Juventus nella storia? Ecco i 5 cicli più vincenti nella storia della Serie A
Spesso ce lo si dimentica, oppure quando una squadra è forte lo si da per scontato, ma i cicli nel calcio sono una cosa davvero rara, soprattutto nel contesto moderno. E’ difficile che una squadra vinca per molti anni consecutivi, imponendosi sia a livello nazionale che internazionale: le uniche eccezioni sono il Real Madrid degli anni ’50 (vincitore di 5 Coppe dei Campioni), il Barcellona del periodo 2004-2011 (che nel giro di sette anni ha vinto 5 campionati e 3 Champions League) e il Liverpool degli anni ‘70-’80 (capace di vincere 4 Coppe dei Campioni, di cui due consecutive nel 1977 e nel 1978). Oltre a queste rarità, sembra che il canovaccio a ripetersi con più frequenza sia quello legato alla costruzione di periodi vincenti, che però terminano con una vittoria in ambito internazionale (vedi ad esempio l’Inter del post-Triplete). Questo però non è il caso della Juventus, o meglio non ancora, ma per un semplice motivo: alla squadra bianconera manca il trionfo in ambito europeo, che equivarrebbe a significare la vera e propria ciliegina sulla torta. La Vecchia Signora ha costruito un ciclo iniziato con Antonio Conte l’11 settembre del 2011, con la vittoria per 4-1 contro il Parma allo Juventus Stadium (ora denominato Allianz Stadium), e che avrebbe portato alla vittoria di 3 scudetti e di 2 Supercoppe Italia. Una volta dimessosi il tecnico leccese, sulla panchina juventina è arrivato Massimiliano Allegri, che ha vinto altri 3 scudetti consecutivi, 3 Coppe Italia e 1 Supercoppa italiana, sfiorando l’Europa per ben due volte nell’arco di tre anni. Adesso la squadra di Torino sembra destinata a vincere il suo settimo scudetto di fila, con una quarta finale consecutiva di Coppa Italia da giocare e con la possibilità di scrivere la storia: ma è già successo in Italia di poter assistere a dei cicli calcistici così duraturi? Ovviamente sì, e noi di RadioGoal24 vi proponiamo di seguito i cinque cicli più vincenti nella storia della Serie A.
Torino fine anni ’42-’48 (il Grande Toro)

Il Grande Torino ha rappresentato ciò che nessun’altra squadra italiana potrà mai fare: il nostro paese era reduce da una guerra persa, aveva poca credibilità agli occhi del mondo e sono state le imprese dei nostri campioni a risollevare l’orgoglio patriottico, come quelle di Bartali, Coppi, della Ferrari e appunto del Grande Toro. La squadra granata ha avuto l’onore di possedere in rosa giocatori come Mazzola, Loik, Ossola e Menti, che insieme ad altri compagni hanno contribuito a realizzare un totale di 408 reti segnate nel quinquennio dei 5 scudetti consecutivi e della Coppa Italia. La vittoria casalinga più netta è stata quella della stagione 1947-1948, con il 10-0 sull’Alessandria, mentre la trasferta più significativa è arrivata contro la Roma nella stagione 1945-1946, con un netto 0-7. Altri tempi, altro calcio, ma il Torino di quel tempo si è proclamato davvero un club formidabile, una vera e propria squadra son la “s” maiuscola. Il Grande Toro ha anche rappresentato per anni un forte blocco della nazionale italiana, tanto che a fine aprile del 1949 i giocatori dovevano prepararsi per la sfida contro il Portogallo e, per farlo, sono partiti per Lisbona, dove hanno disputato la loro ultima gara contro il Benfica: al ritorno dalla capitale portoghese infatti, il 4 maggio del 1989, l’aereo che trasportava la squadra granata ha trovato una fitta nebbia nei pressi di Torino e a causa della scarsa visibilità è andato fuori rotta, schiantandosi contro i muraglioni di sostegno del giardino della Basilica di Superga uccidendo tutti i passeggeri. Fu quindi un disastro aereo che spezzò quel sogno, quello spirito vincente, che però resterà per sempre nella storia del calcio italiano e mondiale.
Milan anni ’90 (Sacchi-Capello)

L’arrivo di Silvio Berlusconi nel 1986 ha sicuramente cambiato le cose in casa Milan: l’ex presidente ha infatti ringiovanito la rosa ed ha cominciato a porre le basi per creare un ciclo vincente. Dopo gli arrivi di giocatori importanti come Donadoni e Galli, nel 1987 è stato cambiato anche l’allenatore e si è seduto sulla panchina rossonera Arrigo Sacchi, che nella stagione precedente con il Parma aveva eliminato il Milan dalla Coppa Italia. Nel corso degli anni sono continuati ad arrivare campioni: nella stagione 1987-1988 sono stati acquistati Ancelotti e i due olandesi Gullit e Van Basten, a cui nel 1989 se ne è aggiunto un terzo, Frank Rijkaard. Il trio olandese è stato il principale protagonista dei successi dei rossoneri a cavallo tra gli anni 1980 e 1990, che hanno portato il club di via Turati a vincere 1 campionato, 1 Supercoppa italiana, 2 Champions League, 2 Supercoppe Uefa e 2 Coppe Intercontinentali. Dopo quattro stagioni gloriose che hanno portato i rossoneri a guadagnarsi il soprannome di Immortali, nel 1990 Sacchi ha lasciato il Milan per diventare commissario tecnico della nazionale italiana, ed ha preso il suo posto Fabio Capello. Fuori dalle coppe a causa della squalifica rimediata l’anno prima nella partita contro il Marsiglia, la squadra dell’allenatore friulano è riuscita a vincere il campionato della stagione 1991-1992 senza troppi problemi, segnando 74 goal e subendone 21: a questo successo in Serie A se ne sono aggiunti altri tre, arrivati consecutivamente tra il 1993 ed il 1996. Nel 1994 inoltre i rossoneri sono riusciti a vincere anche la Champions League, battendo il Barcellona nella finale di Atene per 4-0: da sottolineare che all’inizio di quella stagione erano arrivati gli addii di Gullit ed Evani (passati alla Sampdoria) e di Rijkaard (ritornato all’Ajax).
Inter (epoca Mancini e Mourinho)

L’Inter vincente di Mancini è sicuramente figlia di Calciopoli: come ben sappiamo, la Juventus nel 2006 è stata retrocessa in Serie B, e a Milano sono arrivati proprio due ex giocatori bianconeri, Ibrahimovic e Vieira. Da qui l’Inter è partita per costruire il suo ciclo vincente, tanto che successivamente sono arrivati calciatori di livello come Eto’o, Snejider e Milito. Ma andiamo per ordine: il 2006 è iniziato come l’anno precedente, ovvero con la vittoria in Supercoppa italiana contro la Roma (battuta 4-3), e si è concluso con il trionfo del quindicesimo scudetto. L’unico trofeo che iniziava a mancare era la Champions League, vinta l’ultima volta nel 1965, ma nel 2007 e nel 2008 l’Inter viene eliminata rispettivamente prima dal Valencia e poi dal Liverpool. La disfatta contro i Reds è quella che ha portato all’addio di Mancini, che nella stessa sera della conferenza stampa post-gara, l’11 maggio 2008, si è auto-esonerato da allenatore, per poi tornare sui propri passi ed essere allontanato ufficialmente dalla società il 29 maggio. Il 2 giugno 2008 viene ufficializzato sulla panchina dell’Inter José Mourinho, che ha quindi avuto un’eredità pesante da portare avanti: in quattro anni Mancini ha vinto 3 campionati, 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe italiane. Il 24 agosto del 2008 è arrivato il primo successo del tecnico portoghese sulla panchina nerazzurra, battendo in finale ancora una volta la Roma, ma non si è certo fermato lì: in due anni è riuscito a vincere 5 trofei, tra cui 2 scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Champions League ed 1 Supercoppa Italia, portando la società dell’ex presidente Moratti ad ottenere la massima consacrazione sia in Italia che in Europa.