è la squadra con il tasso tecnico che la contraddistingue, che può accampare chances migliori per la salvezza però è veramente una bagarra dove anche l’Udinese è stata risucchiata ed è attesa da una partita contro l’Atalanta che onorerà l’impegno perché sarà l’ultima esibizione interna di Giampaolo Bellini,capitano Nerazzurro che a 36 anni a fine stagione lascerà il club, 434 partite con la maglia bergamasca, trent’anni di militanza con stessa casacca visto che è entrato nel settore giovanile dell’Atalanta con i pulcini, quando aveva ancora sei anni. Quindi circostanza molto particolare che l’Atalanta sicuramente vorrà onorare e, in caso di sconfitta, per l’Udinese i guai sarebbero davvero grossi. 

Ultima domanda. Assisteremo anche questa estate alla cessione dei Top players del nostro campionato?

Mah, Pogba intanto è stato dichiarato incedibile dalla Juventus, per quanto riguarda Pjanic e Nainggolan, credo che partirà uno dei due, però questa è una voce del mercato, arriveranno altri giocatori importanti, si tratta solo di capire quale saranno le strategie delle singole società, ma penso che sarà un mercato comunque interessante  e reso tale dal nostro campionato che porterà sicuramente qualche giocatore interessante.




#Esclusiva – Pistocchi sul calcio spagnolo: “Il collettivo chiave dei loro successi. Champions? Favorito l’Atletico”

Maurizio Pistocchi, noto giornalista di Mediaset Premium, è intervenuto questa mattina durante la trasmissione di Radio Goal 24 Goal Cafè. Ecco le sue parole:

Partiamo dallo scontro per il 2° posto tra Roma e Napoli. Chi vedi favorito?

“Se sapessi queste cose sarei un mago, ma non lo sono. Sono due squadre che stanno bene e nello scontro dell’Olimpico il Napoli aveva fatto un’ottima partita fino all’80’. Hanno entrambe valori importanti ma la Roma ha il vantaggio di poter contare sul talento di Totti che ultimamente è stato inpiegato in maniera saggia da Spalletti quando le partite calano di ritmo e lui sta diventanto determinante. Entrambe le squadre devono vincere le due partite che restano ma credo che quella più difficile ce l’abbia il Napoli a Torino soprattutto perchè gioca contro una squadra che ha una grande organizzazione difensiva, cercando di chiudere tutti gli spazi per poi giocare al contrattacco, che è un atteggiamento che ha dato sempre fastidio al Napoli e il secondo motivo è ovviamente che giocando in trasferta con l’obiettivo di vincere per qualificarsi alla Champions diretta è molto inpegnativo. Secondo me il Napoli non avrà vita facile ma dal punto di vista del gioco stanno meglio rispetto alla Roma”.

Parliamo delle competizioni europee: 3 squadre su 4 in finale tra Europa League e Champions League sono spagnole. Cosa ha il calcio spagnolo di cosi importante rispetto a Serie A e Premier League? E’ solo un fatto di maggior motivazioni?

“Il calcio in Spagna è stato importantissimo sin dagli anni 50′ con il Real Madrid che vinse le prime 5 edizioni della Coppa dei Campioni, grazie ad un calcio spettacolare e individuale. Nel loro gioco emergevano i singoli come Di Stefano, Puskas, Gento piuttosto che il talento del collettivo. Il calcio spagnolo ha vissuto su questi concetti fino agli anni ’90. Negli anni 90′ il Real Madrid, che aveva vinto 2 edizioni della Coppa UEFA massacrando squadre italiane come l’Inter di Bergomi, si trovò di fronte una nuova realtà: il Milan di Arrigo Sacchi e venne travolto. In quel momento il Milan era la squadra più forte ed innovativa. Da quel momento in poi, in Spagna, si cambiò modo di pensare passando dal calcio individuale al calcio collettivo, cominiciando a sviluppare le cantere specialmente il Barcellona con l’arrivo di Crujiff  che ha plasmato un nuovo modello di calcio e di storia calcistica. E’ questo movimento calcistico che ha portato lo sviluppo nel loro gioco e che da noi fa fatica a succedere perchè ancora molte realtà fanno fatica a pensare al calcio come viene inteso in tutto il mondo, ormai da 40 anni a questa parte, ossia totale nel quale vengono rischiesti non giocatori specialisti ma capaci di formare una grande organizzazione di gioco. Basta vedere giocare il Siviglia di Emery, alla sua terza finale consecutiva di Europa League, o il Barcellona di Guardiola e, ad oggi, il Bayern dello stesso Guardiola, per capire quali sono i concetti chiave del calcio spagnolo ossia possesso palla, organizzazione dei giocatori disponibili per giocare un calcio totale”.

Ultima domanda Maurizio: chi vedi favorito nella finale di Champions League tra Real e Atletico Madrid?

“La vera finale di Champions League c’è già stata, cioè Bayern Monaco-Atletico Madrid, che hanno offerto 2 partite di altissimo livello  nelle quali c’è stata una squadra assolutamente protagonista che è il Bayern che ha tirato 53 volte in porta contro le sole 18 conclusioni dell’Atletico ma come succede nel calcio, e spesso anche nella vita, quelli che non meritano spesso vanno avanti. Il passaggio del turno della squadra di Simeone ha riportato alla mente dei nostalgici quello che era il calcio italiano di una volta facendo delle assonanze tra i due. Io credo che oggi l’Atletico sia una squadra che ha una grandissima organizzazione e difendono in 11, con grande ferocia, pur essendo una squadra non bella da vedere con i giocatori che a me personalmente non piacciono come simulazioni, esagerazioni di falli subiti, polemica; diciamo un pò troppo provinciale nell’atteggiamento ma rimane una squadra molto difficile da affrontare. Negli ultimi 5 incontri con il Real hanno vinto 2 volte, ci sono stati 2 pareggi e solo una vittoria per il Real, i numeri dicono che è favorito l’Atletico Madrid, me compreso,  soprattutto per il concetto di collettivo che esprime che il Real non ha”.




#ChampionsLeague – Atletico Madrid, Griezmann: “A Milano non ci sono favoriti”

Antoine Griezmann, talentuoso attaccante dell’Atletico Madrid, ha parlato ai microfoni di As della finale di Champions League che si terrà a Milano e vedrà scontrarsi le due squadre di Madrid, l’Atletico ed il Real: “I tifosi sono felici di aver conquistato la finale, così come lo siamo noi. Le accuse sul nostro gioco? Conta essere in finale di Champions League, non importa come giochiamo. Conta che siamo arrivati alla finalissima di Milano. Non ci saranno favoriti nella sfida contro il Real Madrid. Un messaggio per i tifosi? Devono avere fiducia della nostra squadra“.

Il talento francese ha realizzato in questa edizione di Champions League già 7 reti.




#ChampionsLeague – Atletico Madrid, Ferreira Carrasco: “Stiamo facendo molto bene”

Una finale di Champions guadagnata e il derby con il Real Madrid da giocare il 28 maggio a Milano, Ferreira Carrasco ha parlato ai microfoni di El Partido de las 12: “Sapevo che il gioco dell’Atletico era basato sulla difesa ma stiamo facendo molto bene. Sono felice qui. Ieri era importante segnare almeno un gol. Siamo in finale e che tra Real Madrid e Manchester City vinca il migliore”




#Liga – Atletico Madrid, pres. Cerezo: “Il nostro calcio è meraviglioso”

Chi ha detto che il catenaccio non sia un bel gioco? Questo è quello che molti si domandano quando guardano l’Atletico Madrid di Diego Simeone che, nonostante l’atteggiamento poco offensivo, è riuscito ad agguantare per la seconda volta la finale di Champions League. Ecco le parole di Enrique Cerezo, presidente dei Colchoneros, alle critiche alla sua squadra: “Brutto calcio? Il nostro è meraviglioso, giochiamo per vincere. E siamo in una situazione invidiabile“.




#Championsleague – Real Madrid, Bale: “Volevo crossare, ma l’importante è che siamo in finale”

Intervistato dal sito dell’Uefa, Gareth Bale, esterno offensivo gallese del Real Madrid, risultato decisivo ieri sera per i Blancos, afferma che sull’azione del goal il suo era un cross al centro ma grazie alla deviazione di Fernando si è trasformato nel goal decisivo.

Ecco le sue dichiarazioni: “Sono felice di aver dato il là all’azione del goal decisivo ma il mio era un cross e non volevo tirare. Senza la deviazione di Fernando non sarebbe entrata in porta però poteva raccoglierla Ronaldo in mezzo. L’importante è che la palla sia entrata e che siamo riusciti a raggiungere la Finale di Champions. Sono state due partite dure ed equilibrate ma siamo stati più bravi a sfruttare un’occasione utile e a qualificarci. La Finale? Sarà una gara molto difficile e un avversario ostico. Sarà un derby, e credo che sarà una gara tattica sulla falsa riga della finale del 2014, ma abbiamo le qualità per poter alzare al cielo la coppa”.