Pagellone Serie A 2017/2018: la stagione del Milan – aspettative deluse

La Serie A 2017/2018 è ormai finita, consegnandoci alcuni verdetti molto prevedibili (la vittoria in campionato della Juventus o la retrocessione del Benevento) con alcune sorprese (il Milan solo in Europa League) e delle battaglie davvero entusiasmanti (la lotta Inter vs Lazio per il posto in Champions League). Finito il campionato, è tempo di riflessioni e di verdetti: ecco perché, noi di RadioGoal24, abbiamo deciso di analizzare com’è andata andata la stagione delle squadre più importanti del nostro campionato, per cominciare a parlare anche in ottica futura.

Milan, l’analisi del mercato

Terminata la stagione 2017/2018 possiamo analizzare il mercato effettuato dai rossoneri, evidenziandone pro e contro. Il Milan, dopo il deludente sesto posto dello scorso anno, voleva costruire una squadra in grado di lottare per lo scudetto. Fassone e Mirabelli, per raggiungere questo obiettivo, si sono mossi in maniera importante sul mercato andando a rinforzare tutti i reparti. In difesa sono arrivati Rodriguez, Conti, Musacchio e Bonucci; l’esterno, prelevato dal Wolfsburg, non ha disputato un grande campionato mostrando più di qualche lacuna in fase difensiva (il rigore causato contro l’Inter nel derby di andata). Stagione sfortunata, invece, per il terzino ex Atalanta che ha dovuto fronteggiare due gravi infortuni: verrà valutato meglio il prossimo anno. A deludere, invece, è stato Musacchio; arrivato con grandi premesse dal Villarreal non è riuscito ad imporsi nelle gerarchie di Montella prima e Gattuso poi, finendo nel dimenticatoio. E Bonucci? Il grande colpo di mercato rossonero, acquistato dai rivali della Juventus, ha avuto delle difficoltà di ambientamento nei primi mesi ma con il tempo è riuscito ad imporre la sua leadership al reparto arretrato rossonero. Passiamo al centrocampo dove sono arrivati Biglia dalla Lazio, Kessie dall’Atalanta, Borini dal Sunderland e Calhanoglu dal Bayer Leverkusen; tra questi acquisti quello che ha reso meglio è stato il giocatore turco che, partita dopo partita, ha mostrato tutte le sue qualità risultando decisivo per il piazzamento finale della sua squadra. Il vero problema del mercato rossonero è stato l’attacco dove la società ha fallito entrambi gli investimenti: Kalinic dalla Fiorentina ma soprattutto André Silva dal Porto (arrivato a Milanello con l’etichetta di “pupillo di Cristiano Ronaldo”) hanno disputato una stagione al di sotto delle aspettative tanto che il ruolo di punta principale è stato occupato dal giovane Cutrone. “Passiamo alla cose formali”, slogan del mercato estivo, non ha portato i risultati sperati. Voto a Mirabelli? 5.5

Milan: l’andamento in campionato e nelle coppe

Il Milan ha terminato la Serie A al sesto posto; un piazzamento deludente visto le aspettative iniziali; i rossoneri, sotto la guida di Montella, avevano iniziato con due vittorie ed un gioco che sembrava potesse solo migliorare. Le prime difficoltà sono arrivate alla terza giornata quando, in casa della Lazio, Bonucci e compagni persero in maniera netta (4-1); da quel momento è iniziato un periodo di flessione che ha visto il diavolo incassare tre sconfitte ed un pareggio (0-0 con il Genoa). L’andamento del Milan è troppo altalenante, il quarto posto è un miraggio e la società decide di dare un segnale esonerando Montella. Arriva Gattuso il cui inizio, però, non è dei migliori: il 2-2 con il Benevento (partita passata alla storia per il goal dell’estremo difensore campano, Brignoli, nei minuti di recupero) e le sconfitte con Hellas Verona ed Atalanta mettono subito in discussione il giovane tecnico che però prende in mano le redini della squadra e trova la soluzione. Il match della svolta è quello di Firenze: l’uno a uno contro i ragazzi di Pioli rappresenta un nuovo inizio per il Milan che, da quella sfida delle 12.30, ottiene 8 vittorie ed 1 pareggio. Una serie di risultati utili che riporta, clamorosamente, i rossoneri in corsa per il quarto posto; gli uomini di Gattuso, però, pagheranno a caro prezzo il tentativo di rimonta nelle successive sei partite in cui arriveranno due sconfitte e quattro pareggi. Rendimento che mette la parola fine ai sogni Champions del Milan che può consolarsi con il raggiungimento del sesto posto, valido per giocare la prossima Europa League. Proprio in Europa andiamo per analizzare quanto fatto dai rossoneri in campo internazionale; Bonucci e compagni, partiti dal secondo turno preliminare, si sono qualificati senza troppi problemi alla fase a gironi. Il sorteggio ha voluto il Milan nel gruppo D con AEK, Rijeka e Austria Vienna; un girone controllato senza troppi problemi e terminato, come da previsione, al primo posto. I sedicesimi di finale sono stati una passeggiata di salute per i rossoneri che hanno eliminato, con un quattro a zero totale, il Ludogorets. I problemi sono arrivati ai quarti dove gli uomini di Gattuso si sono trovati di fronte l’Arsenal; una squadra troppo abituata a partite del genere e che, nell’arco dei 180 minuti, ha meritato la qualificazione. Il percorso più netto il Milan lo ha avuto in coppa Italia dove è riuscito ad arrivare fino alla finale. Verona, Inter e Lazio sono stati gli avversari che i rossoneri hanno affrontato e battuto prima di doversi arrendere allo strapotere bianconero. L’obiettivo, per la prossima stagione, è migliorare il piazzamento in campionato e provare ad alzare un trofeo (la Supercoppa italiana contro la Juventus è una possibilità). Voto a Montella: 5. Gattuso? 7

Milan: Top e Flop della stagione

Top:

1) Giacomo Bonaventura: il centrocampista è stato, senza ombra di dubbio, uno dei migliori della sua squadra. Sia da esterno nel tridente offensivo di Montella che da mezzala nel centrocampo di Gattuso, Bonaventura ha dimostrato tutte le sue qualità e si è rivelato uomo chiave della stagione rossonera. La sua capacità d’inserimento ha portato ai suoi ben otto goal (uno ogni 319 minuti). Il Milan, nonostante il forte interesse della Juventus, deve fare di tutto per tenerlo; Bonaventura fa parte della base da cui ripartire.

2) Hakan Çalhanoğlu: l’ex Bayer Leverkusen è il giocatore che ha avuto il miglior percorso di crescita. La stagione del fantasista turco si può dividere in due parti: la prima, sotto la guida di Montella, in cui ha faticato ha trovare un suo ruolo all’interno del gruppo. L’arrivo di Gattuso, invece, ha rigenerato il classe 1994 che si è letteralmente preso sulle spalle la squadra e, grazie a 7 goal e 6 assist, si è rivelato determinante per il raggiungimento del sesto posto.

3) Patrick Cutrone: dal goal al Crotone alla doppietta con la Fiorentina; Cutrone, con i suoi 18 goal stagionali (10 in Serie A), è stata la vera sorpresa di un Milan che almeno inizialmente puntava su altro. La voglia di spaccare il mondo del giovane attaccante hanno prevalso sui soldi spesi dalla società per arrivare a Kalinic e Silva. A fine anno lo possiamo dire: il Milan, senza Cutrone, non avrebbe ottenuto nemmeno il sesto posto.

Flop

1) Gianluigi Donnarumma: i goal subiti in finale di coppa Italia, la rete di Dybala (Juventus-Milan, gara di ritorno) e quella di Masiello (Atalanta-Milan, girone di ritorno) sono alcuni degli episodi che hanno visto come protagonista, in negativo, l’estremo difensore rossonero. Donnarumma, da tre anni a difesa della porta del Milan, non sta dimostrando di essere all’altezza di una squadra che punta a tornare ai vertici.

2) Nikola Kalinić: la differenza tra Diego Costa (obiettivo primario dei rossoneri nel corso dell’estate scorsa) e Kalinic è tanta; il Milan, però, non si aspettava un rendimento così deludente dall’ex attaccante della Fiorentina. Sei goal sono troppo pochi per soddisfare il mondo Milan. Il futuro del giocatore croato non lo sappiamo ma qualora fosse a Milanello, bisognerà cambiare registro.

3)  André Silva: Kalinic non ha disputato una buona stagione ma qualcuno è riuscito a fare peggio. Stiamo parlando di André Silva, arrivato dal Porto con il benestare di Cristiano Ronaldo. Il giovane attaccante, escluso un buon inizio in Europa League (dove comunque gli avversari erano di basso livello), ha visto molto più la panchina del campo; la speranza del Milan è che possa fare un buon Mondiale in vista della prossima stagione.