Schalke, una stagione maledetta e l’incubo retrocessione

Lo Schalke sta vivendo una stagione da incubo e la disfatta contro il City rischia di non essere il punto più basso; i Knappen sono al quindicesimo posto della classifica e hanno solo tre punti di vantaggio sulla zona playout. Un margine difficile da mantenere sia perché lo Stoccarda sta vivendo un buon momento di forma sia per le difficoltà di Uth e compagni. Complicato spiegare il cambiamento di una squadra che l’anno scorso chiuse la Bundesliga al secondo posto; Tedesco, esonerato dopo il sette a zero subito contro i Citizens, non è riuscito a ripetere quanto fatto solo pochi mesi fa. Cerchiamo di spiegare cosa sia successo ai Knappen, passati dalla Champions all’incubo Zweite Liga.

I numeri nel calcio non sono tutto ma spiegano, nel miglior modo possibile, la situazione di una squadra e quella dello Schalke è tutt’altro che positiva. Analizzando le statistiche del club rispetto all’anno scorso possiamo notare come ci sia stata una netta flessione. Sei vittorie, ventisette goal fatti e quarantaquattro subiti contro i diciotto successi uniti alle cinquantatré reti realizzate e le trentasette incassate. Un confronto impietoso per capire, in prima battuta, l’attuale posizione di classifica dei Knappen. Come abbiamo detto, però, i numeri non sono tutto e allora passiamo al secondo problema, il mister.

Tedesco ha pagato la sua inesperienza; dopo l’ottimo esordio sulla panchina dello Schalke (esprimendo un gran bel gioco e facendo divertire la gente della Veltins-Arena) ha trovato enormi difficoltà nel riuscire a confermare le sue idee di gioco. Il 3-4-3, alternato al 4-2-3-1, non ha dato le risposte che il giovane tecnico avrebbe voluto; la squadra non ha mai trovato l’equilibrio tra i reparti e, in entrambe le fasi di gioco, ha mostrato enormi difficoltà. Difesa fragile, attacco poco incisivo ed una serie di infortuni hanno portato alla situazione attuale.

Ed ora? Contro il Lipsia sulla panchina dei Knappen si è seduto Huub Stevens e, nonostante la sconfitta, qualcosa è cambiato. In primis il modulo con cui lo Schalke si è schierato, un classico 4-4-2 che sembra essere il vestito migliore per questa squadra; rispetto alle ultime uscite Uth e compagni sono stati più pericolosi in zona offensiva. Difficile dire se sia stata intrapresa la strada giusta. La prova del nove ci sarà al rientro dalla pausa quando lo scontro diretto con l’Hannover dirà molto del futuro dei Knappen.