Viva i numeri della concordia!

Parlano i numeri! Solo in caso di pari tra Napoli e Juve sarebbero rimaste invariate le rispettive risultanze casalinghe ed esterne. Ed invece è crollata la striscia partenopea al San Paolo dopo 1 anno (4 marzo 2018: Napoli-Roma 2-4). Resiste la capolista, con i suoi 72 punti, imbattuta in campionato da quasi dodici mesi – Koulibaly in Juve-Napoli del 22.04.2018 – ed in trasferta addirittura dal 19 novembre 2017, dal 3-2 di Marassi con la Samp.

Parlano i dati della Juventus. Due tiri a Roma contro la Lazio e due gol; una conclusione a Bologna ed 1 rete; una punizione ed un colpo di testa ieri a Napoli ed altra vittoria. Totale: nove punti. Sono 16 invece quelli di vantaggio sulla seconda; ma sarebbero stati tanti e troppi pure 13 e, subordinatamente, anche 10.

È necessario scindere la Juve di campionato da quella di Coppa. Rectius, delle Coppe. I bianconeri nel lungo periodo sono irresistibili; negli scontri ad eliminazione diretta molto più fronteggiabili.

È oltremodo ingeneroso contestare la Juve per le performance di campionato. Non esaltanti certamente, ma pur sempre volano di un ruolino spettacolare e con prognosi finale di 108 lunghezze (72 + i 36 rimanenti). I bianconeri, migliore attacco, offendono poco nelle ultime settimane ma concedono inezie: 8 gol subiti in 13 trasferte, dodici delle quali vinte.

I numeri, quelli finali, neutralizzano peraltro altrui pali e rigori non trasformati. Finanche un dettaglio: se Ronaldo cede l’esecuzione, la Juve torna a segnare su punizione con Pjanic.

Sullo scontro diretto, in conclusione. Gara strepitosamente spettacolare, vero confronto fra le migliori del calcio nazionale. Le opinioni possono e debbono essere contrastate e contrastanti: ogni tesi è sostenibile. Napoli quasi superiore ad ogni avversità, Juventus…la solita. Due appunti: rischioso lasciare l’ammonito Pjanic in campo dopo il primo tempo; Insigne non deve essere eccessivamente pregiudicato dall’errore dagli undici metri.

Ha diretto l’erede di Rizzoli, il sig. Rocchi di Firenze. La sera prima, nel derby di Roma, Mazzoleni di Bergamo. Entrambi saluteranno a fine anno per raggiunti limiti di età. Ah…i numeri!