PSG: l’ennesima dimostrazione che con i soldi non si vincono le partite

Già in partenza era difficile ribaltare lo 0-2 incassato all’andata, in più i Red Devils, tra infortunati e squalificati, sono arrivati a Parigi senza undici calciatori, tra i più importanti a disposizione del tecnico scandinavo: formazione quindi rimaneggiata con un PSG un po’ difensivo e orfano di Neymar con Cavani in panchina.
Sull’1-2 attimi di suspance. L’arbitro va a vedere di persona l’episodio: le panchine lo disturbano mentre lui chiede tempo; secondi infiniti al Parco dei Principi fino a che Skomina non si volta e correndo verso l’area di rigore dei francesi indica il dischetto. È calcio di rigore. Proteste, piccole scaramucce tra i calciatori, ma poi arriva il momento: Rashford contro Buffon, mai stato una grande para rigori; se lo United segnasse, volerebbe ai quarti. Parte la rincorsa, l’ex portiere della Juve intuisce ma non basta. 1-3! Epilogo della gara straordinario per gli inglesi, tragico per i parigini: senza una parte molto importante della rosa – su tutti Mata, Pogba e Martial – e con lo svantaggio dello 0-2 dell’andata, ma con grande cinismo, Solskjær e la sua squadra si sono portati a casa una vittoria eroica che verrà sicuramente ricordata da chi l’ha vissuta e chi ha avuto la possibilità di raccontarla. Non ha vinto la forza dei singoli, ma ha vinto la squadra: PSG a casa, come ogni anno; ManchesterUnited ai quarti di finale!

Il calcio che vediamo in questi ultimi anni è fatto principalmente di mercato, plusvalenze, diritti TV, procuratori e social. Per fortuna, però, rimane sempre uno sport in cui si vince con la forza e con la voglia della squadra; con la caparbietà e con il cinismo del gruppo di calciatori che scendono in campo, a prescindere dal loro valore economico. Proprio per questo, forse, rimane lo sport più bello di tutti.