Goal&Cash – I diritti TV in Liga
Nuovo appuntamento con Goal&Cash, la nuova rubrica di RadioGoal24 che tratterà il punto di vista finanziario rispetto ai maggiori campionati di calcio europei. Questo nuovo appuntamento cercherà di raccontare, e spiegare nel dettaglio, il funzionamento economico nel grande calcio del Vecchio Continente, soffermandosi sugli incassi che derivano dalle televisioni. Settimana scorsa vi avevamo parlato del funzionamento e della ripartizione dei diritti TV in Premier League.
Oggi ci focalizzeremo sui diritti TV in Liga con la relativa ripartizione dei soldi assegnati alle squadre Prima e di Segunda División, analizzando come sono cambiati nel corso degli ultimi anni.
Diritti TV Liga
In Spagna la ripartizione dei diritti televisivi è caratterizzata dalla vendita centralizzata di quest’ultimi, grazie al decreto emesso dal governo iberico chiamato Real Decreto-Ley n.5/2015, che non ha più permesso alle società di trattare con le televisioni solo ed esclusivamente la cessioni dei propri diritti TV, cosa che favoriva le due big Real Madrid e Barcellona.
A partire quindi dalla stagione 2016-2017 il regolamento per la suddivisione delle entrate prevede che la cifra totale degli incassi sia riservata per il 90% alla Liga, mentre il restante 10% alla Segunda Division spagnola. Successivamente ci sono quattro criteri fondamentali da tenere in considerazione:
- una quota in parti uguali (50% per la Liga, almeno 70% per la Serie B);
- una quota basata legata alle prestazioni sportive (per le squadre della Liga si terrà conto degli ultimi 5 campionati, per la Serie B solo dell’ultimo);
- una quota (un terzo del residuo) legata alla vendita di biglietti e abbonamenti nelle ultime cinque stagioni;
- una quota (due terzi del residuo) basata sul contributo della squadra alla visibilità del campionato.
Per evitare che Real Madrid e Barcellona, nessuna squadra potrà percepire più del 20% della somma totale relativa agli al punto 3 e 4, inoltre il rapporto tra la prima e l’ultima società non può essere superiore al 4,5. Se il ricavo totale legato alla vendita dei diritti superasse il miliardo di euro all’anno, la soglia del 4,5 verrebbe ridotto fino al 3,5 nel caso in cui il montepremi arrivasse a 1,5 miliardi di euro annui.
Come nella maggior parte delle competizioni, una parte dell’importo raccolto attraverso le gare per l’assegnazione dei diritti televisivi venga utilizzata anche per finalità di sistema. Inoltre, per evitare di penalizzare troppo le due big sono state stilate due clausole “salvaguardia” per Barcellona e Real Madrid: verrà fatto un confronto con i ricavi della stagione 2014-2015: nel caso in cui la cifra complessiva dei diritti TV fosse inferiore rispetto a quella incassata in tale stagione, allora i ricavi verranno suddivisi in proporzione rispetto in quanto ottenuto nello stesso anno. Se, invece, la cifra complessiva fosse maggiore, ma le due incassassero di meno a causa dei nuovi criteri, allora gli incassi totali verrebbero riproporzionati fino al pareggio degli introiti del 2014-2015.
Incassi diritti TV Liga 2016/2017
La Liga spagnola ha chiuso il 2016/17 con un rapporto tra la prima e ultima stimato a 3.7:1, un significativo miglioramento rispetto al 2014/15, ultima stagione in cui i diritti tv venivano distribuiti individualmente. L’aumento del valore dei diritti tv ha sostanzialmente spinto verso un sistema di distribuzione più equo, permettendo comunque a Real Madrid e Barcellona di mantenere cifre simili a quelle che ricevevano quando i diritti tv venivano venduti individualmente.
Da questo prospetto, esposto da AS, possiamo vedere come la nuova ripartizione abbia appiattito (leggermente) il gap, specie nella parte centrale e in quella finale della classifica. Barcellona e Real Madrid hanno perso rispettivamente 27 e 32 milioni di euro, rimanendo comunque sopra i 100 milioni. In aumento di 5 milioni sia l’Atletico Madrid che il Valencia, che restano comunque molto distanti. Il resto degli altri club ha avuto un aumento di 3 milioni in media, facendo salire a 30 il minimo del ricavato di ogni club.
Incassi diritti TV Liga 2015-2016

Alcuni ricavi dei diritti TV vanno alla Federazione, come “autofinanziamento”, per esempio per sostenere le squadre retrocesse.
Durante la stagione precedente al decreto Real Decreto-Ley n.5/2015, la Liga incrementò di 386 milioni gli incassi rispetto all’annata precedente, guadagnando 614 milioni di quota nazionale e ben 622 milioni da quella internazionale. Dal totale va tolta la commissione di 93 milioni destinata a Mediapro.
Ci sono anche ulteriori contributi, a carico delle squadre, che servono alla Federazione per autofinanziarsi e per poter reinvestire, come per esempio una quota del 3,5% che serve come paracadute per le squadre retrocesse, o l’1% destinato alla fondo promozione della Lega Calcio spagnola.
Tolte queste cifre, la quota netta di 1.075 milioni di euro viene suddivisa tra Liga e Segunda Division (90% e 10%). La quota spettante al massimo campionato spagnolo è di 968 milioni di euro che vengono suddivisi su 3 campi: il 50% a tutti i club (circa 24,2 milioni cada uno), un 25% sulla base del seguito del club (abbonamenti, biglietti, visibilità) ed il restante 25% a seconda dei risultati sportivi ottenuti negli ultimi 5 anni. Questa metodologia, diversa rispetto a quella attuale, consentiva a Real Madrid e Barcellona di incassare ben 140 milioni di euro a testa.


