L’ha vinta Spalletti!
Si attendeva un grande derby e tale è stato. Merito, principalmente, di una grande Inter che ha pienamente meritato il risultato di vittoria. Merito di Spalletti, che in appena tre giorni è riuscito a trasformare l’amorfa squadra di Europa League in un organico euforico e combattente su ogni palla. E ciò con un numero esiguo di calciatori, in campo ed in panca.
Una partita vibrante e tirata, nella quale la supremazia di esperienza dell’Inter e del suo allenatore ha superato l’entusiasmo e la gioventù milanista. Il ritmo forsennato impresso sin dal principio dai neroazzurri ha colto il Milan impreparato. Tradito, forse, da un inoppugnabile favore del pronostico. Ma, si sa, è proprio in gare del genere che l’Inter vien fuori prepotentemente.
Tra gli altri… Vecino ed i suoi gol di peso (Lazio, Tottenham, derby); Perisic e la sua ritrovata snellezza atletica oltre che imprevedibilità di zona (ala destra nell’occasione del primo gol); Politano con i suoi palloni a rientrare (secondo gol) e le sue improvvise sterzate (rigore); De Vrij perentorio nello stacco aereo ed insuperabile in difesa; Brozovic regista di giustezza e peraltro in non perfette condizioni (uscito stremato); Asamoah ed il suo ordine nelle giocate; D’Ambrosio, l’altro terzino, provvidenziale in scivolata al 96’ con le mani dietro la schiena. Inter squadra vera. Che può rinunciare, anche in scontri diretti, al proprio non più imprescindibile riferimento avanzato Icardi.
L’ha vinta Spalletti, con un 4-3-3 che ha mascherato il suo 4-2-3-1 per via della indecifrabile e non facilmente intellegibile posizione sgusciante di Vecino.
Milan che ha iniziato con atteggiamento impaurito e spaesato e che ha pagato l’insussistenza perdurata un tempo intero. Nella ripresa Gattuso l’aveva pur letta bene, con le sostituzioni e i cambi di modulo e di ruolo dei calciatori. Ma ha giocato sostanzialmente in dieci, se è vero che Piatek, per la prima volta, è stato evanescente e non ha sostanzialmente toccato palla. Eccettuato un colpo di tacco vicino all’area piccola.
Non sono mancati gli episodi grotteschi: la possibile rovinosa scivolata dell’arbitro Guida (lo stesso dell’andata, altra perfetta direzione) poco prima della concessione del rigore all’Inter; lo screzio che ha coinvolto Kessie e Biglia in panchina dopo l’uscita dal campo del primo (Gattuso ha preannunciato seri provvedimenti).
Alla fine gli 80mila di San Siro hanno assistito ad una stracittadina proprio divertente, tra le più concitate degli ultimi anni: 5 gol realizzati all’interno di una giornata nella quale sono state ben 42 le marcature effettuate. Ed in cui l’unica squadra di A a non segnare è stata casualmente la capolista Juventus.