la differenza del Pipita: ora il Milan ha chi sposta gli equilibri

Il #Milan e Gonzalo #Higuain. Un’accoppiata che sembra già vincente, o quasi. Nella partita contro l’Atalanta, terminata 2-2, si è visto il miglior Milan degli ultimi tempi. La chiave del gioco di #Gattuso è sembrata chiara ed evidente: palla a Gonzalo e andiamo sul sicuro.

El #Pipita quest’anno si è presentato in campo in ottima forma, ma soprattutto in una versione inedita. Non è più solo l’attaccante che fa reparto da solo e risolve le partite, ma anche un uomo squadra che consente ai compagni di salire e che, all’evenienza, li fa anche segnare.
Contro la squadra bergamasca ha dimostrato ancora una volta di essere il miglior numero 9 in Serie A, con un goal al volo che solo i grandi centravanti fanno.

Nonostante non sia bastata ad ottenere i tre punti, la prestazione dell’argentino fa ben sperare i tifosi che aspettavano da tempo una punta di questo calibro con la maglia rossonera. Perchè l’Higuain di Napoli e quello della Juventus facevano paura, ma quello del Milan sembra essere l’uomo decisivo per il ritorno del Diavolo nell’Europa dei grandi.

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Lenta, svogliata e senza grinta: la crisi della Roma

La #Roma entra ufficialmente in crisi dopo la trasferta disastrosa di #Bologna. Nonostante i risultati altalenanti di inizio stagione, i giallorossi cercavano il riscatto contro il club di Filippo Inzaghi. Ma ora le scuse sono finite. Il Bologna non è di certo il Real Madrid e quello che si è visto in campo è al limite dell’imbarazzante.

Al netto del risultato di 2-0, quello che lascia esterrefatti è l’atteggiamento degli uomini di Di Francesco. Lenti, svogliati e senza grinta. Il Bologna realizza la prima vittoria in Serie A alla quinta giornata, Santander e Mattiello i primi goal in carriera nel massimo campionato e tutto questo contro la squadra capitolina.

Evidente la carenza di idee in fase propositiva, allarmanti le lacune in quella difensiva. La squadra è già in ritiro punitivo in vista del turno infrasettimanale col Frosinone, ma soprattutto del derby con la Lazio, tappa forse decisiva per la permanenza del mister #DiFrancesco. Si riparte dunque da qui, dal disastro in terra emiliana, nel giorno in cui doveva essere onorata la scomparsa di Giorgio Rossi, con la testa alla partita che cambia le sorti di una stagione.

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La polemica per la telecronaca di Trevisani e Adani è ridicola

“Non siamo pronti”. E non lo saremo mai!
Siamo italiani e tutti pensiamo di essere più bravi degli altri. Ci chiediamo se quelli che criticano #Adani e #Trevisani non siano gli stessi che quando vanno dal medico hanno già la diagnosi pronta o di quelli che da anziani osserveranno i cantieri e regaleranno il loro immenso sapere sull’ingegneria idraulica. Ci chiediamo se fare il telecronista è un lavoro o no. Ve lo diciamo noi: è un lavoro, e anche rispettabile e complicato. Intrattenere una massa informe di “tifosi”, rendere interessante il fatto che qualcuno stia raccontando quello che già stai vedendo, rendere interessante una gara di cui potrebbe non importanti nulla o anche solo semplicemente farti alzare la testa dal cellulare per guardare quello che sta succedendo perchè qualcuno dietro a quel microfono sta strillando, è tutto molto complicato.

Vi piacciono i telecronisti brasiliani? Provate ad ascoltarne uno e ditemi se non impazzite o comunque non apprezzate l’enfasi al goal. Eppure lo fanno per qualsiasi gara, indipendentemente. Se il Sao Paulo giocasse una gara di Coppa del Mondo per club, nessun brasiliano si indignerebbe a quell’esultanza, il calcio è spettacolo, sempre e comunque. E se Trevisani ed Adani fanno il panico ad una rimonta impensabile in uno stadio, in cui l’effetto stadio si è fatto sentire più alto della stessa cronaca e un giocatore che segna solo goal decisivi porta un’italiana assente da 7 anni in Champions a segnare al 92esimo non c’è nulla di male.

La faziosità rovina il calcio, non gli addetti ai lavori. Siamo un paese calcisticamente ipocrita, che accetta solo ciò che rientra nei propri canoni, fatichiamo sempre ad andare oltre il nostro orticello colorato di rossonero, di bianconero o di giallorosso o di qualsiasi altro colore. Nulla contro il tifo anzi, tutto contro l’ipocrisia. Non è qualunquismo, ma siamo dieci passi indietro a tutti e ci rimarremo forse per sempre. Nel frattempo vi diciamo: che fomento #Vecino, l’uomo della #Champions!

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Mancanza di personalità ed atteggiamento imperdonabile: la partita di Schick

La Roma esordisce in #ChampionsLeague, confermandosi una squadra in netta difficoltà.
Certo, l’avversario di ieri ha vinto la Coppa dalle grandi orecchie per tre anni di fila, ma ciò che più preoccupa è l’atteggiamento con cui si è affrontato l’impegno al Bernabeu.

Una squadra rimaneggiata, senza idee, senza voglia, senza una logica di base, che ha cercato di creare qualche occasione più per inerzia che per costruzione di gioco. Ma per tutto questo non si può dare colpa solo all’allenatore, bensì anche agli interpreti.
Il giocatore che ha rappresentato meglio il periodo disastroso dei giallorossi è Patrik #Schick.

L’attaccante ceco, autore di un ottimo precampionato, è entrato al minuto 69 non riuscendo ad incidere sul match. Anzi se vogliamo è riuscito a farlo, ma in maniera negativa. Controlli sbagliati, passaggi regalati agli avversari ed un occasione colossale ,sul suo piede sinistro, gettata al vento. 
In pochi si sono salvati ieri sera, ma le movenze del numero 14 rimangono impresse negli occhi di tutti. Perchè ci sono giocatori che aspettano una vita per palcoscenici del genere, mentre altri sembrano non riuscire ad apprezzare a pieno il momento che si sta vivendo.
Mancanza di personalità e atteggiamento imperdonabile per quello che è tutt’ora l’acquisto più oneroso nella storia dell’A.S. #Roma, che per un motivo o per un altro, deve ancora regalare un sorriso ai suoi tifosi.

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Benvenuta Inter: la tua stagione è iniziata ieri sera

Ultimi minuti, palla in area, #Vecino di testa. No, non è il 20 aprile, ma il ritorno in #ChampionsLeague dell’Inter ha ancora una volta sfumature uruguayane.

Una partita complicata, sofferta, contro un’ottima squadra come il Tottenham, vinta al 92′ in rimonta. Mauro #Icardi esordisce col botto segnando un goal bello quanto importante. Il capitano nerazzurro è di sicuro una delle certezze da cui l’ #Inter deve ripartire in questo momento.
La stagione è iniziata da poco, ma i punti persi con Sassuolo, Torino e Parma hanno messo già in discussione l’operato di Luciano #Spalletti. Spesso partite europee di questo calibro possono far rinascere una squadra e cambiare le sorti di un’annata calcistica.

L’Inter, dunque, deve ripartire da qui. Dalla grinta, dalla voglia e dalla compattezza di ieri sera, perchè il cammino è ancora lungo e c’è tutto il tempo per tornare ad essere grandi.
Per adesso il tifo della Milano nerazzurra può sorridere, grazie ad una vittoria che fa morale, ma soprattutto che regala i primi tre punti in un girone europeo più che complicato.

Archiviando i primi passi falsi, si riparte da ciò che di bello si è visto lo scorso anno. E se il film della vittoria è identico a quello della trasferta decisiva contro la Lazio, allora la Pazza Inter può tornare a sognare in grande.

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L’importanza del primo goal di Cristiano Ronaldo

Dopo 320 minuti e 28 tiri è arrivato il momento tanto atteso. Cristiano #Ronaldo entra di diritto nella storia della Serie A, segnando la prima marcatura nel massimo campionato italiano. Poco dopo riesce addirittura a fare doppietta, per la gioia di una tifoseria che non aspettava altro. Palla nel sacco, delirio sugli spalti e la sua classica esultanza, proprio lì dove segnò in rovesciata uno dei suoi goal più belli il 3 aprile 2018 in semifinale di Champions League.

I goal di Cristiano saranno fondamentali nel corso della stagione. La #Juventus è gia in fuga, con dodici punti in quattro partite e la consapevolezza di poter vincere contro chiunque. Sì, le frecce a disposizione di Massimiliano Allegri sono tante, ma da quest’anno c’è un fenomeno in più. E se anche #CristianoRonaldo decide di segnare, allora diventa tutto più semplice.

Con quelli di ieri il portoghese raggiunge quota 658 goal in competizioni ufficiali, dopo essere stato per tre volte consecutive capocannoniere della massima competizione europea, la dirigenza bianconera dimostra ancora una volta di aver avuto ragione. Un investimento molto oneroso che però garantisce un apporto fondamentale in fase realizzativa soprattutto in vista degli impegni europei. Perchè l’obiettivo Champions è concreto più che mai e, con quel ragazzo che veste la numero 7 bianconera, ora si può veramente sognare.

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Il caos della Roma: qual è il progetto? [3/6]

Su Youtube abbiamo pubblicato il terzo video del ciclo “Serie A al via”, format in cui analizziamo i temi del campionato attraverso quanto visto nelle prime tre giornate.

Oggi parliamo di Roma. Dalla semifinale di Champions ai 4 punti nelle prime tre partite: parliamo della confusione della Roma, figlia di una gestione societaria rivedibile e di un mercato che ha fatto discutere.




È colpa del Napoli se non c’è l’anti-Juve? [2/6]

Su Youtube abbiamo pubblicato il secondo video del ciclo “Serie A al via”, format in cui analizziamo i temi del campionato attraverso quanto visto nelle prime giornate.
Oggi parliamo del Napoli

Un presidente che fa discutere, ma che ha provato a fare un salto di qualità prendendo un grande allenatore come Ancelotti: commentiamo le scelte di questo Napoli.




Le 5 peggiori delusioni dopo le prime 3 giornate di Serie A

Peggiori delusioni Serie A – Dopo sole 3 giornate, è già tempo di tracciare un bilancio di quanto accaduto nel massimo campionato ed analizzare quali sono le peggiori sorprese della Serie A 2018-2019. Approfittando della sosta, dirigenti, allenatori e giocatori dovranno riflettere su cosa non è andato per il verso giusto nel primo scorcio di stagione, in modo da invertire la rotta alla ripresa. Tra le squadre che maggiormente hanno deluso le attese, noi di RadioGoal24 abbiamo scelto le cinque peggiori sorprese per rendimento.

Peggiori delusioni Serie A: la FLOP 5

1° posto: Inter

Alla luce del mercato estivo condotto dalla società nerazzura, con il conseguente carico di aspettative in vista della nuova stagione, alzi la mano chi avrebbe mai pronosticato, calendario alla mano, di vedere l’Inter dopo tre giornate a quota 4 punti, lontana già 5 lunghezze dalla Juventus capolista. Nella sorprendente sconfitta all’esordio contro il Sassuolo ed il deludente pareggio interno contro il Torino, l’assenza di Nainggolan può aver inciso, visto il risultato maturato a Bologna, con il belga in campo. Che possa essere proprio il ritorno del Ninja la chiave di svolta della stagione della squadra di Luciano Spalletti?

2° posto: Bologna

Il dato impietoso che racconta delle difficoltà della squadra guidata da Filippo Inzaghi risiede nei gol realizzati: 0 in 3 giornate. Ed il risultato, in termini di punti, vede i rossoblu fermi ad un solo punto, attualmente al diciottesimo posto. In attesa dei gol di Santander, Falcinelli e, chissà, anche di Destro, l’allenatore ex Venezia dovrà lavorare sul rifornimento delle proprie punte. Poche, pochissime (e tutte, o quasi, concentrate nel match contro l’Inter) le occasioni create dagli attaccanti. In quest’ottica, quanto potrà incidere il completo recupero di Palacio nell’economia del gioco bolognese?

3° posto: Lazio

Non che alla squadra biancoceleste si chiedesse il primo posto a punteggio pieno, in virtù anche di un calendario che l’ha vista affrontare prima il Napoli, poi la Juventus. Ma al di là dei soli 3 punti conquistati dalla squadra di Simone Inzaghi, a balzare agli occhi è la sostanziale differenza con la Lazio ammirata nella scorsa stagione. Fatta eccezione per la prima mezz’ora contro il Napoli, la squadra è apparsa fin troppo lenta e priva di idee, contro la Juventus ed il Frosinone. Che la sosta sia arrivata nel momento giusto per riordinare le idee e ritrovare un giocatore come Milinkovic-Savic che, se in forma, capace di ribaltare le sorti di un match da solo?

4° posto: Roma

Una vittoria, per altro non del tutto meritata, all’ultimo minuto contro il Torino, un pareggio acciuffato con la forza della disperazione contro l’Atalanta-bis ed una sconfitta contro il Milan. Questi i numeri della Roma nelle prime tre apparizioni stagionali in Serie A. Tante le difficoltà per la squadra di Eusebio Di Francesco, probabilmente ancora alle prese con la ricerca di una soluzione di gioco che ben si adatti all’ennesima rivoluzione di mercato operata dalla società giallorossa. Basterà la pausa al tecnico abruzzese per riuscire a trovare la quadratura del cerchio ed a ritrovare prestazioni e risultati?

5° posto: Frosinone

Forse, considerare i ciociari una delusione è un po’ prematuro. Ma ciò che colloca quasi di diritto la squadra di Longo in questa classifica sono i risultati alla luce del mercato condotto, in cui sono arrivati giocatori che sarebbero titolari nella metà delle squadre in Serie A. Il risultato? Un solo punto conquistato e 0 gol segnati. La sosta potrà servire al giovane tecnico a continuare il processo di integrazione tra giocatori vecchi e nuovi (tanti) per riuscire a cucire l’abito migliore per il suo Frosinone?




In Serie A giocano troppi pochi italiani?

Mancini lancia l’appello. Troppi pochi italiani in Serie A.
Il buon Robertone ha osservato cin cura le prima due gare di campionato, comparendo in diversi stadi per andare a vedere chi? Forse fa prima a scegliere chi NON andare a vedere. Perché in effetti i giocatori italiani utilizzati sono stati meno di quelli stranieri, soprattutto quelli convocabili a livelli importanti.
Per l’esattezza 123 gli italiani utilizzati nelle due giornate, a fronte dei 157 stranieri. Un dato che a sentirlo così non darebbe grosso scalpore, ma come già detto bisogna parlare di valori e soprattutto di giocatori abituati a grandi palcoscenici.
Nel dettaglio di questi 123 la maggioranza proviene dalla medio bassa classifica: sono infatti Parma, Frosinone e Cagliari le tre squadre che hanno utilizzato più italiani: Tra queste squadre solo giocatori in orbita nazionale, vedi Inglese, o che sono passati sporadicamente in maglia azzurra, vedi Pavoletti.
Salendo di blasone il dato diminuisce, 7 i giocatori italiani di Empoli e Sassuolo, 6 quelli del Torino, appena 3 in Sampdoria e Fiorentina. Ma il dato preoccupante è nelle big: Napoli ed Inter sono le regine della legione straniera, solo 2 a testa gli italiani in campo. La Juventus è simbolo di questa difficoltà: ne ha schierati soltanto 3, avendo in rosa almeno 7 italiani nel giro della nazionale e possibili convocabili. Positivo invece il bilancio di Roma e Milan, 5 per i giallorossi e 6 per il Milan, anche qui tutti nell’orbita di Mancini. Sganciata la Lazio a 4 che però potrebbe regalare a Mancini un nuovo oriundo, Luiz Felipe.
Mani nei fluenti capelli per mister Mancini, che dovrà andare a pescare a mani piene nelle squadre minori, cercando di individuare giocatori arruolabili, ai quali sicuramente non manca la voglia e la qualità, ma manca certamente l’esperienza e l’abitudine alla vittoria. Vincere o comunque lottare per farlo è la migliore palestra per un giocatore chiamato a risollevare una nazionale a pezzi.
Per Mancini è come quando completi un puzzle, ordini i pezzi, e te ne mancano vari e a quel punto cominci a guardare sotto al tappetto o al divano. Con la pazienza il pezzo alla fine lo trovi. Dunque Mancio abbi pazienza! Tanta!