Pagellone Serie A 2017/2018: la stagione del Napoli – ad un passo dal sogno
La Serie A 2017/2018 è ormai finita, consegnandoci alcuni verdetti molto prevedibili (la vittoria in campionato della Juventus o la retrocessione del Benevento) con alcune sorprese (il Milan solo in Europa League) e delle battaglie davvero entusiasmanti (la lotta Inter vs Lazio per il posto in Champions League). Finito il campionato, è tempo di riflessioni e di verdetti: ecco perché, noi di RadioGoal24, abbiamo deciso di analizzare com’è andata andata la stagione delle squadre più importanti del nostro campionato, per cominciare a parlare anche in ottica futura.
Napoli, l’analisi del mercato

Quando si tirano le somme sulla stagione appena fatta, uno dei primi pensieri va sempre all’efficacia delle manovre del marcato. Quello del Napoli è stato un mercato più di trattenimento dei migliori, piuttosto che di un incremento della rosa. Infatti questa estate gli unici acquisti fatti sono stati Marko Rog e Adam Ounas: i due giovani giocatori hanno trovato poco spazio nelle gare che il Napoli ha disputato, ma nei pochi minuti giocati, hanno dimostrato il loro valore. Durante il mercato invernale invece sono stati presi in prestito dal Tolosa il giovane Machach e il terzino della Roma Mario Rui. Nessun minuto giocato per il giovane francese, mentre il portoghese ha avuto più spazio, a causa anche dell’infortunio che ha tenuto fuori Ghoulam. Infatti il terzino algerino a causa di due gravi infortuni, è dovuto rimanere fuori dai campi di gioco addirittura da novembre per la rottura del legamento crociato e successivamente a febbraio la frattura della rotula. Il mercato in uscita ha visto la cessione in prestito alla Sampdoria di Duzan Zapata e Ivan Strinic, la cessione di Maksimovic allo Spartak Mosca e di De Guzman all’Eintracht Francoforte.
Il mercato del Napoli è stato determinante per la sua stagione poiché la rosa corta, ha fatto si che la squadra si trovasse in difficoltà quando c’era bisogno di un turnover, che permettesse ai titolari di riposare. Infatti i sostituti non si sono dimostrati all’altezza, causando anche il calo fisico e psicologico della squadra, mancando di poco lo scudetto.
Napoli: l’andamento in campionato e nelle coppe

Il sogno e l’obbiettivo del Napoli, quest’anno, era di riuscire a spodestare dal dominio in Serie A, la Juventus. Un sogno che sembrava diventare sempre più realtà con il passare dei mesi, dove il Napoli ha chiuso il girone di andata da capolista. Ma purtroppo per loro così non è stato.
La stagione del Napoli è iniziata con le vittorie ai danni del Nizza, nel preliminare di Champion’s League, con la seguente qualificazione ai gironi, dove sono stati sorteggiati insieme al Feyenoord, allo Shakhtar Donetsk e al Manchester City. Prima dell’inizio del girone, il Napoli aveva vinto tre partite su tre in campionato, rispettivamente con Hellas Verona, Atalanta e Bologna. Ma la prima sconfitta stagionale arriva in Ucraina in casa dello Shakhtar, nella prima partita del girone europeo. Il cammino nel girone della Champion’s League è stato molto altalenante, in quanto aveva ottenuto vittorie solo contro il Feyenoord all’andata e gli ucraini nella gara di ritorno. La classifica del girone ha visto il Napoli non raggiungere il secondo posto per poter continuare il cammino nel torneo, qualificandosi però terza ed entrando in Europa League. Al termine della fase a gironi, il Napoli in campionato aveva inanellato una splendida serie di 14 risultati positivi, con il pareggio per 0-0 con l’Inter e il pareggio a reti inviolate contro il Chievo. La prima sconfitta stagionale è arrivata nello scontro con la Juventus, a causa proprio del gol dell’ex, Higuain. Per fortuna però i partenopei, hanno mantenuto i nervi saldi ed hanno continuato a vincere, chiudendo come detto prima, il girone di andata da capolista. Il girone di ritorno si apre con una serie di sette vittorie consecutive, che avevano fatto mantenere la testa del campionato, nonostante la fortissima pressione della Juventus, che aveva iniziato a macinare punti in classifica. Prima di iniziare la fase finale e cruciale della stagione azzurra, il Napoli ha “snobbato” l’Europa League. Infatti è uscito sconfitto ai sedicesimi di finale contro il Red Bull Lipsia, che poi ha terminato il suo cammino europeo in semifinale. Al Napoli è importato di più poter provare a vincere il campionato, piuttosto che sprecare energie, in una competizione che non era prevista. Ma dopo la sconfitta con i tedeschi, è calata la tensione. La clamorosa sconfitta subita dalla Roma al San Paolo per 2-4 e il successivo pareggio con l’Inter per 0-0, hanno permesso il sorpasso dell’imbattibile Juventus, che aveva conquistato così la testa del campionato. La speranza però di tornare in testa al campionato sarebbe stata la vittoria dello scontro diretto con la Juventus, così da superarla e vincere lo sprint finale fino allo scudetto. Non tutte le ciambelle però vengono con il buco. I pareggi con Milan e Sassuolo avevano fatto quasi perdere le speranze per tutto il mondo Napoli. Ma anche la Juventus non ha brillato e quindi la distanza era rimasta di quattro punti. Il 22 aprile, il Napoli espugna l’Allianz Arena grazie al gol nei minuti finali di Koulibaly, che fa sognare tutta Napoli, riportando la distanza in classifica ad una sola lunghezza. Ecco che però arriva il crollo definitivo. Firenze. 3-0. Una partita che ha praticamente spento ogni sogno e desiderio di vittoria del campionato, nei confronti di una Juventus che aveva allungato in classifica. Nelle ultime tre gare di campionato, gli azzurri ne hanno vinte due e pareggiata una, rimanendo a quattro punti dalla Juventus.
La stagione è stata assolutamente di livello, e per il Napoli si potrebbe aprire un ciclo che lo porterebbe a vincere lo scudetto nei prossimi anni. La Juventus, anche se sempre forte, è stata messa in seria difficoltà quest’anno e se i partenopei volessero ripetere il cammino fatto questa stagione, hanno bisogno di qualche innesto di valore, che permetta alla squadra di non perdere qualità, quando i migliori in rosa verranno a mancare a causa di infortuni o squalifiche. Voto a Sarri? 8.
Napoli: Top e Flop della stagione
Top:
1) Marek Hamsik: la stagione del capitano del Napoli, ha segnato veramente la carriera del calciatore slovacco. In questa stagione infatti, è riuscito a raggiungere e superare Maradona, divenendo il miglior marcatore nella storia del Napoli. Con i suoi gol ha trascinato gli azzurri al sogno scudetto, sfumato però nel finale.
2) Dries Mertens: stagione iniziata nel migliore dei modi per il belga, che ha collezionato molti gol nella prima metà di campionato. Durante la seconda parte della stagione, sembra essersi spento, ma è stato comunque fondamentale per il raggiungimento del secondo posto.
3) Kalidou Koulibaly: splendida stagione per il senegalese che ha blindato la difesa partenopea, mettendo a segno anche gol pesanti, come quello a Torino contro la Juventus.
Flop:
1) José Callejon: la stagione dell’esterno spagnolo, non è stata delle migliori e sono mancati i suoi gol e i suoi assist vincenti, che hanno comunque contribuito alla mancata conquista della vittoria del campionato.
2) Arkadiusz Milik: l’attaccante polacco anche quest’anno ha avuto parecchi problemi legati ai vari infortuni, che hanno permesso così di finire una stagione, sotto le aspettative. Sarebbe stato utile come sostituto di Mertens, durante il periodo nero del giocatore belga.
3) Riserve varie: non c’è un giocatore in particolare, poiché tutte le varie riserve come ad esempio Ounas, Rog, Chiriches e Diawara, non hanno inciso molto quando sono stati chiamati in causa, contribuendo così al calo psico-fisico della squadra. Sarebbero state riserve d’oro per Sarri se si fossero dimostrati all’altezza di poter sostituire i vari Hamsik, Mertens e Koulibaly.















La rivoluzione di Andreazzoli ha avuto origine nel modulo; il tecnico, infatti, è passato al 4-3-1-2 al posto di un 3-5-2 che non stava dando i risultati desiderati. L’Empoli, con questo sistema di gioco, ha decisamente cambiato passo, conquistando senza problemi la promozione in Serie A. Squadra corta, baricentro alto, attacco alla profondità e attenzione in difesa: questi i quattro capisaldi della filosofia di Andreazzoli capace di sfruttare al meglio il materiale a disposizione. Determinanti, per il salto di categoria, sono stati Zajc (di cui parleremo a breve), Krunic e Bennacer (fondamentali con i loro inserimenti) e Maietta decisivo nel blindare la difesa. L’Empoli, dopo un solo anno di purgatorio, torna nel calcio dei grandi; merito di un tecnico che ora è chiamato ad una vera e proprio impresa, la salvezza.
Uno dei protagonisti principali dell’Empoli è stato, senza ombra di dubbio, Miha Zajc; da riserva (con Vivarini ha giocato da titolare solo 4 volte su 19 partite) a elemento fondamentale nello scacchiere di Andreazzoli. Ecco la parabola del classe 1994 che, da dicembre in poi, ha messo a segno 5 goal e fornito ben 11 assist (nei primi mesi della stagione il bilancio era di 3 reti e 3 passaggi vincenti); merito di un piede destro davvero pregiato e di una visione di gioco che in pochi hanno. La sua qualità potrà essere determinante in Serie A dove l’Empoli dovrà, per forza di cose, puntare alla salvezza; il pericolo per il club toscano potrebbe essere il mercato estivo dal momento che molte squadre, in primis la Sampdoria, hanno messo gli occhi sul talento sloveno. Sarà compito del presidente Corsi riuscire a trattenerlo per non complicare, sin da subito, la permanenza nel massimo campionato italiano.
Per far capire quanto siano stati importanti, per la promozione dell’Empoli, Francesco Caputo e Alfredo Donnarumma basta andare a vedere i loro numeri: 47 goal in due (26 il primo, 21 il secondo) con una giornata ancora da disputare. Due attaccanti complementari tra di loro: Caputo nell’area di rigore è un vero e proprio killer mentre Donnarrumma ama svariare sul fronte offensivo ed ha qualità tecniche superiori al compagno di reparto. I loro goal ma soprattutto la loro conoscenza calcistica (in campo si capiscono a meraviglia) saranno fondamentali il prossimo anno quando dovranno regalare la salvezza all’Empoli.
Eusebio Di Francesco deve essere il punto fermo della Roma del futuro; il tecnico, accolto con scetticismo, si è guadagnato la fiducia dei tifosi con il lavoro sul campo. Dal 4-3-3 al 4-2-3-1 passando per quel 3-4-2-1 che ha fatto vivere ai giallorossi la serata europa più bella della loro storia. L’allenatore si è dimostrato meno integralista di quanto ci si poteva aspettare e ha dato prova, specialmente in ambito internazionale, di essere molto preparato a livello tattico (escluso il match di andata con il Liverpool). Di Francesco, al primo anno sulla panchina giallorossa, ha fatto fare passi da gigante ai suoi ragazzi per quanto riguarda la mentalità: ogni partita è fondamentale e la si deve affrontare alla stessa maniera (prendete le gare di ritorno con SPAL e Cagliari, match che in passato non sarebbero stati vinti dalla Roma). Ultimo aspetto, ma non per questo meno importante, è il modo di affrontare le conferenze stampa; in una piazza come Roma è fondamentale porsi nel modo giusto a livello comunicativo e da questo punto di vista il tecnico è stato perfetto. Lavoro sul campo, aspetto mentale e gestione comunicativa: ecco perché Di Francesco deve essere la base per il futuro giallorosso.
Ogni squadra deve avere una spina dorsale su cui costruire l’intera stagione. La Roma ne ha una abbastanza forte che non deve essere assolutamente toccata se si vogliono raggiungere obiettivi importanti.
Abbiamo parlato dei giocatori da cui la Roma deve necessariamente ripartire. La rosa giallorossa, però, ha anche degli elementi che non sono in linea con le ambizioni della società
La Roma, per far bene nella prossima stagione, deve dare fiducia a Monchi. Il direttore sportivo ha il compito di migliorare la rosa per farla passare da buona a forte. Servono colpi di mercato importanti per provare a ridurre il gap con la Juventus. Due difensori, due centrocampisti e un attaccante: ecco cosa serve ai gallorossi per provare a detronizzare i bianconeri. Balotelli potrebbe essere il nome giusto? L’attaccante del Nizza aumenterebbe di molto il tasso tecnico della squadra. Parlare di mercato, però, non serve; la Roma, da questo punto di vista, può contare su uno dei direttori sportivi più bravi in Europa.
La Roma, come abbiamo già detto, è cresciuta sotto l’aspetto della mentalità; determinate partite (Atalanta-Roma, SPAL-Roma, Cagliari-Roma) non sarebbero state vinte negli anni passati. La squadra, però, deve fare ancora un passo avanti se vuole avvicinarsi alla Juventus. Bisogna essere continui e questo vuol dire affrontare ogni partita come si stesse giocando contro il Barcellona; i giallorossi, anche in questa stagione, hanno perso troppi punti (Genoa, Sampdoria, Milan, Chievo, Fiorentina, Sassuolo) per mancanza di mentalità vincente. Un aspetto fondamentale che va obbligatoriamente migliorato se si vuole, finalmente, tornare ad alzare un trofeo.
