La Roma si prepara alla partita con Feyenoord. Pjanic titolare?

Alla vigilia del match d’andata dei sedicesimi di finale di Europa League contro il Feyenoord vi sono ancora alcuni dubbi di formazione per Garcia. Il tecnico transalpino vorrebbe sicuramente far giocare la formazione titolare, eccezion fatta per il portiere Skorupski che sostituirà Morgan De Sanctis. Le maggiori perplessità riguardano il centrocampo e nella fattispecie l’utilizzo dal primo minuto di Miralem Pjanic.

Il bosniaco sembra essere lontano parente del giocatore ammirato nella prima parte di stagione. L’ultima prestazione incisiva e gli ultimi gol in maglia giallorossa risalgono addirittura alla doppietta messa a segno nel 4 a 2 contro l’Inter nell’ultima vittoria casalinga della Roma del 30 Novembre 2014. A partire da quel momento l’involuzione è stata evidente. Ovviamente il centrocampista bosniaco non è il solo giocatore della rosa romanista ad essere poco brillante in questi ultimi due mesi.

Lo stesso Garcia, però, in conferenza stampa ha dichiarato di aspettarsi, così come tutti i tifosi romanisti, sempre qualcosa di più da un punto di vista tecnico da un giocatore di straordinaria e indiscussa qualità qual’è Pjanic. Il centrocampista non ha giocato a causa di un’influenza l’ultimo match contro il Parma ultimo in classifica, terminato con un pareggio a reti bianche, risultato che non ha fatto altro che acuire il malumore dei tifosi giallorossi, esternato con sonori fischi a fine partita.

L’occasione per rialzare la testa e invertire la tendenza negativa dell’ultimo periodo è proprio la partita contro gli olandesi del Feyenoord. L’Europa League è un torneo senza dubbio meno affascinante e prestigioso della Champions League ma si tratta comunque di un trofeo europeo che alla Roma manca dal lontano 1961, quando vinse la Coppa delle Fiere ( l’antenata della Coppa Uefa ). Qualora la squadra di Garcia dovesse arrivare in finale e vincere acquisirebbe il diritto di giocare la Supercoppa UEFA contro la squadra vincente della Champions.

La dirigenza americana vorrebbe mettere in bacheca un trofeo già a partire da questa stagione ed è per questo che i giallorossi giocheranno al massimo delle loro possibilità domani sera allo stadio Olimpico. Vedremo se sarà proprio il numero 15 romanista Pjanic a recitare il ruolo di protagonista in questo atteso match europeo.




Roma, che bella sorpresa Verde!

Tra le note più positive del momento in casa Roma c’è senza dubbio il giovane Daniele Verde, protagonista della vittoria dei giallorossi sul campo del Cagliari.

In molti avevano storto il naso leggendo la formazione titolare dei capitolini per la partita contro i sardi, nella quale Verde sarebbe partito dal primo minuto per la prima volta in Serie A. L’emergenza in attacco, tra squalificati, infortunati e assenti per la Coppa d’Africa ( Gervinho e Doumbia ) ha costretto il tecnico Garcia a puntare sul gioiello della Primavera romanista allenata da Alberto De Rossi.

Il tecnico transalpino aveva già dato fiducia a Verde, facendolo debuttare con la maglia giallorossa nella trasferta di Palermo, dove però non aveva lasciato tracce. Nella partita contro il Cagliari ha, invece, messo in mostra tutte le sue qualità, sfornando una prestazione di livello e soprattutto due assist vincenti per i gol di Adem Ljajic e Leandro Paredes che hanno permesso alla Roma di tornare al successo. L’esterno mancino Verde, diciannove anni da compiere a Giugno nato a Grottaferrata, ha trascinato la squadra come fosse un veterano ed è stato indubbiamente il migliore in campo con la valutazione di 8,6 di media.

È stata un’intuizione di Bruno Conti, su suggerimento di un suo osservatore in Campania, quella di proporre un provino al giovane talento scovato nel Pigna Calcio, la squadra nella quale il giovane Verde giocava prima di andare alla Roma. Nella Capitale comincia come terzino sinistro ma la sua fortuna la farà il suo allenatore dei Giovanissimi della Roma, Vincenzo Montella, partenopeo come lui e innamorato delle qualità calcistiche del classe 96, che deciderà di cambiargli ruolo facendolo diventare esterno d’attacco. Il “mastino napoletano”, come è stato ribattezzato dai suoi compagni di squadra, si è adattato senza problemi alla nuova posizione in campo, diventando fondamentale nelle giovanili romaniste. Anche Garcia si è accorto delle sue indubbie qualità e Verde ha ripagato sul campo la fiducia del mister. L’obiettivo del giovane Verde è migliorarsi costantemente e puntare sempre al massimo, con il sacrificio e lavoro. Non è difficile, quindi, capire chi possa essere il suo idolo. La sua fonte di ispirazione, infatti, è un giocatore che ha fatto di tutto ciò il suo “mantra” e non a caso sta facendo la storia del calcio moderno: Cristiano Ronaldo. Il paragone oggi è irriverente, anche se solo il tempo e soprattutto il campo ci diranno se Verde diventerà una stella del calcio.

Nel frattempo la Roma si coccola il suo “campioncino in erba“, risorsa preziosa per questa seconda parte di stagione.




Crisi Inter, k.o. in casa con il Torino

Parte male il girone di ritorno per l’Inter. Così come il Milan ieri sera, uscito sconfitto dall’Olimpico di Roma per 3 a 1 contro la Lazio, così anche l’altra milanese esce senza punti dallo scontro in casa contro il Torino di Giampiero Ventura, vittorioso per 1 a 0. Decide il gol di Moretti all’ultimo minuto di recupero del secondo tempo, abile ad inserirsi e colpire di testa in area di rigore avversaria sugli sviluppi di un calcio d’angolo, regalando al Torino una vittoria che mancava dal 1988.

La partita non ha offerto un grande spettacolo ed in particolar modo la squadra di casa, dalla quale ci si attendeva gioco e punti, non ha risposto sul campo, merito anche di un Torino che si è difeso con ordine. Gli uomini di Mancini sono apparsi stanchi e poco precisi, faticando a creare occasioni da gol, al di là di un tiro del neo acquisto Podolski e un colpo di testa di Mauro Icardi. L’altro nuovo acquisto Shaqiri, entrato al 56’, non ha dato la scossa alla partita ma su tutti il numero 10 Kovacic è risultato il peggiore, inconcludente e fuori dal gioco. Oltre al danno anche la beffa, perché nel corso del match si sono infortunati i difensori Andreolli e l’ex di turno D’Ambrosio.

Unica nota lieta l’esordio del giovane Donkor, ottimo giocatore in prospettiva. La situazione in classifica si fa complicata per quanto riguarda l’obiettivo Champions. Attualmente l’Inter è al nono posto in classifica insieme al Milan a 26 punti, a meno 8 dal terzo posto della Lazio e potenzialmente a meno 10 qualora il Napoli vincesse domani contro il Genoa. Sicuramente i tifosi si aspettavano una risposta diversa dopo il pareggio a reti bianche della scorsa settimana contro l’Empoli.

Ciò che appare evidente è che l’Inter attualmente sia un cantiere aperto e forse sarebbe meglio terminare in fretta questa stagione per poter riprogrammare in maniera seria il prossimo campionato con mister Mancini. Vedremo se l’acquisto del giovane Brozovic potrà essere utile alla causa in questa seconda parte di stagione e se giocatori come Kovacic ed Icardi troveranno quella continuità capace di far fare il definitivo salto di qualità all’Inter, avvicinandola sempre più al sogno terzo posto.




Roma, Astori e il gol fantasma per avvicinarsi alla Juventus

Nella giornata di ieri, la diciassettesima della nostra Serie A, la Roma di Rudi Garcia ha espugnato il Friuli di Udine battendo per 1 a 0 l’Udinese di Andrea Stramaccioni con un gol di Davide Astori. Il gol che ha sancito il vantaggio della Roma, e determinante ai fini del risultato, ha lasciato dietro di sé non poche polemiche e, con ogni probabilità, se ne parlerà a lungo. L’episodio arriva al 17° del primo tempo: sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Francesco Totti sulla trequarti destra, il difensore giallorosso Davide Astori svetta in area di rigore avversaria e colpisce il pallone di testa che prima tocca la traversa, poi rimbalza apparentemente oltre la linea e viene infine bloccato dal portiere dell’Udinese Karnezis. È gol o non è gol?

Inizialmente la rete non era stata assegnata, dopo che il giudice di porta Maresca aveva comunicato la sua impressione negativa all’arbitro. Dopo qualche concitato attimo l’arbitro Guida, in posizione più favorevole per giudicare poiché non coperto dal palo come il giudice di porta, torna sui suoi passi e assegna il vantaggio ai giallorossi, nonostante le polemiche friulane. L’episodio è di dubbia valutazione e ancora non si riesce a venirne a capo, poiché alcuni frammenti dimostrano come la palla abbia interamente varcato la linea di porta, altri invece sembrano mostrare l’esatto contrario. C’è chi sostiene che questi episodi facciano parte del gioco, altri, soprattutto dirigenti, oggi più che mai, richiedono a gran voce l’intervento della tecnologia per determinare e chiarire in maniera definitiva questi famosi gol-fantasma che nel nostro campionato sono ricorrenti (vedi il gol di Muntari in Milan-Juventus di due stagioni fa).

Il gol di Davide Astori, al primo con la maglia della Roma, è stato, come detto, determinante per le sorti del match. Si è trattato della prima gara dopo le festività natalizie e si è vista poca brillantezza in campo. La squadra di Garcia ha sì vinto, ma non ha convinto sul piano del gioco, troppo lenta e macchinosa e lontana parente di quella spumeggiante di inizio stagione. L’assenza di Nainngolan, tenuto precauzionalmente a riposo poiché diffidato in vista del derby capitolino di domenica, si è fatta sentire in mezzo al campo. L’Udinese, dal canto suo, poco ha fatto per impensierire gli avversari, giocando senza tante idee ed affidandosi al solo estro del suo uomo di maggior talento e classe, quel Totò Di Natale che però non era in giornata di grazia.

Con questo risultato la Roma si è portata a 39 punti in classifica, a meno 1 dalla Juventus, dopo che la squadra di Allegri ha pareggiato per 1 a 1 in casa contro l’Inter. La prossima giornata di campionato, la penultima del girone di andata, vedrà fronteggiarsi le prime 4 in classifica: la Roma giocherà il derby contro la ritrovata e galvanizzata Lazio di Stefano Pioli, la Juventus farà visita al Napoli di Rafa Benitez, in quella che sembra essere la rivincita della Supercoppa Italiana persa poco tempo fa proprio contro i partenopei. Il campionato sembra essere entrato nel vivo, anche se manca ancora un intero girone di ritorno, dove le competizioni europee delle due squadre potrebbero togliere energie nella volata al titolo. Resta il fatto che la Roma e la Juventus, per organico e fame di vittoria, sembrano essere le squadre più forti della nostra Serie A e sarà certamente appassionante vedere chi la spunterà tra le due pretendenti alla vittoria finale.




Mazzarri difende la sua Inter: “Orgoglioso di questi ragazzi”

Nella serata di ieri sera l’Inter ha fallito il primo match point che avrebbe permesso alla squadra nerazzurra di anticipare il passaggio del turno di Europa League, pareggiando 1 a 1 con il Saint Etienne.

Il tecnico Walter Mazzarri nel post partita si è detto orgoglioso di questa partita, dove nel primo tempo la squadra ha espresso un gran calcio. Nonostante le parole del tecnico nerazzurro non è stata sicuramente la miglior partita dell’inter.

Ciò che più è emerso nel match di ieri sera è stata la mancanza di un attaccante di peso, nonostante il buon esordio da titolare di Bonazzoli.

È rientrato Osvaldo ma l’attaccante italoargentino sembra non essere ancora nella miglior condizione possibile, così come Palacio. L’inter in questo momento è un ibrido difficile da giudicare. Colpa dei numerosi infortunati( 8 ), è vero, ma è pur sempre vero che manca ancora un’organizzazione di gioco ben collaudata e riconoscibile.

La partita con il Saint Etienne non può essere considerato un match attendibile, sia per la qualificazione ad un passo per i nerazzurri, sia per la folta presenza di giovani in campo. Forse, però, è proprio questo uno dei motivi per vedere il bicchiere mezzo pieno.

Si è dato spazio ai giovani sia per sperimentare nuove soluzioni tattiche, sia per necessità ed è stata l’occasione per vedere in campo i giovani Bonazzoli ( classe 1997 ) Mbaye ( classe 1994 ) e Palazzi ( classe 1996 ), giocatori interessanti sui quali Mazzarri sembra voler puntare in futuro.

In ogni caso è sotto gli occhi di tutti che sono lontani anni luce i fasti dell’era Mourinho e che sembra passata un’eternità e non solo 4 anni dal celeberrimo Triplete. Con onestà il patron Thoir ha ammesso che ci vuole tempo, pazienza e sacrifici per tornare a vincere.

Ad oggi l’Inter sembra essere un cantiere aperto, ancora in cerca di sé stessa e proprio per questo motivo é ancora troppo presto per fare valutazioni definitive e capire cosa possa fare di più e dove possa realmente arrivare questa squadra a fine stagione.




Mazzarri: “Contro il Saint Etienne voglio vincere”

Nella giornata di ieri consueta conferenza stampa pre partita del tecnico dell’ Inter Walter Mazzarri, in vista dell’impegno di Europa League di questa sera in trasferta contro il Saint Etienne alle ore 19. Se la squadra nerazzurra riuscisse ad ottenere i tre punti si garantirebbe il passaggio del turno per i Sedicesimi con 2 turni d’anticipo.

Proprio sulla vittoria e la possibilità di qualificazione Mazzarri si è così espresso: “La mentalità che ho sempre inculcato ai miei calciatori è che siamo l’Inter e che dobbiamo puntare sempre per vincere. Non possiamo speculare su un pareggio, dobbiamo scendere in campo per conquistare i tre punti”.

Sull’avversario di turno, il Saint Etienne così Mazzarri: “Ho grande rispetto per il Saint-Etienne che è una squadra difficile da affrontare, ben organizzata, dotata di grande atletismo. Avrà dalla sua parte anche il pubblico, dunque siamo consapevoli che sarà difficile per noi. Hanno ottime individualità, giocatori veloci e atletici sia davanti che dietro. E’ una formazione completa che esprime un buon calcio. Siamo consapevoli del fatto che il loro stadio è molto caldo e che il pubblico si farà sentire. Dovremo pensare solo a giocare, a fare la nostra partita al meglio.

Sul risultato contro il Saint Etienne: ” In Europa stiamo facendo molto bene e non dobbiamo sbagliare domani: per andare avanti in Europa è fondamentale fare risultato qui”.

Sull’attuale momento di forma della sua squadra, il tecnico nerazzurro si è così espresso: ” Osvaldo è tra i convocati così come Nagatomo e Guarin. Fredy proverà oggi, mentre gli altri due andranno in panchina. Li ho portati perché siamo in emergenza totale e non ci sono neppure Hernanes, Campagnaro e Krhin. Nonostante tutto dobbiamo provare a fare una grande partita”.

Sulla partita di questa sera: “Chi gioca contro l’Inter dà sempre il 120%. Succede anche in Italia. Chi andrà in campo dovrà dare il top, l’ho detto anche ai ragazzi”.

Cosa risponde Mazzarri alle critiche: “Il mio metodo per allenare i giocatori è lo stesso da sempre. Con loro sono un padre di famiglia, uso il bastone e la carota. A volte mi arrabbio, a volte faccio i complimenti. Mi comporto sempre allo stesso modo e le critiche non mi spostano né mi interessano”.

Palacio e Icardi giocheranno?: “La formazione la deciderò domani anche perché ce ne succede una dietro l’altra. Adesso sta provando Guarin e vedremo se potrà giocare o no. Non so chi giocherà”.

Sulla possibilità di far giocare Kovacic trequartista: “Già contro la Sampdoria ha ricoperto questo ruolo. Deve trovare gli spazi per puntare la porta e per ricevere la palla in zona importanti come successo nelle gare in cui ha fatto la differenza. Lui sta facendo ancora meglio rispetto al passato e sta continuando la sua fase di crescita”.

Nel corso della conferenza stampa è stato chiesto a Mazzarri se si sente a rischio esonero: “Non mi sono mai posto il problema. Io alleno i giocatori sempre al massimo, sanno quello che voglio e cercano di farlo. Lo faranno anche domani”.