L’inferno Roma riparte da Paulo Fonseca

La Roma riparte da Paulo Fonseca; una scelta passata inosservata visto il periodo che sta attraversando l’ambiente giallorosso impegnato a contestare la dirigenza. L’ultimo mese ha visto due addii dolorosi: prima De Rossi poi Totti. Decisioni che hanno definitivamente spaccato il rapporto tra tifoseria e società. In un periodo come questo scegliere di sposare il progetto (o quello che ne resta) Roma non è da tutti. In attesa di capire le mosse di mercato dei giallorossi andiamo ad analizzare il tipo di gioco che Fonseca porterà nella capitale.

La Roma ha avuto modo di conoscere direttamente il gioco di Fonseca nella doppia sfida di Champions League disputata lo scorso anno. Il tecnico utilizza un 4-2-3-1 tanto dispendioso quanto propositivo; baricentro alto con la linea difensiva poco prima del centrocampo in modo tale da recuperare immediatamente il pallone per ribaltare l’azione. Per quanto riguarda le caratteristiche del reparto arretrato i due terzini devono essere bravi in entrambe le fasi di gioco mentre i centrali è fondamentale siano veloci per saper fronteggiare in campo aperto eventuali ripartenze avversarie. Non è necessario avere difensori con i piedi buoni dal momento che la costruzione di gioco è affidata ad uno dei due centrocampisti; al fianco del regista, il cui compito è quello di dettare i ritmi di gioco, troviamo un giocatore dinamico che sappia aiutare i quattro dietro ma anche attaccare gli spazi per aiutare la proposta offensiva. Il bello, però, arriva dalla trequarti in avanti. I due esterni devono cercare costantemente la superiorità numerica andando a fronteggiare il diretto avversario. Il trequartista ha due compiti: tenere uniti i reparti ed inventare la giocata decisiva una volta arrivato a venticinque metri dall’area avversaria. Infine la punta; Fonseca non ama il nove classico ma preferisce il famoso falso nueve. L’attaccante, infatti, deve saper dialogare con i compagni e aprire gli spazi per l’inserimento di esterni, trequartista e centrocampista.

Un gioco basato su possesso palla e verticalizzazione; la ricerca della profondità, però, non è immediata ma ragionata con la squadra che deve essere in grado di attendere il momento giusto prima di fare la giocata.

Il 4-2-3-1 di Fonseca si può adattare alla Roma attuale? No. Vale lo stesso discorso fatto quando l’allenatore era Di Francesco e cioè che i giocatori giallorossi non possono utilizzare questo modulo. Fazio, Marcano e Nzonzi per fare alcuni esempi. Servirà anche sfoltire il parco trequartisti visto che ci sono cinque giocatori per un posto. Problemi che solo il calciomercato può risolvere; Fonseca può portare aria fresca a Trigoria ma ha bisogno di determinati giocatori o si rischia un Di Francesco 2.0.