Coronavirus, Juventus verso il taglio degli stipendi: guida Chiellini

La Juventus è senz’altro uno dei club maggiormente coinvolti nelle iniziative collegate all’emergenza coronavirus: in casa bianconera si sta studiando un piano per procedere al taglio degli stipendi. A essersi mossi in prima persona sono stati gli stessi calciatori, in particolare il capitano Giorgio Chiellini. Il difensore ha innanzitutto raccolto il consenso assoluto degli altri senatori dello spogliatoio, da Cristiano Ronaldo a Buffon e Bonucci, contemporaneamente alle consultazioni tra squadra e società attualmente in corso. Diverse le vie tramite le quali procedere per arrivare alla risoluzione della questione: pagamento degli stipendi fino a marzo e poi stop fino alla ripresa dell’attività; rinuncia di uno stipendio, da marzo a giugno, se l’attività riprende, due se lo stop sarà definitivo; rinuncia a un mese e mezzo di stipendio indipendentemente da come si volverà la situazione. Tutte ipotesi che verranno di volta in volta vagliate dalla società in base all’evolversi della situazione. E’ importante sottolineare come la volontà di dare un segnale a tutto il movimento calcistico sia arrivata dagli stessi membri della rosa della vecchia Signora, sperando che l’iniziativa accolga consensi anche da parte delle altre società di Serie A. Il taglio degli emolumenti dovrebbe consentire alla Juve di risparmiare una cifra compresa tra i 20 e i 40 milioni di euro, a seconda della soluzione che si sceglierà di adottare.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Calciomercato Fiorentina, il sogno della Viola è Paquetà

La Fiorentina ha in mente un colpo ad effetto per far tornare a sognare i propri tifosi: il nome che piace tantissimo in casa Viola è quello di Lucas Paquetà. Il fantasista brasiliano, ormai ai margini del progetto tecnico al Milan, è il giocatore scelto dal patron Rocco Commisso come perno della Fiorentina che verrà. Paquetà ha convinto tutti dalle parti di Firenze e potrebbe cedere alla corte del club toscano considerata l’attuale situazione da separato in casa in rossonero. Il Milan, dal canto suo, considera ancora Paquetà un vero e proprio patrimonio e non ha alcuna intenzione di svenderlo: per cederlo serviranno almeno 40 milioni di euro, una cifra importantissima anche per un giocatore di sicura prospettiva nonché da tempo nel giro della Nazionale brasiliana. La Fiorentina ha comunque intenzione di presentare un’offerta, conscia del fatto che per meno di 30 milioni sarà impossibile anche solo provare ad imbastire una trattativa. Per questo, il direttore sportivo prave non molla la presa neanche sulle possibili alternative per il centrocampo. Da Florenzi al sogno Paquetà, la Fiorentina si muove. L’ obiettivo è tornare ai vertici del calcio italiano.

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Roma, il coronavirus non ferma il mercato: tutti i nomi nel mirino

E’ una Roma già focalizzata sul mercato, nonostante gli ultimi rallentamenti sul fronte passaggio di proprietà dovuti all’emergenza coronavirus: in attesa di accogliere Friedkin alla presidenza, i giallorossi studiano gli accorgimenti tramite i quali puntellare la rosa. La priorità è assecondare quanto più possibile le richieste del tecnico Paulo Fonseca tentando, tuttavia, di contenere le spese, vista la complessa situazione finanziaria in cui si trova il club. Due idee per il centrocampo portano direttamente in casa Shakhtar Donetsk: l’obiettivo numero uno è Viktor Kovalenko, centrocampista classe ’96 da tempo nel giro anche della Nazionale. Il contratto in scadenza permetterebbe ai giallorossi di prenderlo a prescindere dall’esito della trattativa per far restare Mkhitharyan. Piace non poco anche il suo compagno di reparto nello Shakhtar Marcos Antonio, promettente mediano classe 2000 che, all’occorrenza, può essere impiegato anche da trequartista. Il ragazzo costa poco più di 5 milioni, cifra abbordabile che lo rende appetibile anche in un’ottima mercato low cost. L’ultimo nome è quello di Tiquinho Soares, 29enne attaccante del Porto: la pista, in questo caso, è più complicata vista la valutazione di più di 10 milioni. Il contratto che lega il giocatore ai Dragoes, tuttavia, scade nel 2021: una buona ragione per tenerlo in forte considerazione nell’ottica di aggiungere al pacchetto offensivo un vice-Dzeko all’altezza.

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Lazio, il big può essere Pedro: ecco la strategia biancoceleste

La Lazio continua ad osservare con estrema attenzione la situazione in casa Chelsea: dopo Giroud, il nuovo nome per il prossimo anno può essere quello di Pedro. Lo spagnolo ex Barcellona nell’ ultima finestra di mercato invernale è stato nei pensieri della Roma, con i giallorossi che poi hanno virato sull’esterno del Barcellona Carles Perez. Ora, sull’altra sponda del Tevere, il direttore sportivo Igli Tare, con l’ok del presidente Lotito, vuole regalare un nome di rilievo ai propri tifosi per continuare nell’ottimo percorso di crescita intrapreso dal club. Sia per caratteristiche tecniche che per esperienza internazionale, l’ex blaugrana può essere il profilo ideale da aggiungere al pacchetto attaccanti a disposizione di Simone Inzaghi. Il nome di Pedro sarebbe talmente in alto nella lista da aver spinto il club ad imbastire con debito anticipo una strategia per convincerlo a sbarcare nella capitale: i biancocelesti proporranno al 33enne l’ultimo contrattato importante della sua carriera, sforando anche il monte stipendi arrivando a una base annua di circa 3.5 milioni di euro; l’accordo dovrebbe essere discusso su una base quadriennale, in modo tale da far sentire Pedrito coinvolto al 100% nel progetto tecnico. Si attendono sviluppi importanti tra qualche settimana.

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Lazio




Roma, Le 5 partite da rivedere durante la quarantena

Le 5 partite della Roma da rivedere durante la quarantena.

Per i cuori giallorossi solitari, che come tanti in questo momento non vedono l’ora di tornare alla normalità, andando magari allo stadio a tifare la propria squadra, abbiamo selezionato 5 partite da rivedere per tornare ad emozionarsi grazie alla squadra capitolina.

5 – Roma-Lazio 5-1

Come non partire da un Derby vinto, il Derby vinto nella maniera più schiacciante della storia giallorossa. 10 Marzo 2002, un Roma scudettata affronta la Lazio nella gara di ritorno, un match fondamentale per gli uomini di Capello, a caccia della vetta della classifica. Nonostante le polemiche per l’esclusione di Batistuta dal match, la partita si mette subito in discesa per i giallorossi: al 13esimo Vincent Candela converge verso il centro al limite corto sinistro dell’area di rigore e con l’esterno pennella un cross al bacio per Vincenzo Montella, che di testa, colpo a lui poco avvezzo, stacca su Nesta ed insacca alle spalle di Peruzzi: 1-0 palla al centro. Passano soli 15 minuti e la Roma torna a far urlare i tifosi: Totti se ne va in solitaria sulla destra, entra in area e scarica il destro che Peruzzi respinge come può, Nesta, nella serata peggiore della sua splendida carriera, tarda ad intervenire e Montella lo anticipa battendo di nuovo il portiere della Lazio. Da qui è il tripudio, Montella sta giocando la sua migliore gara in carriera e dopo soli 7 minuti è ancora lui, ancora di testa, a convergere un calcio di punizione di Totti nel goal del 3-0. Si va in pausa con una Lazio demolita. Nella ripresa riappare qualche fantasma, con Stankovic che al 57esimo prova a riaprire la gara. Ma quella sera Vincenzo Montella è una furia e questa volta non c’è nessun errore di Nesta, ma solo il suo talento ed estro puro, un mancino preciso e potente da fuori area sotto l’incrocio al minuto 63 regala la rete del 4-1. L’epilogo è di quelli da film, perchè sarà pure la serata di Montella, ma perchè non far partecipare anche Francesco Totti alla festa? E il suo contributo è da antologia, uno dei goal più belli della sua carriera, un pallonetto da 30 metri che beffa Peruzzi ed esultanza dedicata a quella che poi sarebbe diventata sua moglie, Ilary Blasi.

Una partita storica che rivedendola non può che non dare un grande senso di appagamento a tutti i tifosi giallorossi.

4 – Roma-Juventus 4-1

8 febbraio 2004, una nuova Roma, allenata sempre da Capello, sta facendo le prove per una nuova lotta scudetto ed in casa ospita la nemica di sempre, la Juventus che nelle ultime due stagioni ha impedito ai giallorossi di bissare la vittoria del campionato. Serata magica per la Roma, dove si esprime il massimo della coppia Totti-Cassano, che insieme demoliranno la Juventus. Apre le danze un insolito Olivier Dacourt, il quale con un destro in ribattuta da fuori batte Buffon per l’1-0 nel primo tempo. Ma è la seconda frazione a dare la consacrazione definitiva alla partita: prima Totti su calcio di rigore fredda Buffone e raddoppia, poi è Cassano show, un goal di testa ed un altro sempre su complicità di Francesco Totti regalano il 4-0 definitivo, reti condite da due esultanze iconiche del talento barese, una delle quali rompendo la bandierina del calcio d’angolo davanti ad un Pierluigi Collina stupefatto dal gesto folle di “FantAntonio”. Tutto questo condito da altri due episodi iconici, Pelizzoli parerà un calcio di rigore a Trezeguet, con tanto di annuncio da parte dello speaker Carlo Zampa ed il celebre “sono 4, zitto e vai a casa” gesto fatto da Francesco Totti ad Igor Tudor, il quale protestava veementemente per l’espulsione di Pablo Montero.

Una notte indimenticabile, dove la Roma ha dominato la sua più grande rivale nelle lotte scudetto.

3- Roma-Torino 3-2

Di questa gara si possono guardare anche solo 5 minuti. I 5 minuti più incredibile della storia della Roma. E quando si parla di cose incredibili, non si può non parlare di Francesco Totti. 20 aprile 2016, Roma-Torino, in una riga riassumiamo la gara fino all’86’. Il Torino passa in vantaggio con Belotti su calcio di rigore, la Roma pareggia con Manolas, ma i granata a 10′ dalla fine tornano in vantaggio con Martinez. Siamo nel periodo della critica aspra a Luciano Spalletti, il tecnico di Certaldo è nel pieno del suo momento peggiore alla guida della Roma, quello dello scontro con Totti, che nella gara precedente aveva siglato nei minuti finali il pareggio nella gara contro l’Atalanta. Pioggia di fischi per Spalletti, che nonostante la Roma stesse stentando con il Torino, lascia Totti in panchina per ben 86 minuti, fin quando, non avendo altre soluzioni offensive il tecnico toscano ci prova. Totti silenziosamente scende in campo al posto di Seydou Keita, tra gli applausi scroscianti dei tifosi e i fischi per il tecnico, come a chiedersi cosa possa fare in soli 4 minuti di gioco. In realtà Totti può tutto. C’è un calcio di punizione dalla destra al momento del cambio, solitamente il capitano giallorosso si prenderebbe il pallone per calciarlo in mezzo ma questa volta no, il 10 va in area di rigore, come una qualsiasi torre. Pjanic batte la punizione, lunga e tesa verso il secondo palo: una zampata, un lampo, un allungo con il piede destro, si vede solo lo scarpino e si sente solo il boato perchè la palla è dentro. Lo scarpino è proprio di Francesco Totti, che in 3 secondi di gioco ha già pareggiato la gara e corre sotto una curva completamente impazzita, in lacrime, incredula a quello che sta succedendo. Spalletti ha le mani in testa, chissà cosa avrà pensato in quell’istante, forse “Guarda se ora non ne fa un altro“. Non avrebbe avuto nessun torto.

Passano 4 minuti e al 90esimo Diego Perotti crossa e colpisce in pieno Glik. La palla sbatte sul braccio del difensore polacco, rigore molto dubbio di una partita nella quale l’arbitro Calvarese ha già negato due rigori solari per i giallorossi. Ma non conta perchè mentre tutti discutono in campo i tifosi sono ammutoliti perchè sul pallone c’è ancora una volta Francesco Totti. Sta per compiere l’impresa, se dovesse sbagliare probabilmente la sua carriera finirebbe lì. Ma stiamo parlando di Totti, non di uno qualunque. Sguardo fisso, tiro secco e goal. Il resto è solo emozione indescrivibile, che solo chi tifa davvero Roma può conoscere. E’ l’ennesima dimostrazione di amore di un uomo che ha regalato solo emozioni ai suoi tifosi.

Amore racchiuso in 5 minuti di pure magia.

2 – Roma-Barcellona 3-0

Una delle rimonte calcistiche più belle degli ultimi anni. Una Roma forse non la più forte di sempre, un Barcellona che sembra di un altro pianeta. Un risultato ed un arbitraggio sfavorevoli all’andata, un 4-1 che non lasciava scampo a rimonte. Forse. Perchè se c’è una cosa che contraddistingue i tifosi della Roma dagli altri è la tenacia e la spavalderia nel pensare cose impossibili, ma soprattutto nel sostenere ancora di più quando tutto è contro. 56.000 spettatori, tutti che da una settimana avranno ripetuto: “Ormai ce vado allo stadio, che c’avemo da perde, tanto nun succede. Ma se succede…“.

Succede.

Minuto 6 del primo tempo, De Rossi lancia Dzeko a memoria che si allunga e insacca l’1-0. Il tempo perfetto, sembra quasi che tutto stia andando come deve andare, ma i tifosi della Roma sanno bene che quando va così in realtà la beffa è dietro l’angolo, quindi si esulta come se fosse vinta, ma si dice “Troppo presto, ora ce segnano“. Minuto 13 del secondo tempo. Piquè atterra Dzeko in area di rigore, l’arbitro inizialmente soprassiede: “Ecco tanto nun ce lo da“. Rigore. Lo tira De Rossi: ” tanto lo sbaja, come Bruno Conti“. Goal. De Rossi reagisce da tifoso, esulta di rabbia ma allo stesso tempo predica calma perchè tutti si cominciano a chiedere: ” Che sta succedendo?”. Succede. Al minuto 30 del secondo tempo “Nun succede ma è successo“, Manolas, uno che di goal ne fa pochissimi, in area di rigore spizza un corner di Under ed insacca alla spalle di Ter Stegen. E’ il delirio, il delirio di un popolo che per una sera si è scrollato di dosso una serie di amarezze e sconfitte, un popolo che per una sera si sente sul tetto a guardare tutti dall’alto.

Il fischio finale è un sollievo gigantesco. Un emozione unica. Un emozione che solo il calcio può regalare.

1- Roma-Parma 3-1

Descrivere la partita del 17 giugno 2001 dal punto di vista calcistico è inutile, tanto che addirittura è raro trovare la rete segnata dal Parma, nessuno se ne è accorto che Di Vaio ha segnato in quella gara. Si perchè l’Olimpico non è mai stato così bello e pieno come quella giornata afosa di giugno dove la Roma vinse il suo terzo scudetto. Una vittoria presa di forza, un’inerzia infallibile, doveva andare così, con i goal dei tre protagonisti, Totti, Montella e Batistuta, con una corsa sotto la Sud del proprio capitano, con un’invasione di campo anticipata che ha rischiato di rovinare tutto, con una festa incredibile che non c’è tifoso romanista che non ricordi. Tutti sanno dove fossero il 17 giugno 2001.

Dire altro non serve, basta guardare la foto di questo articolo e sorridere.




Coronavirus: aggiornamenti sulla UEFA e sui maggiori campionati – LIVE

UEFA ecco la decisione per il destino delle competizioni europee, partendo dall’imminente Euro 2020 per poi chiarire il punto su Champions ed Europa League, ferme entrambe agli Ottavi di finale.

Di seguito le ultime notizie riguardanti tutte le notizie in tempo reale sulla UEFA e sui maggiori campionati:

28 marzo

Coronavirus, Juventus verso il taglio degli stipendi: guida Chiellini

– Coronavirus, il Liverpool con il trio delle meraviglie per farvi restare in casa

– Coronavirus, Spadafora:”Ripresa della Serie A a maggio? Forse a porte chiuse…”

27 marzo

14.51 – Emergenza Coronavirus, Malagò: “Ecco cosa ha chiesto il calcio per venir fuori dalla crisi”

14.45 – Emergenza Coronavirus. La FIFA e i calendari: spostamento finestra Nazionali da giugno a ottobre

14.27 – Emergenza Coronavirus, Liga al lavoro per il 2020-21: campionato a settembre e turno a Natale

26 marzo

15.12 – Coronavirus – Il Real Madrid concede il Bernabeu per gli approvvigionamenti sanitari

14.41 – Serie A, parla Gravina: “Lo scudetto verrà assegnato in ogni caso”

13.48 – Barcellona, è battaglia tra presidente e giocatori sugli stipendi

13.07 – La mossa di solidarietà a sorpresa della Bundesliga: e in Italia? 

12.38 – Coronavirus, Serie A ad un bivio: ripresa o tracollo

25 marzo

18:01 – La FIFA studia le date del prossimo calciomercato

17:30 – Serie A, il futuro delle partite in tv è su Amazon Prime Video?

14.36 – Emergenza Coronavirus. Ulivieri: “Ogni ipotesi è rimandata, la Serie A deve aspettare”

14.21 – Le big di Premier non vogliono il City in Champions

13.53 – L’Europa del calcio taglia gli stipendi. In Scozia il governo paga l’80% ma solo fino a 2.500 sterline

12.55 – Telegraph – La FIFA discuterà l’ipotesi di un mercato aperto da luglio a gennaio

12.46 – Ripresa allenamenti, Dal Pino netto: “Fino al 3 aprile non voglio neanche sentirne parlare”

12.36 – Il “Piano Marshall” per salvare il calcio italiano

24 marzo

14.25 – Presidente del Nizza: “Iniziamo la stagione 20/21 a febbraio”

13.44 – Il Giappone posticipa le Olimpiadi 2020

23 marzo

14.55 – Calciomercato, cambiano i parametri: gli aggiornamenti

14:40 – Tommasi: “mettere da parte gli interessi personali”

12-51 – La Liga spagnola si ferma a tempo indeterminato 

12:10 – Assemblea di Lega: ecco come far ripartire la Serie A

11:50 – La FIFA modifica il piano delle competizioni internazionali

10:53 – Coronavirus, Infantino: “prima la salute, poi la rivoluzione”

22 marzo

16:48 – Lazio: i biancocelesti rinviano gli allenamenti a data da destinarsi.

15:01 – Coronavirus, la Juventus rende noto l’esito dei tamponi su tutta la rosa

14:55 – Coronavirus, la Serie A ora rischia seriamente l’annullamento

21 marzo

18:43 – Juventus, l’esodo continua: anche Douglas Costa lascia l’Italia

18:00FairPlay finanziario, Paolillo: “se lo bloccate, aumenterà il gap!”

14.37 – Lipsia, squadra in campo per l’allenamento nonostante il Coronavirus

20 marzo

19:50 – Coronavirus, la FA pensa alla cancellazione di FA Cup e Coppa di Lega

19:40Coronavirus, Rami: “Vorrei rivedere i figli ma resto bloccato in Russia”

18:00Coronavirus, la UEFA pensa alla sospensione del FairPlay finanziario

17:27La UEFA: “Presto per dire quando si giocherà ancora. Pronti a scelte difficili”

17:15 – Serie B, Balata: “In campo solo quando ci saranno certezze. Non rischieremo niente”

16:10- Moggi: “Serie A con 22 squadre e titolo non assegnato”

15.42Cannavaro: “Così hanno sconfitto il virus in Cina. Non si tornerà a giocare a maggio”

15:11 – Gravina: “Ripresa del campionato? Solo ipotesi”

12.31La Serie A chiede aiuto al Governo per fronteggiare il coronavirus

10:20 –Serie A, tuona Tommasi: “Chi vuole allenarsi ora, non so cosa abbia in mente”

10:10 – Le difficoltà economiche della Serie A

19 marzo

19:51 – Coronavirus, Sion: Licenziati calciatori che non si riducono lo stipendio

19:26Serie A, protocollo d’intesa per la ripresa degli allenamenti il 4 aprile: le ultime

19:15Delneri: “Bergamo mia, mostra gli attributi. Dispiace, sono legato alla città”

19:01Coronavirus, eroici Giggs e Neville: “I nostri hotel a disposizione dei medici!”

16.55 – Chelsea e Crystal Palace per il sociale: stadi adibiti ad ospedali

15.01Gravina: “Non escludo che la Serie A possa ripartire il 10 o il 17 maggio”

14:37 – Il campionato di calcio in Bielorussia prenderà il via regolarmente oggi con la partita fra l’Energetik e il Bate Borisov.  La partita verrà giocata a porte aperte e il Capoufficio Stampa della Federazione Locale Alexander Aleinik ha dichiarato che la decisione è stata presa dopo un confronto con la UEFA. Ricordiamo che in Bielorussa sono stati finora registrati 51 casi di Covid-19.

14.44Premier League, estesa la sospensione del campionato

13.39Lione, giocatori e staff messi in disoccupazione parziale

13.26Coronavirus: il Barcellona non ha ricevuto materiale per i test

13.05Jovic e Ninkovic denunciati per aver violato la quarantena

12.30Coronavirus, in Bundesliga rinunciano a parte del salario

11:57Copa Libertadores e Copa Sudamericana sospese fino al 5 maggio

18 marzo

17:44 – La Premier League cambia pelle e torna in campo


17:50 – PSG, Neymar e Thiago Silva contravvengono alle disposizioni di Macron e volano in Brasile


14.43 – Gravina a ruota libera su taglio stipendi e ripartenza Serie A


14.42Spadafora: “La Serie A potrebbe riprendere il 03 maggio”


13.48La UEFA si espone: no ai playoff per assegnare i campionati


12.30L’UEFA chiede 300 milioni per Euro2020: per l’Italia 60/70 milioni


11:30 – Rinviate a data da destinarsi le gare della nazionale Under 21 previste per il 26 marzo, contro il Lussemburgo, e per il 31 contro la Svezia.


10:00 – Stabilite le possibili date in cui recuperare Champions ed Europa League.



9:30 – Parla Ceferin, numero uno della UEFA: “Spazio alle competizioni nazionali”.


17 marzo

16:00 – La UEFA ha comunicato che tutte le competizioni per nazionali in programma per la fine di marzo saranno giocate agli inizi di giugno, previa revisione della situazione Coronavirus. Inoltre l’UEFA ha sottolineato l’appoggio di tutte le federazioni con le quali è stato istituito un gruppo di lavoro per trovare soluzioni al completamento dei campionati.



15:30 – Ufficiale, anche la CONMEBOL rinvia la Copa America al 2021, la decisione è stata presa per uniformarsi alla UEFA, che ha appena rinviato l’europeo.


14:20 – Decise le date delle due finali di Champions ed Europa League: secondo quanto riporta il quotidiano “Marca” la finale di Cl si giocherà il 27 Giugno, mentre quella di Europa League il 24 dello stesso mese. Ancora da decidere come ci si arriverà alle due finali, ma già da questa indicazione si capisce come l’intenzione sia quello di proseguire e concludere la due competizioni


13:00 – Europeo rinviato al 2021, manca solo l’ufficialità dell’UEFA, intanto la Federazione di calcio norvegese lo annuncia su Twitter:” Si giocherà dall’11 Giugno all’11 Luglio 2021″.


12:00 – Dalla prima delle tre riunioni giornaliere è emersa la strada principale che si sta seguendo, quella dello slittamento al 2021. Questa decisione metterebbe in accordo tutte le componenti e permetterebbe anche alle varie federazioni di recuperare in estate i campionati che al momento sono fermi.


10:30 – Le prime voci da trapelate da Nyon vengono dal Regno Unito, dove pare che la FA rifiuti la possibilità dello slittamento in autunno a causa del calendario pieno di impegni e molto fitto (in Inghilterra si arriva a giocare una media di 60 partite a stagione per club)


10:00 –  Iniziata la riunione tra il presidente della UEFA Ceferin e i rappresentanti di club, nazionali e calciatori per stabilire il futuro del calcio europeo.


09:30 – Tanti i nodi da sciogliere, partendo da quello economico, con l’UEFA pronta a chiedere uno stanziamento di 300 milioni.


Le strade come già anticipato dovrebbe essere due: posticipare l’Europeo di qualche mese, utilizzando anche i primi mesi autunnali, oppure rinviare tutto al 2021, cancellando la Nations League.

La decisione su CL ed EL, potrebbe dunque passare da questa scelta, infatti nel caso di un rinvio al 2021 si potrebbe pensare ad uno slittamento delle gare in estate, mentre nel caso in cui la competizione per nazionali si giochi quest’anno, si vara l’ipotesi di giocare solo gare secche per stabilire una final four.

Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Bundesliga

“Il genio ha di bello che somiglia a tutto il mondo e che nessuno gli somiglia.”
Ralf Rangnick è un po’ Wenger, un po’ Völler, un po’ Zorc e un po’ Berlusconi… è un po’ tutti, ma nessuno di questi, perché forse è la perfetta fusione tra questi uomini qui citati. Rangnick è genio calcistico a tutto tondo: giocatore, allenatore, direttore sportivo, scout e dirigente, ed è grazie a questa sua eccezionale polivalenza che si è meritato prima un posto come Head of Sport and Development Soccer del gruppo Red Bull (proprietario di numerose squadre di calcio come Salisburgo e Lipsia). I risultati ottenuti nei vari campi hanno fatto drizzare le antenne a Gazidis che ora lo vuole come manager tuttofare al Milan, dove prenderebbe il posto dei non troppo concordi Pioli, Boban, Massara e Maldini. Ne abbiamo parlato nel podcast tematico riguardante la Bundesliga.

 




Coronavirus, solo applausi per la Roma in prima linea

Coronavirus, è encomiabile la presenza in prima linea della Roma nella lotta al Covid-19, frutto di una serie di iniziative messe in atto fin da subito.

Lo stesso capo della Protezione Civile Borrelli, dopo la conferenza stampa giornaliera di ieri pomeriggio ha tenuto a ringraziare l’impegno della società giallorossa ai giornalisti de Il Romanista: “Mi fa piacere sottolineare, grazie alla sua domanda, il grande contributo che la Roma in particolare ci sta dando. Ne approfitto per ringraziare anche l’Inter e tutti quelli che in questo periodo stanno donando, giocatori, allenatori e e club. Però di sicuro la Roma sta facendo molto, grazie al tramite del nostro comune amico Francesco Pastorella, già a capo dei comitati per aiutare i terremotati. La Roma non solo dona, ma acquista i materiali e provvede alla consegna. E li ringrazio di cuore”.

Parole di encomio, quelle di Borrelli, sostenute dalle reali iniziative, tra cui l’ultima, ma non la meno importante, quella delle consegne a domicilio di beni di prima necessità a tutti gli abbonati over 70 della società giallorossa, la categoria più a rischio in questa epidemia.

Ma sono veramente tante le iniziative a sfondo Roma in questa situazione, prima fra tutte, l’acquisto di 13mila mascherine donate e consegnate successivamente allo Spallanzani, l’ospedale che per prima ha iniziato la lotta al Covid-19. Altra iniziativa importante è quella dell’apertura del fondo aperto per le donazioni dirette da parte di tifosi (QUI il link per donare), atleti e tesserati, o da chiunque voglia aderire, dirette sempre allo Spallanzani di Roma. Tante altre consegne, come quella di giovedì scorso, la società giallorossa ha consegnato alla parrocchia di San Giovanni Maria Vianney, a quella di San Paolo della Croce, a quella di Santa Maria Madre del Redentore e allo Studio poli-medico Solidale ODM Onlus 500 flaconi da 80 ml di gel igienizzante per mani e 2.000 guanti in lattice ciascuno.

Ovviamente in prima linea anche giocatori ed allenatore, che nei giorni scorsi hanno donato un intero giorno di stipendio per poter arrivare alla cifra di circa 200mila Euro, per l’acquisto di tre ventilatori respiratori. Da non dimenticare anche le iniziative social, con dei post celebrativi di infermieri e medici in prima linea o con i tutorial su come prevenire il contagio o le vendite all’asta di cimeli come una maglia dell’ex capitano, Francesco Totti, o gli scarpini autografati. Inoltre sono stati tanti anche gli ex calciatori giallorossi che hanno aderito alle donazioni: Mexes, Borriello, Samuel, Cafu, Nainggolan e Candela.

Infine anche i tifosi giallorossi hanno dato un grandissimo contributo: oltre le donazioni dirette come abbiamo detto prima, gli Ultras della Roma hanno devoluto i rimborsi della trasferta cancellata di Siviglia interamente allo Spallanzani, raccogliendo una cifra intorno agli 8mila Euro, un gesto importante, considerando che ci si trovava nei primi giorni di emergenza.

Dunque tantissime iniziative targate giallorosso, che ci fanno dire ancora una volta “GRAZIE ROMA

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Fiorentina, Commisso blinda tutti: il piano per il futuro

Fiorentina, Commisso blinda tutti e studia il futuro della viola, individuando i punti saldi da cui partire, considerando che la squadra toscana è ricca di talenti appetibili.

Primo su tutti, forse il miglior talento italiano in circolazione, Federico Chiesa, il quale da tempo sembra destinato ad un futuro bianconero. L’idea di Commisso è quella di blindare il figlio di Enrico, alzando la valutazione intorno ai 70 Milioni, comprensibile se si pensa ai prezzi dei talenti degli altri campionati. Una cifra che potrebbe scoraggiare la Juventus, pronta però ad inserire contropartite importanti, come riporta Tuttosport, Mandragora ed Orsolini, riscattandoli e poi rigirandoli alla Fiorentina. L’idea del patron americano è quella di mettere Federico Chiesa al centro del progetto, facendo diventare il talento classe ’97, la Star “Hollywoodiana” del suo modello di società all’americana.

Altro talento sotto i riflettori è sicuramente Castrovilli, bramato da tante società, PSG all’estero e Roma ed Inter in primis in Italia. Il centrocampista, esploso questa stagione, rimarrà sicuramente a Firenze per la prossima stagione, considerando che una possibile partecipazione ad Euro 2021 potrebbe far schizzare ancora di più il prezzo del cartellino dell’ex Cremonese. Ma al momento la rosa verrebbe costruita intorno alla sua presenza stabile e fissa nel centrocampo viola.

Ultimo tassello è Patrick Cutrone, attualmente di proprietà del Watford, giocatore che Commisso vuole riscattare e mantenere in rosa, per delineare l’ossatura di giocatori giovani, italiani e di talento. Un’idea che andrebbe oltre le poche prestazioni viste fin qui dell’ex milanista, nata per stabilire un potere anche di commercio sulla Serie A, tenendo in scacco le squadre che vogliono accaparrarsi questi nomi, per poter rifondare la squadra e riportarla ai fasti di una volta.

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Stop Serie A, l’Atalanta è l’unica che meriterebbe un premio

Stop Serie A, l’Atalanta è l’unica che meriterebbe un premio.

Lo diciamo senza problemi e senza voler provocare nessuno, anzi, l’intento è solo quello di fare un po’ di ordine tra le chiacchiere, fuori luogo, in questo periodo così unico nella storia del nostro paese.

Priorità, di questo si tratta, la priorità della salute del paese e di seguire le indicazioni del governo. Chiaramente in tutti gli ambiti si sta discutendo su chi stia realmente dando priorità e su chi stia cercando ancora di fare i propri interesse, tutti comportamenti opinabili e soggettivi ma che qualcuno però deve pur mettere in ordine. E l’unico strumento che può mettere ordine è la realtà dei fatti.

Il calcio si è fermato, a fatica, fatica dovuta dalla bramosia di ottenere un premio, un obiettivo, un agognato risultato del sudore e della fatica, dei soldi spesi e delle scelte effettuate. Un pensiero umano, un pensiero di tutti coloro che si chiedono che fine farà il proprio lavoro dopo questa emergenza. Pensiero non lecito di fronte però a quello che sta accadendo: tornando alla realtà infatti, non serviamo noi per dire cosa sta succedendo.

Delle squadre di Serie A si stanno valutando i singoli comportamenti, la Lazio chiede di proseguire, una delle squadre più in forma e più lanciate al momento dello stop, altre hanno optato per il silenzio, altre ancora stanno lottando direttamente con il Coronavirus; poi c’è l’Atalanta. L’ultima squadra italiana a mettere piede su un campo di pallone, l’ultima emozione calcistica prima di tutto questo ce l’hanno regalata gli uomini di Gasperini, battendo il Valencia in casa loro, dove per un attimo ci è sembrato tutto normale.

Atalanta, squadra di una città in ginocchio, squadra della città dei carri armati,  una delle immagine forse più iconiche del nostro millennio, che finiranno nei libri di storia. Una squadra che stava vivendo fin qui la migliore stagione della sua storia, con dei quarti di finali di Champions che chissà se giocheranno mai, con un quarto posto da difendere, con un calcio emozionante da voler ancora esprimere. Lo ha detto anche Gasperini, sarebbe piaciuto divertire ancora la gente, dichiarazione che in parte sono sembrate fuori luogo, ma una verità la lasciano: l’Atalanta ha fatto divertire tutti.

Quindi se veramente c’è tutta questa brama di assegnare un trofeo, un premio, una qualsiasi cosa, datelo all’Atalanta, o datelo direttamente a Bergamo, come volete: ma il centro d’Italia ora è lì ed il centro del nostro calcio se deve ancora esistere, si spostasse lì, sui piedi di Ilicic, sulla voglia del gruppo, sulla mente geniale di Gasperini. Se proprio vogliamo che il calcio conti qualcosa in questa situazione, facciamolo con l’Atalanta.

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Coronavirus, parla Cairo: “Taglio degli stipendi sarà inevitabile”

Urbano Cairo, presidente del Torino, ha definito inevitabile il taglio agli stipendi dei calciatori. Il patron granata, in una lunga intervista rilasciata questa mattina al quotidiano La Stampa, ha confermato come tale misura sia, in questo momento, assolutamente necessaria: “Siamo di fronte a un problema di sistema che rischia di implodere senza accorgimenti importanti. Credo che i calciatori siano i primi a non volerlo, sono ragazzi che hanno testa. Qui bisogna limitare i danni, poi si penserà alla ricostruzione economica. Del calcio come di tutti gli altri settori”. Parole inequivocabili quelle del presidente, motivate dal continuo aggravarsi della situazione relativa alla pandemia da Coronavirus che da settimane ha messo in ginocchio il nostro Paese. Cairo ha poi rivelato che il confronto tra i vari club di Serie A è attualmente in atto, con la prima idea che porterebbe al congelamento degli stipendi a partire dall’8 marzo scorso, giornata in cui si sono disputati i recuperi del 12esimo turno di Serie A: “Il riferimento all’8 marzo mi sembra plausibile, è giusto che i sacrifici siano ripartiti in maniera equa tra tutti i soggetti coinvolti”. La contrattazione tra società e rappresentanti dei giocatori è attualmente in atto: si attendono sviluppi nel corso dei prossimi giorni.

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