Centurion Experience – Alessandro Benedetti ci parla della rinascita della Lazio

E’ chiaro che quando ha un nome importante le aspettative sono tante, in qualsiasi contento e/o situazione. E’ stato anche questo il caso della S.S Lazio Calcio a 8, vale a dire la squadra che appartiene ad una delle due società calcistiche più importanti a Roma e nella elité italiana. Tuttavia il campionato della Serie Elité disputato dai biancocelesti non è partito nel migliore dei modi, non riuscendo quasi mai a dare segnali di continuità in campo e finendo, di conseguenza, nelle parti basse della classifica. Problemi interni? Troppa supponenza? Torneo sottovalutato? Non lo sapremo mai, ma di sicuro la svolta che c’è stata alla tredicesima giornata di campionato (da lì 7 punti in 4 partite, con una sconfitta che è arrivata di misura dalla Jamaica Team)  è servita per dare man forte alla squadra in vista di una ipotetica rimonta play-off, che dista ormai solamente 4 punti. Serve un mezzo miracolo, in quanto mancano solo due giornate, ma arrendersi è l’ultima cosa che una squadra così importante come la Lazio vuole. Di questo ci ha parlato Alessandro Benedetti, responsabile della squadra:

Facciamo un excursus sul campionato: pochi punti con troppi pareggi?

Il nostro è nato come un progetto giovane, raccogliendo ragazzi sotto i 23 anni e cercando di costruire le basi per un progetto futuro importante. Abbiamo fatto troppo pareggi, molti dei quali forse conseguenza della poca esperienza dei ragazzi nel mondo del Calcio a 8. Noi siamo soddisfatti, nonostante la classifica non ci ha sorriso, ma rimane comunque un’esperienza significativa. Faccio i miei complimenti al torneo, è il primo anno che partecipiamo e abbiamo trovato organizzazione, serietà e competitività, con bella atmosfere ad ogni sera. Una bella aria di sport. Il prossimo anno sono sicuro che saremo migliori, quest’anno “zero” ci ha aiutati sopratutto a crescere”.

Nell’ultima partita, contro il Borussia, è mancata un po’ di cattiveria sotto porta?

“Sì, purtroppo è stata un po’ lo specchio della nostra stagione: non siamo riusciti a concretizzare quello che abbiamo prodotto in campo e, come molto spesso è accaduto, siamo passati in vantaggio ma abbiamo avuto troppo il “braccetto” subendo la veemenza degli avversari. Non siamo stati fortunati e abbiamo preso un po’ di goal stupidi. La società nel corso dell’anno ha voluto cambiare anche la gestione del gruppo, con l’entrata di Benassi e Cesaretti come allenatori, e da quel momento le cose sono andate sicuramente meglio. Hanno fatto un ottimo lavoro con i ragazzi, anche se comunque vogliamo ringraziare i due mister precedenti”.

Sono rimaste due gare con l’obiettivo sesto posto, che saranno due scontri diretti per i play-off. C

Noi proveremo a fare sei punti, non siamo più padroni del nostro destino ma comunque cercheremo innanzitutto di onorare la maglia che portiamo, i 118 anni di storia che rappresentiamo. I ragazzi da un lato subiscono la pressione, ma dall’altra ci dà una spinta in più più nei momenti difficili. Noi faremo la nostra, buttando però ovviamente un occhio sugli altri campi. Magari questa volta la fortuna ci assisterà, al contrario di come è andata in campionato. Poi, se dovessimo entrare nei play-off, allora  ce la giocheremo fino alla morte”.

Dall’esperienza di quest’anno, su che cosa volete migliorare?

“Il presidente Buttaroni e il dirigente Liguori lavorano 360 giorni all’anno per migliorare questa società e questa squadra. Sicuramente ci prepareremo prima dell’inizio del torneo a aggiungeremo qualità alla rosa. Cercheremo di limare gli errori di questa stagione e proveremo ad essere, questa volta, protagonisti”.